L a Regione tuteli i lavorato-ri della Fiat. Il consiglieridel Pd Palma Costi, Stefa-no Bonaccini e Luciano Vecchi hanno presentato una risoluzione alla Giunta di Viale Aldo Moro, firmata anche dalla FdS, Sel e Idv, affinchè si segua con attenzione la situazione dello stabilimento Maserati di Modena e più in generale degli stabilimenti del gruppo Fiat in Emilia Romagna che vedono prospettarsi all'orizzonte l'applicazione del modello Pomigliano. «La situazione di incertezza e di mancanza di informazioni sulle strategie aziendali da parte del Gruppo Fiat, relativamente ad alcuni stabilimenti, in primo luogo Maserati, ci preoccupa fortemente» spiegano i Democratici. Una situazione «di incertezza che sta portando a forti e motivate preoccupazioni. I ritardi e le continue variazioni nei piani industriali e di investimento del Gruppo Fiat paventano il rischio di abbandono dello stabilimento». «Le generiche dichiarazioni di Marchionne sull'investimento di 550 milioni di euro a Grugliasco (To) per produrre una nuova linea di auto Maserati e sulla continuità dello stabilimento modenese non sono sufficienti» – precisano Costi, Bonaccini e Vecchi che aggiungono: «A Imola, inoltre, il progetto di riconversione, pattuito in sede ministeriale, sul quale si era impegnata la stessa Fiat, non ha avuto finora alcun sviluppo». Nellarisoluzione si esprime inoltre preoccupazione per il fatto che «la Fiat imposta un nuovo sistema di relazioni sindacali che preoccupa fortemente una regione che ha avuto nella collaborazione fattiva tra le parti sociali il punto di forza, anche nei momenti difficili. Una collaborazione che si è concretizzata nel patto per attraversare la crisi, che ha permesso la tenuta della coesione sociale grazie alla responsabilità di tutte le parti e alle azioni condivise a salvaguardia delle imprese e dei lavoratori». I consiglieri chiedono alla Giunta regionale: «di seguire la situazione dello stabilimento Maserati di Modena e degli stabilimenti in Emilia Romagna; di chiedere il rispetto degli impegni presi dalla dirigenza perché gli investimenti in altri stabilimenti siano aggiuntivi e non sostitutivi di quelli in Emilia Romagna; di chiedere alla proprietà la presentazione ad istituzioni e lavoratori di un piano concreto di investimenti per gli stabilimenti presenti nel territorio regionale, ad iniziare da Maserati». Le partecipazioni Prosegue l'inchiesta per turbativa d'asta e abuso d'ufficio sul chiosco comunale al parco Ferrari, in cui sono indagati il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini, all' epoca assessore al Centro storico, e il suo successore l'assessore Antonino Marino. Con loro, sono indagati anche i dirigenti dell'Ufficio Patrimonio Mario Scianti e Giulia Severi. Stamattina, in Procura, verranno sentiti dal Pm Enrico Stefani: il consigliere provinciale Ennio Coffafavi, all' epoca vicesindaco, l'assessore regionale di Sel Massimo Mezzetti, allora segretario provinciale Ds e il comandante dell'Unione delle Terre Verdiane Claudio Malavasi, ex capo del nucleo commerciale della polizia municipale. La Procura cercherà, con le loro testimonianze, di far luce sull'ingresso dei soci di Sdps nella birreria del chiosco, avvenuto l'estate del 2003, e sull'ipotesi di favoritismi nei loro confronti e della loro gestione da parte dell'amministrazione. Si cercherà anche di verificare eventuali pressioni nei confronti della concessionaria precedente Tina Mascaro. Il magistrato è interessato anche alla testimonianza di Corni, socio della Mascaro nel parco fino al 2000 e assolto lo scorso anno dall'accusa di averla uccisa il 1 febbraio 2007. P.B.M. www.unita.it Risoluzione Pd condivisa dagli alleati in cui si chiede alla giunta regionale di vigilare sul futuro della fabbrica modenese e degli altri siti del gruppo Fiat Il Gruppo Fiat è presente a Modena e in provincia con: Comau Spa; Ferrari Spa; Maserati Spa; Fiat Service; Sirio Sc Spa e Cnh Italia. LA FIAT NEL MODENESE Brevi Chiosco al parco Ferrari Mezzetti oggi in Procura MASERATI Il Centrosinistra a Errani: «No all'effetto Marchionne» Lo stabilimento Maserati PAOLA BENEDETTA MANCA MODENA pbmanca@gmail.com SANITÀ Trapianto rivoluzionario Due team del Policlinico hanno eseguito con successo, tra i primi in Europa, l'impianto di un epitelio di cellule staminali sulla cornea sinistra di un 59enne sardo che, nel 1992, perse la vista per un contatto con acido solforico. SEL La proposta di Bilancio Lotta all'evasione fiscale, ridurrei costi della politica, le consulenze esterne e gli stipendi dei nominati nelle partecipate. Ma anche stop alle esternalizzazioni e recupero della remunerazione del 7% sulla bolletta dell'acqua. È la ricetta di Sel di Modena per i bilanci 2012 degli enti locali. PROVINCIA Rispettate le scadenze laProvincia, nonostante i rigidi parametri del Patto di stabilità, riesce a rispettarei tempi di pagamento contrattuali ai propri fornitori. A ricordarlo, ieri, l'assessore al Bilancio Marcella Valentini. CRIMINALITÀ Furto sventato Un furto in un'abitazione con cassaforte è stato sventato dalla polizia in via Pulci, dopo la segnalazione di un residente che aveva sentito forti rumori in un appartamento. L'arrivo della Volante ha fatto fuggire i ladri. ANIMALI Salvati cani maltrattati Maxi sequestro di cani maltrattati a Modena. L'operazione è stata condotta dalla Polizia municipale di Modena e del Distretto ceramico e coordinata dalla Procura di Modena. NATALE Al via il Mercatino Con il mercatino natalizio "Luci nel verde", che si svolge domani dalle 9 alle 14 nella piazzetta del centro commerciale Torrenova, partono le iniziative natalizie della Circoscrizione 2. Il mercatino tornerà anche sabato 8 dicembre. Modena XIVENERDÌ2 DICEMBRE2011
Rifiuti, De Magistris contro Clini È scontro sull'esercito a Napoli Tesi e posizioni diverse sull'opportunità di inviare l'esercito a Napoli per occuparsi di rifiuti. Da un lato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, da Trieste, rilancia la possibilità di ricorrere al contributo dei soldati, sottolineando che quella dei rifiuti a Napoli «non è una faccenda di organizzazione della raccolta, ma una questione di ordine pubblico» e, in quanto tale, va risolta «con le forze dell'ordine ed eventualmente con l'esercito». Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, dal canto suo, sottolinea però che occuparsi di rifiuti «non è nostro compito». Da Napoli, il sindaco Luigi de Magistris, invece, risponde che i soldati non servono, così come non sono necessari termovalorizzatori. «I commissariamenti non hanno portato a nulla di buono e l'esercito non serve - sostiene - abbiamo bisogno di aiuto dal governo, chiediamo ciò che ci spetta: soldi per la differenziata, per l'impiantistica adeguata e per la sfida della rivoluzione ambientale». Perché Napoli, ribadisce, «è uscita dall'emergenza senza esercito o leggi speciali. Quando sabato il ministro sarà qui glielo diremo». Domani, infatti, è in programma un vertice tra Clini, il sindaco, il governatore Stefano Caldoro, e il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro. NO AL TERMOVALORIZZATORE Nessuna emergenza in città, precisa comunque il sindaco, insieme con il suo vice Tommaso Sodano confermando il “no” di Palazzo San Giacomo al termovalorizzatore. «Quell'impianto non risolve il problema immediato dei rifiuti - spiega il sindaco - l'inceneritore sarebbe pronto tra quattro anni. In ogni caso spetta alla Regione farlo e il bando che hanno indetto è andato deserto, segno che neppure gli industriali lo vogliono». «Non capiamo perché si parli di emergenza - afferma Sodano - Il sospetto è che dietro questa evocazione ci sia qualche regia occulta». Anche il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore ha espresso la sua contrarietà all'invio dell'esercito a Napoli: «Sono sempre stato contrario all'esercito come protezione del territorio. Questa è una storia vecchia sulla quale sono sempre stato contrario». Caldoro invita a «non creare allarmismi», anche se «la situazione è molto seria». «Siamo di fronte a un'oggettiva crisi strutturale - spiega - perché Napoli e provincia, e in parte Salerno, ci hanno già comunicato la loro non autosufficienza». Con Clini, «faremo il punto e il Governo ci ha già garantito di essere disponibilè se ci sarà bisogno di nuovi interventi». Il presidente della Giunta campana ha inoltre ricordato gli impegni presi con l'Europa che chiede «di aprire subito discariche, rispondere alla sfida della differenziata e arrivare alle procedure sull'impiantistica, che sono di competenza della Regione». Favorevole all'invio dell'esercito Cesaro, per il quale i soldati possono «per esempio risultare molto utili una volta che si è deciso quali siti aprire per le discariche». Cesaro, inoltre, vuole che il commissario per le discariche, Annunziato Vardè, possa agire in deroga alle normative vigenti, «altrimenti è quasi impossibile riuscire a trovare sul territorio provinciale siti idonei». VIRGINIA LORI Il ministro dell'Ambiente insiste: «È una questione di ordine pubblico». Ma il sindaco respinge l'idea perché Napoli, dice, «è uscita da sola dall'emergenza. Ora servono fondi». Ancora bufera sul termovalorizzatore. NAPOLI enel.it AL CUORE DELLA TUA ENERGIA C'È UN CERVELLO. CONTATORE ELETTRONICO ENEL. IL FUTURO DELL'ENERGIA ABITA A CASA TUA. Dal 2001, continua a costruire il futuro vicino a te. È il Contatore Elettronico, una delle più grandi innovazioni infrastrutturali di Enel, che festeggia i suoi 10 anni in 36 milioni di case con un risparmio di 30.000 tonnellate di CO2 ogni anno. Una tecnologia nata per darti, insieme all'energia, le informazioni che servono a consumare con consapevolezza e scegliere le offerte commerciali più in linea con il tuo stile di vita. Anche se è solo un contatore, presto conterà molto di più, perché diventerà il cuore tecnologico di città sempre più sostenibili. Per questo, se vuoi provare a vedere come sarà il futuro, apri la porta della tua cantina. A Fiuggi congresso del Psi Da oggi a domenica si tiene a Fiuggi il congresso del Psi. I socialisti, guidati da Riccardo Nencini, ribadiscono il sostegno pieno a Monti, al quale chiedono di puntare sulla patrimoniale e sulla tassazione delle rendite finanziarie. Il segretario leggerà anche una lettera al premier. 21 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
In breve dalla regione RAVENNA Coincidenza all'Ausl Una neonata di appena 10 mesi di vita e una signora di 101 anni di vita sono state operate nello stesso giorno dall' equipe di Ortopedia dell'ospedale di Ravenna, diretta da Alberto Belluati. Una curiosa concomitanza perchè registrata nello stesso giorno. RIMINI Capodanno low cost Dal doppio appuntamento con la lirica al Palacongressi l'1 e il 3 gennaio, tornato in calendario dopo che sembrava fosse stato cancellato per mancanza di fondi, all'anteprima mondiale del tour di Laura Pausini, reinventata come pacchetto turistico per il weekend del 18 dicembre, passando per la sera del 31, quando si esibirà Franco Battiato in piazzale Fellini. Sarà un capodanno «fuori dai soliti schemi» quello 2011 per Rimini, come rivendica con orgoglio il sindaco Andrea Gnassi. Il tutto riducendo la spesa a carico del Comune del 70%, da 800.000 a 230.000 euro. FERRARA Premio al precario Il Premio Stampa 2011 dell'Associazione Stampa Ferrara è stato assegnato al giornalista precario ferrarese. Lo ha deciso l'assemblea dell'Assostampa riunita per decidere a chi dare il riconoscimento fondato nel 1958. FORLÌ Tutto pronto per il Natale Luci e addobbi (160 “stelle comete” a partire da sabato), la Giostra dei cavalli antica per i bambini, mercatini, laboratori nella “Casina di Babbo Natale”, il “Vino di Natale” che verrà regalato a chi fa shopping, il tradizionale albero in piazza Saffi a partire dall'8 dicembre. Queste le iniziative che “Forlì nel Cuore”, la società di promozione del centro cittadino forlivese, propone quest'anno tra le vie e le piazze della città in vista del Natale grazie all'iniziativa di circa 160 esercenti, artigiani e società di servizi. Il programma di iniziative sarà concentrato prevalentemente nei fine settimana di dicembre. PARMA Welfare, ecco 45 milioni Ammontano a 45,5 mlioni le risorse del Fondo per la non autosufficienza stanziate dalla Regione a favore dell'Asl di Parma. In particolare 33 milionie 592 mila euro sono destinati alle persone di età superiore ai 75 anni, 1 milione e 735mila andranno alle persone affette dagravissime disabilità acquisite, e 9 milioni e 539 mila euro serviranno alla cura dei disabili. Lo comunica il consigliere regionale Gabriele Ferrari (Pd). FERRARA I traguardi di CiboAmico È partito a ottobre nella mensa ferraresedi Hera, presso la sede di viaDiana, il progetto «CiboAmico», per il recupero degli alimenti non consumati, a favore di persone che vivono situazioni di difficoltà. L'operazione si avvaledella collaborazione con Concerta e con Last Minute Market, spin off accademico dell'Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco. In base all'accordo firmato con Viale K onlus (che a Ferrara offre ospitalità ad adulti con difficoltà economiche e abitative) il cibo recuperato sarà utilizzato per i pasti serali per gli ospiti della struttura di pronta accoglienza di via Mambro. PIACENZA Tentato furto di gomme Hanno cercato di rubare le gomme di un'auto in sosta in via Damiani, a Piacenza, ma sono stati visti da un cittadino che risiede nei paraggi che ha chiamato la polizia, facendoli fuggire a gambe levate. Cielo nuvoloso con pioggia.
www.unita.it Zapping I MIGLIORI ANNI N.C.I.S. L.A. RESTO UMILE WORLD SHOW THE FAMILY MAN RAIUNO ORE:21:10 SHOW CON CARLO CONTI CON CHRIS O'DONNELL CON CHECCO ZALONE CON NICOLAS CAGE RAIDUE ORE:21:05 SERIE TV CANALE 5 ORE:21:10 SHOW ITALIA 1 ORE:21:10 FILM Rai 1 Rai 2 Rai 3 RAI 1Canale 5 Rete 4 Italia 1 La 7 Sky Cinema 1 HD Sky Cinema family Sky Cinema Passion Cartoon Network Discovery Channel Deejay TV MTV 21.10 Il trono di spade. Serie TV 22.05 Il trono di spade. Serie TV 23.05 L'immortale. Film Azione. (2010) Regia di R. Berry. Con J. Reno M. Foïs. 01.10 Che ine hanno fatto i Morgan?. Film Commedia. (2009) Regia di M. Lawrence. Con H. Grant 21.00 Dragon Trainer. Film Animazione. (2010) Regia di C. Sanders. 22.40 Tesoro, mi si è allargato il ragazzino. Film Commedia. (1992) Regia di R. Kleiser. Con R. Moranis M. Strassman. 00.15 Immaturi. Rubrica 21.00 The Company Men. Film Drammatico. (2010) Regia di J. Wells. Con B. Aleck C. Cooper. 22.50 L'amante. Film Drammatico. (1992) Regia di J. Annaud. Con J. March T. Leung Ka Fai. 18.30 Adventure Time. 18.45 The Regular Show. 19.10 Ben 10 Ultimate Alien. 19.35 Ben 10: Ultimate Challenge. 20.00 Star Wars. La minaccia Padawan. 20.30 Adventure Time. 20.55 The Regular Show. 21.20 Generator Rex. 21.45 Virus Attack. 18.00 Miti da sfatare. Documentario 19.00 Factory Made. Documentario 19.30 Factory Made. 20.00 Top Gear. Documentario 21.00 Epidemie killer. Documentario 22.00 Dual Survival. Documentario 23.00 River Monsters. Documentario 18.35 Platinissima presenta Good Evening.Show. 20.00 Lorem Ipsum. Attualita' 20.20 Glam Djette. Musica 21.00 Fino alla ine del mondo. Documentario 22.00 Deejay chiama Italia.Rubrica 23.30 Lorem Ipsum. 19.05 Ginnaste: Vite parallele.Show. 20.00 La vita segreta di una Teenager Americana. Serie TV 21.00 Ginnaste: Vite parallele. Show. 23.00 Speciale MTV News. Informazione 23.30 South Park. Serie TV 21.10 I migliori anni. Show.Conduce Carlo Conti. 23.35 TV 7. Informazione 00.35 L'appuntamento. Informazione 01.05 TG 1 - NOTTE. Informazione 01.06 Tg1 Focus. Informazione 01.35 Che tempo fa. Informazione 01.40 Qui Radio Londra. Attualita' 21.05 Delitto alla Casa Bianca. Film Regia di D. H. Little. Con Wesley Snipes, Diane Lane 23.00 Radici: “Bosnia”. 00.00Tg3 Linea Notte. Informazione 00.10 Tg Regione. Informazione 01.05 Appuntamento al cinema. Rubrica 21.05 N.C.I.S. L.A.. Serie TV Con Chris O'Donnell, LL Cool J, Daniela Ruah. 21.50 Blue Bloods. Serie TV Con Tom Selleck, Donnie Wahlberg, Bridget Moynahan. 22.40 Cold Case. Serie TV Con Kathryn Morris, Danny Pino, John Finn. 21.10 Resto umile world show. Show.Conduce Checco Zalone. 23.15 Mai dire grande fratello. Show 00.00Tg5 - Notte. Informazione 00.30 Striscia la notizia. Show.Conduce Ezio Greggio, Enzo Iacchetti. 00.58 Uomini e donne. Show. 21.10 Quarto grado. Informazione 00.00Arlington road - L'inganno. Film Thriller. (1998) Regia di Mark Pellington. Con Tim Robbins, Je Bridges, Joan Cusack. 02.25 La polizia è sconitta. Film Crimine. (1977) Regia di D. Paolella. Con M. Bozzui 21.10 The family man. Film Commedia. (2000) Regia di Brett Ratner. Con Nicolas Cage, Tea Leoni. 23.45 Un semplice desiderio. Film Fantasia. (1997) Regia di M. Ritchie. Con Martin Short, Kathleen Turner, Mara Wilson. 01.35 Poker1mania. Show. 21.10 Italialand. Show.Conduce Maurizio Crozza. 23.05 Italialand. Show.Conduce Maurizio Crozza. 23.30 Sotto canestro. Rubrica 00.05 Tg La7 - Informazione. Informazione 00.15 (ah)iPiroso. Talk Show.Conduce Antonello Piroso. 06.45 Unomattina. Show. 11.00 TG 1. Informazione 11.05 Occhio alla spesa. Rubrica 12.00 La prova del cuoco. Show.Conduce Antonella Clerici. 13.30 TELEGIORNALE. Informazione 14.00 TG 1 Economia. Informazione 14.01 Tg1 Focus. Informazione 14.10 Verdetto Finale. Show. 15.15 La vita in diretta. Show. 16.50 TG Parlamento. Informazione 16.51 Previsioni sulla viabilità. Informazione 17.00 TG 1. Informazione 17.10 Che tempo fa. Informazione 18.50 L'Eredità. Gioco A Quiz 20.00 TELEGIORNALE. Informazione 20.30 Qui Radio Londra. Attualita' 20.35 I soliti ignoti. Show. 06.30 Cartoon Flakes. Cartoni Animati 09.30 TGR - Montagne. Informazione 09.40 Meteo 2. Informazione 10.00 Tg2punto.it. Rubrica 11.00 I Fatti Vostri. Show.Conduce Giancarlo Magalli, Adriana Volpe, Marcello Cirillo. 13.00 Tg 2. Informazione 13.30 TG 2 Costume e Società. Rubrica 13.50 TG 2 - Eat Parade. Rubrica 14.00 Italia sul Due. Talk Show. 16.10 Ghost Whisperer. Serie TV 16.50 Hawaii Five-0. Serie TV 17.50 TG 2. Informazione 18.00 Rai TG Sport. Informazione 18.15 Tg 2. Informazione 19.35 Squadra Speciale Cobra 11. Serie TV 20.30 TG 2 - 20.30. Informazione 08.00 Agorà. Talk Show. 09.50 Dieci minuti di... Rubrica 10.00 La storia siamo noi. Documentario 11.00 Apprescindere. Talk Show. 11.10 Tg3 Minuti. Informazione 12.00 Tg3. Informazione 12.01 Rai Sport Notizie. Informazione 12.25 Tg 3 Fuori Tg. Rubrica 12.45 Le storie - Diario italiano.Talk Show. 13.10 La strada per la felicità.Serie TV 14.00 Tg Regione. / Tg3. 14.50 TGR Leonardo. Informazione 15.05 Lassie. Serie TV 15.55 Cose dell'altro Geo. Rubrica 17.40 Geo & Geo. Documentario 19.00 Tg3. / Tg Regione. 20.00 La crisi. In 1/2 h. Attualita' 20.20 Blob.Rubrica 20.35 Un posto al sole. Serie TV 07.55 Traico. Informazione 07.58 Borse e monete. Informazione 08.00 Tg5 - Mattina. Informazione 08.40 La telefonata di Belpietro. Rubrica 08.50 Mattino Cinque. Show.Conduce Federica Panicucci, Paolo Del Debbio. 09.55 Grande Fratello. Reality Show. 10.00 Tg5 - Ore 10. Attualita' 11.00 Forum.Show. 13.00 Tg5. Informazione 13.41 Beautiful. Soap Opera 14.10 Centovetrine. Soap Opera 14.45 Uomini e donne. Talk Show. 16.15 Amici. Talent Show 16.55 Pomeriggio Cinque. Talk Show. 18.50 Avanti un altro!. Gioco a quiz 20.00 Tg5. Informazione 20.31 Striscia la notizia. Show. 06.40 Media shopping. Shopping Tv 06.55 Zorro. Serie TV 07.25 Starsky e Hutch. Serie TV 08.20 Hunter.Serie TV 09.40 R.I.S. Delitti imperfetti. Serie TV 10.50 Ricette di famiglia. Rubrica 11.30 Tg4 - Telegiornale. Informazione 12.02 Detective in corsia. Serie TV 13.00 La signora in giallo. Serie TV 13.50 Sessione pomeridiana: il tribunale di forum. Talk Show. 15.35 Sentieri. Soap Opera 15.50 Intrigo internazionale. Film Spionaggio. (1959) Regia di Alfred Hitchcock. Con Cary Grant, Eva Marie Saint, James Mason. 18.55 Tg4 - Telegiornale. Informazione 19.35 Tempesta d'amore. Soap Opera 20.30 Walker Texas ranger.Serie TV 06.50 Cartoni animati 08.40 Una mamma per amica.Serie TV 09.00 Tgcom24 all news. Informazione 09.10 Una mamma per amica.Serie TV 10.35 Grey's anatomy. Serie TV 12.25 Studio aperto. Informazione 13.00 Studio sport. Informazione 13.40 I simpson. Serie TV 14.35 Dragon Ball. Cartoni Animati 15.00 Big bang theory. Serie TV 15.35 No ordinary family. Serie TV 16.25 La Vita secondo Jim. Serie TV 16.50 Giovani campionesse. Serie TV 17.45 Dragon ball. Cartoni Animati 18.30 Studio aperto. Informazione 19.00 Studio sport. Informazione 19.25 Dr House - Medical division.Serie TV 20.20 C.S.I. - Scena del crimine.Serie TV 06.55 Movie Flash. Rubrica 07.00 Omnibus. Informazione 07.30 TG La 7. Informazione 09.40 Coee Break. Talk Show. 10.35 L'aria che tira. Talk Show. 11.25 S.O.S. Tata. Reality Show. 12.25 I menù di Benedetta. Rubrica 13.30 Tg La7. Informazione 14.05 Il cacciatorpediniere maledetto. Film Guerra. (1952) Regia di C. Bennett Con T. Howard 16.00 Atlantide - Storie di uomini e mondi. Documentario 17.10 How Does It Work. Documentario 17.25 Movie Flash. Rubrica 17.30 The District. Serie TV 18.30 The District. Serie TV 19.20 G' Day.Attualita' 20.00 Tg La7. Informazione 20.30 Otto e mezzo. Rubrica SERA SERA SERA SERA SERA SERA SERA 44 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
tutto in Francia e in Italia. Per la stessa ragione, la scoperta nel 1992/93 di una sua collaborazione, peraltro assai circoscritta e in fondo scarsamente significativa, con la famigerata polizia segreta della Ddr, la Stasi, suscitò una ondata di attacchi, spesso violenti e ingiustificati, contro la sua persona e un'animata polemica sulla stampa tedesca, destinata a rimbalzare oltre confine. Per molti aspetti Christa Wolf è stata percepita come l'emblema, nel bene e nel male, dell'arte tedesca nata all'ombra della speranza e del potere socialista. Con la dissoluzione dello stato in cui aveva svolto sempre più un ruolo pubblico, fino alla grande manifestazione dell'autunno 1989, che la vide parlare di fronte a una piazza gremita di contestatori del regime, anche Christa Wolf è stata sottoposta a un tentativo radicale di liquidazione che non ammetteva differenziazioni e distinguo di alcun tipo. E tra i capi di imputazione non contava tanto la sua presunta attività spionistica, quanto piuttosto la sua presenza militante nel partito socialista, la sua candidatura negli anni Sessanta ad un posto nel Comitato Centrale, la sua appartenenza tra il 1955 e il 1977 all'Ufficio di Presidenza dell'Unione degli scrittori del paese. Come a tutti gli scrittori e gli intellettuali rimasti nella Ddr, la Wolf veniva accusata di essere venuta in qualche modo a patti con un regime dittatoriale e totalitario, o di aver quantomeno ingenuamente creduto di poter rinnovare dall'interno un sistema di per sé non riformabile. E a lei si contrapponevano gli esempi di coloro che per la loro indisponibilità al compromesso erano stati costretti a lasciare la Germania comunista. Ma una lettura troppo storico-politica rischia di appiattire l'opera di Christa Wolf, scrittrice che negli anni Sessanta si afferma invece nell'ambito di lingua tedesca per la sua capacità di mettere a fuoco proprio la dimensione privata, la sfera dei sentimenti e delle emozioni, la vita quotidiana, quasi applicando la formula con cui Ingeborg Bachmann, nelle sue lezioni di poetica a Francoforte, aveva sintetizzato la modernità novecentesca: non è l'Io a vivere nella Storia, ma è la storia a vivere nell'Io. Se nel Cielo diviso (1963) il trauma della costruzione del muro di Berlino veniva tematizzato all'interno di una storia d'amore, anche a costo di qualche sentimentalismo di troppo, è soprattutto in Riflessioni su Christa T. (1968), che la Wolf dà il meglio di sé cercando di ricostruire sul filo della memoria l'identità di una donna, amica della voce narrante, morta di leucemia. È qui che l'autrice trova lo stile e la formula che caratterizzerà le sue migliori prove successive e in particolare il riuscitissimo Trame di infanzia (1976): il lavoro lento e faticoso del ricordo, che non conosce immagini piene e prive di ombre, ma che nella frammentazione e nell'incertezza dei fatti trova spazio per porre domande centrali sulla esistenza. Se si volesse individuare un nucleo fondativo di tutta la poetica della Wolf, lo si potrebbe forse sintetizzare nella triade freudiana: «ricordare, ripetere, rielaborare». Si sviluppa in tal modo una scrittura frastagliata, in cui il flusso narrativo non è mai compatto, ma conosce invece l'ansia degli interrogativi, della riflessione, la sistematica frattura dei piani temporali. LA SCRITTURA Una narrazione che sconfina talvolta nel frammento aforistico o nella riflessione saggistica, caratteristiche evidenti anche nel suo ultimo libro, La città degli angeli (2010), recentemente pubblicato in italiano dalla casa editrice e/o. Non a caso questo libro reca in esergo una citazione di Walter Benjamin, che sottolinea come il valore del ricordo non sia tanto nel suo contenuto informativo, quanto piuttosto nella caratterizzazione del luogo in cui è stato generato. In questo senso Christa Wolf è stata una acuta narratrice di paesaggi interiori, anche quando la sua attenzione si posava su figure archetipiche del mito greco come Cassandra o Medea. Il suo uso del mito era in fondo di tipo illuministico. In Medea, in particolare, la scrittrice non si pone il compito di una rielaborazione del mito, quanto piuttosto quello di una sua chiarificazione, cercando di ritrovare le ragioni che lo hanno determinato. La lingua di Christa Wolf ha fatto del parlato, quasi un recitativo operistico, la sua caratteristica peculiare. Frammenti del discorso quotidiano, che si fanno largo nella trama della narrazione, su cui si innestano invece motivi lirici o brevi formulazioni gnomiche: uno stile composito e fatto di salti di registro, che mette a dura prova i traduttori, come la bravissima Anita Raja. Forse non tutti i suoi libri sono capaci di reggere questa tensione, e alcune delle sue prove più recenti, come ad esempio In carne e ossa (2002), denotano una mano più stanca. Il tempo darà conto della qualità di questa prosa e della sua tenuta. Per il momento vale rendere omaggio a una donna coraggiosa e tenace, che ha perseguito, con tutte le sue contraddizioni, un percorso artistico e intellettuale radicato nella Storia del Novecento, con tutte le sue speranze e illusioni. T ra gli svariati cuori cheChi scrive muore (pagi-ne 118, euro 16,00,Bompiani), il nuovo libro di Massimiliano Governi, custodisce, quello che, in profondità, batte più forte è quello che esplora la vicenda di Roberto Saviano. O meglio, senza nomi, la vicenda di uno scrittore condannato a una nomade prigionia per via di quanto ha scritto e la vicenda di quanti per analogia o per opposizione sono legati alla sua sorte. Governi immagina che la storia dello scrittore approdi a due estremi, il Sogno e l'Incubo: gli dà la facoltà onirica di cancellare quanto ha scritto, di notte, mentre dorme, e di ricominciare da capo (quello che Saviano non può fare), e di giorno invece permette alla camorra di ammazzargli uno dopo l'altro i membri della sua famiglia (cosa che per fortuna non è successa). E poi c'è la compagna che non sopporta quel vivere claustrofobico, c'è il magistrato antimafia che salta in aria, ci sono gli attentatori disegnati come una sconcia informe trinità, padre, figlio e transessuale, e c'è il caposcorta, Angelo, con una vita impossibile come quella dell'obiettivo umano che protegge. LUCE E BUIO Chi scrive muore è un libro che sceglie una vicenda che è un paradossale intrico di luce e buio: quella di Saviano, il ragazzo che più si espone e più è al sicuro da quelli che nell'ombra tramano per ucciderlo, lo scrittore che perciò abbiamo facoltà di vedere solo quando è sotto i riflettori. E, superato l'abbaglio, la esplora, questa vicenda, nel suo intimo, nel suo tragico e nel suo osceno. Restituendoci un'immagine terribile del Paese che l'ha permessa e che la custodisce. Tra cento anni sarà questa una delle chiavi per decifrare la nostra epoca? Governi lo crede. E questo suo breve bel libro ci dice che ha ragione. Foto di Guenter Gueffroy/Ansa-Epa «Christa è stata un'amica magnifica, e una scrittrice che ci ha cambiato la vita in questi ultimi trent'anni». Sandra Ozzola e Sandro Ferri, che hanno pubblicato con il marchio e/o i libri principali della scrittrice tedesca scomparsa ieri a 82 anni, ricordano così l'autrice di «Cassandra». «Abbiamo mille bellissimi ricordi di lei in Germania, in Italia e altrove, le vacanze trascorse assieme anche con il marito Gerhard, le discussioni letterarie e politiche sempre appassionate, e anche le risate e i momenti conviviali. Fin da “Cassandra” - continuano - le sue parole, i suoi sentimenti e i suoi pensieri ci hanno profondamente influenzati e trasformati e poi l'abbiamo seguita come suo editore italiano in tutto il suo coraggioso cammino». Christa, concludono, «lascia in tutti noi un esempio di rigore, intelligenza, umanità e sensibilità insuperabili. L'ultimo volume della scrittrice è solo da qualche settimana nelle librerie della penisola. “La città degli angeli” descrive il soggiorno di Christa Wolf a Los Angeles tra il 1992 e il 1993, ospite della Fondazione Getty, soggiorno che coincisecon una profonda crisi nella vita della scrittrice, vittima di una violenta campagna di stampa». MARIA SERENA PALIERI Thomas Pavel Una lectio Alle 17.30 Thomas Pavel, uno dei più importanti teorici del romanzo (docente alla University of Chicago) terrà la lectio magistralis su Narration et réflexion, alla Biblioteca Angelica (PiazzaSant'Agostino, 8). L'intervento concluderàla presentazione dei libri dell'Associazione Malatesta dedicati al teatro e alle letterature comparate. www.sigismondomalatesta.it «Un esempio di rigore, intelligenza, umanità» La casa editrice e/o Governi e Saviano tra il sogno e l'incubo spalieri@tin.it 39 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
S i spegne sul nascere unnuovo focolaio polemiconella coalizione di gover-no locale ma si riapre lo scontro tra mondo cattolico e laici, tra Chiesa e Amministrazione comunale. Il presidente della Commissione politiche sociali, Pasquale Caviano, dell'Idv, dopo l'annuncio di una pausa di riflessione condivisa dal sindaco Merola che stava rischiando di mandare nuovamente in tilt la maggioranza, ha annunciato per la prossima settimana la convocazione della Consulta per l'elezione del presidente. E ha sottolineato: «Tutte le associazioni che hanno fatto richiesta sono state ritenute idonee, quindi non vi sarà nessuna preclusione». È il via libera all'ingresso delle due associazioni dell'universo gay - Agedo e Famiglie Arcobaleno - contro il quale si erano schierate dieci associazioni cattoliche capeggiate dalle Acli. «Nessuna preclusione», aveva detto il segretario Pd, Raffaele Donini. «Subito la convocazione della Consulta», aveva chiesto la presidente del Consiglio comunale, Simona Lembi. «Nessun temporeggiamento», aveva ammonito Sel annunciando un presidio sotto il Comune. Protestarevocata e caso chiuso nella maggioranza. Soddisfatti Idv e Sel, mentre i gay cantano vittoria. Ma subito si apre il fronte polemico con i cattolici. Il presidente provinciale delle Acli, Francesco Murri, minaccia il ritiro delle associazioni cattoliche dalla Consulta (ma non tutte sono d'accordo con lui), mentre Maria Cristina Marri dell'Udc annuncia un ricorso al Tar e attacca duramente l'assessore alle Politiche sociali del Comune, la cattolica di Sel Amelia Frascaroli. «Il suo è stato un colpo di mano», dice, denunciando violazioni regolamentari e il mancato rispetto dell'autonomia della Consulta. Ma è dal vicario del vescovo, monsignor Giovanni Silvagni, che arrivano le parole più dure. Parla di «strappo alla Costituzione e al Codice civile», di una «operazione che scardina i connotati di ciò che è famiglia», dice che «se il Comune la sposerà si assumerà la responsabilità di uno stravolgimento del vivere civile». Pacata, meditata ma ferma la replica della Giunta che arriva dal coordinatore, Matteo Lepore. Prima invita a distinguere i ruoli istituzionali e ricorda che la Consulta «è un tema del Consiglio» e non dell'esecutivo. Poi afferma: «Mi pare che sia stata presa la decisione più saggia e noi la rispettiamo. La Consulta è il luogo del confronto, più voci ci sono meglio è. Le esclusioni e la contrapposizione ideologica non giovano a nessuno». E rivolto indirettamente a via Altabella, aggiunge: «Questa scelta del Consiglio comunale non mette assolutamente in discussione l'impegno della Giunta per la famiglia. Non ci deve essere alcun timore in tal senso». Poi Lepore conclude con un appello a tutte le parti: «Mi pare che sia arrivato il momento di abbassare i toni. Si possono avere opinioni diverse su questi temi, ma non si può avere paura del dialogo». «Avanti con l'insediamento della Consulta e avanti col confronto», commenta Simona Lembi. Che poi si dice «rammaricata» per la diffida delle associazioni cattoliche «allo scopo di fermare la procedura insediativa», pur in presenza dei «presupposto oggettivi» previsti dallo statuto. Anche le cooperative hanno perso per strada utili e, soprattutto, lavoratori a causa della crisi. A lanciare l'allarme è Carlo Zini, presidente dell'associazione nazionale delle cooperative di produzione e lavoro di Legacoop, ieri nel corso dell'assemblea nazionale dell'Ancpl a Bologna. «Le stime per il 2011 indicano una contrazione dei ricavi del 5% - avverte Zini nella sua relazione iniziale - e una redditività in decisa frenata di circa il 10%. Tutto ciò porterà a una contrazione dei livelli occupazionali, che si stima del 3-4%». Insomma, la crisi fa sentire il suo peso anche sulle coop, nonostante i «risultati di assoluto rilievo» conseguiti nel 2010. Sulle cooperative, afferma il presidente dell'Ancpl, nell'ultimo anno ha pesato «l'accresciuta fiscalità, esito di un attacco politico e di spinte omologatrici». Ma anche «uno scellerato Patto di stabilità - attacca Zini - che ha avuto l'effetto di mettere sul lastrico migliaia di imprese e lavoratori». Prima le divergenze sull'occupazione dell'ex cinema Arcobaleno, poi i “distinguo” sul People Mover e sulla fusione Fer-Atc, infine il “caso gay nella Consulta”. Sono state due settimane difficili per la coalizione Pd, Idv e Sel che governa il Comune. Il monito del sindaco Merola alla sua maggioranza («così non va bene, non può essere solo un gruppo a sostenere l'esecutivo») e il richiamo forte del segretario Pd Donini agli alleati («serve responsabilità da parte di tutti, non esiste che ci siano battitori liberi») sembrano aver fermato le fibrillazioni. «Con la politica si aggiusta tutto», dice il capogruppo Pd, Sergio Lo Giudice. Ma le verifiche tra i gruppi di maggioranza continuano. L'ultima era in programma ieri sera su Hera. Un altro tema delicato, visto che in ballo ci sono, da un lato, le liberalizzazioni volute dal governo ma contrastate dal Comune e, dall'altro, il futuro della multiutility e la qualità dei servizi. Altre seguiranno nei prossimi giorni. E se i chiarimenti soprattutto sui rapporti tra Giunta e Consiglio hanno rasserenato gli animi, i vendoliani non sembrano per niente intenzionati a “rientrare nei ranghi”. «Noi non siamo Rifondazione - dice il consigliere regionale di Sel, Gian Guido Naldi - ci vogliamo misurare col governo locale e non cerchiamo di smarcarci. Ma i cittadini ci hanno votati perchè siamo una forza di “sinistra sinistra”, diversa dal Pd, non per fare la ruota di scorta dei democratici. Questo mandato lo vogliamo esercitare, e non vuol dire che perciò ci metteremo a fare i dispetti». «Non c'è mai stato e non c'è un problema di tenuta della maggioranza a Palazzo d'Accursio - aggiunge il coordinatore dei vendoliani, Luca Basile - la nostra volontà politica è di andare avanti insieme migliorando nel merito le scelte programmatiche e di governo. Per questo abbiamo chiesto tavoli preventivi sulle scelte da fare». cla.vi. www.unita.it Caso chiuso nella coalizione ma la Chiesa attacca Lepore: «Resta il nostro impegno per la famiglia» Parlano Naldi e Basile Sel: «Avanti insieme ma non saremo mai la ruota di scorta del Pd» Crisi, frenano anche le coop Ricavi in calo del 5% Il caso CONSULTA Sì alle associazioni gay La giunta ai cattolici: «Non temete il dialogo» Le associazioni di genitori omosessuali alla sfilata per il Gay pride CLAUDIO VISANI BOLOGNA cvisani@unita.it Ma le verifiche nel centrosinistra non sono finite Ieri vertice su Hera Lo scontro con la Curia Silvagni: «Strappo alla Costituzione». Lepore: «No, una scelta saggia» BolognaIV VENERDÌ2 DICEMBRE2011
Foto Reutres «La Bce è l'ultimo baluardo a difesa dell'euro». Così Mario Draghi replica alle domande dei parlamentari europei nella sua prima audizione a Bruxelles in veste di presidente della Bce. L'intervento avviene il giorno dopo il blitz di sei banche centrali per fornire più liquidità al sistema del credito. Una mossa drammatica, per salvare la moneta unica europea da rischi fatali. Molte altre mosse servono per mettere in sicurezza l'euro, non esclusa la riforma dei trattati, e Draghi le elenca con la solita lucidità e stringatezza. Il discorso, tuttavia, non sembra aver convinto gli osservatori, visto che subito dopo dalla Banca d'Inghilterra non esclude un'ipotesi di default della moneta. Ma sui mercati gli effetti sono positivi: la tensione si allenta sui titoli sovrani, le aste vanno a buon fine, e lo spread tra i Btp e il Bund scende a 444 punti. L'euro può farcela, anzi deve farcela: e questi sono i suoi giorni decisivi. Sono tre i pilastri indicati dal presidente Bce per centrare l'obiettivo. Il primo è «ridisegnare le regole fiscali (cioè di bilancio) dell'unione» in questo senso «i prossimi giorni saranno cruciali». Il secondo è la creazione di meccanismi finanziari, come ad esempio il fondo salva stati e la «necessità di creare fiducia nel fondo europeo per la stabilità finanziaria». Il terzo pilastro sono «le risposte nazionali» e «i Paesi più in difficoltà si stanno rimettendo in marcia ma in questa fase ciò che più conta sono i risultati». Insomma, prima di arrivare ai trattati bisogna compiere diversi passi. Sembra un assist ad Angela Merkel, che chiede un controllo sulle politiche di bilancio dei partner, e un sistema di sanzioni per chi non è in regola. Nel frattempo interviene anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, confermando l'asse tra Parigi e Berlino. Francia e Germania, dichiara, vogliono «un nuovo trattato europeo». Lunedì il presidente francese vedrà la cancelliera a Parigi. Nel corso del summit - a tre giorni dal vertice Ue dell'8 e del 9 - saranno «fatte delle proposte franco-tedesche per garantire l'avvenire dell'Europa». «Francia e Germania sono per un nuovo trattato europeo, che rifondi e ripensi l'organizzazione dell'Europa. Più responsabilità davanti ai popoli da parte di un vero governo economico, questa è la nostra visione del futuro dell'Eurozona e della futura riforma dei trattati». Il presidente francese invita ad agire in fretta «per evitare di diventare un bersaglio per la speculazioBIANCA DI GIOVANNI Per il Portogallo la manovra più dura dai tempi di Salazar Mario Draghi presidente della Banca centrale europea Il Parlamento di Lisbona ha approvato laFinanziaria 2012 lacrime esangue presentata dal governo conservatore delpremierPedroPassosCoelhoinattuazione dell'accordo di salvataggio da 78 miliardi siglato in maggio con Ue e Fmi. È lamanovrapiùduraimpostaalPaesedalla fine della dittatura salazarista 37 anni fa.Fralenuovemisure, inaggiuntaaiprecedenti giri di vite che hanno messo in ginocchio buona parte della popolazionenelPaese piùpoverodell'Europaoccidentale, l'abolizione di 13ma e 14ma per pensionati e pubblico impiego dai 1100 euro in su, l'aumento di mezz'ora della giornata di lavoro, incrementi di Iva, luce, gas,trasporti.L'obiettivodelgovernoèdi ridurre il deficit pubblico al 4,5% nel 2012, dopo il 5,9% quest'anno. IL CASO Primo Piano Sono giorni cruciali per salvare l'euro. L'avvertimento arriva da Draghi alla sua prima audizione al Parlamento europeo. Subito regole comuni e poi la riforma dei Trattati. Sarkozy: rischiamo di essere spazzati via. ROMA Gli europei ora hanno paura p Sarkozy fa sapere: Merkel d'accordo a rivedere i Trattati. «Rischiamo di essere spazzati via» Il nuovo esecutivo 10 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
piedi» e definito «straordinariamente robusto e importante. Sono certo che abbiamo reso la vita difficilissima (ai disonesti, ndr). Nonostante questo qualcuno è riuscito a sgattaiolare...». Mentre per quel che riguarda l'autorizzazione al gruppo Locatelli per trasformare la cava di Cappella Cantone, nel cremonese, in una discarica per lo smaltimento dell'amianto, Formigoni sottolinea che la procedura è di tipo collegiale, «con l'intento di rendere più trasparenti simili processi autorizzativi». Insomma, gli arrestati non avrebbero potuto partecipare in modo decisivo agli atti per la discarica. Si legge nel documento del giudice: «Nei giorni successivi alla consegna della somma (i centomila euro che sarebbero stati dati il 26 settembre da Locatelli a Rotondaro per Nicoli Cristiani, ndr) venivano captate ulteriori significative conversazioni che evidenziavano, anzitutto, come già dal 28 settembre i collaboratori di Locatelli fossero in possesso di copia informale dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr)». AL CONSIGLIO Il presidente della Regione riferirà lunedì al suo Consiglio. Intanto ieri gli arrestati Franco Nicoli Cristani e Giuseppe Rotondaro sono stati interrogati dal gip di Brescia. «Indico sin da ora la mia disponibilità a dimettermi da qualunque carica», avrebbe assicurato Nicoli, per cui il legale Piergiorgio Vittorni ha chiesto i domiciliari. Nel frattempo una parte del fascicolo d'indagine è arrivata al procuratore milanese Alfredo Robledo, perché il filone che riguarda la presunta corruzione di Nicoli e Rotondaro è di competenza milanese, visto che lo scambio delle mezzatte sarebbe a Milano. Resta invece a Brescia la parte che riguarda il traffico di rifiuti illeciti. Forse il capitolo più importante per i cittadini lombardi. Visto che, secondo l'ipotesi accusatoria, il gruppo Locatelli invece di fornire come da contratto materiale per il fondo stradale, avrebbe scaricato in due cantieri della Bre.Be.Mi - la autostrada Brescia, Bergamo e Milano - rifiuti illeciti. Nicoli Cristiani «È vero mi parlò di un imprenditore che voleva partecipare all'Expo» Comportamento illegale «Mi addolora mi immalinconisce mi sconcerta» «Cromo oltre il limite di legge», «materiale vetroso, piastrelle e laterizi miscelati con scorie». C'è tutto questo, e chissà cos'altro, sotto l'asfalto colato nei due cantieri dell'autostrada Bre.Be.Mi in cui lavorava il gruppo bergamasco Locatelli. È quanto emerge dalle indagini effettuate dalla procura di Brescia nell'inchiesta che ha portato agli arresti del vicepresidente del consiglio lombardo, Franco Nicoli Cristiani, del funzionario Arpa, l'agezia regionale per l'ambiente, Giuseppe Rotondaro e dell'imprenditore Pierluca Locatelli, che dà il nome al gruppo di costruzioni e smaltimento di rifiuti pericolosi. I pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno accertato lo smaltimento di rifiuti illeciti nei due cantieri della cintura autostradale che collegherà Brescia, Bergamo e Milano, grazie alle intercettazioni e alle analisi condotte sui terreni. Gli stessi ingegneri della Bre.Be.Mi, che si costituirà parte civile nel futuro processo, si lamentavano con i dipendenti di Locatelli per il colore e la composizione del materiale portato dai camion, con documenti d'accompagnamento falsi, per riempire il sottosuolo dell'autostrada. Secondo l'accusa, Pierluca Locatelli, avrebbe dato mazzette a Nicoli Cristiani e Rotondaro per oliare le pratiche d'autorizzazione di una discarica d'amianto nel Cremonese. Mentre Rotondaro si sarebbe speso anche per alleggerire i controlli in uno dei cantieri BreBeMi. Cromo, cellophane e plastica Così si costruiva la Bre.Be.Mi. enel.it AL CUORE DELLA TUA ENERGIA C'È UN CERVELLO. ENEL HOME STATION. IL FUTURO DELLA MOBILITÀ ABITA A CASA TUA. Già oggi, per aprire le porte al futuro ti basta aprire la porta del tuo garage. Infatti, con la Home Station, Enel è in prima linea nella realizzazione di soluzioni evolute e intelligenti per ricaricare l'auto elettrica direttamente a casa tua e farti circolare in città sempre più sostenibili, grazie anche ai 500 punti di ricarica innovativi che diventeranno oltre 3000 nel 2012. Per questo, quando vuoi entrare nella nuova era della mobilità, devi solo entrare a casa tua. Con lo smog più morti «Quando aumenta lo smog si muore di più. Per ogni aumento di dieci microgrammi per metro cubo di PM10 si verifica un incremento nel giorno stesso o in quello successivo dell'1,3% nella mortalità totale. Dell'1,4% in quella cardiovascolare del 2,1 in quella respiratoria». È quanto emerge da uno studio MISA riportato da Legambiente Lazio. 19 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
A dama è finalmente libe-ra. Esultano tutti quelliche, in questi giorni, si so-no battuti per fare uscire dal Cie la ragazza senegalese che, dopo aver denunciato alle forze dell'ordine di Forlì, le violenze subite dall'ex convivente, era stata reclusa nella struttura di via Mattei perchè senza permesso di soggiorno. Ora è stata presa in carico dalla «Casa delle Donne per non subire violenza» e si trova in un luogo sicuro. «È un caso molto delicato - commenta Susanna Bianconi, presidente dell'associazione - si tratta di una donna che ha subito violenza. Speriamo che vada tutto bene ma già il fatto che sia uscita dal Cie, è un notevole passo avanti». È stato il Questore Vincenzo Stingone a concederle il permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, come prevede l'articolo 18 della legge Bossi-Fini, dopo aver acquisito il parere di Procura e Questura di Forlì. Adama è apparsa piuttosto provata all'uscita dal Cie, anche se felice, e ha voluto ringraziare tutti quelli che l'hanno aiutata. A partire dalle associazioni “Migranda” e “Trama di Terre” che avevano lanciato un appello in rete per la sua liberazione, sottoscritto da oltre 800 persone. Soddisfatto anche il suo avvocato, Andrea Ronchi, che l'ha assistita fino alla liberazione. «Ora potrà cercare giustizia senza la paura di essere espulsa» ha dichiarato. Del caso si è interessata fortemente il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, che ieri ha ricevuto i ringraziamenti delle parlamentari Pd, Sandra Zampa, Rita Ghedini e Donata Lenzi che avevano chiesto il suo intervento nella vicenda e che ricordano «che sono tante le donne rinchiuse al Cie vittime di violenze» e chiedono a Cancellieri la «rimozione del divieto d'accesso ai giornalisti» in modo che storie come questa non restino nascoste. A ringraziare il ministro, anche l'assessore regionale al Welfare Teresa Marzocchi. Il Coordinamento dei Migranti di Bologna intanto dà la sveglia: «Ora che Adama è libera bisogna fare il passo successivo: unirsi a noi nella lotta per abrogare la Bossi-Fini e il razzismo istituzionale e chiudere i Cie ». E sottolinea: « Senza il coraggio di Adama e questa grande mobilitazione sarebbe ancora dentro il Cie di Bologna». LA STORIA Nuova vita per Adama nella casa protetta Il Cie di Bologna PAOLA BENEDETTA MANCA BOLOGNA bologna@unita.it Ora è fuori da via Mattei La donna aveva subito violenza ed era stata rinchiusa al Cie !"# $ %%&' ( ) %*&' %+&' %)&' !"#$% &'()*( Diritti agli stranieri in Regione La Regione sostenga la campagna e l'appello di Napolitano per dare la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati nel nostro Paese. A chiederlo è una risoluzione proposta in Assemblea legislativa dal Pd e sottoscritta da tutto il centrosinistra, come riferisce in una nota il capogruppo dei democratici in viale Aldo Moro, Marco Monari. VII VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
ni pensionistici». A Montecitorio c'è anche chi avanzato l'ipotesi di presentare emendamenti, ma alla fine la linea è stata quella di aspettare di conoscere gli interventi e poi regolarsi di conseguenza. Su una cosa sono tutti d'accordo: no al blocco dell'adeguamento per le pensioni più basse. Più articolate le posizioni sulla soglia dei 40 anni. Contrario Sergio D'Antoni che dice: «Siamo pronti a valutare le misure nel loro complesso, ma è evidente che devono mirare alla crescita, altrimenti non servirebbero a nulla», e comunque non è «pensabile mettere mano ad una riforma della previdenza saltando il confronto con le parti sociali». Sulla stessa linea Cesare Damiano: «Il sistema contributivo pro-rata può essere una strada da considerare, ma a patto, che le regole per la maturazione della pensione di anzianità restino invariate, soprattutto per la soglia dei 40 anni di contributi». Meno rigidi i lettiani, anche se Francesco Boccia ribadisce: non si possono toccare le pensioni se non arrivano «segnali sulla lotta all'evasione e una patrimoniale seria». T g3 e Tg5 hanno sorpassa-to il Tg1. È succeso duran-te il servizio «Italiani divi-si in due schieramenti: grotta o capanna?», ultimo di 94 servizi sulle statuette del presepe mandato in onda da Minzolini al posto di una notizia. Minzolini, che sarà ricordato con un cofanetto di 5 dvd che raccolgono tutti i servizi in collegamento da San Gregorio Armeno, non cambia linea: è così determinato a tessere ancora le lodi di Berlusconi che se tra vent'anni ci ripensa e chiede scusa lo fanno presidente della Camera. Il sorpasso, insieme alla probabile chiusura di «Novantesimo Minuto», è però sintomo della crisi del servizio pubblico, dalla quale ci si propone di uscire così. 1) «Raibad». Il ministro Passera suggerisce di salvare la Rai dividendola in due: un'azienda in attivo da vendere ai privati e una bad company che resta pubblica, si mantiene con il canone, manda in onda a ripetizione Il Tg1 e Radio Londra e offre un servizio così scarso che mentre la guardi ti perde le valigie. 2) «Cacciare Santoro». È la proposta di Berlusconi. Insieme a: «Togliere il potere ai comunisti» e a un terzo e più ambizioso obiettivo non ancora rivelato pubblicamente: «Sconfiggere i Cartaginesi». 3) «Sessantacinquesimo Minuto». È il nuovo format proposto per salvare la Rai dalla Bce, secondo la quale in Italia non ha senso far giocare le squadre fino alla fine della partita, tanto poi si scopre che si erano messe d'accordo e chi ci rimette sono i tifosi. 4) «La lottizazione in un solo partito». Passare dall'antistorica «Lottizazione in un solo Paese» alla più praticabile «Lottizzazione in un solo partito» è il piano di Fioroni, secondo il quale la spartizione delle nomine Rai tra i partiti non ha funzionato perché ha favorito l'inciucio. Per rilanciare la competizione vera tra le reti Rai, propone di far decide l'intero organigramma al Pd. Francesca Fornario che le abbiamo sottoposto come contributo per il suo programma elettorale, con alcune priorità per noi rilevanti tra i quali la trasparenza, le politiche familiari, l'occupazione e lo sviluppo, le nuove generazioni, la riforma istituzionale della regione, il rilancio della sanità, i servizi sociali, l'immigrazione e le pari opportunità. Le chiedevamo inoltre di dare forti segnali di rispetto di tutte le culture del nostro partito e le abbiamo posto tre questioni per noi centrali: la concezione laica ma non laicista della nostra Costituzione, anche a proposito della famiglia, una concezione solidarista nel sociale e nell'economia, la disponibilità a promuovere, ciascuno nella propria autonomia, la collaborazione tra istituzioni civili e religiose per il bene comune. E infine la richiesta di restare, se perdente, a guidare la coalizione in Regione. Come si vede, abbiamo voluto un confronto sereno ma esigente sui temi e le scelte programmatiche per il Lazio e su queste basi ci siamo impegnati nella campagna elettorale. Purtroppo alcuni silenzi della Bonino su queste questioni significative non solo per noi, la decisione di essere candidata contemporaneamente in Lombardia (e non in alleanza con il Pd), la scelta di concentrare su Roma la campagna elettorale, nonostante una significativa affermazione, non hanno aiutato soprattutto chi, come noi, aveva un compito più arduo di mediazione e di accreditamento presso l'elettorato più scettico e preoccupato da derive laiciste o elitarie. Dispiace che quella che poteva essere un'interessante - anche se forse scomoda - analisi e ricostruzione dei fatti e della dialettica politica in seno a un partito democratico anche di fatto, sia stata immiserita in una ulteriore occasione di “teatrino polico”. * Parlamentare europeo del Pd L'iniziativa Il Partito democratico di Roma incontra il direttore Claudio Sardo e i giornalisti de l'Unità. L'iniziativa si svolgerà a Roma domani mattina alle ore 10.30, presso il Teatro de' Servi. Una lunga kermesse in cui si alterneranno sul palco artisti, politici e giornalisti. Duemilaundici La scelta Il Pd romano incontra i giornalisti dell'Unità Quattro ipotesi per salvare la Rai «Non si possono colpire le fasce più deboli della popolazione» Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani Anselmi presidente Fieg GiulioAnselmièilcandidatopresceltoperdiventareilnuovopresidentedellaFederazione italiana degli editori di giornali. Ieri il comitato di presidenza della Fieg ha deciso all'unanimità di candidare Anselmi, presidente dell'Ansa, e ha preso atto delle dimissioni di Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, diventato sottosegretario con delega all'editoria. 9 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
stoli. «Più che di un accordo di riconciliazione parlerei di patto d'interessi - annota Asem Khalil, direttore International Studies dell'Università di Birzeit, in Cisgiordania - .Questa intesa va bene a tutti, anche se per motivi diversi: l'Anp, di fatto, continuerà ad amministrare la Cisgiordania e Hamas la Striscia di Gaza». La cosa peggiore per i palestinesi in questo momento - osserva ancora il professor Khalil - è questo «status di non guerra-non pace, in cui non ci sono prospettive per il futuro e non ci sono cambiamenti in vista all'orizzonte». E per smuovere le acque e contrastare uno status quo che sa di sconfitta, per tutti, Fatah e Hamas provano a giocare la carta dell'unità. A pari merito con il Gha-na, l'ex repubblica jugo-slava di Macedonia e leisole Samoa. Misuratacon il metro della corruzione, l'Italia non è affatto un Bel Paese, gli illustri natali non bastano a nascondere la miseria quotidiana: 69esima su una lista di 183 Paesi, dove la virtù si colloca tra i primi dell'elenco. Non bastasse la cronaca quotidiana sui giornali, il rapporto pubblicato ieri da Transparency International contabilizza in termini meno vaghi l'Indice di Percezione della Corruzione e tira le somme di quel che vale. Per l'Europa, intanto. I guai dell'eurozona, sostiene Transparency, sono dovuti «in parte al fallimento dei governi nel tenere a freno la corruzione e l'evasione fiscale, motori trainanti della crisi del debito». La Commissione Europea ha stimato il costo della corruzione nell'Unione Europea nell'1% del suo Pil, cioè 120 miliardi di euro all'anno. E non è un caso che a trainare la crisi nell'area Ue siano Paesi come Italia e Grecia, a riprova che corruzione e indebitamento vanno di pari passo: Atene è all'80esimo posto della classifica, nel gruppo dei meno virtuosi fa peggio solo la Bulgaria, arrivata 86esima. Un po' come a scuola il voto più alto è dieci: l'eccellenza, che equivale ad un Paese che non conosce corruzione. Punto di riferimento virtuale, che diversi Paesi sfiorano - la Nuova Zelanda, prima classificata con il 9.5 e a seguire i paesi scandinavi e Danimarca, oltre a Singapore. Al polo opposto, a distanze siderali, la Somalia degli Shabab e di decenni di guerre, ultima della lista a pari merito con la Corea del Nord della dinastia socialista dei Kim, chiusa nella sua prigione a fingere amore incondizionato per il caro leader di turno. Per loro un misero 1. L'indice si calcola incrociando i dati di diverse istituzioni, sondaggi, interviste ad esperti. E l'esito non è incoraggiante. A guardare la mappa globale, dilaga il rosso profondo della corruzione - che è poi l'altra faccia della medaglia di un deprezzamento del diritto a vantaggio del favore. La Russia - non stupisce il suo 143esimo posto - aggancia il paesi dell'Europa orientale e l'Asia, dove tra i grandi Paesi solo il Giappone si conta tra i virtuosi, mentre la Cina è 75esima. La corruzione inghiotte i Paesi arabi, quasi l'intera Africa e l'America centro-meridionale: due terzi dei paesi del pianeta secondo il metro di Transparency è al di sotto della soglia del 5. L'Italia, sulla carta, è al confine tra virtuosi e non. Ma tra i due estremi, si avvicina di più ai secondi e non sfiora nemmeno la «sufficienza» teorica restando ferma per il secondo anno consecutivo ad un indice di 3,9, quartultima in Europa. Germania e Francia, per dire, il direttorio a due che sta dettando la strategia europea di uscita dalla crisi, viaggiano ad altre latitudini: Berlino è al 14esimo posto e Parigi al 25esimo, rispettivamente con un 8 e un 7, un bel voto per entrambe. E quest'anno, mentre soffia maligna la crisi, inutilmente negata da Berlusconi prima che ci lasciasse storditi sull'orlo del baratro, fa ancora più male pensare quanti sacrifici prossimi venturi avrebbero potuto esserci risparmiati. Su questo Robin Hodess, direttore delle ricerche di Transparency, è sufficientemente esplicito. La crisi dell'eurozona, dice, «è il riflesso di scarsi livelli di gestione finanziaria, assenza di trasparenza e cattiva amministrazione dei fondi pubblici». Roma e Atene, ha sottolineato Hodess, «devono fare di più» su questo versante. Tradotto in volgare: qualcuno si è messo in tasca un bel po' di quello che manca nelle nostre casse e se non si cambia musica sarà difficile rimettersi in piedi. «In questo periodo più che mai dichiara la presidente di Transparency International Italia, Maria Teresa Brassiolo - è necessario che tutte le forze politiche, le istituzioni, il mondo imprenditoriale e la società civile si uniscano e lavorino insieme per raggiungere un obiettivo preciso: abbattere il livello di corruzione nel nostro Paese, diminuendo così i costi pubblici e quindi il debito, liberando allo stesso tempo risorse essenziali per quell'economia virtuosa che investe e crea lavoro certo e dignitoso». MARINA MASTROLUCA Il rapporto Foto Reuters Transparency boccia l'Italia: la corruzione ha aiutato la crisi Il nostro Paese 69˚ su 183, quartultimo in Europa. «I guai dell'eurozona in parte legati al fallimento dei governi nel frenare evasione fiscale e malcostume, motori del debito» mmastroluca@unita.it Osama «tradito» dal vice Ayman al-Zawahiri, numero due di Al Qaida, avrebbe «facilitato» l'operazione Usa contro Osama bin Laden inviando per due volte nel suo rifugio pachistano di Abbottabad un emissario identificato eseguitodalla Cia: èquantorisulta da un documentario dellarete satellitare Al Arabiya intitolato «La lotta per la leadeship di Al Qaida». 35 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
LUIGI REITANI GERMANISTA È morta a 82 anni l'autricedi«Cassandra».EmblemadellaGermaniadivisa e dell'arte tedesca nata all'ombra del socialismo, fu accusata di venire a patti con un regime dittatoriale. Nei suoi romanzi la Storia vive nell'Io CHRISTA WOLF SCRITTRICE DEL DISSENSO F igura di culto, ma ancheoggetto di accese contro-versie, Christa Wolf, na-ta nel 1929 in una cittadi-na dell'attuale Polonia, èstata sicuramente, tra le scrittrici di lingua tedesca, la più capace di suscitare, con le sue prese di posizione, un dibattito intellettuale e politico che trascende ampiamente l'orizzonte della pura letteratura. A lungo la Wolf ha incarnato l'idea di una critica al sistema socialista, così come si era sviluppato negli stati totalitari dell'est, che del socialismo tenesse vive l'utopia. E nello stesso tempo i suoi scritti sono stati letti in chiave «femminista», dal momento che essi presentavano una prospettiva marcatamente «di genere». È così che Cassandra, apparso nel 1983 e accompagnato nello stesso anno da alcune lezioni che ne esplicitavano le premesse teoriche, è divenuto uno dei libri di riferimento della cultura europea dell'ultimo scorcio del XX secolo, trovando largo apprezzamento sopratwww.unita.it Culture Christa Wolf durante una dimostrazione a Berlino Est il 4 novembre 1989 VOCI DEL NOVECENTO 38 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
se»: «Sono uno straniero in paradiso, un paradiso pericoloso». Già, quel paradiso rossonero di cui oggi Inzaghi si sente estraneo, escluso. VOGLIA DI GOL All'alba dei 39 anni vorrebbe ancora correre via palla dritta, piè veloce verso la porta e segnare. Far esplodere quell'urlo che è un marchio di fabbrica, le vene che garriscono dal collo, che sia a Milanello o ad Atene in finale di Champions, era e resterà l'esultanza alla Inzaghi. Un legame con il gol che il suo ex allenatore Mondonico volle omaggiare con un'equazione: «Non è Inzaghi ad essere innamorato del gol: è il gol ad essere innamorato di Inzaghi». Da troppo tempo però i due innamorati non sfiorano gli sguardi, dalla doppietta rifilata al Real Madrid nel 2010. Poi si è fermato, Allegri non lo ha più considerato, neanche oggi che sta bene, così Pippo (campione del mondo nel 2006, non va dimenticato), sta meditando di uscire di scena, di abbandonare la casa diavolesca, dove ha sempre ribadito di volerci giocare a vita. A una condizione però: «Bisogna vedere – disse a metà novembre - se c'è ancora bisogno di me. Voglio continuare finché mi sento importante». Domenica scorsa era a posto, Pippo, ma Allegri lo ha deviato ancora in tribuna, lui e El Shaarawy. Solo che il Faraone ha una vita davanti, Pippo no, Pippo si nutre di presente, e per lui l'oggi non sembra più così rossonero: clamoroso, dopo dieci anni di love-story il divorzio è dietro l'angolo. Perché di voglia di giocare ne ha ancora tanta, ma al Milan, Inzaghi è destinato a raggrinzire in panchina. Dall'Inghilterra rimbalzano notizie di un interessamento di Blackburn e Stoke, che lo prenderebbero da gennaio, per farlo giocare, lo Stoke gli darebbe anche l'Europa League, Raul è avvertito. «Devo far vedere di essere tornato l'Inzaghi di prima, poi vedremo cosa succede da qui a gennaio», disse Super Pippo, ma la possibilità non gli è stata ancora concessa, e gennaio si avvicina. Difficile che da qui alla befana, Allegri rivoluzioni i suoi piani, il suo Milan con le due punte più Boateng trequartista funziona a meraviglia, Ibra, Pato e Robinho sono già abbastanza e Galliani per rimpiazzare Cassano sogna di prendere uno tra Maxi Lopez, Borriello e Tevez. Di Inzaghi, del suo recupero, del fatto che potrebbe essere lui l'affare invernale, neanche una parola. Sta a lui decidere, se restare un problema, o regalarsi la libertà. S torie di italiani a metà, figli diun Dio minore, non solo spor-tivo. In questo paese dove gio-cano tutti a volàno, quando vanno in spiaggia e vogliono magari rimorchiare qualche straniera, è impossibile per uno straniero che ci gioca fin da piccolo, farlo come qualsiasi italiano, anche se in Italia ci è nato e cresciuto. Questo giornale si è già occupato di una disciplina che è tra le più diffuse al mondo e che, proprio per questo, nelle nostre città viene praticata in gran parte da cittadini di altri paesi e di altri continente, soprattutto dal sud-est asiatico, dove è nata in epoca coloniale per opera degli inglesi. Ma è Alberto Miglietta, illuminato presidente della Federazione italiana badminton, in lizza per portare gli azzurri a Londra (quindi proprio nella patria del gioco), a sollevare un problema che racconta un altro pezzo del nostro cavilloso e ipocrita dna. La questione è semplice: per la legge italiana, non basta nascere e crescere in Italia per diventare italiani, bisogna aspettare di avere 18 anni. Ma i figli di stranieri che scelgono, tra le cose, di giocare a badminton, sono sempre di più visto che questo paese a crescita zero, sono pirandellianamente uno e nessuno. Sono cioè considerati italiani se lo praticano a scuola, con altri compagni di classe o in tornei studenteschi, perché in quel caso vi partecipano esattamente come tutti gli altri. Non possono farlo, perché considerati stranieri, quando il gioco diventa campionato giovanile gestito e ospitato nell'ambito delle federazioni, quindi diciamo in alveo di ufficialità Coni. A scuola sì, altrove no: la dicotomia cui sono costretti i giovani stranieri che praticano il volàno è stata così sollevata da Miglietta, che si è rivolto al presidente della Repubblica e a quello del Coni. A Giorgio Napolitano, che proprio nei giorni scorsi aveva sollevato giorni fa il tema dello ius soli, il presidente del badminton si rivolge per un appoggio morale: «Sarebbe molto importante che la battaglia da lei sostenuta diventasse legge». Non solo, però. Miglietta ha scritto una lettera al Quirinale per chiedere il patrocinio dell'«Italian international Badminton 2011», torneo internazionale in programma ad Ostia dal 13 al 16 dicembre, tra l'altro valido per Londra 2012, in nome del «valore dell'integrazione tra i giovani praticanti di badminton italiani e stranieri presenti in italia». Il numero uno federale propone anche al Presidente della Repubblica di organizzare un'esibizione di gioco nella piazza del Quirinale, per promuovere l'evento, ma anche per sensibilizzare sul doppio binario sul quale devono vivere i giovani praticanti stranieri in Italia. Analogo tenore nella lettera mandata a Gianni Petrucci, al Foro italico: «Considerare questi ragazzi stranieri “sportivamente” italiani a tutti gli effetti sportivi, sarebbe una grande spinta verso quel riconoscimento di italianità culturalmente acquisita diventata argomento di attualità». Il Coni ha anche un motivo in più, per essere sensibile: la lotta impari per le medaglie tra il nostro piccolo vivaio sportivo e il mondo sempre più multietnico e multicolore. SALVATORE MARIA RIGHI Uno straniero nato in Italia diventa cittadino solo a 18 anni La Federazione: rivedere la norma. E si appella a Napolitano Badminton, quei giovani campioni stranieri in patria srighi@unita.it Il badminton è sport olimpico Quattro giorni di serie A Si inizia questa sera per finire lunedì. Inaugurano la giornata Genoa-Milan, sabato tocca agli anticipi Inter-Udinese e Napoli-Lecce (20:45). Il programma di domenica: alle ore 12,30 Catania-Cagliari; alle 15 Bologna-Siena, Chievo-Atalanta, Fiorentina-Roma, Juventus-Cesena; alle 20,45 Parma-Palermo. Lazio-Novara, invece, è il posticipo serale di lunedì. 47 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Facebook ridotto o azzerato in 130 ettari sui 400 del centro storico. È comunque un piano complesso, quello presentato ieri dall'assessore alla Mobilità Andrea Colombo, da quello all'Urbanistica Patrizia Gabellini e dal direttore del settore Piani strategici Francesco Evengelisti: una prospettiva di mandato, attuare «per step, in modo da far assorbire i cambiamenti», con interventi anche sul sistema di trasporti di Atc, sui posti sosta auto e moto (che «verranno ridotti»), su parcheggi e cassonetti, da eliminare (in favore del porta a porta) per liberare spazi preziosi. Riassume Gabellini: «Prima “puliamo” il centro da quello che oggi è di troppo per poi renderlo più bello». L'obiettivo per i mezzi pubblici ad esempio di rendere ecologici (filobus o a metano)in due anni tutti quelli che transitano in centro, nonché di «diminuirne il passaggio in punti critici come sotto le due torri e in via Indipendenza, spostandolo ad esempio su via Irnerio». Ma è il nodo parcheggi quello che certo attirerà più l'attenzione. La giunta prevede due nuovi silos interrati, sotto il Baraccano e porta Saragozza, per posti «pertinenziali, la domanda è più alta nella zona sud». Rimane anche l'idea di un parcheggio sotto piazza Roosvelt, ma solo per le auto di servizio delle istituzioni. I tempi? «Sono progetti privati - nota Colombo - dipendono da loro». Quanto agli stalli moto, «sicuramente li aumenteremo nelle zone confinanti a quelle in cui non potranno più accedere. Ma il numero complessivo sarà inferiore - avverte -, proprio perchè l'obbiettivo è fare entrare meno motorini in centro». Stesso discorso per i posti auto, che in certe vie caleranno, «del resto i parcheggi di VIII agosto e Riva Reno sono usati solo al 55% e al 15%, e costano meno dei posti in superficie». Non sono previste trattative con i gestori per una riduzione delle tariffe. «È la prima volta che si affronta il tema non solo con divieti - rivendica allora il 33enne Colombo -, ma tenendo insieme accessibilità del centro e qualità dello spazio pubblico. E dopo anni di scelte a metà si sceglie, in modo netto». Altri «punti di forza» sono per la giunta i «tempi, il Piano arriva nei primi sei mesi di mandato. Da dicembre partirà il confronto con categorie e cittadinanza fino a marzo, in modo da poter attuare le prime misure già ad aprile». Vedi appunto i fine settimana a piedi nella “T”, «i T-Days ovvero iniziative ad hoc rimarranno in occasione di eventi particolari». Il quadro dunque è definito, che margine di “concertazione” ci sia lo spiega Gabellini: «Abbiamo fatto delle scelte di fondo, condivise da tutta la giunta, su alcuni princìpi. Poi sull'elenco delle vie da pedonalizzare o rendere accessibili solo ai residenrti si può discutere». L a “pax” raggiunta su via Pe-troni sembra già un lonta-no ricordo. Le prime reazio-ni delle associazioni commercianti alle anticipazioni della giunta Merola sul Piano della pedonalità in centro trasudano perplessità, quando non aperta contrarietà. Mentre la Lega annuncia battaglia, in Comune ma non solo, con una raccolta firme contro quello che bolla come «un salto nel vuoto». «Non ci siamo, non ci siamo proprio - sbotta Valentino Di Pisa, presidente Consulta del Commercio - , con queste proposte il confronto diventa molto difficile. Altro che “di nuovo in centro”, potevano titolarlo “commercianti e artigiani fuori dal centro: questo Piano dimentica di tutelare il diritto al lavoro di centinaia di imprese commerciali e artigianali all'interno della Cerchia del Mille». Toni a parte, i punti di merito messi sotto accusa dall'Ascom sono in sostanza due: la nuova area ad alta pedonalità appunto nella Cerchia del Mille e lo stop ai motorini nella T «diminuendo anche le corse del trasporto pubblico», che penalizzerebbero le vendite. C'è poi una stoccata sul metodo: «i vede che noi e la giunta intendiamo in modo diverso la concertazione, se certi punti non si possono cambiare questo non è dialogo». Più pacato ma comunque pieno di riserve il ragionamento fatto «a caldo» da Sergio Ferrari, presidente Confesercenti: «L'idea di prendere la Cerchia del Mille come area di riferimento, perchè “di pregio”, ci sta tutta. Ma come abbiamo sempre detto noi siamo per piccole pedonalizzazioni, complete e con arredi di qualità, e su questo per ora c'è solo “il titolo”, se così si può dire. La zona ad alta pedonalità mi sembra invece uno spazio ibrido, dove non si può passeggiare nè arredare. Non è di questo .conclude Ferrari - che abbiamo bisogno». Sulla T chiusa nei fine settimana, poi, «ho molti dubbi, la vedo complicata - continua il numero uno di Confesercenti - quelle tre strade sono assi portanti anche per il trasporto pubblico. E certo si creano problemi al commercio, il rischio è di creare una zona desertica. Soprattutto se spariscono gli eventi che caratterizzano i “T-days”». Diverso ancora il discorso per l'area sotto le due torri, qui gli accenti si fanno positivi: «È decisamente uno degli spazi di maggior richiamo turistico, che oggi risulta però molto trafficato e rumoroso. Va in effetti riqualificato». Il capogruppo del Carroccio Manes Bernardini non entra invece nei dettagli ma batte su un unico tasto, giocando anche sulla precedente esperienza dell'assessore Colombo come presidente della commissione Mobilità del quartiere S.Vitale: «Se il menù è lo stesso della pedonalizzazione realizzata in zona universitaria - attacca il leghista - qui siamo al de profundis per alcune zone e vie della città, già assediate dal degrado. Non c'è gradualità e non c'è un piano dei parcheggi». Di tutt'altro avviso Paola Forte, coordinatrice dell'associazione «Bologna pedonale»: «Siamo soddisfatti delle prime anticipazioni del progetto della giunta, ci sembrano scelte precise, chiare e coraggiose». Hera, 25 euro al mese per caricare l'auto elettrica 33% sono oggi i residentisul totale degli accessi Ztl: «Se in un'area vasta del centro entreranno solo loro il flusso di auto calerà molto», spiega Colombo. La Cispadana va avanti. Ma la maggioranza di centrosinistra si spacca. È stata bocciata oggi, in commissione Trasporti della Regione, la petizione popolare che chiedeva di fermare la realizzazione dell'autostrada. Il Pd ha votato in blocco a favore della realizzazione dell'opera, mentre Sel-Verdi e Fds (ovvero Gabriella Meo e Monica Donini) hanno sostenuto la petizione. Ora i grillini hanno richiesto che la Regione consulti i cittadini. 7.870 i posti auto gratuitiper residenti oggi in centro a fronte di 32.138 pass residenti. 5.577 gli stalli moto, che però «diminuiranno», annuncia il Comune. Pagare 25 euro al mese e fare il pieno (di elettricità) quante volte si vuole. È la nuova iniziativa ideata dal Gruppo Hera, che in accordo con Enel sta installando 80 colonnine per la ricarica delle auto elettriche a Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola e Rimini (alcune già in funzione, le altre saranno pronte entro l'anno). La card che Hera fornisce per fare il pieno elettrico può già essere richiesta e potrà essere utilizzata sia nelle colonnine della multiutility sia in quelle di Enel in Emilia-Romagna. Il progetto «Io guido elettrico» è stato presentato in anteprima ieri allo stand di Hera al Motor show di Bologna (padiglione 30). 32% a tanto ammonterannole aree del tutto pedonali o ad altà pedonalità (cioè accessibili solo ai residenti) in centro, pari a 130 ettari su 400 della Ztl. Commercianti già in allarme: «Hanno dimenticato il lavoro» Per l'Ascom «questo non è dialogare». Confesercenti perplessa: «Rischio deserto nel cuore della città» La Lega: «Un salto nel buio, raccolta firme per dire no» A.COM. BOLOGNA acomaschi@unita.it In Regione La Cispadana va avanti ma il Centrosinistra si spacca La giunta accelera sul centro pedonale. Dì la tua su Fb Cineteca lunedì in consiglio Il patrimonio della futura Fondazione della Cineteca di Bologna si aggirerà tra gli 11,5 e i 17 milioni di euro. A fornire la stima è l'assessore alla Cultura, Alberto Ronchi, la cui delibera sulla trasformazione dell'ente in fondazione, dopo il rinvio chiesto dalle fila del Pd una settimana fa, è stata licenziata ieri dalla commissione e lunedì approderà in consiglio. III VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Dialoghi Luigi Cancrini La satira de l'Unità virus.unita.it VIA OSTIENSE, 131/L - 00154 - ROMA MAIL LETTERE@UNITA.IT RISPOSTA La cosa più difficile da capire (e, in alcuni momenti, da tollerare) è la faccia degli economisti di parte che aggrottano fronte e ciglia quando sentono parlare di patrimoniale per i molti (troppi) ricchi dicendo che essa determinerebbe un problema per la crescita (o per la produttività) del Paese. L'idea che le fortune di tutti dipendono dalla possibilità di accumulare miliardi nelle mani dei pochi che poi li investono soprattutto nella speculazione finanziaria è un'idea talmente cretina, in sé, da non poter essere presa sul serio altro che da persone poco riflessive o da persone che devono dar conto di ciò che dicono a quelli che li pagano. Il tempo in cui una parte sempre più consistente della carta stampata e delle televisioni appartiene ai titolari di grandi ricchezze è purtroppo anche il tempo in cui giornali e tv sono l'unico diffusore accreditato di notizie e di opinioni per il grande pubblico (e per gli elettori). Quello che ne viene fuori è un circolo vizioso che si spezza solo con un atto di grande coraggio. Monti ci riuscirà? A me pare davvero che lui ne abbia la possibilità. Perché è un economista di buon senso. VERONICA TUSSI L'equità nei provvedimenti contro la crisi, non riguarda anche i tempi? Voglio dire: i sacrifici delle famiglie che stentano già a tirare avanti, saranno contemporanei ai sacrifici delle famiglie ricche? In realtà, sarebbe più giusto, per una reale equità, che i sacrifici (se così potranno mai chiamarsi) dei ricchi precedessero quelli dei poveri. Chi paga la crisi La community dei lettori dell'Unità TOMMASO CAVERNI Il suicidio secondo Hilman La morte di Lucio Magri ha evidenziato, a mio parere, la persistente arretratezza della riflessione filosofica-culturale sul tema del suicidio e la tendenza, fortissima ancora oggi, a inquadrare all'interno di categorizzazioni più o meno ontologiche termini alquanto relativi come vita, morte, natura, uomo. Vale la pena di ricordare le parole di un autore recentemente scomparso, James Hilman, che ne “Il suicidio e l'anima” (Adelphi, 1965) scriveva: «Ogni coinvolgimento profondo e articolato (...) contiene in sé il problema della morte. E nel suicidio questo problema si pone nella maniera più nitida. In nessun altro luogo la morte è così vicina. Se ci sta a cuore progredire verso la conoscenza di sé e verso l'esperienza della realtà, allora l'indagine sul suicidio diventa il primo passo». Riguardo alla prevenzione dal suicidio promossa dalla medicina, dal diritto, dalla sociologia e dalla teologia Hilman si domandava: «Non sarà che il suicidio è incompatibile precisamente con quei modelli di pensiero? Se la risposta è sì, allora la prevenzione del suicidio non è che una forma camuffata di pregiudizio, a sua volta basato su un'angoscia di fondo nei confronti della morte. (...) Ancora una volta, il problema non è se essere pro o contro il suicidio, il problema è il significato che esso ha nella psiche». VINCENZO CASSIBBA Per una class action contro Berlusconi Si dice che Berlusconi scalpiti e si prepari alle elezioni. Ma che scalpita a fare? Pensi piuttosto alla voragine che i suoi governi han lasciato in eredità alla nostra economia e alla nostra finanza. Mi rifaccio per ciò all'articolo pubblicato sull'inserto Affari & Finanza de La Repubblica del 28 novembre dal titolo “Il maxi-debito di Berlusconi”. In un Paese serio sarebbe il caso di pensare ad una class action contro lui, il ministro Tremonti, il ministro delle riforme «mancate» Bossi e altri del governo di centrodestra. Altro che nuova avventura. DOMENICO CIRASOLE I contratti della ASL di Bari Il prossimo 31 dicembre andranno in scadenza centinaia di contratti a tempo determinato (infermieri e medici) della ASL BARI che causeranno ulteriore disagio in molti reparti dell'area critica quali le Rianimazioni, le Chirurgie e i Pronto Soccorso dei P.O. San Paolo e Di Venere. Ad oggi manca un'indicazione della Direzione Generale della ASL BARI in merito ad eventuali proroghe di contratto, consentite dalla Legge 368/01 fino al raggiungimento dei 36 mesi, e alle nuove assunzioni. È opportuno precisare che il Tribunale di Bari ha rigettato alcuni ricorsi ex art 700 cpc ( rg n. 11194/11) affermando inoltre la sussistenza del diritto al risarcimento nei confronti degli infermieri precari. Con riferimento a tale decisione, in mancanza di proroghe e di nuovi contratti, il movimento «La nuova resistenza 25 aprile 2011» è pronta a manifestare affinchépossa trovarsi una soluzioneche salvaguardi il diritto alla continuità assistenziale, ai minimi livelli assistenziali ed al diritto al lavoro di centinai di professionisti, che con grossi sacrifici contribuiscono al buon funzionamento del Sistema Sanitario Regionale. Al nostro fianco non mancheranno i quasi mille infermieri che, dal 2010 nella provincia di Bari e nelle diverse aziende, hanno da tempo visto scadere il loro contratto e sopravvivono con poche centinaia di euro percepite dall'INPS quale indennità di disoccupazione ordinaria. GIORGIO FINI Un'icona della sinistra? Mentre tutti stiamo stringendo la cinghia, ci saranno sacrifici da fare, un ricco pensionato statale che inoltreha fatto un doppio lavoro incassando un bel po' di soldi con il diritto d'autore e i concerti a 70 anni per fare il presidente del Forum delle Culture di Napoli invece di farlo gratuitamente visto che è già straricco e magari di fare dare l'incarico operativo a un bel gruppo di giovani (ci lavorerebbero e ci camperebbero in dieci con i soldi che ha chiesto) chiede al Sindaco di Napoli De Magistris ben 220mila euro. SI chiama Roberto Vecchioni, ha vinto Sanremo, come i parlamentari ha la pensione e ha fatto il doppio lavoro, con questo diventa triplo, e sarebbe un'icona della sinistra? Cara Unità 26 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Maria Novella Oppo La Regione Lombardia è la meglio che ci sia Fronte del video L'EDITORIALE p SEGUE DALLA PRIMA IL PATTO SOCIALE I ntervistato da Lucia Annun-ziata nel nuovo spazio La crisiin mezz'ora, Formigoni ha reagito da par suo alle domande sullo scandalo che coinvolge la Regione Lombardia. Prima ha minimizzato, sostenendo che, fatto salvo il principio della presunzione di innocenza, l'istituzione è pulita e non c'entra con le malefatte di questo e di quello. Anche perché questo e quello non li ha scelti il governatore, ma il Consiglio regionale o i partiti, o magari il destino cinico e baro. Procedendo nelle risposte all'Annunziata, Formigoni si è pure messo a gridare e qui la giornalista lo ha lodato per la sincerità, anziché mandarlo a quel Paese per la maleducazione. Alla fine, dopo tutti gli scandali che hanno cancellato il mito della Regione dove tutto funziona secondo le regole, Formigoni ha giustificato le infiltrazioni criminali spiegando che, del resto, le mafie corrono dove c'è la ricchezza, come le api al miele. Quindi, secondo colui che la governa da quasi vent'anni, la Lombardia, essendo la migliore delle Regioni possibili, è il terreno ideale per la criminalità. Il premier sa di avere tempi stretti per la manovra dell'emergenza. Perché l'Europa si gioca il proprio destino nelle prossime ore e l'Italia deve innanzitutto fornire quella prova di serietà e rigore, mancata per troppi mesi. Tuttavia l'equità e la coesione sociale sono indispensabili alla riuscita dell'impresa: l'emergenza in questo caso ne rafforza la necessità anziché autorizzarne la deroga. Non esistono governi tecnici. Tutti i governi sono politici perché si reggono sul voto del Parlamento e le loro scelte incidono sulla vita dei cittadini. Ma in questo caso c'è un'ulteriore corposa ragione: non è vero che bisogna passivamente applicare una ricetta imposta da altri. Certo, i margini del governo Monti sono obiettivamente ristretti. Ma la natura politica del suo mandato è esattamente quella di allargare questo spazio: cos'altro vorrebbe dire restituire la dignità perduta al nostro Paese se non consentirgli di riprendere la parola nel consesso europeo per contribuire a modificare le fallimentari politiche fin qui adottate? Nessuno si illude che l'Italia possa riuscire da sola. Ma molti nell'Unione oggi convengono sulla natura fallimentare delle ricette imposte alla Grecia - quelle che hanno portato a un clamoroso aumento del debito pubblico dopo 18 mesi di politiche fortemente restrittive - e anche in Germania si discute di come rafforzare la Bce e il Fondo salva-Stati, pur vincolando i Paesi maggiormente debitori all'unione fiscale, cioè a più cogenti controlli esterni sulla gestione di bilancio. L'Italia non potrà sottrarsi ai “compiti a casa”. Non potrà chiedere sconti. Ma solo se costruiremo un nuovo patto sociale, fondato sull'equità dei sacrifici e su uno slancio a favore dei giovani, riusciremo ad affrontare la prova, e in questo modo a contribuire al salvataggio dell'Euro. Ecco perché Monti è a un bivio. Un bivio politico, non tecnico. Deve scegliere se imboccare la strada dell'intesa con le parti sociali e della redistribuzione dei pesi della crisi oppure se seguire la strada di Marchionne, quella della rottura, del rifiuto della concertazione, magari in nome del vincolo esterno. Del resto, si può sempre scaricare sull'Europa ogni colpa, ogni opportunismo dei governi nazionali. Berlusconi l'ha fatto tante volte: anche nell'ultima corrispondenza con la Bce ha veicolato scelte orientate dagli interessi prevalenti del proprio elettorato. È vero che il patto sociale non garantisce di per sé giustizia e uguaglianza. Ma è lo strumento migliore che abbiamo per avvicinarle. Non solo. È la sola, per quanto imperfetta, garanzia di tenuta a fronte di una manovra di dimensioni «impressionanti». Dalle prime anticipazioni emergono misure molto dure sulla previdenza (alcune decisamente inique come il blocco della rivalutazione delle pensioni, anche le più basse). Misure che potrebbero accompagnarsi alla tassazione sulla casa, forse a un aumento dell'Iva e a ulteriori misure di contenimento della spesa sanitaria. L'asticella posta sopra i 20 miliardi è difficile da superare. Ma sarebbe inaccettabile se i grandi patrimoni e le rendite, a questo punto, fossero toccati solo in misura ridotta. Oppure se le norme anti-evasione fiscale fossero rinviate. Invece è da qui che si deve partire, prima di chiedere sacrifici alle classi medie, alle fasce più deboli, alle famiglie. Non si tratta di un atto simbolico, paragonabile alla doverosa e necessaria austerità per i costi della politica. È un tema di giustizia sociale. E, per di più, è la condizione per rafforzare la manovra gravando il meno possibile sulle potenzialità di crescita. Se si penalizzano il lavoro e il consumo delle famiglie, il risultato inevitabile sarà la depressione. Come è accaduto in Grecia. Se pagano di più i grandi patrimoni immobiliari e le rendite, invece, le chance di crescita aumentano. Piuttosto il lavoro va sgravato dalle tasse. È l'altra direttrice per Monti: i sacrifici hanno senso se consentono all'Italia di ripartire. Una manovra recessiva avrebbe l'effetto di richiedere presto una nuova manovra. A Monti non mancheranno i voti in Parlamento. L'incontro che ha fissato con le parti sociali prima del decreto è un segnale positivo. Il credito di cui il premier dispone va usato al meglio. Non per se stesso. Ma perché l'equità, il patto sociale e la crescita sono le speranze rimaste all'Italia. C ome siamo piccoli davanti alla grande in-cognita! Quando muore un amico, tantopiù se di morte «diversa», parliamo so-prattutto di noi. Ed è giusto, perché l'altro è ormai «fuori» e i discorsi diventano commemorazioni e, poi, storia. Continueremo a parlare delle depressioni, discuteremo di eutanasia, di libertà, di amore, perfino di dipendenza coniugale. Non diciamo anche che cosa succede se uno ha sempre creduto a cose grandi che non si realizzeranno e non suppone che l'intelligenza non sia la bacchetta magica che realizza i tempi. Lucio Magri era un uomo di fede. Laica, laicissima; ma l'essere stato democristiano presuppone la precedente esperienza cattolica: la fede è pericolosa, soprattutto quando un dio viene sostituito da un'idea - oggi solo aristocraticamente esigente - di salvezza umana. Se un Papa avesse una fede così e volesse chiamare cristiano «questo» mondo, si suiciderebbe: mai visti anni così avvilenti in cui il mercato ha mercificato tutto, anche i corpi. Viviamo male. Soprattutto uno che credeva che toccasse alla sua generazione vincere, come Pisacane a Sapri. Lucio sapeva che dirsi «comunista» in senso proprio oggi è perfino una civetteria; tuttavia se fossero state in circolazione nuove proposte trascinanti lui, che della politica aveva accettato le altrui mediazioni almeno per combatterle, non si sarebbe negato la partecipazione e la polemica. Ma oggi nessuno sa come venir fuori da crisi e ignoranze, nessuno ridà smalto a una politica infangata che trascina nel fango anche chi vuole uscirne, e nessuno ignora la persistente sconfitta della sinistra, qualunque idea, gruppo o persona la rappresenti. Théroigne de Méricourt, quando la macchina del Terrore soffocò le speranze della rivoluzione francese, impazzì: anche lei aveva esaurito la speranza, che è la più difficile delle virtù teologali. Forse a un certo punto neppure l'amore può più salvare: l'uomo che, a suo modo, ha amato («sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai») e che pure non è stato fedele, non ha trovato riparo nei figli, nei nipoti, negli amici, perché ha investito il tempo di vita in ideali che sembravano a portata di mano ed erano il deserto. Non c'è più la speranza e neppure la disperazione. Il «sarto di Ulm» credeva di poter volare e si è sfracellato. Lucio sapeva lucidamente che non si vola. Ma aveva volato, senza sapere di non avere le ali. Per chi continua, senza ali, con i piedi per terra, a fare politica, cioè alimenta per sé e per altri la speranza, il sentimento del limite umano incomincia a far male dentro... LUCIO E IL VOLO Questo giornale è stato chiuso in tipografia alle ore 22 CLAUDIO SARDO www.unita.it L'INTERVENTO Giancarla Codrignani Direttore csardo@unita.it 24 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Foto Ansa Lo hanno «dimesso» l'altra sera, come fosse un malato guarito, all'improvviso e senza tante spiegazioni. Soprattutto, senza dire dove lo hanno portato. Però è fuori e questo è l'essenziale, per il semplice motivo che Kamir, lo avevamo ribattezzato così, non doveva nemmeno metterci piede nel Cie di Ponte Galeria. I minorenni come lui, avevamo scritto due giorni fa, non possono essere infilati in quei posti che hanno un nome più che eloquente, Centro di idenficazione ed espulsione. Devono essere assegnati ad una struttura per minori nella quale, se sono fortunati diciamo, riescono anche a imparare un po' di italiano e magari qualche mestiere, prima che arrivino i 18 anni e quindi il mare aperto dell'integrazione tra gli adulti. Forse per questo, forse perché qualcuno in questura si è reso conto dell'errore, fatto sta che l'altra sera hanno prelevato Kamir dalla cella - si può definire diversamente una stanza brulla e gelata, con reti di ferro alte tre metri intorno? - per «controlli» e per decidere cosa fare di lui. I suoi compagni «trattenuti» come lui a Ponte Galeria, alle porte della capitale, non lo hanno visto più tornare indietro per stendersi sulle brande e godersi un'altra notte di fredda umidità, poi ieri mattina hanno avuto la conferma: il ragazzino di Tunisi, 17 anni e un lungo e complicato percorso da Lampedusa a Roma via Perugia, era stato finalmente portato via da lì. Già, ma dove? La comunicazione di dimissione redatta da un funzionario della questura non lo dice, anche se appena la settimana scorsa il giudice di pace - alla presenza di un avvocato di fiducia - aveva deciso che il ragazzino non poteva uscire dal Cie. L'avvocato Maria Rosaria Calderone stava per assumerne il patrocinio, nominata da Kamir tramite l'associazione “A Buon Diritto” con la quale il legale collabora. La procura era già per essere firmata e con essa il ricorso in Cassazione per quel «trattenimento» iniquo e sostanzialmente illegale, ma l'altro giorno l'avvocato ha dovuto rinviare il suo colloquio con Kamir. Avrebbe dovuto farlo ieri, recarsi a Ponte Galeria e incontrare il ragazzino nella stanza dei colloqui che è stata allestita non troppo tempo fa, dopo le vibranti proteste dei legali e delle associazioni per i diritti civili che descrivono quegli edifici come una specie di Guantanamo italiana. Ma l'avvocato Calderone è stata avvisata in mattinata della «dimissione» di Kamir, parola che usano, dice lei, per evitare di parlare di «reclusione». Molto più appropriato, secondo il legale che ha già avuto modo di avere tra i suoi clienti altri “ospiti” del Cie. «Hanno più diritti quelli che stanno in carcere e anche se nella giurisprudenza non si parla mai di reclusione per quel luogo, di fatto lo è» racconta l'avvocato che enumera poi ritardi o omissioni nelle comunicazioni, per udienze di convalida (quella di Kamir si è svolta alla presenza del legale d'ufficio, nessuno era stato avvisato) e di proroga, o nella trasmissione di documenti, tali da mettere seriamente in difficoltà gli avvocati degli stranieri e la il loro diritto ad una difesa. Se è stato finalmente un po' fortunato, quel ragazzino dovrebbe trovarsi in un centro per minori che assomiglia più al Cara che al Cie: ossia, dietro al gelo degli acronimi, quelle strutture create per i richiedenti asilo dove gli ospiti godono di maggiore flessibilità negli orari e negli spostamenti. «Dimissioni» seralicolonnello Cagnazzo non era un'ini-ziativa solitaria di un sicario sanguinario che, in ventiquattro mesi di latitanza, avrebbe ammazzato una ventina di persone. Il progetto era condiviso dai vertici del clan. A raccontarlo ai magistrati antimafia di Napoli, che ieri hanno fatto arrestare per estorsione sette persone, tra cui Pasquale e Carmine Zagaria, fratelli del numero uno della Cupola, Michele, latitante da 16 anni, è stato il pentito Nicola Cangiano, un collaboratore di nuova generazione che, una quindicina di giorni fa, ha fatto ritrovare un vero e proprio arsenale nel garage di un affiliato di San Cipriano d'Aversa. Cangiano racconta di una riunione a cui presero parte Setola, il superpadrino Antonio Iovine (poi catturato dopo qualche mese) e Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco, detto «Sandokan»: «L'incontro di Setola con Iovine e Schiavone da cui era uscito anche riportando il loro appoggio, aveva reso lo stesso Setola ancora più forte e deciso nell'attuare la sua strategia, anche alzando il tiro nei confronti di rappresentanti delle istituzioni. Peraltro – continua Cangiano – quella sera stessa andai su suo incarico a San Cipriano d'Aversa a prendere un kalashnikov». «Setola – è il racconto del pentito ai magistrati – è un vero e proprio sanguinario. Le azioni omicidiarie in genere venivano eseguite improvvisamente, o comunque lui ordinava di partire per andare a compiere omicidi e attentati anche all'improvviso. Avevamo quindi alcuni obiettivi programmati e comunque, poiché viaggiavamo sempre armati, se avessimo incrociato uno dei soggetti da lui indicato come da eliminare avremmo sicuramente sparato. Spesso, ad esempio nei viaggi al Vomero, dove Setola trascorse parte della latitanza, lui si rammaricava di non incontrare qualche vostra autovettura, così almeno avrebbe dato un altro segnale». Cangiano ha rivelato anche che i gruppi che compongono la Cupola dei casalesi si distinguono in base al look: i fedelissimi di Zagaria indossano solo scarpe Samsonite, vestiti di marca e perfino calze di cachemire. Gli affiliati agli Schiavone, invece, calzano Hogan, portano la barba curata e i capelli senza gelatina, in base ad un preciso ordine del figlio di Sandokan. SALVATORE MARIA RIGHI Fuori dal Cie dopo altri controlli: i compagni non l'hanno più visto L'avvocato «Quelle persone là dentro stanno peggio di quelli in carcere» Le ultime immagini di Lea Garofalo. Fu uccisa nel novembre del 2009 Avevamo denunciato: detenuto illegalmente Ora è libero il ragazzo chiuso a Ponte Galeria È stato «dimesso» il ragazzino della Tunisia che era finito nel Cie di Ponte Galeria. L'altra sera la sua uscita, con provvedimento della questura. Ma è giallo sulla sua destinazione: l'avvocato non ha fatto in tempo a vederlo. ROMA srighi@unita.it Rita, arrestato l'assassino È stato arrestato a new York l'assassino di Rita morelli, la studentessa abruzzese uccisa nella sua casa lo scorso 26 novembre. Si tratterebbe di un quarantunenne originario del Gambia, BakaryCamara, che in passato sarebbe stato più volte respinto dalla ragazza. L'uomo, incastrato anche dal Dna, avrebbe confessato l'omicidio dopo aver tentato il suicidio. 31 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
L'ANALISI Ronny Mazzocchi Paese è forte». Insomma, «abbiamo perso credibilità, ma possiamo recuperarla velocemente». TITOLI PUBBLICI ALLE IMPRESE Il primo passo in questa direzione dovrebbero essere proprio i provvedimenti in arrivo. Tra questi potrebbe trovare spazio anche la proposta - avanzata dal ministro nell'incontro avuto l'altro ieri con banche, imprese, assicurazioni e cooperative di pagare la montagna di debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese - pari a circa 90 miliardi di euro - con titoli di Stato. Un'ipotesi che ha già trovato la positiva accoglienza del presidente degli industriali, Emma Marcegaglia: «La condividiamo assolutamente. L'idea è recepire la direttiva europea sui pagamenti nel più breve tempo possibile per il futuro, e per i debiti passati cominciare a fare emissioni di Btp o Bot da dare alle imprese come pagamento». Ma le mosse successive, secondo la scala d'importanza delineata ieri da Passera, dovrebbero riguardare la crescita, in particolare il mondo del lavoro: «La priorità numero uno che è il disagio occupazionale» sul quale è necessario «parlare il linguaggio della verità», perché il malessere «è molto più ampio di quanto le statistiche della sola disoccupazione mostrano». Ed ancora, interventi di liberalizzazione e di alleggerimento della burocrazia: «Ci sarà già qualcosa a breve sulla semplificazione, ma su questo bisogna fare un tavolo che sforni ogni mese qualcosa per ridurre i lacci che imbrigliano l'Italia». Quindi serviranno «anche maggiore concorrenza e internazionalizzazione». Secondo Passera, inoltre, «un federalismo ben inteso può essere una grande opportunità». Ovvero: «C'è spazio per andare a coprire il divario che si sta riallargando con il Sud e qui, in termini di risorse, dobbiamo essere capaci di andare a prendere tutto. C'è spazio nel mondo dei fondi privati e dei fondi pubblici, nella collaborazione tra pubblico e privato, e c'è un enorme recupero da fare in termini di evasione». Senza nascondersi le difficoltà, visto che «le parti del nostro paese sono molto diverse e non esiste probabilmente una strategia comune o adatta alle diverse esigenze delle diverse regioni». p SEGUE DALLA PRIMA E, in ultima istanza, sulle pessimistiche previsioni di crescita per i prossimi anni. Le banche europee sono in grave difficoltà sia per il sempre maggiore costo della raccolta sia per le regole di Basilea 3 e gli stress-test che, invece di avviare un percorso virtuoso e infondere fiducia al sistema, hanno finito per generare un circuito perverso e amplificare la già elevata percezione del rischio. La prova sta nella crescente fuga dei grandi investitori dai depositi in euro, considerati estremamente rischiosi, verso i titoli americani o inglesi, ritenuti invece più sicuri. Come la storia della finanza mondiale ci ricorda, le banche non falliscono quasi mai per problemi di capitalizzazione. La stessa Lehman Brothers, poche settimane prima del crollo, presentava dei requisiti patrimoniali assai più solidi di quelli pur stringenti stabiliti dall'European Banking Association. Il vero problema di Lehman era la mancanza di liquidità. Senza liquidità le banche sono costrette a tagliare linee di credito e a ridurre le proprie esposizioni, con rischi per l'intero sistema economico. Una lezione che avremmo dovuto già apprendere negli anni Trenta, quando gli istituti di emissione, vittime della saggezza convenzionale, iniziarono a ridurre la quantità di moneta trascinando l'intero sistema in una gravissima crisi di liquidità da cui si uscì solamente con l'unico programma di intervento pubblico che anche i conservatori erano disposti ad accettare: la seconda guerra mondiale. Il fatto che in questi giorni le banche centrali mondiali stiano seppur timidamente seguendo una strada diversa fa ben sperare e va naturalmente vista con favore. Tuttavia non bisogna pensare che fornire liquidità al sistema bancario costituisca di per se una soluzione. Sembra essere scomparso dall'agenda dei policymaker tutto quel dibattito sui nuovi vincoli alla finanza mondiale e sull'architettura regolamentare per i gruppi bancari che aveva fatto ben sperare nei primi mesi succesivi allo scoppio della crisi. Lo stesso Financial Stability Board, sorto con l'obiettivo di incentivare la stabilità finanziaria globale, si è limitato a produrre una mole incalcolabile di documenti, senza però ottenere nulla di concreto. Se negli Stati Uniti le proposte dell'ex-governatore della Fed Paul Volcker, che parevano ormai affondate dalla lobby di Wall Street, saranno invece parzialmente recuperate dalla grande riforma Dodd-Frank che ridisegnerà i mercati finanziari, nella Ue sembra essere ancora fermi alla fase degli annunci. Dal 2008 la Commissione europea ha avanzato oltre 30 proposte di legge per la regolamentazione della finanza globale ma, ad oggi, solo cinque sono state approvate in via definitiva. Oltre alla direttiva sui requisiti patrimoniali per le banche e sull'adozione di un regime prudenziale più rigoroso per la gestione dei titoli derivati, le uniche decisione di un certo rilievo riguardano il varo di tre autorità di supervisione sulle banche, sulle assicurazioni e sui mercati e i provvedimenti che limitano le vendite di titoli allo scoperto, ovvero non detenuti direttamente ma presi in prestito. Poco o nulla, invece, è stato fatto per quanto riguarda la gestione dei titoli su quelle piattaforme non regolamentate che, quanto a capitalizzazione, sono già tornate ai livelli pre-crisi, per non parlare dei criteri che regolano l'attività delle agenzie di rating. Infine, assai rinunciataria si è dimostrata la parte della riforma della governance economica che dovrebbe occuparsi di ridurre gli squilibri interni all'Ue. Il fatto che la componente finanziaria venga di fatto trascurata e considerata come scindibile dai problemi macroeconomici è quasi una ammissione di impotenza da parte dei governi nazionali e autorità europee di fronte allo strapotere delle lobby bancarie. L'Ue, che da mesi invita i singoli paesi a rapidi e dolorosi tagli alla spesa sociale e a riforme regressive nel mondo del lavoro, dimostra invece una inerzia tranquilla nella regolamentazione del settore finanziario, vero colpevole dell'attuale situazione di crisi. L'Europa si dimostra così forte con i deboli e debole con i forti. Ma per sopportare sacrifici e privazioni i cittadini si aspettano qualcosa di diverso. Ottimismo per il futuro La sede della Bce a Francoforte SE LA FINANZA CONTINUA A DETTARE LEGGE «Ce la faremo se sapremo lavorare tutti insieme» Barilla contro Plasmon Prosegueilbotta erispostatraBarillaePlasmon. Ilgruppoparmigiano,cheavevaattaccatounapubblicitàcomparativadellaPlasmonsuunapastinaperbimbidefinendola«un'azione sleale», ha risposto pubblicando una pagina sulla stampa, con scritto a lettere cubitali «Le mamme italiane sanno quello che fanno», a sormontare un pacco di pasta e uno di biscotti. 13 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
(30% a tempo determinato) e assembla auto da pezzi che arrivano principalmente dalla Cina, prevede la produzione del modello DR3 (la prima a giugno 2012, 60 mila nel 2016), una berlina del segmento C, che a Termini sarà invece costruita quasi interamente con lastratura, verniciatura e assemblaggio. Altri modelli e restyling seguiranno. Dr investirà 125 milioni nell'operazione, ma il plafond pubblico è di 178 milioni di cui 37 a fondo perduto, 45 di altri finanziamenti e 96 di crediti agevolati. Il resto dei lavoratori potrebbero però essere assorbiti anche dalle altre quattro aziende, tutte lontane dal mondo delle auto, individuate dall'advisor del ministero Invitalia: Biogen (biomasse, 70 persone), Lima Group (elettromedicale, 120 persone), Medstudios (studi cinetelevisivi) e Newcoop (logistica per la grande distribuzione). Grande tessitore dell'accordo è stato Domenico Arcuri, ad di Invitalia: «Con questi accordi è stata risolta una complicata vicenda. Il Lingotto chiederà nelle prossime ore al ministero del Lavoro la cassa integrazione straordinaria per 640 lavoratori (cui seguirà fino a un massimo di 4 anni la mobilità incentivata finalizzata alla pensione, ndr). Comincerà poi la fase di insediamento della Dr Motor nel sito di Termini con le prime assunzioni. Il tavolo continuerà a seguire il processo di insediamento e da domani ci occuperemo delle altre aziende incluse nell'accordo di programma». Arcuri ha inoltre affermato che c'è stata un'accelerazione con la collaborazione di tutte le parti, a partire dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che è stato «costantemente informato» su tutti i passi della vertenza. «Governo e Regione Sicilia - ha concluso l'ad di Invitalia - sono riusciti a risolvere un serio problema in un'area di delicata crisi del Mezzogiorno. Alla fine a Termini avremo un numero maggiore di occupati rispetto a quando la crisi dell'impianto produttivo è cominciata». SINDACATI SODDISFATTI Soddisfazione da parte di tutti i sindacati. «Finalmente un accordo - sospira Enzo Masini, responsabile Fiat della Fiom -. Abbiamo strappato alla Fiat una mobilità incentivata che, seppur inferiore del 20% rispetto a quelle sempre concesse, per ultime a Cassino, è decente. In più l'azienda si è impegnata ad assumere tutti i 1.316 lavoratori entro il 2013, tutelandoli in caso di problemi». Fim, Ulm e Ugl apprezzano. «È un accordo molto buono e dettagliato che prevede una soluzione per tutti i lavoratori», sottolinea Bruno Vitali (Fim) che conclude con una battuta: «Dopo 40 anni abbiamo mandato in pensione di anzianità la Fiat di Termini». Rocco Palombella, segretario della Uilm, definisce l'intesa «un modello di riferimento per altre crisi nel settore dell'industria». Per Antonio D'Anolfo dell'Ugl «è stata trovata la quadra di una trattativa complessa, raggiungendo un obiettivo non scontato: fare in modo che nessun lavoratore rimanga senza tutele». Lunedì davanti ai cancelli della fabbrica i sindacati hanno deciso di convocare un'assemblea dei lavoratori per illustrare i termini dell'accordo. Foto Roberto Monaldo / LaPresse L'ex pilota Di Risio Annuncio choc, poi smentito L'azienda molisana produrrà una nuova berlina entro il 2012 Rinaldo Gianola Ma lui preferisce prendersela con Cgil e Fiom: impongono la dittatura della minoranza Staino Lo sapevamo già. Che la Fiat possa fare a meno dell'Italia è una realtà che piano piano si sta costruendo nel corso dell'ultimo anno e mezzo. Tre stabilimenti chiusi, ritardi negli investimenti annunciati, nuovi modelli promessi e posticipati, cassa integrazione a valanga, disdetta di tutti i contratti, crollo delle vendite sul mercato interno e su quello europeo. Ieri Sergio Marchionne ha fatto il solito ragionamento sul fatto che una multinazionale non può essere ostaggio di una minoranza sindacale e dunque il gruppo non può assicurare investimenti per miliardi di euro senza che i sindacati e i dipendenti facciano giuramento di fedeltà e il bacio della pantofola. Forse Marchionne non ha detto proprio che l'azienda «lascia l'Italia», come ha precisato l'ufficio stampa, ma le parole, e non è la prima volta, vanno proprio in questa direzione. Le idee e i trucchi mediatici dello svizzero Marchionne sono chiari e conosciuti. Tanto che in questo momento vien quasi nostalgia dei vecchi Agnelli, anche dei loro metodi più duri ed espliciti, trasparenti per quanto possano esserlo i padroni. Possibile che ci manchino gli Agnelli, magari Romiti? Deve essere una nostra colpevole debolezza, segno che non siamo riusciti ad apprezzare la modernità di Marchionne. E i piccoli Agnelli, intanto, cosa fanno? Preparano il tavolo della pace per riavere lo scudetto di Moggi e Giraudo. RIDATECI GLI AGNELLI IL CORSIVO Abbraccio Camusso Fassina «Ormai siamo rimasti solo io e te». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, abbracciando il responsabile economia e lavoro del Pd, Stefano Fassina, al suo arrivo alla presentazione del libro di Alfiero Grandi «Referendum e alternativa politica». Prima dell'iniziodegli interventi il deputato democraticoe la leader sindacale hanno parlato alungo. 3 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
L 'amore non è sbocciatoné sboccerà mai. Il loroè un matrimonio d'inte-ressi. Uniti per necessi-tà. E per non veder scomparire di nuovo dall'agenda mediorientale, la “loro” questione: quella palestinese. Fatah-Hamas: l'ultima chance. Lo scorso 24 novembre, dal Cairo hanno annunciato la ritrovata unità politica: Khaled Meshaal per Hamas, Mahmud Abbas (Abu Mazen) per al-Fatah. I colloqui, aveva affermato Abbas ripreso dall'agenzia palestinese Ma'an, hanno coperto «tutti i dettagli relativi alla riconciliazione» e i risultati si vedranno «nei prossimi giorni e settimane». L'intesa dovrebbe spianare la strada alla sostituzione del governo del primo ministro dell'Anp, Salam Fayyad - sgradito a Hamas quanto apprezzato da Usa ed Europa - con un esecutivo di tecnocrati che porti l'Autorità palestinese a nuove elezioni legislative e presidenziali da celebrare entro la prima metà del 2012. A liberare il campo dall'«ostacolo Fayyad» è lo stesso primo ministro palestinese: «Ho sempre chiesto di sanare questa rottura e ora chiedo alle due fazioni di trovare un nuovo primo ministro e smetterla di dire che sono un ostacolo, perché non lo sono mai stato e non lo sarò mai», afferma Fayyad. Il prossimo incontro fra le leadership laica e islamica palestinese è in programma per il 15 dicembre, sempre nella capitale egiziana. Al fine di accelerare l'attuazione della riconciliazione, noi continueremo a fare ogni sforzo per velocizzare la soluzione delle questioni ancora da risolvere - prima fra tutte le elezioni presidenziali e legislative, come pure quelle per il Consiglio nazionale palestinese, e la formazione di un governo di indipendenti per supervisionare le elezioni», ha spiegato Abbas durante un discorso tenuto a Ramallah, in occasione del 23mo anniversario della dichiarazione di indipendenza palestinese di Yasser Arafat del 1988. La ricerca di un'unità d'intenti tra Fatah e Hamas non piace a Israele. «L'accordo fra Hamas, che invita alla distruzione dello Stato di Israele, e Fatah deve preoccupare tutti gli israeliani, ma anche tutti coloro che auspicano la ripresa del negoziato di pace…L'Autorità Nazionale Palestinese deve scegliere tra la pace con Israele e la pace con Hamas» avverte il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. «I palestinesi hanno scelto come priorità la pace in Palestina, perché in questo momento la pace con Israele sembra impossibile», osserva Rami Khouri, columnist del Daily Star, quotidiano di Beirut, profondo conoscitore della realtà politica palestinese. «L'accordo Fatah-Hamas - aggiunge Khouri - va inquadrato in questo contesto. I palestinesi hanno essenzialmente rinunciato a Israele come partner negoziale e agli Stati Uniti come mediatore credibile. La riconciliazione interna serve a ricostituire un'unica leadership nazionale». Necessaria per preservare l'autonomia da mire egemoniche esterne. L'accordo interpalestinese prevede, tra l'altro, la creazione di un Alto consiglio di sicurezza, in vista della futura integrazione delle forze di sicurezza dei diversi movimenti in un'unica forza di «professionisti», e di una commissione elettorale, oltre alla liberazione dei prigionieri politici di Fatah e di Hamas. D'altro canto, Hamas dopo lo scambio di prigionieri si sente di nuovo forte e popolare tra i palestinesi e i suoi leader credono di poter rivincere le elezioni, anche in considerazione della mancanza di un leader di Fatah carismatico, in grado di sostituirsi ad Abu Mazen che ha più volte detto di non volersi ricandidare a presidente. L'unico dirigente di Fatah teoricamente in grado di battere un candidato di Hamas è Marwan Barghouti, il comandante della Seconda Intifada palestinese. Ma Barghouti è in carcere in Israele dove sconta una condanna a cinque ergaUMBERTO DE GIOVANNANGELI L'intesa siglata da Abu Mazen e Khaled Meshal al Cairo manca di dettagli Gioca l'ultima carta per la pace interna dando per scontato l'ostilità di Israele L'analista «Si tenta di smuovere le acque di uno status quo che sa di sconfitta» Il dossier Accordo Fatah-Hamas Per la Palestina si gioca l'ultima carta www.unita.it Manifestazione di Hamas a Gaza City Mondo34 VENERDÌ2 DICEMBRE2011
Scricchiola il «modello Formigoni», colpito ai fianchi dalle inchieste degli ultimi mesi: da quella sul buco e sui presunti fondi neri del San Raffaele di don Verzè all'arresto per corruzione del vicepresidente del consiglio lombardo, il pidiellino Franco Nicoli Cristiani. Ma il governatore si difende. Dice di essere «sconcertato» per la presunta tangente da 100mila euro che Nicoli avrebbe intascato per oliare le autorizzazioni di una discarica d'amianto in provincia di Cremona. «Quello che è accaduto mi delude, immalinconisce, mi addolora e mi sconcerta». Guai, però, a fare un cenno alle responsabilità politiche, come hanno fatto i partiti che in Lombardia stanno all'opposizione. «Le responsabilità - risponde il governatore sono tutte da accertare, sono personali e nemmeno mi lambiscono così come non lambiscono la giunta. Non si controlla mai abbastanza, c'è sempre un malintenzionato». Secondo l'indagine condotta dalla Dda bresciana - pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, procuratore aggiunto Fabio Salamone - tra i malintenzionati ci sarebbe appunto anche il vicepresidente del Consiglio regionale, uomo legato a Formigoni da anni di attività politica: Nicoli è stato per dieci anni assessore all'Ambiente, prima di ricoprire il ruolo di numero due del Pirellone. È tanto influente che Pierluca Locatelli, l'imprenditore incarcerato che lo avrebbe corrotto con centomila euro, al telefono lo definisce così: «Non è più assessore ma li ha tutti sotto figa, li ha fatti crescere tutti lui». PONY EXPRESS Pare che uno di quelli cresciuti con Nicoli sia un altro degli arrestati: Giuseppe Rotondaro, dirigente dell'Arpa, l'agenzia regionale per l'ambiente controllata dalla Giunta. Rotondaro avrebbe fatto da «pony express» della tangente che da Locatelli sarebbe stata pagata a Nicoli, ma non solo. Una presunta mazzetta sarebbe andata anche al funzionario Arpa, che si sarebbe interessato dei presunti affari illeciti del gruppo Locatelli. E in particolare, i controlli che l'Arpa di Bergamo avrebbe voluto fare su uno dei cantieri dell'autostrda Bre.Be.Mi. - dove Locatelli, invece di consegnare materiale per il fondo stradale avrebbe scaricato rifiuti pericolosi - e le autorizzazioni per una discarica d'amianto nel Cremonese. «Quanto ai rapporti tra Rotondaro e Nicoli Cristiani - scrive il gip bresciano Cesare Bonamartini nella sua ordinanza d'arresto - occorre segnalare che in data 14.11.2011 il Nicoli contattava il funzionario Arpa per riferirgli di “essersi mosso su quella partita là” in relazione alla quale “Formiga mi ha autorizzato a parlarne con Alli”». Alli, secondo gli inquirenti sarebbe Paolo Alli, sottosegretario di Formigoni. «Dopo qualche ora - riprende il gip - Rotondaro contattava il Locatelli e gli riferiva di essersi incontrato con Franco che “mi ha detto di dirti che lui ha avuto un contatto con il presidente ... e gli ha dato l'ok, domani parlerà con Paolo...e quella cosa che vi eravate detti per ... Expo quindi si è mosso, mi fa piacere, ha avuto...c'è già anche uno molto autorevole». A proposito di queste intercettazioni, ieri Formigoni ha fatto sapere che: «Per l'appuntamento di Nicoli Cristiani è vero. Un paio di settimane fa - ha detto il presidente - mi disse che c'era un imprenditore di sua conoscenza che voleva partecipare a Expo e mi chiese se poteva farlo parlare con Alli. Questo appuntamento non si è mai realizzato». Per contro, il governatore, rivendica la validità dell'«apparato di sicurezza e di garanzia da noi messo in GIUSEPPE VESPO MILANO Foto Greco/TM News-Infofoto Giustizia e politica Tangenti al Pirellone Formigoni si difende «Dimettermi? Mai» Le tangenti al Pirellone hanno messo di nuovo sotto accusa il «sistema Lombardia», la fitta rete di interessi, contatti e appalti legati al governatore Formigoni. Che ieri si è difeso: non ho responsabilità. p Sotto accusa il «sistema Lombardia». In una intercettazione compare il nome del presidente p Il governatore «Le responsabilità sono personali». Lunedì riferirà al Consiglio Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni Primo Piano18 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Lasciare l'Italia? «La Fiat è una multinazionale, gestiamo attività in tutte le parti del mondo. Abbiamo attività economiche e industriali al di fuori dell'Italia». La risposta è ambigua, il significato chiarissimo. Sergio Marchionne torna a minacciare. Lo fa da Washington, da quell'America che è ormai il fulcro del gruppo Fiat-Chrysler. Lo fa nel giorno in cui i dati sulle immatricolazioni ribadiscono per l'ennesima volta che Fiat perde quote di mercato mese dopo mese in Italia. Le dichiarazioni dell'ad canado-abruzzese sono di mercoledì notte e sono state pronunciate a Washington alla presenza di numerosi giornalisti. A metà pomeriggio escono agenzie che parlano di un'intervista a Radio24 che contiene l'esplicita indicazione dell'addio all'Italia. Ma in serata il Lingotto precisa il contenuto. Cambiano le parole. Non la sostanza. E il bersaglio preferito di Marchionne: la Fiom. «Vendiamo macchine in Brasile, in Cina, in America, in Messico. La cosa importante è la sopravvivenza della Fiat che non può essere messa in discussione. Ci abbiamo messo otto anni per rimetterla in piedi - ha aggiunto Marchionne - abbiamo creato un'alternativa con Chrysler e non possiamo metterla in dubbio. Chiunque pensa di condizionare la Fiat si sbaglia. Abbiamo avuto la maggior parte dei lavoratori che ha appoggiato un'alternativa. Il treno è passato ed è inutile cercare di insistere che bisogna rinegoziare. Quella decisione è stata presa e non possiamo continuare a votare finché non vince la Fiom. È la tirannia della minoranza verso la maggioranza. La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza». «Il fatto è - ha proseguito Marchionne - che un operaio su dieci vuole condizionare l'andamento dell'azienda. La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza. Non si può investire così, parliamo di miliardi di euro di investimenti, non di aprire un supermercato». Sulla richiesta di Susanna Camusso di far intervenire anche il governo sui progetti industriali Fiat, Marchionne ha risposto: «Il governo non c'entra nulla e Monti, quel povero uomo che ha un mondo di cose da fare, cosa c'entra con la Fiat?». CGIL E FIOM: GOVERNO LO CONVOCHI E proprio da Cgil e Fiom arrivano le reazioni (espresse prima delle precisazioni del Lingotto) più dure. «Marchionne è come una bomba a orologeria, ogni volta che si fa un passo avanti, riporta tutto indietro - attacca Susanna Camusso -. È essenziale che il governo chiami l'ad Fiat e gli chieda quali sono le sue opinioni in prospettiva. Sono due anni che alternativamente si annuncia un piano di investimenti e poi che la Fiat se ne vuole andare», insiste Camusso. Sulla stessa linea la Fiom: «Quelle di Marchionne - spiega Maurizio Landini - sono dichiarazioni pericolose e questo dovrebbe far riflettere. La Fiom ha sempre preso sul serio Marchionne fin dall'inizio. Credo che governo, istituzioni e forze politiche dovrebbero farlo e da questo punto di vista penso che serva una convocazione e una discussione vera sui piani industriali di Fiat». Critiche anche da Vendola («è l'espressione più retriva dell'arroganza padronale»), l'Idv Maurizio Zipponi («finalmente getta la maschera») e Stefano Fassina del Pd: «Cerca un capro espiatorio per tentare di coprire scelte aziendali e carenze di progetto industriale». A non credere all'addio è invece il segretario generale Uil Luigi Angeletti: «Non lascerà l'Italia perché non sarà vittima della tirannia di una minoranza». Sul mercato italiano intanto la Fiat archivia un pessimo novembre. Con un calo delle immatricolazioni del 9,25% rispetto allo stesso mese del 2010, Fiat Chrysler va oltre con un meno 9,95%. Tra i diversi marchi, Alfa Romeo segna -17,93%; Fiat -14,39%. Solo Lancia +24,36% e Chrysler/Jeep/Dodge, marchio che prima della fusione era residuale, aumentano le vendite. Tra la concorrenza invece vola Volkswagen: più 12,29% rispetto a novembre 2010. Dopo un'interminabile trattativa partita a fine 2009, l'addio di Fiat a Termini Imerese diventa realtà. Al posto del Lingotto dal 1 gennaio 2012 in terra di Sicilia arriva la Dr motor, l'azienda molisana guidata dall'ex pilota Massimo Di Risio. Ieri doppio round al ministero dello Sviluppo Economico per formalizzare l'accordo raggiunto sabato scorso fra Fiat e sindacati. Gli ultimi nodi erano quelli di stabilire i tempi delle riassunzioni e di specificare che in caso di riforma delle pensioni, facesse fede la data della firma dell'accordo. Dr assumerà entro il 31 dicembre 2013 tutti i 1.316 lavoratori inizialmente previsti. I restanti 640 dipendenti della Fiat e dell'indotto andranno in mobilità ricevendo, secondo l'accordo siglato dai rappresentanti dei lavoratori e del Lingotto, oltre 22 mila euro di incentivo per quattro anni. Il piano industriale del gruppo molisano, che a oggi ha solo 180 dipendenti a Macchia d'Isernia L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne Primo Piano Giallo sulle dichiarazioni di Marchionne negli Usa. L'ad Fiat-Chrysler parla di addio all'Italia: gestiamo attività in tutto il mondo. Cgil e Fiom: governo lo convochi. Pd, Idv e Sel critici. Angeletti: non va via. MASSIMO FRANCHI mfranchi@unita.it Marchionne: Fiat via dall'Italia Termini Imerese c'è l'accordo. Dr motor riassume entro il 2013 Formalizzato l'accordo per il passaggio dello stabilimento siciliano a Dr motor. L'ex pilota Massimo Di Risio inizierà la produzione della Dr3, nuova berlina di segmento B, entro la fine 2012. Sindacati soddisfatti. M.FR. ROMA p La dichiarazione del manager davanti all'ennesimo crollo di vendite delle automobili Il fuggitivo 2 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
S i avvia alla conclusio-ne il 29esimo TorinoFilm Festival, con ilconsueto e travolgen-te successo di pubbli-co e qualche sbavatura logistica che il direttore Gianni Amelio e tutti i suoi eroici collaboratori non si sarebbero meritati. Della «buca» di Kaurismaki alla cerimonia che doveva premiarlo, si è detto. Fra lunedì e martedì si è consumato un curioso incidente diplomatico: la proiezione di Un giorno in più di Massimo Venier, con Fabio Volo, è zompata perché la distribuzione «temeva» che i giornali rompessero l'embargo legato alla contemporanea conferenza-stampa di Roma. Delle due l'una: sarebbe molto carino se i film presentati a Torino tenessero l'attività stampa, per una volta, a Torino anziché a Roma; ma sarebbe ancora più carino se in futuro il Tff rinunciasse a simili film, del tutto slegati dalla sua tradizione e infinitamente incongrui alla sua qualità media. E però, per quanto orribile (ne parliamo - anzi, sparliamo - nella pagina dedicata alle uscite), Un giorno in più enuncia nel modo più banale un tema al quale non sono estranei nemmeno i due film italiani che Torino ha schierato in concorso. Il tema è quello, mediaticamente logoro ma sempre vivo, dei «bamboccioni». I più grandi di tutti di Carlo Virzì, fratello di Paolo, lo cavalca consapevolmente. Ulidi piccola mia di Mateo Zoni lo liquida per contrasto. Virzì, che per il fratello ha scritto numerose colonne sonore, parla di ciò che ben conosce: la musica. Carlo è stato cantante degli Snaporaz, gruppo livornese anni '90, e qui inventa un gruppo alter-ego, i Pluto: punk-rock molto tosto, due album incisi, persino un brano venduto per uno spot televisivo… poi, scomparsi, come capita a molti. Il film inizia dieci anni dopo i fasti quando Loris, il batterista, viene contattato da uno strano giornalista che vorrebbe intervistare lui e gli altri reduci. Scopriremo ben presto che il giornalista è soprattutto un fan, che dei Pluto sa tutto, ha visto tutti i loro concerti… e proprio tornando da uno di essi ha avuto un incidente d'auto che ora lo costringe su una sedia a rotelle. Il ragazzo vuole in realtà realizzare il «suo» sogno, rivedere i Pluto in scena; ma quando Loris contatta i tre ex compagni, uno più scoppiato dell'altro, si capisce subito che la magia è scomparsa e non sarà facile rimettere insieme il gruppo. PERSONAGGI VARI I più grandi di tutti è veramente una parabola sulla difficoltà di crescere. Chi scrive odia la parola «bamboccioni», ma è difficile trovarne una più adatta ai quattro Pluto. Sono rimasti talmente infantili ed irascibili, tutti e quattro, da essere qua e là irritanti. Forse è il difetto del film, la difficoltà di affezionarsi ai personaggi, sicuramente adorabili per Virzì che li ha scritti (e tanti, simili, ne avrà conosciuti), meno per chi li osserva. Però è indiscutibile che il regista intercetta un tema forte, diffuso, e ha il merito di collocarlo in un contesto sociale credibile, dalla fabbrica (l'ex chitarrista Ludovico, l'unico che sapeva davvero suonare, fa l'operaio) all'eterno precariato in cui si dibattono tutti gli altri. L'unica cosa surreale del film è la bassista Sabrina, capello ossigenato e calze a rete, affidata a Claudia Pandolfi: nessun attore può fare QUALUNQUE ruolo, c'è un limite a tutto. I più grandi di tutti (che è prodotto dalla Motorino amaranto di Paolo Virzì e sarà distribuito dalla Eagle) è un film super-professionale, mentre Ulidi (pur avendo alle spalle la produzione Indigo, quella di Sorrentino) è volutamente un film piccolo piccolo, che però ispira molta più simpatia. Dura solo 66 minuti e tecnicamente è un documentario: il giovane regista Mateo Zoni segue la vita quotidiana di alcune ragazzine che vivono in comunità di recupero. Tutte con vissuti dolorosi, hanno però una vitalità tenace e solare, che sicuramente le aiuterà - nella vita reale, non al cinema! - a superare una linea d'ombra che si annuncia problematica. Ma è una bella scommessa, no? Loro non sono «bamboccione», sono l'esatto contrario. Il film sarà meno rifinito, meno «da pubblico», ma avercene. ALBERTO CRESPI Tipi da concerto Una scena da «I più grandi di tutti» di Carlo Virzì TORINO IL CREPUSCOLO DEI BAMBOCCIONI PUNK-ROCK Il Torino Film Festival alle sue battute finali con due film in concorso sul tema della difficoltà di diventare adulti. Carlo Virzì parla di una ex band che tentaunareunion,MateoZoniraccontalavitadiragazzineinunacomunità www.unita.it Culture42 VENERDÌ2 DICEMBRE2011
Il balzo all'indietro dell'economia italiana è ormai un dato di fatto. Dopo mesi di allarmi e timori, sono giunte nei giorni scorsi le prime stime numeriche, quelle dell'Ocse, che per il 2012 ha previsto un calo del Pil dello 0,5%. E ieri, insieme alla conferma di Confindustria, secondo cui la produzione industriale arretrerà del 2,4% nell'ultimo trimestre 2011, è arrivato anche il sigillo del ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera: «Siamo in un momento molto difficile, stiamo rischiando di rientrare in recessione come nel 2008, sia pure non per colpa nostra, come già accadde allora». LA CRISI DA SUPERARE La consolazione di poter rintracciare nella «cattiva gestione di altri Paesi e di organismi» buona parte della responsabilità della crisi attuale è però ben poca cosa rispetto alla sfida che il Paese si trova davanti. Bastino le considerazioni del Centro studi di Viale dell'Astronomia che, insieme ad una «consistente contrazione del Pil a cavallo tra 2011 e 2012», ha rilevato in Italia «fiacchi consumi, zavorrati da poca fiducia, poco lavoro e poco credito». «Noi ce la faremo, se sapremo, come in altri momenti difficili, lavorare insieme» ha però sottolineato il neoministro alla platea degli Stati generali di Confcommercio, alla sua prima uscita pubblica dal ricevimento dell'incarico. L'ottimismo era di rigore, soprattutto in vista della presentazione lunedì prossimo di una manovra che, pur volendo «mettere insieme provvedimenti che sappiano suddividere sacrifici e benefici», non sarà certo priva di costi per gli italiani. «Noi possiamo sorprendere positivamente il resto del mondo, ci sono tutti gli estremi» è stata la rassicurazione di Passera, perché «c'è un'Italia che continua a mettercela tutta» e i buoni dati sull'esportazione e la quota internazionale di commercio estero «dimostrano che il LUIGINA VENTURELLI Foto di Alessandro Di Meo/Ansa Priorità Primo Piano Passera: rischio recessione 2012 nero per le imprese Il neoministro allo Sviluppo economico e alle Infrastrutture avverte: «Momento difficile, rischiamo di entrare in recessione». Allo studio ipotesi per ripagare il debito delle P.A. verso le Pmi in titoli di Stato. MILANO p Il ministro promette di saldare 90 miliardi di debiti pagando le aziende con Btp p L'Ufficio studi di Confindustria negativo: il quarto trimestre vedrà un crollo del Pil pari al 2.4% Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera «Disagio occupazionale più alto di quanto dicano le statistiche» Il nuovo esecutivo 12 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Montepremi 2.487.514,35 5+ stella Nessun 6 - Jackpot 37.756.317,36 4+ stella 24.260,00 Nessun 5+1 3+ stella 1.368,00 Vincono con punti 5 26.651,94 2+ stella 100,00 Vincono con punti 4 242,60 1+ stella 10,00 Vincono con punti 3 13,68 0+ stella 5,00 Nazionale 12 53 55 36 19 Bari 84 60 86 61 45 Cagliari 59 38 69 65 63 Firenze 43 15 65 58 60 Genova 14 7 2 83 17 Milano 26 59 60 27 49 Napoli 55 5 54 3 44 Palermo 30 23 85 59 74 Roma 75 31 23 20 15 Torino 30 53 47 44 3 Venezia 15 89 57 1 13 lotto I numeri del Superenalotto Jolly SuperStar 4 10 29 41 54 74 14 25 10eLotto 5 7 14 15 23 26 30 31 38 4353 55 59 60 65 69 75 84 86 89 S tanno prendendo piede re-toriche e luoghi comuniche merita sfatare, in quan-to essi non sono immuni da equivoci che si portano appresso conseguenze politiche. Primo. Abbiamo fatto bene a confutare la tesi, sostenuta polemicamente da Berlusconi e dai suoi, i quali per ovvie ragioni non hanno passato volentieri la mano a un esecutivo che sanzionava il proprio fallimento, secondo cui saremmo in presenza di una sospensione della politica e della democrazia. Il governo Monti si è insediato e si avvia a operare con tutti i crismi della legittimità costituzionale, in ottemperanza alla regole proprie della nostra democrazia parlamentare, grazie all'avallo delle principali forze politiche. Poco conta se con più o meno entusiasmo. Tuttavia, non possiamo non riconoscere una sua specialità. Essa consiste nella sospensione, questa sì, della competizione tra forze politiche naturaliter antagoniste quali il Pd e il Pdl. Non a caso, tra le molteplici definizioni del governo Monti figurano le seguenti: governo del Presidente, di emergenza, di tregua, di transizione. Tutte formule che ne marcano appunto la specialità, del resto attestata dalla sua composizione: uomini e donne non ascrivibili agli schieramenti politici. Secondo. Le forze politiche che, responsabilmente, hanno fatto un passo indietro ora enfatizzano l'interlocuzione in Parlamento. Si raccontano e ci raccontano una sua nuova centralità, dopo la stagione della sua sistematica mortificazione da parte di un premier e di un governo culturalmente antiparlamentaristi. In tutta franchezza, mi permetto di dubitarne. Ancorché per ragioni diverse, questa volta giustificate dallo stato di necessità e di urgenza, lo stesso esame parlamentare dei provvedimenti del governo sarà inevitabilmente contratto, nei tempi e nei margini di intervento emendativo. Terzo. Si dice: il Pd nasce ora, è messo per la prima volta alla prova del sostegno a un governo. Lo si può dire, ma senza esagerare. Forse che, sin qui, il Pd si è configurato come partito massimalista, privo di capacità di proposta, che esauriva la propria identità nel vituperato antiberlsconismo? Una tesi ingenerosa verso noi stessi e il nostro passato e soprattutto un po' equivoca circa il futuro. Mi spiego: oggi siamo impegnati a sostenere con lealtà e convinzione il governo Monti. Ma il “nostro” governo, quello che esprimerà compiutamente la nostra visione e il nostro programma, il nostro premier e i nostri ministri, vedrà la luce solo dopo le elezioni che confidiamo di vincere. Quarto: il mantra secondo il quale nulla sarà più come prima, il governo Monti produrrà il totale rivolgimento del sistema politico italiano. Lo sostiene soprattutto Casini, per evidenti ragioni: da sempre egli si propone di disarticolare il bipolarismo. Dovrebbe esserci chiaro: quella prospettiva strategica passa attraverso la frattura di Pdl e Pd e lo sviluppo di un grande centro con ambizioni egemoniche. Il “partito di Monti” ne sarebbe premessa e prefigurazione. Quinto: l'imprudente euforia per sondaggi che accreditano un Pd sulla soglia del 33%. Attenzione nel leggere quel dato. Esso riflette sentimenti diversi. Certo, il premio alla comprovata responsabilità del Pd nel patrocinare il governo Monti da parte di settori di opinione più consapevoli della portata dell'emergenza, e sollevati per la “liberazione” da Berlusconi. Un consenso che sarà messo a dura prova dalle misure che si annunciano e che soprattutto sottintende una domanda di alternativa e non solo di alternanza, cioè di quale che sia avvicendamento. Sesto. Gira voce che si voglia cancellare la foto di Vasto, magari attraverso un passaggio congressuale. Anche qui merita riflettere. Una nostra auspicabile alleanza con il Terzo polo non può condurci a consegnarci mani e piedi al tatticismo di Casini, il quale si tiene aperte tutte le soluzioni. Concretamente: non siamo sicuri di poter fare affidamento su quell'alleanza e comunque non merita sacrificare ad essa ogni rapporto a sinistra. Sia per non esporci al rischio di un'ennesima corsa solitaria (abbiamo già dato), sia per il profilo del Pd quale partito di centrosinistra. Non subalterno a un disegno neocentrista. Faremmo prima ad annetterci all'Udc… Settimo. Il Pd quale partito più organico a Monti. Per convinzione e per forza politico-parlamentare sembra così. Ma con la consapevolezza che, dopo la tregua, si riaprirà la competizione. Con tutte le sue qualità, il governo Monti è connotato da limiti: di tempo, di visione, di materie (quasi esclusivamente centrato su quelle economiche), di caratura (im)politica dei suoi ministri. Abbiamo fondato un partito, che raccoglie in sé le culture democratiche e riformiste italiane, con un'ambizione un po' più grande di quella di fare da pretoriani di un governo di tecnici cui compete di fronteggiare un'emergenza. Personalmente non rinuncio alla speranza che il Pd possa cambiare il Paese e la sua qualità etico-sociale. Sia chiaro: primo salvare l'Italia. Ma poi possiamo contentarci di un'opera di manutenzione? Sono io un ingenuo visionario? GIOVEDÌ 1 DICEMBRE Franco Monaco Il Pd e il bivio del governo Monti I Democratici si sono dimostrati responsabili ma devono ricordare di avere un'ambizione più grande di fare i pretoriani di un esecutivo tecnico cui compete fronteggiare l'emergenza L'INTERVENTO 23 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
D anilo Gruppi, segretariodella Cgil di Bologna, in-terviene nella discussio-ne sul contratto integrativo della Gd, siglato solo dalla Fiom e accolto dai lavoratori con una valanga di voti favorevoli. Cosa pensa del rimbrotto sull'accordo della Gd da parte del Presidente degli Industriali Alberto Vacchi, che ha detto di augurarsi resti «un caso isolato»? «Non ho interpretato le parole di Vacchi come un rimprovero, ma come una preoccupazione, che condivido anch'io. Il rischio, su questioni che riguardano democrazia e rappresentanza sindacale, è di applicare soluzioni diverse da azienda ad azienda, facendo venir meno un quadro di regole generale». Lei stesso però aveva dichiarato che l'integrativo Gd non smentisce l'accordo interconfederale del 28 giugno. «Sono ancora di quell'opinione. L'accordo di giugno è importante perché, da un lato, proponeva di chiudere la stagione degli accordi separati, dall'altro, sollecita i tre sindacati confederali e gli imprenditori a trovare finalmente delle regole condivise sul tema delicatissimo della democrazia e della rappresentanza sindacale». Secondo lei è un percorso realisticamente attuabile? «Qualche giorno fa la Cgil-Slc (che rappresenta i lavoratori della comunicazione, ndr) ha stipulato con le altre sigle di categoria confederali un accordo nazionale che fissa delle regole condivise proprio su questi temi per i contratti di primo e secondo livello. Per me tutte le categorie dovrebbero impegnarsi per fare altrettanto, anche se non è facile». Quindi per lei è possibile trovare una sintesi su quei temi anche se Cgil, Cisl e Uil nutrono una concezione del sindacato molto diversa tra loro? «Questo è il nodo più delicato e penso che al momento non ci sia una soluzione. Considerata la tradizione culturale della Cisl, capisco Alberani quando si chiede che differenza rimanga tra chi è tesserato e chi non lo è, se facciamo votare tutti i lavoratori. Ma qui stiamo parlando di contratti, cioè di qualcosa che riguarda e si applica a tutti i dipendenti: non si può pretendere che chi ha la tessera decida anche per gli altri. Si tratta di un elementare principio di democrazia. Noi sindacati rappresentiamo i lavoratori, ma non possiamo sostituirci a loro nelle scelte». Anche lei auspica dunque di estendere il “modello Gd” ad altre fabbriche? «No, auspico, come ho detto, che si giunga e ci si possa avvalere di un sistema di regole condiviso. È interesse di tutti». Eppure la reazione della Fim-Cisl, con il segretario nazionale Farina, è stata durissima. «È davvero paradossale e contradditorio che Farina a Bologna lamenti comportamenti antisindacali da parte della Fiom (accusa infondata dato che in Gd non è impedita l'agibilità sindacale) e, dall'altra, si prepari a firmare con la Uilm e la Fiat un contratto che esplicitamente estromette dalla fabbrica il sindacato di maggioranza. Farina e la Cisl dovrebbero sciogliere questa contraddizione». Anche il Pd è intervenuto nella querelle. E il segretario Fiom Papignani ha usato parole molto dure contro la senatrice Rita Ghedini. Che ne pensa? «Nel caso di specie, anche se una certa polemica nei confronti del Pd è andata un po' sopra le righe, vorrei ricordare fraternamente a Rita Ghedini che la costruzione dell'unità sindacale non può avvenire a scapito del merito delle questioni. Penso però che al Pd bisogna riservare un approccio affettuoso perché senza quel partito non è possibile costruire un'alternativa di governo che realizzi una politica di centrosinistra». Motor Show “pizzicato” dai Carabinieri. Il Comando provinciale di Bologna, insieme a personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro e della locale Direzione Territoriale del Lavoro, ha effettuato un controllo all'interno dei padiglioni della Fiera. L'attività, riferisce una nota, è stata incentrata sulla verifica della tutela contrattuale e della sicurezza sul lavoro degli addetti impiegati per le operazioni di montaggio e allestimento degli stand. L'accesso ispettivo ha interessato 6 padiglioni fieristici, e 143 lavoratori. Sono state rilevate irregolarità per 7 imprese delle 64 operanti, con l'applicazione complessiva di 9.000 euro di sanzioni. Nel dettaglio, 22 persone sono risultate impiegate in nero (di cui 14 extracomunitari regolari), pertanto per 4 ditte sono state sospese. In considerazione del volume delle forze lavoro impiegate in fiera, è la considerazione finale dei Carabinieri, «il risultato dell'attività rileva comunque un contesto in cui non emergono situazioni diffuse di irregolarità». www.unita.it Il leader Cgil condivide i timori di Vacchi: «La democrazia non può essere diversa da fabbrica a fabbrica» LO SPILLO «Un'eventuale azione per comportamento antisindacale contro la Gd è fuori luogo, la clausola non danneggia i singoli sindacati». LUIGI MARIUCCI (Pd) Motor Show, blitz dell'Arma trovati 22 operai “in nero” Il caso L'INTERVISTA Gruppi: «Bene la Gd ma servono regole condivise da tutti» Danilo Gruppi segretario della Cgil di Bologna VALERIA TANCREDI BOLOGNA bologna@unita.it Bologna Bacchettate a Cisl e Uil «I contratti riguardano tutti, quindi è giusto che tutti votino» VI VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
maurorosati.it a cura di Mauro Rosati E ra l'agosto del 2009 quan-do in Italia, per risponderealle normative europeesull'obbligo della terzietà del sistema dei controlli per la certificazione dei vini di qualità, creava Valoritalia. Un lavoro svolto fino a quel momento per la maggior parte dagli stessi Consorzi di Tutela che i nuovi regolamenti Ue rendevano appunto inidonei in quanto si rischiava di confondere i ruoli di giudice e giudicato. Proprio in questi giorni è stato presentato a Roma il consuntivo dell'attività 2011 di Valoritalia che, lo ricordiamo, proviene dalla messa in comune dell'esperienza di due diverse realtà: Federdoc e Csqa Certificazioni. Il loro lavoro sinergico offre una radiografia completa del Vigneto Italia che ovviamente, sia attraverso la pubblicazione cartacea che mediante il portale, è a disposizione degli addetti ai lavori. Si tratta di una massa di informazioni che fornisce notizie esaurienti sui reali volumi di una prodotti in vendemmia, sulla quantità di vino ottenuto, su quanta parte di questo vino venga poi concretamente imbottigliata, sull'ammontare delle giacenze e su dove queste si trovano. Sotto la lente di ingrandimento sono quindi finite 183 denominazioni (44 Docg e 139 Doc) per una copertura di circa il 75% della produzione a denominazione del nostro Paese. «Si tratta di una superficie di 163mila ettari – ha spiegato Ezio Pelissetti, Consigliere Delegato del reparto Regolamentato - che, tanto per rendere un'idea, corrisponde a quella di 226.388 campi di calcio posti uno accanto all'altro. Il tutto per una produzione che si attesta intorno ai 12,5 milioni di ettari che corrispondono a 8 milioni di ettolitri di vino imbottigliato, in pratica oltre un miliardo di bottiglie da 0,75. Un quantitativo che sarebbe in grado di riempire 75mila tir, creando una fila di oltre 1.000 km, in pratica da Torino a Taranto». Ma il lavoro di Valoritalia si centra anche e soprattutto sui pareri di conformità: nel 2011 ne sono stati emessi oltre 200mila, con 15mila ispezioni tra vigneto e cantina. E sono meno di 1.000 le non conformità rilevate, spesso legate alle problematiche inerenti le etichettature. Insomma, un controllo certosino che pone l'Italia in una posizione di leadership in questo contesto. Una buona notizia soprattutto per i consumatori che, quando acquistano una bottiglia a denominazione di origine, sanno di poter contare su un sistema di controlli capillare ed efficace. FOOD POLITICS In questi giorni Bruxelles è divenuta l'headquarter di trattative, meeting e vertici che hanno l'obiettivo di cercare soluzioni e misure per arginare l'attuale situazione socio-economica e politica dell'intero continente. E se nei luoghi decisionali della capitale belga continuano gli incontri tra i capi di governo europei e le istituzioni, a pochi metri di distanza, all'Espace della Banca Monte Paschi Belgio, al V Forum Qualivita sulla qualità alimentare si è discusso di come concretamente l'Europa può e deve guardare al suo futuro economico, sociale e politico. Nessuna discussione di tipo finanziario. Qualità e agricoltura sono stati gli items degli interventi degli esponenti del settore agroalimentare europeo e mondiale. Un settore, quello agricolo, ed un elemento, quello della qualità, su cui l'economia europea deve continuare a puntare attraverso politiche ed azioni più incisive. Soprattutto con una Pac che guardi con maggiore attenzione alle Indicazioni Geografiche. La richiesta che è emersa dai principali stakeholder dei paesi più coinvolti nelle politiche di qualità - Italia, Spagna, Francia - è l'esigenza della creazione di un'Agenzia europea per la qualità che abbia la funzione di promuovere e coordinare l'attività dei soggetti implicati nella filiera, per agevolarne e favorirne i risultati, sia in termini di export ma soprattutto per dare più consapevolezza ai consumatori europei. Brevi USA Brooklyn Grange. Cosi si chiama l'iniziativa tutta americana di creare un vivaio sul tetto di un grattacielo nel Queens (New York), che oggi è diventato un vero e proprio orto di ben 40.000 metri quadrati. Oltre ad assicurare prodotti biologici al 100%, l'orto sul grattacielo del Queens rifornisce tutti i ristoranti della zona ed è divenuto un punto di riferimento per i cittadini, che lo vivono e lo utilizzano anche come un luogo in cui organizzare eventi culturali, didattici e ricreativi. Un orto di 40mila mq sopra un grattacielo Il vino sotto la lente Controllate un miliardo di bottiglie Oltre 15mila accertamenti, mille violazioni I risultati del consuntivo 2011 di Valoritalia MONDO DIGITAL Dopo la prima edizione lanciata nel 2005, è arrivata la nuova versione di «Food Force», un videogioco voluto dal Programma alimentare mondiale (Pam), per educare - soprattutto bambini e ragazzi - sulle tematiche legate al cibo ed in particolare alla lotta contro la fame. Il gioco, che ora è anche un'applicazione disponibile su Facebook, ha anche un importante risvolto concreto in quanto il denaro speso dai giocatori verrà destinato ai programmi di alimentazione scolastica del World Food Programme. Arriva «Food Force» Il videogioco che educa Serve un'agenzia per la qualità europea ITALIA Summit italiano sulla riforma della Pac (politica agricola comune). Nei giorni scorsi il neo Ministro Catania si è incontrato con il Commissario europeo all'agricoltura, Dacian Ciolos e il Presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro per discutere della Pac. Incontro interlocutorio anche perché le distanze fra le richieste italiane e la proposta del commissario sembrano ancora molto lontane. L'Italia rischia infatti di rimetterci molti soldi se la politica rimane così come è. Summit italiano sulla riforma della Pac 29 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
BOLOGNA ARLECCHINO CINEMA Via Lame, 57 (Circuito Cinema Bo) Tel. 051/522285 Il giorno in più 15.3017.5020.1022.30 BRISTOL CINEMA TEATRO Via Toscana, 146 Tel. 051/474015 Il cuore grande delle ragazze 19.3021.30 CAPITOL Via Milazzo, 1 Tel. 051/241002 Happy Feet 2 in 3D 1618.10 Lo Schiaccianoci 1618 Midnight in Paris 1618.1020.2022.30 Real Steel 20.1022.30 Breaking Dawn - Part 1 20.1522.30 Tower Heist 1618.1020.2022.30 CHAPLIN (EX TIFFANY) Piazza di Porta Saragozza, 5 Tel. 051/585253 Il cuore grande delle ragazze 20.3022.30 EUROPA CINEMA Via Pietralata, 55/A Tel. 051/523812 Miracolo a Le Havre 16.3018.3020.3022.30 EXCELSIOR Via Grazia n. 7 Tel. 516344635 Film per adulti 15.0022.00 FOSSOLO Via Lincoln, 3 Tel. 051/540145 Midnight in Paris 17.3019.3021.30 JOLLY Via Marconi, 14 Tel. 051/224605 1921 - Il mistero di Rookford 16.0018.1020.2022.30 LUMIERE Via Azzo Giardino, 65 Tel. 051/2195311 Le nevi del Kilimangiaro 18.0020.1522.30 This Must Be the Place 22.15 (V.O.) MEDICA PALACE CINEMA TEATRO Via Montegrappa, 9 Tel. 051/232901 Anche se è amore non si vede 16.3018.3020.3022.30 NUOVO NOSADELLA Via L. Berti, 2/7 Anonymous 19.1521.30 Midnight in Paris 19.4021.30 ODEON Via Mascarella, 3 Tel. 051/227916 La kryptonite nella borsa 15.4520.15 One Day 16.0018.1020.2022.30 Pina 3D 15.4518.0020.1522.30 Scialla! 16.0018.1020.2022.30 This Must Be the Place 18.0022.30 ORIONE Via Cimabue, 14 Tel. 051/382403 - 051/435119 Bar Sport 20.3022.30 RIALTO STUDIO Via Rialto, 19 Tel. 051/227926 Miracolo a Le Havre 16.3018.3020.3022.30 Scialla! 16.0018.1020.2022.30 ROMA D'ESSAI Via Fondazza, 4 Tel. 051/347470 Midnight in Paris 16.3018.3020.3022.30 SMERALDO Via Toscana, 125 Tel. 051/473959 Il giorno in più 20.0022.30 THE SPACE CINEMA BOLOGNA Viale Europa, 5 Tel. 892.111 1921 - Il mistero di Rookford 14.5517.2519.5522.2500.50 Anche se è amore non si vede 15.3517.5520.1522.4000.55 Anonymous 19.5522.45 Happy Feet 2 19.25 Happy Feet 2 in 3D 15.0517.25 Il giorno in più 15.0017.3020.0022.3001.00 Immortals 3D 22.1000.45 La peggior settimana della mia vita 17.15 Lo Schiaccianoci 3D 14.4517.1519.45 Midnight in Paris 15.2517.4520.0522.25 Real Steel 14.2517.1019.5022.35 Scialla! 14.50 Breaking Dawn - Part 1 14.3017.0519.4022.2000.55 Bazzano ASTRA Via Mazzini, 14 Tel. 051/831174 Midnight in Paris 20.4022.30 CINEMAX 1 Via Carducci, 17 Tel. 051/831174 Scialla! 20.3022.30 CINEMAX 2 Viale Carducci, 17 Tel. 051/831174 Real Steel 20.1022.30 STAR Via Mazzini, 14 Tel. 051/831174 Il giorno in più 20.2022.30 Ca de' Fabbri NUOVO MANDRIOLI Via Barche, 6 Tel. 051/6605013 Anche se è amore non si vede 21.15 Casalecchio di Reno UCI CINEMAS MERIDIANA Via Aldo Moro - c/o C.C. Meridiana Tel. 199/123321 Anche se è amore non si vede 17.1019.5522.20 Anonymous 22.15 Happy Feet 2 17.45 Happy Feet 2 in 3D 17.2519.50 I soliti idioti 17.3019.5022.25 Il Re Leone 3D 17.20 Immortals 3D 19.4022.10 La peggior settimana della mia vita 20.1022.30 Real Steel 16.5019.4022.30 Breaking Dawn - Part 1 16.4517.1519.3020.0022.2022.45 Tower Heist 17.1519.4522.15 Castel S. Pietro Terme JOLLY Via Matteotti, 99 Tel. 051/944976 A Dangerous Method 21.00 Imola CAPPUCCINI Via Villa Clelia, 12 Oside 20.45 CENTRALE Via Emilia n.212 One Day 20.3022.30 CRISTALLO Via Appia, 90 Tel. 054/223033 Midnight in Paris 20.3022.30 DON FIORENTINI CINEMA TEATRO Viale Marconi, 31 Tel. 0542/28714 Il giorno in più 21.00 Lagaro MATTEI Via del Corso, 58 Tel. 328/4639357 La peggior settimana della mia vita 21.15 Monghidoro AURORA Via Vittorio Emanuele II, 37/39 Tel. 339/1258090 Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno 21.15 Rastignano STAR CITY CINEMAS Via Serrabella, 1 Tel. 051/6260453 Anche se è amore non si vede 20.3022.30 Lo Schiaccianoci 20.20 Midnight in Paris 20.4022.30 Real Steel 20.1022.30 Breaking Dawn - Part 1 22.30 Tower Heist 20.3022.30 S. Giovanni in Persiceto GIADA CINECOMFORT BISPACE Circonvallazione Dante, 54 Tel. 051/812312 Midnight in Paris 21.00 S. Pietro in Casale ITALIA Piazza Giovanni XXIII, 6 Tel. 051/818100 Anche se è amore non si vede 21.00 Sant'Agata Bolognese CENTURY MULTISALA CINECI Via De Gasperi, 2 Tel. 051/6820045 1921 - Il mistero di Rookford 20.1522.30 Anche se è amore non si vede 20.2022.30 Happy Feet 2 in 3D 20.30 Il giorno in più 20.1022.30 Midnight in Paris 20.2022.30 Real Steel 20.0022.30 Breaking Dawn - Part 1 20.1522.30 Tower Heist 22.30 Sasso Marconi MARCONI Piazzale dei Martiri, 6 Tel. 051/840850 Una separazione 21.00 FERRARA APOLLO MULTISALA Piazza Carbone, 35/37 Tel. 0532/762002 Anche se è amore non si vede 20.3022.30 Il giorno in più 20.1522.30 Midnight in Paris 20.3022.30 Scialla! 20.3022.30 S. BENEDETTO Via Tazzoli, 11 Tel. 0532/215932 One Day 21.15 SALA BOLDINI Via Previati, 18 Tel. 0532/247050 Miracolo a Le Havre 21.00 UCI CINEMAS FERRARA Via Darsena, 73 Tel. 0532/793011 Anche se è amore non si vede 17.4020.1022.25 Happy Feet 2 17.50 Happy Feet 2 in 3D 17.30 I soliti idioti 20.1022.25 Il giorno in più 17.3020.0022.25 Immortals 3D 20.0022.30 Lo Schiaccianoci 3D 17.3520.0022.25 Midnight in Paris 17.4520.0022.20 Real Steel 17.2020.1022.25 Breaking Dawn - Part 1 17.3020.0022.35 Tower Heist 17.3520.0022.20 Cento CINEPARK Via Matteo Loves, 17 Tel. 051/6831584 1921 - Il mistero di Rookford 20.1522.30 Cinema e Teatri A CENA CON LIBERA TERRA Alle 20.30 all'Istituto Alberghiero «Bartolomeo Scappi» (Casalecchio di Reno) «LiberaMangio: a cena con i prodotti delle terre confiscate alla mafia». Menu coi prodotti di Libera Terra e Slow Food, Alce Nero e Fior Fiore Coop. Prezzo: 32 euro, prenotazioni: 051-6132403. DENTE LIVE Amato, chiacchierato, seguito, atteso: Giuseppe Peveri, in arte Dente, alle 22.30 sul palco dell'Estragon di Bologna. Biglietto 10 euro. FERRARA IN JAZZ Per Ferrara in Jazz, alle 21.30 al Torrione un nuovo trio tutto da scoprire: a guidarlo il pianista Giovanni Guidi, accompagnato da Joao Lobo e Thomas Morgan. MÀNTICA Nell'ambito di «Màntica», debutta al Teatro Comandini di Cesena, la performance «Attore, il tuo nome non è esatto» di Romeo Castellucci. Quattro ingressi: ore 19/19.30/ 20/20.30. Biglietti 3/6 euro. QUANDO MAZZINI SUONAVA Alle 21 al Museo Civico del Risorgimento (Bologna), il concerto «Quando Mazzini suonava la chitarra». Il Maestro Marco Battaglia suonerà con una chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini. LA POETESSA SPAZIANI A GRANAROLO L'illustre poetessa Maria Luisa Spaziani, candidata tre volte al Nobel e amica di Eugenio Montale, sarà presente stasera alla biblioteca «Rodari» di Granarolo dell'Emilia (Bologna). Converserà con Gian Mario Anselmi e Gino Ruozzi. Appuntamento alle 20.30 in via San Donato 74/25. QUARTETTO EUPHORIA Appuntamento con il Quartetto Euphoria, l'ensemble internazionale tutta al femminile, che alle 21 salirà sul palco del Teatro Calcara di Crespellano per presentare lo spettacolo comico-musicale «Euphoria Tour». MERCANTE IN FIERA Fino domenica, 200 espositori scelti daranno vita alla prima edizione di «Mercanteinfiera Natale» a Fiere di Parma. Dalle 10 alle 19, ingresso gratuito. Questa sera e domani (ore 21.30), nella Sala InterAction dell'Arena del Sole di Bologna, andrà in scena lo spettacolo “Galileo”. Testo, regia e scene di Daniela Nicosia, con Solimano Pontarollo e Piera Ardessi. Per informazioni e prenotazioni: 051.2910.910. ARENA DEL SOLE Galileo Giorno&Notte XIII VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Alla fine bisogna rifare tutto. Il processo per l'omicidio di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia scomparsa due anni fa a Milano e sciolta nell'acido, dovrà ripartire da zero. I testimoni, fra cui Denise, la figlia di 19 anni della donna vittima del caso di lupara bianca e del principale imputato, l'ex convivente Carlo Cosco, dovranno ripresentarsi in aula ed essere nuovamente interrogati. È quanto hanno stabilito ieri i giudici della prima Corte d'assise di Milano presieduta da Anna Introini, che ha sostituito Filippo Grisolia nominato capo di gabinetto al ministero della Giustizia, accogliendo la richiesta dei difensori di Cosco, e di altri cinque imputati vicini ai clan dell'ndrangheta del crotonese, che a causa del cambio di composizione della Corte hanno negato il consenso a mantenere valide le testimonianze già acquisite. CONTRO IL TEMPO Per evitare che gli imputati tornino in libertà una volta scaduti i termini di carcerazione (nel luglio del 2012), il tribunale ha fissato un fitto calendario di udienze. Sei a gennaio, sette a febbraio e altre sei a marzo, con l'obiettivo di arrivare alla sentenza di primo grado prima di luglio. Nel motivare la decisione di azzerare il processo i giudici hanno citato una sentenza della corte di Cassazione, intervenuta il 6 aprile 2011 su un caso simile, e hanno disposto di «dare rinnovo all'attività istruttoria non potendosi limitare alla lettura delle dichiarazioni rese», ordinando di «risentire i testi e ripartire tenendo salvo l'ordine di ammissione». Verranno riconvocati quindi in aula dal pm della Dda Marcello Tatangelo i testimoni già interrogati nei mesi scorsi, fra cui Denise. La ragazza nelle scorse udienze, protetta da un paravento, aveva reso una sofferta testimonianza contro il padre, con il quale è stata costretta a convivere per mesi, nel timore di «fare la stessa fine della persona che più amava al mondo». «Il rischio che gli imputati vengano scarcerati è concreto e bisognerà vigilare», ha spiegato Roberto d'Ippolito, il legale della sorella e della madre di Lea Garofalo che, assieme alla figlia Denise e al Comune di Milano, si sono costituiti parte civile. «I familiari sono rimasti sconcertati da questa decisione - ha continuato - e per Denise tornare in aula sarà un nuovo motivo di sofferenza». Lea Garofalo, secondo le indagini, è stata uccisa a causa della sua decisione di collaborare con la giustizia. Così fra il 24 e il 25 novembre di due anni fa, è stata rapita a Milano davanti all'Arco della Pace, poi torturata e uccisa con un colpo di pistola alla nuca. Il cadavere infine sarebbe stato sciolto nell'acido in un terreno nel Comune di San Fruttuoso, vicino a Monza. L'AVVOCATO Ma ad essere sostituito non c'è solo il giudice. Uno dei difensori degli imputati, Vincenzo Minasi, ha dovuto abbandonare il collegio di difesa. Il legale è stato arrestato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip di Milano nell'inchiesta della Dda contro la cosca dell'ndrangheta dei Valle-Lampada. Intanto Alfredo Mantovano Guido Crosetto, Pdl, hanno rivolto un appello al ministro della Giustizia: «È nella prassi, raccomandata dal Csm, che chi cambia funzione salva le pendenze più importanti, per evitare rischi di liberazione per decorrenza termini degli imputati, e comunque disagi per i testimoni». PINO STOPPON 'O cecato aveva deciso di alzare il livello della sua folle sfida allo Stato. L'ala stragista della Cosa Nostra di Campania voleva eliminare i magistrati Cesare Sirignano, Catello Maresca e Alessandro Milita, della procura antimafia di Napoli, Franco Roberti, già coordinatore della Dda e oggi procuratore capo di Salerno, e il colonnello Fabio Cagnazzo, già capo della sezione catturandi del Comando provinciale carabinieri di Castello di Cisterna, trasferito a Foggia nell'ottobre del 2010 dopo aver acciuffato 104 latitanti in 7 anni di permanenza a Napoli. Peppe Setola, 'o cecato, l'uomo che per un biennio ha seminato morte e terrore nell'agro aversano dopo aver riconquistato la libertà grazie ad una falsa perizia che attestava la quasi totale cecità, aveva dato ordine ai suoi uomini di sparare a vista, appena avessero incontrato uno degli obiettivi. I sospetti diventano certezze: se Setola non fosse stato catturato in tempo, i Casalesi avrebbero inaugurato una stagione di terrore simile a quella che insanguinò Palermo nell'estate del '92. E l'attentato ai magistrati e al Luglio 2012 www.unita.it Fu sciolta nell'acido, azzerato il processo La Corte: «Fare presto» Il processo per la morte di Lea Garofalo è tutto da rifare. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Milano. Fissato un fitto calendario di udienze per evitare che gli imputati tornino liberi una volta scaduti i termini. MILANO p Lea Garofalo testimoniò contro la 'ndrangheta. Fu uccisa dal marito p Il presidente del tribunale al ministero. Ora fitto calendario di udienze Un pentito rivela: «La camorra preparava una stagione di stragi» Il clan dei Casalesi progettava attentati contro rappresentanti delle istituzioni, in particolare magistrati e un ufficiale dei carabinieri. Le azioni violente non avvennero mai perché il boss Giuseppe Setola fu arrestato. MASSIMILIANO AMATO NAPOLI Entro questa data tutti gli accusati saranno liberi Italia30 VENERDÌ2 DICEMBRE2011
Forse l'incontro avverrà durante il fine settimana, prima della presentazione ufficiale lunedì mattina della cura di ferro che il presidente del Consiglio Mario Monti sta mettendo a punto per l'Italia. O forse saranno soltanto colloqui telefonici con i ministri, ma nel frattempo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ribadisce la linea dei democratici. Non si discute l'appoggio al governo e «non si tratta di porre condizioni», come invece ha fatto «la destra»: si mandano segnali all'esecutivo perché è evidente «che non tutte le misure ci andranno bene al 100%», come è evidente che qualche boccone amaro bisognerà pur mandarlo giù, ma «il complesso degli interventi deve andare nella direzione di equità e crescita». L'APPELLO ALL'EQUITÀ Parlando dai microfoni di Youdem, ieri Bersani si è augurato che a Palazzo Chigi «non si rimanga sordi e disattenti» alle proposte del Nazareno, dalla lotta all'evasione, alle liberalizzazioni, alla patrimoniale. Insomma, pronti a discutere di pensioni, - flessibilità in uscita da 63 a 68 - di contributivo pro-rata (la proposta rilanciata ieri dal ministro Elsa Fornero), ma a un patto: «chi ha di più deve dare di più. Questo è il punto». Nel giorno in cui Sergio Marchionne ri-annuncia che Fiat lascia l'Italia e la Banca di Inghilterra si prepara al default dell'euro, Bersani dice che sì, «la questione è veramente seria, è necessario fare uno sforzo collettivo davanti al quale ognuno deve prendersi le sue responsabilità» e tuttavia le fasce sociali più deboli non possono essere chiamate ad ulteriori sacrifici che stavolta potrebbero non reggere. «Bisogna fare in modo che le misure, che non saranno indolori, siano il meno possibile recessive e quindi abbiano occhio a un'esigenza di consumi, redditi, situazioni più difficili, dei ceti popolari più ampi». Nessun giudizio preventivo, per il resto, « perché fin qui si è discusso solo su supposizioni». E se ieri il segretario di Rc Paolo Ferrero ha definito un «errore drammatico» del Pd l'aver appoggiato il governo Monti, chiamando Vendola a fare «opposizione costituente delle forze democratiche di sinistra», la risposta del leader di Sel sembra andare in tutt'altra direzione. «Non commento Bersani, lo condivido - dice il governatore pugliese - , il suo atteggiamento è condivisibile». Condivide Bersani e la Cgil, perché è alle fasce più deboli che «dobbiamo dare gli ombrelli per ripararsi, altrimenti non ce la faranno ad affrontare i sacrifici». Nessun riferimento a Ferrero. Ma è evidente che è questa la via stretta che dovrà percorrere il Pd: garantire l'appoggio al governo senza deludere elettori e militanti - che chiedono tutele rispetto alle misure annunciate - e trovare una sintesi per arrivare compatti in Aula. Sintesi a cui si è lavorato ieri sia al Nazareno, sia a Montecitorio, con incontri tra il responsabile Economia Stefano Fassina e i capigruppo nelle Commissioni lavoro e bilancio di Camera e Senato. Bocche cucite con i giornalisti dopo l'incontro al Nazareno, questa la linea montiana adottata dai democratici, ma indiscrezioni sono comunque arrivate. «Se le misure sono quelle annunciate in questi giorni sui quotidiani, sono socialmente insostenibili», è stato il commento della maggior parte dei partecipanti. Bloccare l'adeguamento delle pensioni all'inflazione vorrebbe dire danneggiare pesantemente la fascia medio-bassa della popolazione, così come innalzare la soglia contributiva dei 40 anni per andare in pensione senza il vincolo dell'età non prevedendo degli incentivi vorrebbe dire «chiedere un ulteriore sacrificio senza dare alcun vantaggio ai fiSilvia Costa* Caro direttore, a proposito delle affermazioni di Concita De Gregorio riprese da più giornali sulla vicenda delle elezioni regionali del 2010 (come mai ora, a distanza di un anno dalle “rivelazioni” di un «dirigente democratico»?), si fa riferimento a una presunta «strategia» di qualcuno nel Pd regionale finalizzata a far perdere le elezioni alla Bonino (e al centrosinistra!), che mi sembra francamente infondata e paradossale. Soprattutto perché viene attribuita a chi era tra i fautori di questa scelta. Nel contesto di questa “rivelazione” si citano alcune dichiarazioni di allora, tra cui una mia, che dovrebbero avvalorare questa tesi. Ma non è corretto mettere sullo stesso piano un presunto “sabotaggio” della candidata alla Presidenza durante la campagna elettorale con la posizione limpida presa prima delle elezioni, a viso aperto, da chi, come me e un gruppo di democratici (nonché la Binetti, anche se lei ha poi lasciato il Pd e noi no), espresse riserve sulla proposta di candidare Emma Bonino a presidente della Regione per il centrosinistra. Non ho difficoltà a confermare che esposi in direzione regionale e poi nazionale le mie perplessità su tale scelta, pur riconoscendone la statura politica, perché non ritenevo che la Bonino potesse esprimere compiutamente una sintesi culturale e politica del centrosinistra, e in particolare del Pd, così come avrebbero avuto difficoltà a riconoscersi nella sua candidatura sensibilità ed espressioni sociali, non solo cattoliche, a Roma e nel Lazio. Molti segnali ci dicevano che si rischiava di consegnare alla Polverini il consenso di mondi che si sarebbero sentiti non interpretati, con esiti che sarebbero andati oltre la campagna elettorale. Cosa che è puntualmente avvenuta anche da parte di realtà aperte e sensibili, soprattutto nel mondo cattolico. Una volta ufficializzata la candidatura di Emma Bonino, insieme a un gruppo di democratici affini per storia e cultura politica di provenienza, abbiamo chiesto un incontro con la candidata sulla base di un articolato documento SU BONINO NEL LAZIO NESSUN COMPLOTTO MA VERO CONFRONTO MARIA ZEGARELLI Primo Piano Bersani a Monti: serve equità, ascolti le nostre proposte Bersani a Monti: «Il governo non sia sordo e disattento alle nostre idee». Intanto, in attesa di conoscere le misure il Pd mette i paletti: equità e crescita alla base degli interventi. Dibattito aperto sulle pensioni. ROMA p La via stretta del Pd tra impegno a sostenere il governo e preoccupazioni della base p Il leader insiste sulla necessità che le misure non siano recessive: «Necessaria la crescita» Il nuovo esecutivo LA LETTERA 8 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
L'ex sindaco di Ferrara è tornato al sindacato «Siamo passati dalla spreco alla paralisi totale» «Crescita ed equità ancora non li vedo» Intervista a Gaetano Sateriale È stato sindaco di Ferraraper dieci anni e ora è tor-nato a fare il suo vecchiomestiere di sindacalista,Gaetano Sateriale che, in «Mente locale», un libro appena uscito per Bompiani, parla con amarezza di ciò in cui ha creduto (e forse ancora crede): il Pd, il federalismo vero e non lo slogan della Lega contraddetto da un centralismo di ferro. E parla senza peli sulla lingua delle lobby, quella, ben conosciuta dai sindaci, dei costruttori e quelle partitiche. Siamo in tempi di vacche magre, ma non è stato sempre così, vero? «Negli anni 80 - 90 c'è stata abbondanza, con i trasferimenti dello Stato alle autonomie locali, con l'Ici, con gli oneri di urbanizzazione. Si potevano fare bei progetti ma spesso si è costruito troppo e male, non nell'interesse della comunità ma nell'interesse dei costruttori». L'Italia soffre per mancanza di infrastrutture «È patologico che per un'opera pubblica ci vogliano almeno 10 anni. Alla fine l'opera è diversa da quella che avevi pensato, i costi si sono moltiplicati, l'impresa sparita» Perché questo disastro? «C'è una serie di concause di ordine normativo. Una è che il massimo ribasso non dà garanzie su qualità e tempi. L'altra è che la grande impresa che vince l'appalto è in posizione di vantaggio rispetto al sindaco. Se blocca i lavori è sulla stazione appaltante che ricade la responsabilità. Si è speso molto senza efficienza e senza qualità». Però, come si dice, girava l'economia «È vero, la molta spesa è un moltiplicatore del reddito però se si guarda all'efficacia per ogni euro di spesa pubblica, allora si capisce che bisogna spendere più oculatamente» È logico «Ma purtroppo si incappa nel fattore di inquinamento peggiore della cosa pubblica, che è il rapporto fra politica e costruttori. Al livello nazionale non I l sito del Ppe lo dà ancora co-me uno dei 22 capi di stato edi governo che arriveranno aMarsiglia per il congresso del7 e dell'8 dicembre. La pagina dedicata all'appuntamento, invece, è stata aggiornata e Silvio Berlusconi non c'è più. Non c'è più sul sito, ma a Marsiglia ci sarà. Non come capo del governo, ovviamente. Neppure come capo del partito, perché in quella veste arriverà Angelino Alfano. Non come membro della presidenza, perché l'unico italiano nel board è Antonio Taiani. Men che mai come capo della delegazione italiana, perché la parte del Pdl sarà guidata da Alfano, appunto, quella della quota di Terzo Polo che si riconosce nel Ppe - l'Udc, i finiani, forse il partito di Rutelli e varia umanità - sarà capitanata da Rocco Buttiglione, la Südtiroler Volkspartei dall'eurodeputato Herbert Dorfmann e i Popolari per il Sud, che figurano nell'elenco ufficiale dei partiti italiani aderenti al Ppe, nessuno si cura di saperlo. Pur nella tradizionale confusione che regna nei rapporti del Partito popolare europeo con i vari popolari e aspiranti popolari italiani, il presidente del partito Wilfried Martens e gli altri dirigenti sanno che Berlusconi del Pdl è il presidente ma, forse per non far torto ad Alfano, hanno preferito inserirlo nella lista delle “personalità politiche” non meglio definite. Se la diplomazia cerimoniale ha la sua importanza (e nel Ppe ce l'ha eccome), già questo fatto certifica l'imbarazzo con cui è atteso l'arrivo a Marsiglia dell'ex capo del governo italiano. Il problema non è tanto il ricordo del discorso con cui, esattamente due anni fa, Berlusconi gelò la platea del congresso di Bonn spiegando ai delegati che l'Italia era preda di comunisti e giudici di sinistra. Con le ossessioni berlusconiane gli esponenti del Ppe hanno una certa familiarità, anche se quella volta - va detto - l'uomo davvero esagerò. Quello che i dirigenti del Ppe temono davvero è l'eventualità che una presenza troppo attiva di Berlusconi mandi all'aria il delicato lavorìo con cui da tempo si sta cercando di mettere pace tra i vari spezzoni popolari o aspiranti tali in Italia. Si sa che Alfano, fin dall'inizio del suo mandato, ha scelto proprio l'ambito del partito europeo per cercare di ricomporre a modo suo la cosiddetta “area dei moderati” con l'Udc e con il movimento di Fini. Questo disegno è ben visto da Martens e dai padri nobili della Balena Bianca continentale, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, il capo dell'Eurogruppo Jean Claude Junker, il presidente dell'Europarlamento Jerzy Buzek: tutti uomini che al vertice delle istituzioni comunitarie hanno avuto penosamente a che fare, negli ultimi tempi, con le disastrose convulsioni agoniche del governo Berlusconi. E poi ci sono un padre e una madre nobili ancora più su. A rappresentare a Marsiglia i partiti francese e tedesco saranno Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, che dell'ex presidente del Consiglio italiano hanno la considerazione che testimoniarono al mondo con l'impietoso sorrisetto del 23 ottobre. Forse c' è un accurato scrupolo diplomatico, altrettanto forse negoziato tra i vertici del Ppe e del Pdl, dietro alla circostanza che l'arrivo di Berlusconi a Marsiglia pare sia previsto solo per l'8 dicembre, secondo giorno del congresso ma anche primo giorno del Consiglio europeo di Bruxelles, al cui inizio né Sarkozy né la Merkel possono, va da sé, essere assenti. Per il resto la scomoda presenza dovrà essere gestita da Martens, il quale - si sa - non brucia di simpatia per Berlusconi fin dal maggio del '98, quando Forza Italia fu ammessa nel Ppe grazie a un repentino cambiamento d'idea di Helmut Kohl, in precedenza assolutamente contrario. Non è detto neppure che l'ex capo del governo italiano sia invitato a parlare, mentre parlerà certamente (rompendo le regole) il futuro capo del governo spagnolo Mariano Rajoy, che il 7 spiegherà il suo programma economico a Sarkozy e alla cancelliera. Rajoy dovrebbe parlare l'8 mattina per raccogliere l'ovazione dovuta al vincente. E Berlusconi dovrebbe essere in sala a sentirlo. Anche senza un ruolo Berlusconi riesce a imbarazzare il Ppe Il 7 e l'8 dicembre a Marsiglia tutta la scena sarà per Merkel, Sarkozy e Rajoy Alfano prova a ricucire con i partiti italiani (Udc e Fli), il problema è il Cavaliere PAOLO SOLDINI Incontro fantasma L'ex premier arriverà quando Nicolas e Angela saranno ripartiti Primo Piano JOLANDA BUFALINI Il caso Il nuovo esecutivo 14 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Secondo la televisione di Stato sarebbe rimasto «deluso il governo britannico, che spingeva i ministri europei a passi concreti contro l'Iran». Alcuni Paesi, Inghilterra compresa, avrebbero infatti voluto colpire la principale risorsa iraniana, il petrolio. PRESSIONI E SCRUPOLI Ancora una volta però su questo tema le posizioni sono rimaste distanti, perché il grado di dipendenza dalle importazioni di greggio dall'Iran varia da una nazione all'altra. Alcune, fra cui Italia, Grecia e Spagna sono maggiormente legate a Teheran su questo terreno. Non a caso il ministro Terzi ha affermato che l'Italia valuterà con grande attenzione «l'impatto» di ogni nuova misura sulla nostra economia. «Più le pressioni si accrescono e più i nostri scrupoli e la nostra attenzione sono evidenti». Il ministro Terzi ha poi descritto il richiamo dell'ambasciatore come un atto finalizzato a «un doveroso approfondimento, sulla base del quale nei prossimi giorni valuteremo il percorso successivo in stretto contatto con i partner Ue». In mattinata l'incaricato d'affari iraniano in Italia, Mehdi Akouchekian, era stato convocato alla Farnesina, dove si era sentito dire che Roma chiede «garanzie concrete di sicurezza per il nostro personale diplomatico» in Iran. Dopo gli assalti alla rappresentanza britannica, l'ambasciata italiana a Teheran ha esortato i connazionali ad «alzare il livello di attenzione, evitando di avvicinarsi a moschee, processioni religiose» e altri assembramenti. I ministri Ue hanno anche ampliato le sanzioni contro la Siria. Altre 11 società e individui subiranno il blocco dei visti e il congelamento dei beni. È il decimo pacchetto di misure europee contro Damasco per la «brutale repressione» delle proteste popolari. Le nuove sanzioni riguardano i settori dell'energia, del credito, del commercio. I 27 hanno rinnovato il monito ad Assad a farsi «immediatamente da parte per consentire una transizione pacifica». Un'ariatorridaciavvolgeappenaarrivati a Durban, Sudafrica. Nella città che ospita la Cop17 sul clima, gli effetti delle mutazioni climatiche sono una realtà con cui convivere per i 3,5 milioni di abitanti ammassati nel principale centro petrolchimico africano. In Sudafrica, il Paese di Mandela, uno su due è povero ed uno su sei vive negli slum. Qui a Durban il dato è peggiore: uno su tre vive nei ghetti, dove la disperazione ha il colore nero e mostra la faccia di un Paese ancora fermo al bivio tra democrazia ed apartheid. Il polo petrolchimico non ha prodotto sviluppo, forse altrove. L'unica relazione tangibile sta nel fatto che molti container vengono rubati dal porto, diventano baracche per i poveri. La segregazione economica è tangibile ed il caos climatico si abbatte impietoso nelle vite di chi non riesce a garantirsi un alloggio sicuro. La notte prima dell'inaugurazione del Cop17 come una amara beffa si è abbattuta una tempesta tropicale che ha fatto 9 morti nello slum chiamato Kwamamsuthu. Qui è normale, ci dicono. Si chiama razzismo ambientale, l'ultima forma di apartheid. In Africa i poveri pagano due volte il prezzo della crisi: la prima perché non accedono ai servizi minimi e la seconda perchécolpitipiùdituttidaglisconvolgimenti climatici. Alla conferenza sul clima è fortissima la denuncia degli attivisti, delle comunità, degli intellettuali e degli scienziati africani. Se in tutto il mondo la paura di essere dinanzi ad una crisi irreversibile comincia a farsi sentire, in Africa le simulazioni sull'aumento medio della temperatura, qualora non ci fosse una inversione di rotta, indicano una situazione apocalittica: +8 gradiinquestosecolo.Questo, il temaal centro dell'assemblea delle donne contadine africane nell'università Kwazulu-natal, che ospita gli incontri delle delegazione della società civile di tutto il mondo. Le conseguenze catastroficheinterminieconomici,alimentari, sociali, migratori, dovrebberoindurre al buon senso i delegati dei 190 governi presenti. Del resto l'organizzazione metereologica dell'Onu - Wmo - afferma che il 2011 ha chiuso la decade più calda dal1850.Perora,questononsembraavvicinare le distanze tra i principali inquinatoriedil resto della comunità internazionale. Anzi, l'unico accordo in piedi Kyoto - è a rischio. L'inerzia dei cambiamenti climatici produce un aumento della temperatura che non può essere fermataimmediatamente.Avremmobisognodiazionipreventive.Tappareibuchi non serve più. Le contadine e l'apartheid ambientale GIUSEPPE DE MARZO Ieri 163 organizzazioni in rap-presentanza di 39 Paesi, durante un'azione svoltasi davanti alla sede dei negoziati sul clima in corso a Durban, hanno reso pubblico un documento in cui si denuncia il tentativo di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone di rendere il Green climate fund interamente monopolizzato dalle grandi compagnie private. Il fondo è stato creato l'anno scorso per fornire compensazioni e misure di adattamento alle popolazioni dei Paesi del Sud del mondo, le più impattate dal fenomeno dei cambiamenti climatici. Il Social forum di Durban punta il dito anche contro il ruolo della Banca europea per gli investimenti in sei carbon funds. La Banca di sviluppo dell'Ue ha infatti finanziato con 589 milioni il settore del mercato dei crediti di carbonio, il quale non solo non contribuisce a ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici, ma con il suo complesso meccanismo finanziario permette ai Paesi ricchi di evitare obblighi di riduzione delle emissioni. Nel rapporto «Banking on carbon markets - Why the European Investment Bank has got it wrong in the fight against climate change», redatto dal network europeo Counter Balance, si specifica come i più grandi beneficiari del mercato dei crediti di carbonio siano le compagnie e gli intermediari e che solo lo 0,5 del denaro ricada su progetti di adattamento nei Paesi del Sud del mondo. Tutto ciò nonostante il mercato in sé valga la cifra di 100 miliardi di dollari. «Numerosi progetti legati al mercato dei crediti di carbonio hanno per oggetto il gas flaring o la realizzazione di grandi dighe, provocando così effetti nefasti sul clima» spiega Elena Gerebizza dell'ong italiana Campagna per la riforma della Banca mondiale che ha contribuito alla stesura del rapporto. DIARIO DA DURBAN Il nodo del petrolio Ancora non affrontato L'import di greggio forte in Italia e Grecia Il ministro Terzi «Più le pressioni crescono e più i nostri scrupoli sono evidenti» La trappola dei «carbon funds» accaparrati da multinazionali Rapporto al summit sul clima Inchiesta su spia tedesca La Procura federale tedesca ha aperto un'inchiesta su dei possibili tentativi di attentato contro lebasi militari Usa in Germania in casodi radi contro i siti nucleari iraniani. Anche senza «alcun pericolo immediato». Scrive la Bild che l'obiettivo sarebbe «sabotare rifornimenti e logistica». Le indagini riguarderebbero un imprenditore tedesco «sospettato di spionaggio». 37 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Tre giorni fa l'ambasciata britannica a Teheran viene assaltata da gruppi di estremisti. Il giorno dopo il governo Cameron ritira tutti i suoi diplomatici dalla Repubblica islamica ed espelle quelli iraniani da Londra. Ieri infine l'Unione Europea si ritrova unita nell'emettere nuove sanzioni contro il regime di Khamenei, sospettato di lavorare segretamente alla costruzione di ordigni atomici. Presente a Bruxelles alla riunione dei ministri degli Esteri Ue dedicata alla crisi iraniana, il nuovo capo della Farnesina Giulio Terzi annuncia il richiamo a Roma dell'ambasciatore Alberto Bradanini per consultazioni, così come già deciso da Francia, Germania e Olanda. Da quando, meno di un mese fa, l'Aiea (Agenzia atomica dell'Onu) ha manifestato «serie preoccupazioni sulle possibili dimensioni militari del programma nucleare iraniano», il clima delle relazioni fra Teheran e la comunità internazionale è diventato incandescente. Con esplicite minacce di attacchi armati agli impianti atomici iraniani da parte di Israele e un forte indurimento della posizione americana. Il presidente Obama ha tolto la sordina agli annunci di un possibile ricorso all'«opzione militare», che per qualche tempo erano stati sovrastati dal clamore dei ripetuti inviti al dialogo rivolti ai dirigenti iraniani. I PASDARAN Le sanzioni riguardano 39 personalità del regime teocratico e 141 aziende. La lista nominativa non è stata resa nota, ma si sa che i provvedimenti comprendono il congelamento dei beni all'estero e il divieto di ingresso nei Paesi europei. È insomma lo stesso tipo di misure già varato circa un anno fa, con un ampliamento notevole però dei destinatari. Fra i soggetti presi di mira sono individui direttamente coinvolti nel programma nucleare, società che agiscono per conto della Compagnia nazionale di navigazione, e agenzie dipendenti dai Pasdaran, il corpo delle Guardie rivoluzionarie. Oltre ad essere la principale forza di difesa e di sicurezza del regime, i Pasdaran controllano larghe fette dell'economia nazionale. Un comunicato diffuso a Bruxelles al termine della seduta, rivela che si è trovato l'accordo per «estendere le sanzioni esistenti, esaminando, in stretto coordinamento con i partner internazionali, misure addizionali comprese alcune dirette a incidere aspramente sul sistema finanziario iraniano, i trasporti, l'energia». Come ha poi spiegato il ministro Terzi, si tratta di «un nuovo pacchetto ancora tutto da attuare», di misure «in diversi settori che saranno valutate in sede tecnica». Dunque l'Europa indurisce il proprio atteggiamento verso l'Iran, che ha però buon gioco nel commentare le notizie in arrivo da Bruxelles come una mezza sconfitta degli avversari. GABRIEL BERTINETTO Foto Ap Guardie della rivoluzione iraniana davanti a un cartellone satirico anti americano appeso a un muro dell'ex ambasciata Usa a Teheran Nuove sanzioni europee all'Iran L'Italia richiama l'ambasciatore La Ue vara nuove sanzioni contro l'Iran. Beni congelati, visti d'ingresso negati. Colpiti altri 37 individui attivi nel programma nucleare e 143 compagnie. L'ambasciatore italiano richiamato a Roma per consultazioni. gbertinetto@unita.it p Beni congelati e visti negati Colpite altre 37 personalità e 143 compagnie attive a Teheran p Contro la Siria Decise nello stesso vertice di Bruxelles anche misure contro il regime di Assad Mondo36 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
SABATO 3 DICEMBRE Inizio lavori ore 9,30 Interventi inaugurali Pietro Guzzo Igiaba Scego Relazione Matteo Orfini DI TUTTI, DI CIASCUNO. COME SI COSTRUISCE L'IDENTITÀ ITALIANA Massimo Adinolfi Alessandro Bianchi Marco Delogu Roberto Esposito Vittoria Franco Carlo Lizzani Daniele Luchetti Giovanna Melandri Franco Scaglia LA FORTUNA E L'IMPEGNO. COSA FARE, COME FARLO, CON QUALI DIRITTI Marco Arizza Giovanna Barni Salvo Barrano Irene Berlingò Rita Borioni Andrea Cipriani Marzia Colonna Stefano Fassina Fabio Faggella Maria Fermanelli Luigi Malnati Andrea Marcucci Paolo Protti Andrea Ranieri Carlo Sini Riccardo Tozzi Alessandra Untolini Vincenzo Vita QUANTI ALFABETI. STILI DI VITA, PAESAGGI CULTURALI, RESPONSABILITÀ NAZIONALE Ettore Bernabei Michela Borsari Roberto Cecchi Stefano Di Battista Massimo Ghini Manuela Ghizzoni Adriano La Regina Antonio Pennacchi Maurizio Roi Marino Sinibaldi Guia Soncini Giuseppe Vacca Walter Veltroni Francesco Verducci Ore 21,00 Sessione dedicata ai delegati territoriali DOMENICA 4 DICEMBRE Inizio lavori ore 9,30 - 17,00 LA MATERIA DELLE COSE. TERRITORI E SISTEMI CULTURALI Stefano Boeri Fabrizio Bracco Emilia De Biasi Michele Fina Ovidio Dell'Omodarme Pietro Marcolini Claudio Martini Francesco Siciliano NELLE PIEGHE DEL TESTO. LA LETTURA TRA VECCHIE E NUOVE ABITUDINI Giuseppe Laterza Ricky Levi Marco Polillo QUI COMINCIA L'AVVENTURA. LA CREATIVITÀ VALE UN MILIONE Silvio Orlando Flavio Soriga Carlo Testini Alberto Garutti LA CULTURA PER RICOSTRUIRE L'ITALIA Gianrico Carofiglio Fabrizio Grifasi Michele Mirabella Domenico Petrolo Pilar Luca Ronconi Giulio Scarpati Interventi conclusivi LORENZO ORNAGHI MATTEO ORFINI PIER LUIGI BERSANI verso gli statigenerali della cultura partitodemocratico.it/cultura ROMA OFFICINE MARCONI VIA PETROCELLI 147 nario del ministero, qualcuno della polizia o della Formez, ma anche se da sola io presenterò denuncia affinché venga invalidato l'intero concorso». POMERIGGIO Alle 16, fra mille polemiche, inizia la prova di tedesco, quella che avrebbe dovuto svolgersi alle 10 e mezza, a seguire si dovrebbero fare anche le altre. Molti candidati sono però già andati via, i libroni sono stati portati fuori e consultati davanti alle telecamere delle tv. Intanto, si sa che D.M. E altri tre insegnati sono stati denunciati per l'interruzione del concorso. Valeria di Cagliari commenta la notizia dicendo: «Così la responsabilità non è più degli organizzatori incapaci di gestire il concorso, ma degli insegnanti esasperati. Mi chiedo se nell'organizzare il concorso si sia tenuto conto dei costi che l'amministrazione ha dovuto tenere per stampare i libroni, e ancora peggio di quelli per far stare gli insegnanti in permesso per sei giorni, quando sarebbe stato possibile fare tutto in tre giorni consecutivi senza impegnare il fine settimana. Ma forse l'intento è stato quello di garantire qualche decina di migliaia di presenze negli hotel della capitale». Secondo Massimo Mari, responsabile esteri della Flc-Cgil, uno dei problemi è che il ministero ha comunicato, per mail, le modalità di svolgimento delle prove solo a 48 ore dall'esame e che una parte dei candidati era già esasperata dalla precedente esperienza del concorso a presidi. «È inaudito quanto è successo stamattina per la prova di accertamento di lingua francese - rilancia il segretario generale Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - denunciamo la mancanza di informazione preventiva rispetto alle modalità di svolgimento, oltre che la correttezza delle procedure. Chiediamo quindi che tale prova venga annullata e reiterata». Intanto davanti all'Ergife, fra il migliaio di docenti stanchi e sempre più arrabbiati, qualcuno ride isterico e qualcuno piange, come Anna che chiede ad interlocutore indefinito: «Chi mi rimborserà i 1.700 dollari che ho speso per venire qui da Buenos Aires». La procura di Genova ha iscritto sul registro degli indagati 24 persone, tra amministratori pubblici e privati, anche di aziende della zona, che sarebbero responsabili dell'alluvione che si è abbattuta su Sestri Ponente il 4 ottobre del 2010. Viene loro contestato il reato di inondazione colposa. Tra i 24 indagati ci sarebbero, secondo quanto appreso in ambienti giudiziari, anche alcune società e tecnici della Provincia e del Comune. L'inchiesta è condotta dal procuratore capo reggente Vincenzo Scolastico e dal sostituto procuratore Francesco Pinto. Secondo quanto si è appreso si tratta di una prima valutazione fatta dalla Procura in seguito alla consulenza in base alla quale ci sarebbe stata cattiva o inesistente manutenzione dei sei rivi esondati, mentre non sono stati ravvisati profili di eccezionalità dell'evento. Come parametro sono stati presi i piani di bacino in vigore nel 2002. A decorrere da tale data è stato individuato chi poteva avere voce in capitolo nell'ambito dei lavori di manutenzione fino al giorno dell'alluvione, il 6 ottobre 2010. La Procura ha constatato, sempre in base alla consulenza, che mentre nel torrente Polcevera la manutenzione è stata sufficiente, l'esondazione si è verificata nel rivo parallelo e cioè il Chiaravagna. Intanto torna la paura di nuove inondazioni. Temporali in arrivo, a partire dalle prime ore di oggi, in tutta l'area nord-occidentale della regione. Interessati i bacini del Magra, del Serchio ed il litorale versiliese. La Protezione civile regionale ha emesso un avviso di criticità moderata. Maltempo, 24 indagati per l'alluvione di Genova «Inondazione colposa» Scattone lascia la cattedra «Ormai ha deciso: troppe polemiche, un clamore ingiustificato e soprattutto negativoper i ragazzi». Il professor Giovanni Scattone lascia il liceo CAvour, lo stesso frequentato da Marta Russo, la ragazza 22enne uccisa il 9 maggio del 1997 da un proiettile vagante partito dalla pistola dell'ex assistente di giurisprudenza nei viali de La Sapienza». 33 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
A rriva la rivoluzione di pri-mavera per la mobilità incentro storico. La giunta diVirginio Merola svela infatti il suo «Piano della pedonalità», la prima misura adottata, già da aprile, sarà l'estensione del modello “T days” a tutti i week-end, con l'asse Indipendenza-Rizzoli-Ugo Bassi bandito anche ai mezzi pubblici. Mentre sempre la “T” durante la settimana ecco la svolta - diventerà off limits anche anche per i motorini. Ancora da valutare il transito dei taxi. Tra le altre novità di punta la trasformazione di molte vie, coincidenti con una buona fetta della Cerchia del Mille, in zone «ad alta pedonalità» dove potranno circolare solo residenti, mezzi pubblici e operativi (ma solo in certe fasce orarie). Sarà così ad esempio nella vie Farini da S.Stefano a via Carbonesi, Galliera, Nazario Sauro, Goito Bertiera e Marsala. Per tutti gli altri, motorini compresi, divieto di accesso 24 ore su 24, sette giorni su sette, con un ulteriore restringimento dunque rispetto all'accesso alla Ztl. E non si sgarra, i controlli saranno garantiti da telecamere. Quindi ulteriori aree completamente pedonali, inaccessibili anche ai mezzi Atc sul modello di via D'Azeglio: potrebbero diventarlo via Azzo Gardino davanti al Lumière, il primo tratto di via Zamboni (la sperimentazione parte proprio ora), l'asse Castagnoli-Moline-Borgo di S.Pietro, tutto il ghetto. In tutto, il traffico verrebbe MOBILITÀ www.unita.it Ecco le novità Nuova area «ad alta pedonalità» dentro la cerchia del Mille accessibile solo a residenti, taxi e bus Altre strade chiuse del tutto, come la “T” nei week-end Giro di vite in un terzo della Ztl, tre nuovi parcheggi. Domani Merola presenta il progetto alla città Centro storico La giunta accelera: a primavera “T” sempre libera da moto e auto Tavolini in piazza Maggiore durante il primo T-day: una scena che dalla prossima primavera, si ripeterà tutti i week-end ADRIANA COMASCHI BOLOGNA acomaschi@unita.it LO SPILLO «C'è una questione ambientale serissima, di smog ma anche di rumore, siamo a una soglia che minaccia la salute, questa è una della premesse». PATRIZIA GABELLINI, assessore Primo PianoII VENERDÌ2 DICEMBRE2011
MA TANTE AZIENDE CONTINUANO A PREPENSIONARE Gnudi, che oltre allo sport ha accorpato la delega dei rapporti con le Regioni. Quanto ai Comuni, ieri il presidente Anci Graziano Delrio è intervenuto sull'ipotesi Ici, chiedendo la manovrabilità delle aliquote da parte dei sindaci. Ancora blindato il pacchetto di misure nel suo insieme: l'unica cosa certa è quanto ha dichiarato Mario monti all'Ecofin: bisogna fare presto, i mercati hanno bisogno di segnali immediati. Il Paese si aspetta un'altra correzione da circa 20-25 miliardi. E non è detto che sia l'ultima. Monti ha parlato di riforme definite «impressionanti» da Angela Merkel. Un capitolo sostanzioso arriverà dallo Sviluppo economico. Oltre all'attenzione sul credito alle piccole e medie imprese, il ministro Corrado Passera ha annunciato un'azione continuata su «pacchetti» di semplificazioni da studiare periodicamente. Si attendono riforme per l'apertura dei mercati delle professioni, e dei servizi in generale. Quanto alla produttività, lo sviluppo studia misure per l'innovazione e la ricerca, oltre che per l'occupazione giovanile. Un paragrafo innovativo riguarderà azioni per la crescita differenziate a seconda delle diverse caratteristiche territoriali. Passera starebbe studiando misure insieme al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca. Sul fronte fiscale, oltre a una stretta sulla casa e a un'ipotesi ancora poco definita di patrimoniale sopra il valore di un milione di euro, resiste l'idea di aumentare ancora l'Iva, ma non è ancora chiaro su quale aliquota si agirà. Quanto all'iter legislativo, il decreto potrebbe partire dalla Camera. Il percorso - ipotizzano alcune fonti parlamentari - sarebbe già stato delineato nelle grandi linee e prevederebbe la chiusura al Senato entro il 22 dicembre. Un iter rapido per rispondere sia al pressing del confronto europeo sia a quello dei mercati. Il provvedimento arriverebbe alla commissione Bilancio subito dopo il 5 dicembre. I lavori della commissione prenderebbero l'intero ponte dell'Immacolata - con lavori in corso proprio mentre il premier è impegnato al Consiglio Europeo di Bruxelles dell'8-9 dicembre, per consentire all'aula di esaminare il testo già dal 12 dicembre. La settimana successiva, poi, l'iter arriverebbe al Senato per la seconda lettura che, anche in questo caso, avrebbe un ritmo sostenuto. Intorno al 10 per cento, 100 euro ogni 1.000 di spesa per pensioni di anzianità sono serviti a sostenere le crisi del sistema delle imprese private operanti in Italia. Le pensioni di anzianità costano circa 70 miliardi l'anno, sui 161,8 miliardi che nel 2010 l'Inps ha speso per le pensioni. Questa cifra contiene i 6 miliardi che in ognuno degli ultimi tre anni si sono spesi a titolo di pensionamenti anticipati rispetto all'età consentita per andare in pensione. Anticipi che lo Stato concede negli stati di crisi. Questa spesa viene contabilizzata in circa 1,5 miliardi e mezzo l'anno che lo Stato versa all'istituto di previdenza a questo titolo. Il resto è a carico del bilancio dei vari fondi amministrati dall'Inps (lavoratori dipendenti, elettrici, ferrovieri, coltivatori diretti eccetera), legati ai settori in cui si verifica lo stato di crisi. Ma sappiamo che, specialmente in certe gestioni, le entrate contributive sono ben lontane dal coprire le uscite previdenziali E allora, per quei prepensionamenti c'è l'ulteriore onere statale al momento del ripiano per far quadrare il bilancio. Si tratta del costo vivo dei prepensionamenti per le casse dell'Inps e direttamente per l'Erario negli anni della grande crisi, tra il 2008 e il 2010. E siccome la crisi non accenna a guarire, anzi stiamo scivolando nel fondo del barile, è probabile che il pompaggio di risorse pubbliche dal pachiderma previdenziale, l'inaccettabile mistificazione dell'aiuto alle imprese mascherato da previdenza, è destinato a durare. E qui nasce, dirompente, bruciante la contraddizione di Confindustria. Da sempre invoca l'aumento dell'età di pensionamento. Lo fa adesso, nel pieno dello scontro sulle pensioni di anzianità. Sortilegi a parte, la segretaria Cgil Camusso viene rimbeccata dalla Marcegaglia sull'intangibilità dei 40 anni di contribuzione, e intanto c'è il suo funzionario dell'Associazione industriali che sta trattando con l'ufficio provinciale del lavoro per mandare in pensione anticipata i cinquantenni in esubero di qualche fabbrica del bergamasco. L'anticipo del ritiro da esuberi fa riferimento all'età in cui la norma permette il pensionamento. Con 35 anni di contributi, l'anticipo è sui 58 di età più il congegno delle finestre per la pensione di anzianità. Con minore anzianità di servizio, l'anticipo è sui 65 anni per la pensione di vecchiaia. Un caso da manuale, davvero estremo di pensione come ammortizzatore sociale impazzito, è quello delle ferrovie. Negli anni '90 le FS vantarono il dimezzamento dei loro 200 mila dipendenti, giusto la metà mandati a 45 anni in pensione a carico del loro Fondo autonomo. Il quale è andato subito in crisi strutturale, e dal 2000 è amministrato dall'Inps. Ecco il bilancio 2010. Uscite per pensioni: 4 miliardi 888 milioni. Entrate per contributi: 726 milioni. Onere per lo Stato: 4 miliardi 007 milioni, pari a 16.905 euro l'anno per ogni ferroviere prepensionato. Nel conto dobbiamo aggiungere quelli che, raggiunti i requisiti vorrebbero lavorare ancora sia per il piacere di farlo, sia per aumentare l'assegno previdenziale grazie al ritardo nel ritiro. E sono i primi ad uscire, sbattuti fuori senza nemmeno un grazie, se l'azienda vuol sostituirli con giovani disposti a tutto pur di lavorare. E l'Inps ci dice che nel 2011 l'età media nell'uscita per anzianità è 58,7 anni (59,7 nella media con la vecchiaia), l'anno scorso un po' meno e i due terzi con 40 anni di contributi. Basandoci sulla speranza di vita all'età in cui si è già anziani, assegnata dall'Istat, ciò significa che mediamente prenderanno l'assegno Inps per oltre 26 anni: 24 gli uomini, 28 le donne. Oltretutto il numero delle pensioni più lunghe e più costose, quelle di anzianità, tra il 2009 e il 2010 è aumentato del 45,9 per cento. Quasi trent'anni di ratei previdenziali. E qui sta il problema. Perché dopo una decina d'anni si esaurisce la copertura contributiva “attuariale”, e il finanziamento finisce nel calderone del debito pubblico. Ecco perché si vuole portare subito l'età pensionabile delle donne a quella degli uomini. Ecco perché il governo inventerà di tutto e di più per alzare l'asticella del requisito minimo anagrafico per il passaggio dalla busta paga dell'impresa al cedolino della pensione. La stragrande maggioranza di coloro che sono usciti con 40 anni di contributi (116.013 nel 2010, i due terzi del totale delle nuove pensioni) è residente al Nord. Nell'area sono usciti in anzianità con 40 anni (e quindi indipendentemente dall'età anagrafica) 74.031 lavoratori a fronte dei 20.610 del Centro e i 21.372 del Sud. Con le quote (età più anzianità) sono usciti nel 2010 rispettivamente 37.207 lavoratori nel Nord, 10.218 nel Centro e 10.988 nel Sud. In particolare con 40 anni di contributi nel 2010 sono usciti 66.325 dipendenti e 49.688 autonomi. wittenberg@linet.it Un iter rapido Raul Wittenberg L'anticipo costa allo Stato il 10% dell'anzianità Si punta a chiudere entro il 22 dicembre Foto di Franco Silvi/Ansa 6 miliardi IL DOSSIER E l'Inps promuove la riforma «Dove si va in pensione più avanti, le aziende aumentano la produttività. Ci sono studi che lo dimostrano». Così il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, commenta le ipotesi di riforma del sistema previdenziale. «Se in azienda c'è un dipendente anziano - ha proseguito ai microfoni di Radio Anch'io - può diventare il tutor della persona che entra». 5 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
CLAUDIA FUSANI D ice Ilda Boccassini, l'ag-giunto di Milano chenegli ultimi due annista mettendo sotto il mi-croscopio i legami di conoscenza e quindi i rapporti operativi tra politica e mafia calabrese in Lombardia: «La 'ndrangheta, a differenza di Cosa Nostra che odia i comunisti, è trasversale, sponsorizza nelle campagne elettorali candidati di diversi partiti, quelli che considera vincenti e quindi più utili». La «zona grigia», che comprende i dettagli della connivenza con i boss da parte di ben due alti magistrati, è il capitolo dell'ordinanza di custodia cautelare che più colpisce dell'inchiesta per almeno tre aspetti: racconta la capacità di infiltrazione delle famiglie nelle istituzioni; l'inadeguatezza del codice penale rispetto a rapporti ambigui e contigui tra chi ha funzioni pubbliche e istituzionali e i colletti bianchi dei capibastone. «Qualora non ci siano elementi per il concorso esterno in associazione mafiosa, valorizzeremo le misure di prevenzione a carattere personale e patrimoniale» dice il pm Dolci a proposito dei numerosi politici citati nell'inchiesta, ad esempio i sette eletti, secondo le indagini, grazie ai voti delle ‘ndrine calabresi. Colpisce, come scrive il gip, che Alberto Sarra, politico calabrese con un curriculum di incarichi amministrativi lungo mezza pagina tra cui la vicepresidenza di An in Calabria e il sottosegretario alle Riforme della regione e un altrettanto lungo elenco di presenze in inchieste giudiziarie, possa ancora fare politica. «Con un simile quadro - scrive il gip - ci si aspetterebbe che nessuno possa neppure pensare di intraprendere o proseguire una carriera nella cosa pubblica. Evidentemente si tratta di un'aspettativa ingenua». Della «zona grigia» si è sempre parlato. Mai però è stata così protagonista di un'inchiesta sul crimine organizzato. Le intercettazioni raccontano di come vengono truccate le liste elettorali. «Dammi nome e cognome di tua mamma e tua sorella, di tuo cugino, e poi degli amici tuoi sardi di Forza Italia» dice Giulio Lampada a Giovanni Barbaro alla vigilia delle elezioni amministrative del novembre 2007. «Se me lo avessi detto prima che si poteva fare così ne raccoglievo tremila non cinquanta di firme» osserva Barbaro. Liste truccate per favorire il politico locale agganciato perchè, spiega Boccassini, «per la 'ndrangheta è più importante e vitale contare sugli appoggi e sulle candidature di figure politiche nella realtà dell'hinterland, milanese ad esempio, che non a livello nazionale». Nomi minori ma operativi sul territorio, utili per ottenere una licenza e un permesso: è questo il primo obiettivo delle cosche. Che poi puntano al resto, ai grandi appalti e ai grandi investimenti. «L'elenco dei politici in rapporti diretti con i Lampada è già nutrito e preoccupante insiste il gip - ma il quadro si fa impressionante se si guarda al numero dei politici, anche di alta levatura, menzionati da Lampada quali soggetti ai quali poter arrivare o dei quali poter ottenere il supporto per le più svariate iniziative». Per i Lampada, Sarra diventa il tramite per «potersi inserire nel progetto di un nuovo aeroporto a Milazzo» grazie, dicono loro al telefono, alla conoscenza di Roberto Fomigoni, governatore della Lombardia, e Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento Europeo. Incontro che avviene tramite il consigliere comunale di Milano Armando Vagliati. Lampada incontra gli onorevoli Valducci e Morelli, entrambi pdl, e Turchi, dirigente dei monopoli di Stato. La «zona grigia» è ampia, vasta e trasversale, dicono i magistrati. E in Parlamento gli onorevoli deputati temono altre rivelazioni. Le carte/2 Ilda Boccassini durante la conferenza stampa Pelle, figlio del defunto boss di San Luca “Ntoni Gambazza” uno dei capi più potenti di tutta la Calabria e membro della “mamma”. Assieme al padrone di casa ci sono altri due malavitosi e il commercialista Giovanni Zumbo, «in contatto con i servizi segreti», scrive il gip di Milano Giuseppe Gennari. Si parla delle informazioni segrete sulle indagini in corso a Milano e a Reggio Calabria e delle soffiate del giudice Giuseppe Vincenzo Giglio. Pelle è preoccupato sull'attendibilità delle notizie, e chiede da dove provengano. «Da un uomo dei servizi segreti», gli risponde Giovanni Ficara. Uno, prosegue, che per i suoi servizi si avvale della collaborazione di «due o tre persone che sono nei Ros, e pure nei servizi segreti» spiegando, annota il gip, di aver assistito «ad un incontro fra lui e “dei pezzi grossi da Roma in giacca e cravatta” i quali aveva poi scoperto essere “dei capi”». «Questi servizi, queste cose - spiega Ficara - Fino a un anno fa ero ignorante su queste cose. Non avevo, non li conoscevo. Non sapevo neanche che esistessero. Poi tramite uno... uno “scemunitu” così. Ha detto no, abbiamo scoperto tutte quelle microspie!». La sigla del Ros dei carabinieri, al centro anche delle inchieste siciliane sulla presunta trattativa Stato-mafia, ricorre però anche in una conversazione fra Leonardo Valle e il penalista Vincenzo Minasi (entrambi arrestati). L'argomeno è sempre lo stesso: le informazioni sulle indagini. «Avevamo una persona a portata di mano - spiega l'avvocato - e fino adesso l'avevamo boicottata come se fosse... Invece era quella che sapeva di più di tutti, e se non fosse stato per questo qua che ha visto... (...) Questo è stato precisissimo, perché il padre ha una impresa edile ed è in società con un colonnello dei Ros». Ma i Lampada hanno “angeli custodi” anche nella Finanza, in grado di prevenire problemi con i videopoker. Il maresciallo Luigi Mongelli, per esempio, per le sue soffiate riceve soldi e viaggi in Brasile. «Ma 200mila euro per il solo Mongelli sono troppi - azzarda il gip - L'impressione è che egli non sia solo il corrotto, ma anche il collettore attraverso il quale vengono convogliate somme di denaro ad altri pubblici ufficiali». Politici e boss Il gip: «Un quadro che impressiona» Sette gli amministratori locali «eletti con i voti delle 'ndrine» «Perché - si legge nell'ordinanza - chi è già stato coinvolto in inchieste continua la carriera pubblica?». Nuovi sviluppi ROMA Foto Greco/TM News - Infophoto Investita, grave bimba Attraversava sulle strisce pedonali mentre la nonna la accompagnava a scuola e improvvisamenteunoscooterfuoricontrollo,chearrivavainvelocità, lehatravolte.Èfinita inospedale ingravicondizioni, manon inpericolodi vita, la bimbadi11 annicheieri mattina a Roma a Largo Visconti, è stata investita da un motociclista. 17 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
ADRIANA COMASCHI Autovelox “nascosti” il giudice assolve tre vigili urbani Adama ora è libera A proteggerla la Casa delle donne Niente moto sulla «T» sette giorni su sette e 24 ore su 24, meno bus sotto le Due Torri, pedonalizzazione totale di diverse strade, come via Azzo Gardino, la direttrice via Castagnoli-via delle Moline-via Borgo di San Pietro, il primo tratto di via Zamboni e tutto il Ghetto. Ma anche le nuove aree ad “alta pedonalità”, dove il passaggio di auto e moto sarà limitato solo ai residenti, così come il parcheggio, e l'accesso sarà consentito solo a bus, taxi, auto di servizio (con orari ristretti). La giunta accelera così sulla rivoluzione pedonale, presentata ieri dagli assessori Colombo e Gabellini come riqualificazione del centro. Dure le prime reazioni dei commercianti. L'Ascom: «Così si spingono fuori dal centro gli artigiani e le attività». E Confesercenti: «La T chiusa tutti i fine settimana non funziona». p ALLE PAGINE II E III LA RIVOLUZIONE DI PRIMAVERA Stop ad auto e moto nella «T», pedonalizzata tutti i week-end da aprile p MORSELLI ALLA PAGINA IX REGGIO EMILIA p MANCA ALLA PAGINA VII IL CASO BOLOGNA Consulta, ok ai gay Ma la Curia reagisce La giunta Merola accelera sulla rivoluzione del traffico: dalla primavera pedonalizzazione della “T” sabato e le domenica, e stop sette giorni su sette ad auto e moto. Contrari i commercianti «Non si può avere una democrazia diversa da fabbrica a fabbrica». Il segretario bolognese della Camera del lavoro, Danilo Gruppi, da un lato “benedice” l'intesa raggiunta dalla sola Fiom in Gd sulla democrazia in fabbrica, dall'altro fa sue le preoccupazioni di Unindustria. p TANCREDI ALLA PAGINA VI Gruppi (Cgil): «Bene la Gd, ma ora regole uguali per tutti» S i chiude la polemica nella mag-gioranza, si apre quella con la Curia. Il presidente Idv della Commissione politiche sociali, Caviano, accoglie la richiesta di ingresso delle due associazioni gay e convoca per martedì la Consulta. Soddisfatti Sel, Idv e Pd. Esultano i gay. Ma le associazioni cattoliche minacciano di abbandonare la Consulta, mentre l'Udc annuncia un ricorso al Tar e accusa l'assessore Frascaroli di aver agito con «un colpo di mano». Durissima la reazione di via Altabella: «È uno strappo costituzionale, se il Comune sposa questa linea si assume la responsabilità di stravolgere il senso della famiglia e il vivere civile», dice il vicario del vescovo, monsignor Silvagni. Pacata ma ferma la risposta della Giunta. «È stata presa la decisione più saggia - dice il coordinatore Matteo Lepore - la Consulta è il luogo del confronto, più voci ci sono meglio è. Le esclusioni e la contrapposizione ideologica non giovano a nessuno». Poi rassicura i cattolici: «Questa scelta del Consiglio comunale non mette assolutamente in discussione l'impegno dell'Amministrazione per la famiglia. Non ci deve essere alcun timore in tal senso». p VISANI ALLA PAGINA IV Redazione: 40133 Bologna Telefono: 051.315911 Mail: Via del Giglio, 5/2 Fax: 051.3140039 bologna@unita.it Venerdì 2 Dicembre 2011 Emilia Romagna
L'arte del riciclo al Maxxi Il Tempo ALLEVI PER IL BAMBIN GESÙ Giovanni Allevi terrà un grande concerto solidale «La luce dei bambini» per l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma oggi nell'Aula Paolo VI in Vaticano. Il compositore e pianista marchigiano dirigerà la suite per orchestra sinfonica «Angelo Ribelle», brani per solo pianoforte e composizioni per pianoforte e orchestra. D ibattiti tv sfiancanti dedica-ti alla crisi. Rigore, cresci-ta e per terzo equità, cioè «a seconda delle possibilità». Calcoli: ci toglieranno dei soldi, tra tariffe, tasse e tagli ma già in tantissimi non siamo in grado di sbarcare il lunario. Se ci va bene, ci toglieranno poco, così nella migliore delle ipotesi come consumatori varremo anche meno di adesso. Così, anche in un panorama governato dall'equità non solo non aiuteremo la crescita ma per la crescita saremo una palla al piede sempre più pesante. Quindi? 1) la middle class sarà definitivamente proletarizzata, 2) i diritti di questa classe saranno «responsabilmente» riveduti e corretti al ribasso, 3) più fatica sul lavoro chi lavorerà - e salari più bassi, 4) i prezzi delle merci al consumo verranno enfatizzati. Bastava dircelo: si esce dalla crisi solo con voi più poveri di prima in soldi e dignità. Ma più ricchi di humour. Il solito, Ernesto. Oggi LA FABBRICA DEI LIBRI LA MOSTRA Dal vagonedi un treno che diventa ristorante tra le montagne al parco scaturito da una discarica: potenza del riciclo, da oggi nei grandi spazi del Maxxi. Intitolata «Re-Cycle», la nuova mostra espone nel museo progettato da Zaha Hadid circa 80 opere tra disegni, modelli, progetti. Pillole NORD Molto nuvoloso su gran parte del Settentrione con deboli precipitazioni. CENTRO Variabile sul versante Tirrenico con deboli precipitazioni. Maggiori schiarite altrove. SUD Nubi su Campania e medio-bassa Sicilia. Bel tempo altrove. Domani NORD Poco nuvoloso su tutte le regioni, qualche pioggia sulla Liguria. CENTRO Tempo variabile su tutte le regioni. SUD Nuvoloso sulla Campania, variabile altrove. Dopodomani Maria Serena Palieri spalieri@tin.it NORD Molto nuvoloso con piogge su quasi tutte le regioni. CENTRO Irregolarmentenuvoloso sulle Tirreniche con piogge sparse. Soleggiato altrove. SUD Nuvolosità in aumento in Campania e Calabria tirrenica. Soleggiato altrove. Culture ZOOM LENNY KRAVITZ: TRE DATE Lenny Kravitz torna in Italia questa estate con il «Black And White Tour». Tre i concerti: il 16 luglio allo Stadio Miro Luperi di Sarzana, il 17 all'Ippodromo delle Capannelle di Roma, nell'ambito di Rock In Roma e il 19 al Castello Sforzesco di Vigevano per la terza edizione di «10 Giorni Suonati». I biglietti sono disponibili dal 2 dicembre. NANEROTTOLI Più poveri Toni Jop L e classifiche del mondoanglosassone pubblica-te dal Bookseller in occa-sione dell'ultima Buch-messe davano un'impressione di uniformità abbastanza sconfortante sul piano della non-fiction: in Australia come negli Usa, in Irlanda come in India (ultimo avamposto «anglo» sussunto dagli statistici di Nielsen Bookscan) il pensiero dominante è, per i lettori, dimagrire, e i manuali per «perdere gli ultimi cinque chili» o passare «dalla XL alla XS» inzeppano le top ten del 2011. Le stesse classifiche però, sul piano della fiction, se studiate da vicino, regalavano un motivo di contentezza: negli Usa per il 2011 è in testa, con più di due milioni di copie vendute solo quest'anno, e quattro milioni e mezzo dall'uscita, quel gran bel romanzo che è L'aiuto di Kathryn Stockett (da loro pubblicato da Berkley, da noi uscito per Mondadori in primavera 2009). Perché gioire? Perché The help non è un romanzo fabbricato a tavolino per rendere ricchi il suo autore e il suo editore: non promette rivelazioni su qualche complotto vaticano. L'esordiente Stockett si avventura in un terreno ben altrimenti oscuro: la relazione d'amore che esisteva tra le agiate bambine bianche e le loro mammies nere, nel Sud americano ancora ai tempi di Luther King, e il suo deformarsi quando, cresciute, le bimbette diventavano ragazze e signore razziste come si doveva. Niente male come soggetto, no? Il libro è «benedetto» dal film a esso ispirato, con Emma Stone, uscito in agosto negli Usa e da noi nelle sale dal 17 febbraio prossimo. Ora, è chiaro che il tutto lievita nell'America nuova degli Obama. Per una volta tra libro, film e di nuovo libro un circolo virtuoso, nel segno non del minimo comun denominatore di infantilismo condiviso, ma nel segno dell'intelligenza. MAMMIES E BIMBE WASP 45 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
N on si ferma il dibattitosul People Mover. Ierisul tema è intervenutol'assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri. Ha definito «normale e fisiologica dialettica politica» le tensioni in maggioranza tra Pd e Sel. Tensioni che sembrano destinate ad estendersi in via Aldo Moro, visto il ruolo preponderante della Regione nel progetto della navetta (27 milioni di contributo a fondo perduto) e nei trasporti pubblici locali. Ma Peri precisa anche che «il progetto è approvato e il contratto è firmato»; che c'è «un momento per discutere e uno per dare attuazione alle cose». Frasi che suonano come uno stop preventivo al pressing politico di Sel. «Sul People Mover sarebbe saggio fare rapidamente l'istruttoria pubblica per consentire di far conoscere a tutti i problemi e le soluzioni», dice invece Danilo Gruppi, segretario della Cgil. Dopodichè si potrebbero «far partire i lavori, una volta assodato che ci sono tutti gli elementi a disposizione». È un balletto di cifre quello che intanto è andato in scena ieri in Comune all'udienza conoscitiva con il comitato “No People Mover”. Numeri che contrappongono amministrazione e comitato e fanno dire al consigliere Pd, Maurizio Ghetti, convintissimo sostenitore dell'opera, che «è necessaria un'ulteriore udienza conoscitiva con Marconi Express e con Sab prima della pausa natalizia». In commissione, coi “grillini” e il Pdl che non si muovono dalla loro posizione contraria, tornano ancora alcuni dubbi e timori da parte di Sel che, per voce di Lorenzo Sazzini, teme che l'impegno di Atc e Fer per la navetta tolga potenziali risorse al Servizio ferroviario metropolitano. L'assessore alla Mobilità, Andrea Colombo, replica che il People Mover nasce «come opera che si sostiene da sola», mentre il trasporto pubblico locale, che è per sua natura in perdita, ha bisogno di finanziamenti pubblici: «Sono cose diverse», dice. Infine i numeri sulle capacità oraria della navetta. Per il Comune è di 420 passeggeri per direzione che si moltiplicano per le 8 ore di punta e per 365 giorni all'anno. A questi si aggiungono 210 passeggeri per direzione all'ora nelle altre fasce. Risultato, 3,986 milioni di passeggeri all'anno». PEOPLE MOVER Peri: «È tempo di fare» Comune, ballo di cifre Un people mover SAMUELE LOMBARDO BOLOGNA bologna@unita.it In commissione Si è svolto il confronto con il comitato dei contrari alla navetta Sabato 3 Dicembre 2011 Reggio Emilia - Teatro Romolo Valli - Sala degli specchi Piazza Martiri del VII Luglio La voglia femminile di intraprendere si rafforza e nonostante il contesto diffi cile, sempre più donne cercano lavoro e reddito investendo sulle proprie idee e capacità, anche se spesso i loro mezzi di produzione sono soprattutto le loro competenze e il loro saper fare. Occorre quindi “dare corpo e voce” alle Donne Protagoniste della scena economica e produttiva della nostra regione: a imprenditrici che sono state in grado di approcciarsi a mestieri diffi cili, di valorizzare vocazioni produttive locali e legami con i territori, di intercettare mercati di nicchia, di rivitalizzare le imprese familiari e porre le basi per la continuità d'impresa: e lo fanno al meglio nonostante le acrobazie che il diffi cile intreccio fra tempi di lavoro e di vita impone loro. PROGRAMMA Ore 11.30 ????????????????????????????????? ????????????????????? Luisella Costamagna intervista Roberta Mori Consigliera regionale e Presidente Commissione Promozione condizioni di parità tra donne e uomini - Regione Emilia-Romagna e Andrea Ichino Economista, docente Università di Bologna e co-autore de “L'Italia fatta in casa” Ore 12.45 ????????????????????????????????? Femminili Eccellenti Premio Imprenditrici Eccellenti Premio Mirella Valentini per ????????????????????????? Ore 9.45 ????????????????????? Sonia Masini Presidente Provincia Reggio Emilia Tristano Mussini Presidente CNA Reggio Emilia Paolo Govoni Presidente CNA Emilia Romagna ?????????????? Benedetta Rasponi Presidente CNA Impresa Donna Emilia Romagna Ore 10.15 ??????????????????????????????????? ???????????????????? Presentazione della ricerca sulla ???????????????????????????????????????? Alberto Cestari Centro Studi Sintesi ?????????????????????????????????????? Donna intervistano Walter Vitali Senatore, Relatore sul federalismo fi scale Muore dopo esame Neltardopomeriggiodiieri l'AziendaUsldiBolognahasegnalatoallaProcuraildecesso di un uomo di 68 anni, avvenuto all'esterno dell'ospedale Maggiore. L'uomo, recatosi in ospedale per l'esecuzione di una colonscopia non interventistica che si è svolta regolarmente, è stato successivamente colto da malore mentre lasciava il Maggiore. Ed è morto poco dopo. V VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
so, nelle città è così». Ora la pacchia è finita? «Siamo a tagli lineari incredibili. È stata fatta l'operazione assurda di togliere l'Ici, di puro ordine politico. E si è annullata la capacità di investimento dei comuni. Prima il volano girava a vuoto, ora è fermo». Monti parla di rigore, equità, crescita. «Io sono d'accordo con quelle dichiarazioni ma per ora di equità e crescita non se ne vedono. E sono cose che devono passare attraverso i governi locali. È lì l'80 per cento del welfare italiano (sanità, assistenza, scuola per l'infanzia). I servizi al nord e al sud costano di più e li stiamo intaccando. A Ferrara c'è un buon sistema di servizi ma a Reggio Calabria non è così. Monti indichi le priorità, perché se a Reggio si finanzia un asilo nido, questo influisce sull'occupazione femminile. Sappiamo tutti che c'è un gigantesco problema idrogeologico, investiamo quel poco che abbiamo lì». Lei è federalista? «Io sono ancora disposto a crederci ma, negli ultimi due anni, le decisioni prese a Roma sono state riversate sulla testa dei governi locali. La Lega Nord ha fatto uno scambio politico, sventolato una bandiera. Ma anche la sinistra è ferma». C'è un problema di democrazia? «La legge dà ai sindaci, con l'elezione diretta, molto potere, ma poi tutto il resto del sistema, dalle regioni in su, li ignorano». Di solito quello che accade a Viale Mazzini anticipa ciò che avviene nei Palazzi. Questa volta invece il segnale è volutamente opposto: la vecchia maggioranza sparigliata dal governo Monti si è ricompattata in Rai per mostrare i muscoli in vista della battaglia per salvare il caporale Minzolini. Eppure il Tg1 anche ieri è stato sorpassato dal Tg5 (21,59% contro il 21,89) ma lui nega la crisi nonostante abbia perso 7 punti di share dal maggio 2009. I consiglieri Pdl e Lega hanno bloccato delle nomine con una mossa telecomandata dalla politica. La cosa ha fatto infuriare il presidente Garimberti, pronto a sbattere la porta se in Rai non soffierà «il vento Monti perché finiscano i veti politici». Ha chiesto un incontro al premier (che con l'interim all'Economia è azionista Rai), si è appellato al presidente Napolitano e ai presidenti delle Camere perché sappiano «cosa succede in Rai» e si cambino le regole della governance, si ponga mano all'evasione del canone (che la segretaria della Cgil, Camusso, propone di rendere proporzionale al reddito). Garimberti è pronto a convocare un Cda straordinario il 6 o il 7 quando si saprà se il direttore del Tg1 sarà rinviato a giudizio o no. Cosa è successo? I consiglieri Rai di Pdl e Lega si sono impuntati contro le nomine che fino alla sera prima erano concordate con il direttore generale, Lorenza Lei. Ieri mattina il voltafaccia si annusava al settimo piano, poi il blocco. Deciso il giorno prima in un incontro segreto con Paolo Romani, il forzista-uomo tv di Berlusconi, l'ex An Maurizio Gasparri e Roberto Maroni, che la sera stessa a Porta a Porta ha recitato la parte del ferreo oppositore a Monti. A rapporto (come è avvenuto tante volte per decidere le nomine a Palazzo Grazioli), tutti i consiglieri Pdl, Gorla e Verro, Rositani (ex An), la leghista Bianchi Clerici e il tremontiano Petroni, che pure negli ultimi tempi aveva preso le distanze (anche dal «caminetto» con Romani e Gasparri). Nel consiglio sono passati i palinsesti invernali poi il no sulle nomine, rinviate. Si trattava della conferma di Valerio Fiorespino alle Risorse tv, il berluscones Carlo Nardello retrocesso alla direzione Stategica, e Giancarlo Biacca alla vice direzione Abbonamenti. Alla fine Petroni ha fatto capire che la mossa era politica, con un avvertimento alla dg Lei e a Garimberti, come dire: non c'è alcun automatismo nel sospendere o trasferire Minzolini all'estero anche se il 6 dovesse essere rinviato a giudizio. Non si tocca. Garimberti è andato su tutte le furie, ha chiamato le agenzie ed è sbottato: «Basta veti politici, alla Rai serve un Cda affidabile e che la governi, altrimenti «tanto vale andare a casa», come ha detto Van Straten». E per Rizzo Nervo è meglio «certificare che il Cda è giunto al capolinea piuttosto che assistere alla deriva». Certo se «Minzo» sarà mandato a processo la dg Lei dovrà decidere tra la sospensione (affrontando il fuoco Pdl e Lega) o l'uscita soft con un esilio (dorato) come capo dell'ufficio di corrispondenza negli Usa in attesa di una sentenza. A quel punto dovrà proporre al Cda un sostituto al Tg1. Certo se Lady Lei non farà nulla, cedendo agli avvertimenti, al settimo piano dicono che Garimberti potrebbe anche dimettersi. La mossa di Viale Mazzini si è riflessa nel Tg1 delle 20: solo un lancio per il premier Monti, carinerie per la Lega, sospetti sulla «maggioranza che scricchiola» e, in compenso, ampio spazio alle uova sulle giacche pop di Giannino, un servizio twitter-battibecco tra Sabina Guzzanti e Concita De Gregorio. NATALIA LOMBARDO Foto Lapresse4 Il presidente Garimberti Alla Rai prova di forza Pdl e Lega tornano uniti per difendere «Minzo» Blocco del Cda dai consiglieri Pdl e Lega dopo un «caminetto» con Romani, Gasparri e Maroni per dimostrare che la maggioranza è quella di prima, pronti a fare muro su Minzolini. Il presidente Garimberti: «Basta veti» ROMA Silvio Berlusconi con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel «Il vento Monti soffi anche a Viale Mazzini. Basta veti o vado via» A Milano i forum sociali Oggi e domani 1˚ Forum delle politiche sociali a Milano, organizzato dal Comune cui partecipano anche Nando Dalla Chiesa, don Antonio Mazzi, Massimo Moratti, Livia Turco. L'assessore Majorino: «Meno 60% di fondi. A questo ammontano i tagli dello Stato sulle politiche sociali per Milano». Nonostante i tagli e la crisi, l'obiettivo è riscrivere il welfare di domani. «Lobby e visibilità mediatica svuotano la politica» Il libro 15 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
I l fatto non sussiste. Non c'è sta-to alcun abuso d'ufficio nell'im-piego di autovelox in tangen-ziale da parte dei agenti di polizia municipale Fabio Brindani, Stefania Ferri e Alessandro Russo. Dopo la sentenza del Tribunale, sprizzano soddisfazione non solo loro e l'avvocato Ernesto D'Andrea, che li ha difesi, ma anche l'intero corpo, il sindacato Funzione pubblica Cgil e l'amministrazione comunale. Pare che la Procura sia intenzionata a proporre appello, ma intanto fa testo questa assoluzione con formula piena. Della vicenda si è parlato molto, anche per le polemiche imbastite dalla Lega Nord e dall'Automobil Club Padana, versione in camicia verde dell'Aci. Nel 2009 Marco Borin, assessore di centrodestra di un Comune in provincia di Padova, trovandosi a transitare con un furgone sulla tangenziale di Reggio, pensò bene di fermarsi per fotografare la postazione degli agenti e accusarli di tendere trappole agli automobilisti con un autovelox «nascosto». Ne nacque una discussione, della quale i protagonisti fornirono opposte versioni, accusandosi reciprocamente di toni aggressivi. Borin, al quale non era stato contestato nulla per la velocità di marcia, si beccò una contravvenzione per divieto di sosta, avendo lasciato il furgone sulla corsia di emergenza. Al ritorno in Veneto, andò dai carabinieri per presentare denuncia penale e dal giudice di pace per farsi annullare la multa. I carabinieri inoltrarono la denuncia alla magistratura, il giudice di pace sospese la pratica in attesa dell'iter giudiziario. Qualche mese dopo, l'uomo ritornò a Reggio e rifece lo stesso numero, questa volta preoccupandosi però di parcheggiare in un'area di servizio. Il pm Luciano Padula ritenne di dar seguito all'accusa di abuso d'ufficio, che in un secondo tempo, con procedimento a parte, fu estesa anche al capo della polizia municipale Antonio Russo. La Lega Nord tuonò contro i vigili scorretti e il Comune «vampiro» dei cittadini. Ma – dice ora il Tribunale – non ce n'era motivo. «Noi non lavoriamo contro qualcuno, ma per la collettività», commenta il delegato Marzio Zecchini. «Profondamente ingiusto criminalizzare operatori che fanno il loro dovere», ribadisce la Cgil. E il Comune coglie la palla al balzo: «L'impiego degli autovelox è finalizzato alla sicurezza stradale, non a fare cassa con trappole agli automobilisti. Tra l'altro, a Reggio le entrate da contravvenzioni sono tra le più basse in Italia». «Non so nulla di ndrangheta, sono sbalordito». Tarcisio Zobbi, politico molto noto a Reggio già dai tempi della Dc, ex consigliere comunale e provinciale, ora sostenitore dell'Udc e amico di Casini, si dichiara del tutto all'oscuro delle vicende portate alla luce dall'indagine della Direzione antimafia della Lombardia, diretta da Ilda Boccassini. Vicende per le quali sono finiti in carcere imprenditori, consiglieri regionali, magistrati, accusati a vario titolo di collusione con la ndrangheta. A Zobbi non vengono contestati reati, ma il suo nome compare nelle carte dell'inchiesta per alcune intercettazioni telefoniche, nelle quali uno degli arrestati, l'imprenditore calabrese Giulio Lampada, gli assicura sostegno in occasione della sua candidatura alle elezioni politiche del 2008 (che per altro non ebbe successo). «Vedremo ora in Emilia qualche indirizzo, vediamo di tirarlo fuori di qualche amico, di qualche compaesano, di qualche residente», promette al telefono Lampada, che per l'appartenenza alla cosca Condello era in grado di esercitare influenza sui conterranei residenti nel nord Italia. STE.MOR. www.unita.it Il consigliere padano Borin accusò tre agenti di tendere trappole agli automobilisti. Ma il giudice non ha ravvisato nessun abuso d'ufficio BreviLA SENTENZA Il tribunale assolve i vigili urbani: «Non nascosero gli autovelox» Un autovelox: lo spauracchio di molti automobilisti STEFANO MORSELLI REGGIO EMILIA unitareggio@gmail.com Cosche, il nome di Zobbi (Udc) nelle intercettazioni. Ma lui nega VIA STALINGRADO Incendio alla pizzeria Rogo nel locale «Nannarè», in via Stalingrado, con due lavoratori ustionati e seri danni alla cucina. Le cause sembrano di natura accidentale. È invece sicuramente doloso il rogo che ha distrutto un'auto a S. Martino in Rio, il cui proprietario si era allontanato per andare a caccia. DROGA Un reggiano nella retata Nell'ambito di una operazione contro il traffico internazionale di ecstasy, è finito in carcere anche un reggiano, il 32enne Fabio Terriero, accusato di appartenere all'organizzazione smantellata dalla polizia con decine di arresti e il sequestro di un ingente quantitativo di stupefacenti. Per spaccio di cocaina nei pressi della stazione è invece finito in manette il 30enne tunisino Elies Mohamed Alì. RAFFICA DI FURTI In case, bar e cantine Raffica di colpi nel Reggiano: ignoti hanno rubato in casa del consigliere regionale pd Beppe Pagani, a Scandiano (gioielli e un computer), nella sede Anpi, in via Farini (200 euro), al bar Real, in via Bruno (videopoker), in quindici cantine tra via Passo Buolee via MonteRosa (alimentari e biciclette), in una abitazione a Cavriago (gioielli e borsetta). INCIDENTE Muore 79enne Edmondo Pergetti, 79 anni, residente a Rivalta, ha perso la vita l'altra notte, finendo fuori strada mentre stava percorrendo via Martiri della Bettola al volante della propria automobile. BIBLIOTECA PANIZZI Incontro-reading «Costa quel che Costa» è il titolo dell'incontro-reading che si tiene alle 17.30 alla Biblioteca Panizzi per ricordare, a 20 anni dalla scomparsa, l'avvocato, scrittore e poeta Corrado Costa. Intervengono Giuseppe Caliceti, Aldo Tagliaferri e Giulia Niccolai. Reggio Emilia IXVENERDÌ2 DICEMBRE2011
S i conclude con lode. «Senza bi-sogno del centodieci», la sedu-ta di «laurea» in storia del can-didato Giorgio Napolitano. Presente in sala ad ascoltare. Una battuta scherzosa quella di Lugi Frati, Rettore della Sapienza di Roma, nel concludere in Aula Magna la giornata tra studiosi sul libro Rizzoli del Presidente della Repubblica. Dal titolo eloquente: Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia (pp. 171, Euro 15). Dove la storia degli italiani viene ripercorsa dal Presidente attraverso i suoi discorsi, tra 2009 e 2011. E con filo concettuale «forte» negli interventi - nati per il centocinquantenario - non solo «celebrativo». Che ha consentito all'editore di «fare libro», come ha ricordato Palo Mieli, storico, giornalista e Presidente della Rcs Libri. PASSATO E & PRESENTE A dipanare il filo sono stati chiamati oltre a Frati e Mieli, Giuliano Amato, il neo-Ministro Andrea Riccardi e gli storici Giovanni Sabbatucci e Giuseppe Galasso. Qual è il tema dominante della raccolta, che non per caso nasce a Quarto, nell'ottobre 2009, da dove partirono i Mille? Lo hanno evidenziato un po' tutti: il nesso tra politica, storia e valori civili. E il cortocircuito tra passato e presente, entro il quale la storiografia, nell'obiettivare il passato, schiude la possibilità del futuro. Fuori dalle risse mediatiche, e dall'inciviltà di un bipolarismo «amico-nemico» che ha rischiato di farci perdere la percezione di un'identità comune (senza di cui non v'è nemmeno capacità di affrontare le sfide globali). Perciò Napolitano - diceva Frati- ci aiuta a ripercepire l'Unità italiana, «senza eluderne i traumi». E così - diceva Amato - smentisce gli «scettici», quelli che non credevano che i 150 anni potessero essere talmente «sentiti», in queste celebrazioni. Altro bersaglio di Napolitano: i revisionisti progressisti. Timorosi magari che un eccesso di patriottismo «neo-risorgimentale» potesse alimentare etnicismo o ideologia dell'esclusione(lo jus sanguinis). Argomento sul quale Napolitano li ha puntualmente smentiti, col «suo» racconto del Risorgimento. E con la denuncia della mancata cittadinanza per i «nuovi italiani». Ma ci sono tante altre cose nel volume, critico e per nulla retorico o «pedagogico»: i nodi sociali irrisolti, la questione meridionale, il federalismo, la Resistenza nel suo nesso inscindibile con la Costituzione. Tutti passaggi che il Presidente affronta senza celare conflitti e rotture. Ad esempio - ne parlavano Amato e Sabbatucci- il tema nord-sud. Quell'Unità - qui l'idea chiave del libro - era «l'unica possibile» e andava fatta, benché abbia comportato costi e penalità per il Mezzogiorno. E qui Napolitano è come se chiudesse in un circolo la lezione di Rosario Romeo e quella di Gramsci: liberale e comunista italiana. E insieme: l'azione di Cavour e dei mazziniani. In un «sincretismo virtuoso» - secondo Amato - che ripristina la concretezza e la verità del Risorgimento. Fuori da querimonie e recriminazioni, che non colgono il problema di quel «nostro» Risorgimento. Miracoloso a suo modo, ma - e Napolitano nel libro lo sottolinea - partecipato, anche da strati popolari estesi. Riccardi insiste a riguardo, allargando il quadro: «Fu un processo inclusivo l'Unità, e in tale senso va recuperato: in termini di coesione nazionale. Come fa Napolitano, aprendosi alla nuova cittadinanza interculturale». Sabbatucci svolge un discorso «su due fronti», nell'interpretare il libro. Contro il «fatalismo», che ci inchioda a un Risorgimento «fallito» o «tradito». E contro «la retorica», il vecchio culto delle «icone eroiche», ormai inimitabili. No, dice lo storico, «sono due alibi per non fare, e per de-responsabilizzarsi». La nostra storia «va rammemorata tutta», tra ferite e riscatti. Provando a ritrovare quella capacità tutta italiana di vivere collettivamente i traumi e «ricominciare» (il «plebiscito quotidiano» alla Renan, di cui parlava Galasso.). Proprio quel che occorre fare oggi, dinanzi a un'emergenza drammatica. Nella quale, come ci invita a fare Napolitano, si può persino riscoprire «la gioia di essere italiani». sennò mica «nera» si chiamava. Ridono. «Quanto t'è costato lo sbiancamento?» Chiede poi uno allo smerdazzatore, indicando gli incisivi uguali a stelle polari. Li guato. Hanno ancora due gambe e due braccia… Dicono tutti d'essere moderati. Ma io non mi fido. Io non sono serena. Ho deciso, passerò al contrattacco. Ne sparo una delle mie nello spogliatoio della Mega Star Gym. Ma come nel finale del celebre racconto di Brown, finalmente si svela chi tanto giudicava mostri gli altri. «Ma che cxxxo sei, una marziana?» mi chiede una con un sorriso galattico. Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo ispira come tutti i libri intelligenti. Mostra. Così quando leggo del giornalista Mombelli spedito in un centro di rieducazione culturale e «curato» a suon di reality e film trash, non solo me lo vedo con gli occhi spillati alla Arancia meccanica, ma ho un'illuminazione. Mombelli legge Gogol' di nascosto. Lo nasconde in un libro di Rosa Giannetta Alberoni, nelle cui pagine ha ricavato una nicchia perfetta. È un'immagine noir, superba. Già, perché Gogol' e tutti i buoni libri sono come armi, pronte a sparare col silenziatore. È bene che ce ne ricordiamo. I buoni libri, come questo, non sono sereni, tanto meno moderati, ma, per chi volesse provare, sono pratica efficacissima di disintossicazione dopo vent'anni di doping. BRUNO GRAVAGNUOLO ROMA Quando per «l'Unità» faceva il critico musicale L'Italia di Napolitano: una e indivisibile E anche gioiosa Presentato a Roma il volume del Presidente. Dal Magnifico Rettore Frati, Amato, Mieli, Riccardi, Galasso, Sabbatucci Classe 1960, Alessandro Robecchi, milanese, è giornalista e autore televisivo e teatrale. Attualmente è editorialista del quotidiano il Manifesto. Scrive per l'inserto satirico de Il Fatto Quotidiano, il Misfatto. In tivù, è autore (insieme a Peter Freeman) della striscia quotidiana Figu - Album di persone notevoli, in onda su Rai Tre, dove conduce anche Doc3, programma di documentari. E' tra gli autori di Maurizio Crozza per il quale scrive sia per la tivù che per il teatro. È stato per oltre dieci anni critico musicale de l'Unità con lo pseudonimo di Roberto Giallo. Chi è Umbria Jazz, un vero «clas-sico» fra gli appuntamen-ti live italiani, è prontaper la sua edizione invernale, che dal 28 dicembre al 1 gennaio farà risuonare la città di Orvieto con le note del miglior jazz latino. È infatti dedicata proprio al Latin Jazz e alle sue diverse espressioni questa diciannovesima «Winter Edition» del festival umbro. Nomi storici del genere come Michel Camilo, Gonzalo Rubalcaba, Chano Dominguez, ma anche grandi jazzisti italiani (Fresu, Petrella, Rea, etc.) pronti ad incrociarsi ed incontrarsi, presentando collaborazioni inedite e nuovi progetti. Nel programma spiccano anche numerosi tributi a grandi artisti del passato, omaggiati con riletture anche spiccatamente originali della loro opera. Così potremo tuffarci ancora una volta nelle onde di Kind of Blue per scoprire che anche Miles Davis può diventare latino passando dalle mani del pianista spagnolo Chano Dominguez. Potremo rivivere, con il trio di Stan Tracey e la Lydian Sound Orchestra, lo storico concerto di Thelonius Monk (di cui nel 2012 ricorre il trentennale dalla morte) alla Town Hall di New York del 28 febbraio 1959, durante il quale furono eseguiti brani poi entrati nella storia del jazz come Thelonious, Friday the 13th, Monk's Mood,etc. Fra gli omaggiati anche John Coltrane, il nostro Nino Rota, con le musiche del film Il Bidone di Federico Fellini rielaborate dal settetto di Gianluca Petrella, Astor Piazzolla (Juan Pablo Jofre Romarion e i Solisti di Perugia), i Beatles (dal trio Rea, Tavolazzi, Bandini) e perfino Celentano con il progetto «Memorie di Adriano -canzoni del Clan Celentano», realizzato dal sestetto di Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Furio Di Castri, Rita Marcotulli e Mattia Barbieri. Ma il programma dei concerti offre numerosi altri artisti, da Fresu a Sellani, da Franco Cerri a Ezra Charles e molte occasioni di ascolto in vari luoghi della città che per 5 giorni sarà una vera capitale del jazz mondiale, mettendo a disposizione le sue migliori suggestioni e le sue più antiche e bellezze. Suoni latini per Umbria jazz invernale numero 19 FEDERICO FIUME Superman all'asta per 2,16 milioni Una copia perfettamente conservata del primo numero di Superman è stata vendutaadun'astaonlineperben2,16milionididollari:unrecordassoluto.Sitrattaunadellecirca 100 rimaste al mondo, precisamente quella che venne rubata nel 2000 all'attore Nicolas Cage, e poi ritrovata ad aprile in un magazzino abbandonato del Sud della California. 41 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Foto Ansa Saranno le pensioni la prima riforma del governo Monti. Ma molto probabilmente non sarà l'unica. La ministra Elsa Fornero intervenendo a Bruxelles ha confermato quello che da giorni riportavano le indiscrezioni stampa. Sarà introdotto «il metodo contributivo pro rata per tutti ha detto - anche per quelli che finora si sono tirati fuori, e una possibile accelerazione dell'età di vecchiaia delle donne (che oggi diventa pari agli uomini nel 2026, ndr)». Tradotto può voler dire che le anzianità scompariranno, portando così nelle casse dello stato 4 miliardi l'anno. Ma un'altra indicazione importante è giunta dalla titolare del Welfare: una apertura al reddito minimo garantito nell'ambito della riforma del lavoro nella direzione della flexsecurity. Ma non è affatto detto che questo capitolo sia già affrontato nella manovra di lunedì prossimo: quella «serve a salvare l'euro». Insomma, sarà il bastone, a cui solo in un secondo momento seguirà la carota. Se le pensioni danno risparmi, il nuovo welfare «potrà dare possibilità di lavoro e crescita - spiega Fornero - ma non ci saranno misure su questo lunedì». INCONTRI Dunque, 72 ore per definire gli interventi. Tempi stretti, tanto che i sindacati già lanciano l'allarme. Raffaele Bonanni ritiene «grave» che non sia stato previsto un tavolo prima del varo, «perché il confronto serve a trovare soluzioni eque». Susanna Camusso risponde invece a Confindustria, che spinge per una riforma previdenziale immediata. «Il vero problema sono i lavoratori cacciati dalle imprese a 50 anni», replica secca la leader della Cgil. Luigi Angeletti preferisce parlare di riduzione dei privilegi. Insomma, il passaggio non è affatto semplice, considerando anche la «freddezza» da parte dei leader politici, con cui Mario Monti vuole un confronto entro domenica. La ministra Fornero promette equità e anche un incontro da fare in tempi rapidi, ma potrebbe non bastare per ridimensionare le proteste dei sindacati. Anche le Regioni chiedono un confronto prima del varo della manovra, ma finora nessuna convocazione è partita dal dicastero di Piero BIANCA DI GIOVANNI La segretaria dello Spi-Cgil ha parlato ieri al Tg com24 sul tema delle pensioni. Con pacatezza ha chiesto un segnalealministrodelWelafer:«Attendiamo fiduciosi una convocazione, ma in fretta». E ha aggiunto: «Penso che se la parola equità ha un senso noi non accettiamo l'intervento su chi ha lavorato 40 anni in lavori faticosi. Se serve fare cassa bisogna intervenire sui ricchi e sulle grandi rendite. Non è peccato intervenire una volta ogni tanto sui ricchi. Bisogna confrontarsi e discutere per uscire tutti da questa grande difficoltà in cui ci troviamo». L'invitoalgovernonellachiosa.«Sarebbe meglio - ha concluso- che ci si incontrasse col Governo guardandosi negli occhi. Attendiamo fiduciosi una convocazione. Siamo in ritardo ma si può fare, purchè lo decidano e in fretta. Se non vogliono ascoltarci noi vedremo cosa faranno. Sulla base di ciò che faranno decideremo e non staremo zitti se qualcosa non ci andrà bene». Solo 72 ore per chiudere la manovra. Si comincia dalle pensioni e i sindacati già alzano le barricate. Ma Fornero parla anche di reddito minimo garantito. Monti convoca per domenica le parti sociali e le Regioni. bdigiovanni@unita.it Cantone: intervenire sui ricchi e sulle rendite SPI-CGIL Il nuovo esecutivo La ministra del Welfare Elsa Fornero ROMA Contributivo per tutti Le anzianità verso la scomparsa p La misura certa tra quelle di lunedì. Si dovrebbe partire dal primo gennaio 2012 p La ministra parla anche di reddito minimo. Monti convoca per domenica le parti sociali Primo Piano4 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
C 'è risata e risata. Ri-dere del tragico èprassi quasi filosofi-ca, come ben sapevaBeckett. Piovono pie-tre di Alessandro Robecchi, tuttavia, alla satira aggiunge una buona dose di sperimentalismo letterario. Sembra di scorgerlo col ghigno alla Bianciardi mentre compone queste cronache marziane che, alla fine, per la giocosità fantascientifica sono tutte una cosmicomica. Robecchi si finge rapito dagli extraterrestri. Costretto a raccontare del suo mondo, o meglio del suo Paese, che d'altronde è proprio un pianeta a sé. Dal glossario per il lavoratore d'oggi al chilometro zero, dal moderatismo esteso alla serenità invocata come la Madonna, dal Pci (computer dall'obsoleto sistema operativo) al lancio pubblicitario della «paura». Le suggestioni sono tante e puntute che stimolano nel lettore la creazione di una propria visione. Ti senti come la Sentinella del noto racconto di Fredric Brown. EVASIONI.. Sono dappertutto penso, affranta. Dappertutto, come un'epidemia. Hanno macchine enormi. Zigomi gonfi, labbra gonfie, petti gonfi, abbronzature perenni come le vacanze che fanno tutto l'anno. Si animano con un fremito alla parola «evasione»: evadere un po', divertirsi, ma che avete capito? I nostalgici canticchiano vecchie hit: Corri a casa in tutta fretta c'è un biscione che ti aspetta. Era l'84 o giù di lì. Roba profetica. Testosteronico, volgare il giusto. Si dicono «sereni». Lo dicono pure agli altri: «Sereno, eh?» soprattutto quando hanno un debito (con la giustizia, per esempio, o con un loro quasi-impiegato che oltre ad aver ottenuto un lavoro pretende pure di essere pagato. «Ma cosa crede?» continuano, «Io e lei siamo sulla stessa barca…» E, in effetti, si va tutti insieme alla deriva). «Sereni» quando accusati di molestie sessuali. «Sereni» soprattutto i politici. Hanno una lingua limitata che volete che vi dica. E poi tanta serenità fa sospettare un maxi spaccio di Lexotan. Eppure, non sottovaluterei il fatto che la parola, di moda quanto Suv e Ray-Ban, sia quella che più di altre si pronuncia sfoggiando al meglio i propri denti televisivi. Denti sbiancati come ceramiche Ming a suon di migliaia di euro. «Tranquillo» non sortirebbe lo stesso effetto. Figuriamoci «spiacente» o «addolorato». «Sereno» è parola che si riesce a pronunciare nella falce d'un sorriso luminoso, senza mai chiudere bocca. Ed essere uguali al tipo con le sopraciglia depilate (e sorridente) del Grande Fratello, alla tipa liftata (e sorridente) di Uomini e donne, che ha fatto una comparsata in Centovetrine e ora si prepara a fare un calendario. Sereni e sorridenti. Ridere senza pensare è l'imperativo. E tutti giù a citare film, show e battute che fanno ammazzare dalle risate. Tremo. La serenità ha una caratteristica: mette ansia a chi non la comprende. I sereni si moltiplicano, gli altri sono dimezzati dalla paura. Tra una pectoral machine e cento chilometri sul tapis roulant, chiusi nella nuova palestra Mega Star Gym, i sereni dicono che vogliono «smerdazzare» un campo rom a Cernusco. Ridono. Che ai barboni stranieri gli tolgono le panchine da sotto il «cxxo». Le divelgono letteralmente dai parchi. Ridono. Dicono che se dobbiamo sorbirci tutta quella cronaca nera in tv è colpa dei «negri», GAIA MANZINI Foto LaPresse Miami beach La scultura «Silvio Berlusconi» dell'artista Kendell Geers www.unita.it Il libro SCRITTRICE NEL PAESE DEI SERENI ABBRONZATI Arrivano le «cronache marziane» di Alessandro Robecchi per rileggere questi ultimi vent'anni: la parola d'ordine è serenità. Mentre l'imperativo è ridere senza pensare. Poi ci sono i suv, i lifting, i reality e le mega palestre Il nostro Paese che mondo paradossale Piovono Pietre Cronache marziane da un paese assurdo Alessandro Robecchi pagine 181 euro 12,75 Laterza Culture40 VENERDÌ2 DICEMBRE2011
Il giorno in più Il Volo assurdo Cos'altro vorrà fare, la prossima volta, Fabio Volo? Ha iniziato come cantante e dj, ha lavorato in tv, ora fa l'attore, scrive libri e li sceneggia perché diventino film. Vedrete che ben presto passerà alla regia, poi lo troverete a staccare i biglietti all'ingresso del cinema. Il giorno in più è tratto da un suo romanzo. Volo ne occupa praticamente tutte le inquadrature. Interpreta uno yuppy milanese insopportabile, bravo sul lavoro e farfallone con le donne. Finché non si innamora in tram di unasconosciuta,raccontaatuttidiessersi fidanzato con lei e quando finalmente lei loabborda(sì,avetelettobene:IsabellaRagonese abbordaFabio Volo, non il contrario, siamo al cinema) scopre che parte il giorno dopo per New York. È solo la prima metà di un copione prolisso e meccanico, in cui tutto deve tornare, in cui le coincidenze tracimano dallo schermo,incuituttodeveportarealbacio finale. Nel nome dell'Incredibile: mai visto unfilmcosìassurdoe,al tempostesso,così prevedibile. AL. C. V i proponiamo unesercizio di sceneg-giatura: vedendo Mi-dnight in Paris me-morizzate le due sce-ne in cui compare Carla Bruni, poi collocatele nella trama e immaginate cosa succederebbe se venissero tagliate. Ve lo anticipiamo: nulla. Owen Wilson non potrebbe dire una battuta molto carina su Rodin, che per altro poteva essere «seminata» in altro modo. Il ruolo della guida turistica poteva essere interpretato da chiunque, e forse c'è stata una perfida ironia nell'affidarlo alla «première dame» di Francia. Chissà. Abbiamo voluto rovesciare l'adagio in cauda venenum piazzando nel primo capoverso tutta la nostra disapprovazione per l'unica concessione al Potere che Woody abbia fatto, o subito, per questo e per altri film. Ma è l'unico difetto di Midnight in Paris, film per il resto assolutamente delizioso. Per arrivare a simili vertici qualitativi, bisognerebbe risalire al 2005, l'anno di Match Point; per ricordare una simile ricchezza di risate, forse addirittura al 1994 di Pallottole su Broadway. E comunque Midnight in Paris ha un film «padre», nell'opera di Allen: La rosa purpurea del Cairo, 1985. In quel gioiello, la protagonista Mia Farrow veniva risucchiata dentro un film (succedeva anche a Buster Keaton in Sherlock Jr., nel 1924, ma all'epoca non lo scrissero in molti). Qui, Owen Wilson compie un viaggio nel tempo. Lui e Rachel sono due fidanzati americani in vacanza a Parigi. Lei è ricca, viziata, appassionata di shopping e figlia di genitori filo-Bush. Lui è uno sceneggiatore hollywoodiano disgustato dalle schifezze che è costretto a scrivere. Sogna il grande romanzo, ha il mito della Parigi anni 20, vorrebbe tornare indietro nel tempo e incontrare Hemingway, Fitzgerald, Picasso. Detto e fatto. Durante una passeggiata notturna e solitaria, in una viuzza sotto Montmartre, passa una macchina «d'epoca» e alcune figure lo invitano a salire. Lo portano in un bistrot dove gli presentano due giovani, americani come lui. Si chiamano Francis e Zelda: ma pensa, dice lui, come i Fitzgerald! Loro lo guardano strano: noi siamo i Fitzgerald… TRASFERTE NOTTURNE Da lì in poi, le trasferte notturne nel tempo - sempre a mezzanotte coincidono con la ritrovata vitalità del nostro giovane, che negli anni 20 trova anche l'amore. È Marion Cotillard, «musa» di Picasso, di Braque e di tanti altri. E incontra un mentore: Gertrude Stein (la solita, immensa Kathy Bates) che si offre di leggere il suo romanzo. Conosce tanta gente: un Salvador Dalì ossessionato dai rinoceronti (è Adrien Brody, che dopo questo cammeo può anche ritirarsi, non farà mai più nulla di così sublime), un Buñuel al quale suggerisce la trama dell'Angelo sterminatore («ma perché non escono dalla stanza?», chiede lo spagnolo). Film stupendo, lieve, lettera d'amore all'Europa ed esorcismo lieve contro la morte, per una volta sbeffeggiata con ironia. Il giorno in più Regia di Massimo Venier Con Fabio Volo, Isabella Ragonese, Roberto Citran, Stefania Sandrelli Italia, 2011 Distribuzione: 01 * Midnight in Paris Regia di Woody Allen Con Owen Wilson, Rachel MacAdams, Marion Cotillard, Kathy Bates Usa, 2011 Distribuzione: Medusa **** www.unita.it COMMEDIA FAVOLOSI ANNI VENTI A PARIGI Allen in stato di grazia in questo film dove uno sceneggiatore americano torna indietro nel tempo Epoche d'oro Una scena di «Midnight in Paris» AL. C. Cinema 43VENERDÌ2 DICEMBRE2011
land 150 del Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale della Sapienza. A loro il Capo dello Stato ha ancora una volta indicato la via dell'impegno comune e della condivisione come quella da seguire per affrontare le difficoltà che il Paese sta vivendo, «una vera scommessa» che è possibile vincere «riconoscendo quello che ci è comune come eredità storica e come responsabilità». LE APPARTENENZE Sono stati mesi, e sono giorni difficili, questi in cui l'Italia si è trovata a misurarsi con una crisi senza precedenti. Eppure solo qualche dissenso ha segnato la celebrazione dei 150 anni. «Per quel che riguarda i dissensi o le riserve sono stati solo una parte minima di quello che poteva esserci o poteva prevedersi. Ho trovato dappertutto, anche in luoghi in cui si pensava che ci potesse essere meno consenso e meno partecipazione, un'adesione effettivamente eccezionale. Nel Nord come nel Sud. Che cosa significa essere italiani? Penso che significhi essenzialmente capire che dobbiamo produrre un nuovo grande sforzo collettivo sul piano morale, sociale e politico». Storie personali e storie collettive si intrecciano. «E' stato molto bello in questi mesi veder rievocare appartenenze che qualcuno aveva rimosso. Quando sono andato a Varese, il sindaco mi ha detto che un suo bisnonno era stato garibaldino, evidentemente ce l'aveva nel profondo della coscienza e le celebrazioni hanno risvegliato tutto questo». Lo sforzo collettivo di coesione e impegno che il presidente chiede ad ogni occasione non può escludere, ovviamente, l'impegno in prima linea del Parlamento. E, quindi, il Capo dello Stato ha apprezzato la rapidità con cui la Camera ha approvato in prima lettura la modifica costituzionale che prevede l'inserimento nella carta del principio di pareggio di bilancio. Ora la parola passa al Senato e poi ci sarà bisogno di altri due passaggi. Ma se dovessero essere confermati i numeri dell'altro giorno a Montecitorio, più dei due terzi dei votanti, non ci sarebbe bisogno del referendum confermativo. IL RISANAMENTO La larga maggioranza che ha introdotto la norma per cui «lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico» e prevede che il governo può procedere a spese eccezionali ma solo in presenza di «eventi eccezionali» si è mossa nella prospettiva del necessario impegno condiviso per non ripercorrere situazioni come quelle che abbiamo vissuto in questi mesi. Inoltre i bilanci dello Stato, degli enti e di tutti gli altri enti compresi nell'ambito delle amministrazioni pubbliche «sono redatti in modo da garantirne la trasparenza e la conoscibilità nei riguardi dell'opinione pubblica». Una soddisfazione espressa anche dal presidente del Consiglio che aveva sottolineato come «la vastissima maggioranza sia il segno della volontà del Parlamento di proseguire sulla strada del risanamento». Foto di Guido Montani/ Ansa L'aula magna dell'Università di Roma durante la presentazione del libro del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano L'apprezzamento Un fatto positivo il voto rapido sul pareggio di bilancio Monti: insieme rigore e crescita Con i partiti si comporterà come per i sottosegretari: illustrerà riservatamente ai leader le misure Appello Fnsi: il governo eviti la chiusura di voci e giornali La Federazione della Stampa ha lanciato un appello allarmato al nuovo governo e al premier Monti per sollecitare un «intervento immediato del governo per garantire, con l'urgenza e la priorità che la questione richiede, il rifinanziamento del fondo per l'editoria». La giunta della Fnsi e la consulta delle associazioni territoriali dei giornalisti richiamano l'attenzione di Monti, anche come ministro dell'Economia, e del sottosegretario all'editoria Carlo Malinconico, «sullo stato di assoluta emergenza nella quale vive un settore importante del mondo dell'informazione italiana», aggravata dai «recenti, pesantissimi, tagli al finanziamento pubblico». Decine di voci sono «a un passo dalla chiusura: ci sono cooperative, no profit, giornali di idee, testate per le comunità italiane all'estero che rischiano la morte per il ritiro dello Stato dai suoi obblighi», con «alcune migliaia di lavoratori tra giornalisti, poligrafici e amministrativi» che si troveranno di colpo senza lavoro. I tagli, prosegue la Fnsi, porteranno all'«impoverimento del pluralismo informativo». Avere meno giornali, meno voci, meno informazione significa meno libertà e meno democrazia». In questo senso le parole pronunciate recentemente dal presidente Napolitano indicano un intervento pubblico corretto: “La preoccupazione per i rischi di mortificazione del pluralismo dell'informazione” è forte e sta insieme “all'urgenza di un'opera di bonifica in questo settore”». La Fnsi chiede un incontro urgente con Malinconico, ex presidente Fieg, per presentare alcune proposte (che il sottosegretario già conosce), sia per individuare risorse che non gravino solo sul bilancio dello Stato. Ma, prima di tutto, per la Fnsi si devono assicurare «i giornali veri - fatti con giornalisti veri e per lettori reali - la possibilità di continuare a vivere». Il Capo di Stato su Wired La rivista Wired Italia designa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “uomo dell'anno” e gli dedica la copertina del numero in edicola. La redazione spiega: «Ci piaceilsuoavereacuore lasortedellegiovanigenerazionie ilsuoessercapaceditenerele fila tra la complessa realtà italiana e un mondo sempre meno disposto a comprenderla». 7 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Anche se è amore non si vede 20.3022.30 Il giorno in più 20.1522.30 Midnight in Paris 20.3022.30 Real Steel 20.0022.30 Breaking Dawn - Part 1 20.1022.30 Tower Heist 22.30 Copparo ASTRA Piazza della Liberta', 9/A Tel. 0532/870631 Midnight in Paris 20.3022.30 Porto Garibaldi CINEPLUS S.S. Romea, 309 Tel. 0533/328877 1921 - Il mistero di Rookford 20.1522.30 Anche se è amore non si vede 20.30 Il giorno in più 20.1522.30 Midnight in Paris 20.3022.30 Real Steel 20.0022.30 Breaking Dawn - Part 1 20.1022.30 Tower Heist 22.30 FORLI'-CESENA ASTRA V.le Osservanza, 190 Tel. 0547/22317 Lezioni di cioccolato 2 21.00 ELISEO MULTISALA Viale Carducci, 7 Tel. 0547/21520 Anche se è amore non si vede 20.4022.40 Il giorno in più 20.3022.40 Miracolo a Le Havre 20.3022.40 Breaking Dawn - Part 1 20.3022.30 MULTISALA ALADDIN Via Assano, 587 Tel. 0547/328126 - 335/349484 1921 - Il mistero di Rookford 20.3022.40 Il giorno in più 20.3022.40 Lo Schiaccianoci 20.30 Real Steel 20.3022.40 Tower Heist 22.40 S. BIAGIO Via Aldini, 24 Tel. 0547/355757 Il cuore grande delle ragazze 21.00 Midnight in Paris 21.00 ASTRA Via Leonardo Da Vinci, 8/A Tel. 0547/80340 Breaking Dawn - Part 1 21.00 APOLLO Via Mentana, 8 Tel. 0543/32118 Midnight in Paris 21.00 ARISTON Via Tevere, 26 Tel. 0543/702040 Film per adulti MULTISALA ASTORIA Viale Appennino, 313 Tel. 0543/63417 1921 - Il mistero di Rookford 20.3022.30 Il giorno in più 20.3022.30 Real Steel 21.00 Breaking Dawn - Part 1 20.3022.30 SAFFI D'ESSAI MULTISALA Viale Appennino, 478 Tel. 0543/84070 Miracolo a Le Havre 21.15 Scialla! 21.15 TIFFANY Via Medaglie d'Oro, 82 Tel. 0543/400419 Il cuore grande delle ragazze 20.30 CINEFLASH MULTIPLEX Via Emilia per Forli', 1403 Tel. 0543/745971 1921 - Il mistero di Rookford 20.3022.45 Anche se è amore non si vede 20.3022.45 Anonymous 22.45 Il giorno in più 20.3020.4022.45 Midnight in Paris 20.3022.45 Real Steel 20.1522.45 Breaking Dawn - Part 1 20.4022.50 Tower Heist 20.3022.45 Gambettola MULTISALA ABBONDANZA Corso Mazzini, 51 Tel. 0547/53249 One Day 21.00 Senza arte né parte 21.00 Savignano sul Rubicone UCI CINEMAS ROMAGNA Piazza F.lli Lumiere - c/o Romagna Center Tel. 899/788678 1921 - Il mistero di Rookford 17.3020.0022.30 Anche se è amore non si vede 17.4520.2022.35 Happy Feet 2 17.0020.0022.35 Happy Feet 2 in 3D 17.3020.15 Il giorno in più 17.0017.2519.3520.0022.1522.35 La peggior settimana della mia vita 19.4022.30 Lo Schiaccianoci 3D 17.4520.15 Midnight in Paris 17.4520.1022.30 Napoletans 18.2020.3022.40 Real Steel 17.0519.5022.35 Scialla! 22.40 Breaking Dawn - Part 1 16.4519.3022.15 MODENA ASTRA MULTISALA Via Rismondo, 27 Tel. 059/216110 Anonymous 22.30 Le nevi del Kilimangiaro 20.4022.30 Pina 20.20 Scialla! 20.3022.30 FILMSTUDIO 7B Via dell'Abate, 50 Tel. 059/236291 Miracolo a Le Havre 20.4522.30 MICHELANGELO Via Giardini, 255 Tel. 059/343662 Midnight in Paris 19.3021.30 NUOVO ODEON MULTISALA V.le Tassoni, 12 Tel. 059/226178 Film per adulti RAFFAELLO MULTISALA Via Formigina, 380 Tel. 059/357502 Anche se è amore non si vede 20.2022.30 Il cuore grande delle ragazze 20.3022.30 Il giorno in più 20.1022.30 Scialla! 20.3022.30 Breaking Dawn - Part 1 20.1022.30 Tower Heist 20.2022.30 VICTORIA CINEMA Via Ramelli, 101 Tel. 059/454622 1921 - Il mistero di Rookford 20.3522.450.55 Anche se è amore non si vede 17.4520.3022.40 Anonymous 22.50 Happy Feet 2 17.3019.30 Il giorno in più 18.0020.3021.2022.4023.350.45 Il Re Leone 3D 17.40 Lo Schiaccianoci 18.20 Midnight in Paris 17.5020.5022.450.50 Real Steel 17.4520.2022.45 Breaking Dawn - Part 1 18.0020.2020.4022.40 Tower Heist 18.1520.3522.45 Carpi CAPITOL Corso Cabassi, 35/37 Tel. 059/687113 Il giorno in più 20.2022.30 CORSO Corso Fanti, 91 Tel. 059/689167 Midnight in Paris 20.3022.30 EDEN Via Santa Chiara, 22 Tel. 059/650571 Anche se è amore non si vede 20.3022.30 SPACE CITY MULTISALA Via dell'Industria, 9 Tel. 059/654936 1921 - Il mistero di Rookford 20.3022.30 Real Steel 21.00 Breaking Dawn - Part 1 20.3022.40 Castelfranco Emilia NUOVO MULTISALA Via Don Roncaglia, 13 Tel. 059/926872 Anche se è amore non si vede 21.00 Il cuore grande delle ragazze 21.00 Fiorano ASTORIA Piazza Menotti, 8 Tel. 0536/1840114 Midnight in Paris 21.00 Maranello FERRARI Via Nazionale, 78 Tel. 0536/943010 Breaking Dawn - Part 1 21.00 Medolla CINEMA TEATRO FACCHINI Piazza del Popolo, 1 Tel. 0535/52464 Tomboy 21.00 Nonantola ARENA Via Pieve, 39 Tel. 059548859549053 Bar Sport 21.00 Pavullo WALTER MAC MAZZIERI Via Giardini, 190 Tel. 0536/304034 I soliti idioti 21.00 Rovereto CINEMA TEATRO ROSMINI Via Paganini, 14 Tel. 0464/421458 Anche se è amore non si vede 21.00 SUPERCINEMA Piazza Rosmini, 18/A Tel. 0464/421216 Il giorno in più 19.0021.20 Midnight in Paris 19.2021.30 Sassuolo S. FRANCESCO Via San Francesco, 10 Tel. 0536/980190 Midnight in Paris 20.3022.30 Savignano sul Panaro BRISTOL Via Tavoni, 958 Tel. 059/775510 Anche se è amore non si vede 20.3022.30 Midnight in Paris 20.3022.30 Breaking Dawn - Part 1 20.3022.30 PARMA ASTRA D'ESSAI Piazzale Volta, 3 Tel. 0521/960554 Miracolo a Le Havre 20.4022.30 D'AZEGLIO D'ESSAI Via D'Azeglio, 33 Tel. 0521/281138 Midnight in Paris 20.3022.30 EDISON Largo VIII Marzo Tel. 0521/964803 I primi della lista 21.15 RITZ Via Venezia, 128/129 Tel. 0521/273272 Film per adulti THE SPACE CINEMA CINECITY PARMA CAMPUS Largo Sergio Leone, 7/A Tel. 0521/700800 1921 - Il mistero di Rookford 17.3019.4022.1000.25 Anche se è amore non si vede 16.3018.3019.3020.3021.3022.3023.3000.30 Anonymous 22.1000.40 Happy Feet 2 in 3D 16.3018.3020.30 I soliti idioti 22.3000.25 Il giorno in più 17.0019.4022.1000.25 Il Re Leone 3D 17.00 Immortals 3D 19.3022.0000.20 La peggior settimana della mia vita 18.0020.30 Lo Schiaccianoci 16.40 Lo Schiaccianoci 3D 17.2019.40 Midnight in Paris 16.3018.3020.3022.3000.30 Real Steel 17.1019.4022.20 Breaking Dawn - Part 1 17.1018.0019.4020.3022.3023.10 Warrior 22.25 THE SPACE CINEMA PARMA BARILLA CENTER Largo Bocchi, 29/A Tel. 892.111 1921 - Il mistero di Rookford 20.0022.20 Anche se è amore non si vede 15.2517.4019.5520.05 Happy Feet 2 in 3D 17.0519.35 Il giorno in più 14.3016.5519.2021.50 Lo Schiaccianoci 3D 17.1019.40 Midnight in Paris 17.2519.4522.00 Real Steel 17.1521.55 Breaking Dawn - Part 1 16.0018.4521.3022.10 Borgo Val di Taro CRISTALLO Via Taro, 32 Tel. 0525/97151 Breaking Dawn - Part 1 21.00 Fidenza CRISTALLO Via Goito, 6 Tel. 0524/523366 Anche se è amore non si vede 21.00 Salsomaggiore ODEON DIGITAL Via Valentini, 11 Tel. 0524/581036 Il giorno in più 21.00 Traversetolo GRAND'ITALIA Piazza Fanfulla, 28 Tel. 0521/340895 La peggior settimana della mia vita 21.00 PIACENZA IRIS 2000 MULTISALA Corso Emanuele, 49 Tel. 0523/334175 Happy Feet 2 20.30 Il giorno in più 20.2022.30 Midnight in Paris 20.3022.30 Real Steel 22.30 MULTISALA CORSO Corso Vittorio Emanuele, 81 Tel. 0523/321985 1921 - Il mistero di Rookford 20.0022.30 Lo Schiaccianoci 20.00 Breaking Dawn - Part 1 22.30 NUOVO JOLLY Via Emilia Est, 7/A - S. Nicolo' Tel. 0523/760541 Miracolo a Le Havre 21.30 POLITEAMA MULTISALA Via San Siro, 7 Tel. 0523/328672 Anche se è amore non si vede 20.3022.30 Il cuore grande delle ragazze 20.3022.30 Tower Heist 20.3022.30 ROMA Via Capra, 48 Tel. 0523/321328 Film per adulti 15.3021.00 UCI CINEMAS PIACENZA Via Visconti, 1 Tel. 0523/572011 1921 - Il mistero di Rookford 17.3020.0022.20 Anche se è amore non si vede 17.4020.0022.20 Happy Feet 2 in 3D 17.4020.00 I soliti idioti 22.30 Il giorno in più 17.3020.0022.30 Immortals 3D 22.30 Lo Schiaccianoci 3D 17.4020.00 Midnight in Paris 17.3020.1022.20 Real Steel 17.2019.5022.30 Breaking Dawn - Part 1 17.3018.3020.0021.3022.30 Tower Heist 17.3020.0022.20 Bobbio LE GRAZIE Contrada dell'Ospedale, 2 Tel. 0523/932502 Il cuore grande delle ragazze 21.15 RAVENNA ASTORIA MULTISALA Via Trieste, 233 Tel. 0544/421026 Il cuore grande delle ragazze 20.40 La kryptonite nella borsa 20.50 Le nevi del Kilimangiaro 20.50 Midnight in Paris 20.50 Da Moliere a Pirandello il teatro sul web Approfondimenti www.teatriinrete.itXIV VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
L'EDITORIALE IL PATTO SOCIALE IL COMMENTO N on ci spaventano i sacrifici, sequesta è la condizione per salvare il Paese e ricostruire un futuro per i giovani. Ma i sacrifici devono essere ripartiti equamente. Anzi, l'apporto maggiore va richiesto a chi dispone di maggiori ricchezze e in questi anni è stato troppo spesso esonerato da ogni dovere di solidarietà. È il promemoria per Mario Monti. p SEGUE A PAGINA 24 Finmeccanica via Guarguaglini È giallo sul superbonus L a decisione di sei banche cen-trali di permettere alle banche private straniere di prendere più facilmente a prestito del denaro in valuta estera è stata accolta con favore da borse, mercati e commentatori. L'espansione di questo programma - già esistente - riflette però le crescenti preoccupazioni sui problemi finanziari dell'Europa. p SEGUE A PAGINA 13 I poteri passano a Orsi Liquidazione da 5 milioni? p ALLE PAGINE 20-21 Sarkozy: rischio dissoluzione Ue Draghi: i trattati possono cambiare Tangenti, bufera su Formigoni «Dimissioni? Non ci penso» Le inchieste Boccassini: Milano come Reggio p ALLE PAGINE 16-19 Allarme sindacati Il premier convoca domenica le parti sociali «Fiat via dall'Italia» Le vendite crollano Marchionne minaccia e attacca la Cgil Poi il Lingotto precisa Camusso: è una bomba a orologeria “ Le scelte del Pd Bersani: sostegno ma ascoltino le nostre proposte SE COMANDA LA FINANZA Editori Laterza CIBO PERLA MENTE Monti alla prova dell'equità Claudio Sardo Il motore del Duemila sarà bello e lucente, sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato, avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina. Lucio Dalla Pensioni, contributivo per tutti. Apertura sul reddito minimo p ALLE PAGINE 4-13 p ALLE PAGINE 2-3 Ronny Mazzocchi 1,20 Venerdì 2 Dicembre 2011 Anno 88 n. 331 www.unita.it Fondata da Antonio Gramsci nel 1924
S crive canzoni da quandoaveva 13 anni, ma il primodisco lo realizza a 35. Pec-cato, si poteva sperare in un talento sbocciato inspiegabilmente tardi. Invece parlando con Gianmaria Testa, cantautore piemontese, si devono fare i conti con il suo atteggiamento moderato, di chi coltiva un carattere a metà strada fra l'indifferente e l'umile. Invia una cassetta con qualche canzone registrata al premio della canzone di Recanati, con una giuria composta da nomi come Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè. E vince. «Speravo solamente che qualcuno mi dicesse che ero bravo». Tutto qui. Lo nota un produttore francese che gli fa registrare qualche disco e lo fa suonare in giro per l'Europa. Ma solo nei ritagli di tempo, perché il suo mestiere è quello di capostazione delle Ferrovie dello Stato, lavoro dal quale malvolentieri si licenzierà solo nel 2007. La sua musica è semplice, le sue parole immediate, piacciono a un pubblico capace di saper parlare, o anche solo ascoltare, la sua lingua schietta. Per questo diventa amico di intellettuali e artisti legati alla quotidianità, come Erri de Luca, Marco Paolini, Paolo Rossi e Giuseppe Battiston, con il quale tornerà a girare in tournée a febbraio partendo da Rubiera. Letteratura e teatro potrebbero sembrare un tentativo in extremis di conquistarsi nuovi spazi in una ricerca affamata d'arte, ma non è così. «Quando faccio concerti non riesco a spettacolarizzare, tento di trasmettere il mio dovere etico di raccontare piccole verità». Ma come la vede l'Italia, un Italiano che è spesso all'estero? «L'Italia, per chi ha avuto modo di viaggiare l'Europa, rappresenta veramente il bello, viverci è un privilegio per molti motivi. È semplicemente inspiegabile come un luogo così meraviglioso sia in grado di produrre personaggi politici imbarazzanti attorno ai quali si crei un consenso così vasto. Una sera dopo un concerto all'Aja andai con uno spettatore a bere una birra. Al posto del brindisi mi chiese semplicemente “Perché?” e io risposi “Non lo so”. Siamo una nazione giovane, ma anche questo non basta a spiegare il mistero di una Italia così dicotomica». Testa presenterà il suo ultimo album «Vitamia» stasera al Naima di Forlì, dove sono ancora disponibili dei biglietti, e domani sera a Sant'Agata Bolognese. Per informazioni: 051.2919805. È «Crossing Tv» ad aggiudicarsi il «Teletopo» 2011 per la migliore web tv di denuncia. Il progetto della bolognese Silvia Storelli è stato premiato ieri, durante la giornata «Televisioni del mondo: come le web tv diventano start up», che è servita a fare il punto sulle potenzialità di queste piattaforme, ormai non più solo base per la nascita di nuovi strumenti di informazione ma anche per la trasformazione di chi prima era sull'etere ed è passato online, oppure di chi, già sulla rete, ha occupato spazi nel digitale terrestre o sul satellitare. «Crossing Tv» è nata nel 2008 sotto le Due Torri dalla constatazione che i media mainstream non rappresentavano adeguatamente i giovani. Un lavoro attento di carattere sociale ed educativo, dove Silvia ha insegnato ai ragazzi come tenere in mano una videocamera e come intervistare. Ha creato un circuito virtuoso in cui i ragazzi e le ragazze, di provenienza sempre più multietnica, apprendevano sul campo, in una modalità che univa felicemente autorappresentazione e formazione. Li ha portati a descrivere liberamente l'universo dei loro interessi, senza ipocrisie o forzature tipiche dello sguardo dell'adulto. Con questo premio, fa sapere la Storelli, si corona un lavoro complesso durato quattro anni, nel quale Silvia ha seguito con discrezione la regia del progetto senza esporsi in prima persona. Ora nuove idee e nuovi contenuti si fanno largo negli esperimenti di Silvia Storelli, alla ricerca di realtà disposte ad aiutarla a concretizzarli. Per il resto, la giornata dedicata alle web tv è stata connotata da una serie di incontri che hanno preso in esame una folta ed eterogenea rappresentanza: dai soggetti che hanno puntato sui contenuti di nicchia, come i “rocker” esperti di sport su tavola, alle emittenti in doppiopetto delle amministrazioni pubbliche. FE.M. www.unita.it All'inizio era una grande utopia: la musica come ancora di salvezza per molti giovani venezuelani sotto la soglia di povertà. Ora è una realtà acclamata in molte parti del mondo, ovunque in grado di trascinare con la propria elettrizzante freschezza. L'Orquesta Sinfònica de Venezuela «Simòn Bolìvar», diretta da Diego Metheuz, torna questa sera al Teatro Valli (ore 20.30), a distanza di quattro anni dalla sua prima esibizione a Reggio. E' l'ultima tappa di una tournèe nei maggiori teatri d'Italia. La «Bolivar», composta da oltre 200 giovani musicisti tra i 17 e i 26 anni, è considerata la più prestigiosa delle orchestre che compongono il sistema Abreu, un grande progetto di recupero sociale attraverso la musica avviato nel 1975 dal musicista e filantropo Josè Antonio Abreu. In 36 anni, questo progetto ha fatto nascere 130 orchestre giovanili, 90 infantili, oltre 30 orchestre sinfoniche di adulti professionisti e varie iniziative grazie alle quali 25.000 tra bambini e ragazzi hanno imparato a suonare uno strumento musicale. Il programma di stasera comprende musiche di Stravinsky, Berlioz e del venezuelano Castellanos. Info: tel. 0522 458924, web www.iteatri.re.it STE.MOR. Ieri il riconoscimento POESIA ALL'«AMBASCIATORI» Culture Stasera a Forlì e domani a Sant'Agata Bolognese, due appuntamenti per il raffinato musicista, che con l'Italia intrattiene un rapporto particolare L'orchestra Bolivar si esibirà a Reggio Emilia IL PERSONAGGIO Gianmaria Testa, il ferroviere che divenne cantautore Gianmaria Testa FEDERICO MASCAGNI BOLOGNA bologna@unita.it Canali web, il Teletopo alla bolognese «Crossing tv» In 4 anni il progetto ha coinvolto una pattuglia multietnica di ragazzi Il libro di poesie di Roberto Dall'Olio «La notte sul mondo» al centro dell'incontro di oggi (ore 18) alla libreria Coop Ambasciatori di Bologna. Parteciperanno Walter Vitali e Emanuele Fiano. XII VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Caos alle prove di selezione linguistica per gli insegnanti da destinare all'estero, candidati esasperati che hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. È successo ieri a Roma, all'hotel Ergife dove una parte dei 37mila candidati avrebbe dovuto sostenere la prova di francese. Dopo il concorso a presidi, ancora problemi per il mondo della scuola, e di nuovo a causa delle selezione basate sul metodo del librone nel quale i docenti, a velocità da centometristi, devono cercare le domande per rispondere su un foglio a lettura ottica. La prima prova, quella di francese appunto, avrebbe dovuto svolgersi ieri mattina alle 8. Alle 11, i candidati non avevano però ancora ricevuto i materiali d'esame. Il pandemonio è scoppiato quando dal tavolo della presidenza sono state comunicate le modalità di svolgimento. È bastato che un candidato, D. M. di Monreale, inveisse contro la commissione e il fatto di dover cercare 40 domande, fra le circa 5mila del librone, e rispondere in 45 minuti. Alle 12, dopo l'arrivo delle forze dell'ordine, la presidenza ha comunicato l'annullamento della prova di francese ed è stato ancora peggio. Qualcuno è andato via col librone e quindi, malgrado i funzionari dicessero che le prove, inclusa quella di francese, si sarebbero fatte nel pomeriggio, in tanti preannunciavano ricorsi. A Daniela S., insegnante sassarese, vengono portati via i fogli sui quali aveva già raccolto una cinquantina di firme per sporgere una denuncia collettiva all'autorità giudiziaria: «Non so - dice con rabbia mostrando la mezza pagina fitta di nomi e firme che è riuscita a salvare - se a portarmi via i fogli sia stato un funzioTONINO CASSARÀ Caos concorsi, salta la prova intervengono i carabinieri Caos concorsi a Roma. Ieri mattina è saltata la prova di francese per la selezione di insegnanti all'estero. Ritardi, disorganizzazione, e una parte dei candidati fa intervenire le forze dell'ordine. ROMA p Roma In 37mila per mille posti come insegnante all'estero tra ritardi e disorganizzazione pDopo la selezione per presidi un altro fallimento. Molti dei concorrenti erano rimpatriati Italia32 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
SE BANK OF ENGLAND SIMULA IL CROLLO DELLA MONETA UNICA ne, alimentando dubbi sulla nostra capacità di gestire e ripagare i nostri debiti - dichiara - perché i dubbi ci fanno pagare di più. Riducendo i nostri deficit ridurremo la morsa dei mercati su di noi». RISCHIO RECESSIONE Insomma, rifondare l'Unione oggi è una necessità ineludibile. Draghi denuncia il rischio recessione. «Questo autunno, le tensioni nei mercati finanziari si sono intensificate di nuovo - ha spiegato - con effetti molto avversi su condizioni finanziarie e fiducia. I rischi di un rallentamento dell'economia sono aumentati». Il rallentamento dell'economia sta avendo effetti su prezzi, costi e stipendi. «È in questo contesto che la Bce ha deciso di tagliare di 25 punti base i tassi di interesse a inizio novembre». I mercati si aspettano un altro taglio giovedì prossimo, ma il presidente non ha confermato questa ipotesi. Draghi lancia un appello forte alla politica, perché agisca per fermare le turbolenze. «Qualunque sia l'approccio, società, mercati e cittadini europei si aspettano che i politici agiscano in modo decisivo per risolvere la crisi», ha detto. La banca può utilizzare armi non convenzionali, come l'acquisto di titoli pubblici. Ma questo non potrà durare a lungo. «La Bce si muove nell'ambito dei trattati», spiega, e l'acquisto di bond governativi non è finalizzato a finanziare gli stati ma risponde all'esigenza di trasmettere sui mercati le decisioni di politica monetaria. «La Bce in base al trattato è prestatore di ultima istanza solo per le banche solventi». Il presidente della ha ripetuto più volte che la banca opera sulla base dei trattati e agire ignorando tale principio «non solo sarebbe illegale ma minerebbe la credibilità della banca centrale». Chiara la cautela nel rispettare la speciale sensibilità della Germania su questo punto: accettare che la Bce diventi più simile all'americana Fed, per Berlino equivale ad accettare l'esistenza di un debito europeo, non più nazionale. Per questo la cancelliera insiste sulla necessità di far convergere le politiche di bilancio e poi semmai arrivare alla modifica dei trattati. Ma non c'è solo la Bce. Per Draghi l'altra necessità è fare in modo che il fondo salva-stati diventi subito operativo. Prepariamoci al peggio. Il governatore della Banca d'Inghilterra accantona ogni cautela e va dritto al cuore del problema: Eurolandia potrebbe andare in pezzi, e le conseguenze sarebbero disastrose per tutti, Gran Bretagna compresa. Dunque attrezziamoci ad affrontare l'eventualità. La situazione economica, afferma, è «straordinariamente seria e minacciosa». Sir Mervyn King non va nei dettagli, ma annuncia che l'istituto da lui diretto sta preparando «piani d'emergenza» per quella che oramai non è più purtroppo un'ipotesi di scuola, ma uno sviluppo con elevate probabilità di verificarsi. Anche se, aggiunge, sarebbe sbagliato pianificare risposte ad un «unico ben definito evento», vale a dire la frammentazione completa dell'area euro e il ritorno a diciassette monete nazionali. «Ci sono molti modi in cui il futuro potrebbe manifestarsi. Forse l'Eurozona non si romperà. Forse continuerà in forme diverse. E però, forse, c'è anche l'ipotesi del default». È a queste tre diverse evoluzioni della crisi che la Banca d'Inghilterra si sta tenendo pronta. Fra i due estremi, fra il «forse» positivo dell'euro-sopravvivenza e il «forse» castatrofico dell'euro-annientamento, le autorità monetarie di Londra intravedono la terza via dell'euro-riduzione, cioè una comunità valutaria europea ristretta ad alcune nazioni più forti con l'estromissione di altre, incapaci di tenere il passo. Qualunque sia lo sbocco del caos finanziario attuale, conclude però con una mezza confessione di impotenza Sir Mervyin, «sono i governi in ultima analisi a doversi confrontare con le cause sottostanti», anche se «risolvere questi più vasti problemi va oltre le capacità di ogni autorità del Regno Unito». Il grido d'allarme del governatore segue di pochi giorni la diffusione di amare previsioni da parte del cancelliere dello Scacchiere, George Osborne. Il «ministro dei tagli», come l'hanno soprannominato gli avversari, ha dovuto sostanzialmente ammettere che la strategia varata dal governo di centrodestra oltre un anno fa, non ha dato i risultati sperati. Un eufemismo, secondo il suo omologo-ombra, il laburista Ed Balls, per non dire che è «andata in frantumi». Osborne aveva vantato la determinazione dell'esecutivo a guida tory nel ridurre drasticamente l'indebitamento pubblico, e invece lo Stato sarà costretto da qui al 2016 a contrarre prestiti per un quantitativo di 111 miliardi di sterline sopra il livello preventivato. La crescita produttiva sarà nettamente inferiore ai pronostici, la disoccupazione salirà nel 2012 sino al tetto record dell'8,7%. «Di sicuro -commenta Patrick McGovern, sociologo dell'economia presso la London School of Economics- non ci troviamo di fronte alla solita altalena dei cicli economici. Non si erano mai visti livelli così alti di disoccupazione sin dagli anni ottanta, soprattutto nel mondo giovanile, dove interessa oggi un milione di individui. E questo avviene proprio nel momento in cui è diventato più costoso accedere all'istruzione superiore». «Il clima sociale -continua McGovern nel descrivere le caratteristiche di una crisi di non comune gravità- è molto teso. Si sta tornando a un livello di conflittualita che non conoscevamo più da tempo. E non mi riferisco solo alle proteste contro la riforma delle pensioni per i dipendenti pubblici, ma anche alle conseguenze dei tagli alla spesa pubblica. Possiamo attenderci scioperi ancora più numerosi nel 2012». Due giorni fa l'Institute for Fiscal Studies ha dipinto a tinte fosche il futuro delle famiglie britanniche. Da qui al 2013 i redditi reali sono destinati a calare dell 7,4%. La stretta proseguirà per sette anni con un calo della spesa sociale del 16,2%. Nel 2016 il reddito medio sarà inferiore a quello del 2006. Foto Ansa La sede della Bank of England L'ANALISI Poco tempo Draghi: bisogna agire in fretta Si attenua leggermente la speculazione sui titoli di Stato italiani. Lo spread ieri è sceso a 444 punti Gabriel Bertinetto Gli inglesi non danno molto credito all'euro E a chi lo sostiene Sciopero e cortei in Grecia Si è conclusa senza scontri la giornata di protesta che ha coinvolto 20mila persone nel centro di Atene che hanno scioperato contro i tagli e le misure di austerity decisi dal governo.Quellodi ierierailprimoscioperogeneraledaquandoilnuovogovernoèentrato in carica. Manifestazioni si sono tenute anche a Salonicco e in altre città. 11 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Scialla! 20.30 CINEMACITY MULTIPLEX Via Secondo Bini, 5/7 Tel. 0544/500410 1921 - Il mistero di Rookford 18.0520.3022.40 Anche se è amore non si vede 16.0018.0520.30223.522.45 Anonymous 20.1022.40 Happy Feet 2 17.00 Happy Feet 2 in 3D 15.5018.0020.30 Il giorno in più 15.5017.0018.1020.2020.3022.4022.50 Il Re Leone 3D 16.00 Lo Schiaccianoci 16.0018.0520.3022.35 Midnight in Paris 16.0018.1520.4022.45 Real Steel 17.0020.1022.50 Breaking Dawn - Part 1 15.5017.1018.1020.1020.3022.3522.50 Tower Heist 15.1018.0520.2022.30 JOLLY.DOC Via Renato Serra n.33 Tel. 0544471709 Miracolo a Le Havre 21.00 Alfonsine GULLIVER Piazza Resistenza, 2 Tel. 0544/83165 - 0544/684242 Riposo Bagnacavallo ARENA CAPPUCCINE Via Berti, 6 - Parco delle Cappuccine Tel. 329/2054014 Riposo NUOVO CINEMA BAGNACAVALLO Via Berti, 6 (Parco Cappuccine) Tel. 347/1819575 - 329/205414 Tomboy 21.15 Faenza ARENA BORGHESI Viale Stradone, 2 Tel. 0546/663568 Riposo CINEDREAM MULTIPLEX Via Granarolo, 155 Tel. 0546/646033 1921 - Il mistero di Rookford 20.2522.35 Anche se è amore non si vede 20.4522.45 Il giorno in più 20.2022.40 Midnight in Paris 20.4522.40 Real Steel 20.2022.45 Breaking Dawn - Part 1 20.2022.40 Tower Heist 20.3522.45 EUROPA Via S. Antonino, 4 Tel. 0546/32335 Le nevi del Kilimangiaro 21.00 ITALIA Via Cavina, 9 Tel. 0546/21204 Miracolo a Le Havre 20.4522.30 SARTI Via Scaletta, 10 Tel. 0546/21358 Il giorno in più 21.15 Lugo S. ROCCO Corso Garibaldi, 118 Tel. 0545/23220 Midnight in Paris 21.00 REGGIOEMILIA AL CORSO Corso Garibaldi, 14 Tel. 0522/437721 Anche se è amore non si vede 20.3022.30 ARENA STALLONI Via Campo Samarotto, 10/e Tel. 0522/332336 Riposo CORSO (RIVALTA) Via S. 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Giovanni in Marignano MODERNISSIMO Via Resistenza, 12 Tel. 0541/957608 Film per adulti 20.3022.15 Santarcangelo di Romagna ARENA SUPERCINEMA Piazza Marconi, 1 Tel. 0541622454 Riposo SUPERCINEMA Piazza Marconi, 1 Tel. 0541/622454 Riposo TEATRI BOLOGNA ARENA DEL SOLE via Indipendenza, 44 Tel. 0512910910 Finale di partita - Di Samuel Beckett Regia di Massimo Castri 21:00 Galileo - Regia e Scene di Daniela Nicosia 21:00 TEATRO DELLE CELEBRAZIONI via Saragozza, 234 Tel. 0516153370 Varietas delectat - Regia di Antonio Giarola 21:00 TIVOLI via Massarenti, 418 Tel. 051342934 Io sono Saro Bernardi - Di Enrico Groppali Regia di Piero Ferrarini 21:00 TEATRO CONSORZIALE Via Garibaldi, 35 Tel. 0516928244 Al dutaur di mat - Di Eduardo Scarpetta Regia di Massimo Castri 21:00 MODENA TEATRO STORCHI largo Garibaldi, 15 Tel. 0592136011 Il racconto d'inverno - Regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani 15:00 e 21:00 PARMA TEATRO DUE viale Francesco Basetti, 12 Tel. 0521230242 Le rane - Di Aristofane 21:00 Odore di santita' - Di Laura Forti Regia di Massimiliano Farau 21:00 Woyzeck - Di Georg Buchner 21:00 5 FILM TOP 1. BREAKING DAWN PARTE 1 2. ANCHE SE È AMORE NON SI VEDE 2. HAPPY FEET 2 3. REAL STEEL 3. TOWER HEIST: COLPO AD ALTO LIVELLO Dopo il loro matrimonio, Bella ed Edward partono per la luna di miele dove inalmente danno sfogo alle loro passioni. Durante questo viaggio Bella scopre di essere incinta... XV VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
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I presupposti sembrano esserci: «Milano può diventare come Reggio Calabria», avvertono i magistrati antimafia Ilda Boccassini e Michele Prestipino. Il giorno dopo l'operazione della Dda del capoluogo lombardo contro la cosca Lampada-Valle, le due procure fanno il punto sullo stato della lotta alla 'ndrangheta in un incontro con la stampa nelle stanze della procura di Milano. Il lavoro coordinato degli investigatori antimafia milanesi e reggini un anno e mezzo fa ha permesso di ridisegnare i confini della criminalità organizzata al Nord e i legami con la Calabria. E l'operazione che mercoledì ha portato in carcere, tra gli altri, il magistrato reggino Vincenzo Giglio e il consigliere regionale Pdl Francesco Morelli, accusati di aver favorito le 'ndrine nei loro affari, è strettamente intrecciata alle inchieste “Infinito” e il “Crimine”. Si tratta delle due indagini parallele che nell'estate del 2010 hanno messo nella rete trecento tra affiliati alla 'ndrangheta - e presunti tali - e che poche settimane fa hanno permesso al Tribunale di Milano di emettere 110 sentenze di condanna. Oggi più di prima, per gli investigatori è chiaro che «non abbiamo di fronte ‘ndrine scollegate tra loro, a differenza di quanto pensano alcuni magistrati e alcuni giornali. Fosse così - sostengo Boccassini e Prestipino - per lo Stato sarebbe più facile vincere la sua battaglia. Invece ci troviamo di fronte ad un'organizzazione unitaria e ramificata tra Nord e Sud con collegamenti e appoggi all'estero». Una rete criminale, ha aggiunto il procuratore capo reggino, Giuseppe Pignatone, «che ha il suo cuore a Reggio Calabria e proiezioni in Lombardia e altre regioni del nord», e che conta sempre di più sull'appoggio di quella che i magistrati definiscono «la zona grigia», ovvero quella parte di società civile fatta di colletti bianchi, professionisti e imprenditori e, ovviamente politici collusi con la criminalità organizzata. DIFFERENZE «La 'ndrangheta - ha spiegato Ilda Boccassini - a differenza di Cosa Nostra che come tutti sappiamo odia i comunisti è trasversale, sponsorizza nelle campagna elettorali candidati di diversi partiti, quindi questo tipo di organizzazione criminale è più difficile da affrontare quando parliamo di ricerca di appoggi nel mondo della politica e delle istituzioni». E probabilmente, le ha fatto eco il pm della Dda milanese Paolo Storari, per i clan è «più importante e vitale» contare sugli appoggi e sulle candidature di figure politiche nelle realtà dell'hinterland, che a livello nazionale. Almeno a Milano sembra così. La stessa inchiesta di due giorni fa, firmata da Boccassini, Storari e dalla pm Alessandra Dolci, ha dimostrato il tentativo di scalata politica di Leonardo Valle in un Comune del Milanese, e una serie di incontri con consiglieri comunali e provinciali. Tutti indizi che fanno supporre ai magistrati milanesi il tentativo, già più volte denunciato dalla procura, di raggiungere le istituzioni locali per puntare agli appalti dell'Expo 2015. Milano come Reggio, dunque. E come in Calabria, anche sotto la Madonnina si lavora sulla presenza di «talpe» in procura. Sembra quasi un avvertimento, quello dei magistrati: «Ci sono lavori in corso, non solo a Catanzaro ma anche a Milano» sulla possibile presenza di spie che possano aver rivelato informazioni agli esponenti mafiosi. «Di talpe probabilmente ce n'è stata più di una», ha specificato Boccassini. All'incontro erano presenti anche il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che ha sottolineato l'importanza della collaborazione con i colleghi calabresi e i capi delle squadre mobili milanese, Alessandro Giuliano, e calabrese Renato Cortese. MASSIMO SOLANI GIUSEPPE VESPO C i sono i politici e i magi-strati, a disposizione e alibro paga. Ma ci sonoanche divise e barbe fin-te nella galassia “grigia” che faceva da contorno agli affari e alle mire della cosca dei Lampada-Valle. Gole profonde sempre disponibili a fornire informazioni sulle indagini della magistratura. Del resto, non è un caso se proprio per questo il medico Vincenzo Giglio, cugino dell'omonimo magistrato, cercò addirittura di avvicinare il capocentro Aisi di Reggio Calabria Antonio Cristaudo. Che, però, fece immediatamente rapporto per quelle strane richieste. Con altri 007, però, la storia è ben diversa. Illuminante, a tal proposito, è una conversazione intercettata nella casa di Bovalino di Giuseppe L'allarme della procura «Milano come Reggio» Ora è caccia alle talpe Il giorno dopo l'operazione contro il clan Lampada-Valle, che ha portato agli arresti anche un magistrato e un politico calabrese, le procure di Milano e Reggio fanno il punto sulla lotta alla 'ndrangheta. p Boccassini: «'Ndrangheta trasversale, conta sui politici di periferia» p Il pm Prestipino: «Organizzazione estesa, stessa struttura» Le soffiate dei servizi e gli uomini del Ros nella rete dei Lampada Nelle carte dell'inchiesta milanese ricorrono 007 e divise infedeli anche loro passerebbero informazioni alle 'ndrine. Il dialogo a casa del boss Pelle: «È arrivato uno e ci ha fatto scoprire le microspie» Giustizia e politica MILANO Le carte/1 ROMA msolani@unita.it Primo Piano16 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
Un decreto che contenga «tutto il possibile». Misure anti-crisi, (Iva, Ici, patrimoniale leggera, limiti sulle pensioni), che rispondano ai requisiti della necessità e dell'urgenza, e - contemporaneamente - disegni di legge sulle riforme strutturali da sottoporre al Parlamento per un'approvazione «rapida», grazie a «corsie preferenziali» messe a punto con i presidenti di Camera e Senato e concordate con i capigruppo. Monti prepara il Consiglio dei ministri con l'obiettivo di rendere «immediatamente operativa» buona parte della manovra da 20 miliardi che verrà approvata lunedì e che il premier illustrerà l'8 dicembre al responsabile del Tesoro Usa, Geithner e, nelle ore successive, al Consiglio europeo. Il «pacchetto» varato dall'esecutivo approderà alla Camera la prossima settimana. Il presidente del Consiglio auspica il via libera di Montecitorio entro il 15 dicembre e l'approvazione definitiva del Senato prima di Natale. Un percorso a tappe forzate che deve fare i conti con i sindacati, pronti a dare battaglia sulla previdenza, e con le fibrillazioni che agitano i partiti che hanno votato la fiducia. E la soddisfazione espressa ieri da Monti per «la vastissima maggioranza che ha approvato il principio costituzionale del pareggio di bilancio» suona come monito e come auspicio. Per il professore l'unità d'intenti riscontrata mercoledì scorso dovrà riproporsi sulle misure anti-crisi, malgrado i tempi strettissimi imposti dai «rischi gravissimi che incombono sull'Italia» e che modificano l'agenda che lo stesso Monti aveva annunciato, garantendo ampia consultazione - se non addirittura concertazione - con le forze sociali e politiche. Con i partiti il premier dovrebbe adottare, per il pacchetto anti-crisi, lo stesso metodo sperimentato per la scelta dei sottosegretari. Illustrare, cioè, «riservatamente» ai leader - sabato, presumibilmente, con contatti «informali e bilaterali» che escludono «caminetti» - i contenuti della manovra per censire le proposte, i sì e i no. Alla fine Monti «sceglierà in solitudine» , assumendosi la responsabilità di una decisione ultima. Con la richiesta della garanzia di una «blindatura» parlamentare che sconti la sola opposizione della Lega. LA STRETTA NEL WEEKEND Si avrà tra sabato e domenica, quando la cosiddetta «cabina di regia» (Monti, Fornero, Moavero e Passera) metterà nero su bianco il testo finale, tenendo conto - anche - delle proposte dei diversi ministri. Ai quali sono stati richiesti tagli selettivi e improntati allo sviluppo. L'altro ieri, ad esempio, durante l'audizione presso la Commissione Sanità del Senato, il ministro Balduzzi ha anticipato che «per i piani di rientro dai deficit sanitari, occorre garantire un sempre maggiore equilibrio tra profilo economico finanziario e qualità dei servizi». La «qualità», è il criterio che Monti ha raccomandato, con l'intento di coniugare «rigore e crescita per il Paese». Nellle prossime ore il ministro per il Welfare, Elsa Fornero ha promesso di convocare i sindacati, mentre domenica Monti incontrerà Regioni e Comuni. Partiti in agitazione, scrivevamo. Berlusconi continua a sostenere che Monti deve andare avanti, ma nel Pdl la spaccatura è evidente e c'è chi ritiene necessario «staccare la spina subito». «Abbiamo la necessità di leggere le misure prima di esprimerci», spiega Maria Stella Gelmini. Mentre per Osvaldo Napoli le indiscrezioni che filtrano «delineano un quadro politicamente sgradevole per la maggioranza elettorale». Nel Pdl c'è anche chi attribuisce l'atteggiamento «morbido» dell'ultimo Berlusconi - il primo «minacciava fuoco e fiamme» - a un Cavaliere pronto ad «appoggiare Passera, futuro Presidente del Consiglio» con un «suo partito personale, magari del 15%, ma determinante per le future alleanze di governo». È assodato che la maggioranza del Pdl continuerà ad appoggiare Monti. Ma tra i berluscones cresce la quota di chi annuncia «l'astensione» di fronte a provvedimenti che «colpiscono ceti che rappresentano il nostro elettorato». Nel Pd, intanto, se Pietro Ichino invita il governo a superare il «tabù» dei 40 anni di contribuzione per andare in pensione, Cesare Damiano apre sul sistema pro-rata a partire dal 2012, ma sostiene che le regole sulle pensioni di anzianità, soprattutto per chi ha maturato i 40 anni, devono rimanere invariate». Per Bersani le misure del governo devono essere «eque» e «il meno possibile recessive». Occhio ai consumi, quindi, «alle situazioni più difficili e ai redditi popolari». I democratici, aggiunge il segretario, hanno le loro proposte e si aspettano che «davanti a queste idee non si rimanga sordi o disattenti». Chi «ha di più deve dare di più», anche se il Pd «è pronto a sostenere il governo anche se non farà il 100% di quello che faremmo noi. No a condizionamenti che arrivano dalla destra». Cicchitto però avverte il leader Pd, e indirettamente anche il premier Monti: «Senza il Pdl non si va da nessuna parte». «L'Italia ce la farà» ad uscire dalla crisi. Il presidente della Repubblica ne è sicuro, e lo conferma, in attesa che arrivino i giorni del confronto sulle misure che il governo sta studiando e che lunedì saranno rese portate in Consiglio dei Ministri. Per raggiungere l'obiettivo, che dovrebbe consentire al Paese «che ciascuno ama a modo suo ma che in pochi scambierebbero con un altro» di vedere spiragli di luce in fondo al tunnel, «per affrontare questa grave crisi che dobbiamo riuscire a vincere» c'è però bisogno «di un grande sforzo politico, morale e sociale». Il presidente Napolitano, alla Sapienza per la presentazione del libro che raccoglie alcuni dei suoi discorsi lungo il periodo di celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia, ha ascoltato con interesse gli interventi dei relatori ma ha scelto di non intervenire. Ha però poi risposto alle domande che gli sono state rivolte da una rappresentanza di studenti che animano il progetto ComPrimo Piano Tra sabato e domenica sarà decisa la stretta anti-crisi. Monti assicura interventi di «qualità», cioè orientati alla crescita. Li illustrerà riservatamente ai leader dei partiti. Nel Pdl intanto la tentazione astensione. NINNI ANDRIOLO ROMA Un decreto subito, poi le riforme Napolitano, i giorni dell'apprensione «Ma l'Italia ce la farà» Giorni segnati dall'attesa per le misure che il governo Monti prenderà per cercare di portare l'Italia fuori dalla crisi. Il presidente della Repubblica conferma: «L'Italia ce la farà» con «uno sforzo politico, morale e sociale». MARCELLA CIARNELLI ROMA p Subito operativo il primo pacchetto anti-crisi: Iva, patrimoniale soft e stretta sulle pensioni Il nuovo esecutivo 6 VENERDÌ 2 DICEMBRE 2011
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