minusvalenze da alienazioni i cui effetti contabili non sono iscrivibili al n 14 imposte relative ad esercizi precedenti Differenza da arrotondamento all'unità di Euro altri Totale oneri 0 0 Totale delle partite straordinarie (20 - 21) 0 0 Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D + - E) 6.564 - 2.579 22) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate Imposte correnti 1.354 0 Imposte differite 0 0 Imposte anticipate 0 0 proventi (oneri) da adesione al regime di consolidato fiscale/trasparenza fiscale Totale delle imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate 1.354 0 23) Utile (perdita) dell'esercizio 5.210 - 2.579 EDIZIONI DLM S.R.L. CON SOCIO UNICO NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 Premessa Il bilancio dell'esercizio che si è chiuso al 31.12.2011 è conforme al dettato degli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile, come risulta dalla presente nota integrativa, redatta ai sensi dell'articolo 2427 del Codice Civile. Si fa presente che, ricorrendone i presupposti, si è optato per lo schema di redazione “in forma abbreviata” ai sensi dell'art. 2435 bis del Codice Civile, in particolare si è scelto di adottare lo schema “in forma abbreviata semplificata” in cui sono accorpate nello Stato Patrimoniale Attivo le voci A), C).II, D) e nello Stato Patrimoniale Passivo le voci D), E). Al fine di fornire una informativa più ampia ed approfondita sull'andamento della gestione, si è ritenuto opportuno corredare il bilancio anche della relazione sulla gestione. Si precisa inoltre che il bilancio dell'esercizio è stato redatto secondo i principi previsti dall'art. 2423 bis del Codice Civile mentre i criteri di valutazione adottati sono quelli fissati dall'art. 2426 del Codice Civile. Quest'ultimi non sono variati rispetto a quelli utilizzati nell'anno precedente, non essendosi verificati casi eccezionali che abbiano reso necessario il ricorso alle deroghe di cui agli artt. 2423 bis, secondo comma e 2423, quarto comma del Codice Civile. Ove applicabili sono stati, altresì, osservati i principi e le raccomandazioni pubblicati dagli organi professionali competenti in materia contabile, al fine di garantire la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società e del risultato economico dell'esercizio. Criteri di redazione Conformemente al disposto dall'articolo 2423 bis del Codice Civile, nella redazione del bilancio si è provveduto a: – valutare le singole voci secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell'attività nel futuro prevedibile, nonché tenendo conto della funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo considerato; – includere i soli utili effettivamente realizzati alla data di chiusura dell'esercizio; – imputare i proventi e gli oneri nel rispetto del principio della competenza temporale, indipendentemente dalla loro manifestazione finanziaria; – tener conto di tutti i rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se divenuti noti dopo la chiusura di questo; – considerare distintamente, ai fini della relativa valutazione, gli elementi eterogenei inclusi nelle varie voci del bilancio; – mantenere immutati i criteri di valutazione adottati nei precedenti esercizi. Si segnala altresì che: – i dati contenuti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, nonché le informazioni su di essi riportate nella Nota Integrativa, sono conformi alle scritture contabili, dalle quali sono direttamente ottenuti; – gli elementi eterogenei, ancorché ricompresi – per mera esigenza di sintesi contabile – in una singola voce, sono stati valutati separatamente. Tali raggruppamenti non hanno, comunque, comportato compensazioni di partite; – la mancata indicazione in bilancio dei valori e/o delle informazioni richieste dall'art. 2427 del Codice Civile o da altre disposizioni di legge corrisponde alla inesistenza in bilancio delle relative voci; – il bilancio è stato redatto, ai sensi dell'art. 2423, comma 5, del Codice Civile, in unità di euro. Criteri di valutazione I criteri adottati per la valutazione delle singole voci di bilancio – di seguito sinteticamente esposti – sono conformi a quanto disposto dall'art. 2426 del Codice Civile. ATTIVO Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali vengono iscritte al loro costo d'acquisto ed il valore è già rettificato dal fondo di ammortamento risultante alla data di chiusura dell'esercizio. Le quote di ammortamento sono calcolate con riferimento al costo sulla base di aliquote costanti ed in funzione della presumibile residua possibilità di utilizzazione. In particolare i costi di impianto ed ampliamento sono stati ammortizzati per un quinto del loro valore mentre i costi di acquisizione della testata del quotidiano “EUROPA” di Euro 500,00 e della testata Europa Telematica di Euro 253,00 non sono stati ammortizzati, costituendo gli stessi beni durevoli il cui valore, si ritiene, non subisca svalutazioni. Crediti Sono iscritti al loro valore nominale, rettificati dai relativi fondi e rappresentano, quindi, il valore di presumibile realizzo. Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono valutate al valore numerario. Patrimonio netto Il Capitale Sociale è iscritto al valore nominale delle quote sottoscritte e versate dai soci. Le altre poste del patrimonio netto sono indicate al valore nominale. Debiti I debiti sono esposti in bilancio al valore nominale, corrispondente a quello di estinzione. Valore della produzione, Costi della produzione, Proventi ed oneri finanziari, Proventi ed oneri straordinari Sono iscritti al valore nominale. Imposte Le imposte sono calcolate secondo i principi e le regole previste dalla normativa fiscale vigente. * * * Passiamo ora ad illustrarVi le voci contenute nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico. Si precisa che accanto all'importo di ogni posta è stato riportato l'ammontare corrispondente dell'esercizio precedente e, tra parentesi, la variazione registratasi; STATO PATRIMONIALE ATTIVO Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali di euro 753; 753 (zero) sono costituite come di seguito indicato e non hanno subito variazioni rispetto al precedente esercizio. Descrizione Costo F.do di Valore al Incr./Decr. Amm.to Valore al dei beni Storico Amm.to 31/12/2010 dell'esercizio dell'esercizio 31/12/2011 Costi di impianto ed ampliamento 2.900 2.900 0 0 0 0 Testata Giornale “EUROPA” 500 0 500 0 0 500 Testata “EUROPA” Telematica 253 0 253 0 0 253 Totali 3.653 2.900 753 0 0 753 Crediti, Crediti vs. soci per versamenti ancora dovuti, Ratei e risconti attivi: 29.686; 16.765 (+ 12.921) Tale voce è così costituita: Crediti Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. di cui esig Descrizione oltre 12 oltre 12 oltre 12 mesi succ. mesi succ. mesi succ. Crediti verso clienti 28.830 14.400 14.430 Crediti verso Erario per IRAP 0 56 (56) Crediti verso Erario per IRES 856 2.309 (1.453) TOTALE 29.686 16.765 12.921 Crediti di durata superiore a 5 anni La Società non ha crediti di durata residua superiore a cinque anni. Disponibilità liquide: 24.675; 32.012 (- 7.337) La voce è costituita da: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Deposito in c/c presso Banca Unicredit 24.675 32.012 (7.337) PASSIVO PATRIMONIO NETTO Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 50.461 45.251 5.210 Nel prospetto riportato di seguito viene evidenziata la movimentazione subita durante l'esercizio dalle singole poste che compongono il Patrimonio Netto: Descrizione 31/12/2010 Incrementi Decrementi 31/12/2011 Capitale 10.000 10.000 Riserva legale 1.913 1.913 Riserva straordinaria 35.917 – 2.579 33.338 Utili/perdite es 2010 - 2.579 2.579 – Utili/perdite es 2011 – 5.210 5.210 TOTALI 45.251 5.210 0 50.461 Le poste del patrimonio netto sono così distinte secondo l'origine, la possibilità di utilizzazione, la distribuibilità e l'avvenuta utilizzazione nei tre esercizi precedenti. (articolo 2427, primo comma, n. 7-bis, C.c.) Natura / Descrizione Importo Possibilità Quota Utilizzazioni eff. Utilizzazioni eff. utilizzo (*) disponibile nei 3 es. prec. nei 3 es. prec. per copert. perdite per altre ragioni Capitale 10.000 B Riserva legale 1.913 A, B, C Riserva straordinaria 33.338 A, B, C 33.338 (2.579) Utili (perdite) portati a nuovo Utile dell'esercizio corrente 5.210 A, B, C 5.123 Totale 50.461 38.461 Quota non distribuibile 12.000 Residua quota distribuibile 38.461 (*) A: per aumento di capitale; B: per copertura perdite; C:per distribuzione ai soci Il capitale sociale sottoscritto e versato alla data del 31.12.2011 è rappresentato da n. 10.000 quote da 1 Euro. Debiti, Ratei e risconti passivi: 4.653; 4.279; (374) I debiti sono costituiti da: Debiti Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. di cui esig Descrizione oltre 12 oltre 12 oltre 12 mesi succ. mesi succ. mesi succ. Debito verso Studio Commercialista 4.619 4.255 364 Debiti verso Erario per Iva 34 24 10 TOTALE 4.653 4.279 374 Debiti di durata superiore a 5 anni La Società non ha debiti di durata residua superiore a cinque anni. CONTI D'ORDINE Per l'esercizio 2011, come per il precedente, non si rilevano conti d'ordine. CONTO ECONOMICO Anch'esso riflette l'impostazione introdotta con la normativa CEE, così come recepita nel nostro ordinamento. Valore della produzione: 12.000; 12.000 (zero). Il valore della produzione è pari ad Euro 12.000 ed è imputabile esclusivamente ai ricavi per la concessione in uso della testata “EUROPA”. Non si registrano variazioni rispetto all'esercizio precedente. Costi della produzione: 5.438; 14.581 (-9.143) Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Spese per l'acquisto di beni - 9.660 (9.660) Spese per servizi 4.699 4.337 362 Oneri diversi di gestione 739 584 155 TOTALE 5.438 14.581 (9.143) Differenza fra proventi e oneri finanziari: 2; 2 (zero) La voce raggruppa i componenti positivi e negativi della gestione finanziaria ed evidenzia una posizione netta positiva di Euro 2 data dagli interessi attivi bancari. Differenza fra proventi e oneri straordinari: zero; zero (zero) Risultato prima delle imposte: 6.564; - 2.579 (9.143) Imposte del reddito d'esercizio: 1.354; zero (1.354) Le imposte correnti dell'esercizio si riferiscono esclusivamente all'IRES. Utile netto dell'esercizio: 5.210; - 2.579 (+ 7.789). * * *Altre informazioni Operazioni di locazione finanziaria Ai sensi dell'art. 2427, punto 22 del Codice Civile si precisa che la Società non ha operazioni di locazione finanziaria in essere. Operazioni con dirigenti, amministratori, sindaci e soci La Società non ha posto in essere operazioni con dirigenti, amministratori e soci propri o di Società controllate, collegate, controllanti e/o di Società sottoposte al controllo di queste ultime. Operazioni realizzate con parti correlate Ai sensi dell'art. 2427, punto 22-bis del Codice Civile si da informazione che la Società al 31.12.2011 è interamente posseduta dall'Associazione Politica Democrazia è Libertà “La Margherita” con la quale nel corso del corrente esercizio non ha intrattenuto alcun rapporto di natura commerciale. Accordi non risultanti dallo Stato Patrimoniale Ai sensi dell'art. 2427, punto 22-ter del Codice Civile si da informazione che la Società non ha accordi che non risultino dallo stato patrimoniale. Informazioni sulle Società o enti che esercitano attività di direzione e coordinamento - art. 2497 bis del Codice Civile. La società non è soggetta ad attività di direzione e/o coordinamento da parte di altre Società e/o Enti. Compensi agli Amministratori Non sono stati corrisposti né deliberati compensi agli Amministratori. * * * Per ulteriori informazioni sulla gestione sociale e per la proposta sulla destinazione dell'utile di esercizio si fa rinvio alla Relazione sulla Gestione. Roma, 27 aprile 2012 L'Amministratore Unico (Sen. Vincenzo Bianco) EDIZIONI DLM S.R.L. CON SOCIO UNICO Sede Sociale: Via Sant'Andrea delle Fratte 16 ROMA Capitale Sociale: 10.000,00 interamente sottoscritto e versato Iscritta al Registro Imprese del Tribunale di Roma al n. 07255121001 Codice Fiscale e Partita IVA: 07255121001 - Numero R.E.A.: 1021235 RELAZIONE SULLA GESTIONE RELATIVA ALL'ESERCIZIO 01/01/2011 - 31/12/2011 Signori soci, l'esercizio 2011 chiude con un utile netto di Euro 5.210. L'attività è consistita, esclusivamente, nella gestione della testata giornalistica “EUROPA” concessa in uso alla Società Editoriale “Edizioni DLM Europa Srl”, per la quale la nostra Società consegue un canone annuo di Euro 12.000. A fronte dei predetti ricavi si rilevano costi per complessivi Euro 5.438 che riguardano le spese amministrative per la gestione corrente della Società, proventi finanziari netti per 2 Euro ed imposte correnti per 1.354 Euro. Non vi sono da segnalare fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio. Per quanto attiene l'evoluzione della gestione, si segnala che l'equilibrio economico della stessa è assicurato dai ricavi derivanti dalla concessione in uso della Testata Europa che coprono i costi generali di amministrazione. Principali dati economici Il conto economico riclassificato della società è il seguente: CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO Anno 2011 Anno 2010 Importo in unità di euro Importo in unità di euro Ricavi delle vendite 12.000 12.000 Produzione interna 0 0 VALORE DELLA PRODUZIONE OPERATIVA 12.000 12.000 Costi esterni operativi 4.699 13.997 Valore aggiunto 7.301 - 1.997 Costi del personale 0 0 MARGINE OPERATIVO LORDO 7.301 - 1.197 Ammortamenti e accantonamenti 0 0 RISULTATO OPERATIVO 7.301 - 1.197 Risultato dell'area accessoria - 739 - 584 Risultato dell'area finanziaria (al netto degli oneri finanziari) 2 2 EBIT NORMALIZZATO 6.564 - 2.579 Risultato dell'area straordinaria 0 0 EBIT INTEGRALE 6.564 - 2.579 Oneri finanziari 0 0 RISULTATO LORDO 6.564 - 2.579 Imposte sul reddito 1.354 0 RISULTATO NETTO 5.210 - 2.579 Principali dati finanziari INDICATORI DI FINANZIAMENTO DELLE IMMOBILIZZAZIONI 2011 2010 Margine primario di struttura Mezzi Mezzi propri - Attivo fisso 49.708 44.498 Quoziente primario di struttura(Mezzi Mezzi propri / Attivo fisso 67,01 60,09 Margine secondario di struttura(Mezzi (Mezzi propri + Passività consolidate) - Attivo fisso 49.708 44.498 Quoziente secondario di struttura(Mezzi propri + Passività consolidate) / Attivo fisso 67,01 60,09 INDICI SULLA STRUTTURA DEI FINANZIAMENTI 2011 2010 Quoziente di indebitamento complessivo(Pml + Pc) / Mezzi Propri 0 0 Quoziente di indebitamento finanziario Passività di finanziamento /Mezzi Propri 0,00 0,00 Ai sensi di quanto previsto dall'art. 2428 C.C., si precisa che la Società: • non ha svolto nell'esercizio alcuna attività di ricerca e sviluppo; • non possiede proprie quote e che non ha acquistato o venduto nel corso dell'esercizio azioni o quote di Società Controllanti né direttamente né indirettamente. In conclusione, Vi invito ad approvare il bilancio proponendoVi di destinare l'utile dell'esercizio di Euro 5.209,82 con le seguenti modalità: • il 5% pari ad euro 260,49 alla riserva legale • la differenza di Euro 4.949,33 alla riserva straordinaria. Roma, 27 aprile 2012 L'Amministratore Unico (Sen. Vincenzo Bianco) EDIZIONI DLM EUROPA S.R.L. Sede Sociale: Via di Ripetta n. 142 - Roma Capitale Sociale: 102.447,00 interamente sottoscritto e versato Iscritta al Registro delle Imprese del Tribunale di Roma al n. 07255051000 Cod. Fisc. e Partita IVA: 07255051000 – Numero REA: 1021240 BILANCIO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 STATO PATRIMONIALE (Importi espressi in unità di Euro) ATTIVO 31-12-2011 31-12-2010 A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti Parte richiamata - Parte da richiamare - Totale crediti verso soci per versamenti ancora dovuti (A) - B) Immobilizzazioni I - Immobilizzazioni immateriali Valore lordo 646.322 646.322 Ammortamenti 609.275 586.041 Svalutazioni - Totale immobilizzazioni immateriali 37.047 60.281 II - Immobilizzazioni materiali Valore lordo 111.818 102.061 Ammortamenti 81.100 70.673 Svalutazioni - Totale immobilizzazioni materiali 30.718 31.388 III - Immobilizzazioni finanziarie Crediti esigibili entro l'esercizio successivo - esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale crediti - Altre immobilizzazioni finanziarie - Totale immobilizzazioni finanziarie - Totale immobilizzazioni (B) 67.765 91.669 C) Attivo circolante I - Rimanenze Totale rimanenze 93.153 66.888 II - Crediti esigibili entro l'esercizio successivo 3.142.581 3.966.763 esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale crediti 3.142.581 3.966.763 III - Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni Totale attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni - IV - Disponibilità liquide Totale disponibilità liquide 1.173.425 1.726.471 Totale attivo circolante (C) 4.409.159 5.760.122 D) Ratei e risconti Totale ratei e risconti (D) 29.294 40.080 Totale attivo 4.506.218 5.891.871 PASSIVO 31-12-2011 31-12-2010 A) Patrimonio netto I - Capitale. 102.447 97.189 II - Riserva da soprapprezzo delle azioni 836.360 655.651 III - Riserve di rivalutazione. - IV - Riserva legale. - V - Riserve statutarie - VI - Riserva per azioni proprie in portafoglio - VII - Altre riserve, distintamente indicate Totale altre riserve - VIII - Utili (perdite) portati a nuovo - IX - Utile (perdita) dell'esercizio (2.084.705) (345.092) Totale patrimonio netto (1.145.898) 407.748 B) Fondi per rischi e oneri Totale fondi per rischi ed oneri - C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato 522.761 490.656 D) Debiti esigibili entro l'esercizio successivo 5.121.270 4.982.493 esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale debiti 5.121.270 4.982.493 E) Ratei e risconti Totale ratei e risconti 8.085 10.974 Totale passivo 4.506.218 5.891.871 CONTI D'ORDINE 31-12-2011 31-12-2010 Rischi assunti dall'impresa Fideiussioni a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale fideiussioni - Avalli a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale avalli - Altre garanzie personali a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale altre garanzie personali - Garanzie reali a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale garanzie reali - Altri rischi crediti ceduti pro solvendo - altri - Totale altri rischi - Totale rischi assunti dall'impresa - Impegni assunti dall'impresa Totale impegni assunti dall'impresa - Beni di terzi presso l'impresa merci in conto lavorazione - beni presso l'impresa a titolo di deposito o comodato - beni presso l'impresa in pegno o cauzione - altro - Totale beni di terzi presso l'impresa - Altri conti d'ordine Totale altri conti d'ordine - Totale conti d'ordine - CONTO ECONOMICO 31-12-2011 31-12-2010 A) Valore della produzione: 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni 1.397.713 1.377.170 2) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti - 3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione - 4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni - 5) altri ricavi e proventi contributi in conto esercizio 2.365.000 3.396.810 altri - 8.200 Totale altri ricavi e proventi 2.365.000 3.405.010 Totale valore della produzione 3.762.713 4.782.180 B) Costi della produzione: 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 420.231 337.352 7) per servizi 2.908.030 2.785.471 8) per godimento di beni di terzi 113.406 112.842 9) per il personale: a) salari e stipendi 1.254.907 1.212.805 b) oneri sociali 361.550 342.168 c) trattamento di fine rapporto 111.612 103.126 d) trattamento di quiescenza e simili 60.976 4.453 e) altri costi 18.407 17.911 Totale costi per il personale 1.807.452 1.680.463 10) ammortamenti e svalutazioni: a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 23.234 22.624 b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali 10.426 9.455 c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni - d) svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide - Totale ammortamenti e svalutazioni 33.660 32.079 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (26.265) 29.471 12) accantonamenti per rischi - 13) altri accantonamenti - 14) oneri diversi di gestione 3.425 22.689 Totale costi della produzione 5.259.939 5.000.367 Differenza tra valore e costi della produzione (A - B) (1.497.226) (218.187) C) Proventi e oneri finanziari: 15) proventi da partecipazioni da imprese controllate - da imprese collegate - altri - Totale proventi da partecipazioni - 16) altri proventi finanziari: a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni da imprese controllate - da imprese collegate - da imprese controllanti altri - Totale proventi finanziari da crediti iscritti nelle immobilizzazioni - b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni - c) da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - d) proventi diversi dai precedenti da imprese controllate - da imprese collegate - da imprese controllanti - altri 1.977 2.836 Totale proventi diversi dai precedenti 1.977 2.836 Totale altri proventi finanziari 1.977 2.836 17) interessi e altri oneri finanziari a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - altri 81.354 58.135 Totale interessi e altri oneri finanziari 81.354 58.135 17-bis) utili e perdite su cambi - Totale proventi e oneri finanziari (15 + 16 - 17 + - 17-bis) (79.377) (55.299) D) Rettifiche di valore di attività finanziarie: 18) rivalutazioni: a) di partecipazioni - b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni c) di titoli iscritti all'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - Totale rivalutazioni - 19) svalutazioni: a) di partecipazioni - b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni - c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - Totale svalutazioni - Totale delle rettifiche di valore di attività finanziarie (18 - 19) - E) Proventi e oneri straordinari: 20) proventi plusvalenze da alienazioni i cui ricavi non sono iscrivibili al n 5 - 100 Differenza da arrotondamento all'unità di Euro - altri 16.514 4.896 Totale proventi 16.514 4.996 21) oneri minusvalenze da alienazioni i cui effetti contabili non sono iscrivibili al n 14 - imposte relative ad esercizi precedenti - Differenza da arrotondamento all'unità di Euro - altri 524.616 7.751 Totale oneri 524.616 7.751 Totale delle partite straordinarie (20 - 21) (508.102) (2.755) Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D + - E) (2.084.705) (276.241) 22) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate Imposte correnti - 68.851 Imposte differite - Imposte anticipate - proventi (oneri) da adesione al regime di consolidato fiscale/trasparenza fiscale - Totale delle imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate - 68.851 23) Utile (perdita) dell'esercizio (2.084.705) (345.092) Roma, 4 aprile 2012 Il Presidente del Consiglio di Amministrazione (Silvano Gori) EDIZIONI DLM EUROPA S.R.L. Nota Integrativa al bilancio dell'esercizio chiuso al 31/12/2011 redatto in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c. Premessa Il seguente bilancio è conforme al dettato degli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile, come risulta dalla presente nota integrativa, redatta ai sensi dell'articolo 2427 del Codice civile, che costituisce, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2423, parte integrante del bilancio d'esercizio. Il bilancio del presente esercizio è stato redatto in forma abbreviata in conformità alle disposizioni di cui all'art. 2435 - bis del Codice Civile, in quanto ricorrono i presupposti previsti dal comma 1 del predetto articolo. Al fine di fornire una informativa più ampia ed approfondita sull'andamento della gestione, si è ritenuto opportuno corredare il bilancio anche della relazione sulla gestione. I criteri di valutazione adottati sono quelli previsti dagli artt. 2423 bis e 2426 Codice Civile e non sono variati rispetto all'anno precedente, non essendosi verificati casi eccezionali che abbiano reso necessario il ricorso a deroghe di cui agli artt. 2423 bis, secondo comma e 2423, quarto comma del Codice Civile. Ove applicabili sono stati, altresì, osservati i principi e le raccomandazioni pubblicati dagli organi professionali competenti in materia contabile, al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica. Le voci dell'Attivo e del Passivo appartenenti a più voci dello Stato patrimoniale sono specificatamente richiamate. Criteri di redazione Conformemente al disposto dall'articolo 2423 bis del Codice Civile, nella redazione del bilancio si è provveduto a: • valutare le singole voci secondo prudenza ed in previsione di una normale continuità aziendale, nonché tenendo conto della funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo considerato; • determinare i proventi ed i costi nel rispetto della competenza temporale, ed indipendentemente dalla loro manifestazione finanziaria; • comprendere tutti i rischi e le perdite di competenza, anche se divenuti noti dopo la conclusione dell'esercizio; • considerare distintamente, ai fini della relativa valutazione, gli elementi eterogenei inclusi nelle varie voci del bilancio; • mantenere immutati i criteri di valutazione adottati rispetto al precedente esercizio. Criteri di valutazione I criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio, esposti di seguito, sono conformi a quanto disposto dall'art. 2426 del Codice Civile. Accanto all'importo di ogni voce dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico è stato riportato l'ammontare corrispondente dell'esercizio precedente; la mancata indicazione nel Bilancio e nella nota integrativa dei valori e/o delle notizie richieste dall'art. 2427 cod. civ. o da altre disposizioni di legge corrisponde alla inesistenza in bilancio delle voci relative. Premesso quanto sopra, si riassumono, di seguito, i più significativi criteri di valutazione cui si è fatto ricorso per la redazione del bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2011: Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali sono iscritte al costo di acquisto o di produzione interna, inclusi tutti gli oneri accessori di diretta imputazione, e sono sistematicamente ammortizzate in quote costanti in relazione alla residua possibilità di utilizzazione del bene, con indicazione in forma esplicita degli ammortamenti e delle svalutazioni effettuate. I costi di impianto ed ampliamento e le spese di pubblicità e di sviluppo derivano dalla capitalizzazione degli oneri riguardanti le fasi di avvio e di sviluppo delle attività svolte. La valutazione indicata in bilancio e la procedura di ammortamento adottata tengono conto di un'utilità futura stimata in 5 anni. Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, inclusi tutti i costi e gli oneri accessori di diretta imputazione, e con indicazione in forma esplicita degli ammortamenti e delle svalutazioni effettuate. Il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo è sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio sulla base di aliquote economico-tecniche determinate in relazione alla residua possibilità di utilizzazione. Sono state applicate le seguenti aliquote che rispecchiano il risultato dei piani di ammortamento tecnici, confermate dalle realtà aziendali e ridotte del 50% in caso di acquisizioni nell'esercizio, in quanto ritenute rappresentative dell'effettivo deperimento: • Impianti e macchinari specifici 20% • Attrezzature industriali e commerciali 15% • Macchine elettroniche di ufficio 20% • Beni ammortizzabili < 516,46 100%. Rimanenze Le rimanenze sono iscritte al minor valore tra il costo di acquisto, comprensivo di tutti i costi e oneri accessori di diretta imputazione ed il presumibile valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato. Crediti I crediti dell'attivo circolante sono iscritti al valore di presunto realizzo. Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono esposte al loro valore nominale. Ratei e risconti I ratei e i risconti sono stati iscritti sulla base del principio della competenza economica. Patrimonio netto Il Capitale Sociale è iscritto al valore nominale delle quote sottoscritte e versate dai soci, alla data di chiusura dell'esercizio. Le altre poste del patrimonio netto sono indicate al valore nominale. TFR Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato è iscritto nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente e corrisponde all'effettivo impegno della Società nei confronti dei singoli dipendenti alla data di chiusura del bilancio, dedotte le anticipazioni corrisposte. Debiti I debiti sono indicati tra le passività in base al loro valore nominale. Impegni, garanzie e rischi Sono esposti al loro valore contrattuale in calce allo Stato Patrimoniale, secondo quanto stabilito dal terzo comma dell'articolo 2424 del Codice Civile. Costi e ricavi Sono esposti secondo il principio della prudenza e della competenza economica. I ricavi relativi alla vendita del quotidiano “EUROPA” sono rilevati in base alle comunicazioni del distributore nazionale circa le spedizioni e le rese definitive o presuntive di competenza. I ricavi relativi agli abbonamenti del medesimo quotidiano sono rilevati in base alle sottoscrizioni relative al periodo di competenza. I ricavi relativi alla pubblicità sono rilevati in funzione della avvenuta pubblicazione nell'esercizio di competenza. Il contributo in conto esercizio previsto dalla Legge 250/1990 viene iscritto nel conto economico in stretta correlazione con i costi di competenza. I costi sono iscritti secondo il criterio della competenza temporale. Imposte Le imposte correnti sono calcolate secondo i principi e le regole previste dalla normativa fiscale vigente. In base al principio della prudenza e della ragionevole certezza di recupero, da verificarsi in relazione alla capienza dei redditi imponibili attesi, non sono iscritte in bilancio attività per imposte anticipate, né tanto meno potenziali proventi relativi ai benefici fiscali potenziali derivanti dalle perdite fiscali riportabili a nuovo. Non si segnalano passività da iscrivere in bilancio per imposte differite. Informazioni sullo Stato Patrimoniale ATTIVO Immobilizzazioni immateriali e materiali Immobilizzazioni Immateriali Le immobilizzazioni immateriali di euro 37.047 (- 23.234) sono costituite come di seguito indicato, avendo subito le seguenti movimentazioni: Movimenti Costi di Costi di impianto e di ampliamento ricerca Costi per Software Software Spese di Sito TOTALI sviluppo e costituzione sistema contabilità ristruttur. Web pubblicità Società Editoriale Sede Costo Storico 210.411 4.900 214.453 790 154.270 61.498 646.322 Amm.ti Precedenti 210.411 4.900 178.847 790 154.270 36.823 586.041 Valore al 31/12/2010 0 0 35.606 0 0 24.675 60.281 Acquisizioni dell'eserc. Giroconti dell'esercizio Alienazioni dell'eserc. Rivalutazioni dell'eserc. Amm.ti dell'esercizio 0 0 16.184 0 0 7.050 23.234 Svalutazioni dell'eserc. Valore al 31/12/2011 0 0 19.422 0 0 17.625 37.047 Tutti gli altri ammortamenti sono stati calcolati per un periodo di cinque anni ad aliquote costanti. I costi relativi ai lavori di ristrutturazione delle Sede sono stati completamente ammortizzati con aliquote costanti sulla base della originaria durata del contratto di locazione. Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali ammontano ad Euro 30.718 (- 670) e sono costituite come di seguito indicato avendo subito le seguenti movimentazioni: Movimenti Impianti e Attrezzature Macchine Altri Beni macchinari industriali e elettroniche Beni Ammortiz TOTALI specifici commerciali di ufficio < 516,46 Costo Storico 19.365 24.427 53.250 0 5.019 102.061 Amm.ti Precedenti 4.163 23.304 38.187 0 5.019 70.673 Valore al 31/12/2010 15.202 1.123 15.063 0 0 31.388 Acquisiz. dell'eserc. 842 1.100 6.804 580 430 9.176 Giroconti dell'eserc. Alienaz. dell'eserc. Rivalutaz. dell'eserc. Amm.ti dell'eserc. 3.957 300 5.704 35 430 10.426 Svalutaz. dell'eserc. Valore al 31/12/2011 12.087 1.923 16.163 545 0 30.718 Attivo circolante - Rimanenze Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 93.153 66.888 26.265 Le rimanenze di magazzino riguardano esclusivamente la carta in giacenza da utilizzare per la stampa del giornale. Attivo circolante - Crediti La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 3.142.581 3.966.763 (824.182) La voce dei crediti è costituita da: Crediti Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. di cui esig. di cui esig. Descrizione oltre 12 oltre 12 oltre 12 mesi succ. mesi succ. mesi succ. Credito per contributo Legge 250/90 2.365.000 3.396.810 (1.031.810) Crediti verso clienti 418.241 216.819 201.422 - Fondo svalutazione crediti (801) (801) - Totale crediti verso clienti 417.440 216.018 201.422 Crediti vs. distributore per vendite diffusione 62.222 58.497 3.725 Crediti verso Erario per IRAP 68.851 5.604 63.247 Crediti verso Erario per IRES 115.450 141.854 (26.404) Crediti verso Erario per IVA 113.454 147.861 (34.407) Altri crediti verso l'Erario 100 119 (19) Altri crediti diversi 64 - 64 TOTALE 3.142.581 3.966.763 (824.182) Crediti di durata residua superiore a cinque anni La società non ha crediti di durata residua superiore a cinque anni. Attivo circolante - Disponibilità liquide La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 1.173.425 1.726.471 (553.046) La voce è costituita da: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Depositi in conti correnti bancari o postali 1.173.034 1.726.411 (553.377) Cassa 391 60 331 TOTALE 1.173.425 1.726.471 (553.046) Ratei e risconti attivi La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 29.294 40.080 (10.786) La voce è costituita esclusivamente dai risconti attivi relativi a costi da stornare dall'esercizio 2011 secondo la competenza temporale così composti: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Spese per agenzie di stampa 3.970 3.955 15 Spese telefoniche 2.315 549 1.766 Spese di spedizione giornale 12.592 27.576 (14.984) Affitti sede 8.160 8.000 160 Altri canoni 2.257 - 2.257 TOTALE 29.294 40.080 (10.786) PASSIVO PATRIMONIO NETTO Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni (1.145.898) 407.748 (1.553.646) Nel prospetto riportato di seguito viene evidenziata la movimentazione subita durante l'esercizio dalle singole poste che compongono il Patrimonio Netto: Descrizione 31/12/2010 Incrementi Decrementi 31/12/2011 Capitale 97.189 5.258 102.447 Riserva da soprapprezzo delle azioni 655.651 525.801 345.092 836.360 Utile (perdita) dell'esercizio (345.092) 1.739.613 (2.084.705) 407.748 531.059 2.084.705 (1.145.898) Nella tabella che segue si dettagliano i movimenti nel patrimonio netto: Capitale Riserva Altre Utili (perdite) Risultato sociale legale riserve a nuovo d'esercizio Totale Saldo al 31/12/2009 95.447 782.144 (300.693) 576.898 Destinazione del risultato dell'esercizio - attribuzione dividendi - Riserve (300.693) 300.693 - altre destinazioni Altre variazioni 1.742 174.200 175.942 Risultato dell'esercizio corrente (345.092) (345.092) Saldo al 31/12/2010 97.189 655.651 (345.092) 407.748 Destinazione del risultato dell'esercizio - attribuzione dividendi - Riserve (345.092)) 345.092 - altre destinazioni Altre variazioni 5.258 525.801 531.059 Risultato dell'esercizio corrente (2.084.705) (2.084.705) Saldo al 31/12/2011 102.447 836.360 (2.084.705) (1.145.898) Le poste del patrimonio netto sono così distinte secondo l'origine, la possibilità di utilizzazione, la distribuibilità e l'avvenuta utilizzazione nei tre esercizi precedenti (articolo 2427, primo comma, n. 7-bis, C.c.) Natura / Descrizione Importo Possibilità Quota Utilizzazioni eff. Utilizzazioni eff. utilizzo (*) disponibile Nei 3 es. prec. Nei 3 es. prec. Per copert. Per altre Perdite ragioni Capitale 102.447 B Riserva da sovrapprezzo delle azioni 836.360 A, B, C 836.360 645.785 Riserve di rivalutazione A, B Riserva legale B Riserve statutarie A, B Riserva per azioni proprie in portafoglio Altre riserve A, B, C Utili (perdite) portati a nuovo A, B, C Perdita dell'esercizio corrente (2.084.705) Totale (1.145.898) 836.360 645.785 Quota non distribuibile 836.360 Residua quota distribuibile 0 (*) A: per aumento di capitale; B: per copertura perdite; C:per distribuzione ai soci Per completezza di informazione si illustra quanto segue. Il Capitale Sociale sottoscritto e versato alla data del 31/12/2011 è pari ad Euro 102.447 ed è costituito da 102.447 quote del valore nominale di un Euro cadauna. Il capitale sociale, che alla data del 31/12/2010 era pari ad Euro 97.189, ha subito le seguenti movimentazioni: – In data 13/12/2010, l'Assemblea straordinaria dei soci ha deliberato di aumentare il capitale sociale da Euro 95.447,00 ad Euro 97.447,00 a pagamento, mediante emissione di 2.000 quote di valore nominale di un euro con sovrapprezzo complessivo di Euro 200.000,00, in forma scindibile. Al 31/12/2010 sono state sottoscritte e versate quote per Euro 1.742 unitamente al soprapprezzo di Euro 174.200,00, si che, alla data di chiusura dell'esercizio 2010, il capitale sociale risultava pari ad Euro 97.189,00. – In data 11/02/2011, l'operazione di aumento del capitale sociale in forma scindibile si è conclusa con la sottoscrizione della residua quota di Euro 258,00 ed il versamento del relativo sopraprezzo di Euro 25.800,00. Pertanto, il Capitale Sociale sottoscritto e versato risultava essere pari ad Euro 97.447,00. – In data 12/09/2011, l'Assemblea straordinaria dei soci ha deliberato di aumentare il capitale sociale da Euro 97.447,00 ad Euro 102.447,00 a pagamento, mediante emissione di 5.000 quote di valore nominale di un euro con sovrapprezzo complessivo di Euro 500.000,00, in forma scindibile. – In data 15/12/2011, l'operazione di aumento del capitale sociale si è conclusa con l'integrale sottoscrizione e versamento sia del Capitale Sociale che del soprapprezzo. Pertanto, il Capitale Sociale sottoscritto e versato risulta essere pari ad Euro 102.447,00. La riserva per sovrapprezzo ha subito le seguenti movimentazioni: Riserva da soprapprezzo delle quote al 31/12/2010 655.651 11/02/2011 Versamenti su sottoscrizione n. 258 quote di nuova emissione deliberate dall'Assemblea straordinaria dei soci del 13/12/2010 + 25.800 05/04/2011 Utilizzo per ripianamento perdita esercizio 2010 - come da delibera dell'Assemblea ordinaria dei soci del 05/04/2011 - 345.091 29/12/2010 Versamenti su sottoscrizione n. 5.000 quote di nuova emissione deliberate dall'Assemblea straordinaria dei soci del 12/09/2011 + 500.000 Riserva al 31/12/2011 836.360 TFR Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato è iscritto tra le passività per complessivi 522.761 (490.656 nel precedente esercizio). La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 522.761 490.656 32.105 Il fondo copre interamente il trattamento di fine rapporto maturato a favore del personale in forza al 31 dicembre 2011 in base alla normativa vigente. La composizione e le variazioni intervenute nell'esercizio sono di seguito indicate: Saldo al 1°gennaio 2011 490.656 - Utilizzi del fondo nell'esercizio 2011 (-) - 44.300 + Accantonamenti all'esercizio (+) 105.732 - Imposta sostitutiva su T.F.R. (-) - 1.964 - T.F.R. trasferito al Fondo Assicurazione Generali anno 2011 - 3.047 - T.F.R. trasferito al Fondo complementare giornalisti anno 2011 - 24.316 Saldo al 31 dicembre 2011 522.761 Alla data del 31 dicembre 2011 il personale dipendente risulta composto da: n. 21 Giornalisti e n. 5 Impiegati. La redazione, composta da n. 21 unità – di cui n. 2 in aspettativa senza retribuzione è così strutturata: n. 1 Direttore Responsabile, n. 1 Condirettore, n. 1 Vice direttore, n. 3 Capo redattore, n. 2 Capo Servizio, n. 2 Vice Capo Servizio, n. 9 Redattore Ordinario, n. 1 Praticante, n. 1 Collaboratore fisso ex art. 2. Gli impiegati sono così suddivisi : n. 2 Segretarie di Redazione, n. 2 grafici di redazione part-time a tempo determinato e n. 1 impiegata di amministrazione. Debiti La composizione delle singole voci è così rappresentata: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 5.121.270 4.982.493 138.777 La voce dei debiti è costituita da: Debiti Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. di cui esig. di cui esig. Descrizione oltre 12 oltre 12 oltre 12 mesi succ. mesi succ. mesi succ. Debiti verso Fornitori per fatture da ricevere 30.459 21.998 8.461 Debiti vs. Erario ritenute lavoro dipendente 59.779 52.576 7.203 Debiti vs. Erario ritenute lavoro autonomo 7.090 6.322 768 Deb.vs.Istituti di previdenza e sicurezza 86.516 86.268 248 Deb.vs.Democrazia è Libertà – La Margherita 4.067.081 4.016.396 50.685 Deb. vs. collaboratori per fatture da ricevere 42.672 54.875 (12.203) Debiti per spese immobile (condominio) 4.570 4.470 100 Deb. Vs. Personale dipendente 109.502 117.141 (7.639) Deb.vs. FIEG 6.261 - 6.261 Deb. Vs. Distributore 275.575 259.461 16.114 TOTALE 5.121.270 4.982.493 138.777 Debiti di durata residua superiore a cinque anni La società non ha debiti di durata residua superiore a cinque anni. Ratei e risconti passivi I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 8.085 10.974 (2.889) Tale voce è costituita esclusivamente da risconti passivi relativi agli abbonamenti al quotidiano per le quote incassate nel 2011 ma di competenza dell'esercizio 2012. CONTI D'ORDINE Per l'esercizio 2011, come per il precedente, non si rilevano conti d'ordine. INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO In questo esercizio sono usciti 259 numeri. Ricavi delle vendite e delle prestazioni I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 1.397.713 1.377.170 20.543 I ricavi delle prestazioni sono così costituiti: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Ricavi dalle vendite per diffusione 419.278 453.918 (34.640) Ricavi per vendita abbonamenti 400.503 380.714 19.789 A detrarre IVA forfetaria su Tirature -102.192 - 104.190 1.998 717.589 730.442 (12.853) Ricavi per vendita spazi pubblicitari ed iniziative speciali 680.124 646.728 33.396 TOTALE 1.397.713 1.377.170 20.543 Altri ricavi e proventi I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 2.365.000 3.405.010 (1.040.010) Gli altri ricavi e proventi sono così costituiti: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Contributo Editoria ai sensi della L. 250/90 2.365.000 3.396.810 (1.031.810) Ricavi per macero carta - 138 (138) Altri ricavi e proventi - 8.062 (8.062) TOTALE 2.365.000 3.405.010 (1.040.010) Costi per le materie prime, sussidiarie e di consumo I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 420.231 337.352 82.879 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Spese per l'acquisto di carta per la stampa 373.213 290.642 82.571 Spese per l'acquisto di giornali e riviste 39.024 38.758 266 Spese per l'acquisto di materiale di cancelleria 6.640 6.848 (208) Spese per l'acquisto di altri materiali di consumo 1.354 1.104 250 TOTALE 420.231 337.352 82.879 Spese per servizi I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 2.908.030 2.785.471 122.559 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Spese di distribuzione/diffusione e trasporto 1.177.443 1.161.546 15.897 Compensi a terzi/collaboraz. per realizz. giornale 273.792 233.949 39.843 Spese di stampa 809.979 731.543 78.436 Spese per agenzie di informazione 109.796 92.194 17.602 Progettazione grafica e servizi vari 178.183 222.775 (44.592) Spese di teletrasmissione e telefoniche 38.565 43.035 (4.470) Spese notarili - 3.900 (3.900) Consulenze e prestazioni professionali 38.589 41.828 (3.239) Collaborazioni a progetto 60.797 58.837 1.960 Emolumenti Amministratore delegato 99.999 75.000 24.999 Rimborso spese Presidente Consiglio di Amministrazione 18.000 18.000 Contr. prev.li e ass.vi su comp. terzi/collab. per amm.ne 22.297 19.308 2.989 Compensi Società di Revisione 12.095 11.940 155 Spese di manutenzione 4.722 9.958 (5.236) Spese amministrative e generali 65.773 61.658 2.115 TOTALE 2.908.030 2.785.471 122.559 Costi per godimento beni di terzi I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 113.406 112.842 564 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Affitti sede 96.160 95.510 650 Spese Condominiali 4.570 4.470 100 Concessione in uso testata 12.000 12.000 Noleggi 676 862 (186) TOTALE 113.406 112.842 564 Costi del personale I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 1.807.452 1.680.463 126.989 Il dettaglio della voce è riportato nello schema del Conto Economico. Ammortamenti e svalutazioni I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 33.660 32.079 1.581 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Ammortamenti Immobilizzazioni Immateriali 23.234 22.624 610 Ammortamenti Immobilizzazioni Immateriali 10.426 9.455 971 TOTALE 33.660 32.079 1.581 Gli ammortamenti delle immobilizzazioni fanno riferimento ai criteri civilistici per i quali si fa rinvio a quanto esposto nei criteri generali di valutazione. Variazione delle rimanenze I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni (26.265) 29.471 (55.736) La variazione negativa delle rimanenze riguarda, esclusivamente, la carta utilizzata per la stampa del giornale ed è pari a Euro 26.265, quale risultante delle rimanenze iniziali pari ad Euro 66.888 e quelle finali valutate Euro 93.153. Oneri diversi di gestione I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 3.425 22.689 (19.264) Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Imposte e tasse 1.786 1.687 99 Diritti Camerali 645 693 (48) Perdite su crediti - 1.181 (1.181) Multe e sanzioni 5 85 (80) Oneri Vari 989 19.043 (18.054) TOTALE 3.425 22.689 (19.264) Proventi e oneri finanziari I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni (79.377) (55.299) (24.078) La voce raggruppa i componenti positivi e negativi della gestione finanziaria ed evidenzia una posizione netta negativa di Euro 79.377 così strutturata: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Interessi attivi su depositi bancari e postali 1.977 2.836 (859) Interessi passivi bancari (29.669) (24.345) (5.324) Interessi passivi su finanziamenti di terzi (50.685) (33.790) (16.895) Altri oneri finanziari (1.000) - (1.000) TOTALE (79.377) (55.299) (24.078) Proventi e oneri straordinari I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni (508.102) (2.755) (503.347) La voce raggruppa i proventi e gli oneri di natura straordinaria ed evidenzia una posizione netta negativa di Euro 508.102 determinata da proventi straordinari per Euro 16.514 ed oneri straordinari per Euro 524.616 così strutturata: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Plusvalenze da alienazioni - 100 (100) Sopravvenienze attive 16.514 4.896 11.618 Sopravvenienze passive (524.616) (7.751) (516.865) TOTALE (508.102) (2.755) (505.347) Si segnala che le sopravvenienze passive sono costituite principalmente per Euro 523.896 dal minor contributo editoria incassato per l'anno 2010 a seguito del minore stanziamento nella misura del 15% da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Imposte sul reddito dell'esercizio I movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni - 68.851 (68.851) Ai fini IRES si segnala l'esistenza delle così dette “imposte anticipate” per effetto delle perdite fiscali degli esercizi 2002, 2003, 2004 (atteso che la norma consente che le perdite, formatesi nei primi tre esercizi dalla costituzione della società, siano riportabili illimitatamente) e quelle degli esercizi 2007-2008-2009-2010-2011. Tali imposte possono essere quantificate in Euro 1.537.453 e sono così composte: Periodo di imposta Esistenze Incremento Esistenze Imposte iniziali Utilizzo finali Anticipate Perdita dell'esercizio 0 +1.995.320 1.995.320 548.713 1°periodo di imposta precedente 200.019 200.019 55.005 2°periodo di imposta precedente 97.137 97.137 26.713 3°periodo di imposta precedente 359.548 359.548 98.876 4°periodo di imposta precedente 481.348 481.348 132.371 Perdite illimitatamente riportabili 2.457.366 2.457.366 675.775 Totali 3595.418 + 1.995.320 5.590.738 1.537.453 Nel rispetto del principio contabile nazionale OIC 25, si è preferito, per motivi di prudenza, non iscrivere in bilancio le dette “imposte anticipate” ma farne cenno esclusivamente nella presente “nota integrativa”, in quanto non vi è la certezza di conseguire in un futuro prevedibile redditi imponibili fiscali che consentano il loro recupero. Altre Informazioni Operazioni di locazione finanziaria La società non ha operazioni di locazione finanziaria in essere ai sensi dell'art. 2427, punto 22 del Codice Civile. Operazioni con dirigenti, amministratori, sindaci e soci La Società non ha posto in essere operazioni con dirigenti, amministratori, sindaci e soci della società o di imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime. Operazioni realizzate con parti correlate Ai sensi dell'art. 2427, punto 22-bis del Codice Civile si dà informazione che la Società è posseduta al 31/12/2011 nella percentuale del 87,775% dall'Associazione Politica Democrazia è Libertà – La Margherita. Si rimanda alla Relazione sulla Gestione per il dettaglio dei rapporti commerciali e finanziari intercorsi con il Socio di maggioranza nell'anno 2011. Accordi non risultanti dallo Stato Patrimoniale La Società non ha accordi non risultanti dallo stato patrimoniale ai sensi dell'art. 2427, punto 22ter del Codice Civile. Informazioni sulle società o enti che esercitano attività di direzione e coordinamento - art. 2497 bis del Codice Civile La società non è soggetta ad attività di direzione o coordinamento da parte di altre società o enti. Compensi agli amministratori Sono stati corrisposti compensi all'Amministratore Delegato nel corso dell'esercizio per complessivi Euro 100.000 ed un “rimborso spese forfettario” a favore del Presidente del Consiglio di Amministrazione di 18.000 Euro. * * * * * Per ulteriori informazioni sulla gestione sociale e per la proposta sul ripianamento della perdita di esercizio si fa rinvio alla Relazione sulla Gestione. Roma, 4 aprile 2012 Il Presidente del Consiglio di Amministrazione (Silvano Gori) Il sottoscritto Silvano Gori, Presidente del Consiglio di Amministrazione, dichiara che il presente documento informatico in formato XBRL contenente la stato patrimoniale ed il conto economico è conforme ai corrispondenti documenti originali depositati presso la società. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione (Silvano Gori) EDIZIONI DLM EUROPA S.r.l. Sede sociale: Via di Ripetta n. 142 – Roma Capitale Sociale: Euro 102.447,00 interamente sottoscritto e versato Iscritta al Registro delle Imprese del Tribunale di Roma al n. 07255051000 Cod. Fisc. e Partita Iva: 07255051000 – N. R.E.A. 1021240. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AL BILANCIO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 Signori Soci, il bilancio che sottoponiamo alla Vostra valutazione ed approvazione presenta una perdita di esercizio di euro 2.084.705. Andamento del settore e della gestione È continuata nel 2011 l'attività intesa a contenere il più possibile l'ammontare dei costi, a migliorare la gestione e ad ampliare il target dei lettori e degli inserzionisti: tale attività – per quanto ampliamente profusa - se ha permesso di contenere i costi di gestione non ha – tuttavia – consentito di far fronte con i risparmi realizzati al più che sensibile decremento dei contributi dello Stato relativi sia al 2010 che al 2011. Ad incidere fortemente sulla perdita dell'esercizio concorrono sia l'effetto del minor contributo 2010 a seguito dei minori fondi disponibili assegnati a riparto tra le imprese aventi diritto con una decurtazione del'importo ammesso di circa il 15%, che la previsione di stanziamento per l'esercizio 2011 pari ad euro 2.365.000 determinato in misura decisamente inferiore al precedente esercizio (euro 2.872.914 deliberati rispetto ad euro 3.396.810 previsti nel bilancio 2010) in considerazione dell'ancora incerta disponibilità dei fondi stanziati dallo Stato per l'editoria. Non va peraltro sottaciuto che si sono vieppiù aggravate le difficoltà derivanti dalla concorrenza posta in essere dalla “free-press” e dalla diminuzione – sempre più sensibile e generalizzata - del mercato pubblicitario. Numerose iniziative hanno accompagnato l'uscita del quotidiano al fine di renderlo più appetibile ad un maggior numero di lettori. Ci riferiamo in particolare a: a) partecipazione, tramite diffusione di copie alla manifestazione al Lingotto di Torino tenutasi il 22 gennaio 2011; b) partecipazione, tramite diffusione di copie attraverso personale dedicato alla Assemblea Nazionale del PD tenutasi a Roma il 4 e 5 febbraio 2011; c) partecipazione, tramite diffusione di copie alla manifestazione Assemblea Amministratori del Partito Democratico tenutasi a Milano l'11 marzo 2011; d) partecipazione, tramite diffusione di copie attraverso personale dedicato alla manifestazione “Referendum” del Partito Democratico – Piazza del Popolo tenutasi a Roma il 10 giugno 2011; e) partecipazione, tramite diffusione di copie attraverso personale dedicato con stands, alla Festa del PD tenutasi a Caracalla - Roma dal 24 giugno al 24 luglio 2011; f) partecipazione tramite diffusione di copie attraverso personale dedicato con stands alla Festa Democratica tenutasi a Pesaro dal 27 agosto al 10 settembre 2011; g) partecipazione, tramite diffusione di copie attraverso personale dedicato con stands alla Festa del PD tenutasi a Milano dal 1 al 17 settembre 2011; h) partecipazione, tramite diffusione di copie alla manifestazione “Finalmente Sud” del PD, tenutasi a Napoli il 29 ottobre 2011; i) partecipazione, tramite diffusione di copie alla manifestazione “Big Bang” tenutasi alla Stazione Leopolda di Firenze il 29 ottobre 2011; j) partecipazione, tramite diffusione di copie attraverso personale dedicato alla Manifestazione del PD tenutasi a Roma, San Giovanni il 5 novembre 2011; k) partecipazione, tramite diffusione di copie alla Manifestazione del PD tenutasi a Roma, Officine Marconi – Romanina il 3 dicembre 2011; l) partecipazione, tramite diffusione di copie durante le Feste tematiche del PD in alcune località d'Italia (Cesena, Abano Terme, San Gimignano, Firenze, Modena, Torino, Genova, Venezia, Bari, Perugia, Empoli, Reggio Emilia, ecc.) durante il periodo: luglio-settembre 2011; m) partecipazione con la diffusione di copie ai congressi e ai convegni promossi dal PD nell'arco dell'intero anno. Le iniziative sopra descritte, anche se onerose dal punto di vista della distribuzione hanno ancor di più incrementato la visibilità della testata confermando l'esistenza di un bacino di lettori che ci seguono fedelmente. D'altra parte, lo ribadiamo ancora una volta, non può dimenticarsi che i problemi di diffusione di “Europa” sono connessi alla sua natura di quotidiano politico operante in un mercato molto ristretto. Il Partito Democratico, nonché tutta la problematica ad esso relativa, ha costituito una opportunità di promozione e sviluppo della testata che si è posta e si pone quale diretto, autorevole testimone sostenitore dello stesso e, nel contempo, in posizione critica nelle vicende più importanti della vita politica. Va ricordato in proposito che il Partito Democratico ha sostenuto il giornale – anche in misura superiore a quella dell'anno precedente – sia con inserzioni che con acquisto di copie. Un buon successo ha registrato l'aggiornamento della versione on-line del quotidiano che pure ha raccolto una notevole adesione, con un lusinghiero aumento dei contatti giornalieri, anche nella versione IPad che si è deciso di offrire gratuitamente ai nostri lettori per tutto l'anno. Per ciò che concerne i procedimenti giudiziali in corso, Vi comunichiamo che è tuttora pendente una sola causa civile promossa dalla collaboratrice della Rai Anna Scafuri. Nel corso dell'esercizio in esame è stato incassato il contributo editoria ex Legge 250/1990 ed in particolare: • in data 22 dicembre 2011, Euro 2.757.997,52, al netto della ritenuta di imposta di Euro 114.916,56 per le provvidenze di competenza dell'anno 2010. Con gli importi sopra detti si è provveduto ad estinguere il debito per anticipazione del contributo contratto con la Banca Monte dei Paschi di Siena per Euro 1.800.000,00. Al fabbisogno finanziario della Società si è fatto fronte inoltre con l'aumento di capitale deliberato dall'assemblea dei soci in data 12 settembre 2011 per Euro 5.000,00 unitamente al sovrapprezzo quote di Euro 500.000,00. L'operazione di aumento del capitale sociale si è conclusa in data 15/12/2011; pertanto il Capitale Sociale sottoscritto e versato risulta essere pari ad Euro 102.447,00. Il patrimonio netto, alla fine dell'esercizio per effetto della perdita registratasi di euro 2.084.705 risulta, pertanto, negativo per Euro 1.145.898 ed è suddiviso in Capitale Sociale per Euro 102.447, Riserva Sovrapprezzo Quote per Euro 836.360 al netto della perdita 2011 di Euro 2.084.705. Ai fini di fornire un migliore quadro conoscitivo dell'andamento e del risultato della gestione, le tabelle sottostanti espongono una riclassificazione del Conto Economico a valore aggiunto, una riclassificazione dello Stato Patrimoniale per aree funzionali e su base finanziaria e i più significativi indici di bilancio. Conto Economico Riclassificato 31/12/2011 31/12/2010 Ricavi delle vendite 1.397.713 1.377.170 Produzione interna 0 0 Valore della produzione operativa 1.397.713 1.377.170 Costi esterni operativi 3.415.402 3.265.136 Valore aggiunto (2.017.689) (1.887.966) Costi del personale 1.807.452 1.680.463 Margine Operativo Lordo (3.825.141) (3.568.429) Ammortamenti e accantonamenti 33.660 32.079 Risultato Operativo (3.858.801) (3.600.508) Risultato dell'area accessoria 2.361.575 3.382.321 Risultato dell'area finanziaria (al netto degli oneri finanziari) 1.977 2.836 Ebit normalizzato (1.495.249) (215.351) Risultato dell'area straordinaria (508.102) (2.755) Ebit integrale (2.003.351) (218.106) Oneri finanziari 81.354 58.135 Risultato lordo (2.084.705) (276.241) Imposte sul reddito - 68.851 Risultato netto (2.084.705) (345.092) Indicatori di finanziamento delle immobilizzazioni 31/12/2011 31/12/2010 Margine primario di struttura (1.213.663) 316.079 Quoziente primario di struttura (16.91) 4,45 Margine secondario di struttura (690.902) 806.735 Quoziente secondario di struttura (9,2) 9,8 Indici sulla struttura dei finanziamenti 31/12/2011 31/12/2010 Quoziente di indebitamento complessivo (5) 13 Quoziente di indebitamento finanziario (3,55) 9,85 Stato Patrimoniale per aree funzionali 31/12/2011 31/12/2010 ATTIVO Capitale Investito Operativo 4.506.218 5.891.871 Impieghi extra operativi - Capitale Investito 4.506.218 5.891.871 PASSIVO Mezzi propri (1.145.898) 407.748 Passività di Finanziamento 4.067.081 4.016.396 Passività Operative 1.585.035 1.467.727 Capitale di Finanziamento 4.506.218 5.891.871 Indici di redditività 31/12/2011 31/12/2010 ROE netto 181,93 (84,63%) ROE lordo 181,93 (67,75%) ROI (132,10%) (81,38%) ROS (276,08%) (261,44%) Stato Patrimoniale finanziario 31/12/2011 31/12/2010 ATTIVO FISSO 67.765 91.669 Immobilizzazioni immateriali 37.047 60.281 Immobilizzazioni materiali 30.718 31.388 Immobilizzazioni finanziarie - ATTIVO CIRCOLANTE 4.438.453 5.800.202 Magazzino, ratei e risconti 122.447 106.968 Liquidità differite 3.142.581 3.966.763 Liquidità immediate 1.173.425 1.726.471 CAPITALE INVESTITO 4.506.218 5.891.871 MEZZI PROPRI (1.145.898) 407.748 Capitale Sociale 102.447 97.189 Riserve (1.248.345) 310.559 PASSIVITA' CONSOLIDATE 0 0 PASSIVITA' CORRENTI 5.652.116) 5.484.123 CAPITALE DI FINANZIAMENTO 4.506.218 5.891.871 Indicatori di solvibilità 31/12/2011 31/12/2010 Margine di disponibilità (CCN) (1.213.663) 316.079 Quoziente di disponibilità 0,79 1,06 Margine di tesoreria (1.213.663) 209.111 Quoziente di tesoreria 0,76 1,04 RENDICONTO FINANZIARIO A- DISPONIBILITÀ MONETARIE NETTE / (INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO) INIZIALI 1.726.471 B- FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITÀ DI ESERCIZIO Utile (perdita) del periodo (2.084.705) Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 23.234 delle immobilizzazioni materiali 10.426 (Plusvalenze) o minusvalenze da realizzo di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 (Rivalutazioni) di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 Svalutazioni / (Ripristini di valore) di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 (Rivalutazioni) o svalutazioni di partecipazioni, immobilizzazioni finanziarie e titoli 0 Svalutazione dei crediti 0 Accantonamenti / (utilizzi) dei Fondi per rischi ed oneri 0 Variazione netta del trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato 32.105 Variazione del capitale di esercizio Rimanenze di magazzino: (incrementi) / decrementi (26.265) Crediti commerciali: (incrementi) / decrementi (201.422) Altre attività: (incrementi) / decrementi 1.036.390 Debit
È ufficiale, i Radiohead recupereranno tutti e quattro i concerti previsti nel nostro Paese: il 22 settembre all'Ippodromo delle Capannelle di Roma; il 23 al Parco delle Cascine di Firenze; il 25 all'Arena Parco Nord di Bologna; il 26 a Villa Manin, Codroipo (Udine). ÈINCREDIBILE COSASISONO INVENTATENEL MONDOLE DIVERSE SOCIETÀ PER GARANTIRE AGLI UOMINI IL CONTROLLODELLEDONNE:dal velo al burka, dalla deformazione dei piedi delle bambine, che in Cina impediva loro di camminare, al gavage, la nutrizione parossistica forzata in alcune zone dell'Africa, fino al più crudele dei provvedimenti, diffuso in molti paesi africani: le Mgf, mutilazioni genitali femminili. Tanto frequenti da avere indotto in questi giorni il Parlamento Europeo a chiedere ai Paesi membri di vigilare e sviluppare strategie per evitare che questa pratica venga ancora effettuata nelle famiglie di immigrati. Magari inducendo le figlie adolescenti a fare «un bellissimo viaggio nel Paese dei nonni». La campagna europea EndFgm è condotta da Amnesty International Irlanda in collaborazione con 14 organizzazioni non governative di 13 Paesi europei. In Italia ne è responsabile l'Aidos, Associazione donne per lo sviluppo, che da anni si batte in vari paesi africani per tutelare donne e ragazze che hanno subito le mutilazioni e proteggere quelle che fuggono dai loro Paesi per il timore di subirle. Daniela Colombo che fondò questa associazione nel 1982 ricorda che queste pratiche, specie nella forma estrema diffusa nel Corno d'Africa ha gravi conseguenze fisiche e psichiche. Si calcola che in Europa le donne con postumi di queste terribili operazioni siano 500mila e 180mila le bambine a rischio di subirle. In Italia la legge ha stabilito nel 2006 che questa pratica è vietata, ma si sa che non è sparita e che per sfuggire a un'eventuale sanzione si preferisce anticipare la menomazione sulle bambine, piuttosto che sulle adolescenti, per evitare rischi di denuncia. E dire che già dal 2005 autorevoli personaggi si battono in Africa contro questa pratica che noi giudichiamo inumana e che fino a non molti anni fa veniva gabellata come una difesa delle donne: una volta «cucite» - si diceva loro - non erano più a rischio di violenza. Ciò non toglie che tra le prime voci a levarsi contro le mutilazioni delle donne ci sono state quelle degli uomini: i primi che attraverso il lavoro sono venuti a contatto con opinioni e modi di vita molto diversi da quelli della tradizione africana. Già nel 2003 il Gran Muftì della moschea di Al-Azhar, Sayed Tantawi, massima autorità religiosa sunnita, disse in diretta radiotelevisiva che le mutilazioni agli organi sessuali delle donne non erano prescritte dal Corano. Tantawi aveva ragione: l'Islam non ha dato origine alle Mgf per la buona ragione che queste erano già presenti nell'Africa centrale prima della penetrazione musulmana. QUATTRO TIPIDIVIOLENZA Secondo la classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si possono distinguere quattro tipi di mutilazioni genitali femminili: la sunna, consistente nella recisione del prepuzio e nell'asportazione totale o parziale della clitoride; l'escissione, recisione del prepuzio, asportazione della clitoride e di tutte o parte delle piccole labbra; infibulazione o circoncisione faraonica, escissione della clitoride, asportazione totale o parziale delle grandi labbra e successiva cucitura dell'apertura vaginale, ridotta a un piccolo pertugio non più grande di un chicco di riso; il quarto tipo va dalla semplice punzecchiatura della clitoride a pratiche atroci (ormai rare, si dice) come l'introduzione di sostanze corrosive in vagina. Un'importante scrittrice egiziana che è anche medico, Nawal El Saadawi, ha raccontato nel suo libro ThehiddefaceofEve le confidenze di molte donne che avevano subito interventi più o meno distruttivi: tutte raccontavano ancora tremando la brutalità dell'operazione subita in casa da bambine, nessuna di loro aveva in seguito provato alcun piacere nei rapporti matrimoniali. Un altro medico egiziano fortemente avversario delle mutilazioni genitali femminili, il prof. Mahmoud Karim, nel suo libro Circumcision elenca alcune statistiche dalle quali apprendiamo che sono i poveri a pagare il più alto tributo alla tradizione: più basso è il reddito, più alto il numero di figlie circoncise. Solo il 15% delle benestanti viene operata, a fronte dell'88% delle figlie dei poveri. CULTUREESOCIETÀ GUIASONCINI ROMA Sen'èandataa71anni Scrittriceeregista avevasceneggiato tra l'altro«Harry tipresentoSally» Offese, violate emutilate Mezzomilione ledonne infibulatesolo inEuropa IlParlamentoEuropeoha chiestoaiPaesimembri divigilareperevitare,come staaccadendo, losviluppodi pratichecontro lepiùgiovani ELENADONI ROMA SEDOVESSISCRIVEREUNTRATTATOSULLA STANZA DEI GIOCHI DELLE FEMMINE E IL SUOESSERESEPARATADAQUELLADEIMASCHI, dedicherei un capitolo a Nora Ephron e al suo secondo marito Carl Bernstein. Lei diventò famosa con Affari di cuore, bestseller autobiografico in cui raccontava le corna che le aveva fatto lui, quello-del-Watergate. Non a tutte il trucco riesce con quella grandiosità: Affaridicuore diventò un film di Mike Nichols, niente meno, e Nora si vide interpretare da Meryl Streep, «che mi fa meglio di quanto sappia farmi io», diceva – ma tutte quelle che non raccontano guasti presidenziali ma pezzi di vita in prima persona sono grate all'insegnamento di Phoebe. Phoebe Ephron era una sceneggiatrice, ma soprattutto era la mamma che aveva detto alla Nora piccina la frase fondamentale: «È tutto materiale». Tutti gli amori finiti, le gomme bucate, i vestiti sbagliati. Ogni lacrima è uno strato di ispirazione, e di quel tipo che poi fa dire alle lettrici di tutto il mondo «Sta parlando di me, come fa a conoscermi?». Era quello – il particolare che più è tale più è universale, il personale che è altissimamente politico – il segreto di Harry ti presento Sally, il film scrivendo il quale diventò ancora più famosa che per le corna di Bernstein: prima o poi, eravamo state tutte Sally, o la sua amica, o addirittura Harry. Far dimettere un presidente ti rende un nome più noto che scrivere film, e abbiamo tutti sentito nominare Carl Bernstein più che Nora Ephron. Ma abbiamo citato le battute di lei, senza saperlo, chissà quante volte, e la messa in onda a coccodrillo di C'è post@ per te o di Insonniad'amoresarà occasione per immancabili «Uh, ecco da dove viene quella frase». Tutte abbiamo noraephrismi cinematografici di riferimento. Io sono così fortunata da averne qualcuno non su pellicola. La incontrai per la prima volta nel 2006. Aveva quel genere di stile che, all'antica, definirei «di buona famiglia». Era il tipo di persona che ti dà il suo numero di casa in un'era in cui l'ultima valletta ti chiede di passare dall'ufficio stampa, e lo fa certa di non avere bisogno d'aiuto per tenerti a distanza. Era così di mondo che ci si censurava comunque prima di diventare invadenti, e così cortesemente sbrigativa da farti venir voglia di essere all'altezza della spiccia formazione per cui era tutto materiale, e smettila di frignare. L'ultima mail l'ho ricevuta il 27 aprile. Stavo scrivendo un articolo sulla gastrocrazia, e mi era venuto in mente che, come un po' tutto, lei l'aveva detto prima: in Harry ti presentoSally, l'amico giornalista scriveva che «I ristoranti sono per gli anni Ottanta quel che i teatri erano per i Settanta». Le avevo mandato una lunga e contorta domanda sul prevedere (il film è dell'89) lo strapotere dei cuochi, e lei mi aveva risposto «Non è che fosse un'ideona rivoluzionaria, lo dicevano in tanti. Era abbastanza un luogo comune. Un luogo comune da gente con pretese fuori dal comune». Che sarà mai. È tutto materiale. MARITIE GUARDAROBA Quella prima volta, nel 2006, mi aveva spiegato, senza avere l'aria di farlo, più cose del mondo di qualunque altro intervistato mi venga in mente. Che alle cene dei ricchi newyorchesi si parla solo delle quotazioni degli immobili. Che per le donne valgono parametri diversi: che lei avesse fatto un bestseller delle proprie corna era uno scandalo sociale, ma «Philip Roth scrive solo delle sue fidanzate e nessuno se ne lamenta». Che bisogna scegliere un marito che non diventerà troppo pessimo quando l'amore finirà, perché il divorzio è più tosto del matrimonio e bisogna arrivarci in compagnia di qualcuno all'altezza. Che, soprattutto, ero molto giovane. Me lo disse quando io obiettai che bisognerebbe sposarsi senza prendere in considerazione futuri divorzi, e molte altre volte in conversazioni successive. Me ne sono ricordata ieri, trovando un'intervista della quale neanche mi ricordavo, che le avevo fatto quando aveva scritto una pièce teatrale sui vestiti («Ma tu sei sicura di volermi intervistare per una cosa che in Italia non vedrà nessuno? Mah, se ci tieni...»). Lei diceva di vestirsi sempre di nero, io obiettavo che poi come ci si distingue in un'eventuale vedovanza, lei sbuffava, saggia come chi sa che la morte esiste, ed è tutto materiale: «Quando avrò un grave lutto, almeno non avrò anche il problema di rifarmi il guardaroba». AddioNoraEphron lasignoracheagliaffari preferì il cuore Noraèstatastroncatada una leucemiaaNewYork Radiohead Le nuove date italiane dal 22 al 26 settembre U: 20 giovedì 28 giugno 2012
Si chiama Basaglia dottoredei matti Pivettapag.21 L'INTERVENTO FRANCOMARINI Cosa fu? Dico solo che sui muri dello Stadio Azteca c'è ancora una targa che lo ricorda, quasi fosse un atto notarile: «Italia (4) y Alemania (3) Partido del Siglo» GigiRiva La cancelliera frena: dobbiamo evitare soluzioni rapide e facili Monti: la nostra priorità è lo spread Intervista a Fitoussi: ultima chance per la Ue Le banche e i demagoghi ILCORSIVO EMILIOBARUCCI ANapoli l'eutanasia delMadre Amatopag. 19 Da sindacalista e da dirigente politico ho vissuto «in diretta» diversi momenti critici della nostra storia nazionale. Nulla, però, a paragone dello sconquasso attuale. Siamo alle prese con la prova più complessa dalla nascita della Repubblica. Le nostre riflessioni, le nostre analisi, le nostre decisioni e, infine, i nostri comportamenti non possono che partire da questa semplice e drammatica considerazione. SEGUE APAG. 17 Addio NoraEphron signora lieve Soncinipag.20 Pdl e Lega affondano le riforme costituzionali POLITICA Alla Camera è polemica sulle ferie di Cicchitto NONÈSTATAMOLTOFELICEL'INTER-VISTA RILASCIATA IERI AL WALL STREET JOURNAL DAL MINISTRO DEL LAVOROe pubblicata con il massimo rilievo nell'edizione europea online di quella testata. Certo, il ministro ha poi cercato di puntualizzare, ma il concetto resta: le abitudini della gente devono cambiare e il lavoro non è un diritto, ma qualcosa che si deve guadagnare, anche con il sacrificio («People's attitudes have to change. Work isn't a right; it has to be earned, including through sacrifice»). SEGUEAPAG. 2 Fondata sul lavoro MASSIMO LUCIANI Il capogruppo Pdl protesta. Fini: lavoreremo ad agostoFANTOZZI APAG.7 Merkel resiste, oggi un vertice da brivido Un ministro incostituzionale Nuova bufera su Elsa Fornero che dimentica la Costituzione: il lavoro non è un diritto Passa la riforma del mercato del lavoro: metà Pdl non vota. Damiano: subito modifiche FRANCHI VESPOAPAG.2-3 U: Patrimoniale per il debito CON OTTO VOTI DI FIDUCIA, QUAT-TRO AL SENATO E QUATTRO ALLA CAMERA, LA RIFORMA del mercato del lavoro è infine diventata legge. Occorrerà chiamarla legge Monti-Fornero perché il presidente del consiglio e il ministro del lavoro sono i soli che l'hanno veramente voluta. La legge non ha altri padri. Potremmo anche definirla «la legge del disaccordo», perché nessuna delle parti politiche che l'hanno votata si riconosce nel testo ed anzi sia il Pd che il Pdl hanno dichiarato rilevanti motivi di dissenso, naturalmente di segno opposto. SEGUE APAG. 18 Una legge con troppi limiti LUIGI MARIUCCI COLLINIAPAG.7 Vendola: alleati con il centro ma no alla resa Votato un emendamento per il Senato federale Ora tutto salterà, compresa la riduzione del numero dei parlamentari Si dimette il relatore Carlo Vizzini Diritti televisivi i Berlusconi prescritti e assolti Oggi è il giorno della verità per l'Europa. Inizia un vertice con il brivido che non può fallire pena il disastro. Ma si comincia con il braccio di ferro, con la Merkel che vede Hollande e insiste sulla linea dura. Monti avverte: il problema centrale è tenere sotto controllo lo spread. Intervista a Jean-Paul Fitoussi: questa è davvero l'ultima occasione per l'Europa. APAG.4-5 Il primo gol fra Spagna e Portogallo è arrivato solo al terzo rigore della lotteria finale: prima, 120 minuti di noia e anche due penalty sbagliati da Xabi Alonso e Moutinho. L'errore decisivo è di Bruno Alves, il rigore che manda gli spagnoli in finale è di Fabregas. Stasera tocchera a noi, è Italia-Germania, sarà notte azzurra o tedesca, loro sono favoriti, «ma noi andremo all'attacco» promette Prandelli. CITO,BUCCIANTINI APAG.27 La Spagna è in finale Stasera c'è Italia-Germania FUSANI APAG. 10 Il vantaggio di scrivere sui giornali è che, se non si offende nessuno, si può dire quello che si vuole senza pagare pegno. La tentazione di salire in cattedra o di spararla grossa è forte. La crisi finanziaria ci ha offerto più di un esempio. SEGUE APAG.5 Staino 1,20 Anno 89 n. 177Giovedì 28 Giugno 2012
FRANCO BASAGLIA, LO PSICHIATRA, IL DOTTORE DEI MATTI, RESTA UNO DEI PERSONAGGI PIÙ IMPORTANTI NELLASTORIADELLACULTURAEDELLASOCIETÀITALIANA. Un personaggio che ha suscitato attorno alla propria opera un amplissimo consenso, ma anche molte critiche, consenso e critiche tutt'altro che esauriti, legati a una legge, la 180, ancora conosciuta come legge Basaglia, che condusse alla chiusura dei manicomi e che fu approvata nel 1978, pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro nel portabagagli della Renault rossa parcheggiata in via Caetani (e pochi giorni prima dell'approvazione di un'altra importante ma contestata legge, quella sull'interruzione della gravidanza). Dopo una fortunata adolescenza a Venezia, Franco Basaglia visse la sua storia tra l'antifascismo, le speranze del dopoguerra, lo studio, l'avvio di una possibile carriera universitaria, la direzione degli ospedali psichiatrici, a Gorizia, a Parma, quindi a Trieste, infine per breve tempo a Roma. Visse all'interno dei grandi mutamenti che coinvolsero la società e la cultura italiane, in particolare in un periodo che s'aprì nel segno dei governi di centrosinistra e si chiuse con i governi di solidarietà nazionale, tra grandi lotte operaie e studentesche, tra le bombe stragiste e il terrorismo, che contrastarono una spinta riformista, che si esaurì negli anni Ottanta e che mai più sarà ritrovata.(...) Basaglia, il «filosofo» (così lo chiamava con evidente ironia, il primo maestro, il professor Giovanni Battista Belloni, il biologista direttore della clinica di Padova), nutriva un'autentica passione per Sartre, che varie volte aveva incontrato. Si capisce tanta attenzione, tenendo conto del continuo lavorio attorno al tema della libertà del filosofo francese, alla sua idea di impegno culturale, immaginando sempre «quell'uomo condannato a essere libero». Mi stupisce, invece, che Basaglia non abbia mai preso in considerazione, neppure un cenno, il «rivale» algerino di Sartre, meno riconosciuto dalla moda del tempo ma alla fine - mi sembra - più intellettualmente longevo e per noi necessario, cioè Albert Camus, lo «straniero», un altro isolato, emarginato, straniato, per conseguenza delle sue origini, francese sì, di genitori francesi, ma nato in Nordafrica. L'uomo in rivolta di Camus, la rivolta che è «secolare volontà di non subire» nella lotta al male (...) sembrerebbe offrire spunti di riflessione a un combattente come Basaglia, che incontra invece un altro intellettuale, legato alla vicenda algerina e alla lotta di liberazione algerina, Frantz Fanon. Quasi coetaneo, nato nel 1925 in un'altra colonia (la Martinica), figlio di antichi schiavi, Fanon diventa psichiatra, prima di scrivere un libro di culto nel nostro Sessantotto, I dannati della terra. La «rivolta» è anche di Fanon: prima individuale nella sua isola di fronte all'arrogante presenza francese, poi collettiva in terra di Francia nella resistenza contro il nazismo, poi nel manicomio di Blida, in Algeria, contro la doppia condanna che colpiva gli internati, malati mentali e colonizzati, la doppia espropriazione dei diritti. Fanon lascia l'ospedale, per entrare nel Fnl, il Fronte nazionale di liberazione algerino: lui, ci ricorderà Basaglia, ha potuto scegliere la rivoluzione, noi per ragioni evidenti ne siamo impediti. Ma la rivolta può seguire altre strade e comunque una: quella di una continua riconsiderazione in senso etico e in senso politico del proprio lavoro, qualunque sia la circostanza. È un dubbio personale, quello sul mancato incontro con Camus, quasi solo una curiosità, che conta ovviamente poco e che soprattutto non indebolisce la certezza che Basaglia sia stato un grande intellettuale, come si intende in genere, e cioè intellettuale in virtù delle letture e delle frequentazioni, degli studi approfonditi, della comprensione e dell'elaborazione. Ma credo che lo sia stato anche in un senso ben più alto, come s'usa poco dalle nostre parti italiane, e non solo per quanto aveva imparato da Gramsci, ma soprattutto per quanto aveva arricchito, nel «lavoro», quel suo sapere critico di valori morali e per quanto aveva messo in pratica. Chi vorrà leggere questo libro, mi auguro possa capire quanto quella parola, «pratica», contasse per Basaglia e quanto, proprio per questa consapevolezza di un «dover fare», egli rappresentasse la forma e la sostanza di un intellettuale anomalo, paragonabile a pochi altri, capace di accantonare la sua dottrina, per misurarsi con la realtà senza approfittare di varchi ideologici, avvertendo l'esigenza di cambiare la realtà, quando la realtà ci fa indignare, senza neppure mai tentare di dedurre da quella «pratica» una scienza immobile e tantomeno un inventario di regole, anche quando questo procedere aveva condotto al «successo» (espressione estranea al vocabolario di Basaglia). Vengono in mente le parole di don Lorenzo Milani (citate da Adele Corradi in un libro-diario): che togliere spazio alle opere per pregare fosse una perdita di tempo, che si dovesse anche pregare tenendo conto delle circostanze e delle urgenze, che se vi fosse stata urgenza bisognasse agire, infine che «sarà urgente pregare quando a tutti sembrerà importante operare». In questo senso mi azzardo a dire che Basaglia sia stato uno dei grandi intellettuali del secolo passato, poco considerato in fondo. Meraviglia, a proposito, che Pasolini, pur avendolo conosciuto a Gorizia, ne riferisca nei suoi scritti solo due o tre volte e sempre con una medesima, ricalcata, espressione di tre o quattro parole. Una volta scrivendo sul settimanale Tempo nel 1968, a proposito di Vietcong, definiti contadini ed «eroi».«Ho messo tra virgolette la parola “eroi”, perché come mi ha raccontato Basaglia, nel suo manicomio, una ricoverata ha detto che gli eroi sono un prodotto delle società repressive» (19 ottobre 1968). Un'altra volta a proposito di Panagulis «eroe» nella Grecia dei colonnelli, cioè nella Grecia della spietata repressione (Tempo, 7 dicembre 1968). La terza volta, per la morte di Jan Palach, esplicitamente ricordando il debito accumulato: «Nel corso di questa rubrica ho voluto citare due volte la frase di una ricoverata nel manicomio di Gorizia, diretto da Basaglia… » (Tempo, 8 marzo 1969). Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi o sventurata la terra che ha bisogno di eroi, alla maniera di Bertolt Brecht: di eroi costretti a battersi contro il male. Si dovrebbe contare un'altra citazione di Pasolini: quando, polemizzando con Adriano Sofri a proposito di un suo testo teatrale, Calderòn (rifacendosi a La vita è sogno di Pedro Calderón de la Barca, mutuandone i nomi e la tematica del sogno), definisce due personaggi, due medici, si chiamano entrambi Manuel, rappresentanti di una posizione «borghese gauchista», «psichiatri alla Basaglia». Con una precisazione: «I gauchisti per anni (“Gauchismo - si dice in Calderòn - malattia verbale del marxismo!”) hanno fatto del Potere (chiamato Sistema) l'oggetto di un transfert: su tale oggetto essi hanno scaricato tutte le colpe, liberando così, per mezzo di un meccanismo estremamente arcaico, la propria piccolo-borghese “coscienza infelice”» (Tempo, 18 novembre 1973). Non può dirsi questo per Basaglia che non può certo condividere con quegli «psichiatri alla Basaglia» quel «transfert» e quell'infelicità piccoloborghese. Basaglia ironizzava sul pessimismo degli intellettuali, esperti in legittimazione (come li definì Chomsky in Criminidipace), stanchi e impassibili all'idea che non si possa far nulla se non scrivere libri, contrapponendo la convinzione che il cambiamento parta da noi, da un modo di essere e di fare soprattutto. L'eccentricità di Basaglia avrebbe dovuto incontrare quella di Pasolini, affini entrambi nel rifiutare la funzione fondamentale attribuita in ogni epoca agli intellettuali, orientare e disciplinare le masse, tacitarne il disagio e le nevrosi, affini entrambi nel riconoscere, su tutto, il valore della libertà. Neppure un riferimento a Basaglia si ritrova nelle migliaia di pagine di Italo Calvino, di un anno più giovane, cronista dei suoi tempi (anche nel senso stretto di giornalista). Ma Calvino aveva paura della follia, che allontanava da sé con il silenzio. CULTURE FrancoBasaglia grande intellettuale Labiografiadelmedicodeimatti chehacambiato la realtà Daoggi in libreria la biografiacorale del medico,dell'intellettualee di un ventenniodi grandi ideali. Franco Basaglia, chehacambiato la psichiatria e il nostro rapporto con la follia, è stato unodeipersonaggipiù importantinella storiadella culturae della società italiana.Atrent'anni dalla suamorte la sua figura, il suo lavoroe la famosa leggechehaportato allachiusura dei manicomicontinuano a fardiscutere. Ce loracconta OrestePivetta Disegnodi MaurizioA.C.Quarello da«Il grandecavallo blu» di Irène Cohen-Janca(orecchio acerbo) L'anticipazioneUnbrano dal librodiOrestePivetta, daoggi in libreria,dedicato allavitadellopsichiatra chechiuse imanicomi eproposeunosguardo diversosufolliaeumanità ORESTEPIVETTA opivetta@yahoo.it FRANCOBASAGLIA ILDOTTORE DEIMATTI OrestePivetta pagine287,euro 17,00 DalaiEditore U: giovedì 28 giugno 2012 21
«Una riforma con luci e ombre che abbiamo votato per senso di responsabilità e che chiediamo a Monti di modificare sugli ammortizzatori e sui cosiddetti esodati entro l'estate». L'ex ministro Cesare Damiano è stato relatore alla Camera della riforma del lavoro appena approvata. OnorevoleDamiano,orache la riforma è leggecomela giudica? «Abbiamo scelto di approvare questa riforma perché abbiamo voluto ascoltare la richiesta del presidente del Consiglio che sarà impegnato in un difficile Consiglio europeo. L'obiettivo di Monti era di portare a Bruxelles la conclusione di questo iter legislativo. Con gli altri partiti che sostengono il governo, abbiamo assunto un atteggiamento di grande responsabilità di fronte al momento di emergenza che riguarda non solo l'Italia. Lo abbiamo fatto nella speranza che Monti possa giocare le migliori carte nel confronto della Germania. Lo abbiamo fatto pur avendo profonde riserve sui contenuti della riforma, corroborate dalla audizioni in commissione di sindacati e imprese». PerForneroè«unabuonariforma».Per voi?Sonopiùgliaspettipositivioquelli negativiche non avetetaciuto? «Non a caso abbiamo insistito affinché il governo, dopo il varo di questa riforma, riprenda subito il confronto per correggere le leggi di carattere sociale, sia sulle pensioni sia la stessa riforma del mercato del lavoro. Questa riforma ha luci e ombre. È sicuramente positivo il fatto che il lavoro a tempo indeterminato venga considerato come guida, stella polare; che il contratto di apprendistato sia la forma preminente di entrata al lavoro; che per i lavoratori precari si accetti un'equiparazione salariale attraverso i contratti collettivi; che, grazie al nostro intervento, si sia corretta l'iniziale impostazione sull'articolo 18 ripristinando la possibilità di reintegro nel caso dei licenziamenti di carattere economico. Al tempo stesso esistono le ombre, quelle che noi vi proponiamo di correggere, anche selezionando i contenuti, insistiamo sul fatto che sarebbe opportuno introdurre il nuovo sistema di ammortizzatori, l'Aspi, con un anno di ritardo, dal 1˚ gennaio 2014, sulla base del ragionamento oggettivo che la crisi si protrae». Voi alla Camera avete dato il via libera al testo del Senato dopo l'impegno di Monti a modificarlo sulla proroga al 2014 degli ammortizzatori sociali e sull'estensione del bonus una tantum per i co.co.pro. C'è una dead line per questo provvedimento? Si rischia che passi l'estateenonsiapiùunapriorità? «Abbiamo soppesato le parole del prem i e r e q u a n d o M o n t i d i c e “tempestivamente” noi non vogliamo affidarci ad un secondo tempo. Pensiamo si debba procedere subito utilizzando decreti o proposte di legge nelle prossime settimane, come il decreto sviluppo. Non vogliamo scavallare l'estate». Sugli esodati il governo non ha ancora individuatolostrumentopersalvaguardarenemmenoi55milacitatidaFornero.Temeche ci sianodei ritardi? «Sui cosiddetti esodati partiamo da un punto di vantaggio. In Commissione, partendo da una nostra iniziativa, abbiamo elaborato una proposta di legge sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza che è il frutto di un confronto con le organizzazioni sindacali e che può essere utilizzata per nuove iniziative. Noi dal governo ci aspettiamo un'azione che rapidamente entri nel merito del problema. Non sarebbe accettabile una politica dei due tempi che lo stesso governo ha escluso parlando di tempestività». Intantolaministrasostienecheil«lavoro non è un diritto, che va conquistato consacrifici».Mal'articolo4dellaCostituzionenon dice l'esattocontrario? «Consiglio al ministro di ripassare gli articoli della Costituzione che specifica all'articolo 4 che il lavoro è un diritto di tutti i cittadini e per questa prospettiva ci stiamo battendo». stessodatore di lavoro. Lavoro a chiamata Perattivarlo basteràun sms,oun faxo laposta elettronicacertificata,alla Direzione territorialedel lavoro. Ridottedel 60%le sanzioniperchinon rispetta lanorma. Voucher in agricoltura Consentita l'applicazionedel sistemadeivouchera studenti, pensionatie casalingheper le impreseconun fatturatoal di sotto dei7milaeuro,per lealtre imprese le casalinghesono escluse. Aspi L'assicurazionesocialeper l'impiegosostituirà le attuali indennitàdidisoccupazione e di mobilitàe interesserà lavoratori dipendenti, apprendisti e artisti. I contributidovranno essere versati da tutti i lavoratoria cui si applica. Perquelli a termine l'aliquota sarà maggioratadell'1,4%.L'Aspi partirà nel2013 per andarearegime nel 2017.Perderà il sussidio chidovesse rifiutareun impiego lacui retribuzionesiasuperiore almeno del20%dell'indennitàpercepita. L'Aspisarà parial 75% della retribuzionemensilenei casi in cui quest'ultimanon superi, nel 2013, l'importomensile lordo di 1.180 euro. Per l'importosuperiore aquesta sogliasi calcola il 25%finoaun tetto massimodi 1.119euro. Partite Iva Verrannoconsiderate verequelle partite Ivacheavranno unreddito annuo lordo superiore ai 18milaeuro.La duratadi collaborazioneperchiavrà una partità Ivanon deve superaregli ottomesi. Inoltre il corrispettivo pagatonon deve esseresuperiore dell'80%di quello di dipendentie collaboratori. Il lavoratorenon deve avereuna postazione “fissa” in azienda(il telefono sipuò avere). Nelcaso in cui si realizzino almeno duedelle treprecedenti condizioni, il rapporto di lavoro viene consideratocomecollaborazione coordinataecontinuativa. Dimissioni in bianco Aumentano lemisureper contrastarle.Viene rafforzato fino atre annidi etàdel bambinodel regimediconvalida delledimissioni resedalle lavoratrici madri (oraè un anno). Introdotto il congedodi paternità obbligatorio di ungiorno. L'INTERVISTA «Ci sono luci e ombre. Chiediamo modifiche in fretta» Sei mesi di polemiche, trattative, colpi di mano, «paccate», frenate e accelerazioni. Sei mesi di Elsa Fornero. Perché se le riforme portano spesso il nome dei loro ministri, questa lo farà in particolare. Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro votato ieri definitivamente dalla Camera è legge. Era nato a gennaio con la trattativa a zig zag con le parti sociali, era diventato disegno di legge il 4 aprile dopo essere stato licenziato «salvo modifiche» dal Consiglio dei ministri. Dopo quasi altri tre mesi viene approvato con poche, ma significative modifiche. Cambia dunque il mercato del lavoro in Italia, cambiano gli ammortizzatori sociali, la flessibilità in entrata e in uscita. E proprio ad evitare una eccessiva personalizzazione, la ministra ieri è rimasta quasi silente. Nell'aula della Camera tutti gli occhi erano per lei. Ha assistito imperterrita alle dichiarazioni di voto, sempre scortata nella fila di scranni inferiori riservata al governo dal viceministro Michel Martone. MINISTRAIMPERTERRITA La ministra non ha dato segni di contrarietà neanche davanti alle parole al vetriolo di Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori l'ha definita sostanzialmente «asina» dando a lei e al governo Monti degli «abusivi, truffatori e ricattatori» e neanche quando il leghista Massimiliano Fedriga le si è rivolto dicendo «noi le chiediamo la verità non le lacrime», riproponendo il tormentone del pianto quando fu approvata la riforma delle pensioni. Fornero in alcuni momenti si è brevemente intrattenuta con Piero Giarda, ma sempre attentissima agli interventi dei parlamentari. Poi, all'insegna del basso profilo anche la conclusione della giornata, con il voto che ha dato il fatidico disco verde alla riforma del lavoro. Il tempo di raccogliere le carte e quando viene proclamato il voto, il ministro Fornero è già piedi per uscire dai banchi del governo. Le uniche parole al riguardo erano arrivate in mattinata quando, parlando al Rapporto annuale dell'Inail che certificava come il 68% dei nuovi contratti nel 2011 fossero a tempo determinato, Fornero aveva preannunciato che il monitoraggio della riforma del mercato del lavoro «dovrà essere molto serio, direi scientifico» e non affidato a metodi politici. Correzioni delle norme sono sempre possibili, ha ribadito, perché «norme perfette non esistono». METÀPDLNON VOTA La Camera dunque alle 18 e 44 ha approvato la riforma. I “Sì” sono stati 393, i “No” 74 e gli astenuti 46. Un risultato molto inferiore alle quattro fiducie sui singoli capitoli della riforma e che ha visto quasi metà del gruppo del Pdl non partecipare al voto o astenersi. Dopo che il capogruppo Fabrizio Cicchitto aveva intimato al governo di «non abbattere più la mannaia della fiducia su di noi», dai tabulati della votazione si scopriva che sul provvedimento finale ben 87 deputati del partito di Angelino Alfano non avevano votato a favore del disegno di legge. Del gruppo alla Camera fanno parte 209 deputati. Tra questi 7 hanno votato contro, 34 si sono astenuti, 11 erano in missione, 35 non hanno partecipato al voto. Per il Pd poco prima aveva parlato Marianna Madia, giovane deputata che subito ha sottolineato le aspettative che la riforma aveva prodotto. «Quanto le giovani generazioni hanno atteso questa riforma! - ha esordito Sento parlare di scambio fra la difesa dell'articolo 18 a scapito di un'incisività maggiore contro la precarietà: ma la mia generazione - ha spiegato - rivendica il diritto a non essere licenziata perché non è attraverso il deterioramento dei diritti che si esce dalla crisi. Rimangono tante tipologie contrattuali, ma attesta Madia - i passi avanti ci sono e sono molti, dal riconoscere l'eccesso di precarietà che va contrastata». La chiusura è stata in chiave europea: «Una prospettiva di miglioramento delle condizioni lavorative per le nuove generazioni può venire solo in sede europea, per questo saremo tutti con Monti nella difficile trattativa che lo aspetta». PRESIDIOCGIL Fuori dall'aula il clima era molto più arroventato. Da due giorni il presidio Cgil davanti alla Camera contestava la decisione del governo di apporre la fiducia sulla riforma. Ieri pomeriggio si sono uniti anche alcuni attivisti dell'Usb e dei sindacati di base, sgomberati dalla vicina piazza Santi Apostoli. La convivenza non è stata pacifica: urla e fischi hanno accompagnato gli interventi dei rappresentanti Cgil (chiedendo a gran voce lo sciopero generale) che comunque hanno concluso senza problemi e tra gli applausi. Dal palco il segretario confederale Serena Sorrentino ha ribadito: «Noi non ci fermeremo con la fiducia. Questa riforma la cambieremo. Perché non accettiamo che rimangano 46 tipologie contrattuali, perché sull'articolo 18 aumenteranno i contenziosi e gli unici che ci guadagnano saranno i consulenti del lavoro. Non ci accontentiamo dei miglioramenti del Senato - ha continuato Sorrentino - non basta come dice Fornero sostenere che “Abbiamo limitato un po' la precarietà”. Per questo noi continueremo nella nostra mobilitazione anche in agosto, quando le Camere saranno chiuse, perché la crisi non va in vacanza», ha concluso Sorrentino. CesareDamiano «Abbiamosceltodi approvare la riformaper dareunsegnalepositivo alla richiestadelpremier impegnato inundifficile Consiglioeuropeo» Dopo sei mesi di polemiche, nuove norme sulla flessibilità e i licenziamenti Proteste della Cgil . . . Madia (Pd): i giovani avevano tante aspettative, ma i passi in avanti ci sono. Ora tocca all'Europa . . . Fuori da Montecitorio la Cgil riempie la piazza Sorrentino: continueremo la mobilitazione in agosto M.FR. Twitter@MassimoFranchi . . . Quasi la metà dei deputati Pdl non ha partecipato al voto Cicchitto: basta mannaie . . . La ministra mantiene il basso profilo e non replica alle parole al vetriolo di Di Pietro . . . I cambiamenti più urgenti, da fare entro l'estate, riguardano esodati e ammortizzatori Lavoro, la riforma è legge La Camera dà il via libera MASSIMOFRANCHI ROMA giovedì 28 giugno 2012 3
bondsono lastrada sbagliata». «Io la penso all'opposto. Gli eurobond sono la vera soluzione strutturale alla crisi europea, ma purtroppo richiedono per la loro creazione una vero governo a livello europeo. E siamo ancora lontani da quello scenario». Perusciredallacrisic'èdunquebisogno dipiùEuropa? «Direi proprio di sì. L'obiettivo a cui tendere dovrebbe essere quello di realizzare un'Europa federale. Non sarà facile. Perché questa prospettiva si scontra con il rinascere di movimenti nazionalisti in tutta Europa e con un Paese, la Germania, che non vuole partecipare al salvataggio dei Paesi più deboli». Quello della cancelliera Merkel è un atteggiamento irremovibile? «Mi auguro di no. Me lo auguro per l'Europa e per la stessa Germania. Angela Merkel non potrà chiudere gli occhi di fronte ad un dato di fatto: l'isolamento crescente in cui si trova non solo in Europa ma nel mondo. E non potrà continuare a ritenere di essere sola contro tutti, dalla parte della ragione. Non si tratta di essere “generosi”, ma lungimiranti. Nessuno, neanche il più forte, può oggi salvarsi da solo. E i tedeschi dovranno intendere, in un futuro non così lontano, che potrebbero diventare vittime di questa crisi». La speranza è che i «no» di Angela Merkel siano stati confezionati apposta per tranquillizzare l'opinione pubblica tedesca ostile agli eurobond - che non non sono, tra l'altro, all'ordine del giorno - per prepararla alle aperture che Berlino dovrà fare a conclusione di un vertice Ue che si preannuncia «difficilissimo». Monti fa sapere di voler combattere «fino all'ultimo minuto e anche oltre» senza dichiararsi «ottimista» ma nemmeno «pessimista». Mai come questa volta, infatti, i giochi «si faranno intorno al tavolo a 27». Dove Monti siederà forte degli elogi riservatigli dalla cancelliera davanti al Bundestag e di quelli del presidente dell'Eurogruppo, Juncker, secondo il quale il premier italiano «sta agendo in modo miracoloso». Il presidente del Consiglio vola a Bruxelles, alla vigilia della riunione del Consiglio Ue, per ricevere il premio Taxpayersassociation of europès award 2012, dell'Associazione dei contribuenti d'Europa, e - nella sede della rappresentanza Ue della Baviera - torna a battere su un tasto dolente per Parigi. E, in particolare, per Berlino che chiede ad altri di recitare il credo del rigore che per prima aveva dimenticato. «Ci sono voluti 10 anni per rimediare agli enormi danni fatti nella costruzione dell'euro da Francia e Germania, con la complicità dell'Italia all'epoca presidente Ecofin», ripete Monti, ricordando che nel 2003 i due Paesi deragliarono dai binari del patto di stabilità europeo, senza pagare nemmeno un decimo dei costi imposti oggi alla Grecia. «Il rispetto delle regole deve essere valido per tutti - insiste il premier - A prescindere dalla dimensione e dall'anzianità di adesione all'Europa dei singoli Paesi». Parole che suonano come il segnale «dell'ostinazione» con la quale il professore intende giocare la partita che si apre oggi a Bruxelles. Senza «complessi» perché, come ripete, nessuno oggi può dare lezioni a Roma, visto che «stiamo portando avanti uno di quei consolidamenti di bilancio che raramente si vedono». Stilettata a Berlusconi, quindi. E se il Cavaliere promette in pubblico guerriglia per i sacrifici imposti al Paese e, in privato, assicura che non staccherà la spina al governo. STILETTATAA BERLUSCONI Il premier ricorda che «l'Italia aveva concordato il pareggio di bilancio per il 2014» e che «il mio predecessore ha dato prova di impegni ambiziosi decidendo di arrivarci nel 2013 e noi non abbiamo modificato quella scadenza facendoci carico di un impegno impopolare». «Non mi candiderò alle prossime elezioni» ripete, poi, il professore. Il presidente del Consiglio vuole far pesare la credenziale dei compiti «fatti a casa, e per bene, dall'Italia» sul tavolo dei 27 e con la Merkel per far valere dallo scorporo dal calcolo del deficit degli investimenti, ad altro - richieste «vitali» per l'Italia e per l'euro. E Monti getta sul tavolo della trattativa sullo scudo anti-spread anche la Tobin tax, perorata dalla cancelliera pressata dall'Spd sulla strada della ratifica parlamentare del Fiscal compact. LOSCAMBIO L'Italia «ha fatto un passo avanti importante dicendo di non essere più ostile a una forma di tassazione sulle transazioni finanziarie», spiega il premier, e «di fronte alla proposta di procedere eventualmente a queste decisione, in un ambito di cooperazione rafforzata, cioè non a 27 ma a livello di Eurozona, potrebbe prendere in considerazione questa richiesta ma solo se prevedesse altri aspetti come la politica finanziaria di gestione del mercato dei titoli sovrani». Così ieri il professore da Bruxelles. Mentre il presidente della Commissione Ue, Barroso, nelle stesse ore, salutava come «un grande passo avanti» l'approvazione della riforma italiana del mercato del lavoro. «Apprezzo l'impegno del Parlamento - commenta Monti - Sarebbe stato un peccato non arrivare in Consiglio europeo con quasi tutto fatto anziché tutto». Non è stata una voce dal sen fuggi-ta, ma un preciso messaggioagli alleati di governo. Angela Merkel ha pronunciato la sua più dura ripulsa degli eurobond («mai finché sarò viva») per ragioni di cucina politica interna. Nel momento in cui veniva reso noto il documento preparato dai quattro presidenti (Van Rompuy, Barroso, Juncker e Draghi) per il Consiglio europeo di oggi e domani, doveva rassicurare i liberali e la destra Cdu/Csu sulla saldezza delle proprie opinioni contrarie a ogni forma di condivisione del debito. La controprova è data dal fatto che di fronte ai suoi, di deputati, era stata assai meno tranchante. Il problema, insomma, è sempre lo stesso: a poche ore dall'apertura del vertice di Bruxelles e nell'antivigilia del decisivo passaggio del Fiskalpakt e dell'Esm al Bundestag, la cancelliera tedesca è prigioniera della sua propria politica. Non vuole (non può?) mettere in discussione la coalizione con la quale governa e alla continuità del centro-destra è disposta a sacrificare anche le scelte che riguardano l'euro e l'Europa. È un'analisi troppo semplice? Forse. Ci sono almeno due altre considerazioni da fare. La prima è che sarebbe sbagliato considerare l'avversione quasi maniacale contro ogni ipotesi di mutualizzazione del debito come un mero espediente di politique politicienne. Merkel crede nelle proprie opinioni, come ha dimostrato la determinazione con cui ha portato quasi in porto il «suo» Fiskalpakt nonostante la durezza delle smentite che alla sua logica vengono dalla recessione che sta avvelenando l'Europa, Germania (per ora) esclusa. La seconda è che quella determinazione raccoglie, indubbiamente, un sentimento diffuso. Nella versione volgare si esprime nella domanda «perché dovremmo pagare la Dolce Vita dei Paesi del sud?». In una versione più raffinata rimanda al terribile peso dell'esperienza storica dell'inflazione nella Repubblica di Weimar. Lasciando insoluto il dubbio sul perché domini quell'ossessione e non invece la memoria della recessione anni 30, provocata da politiche di tagli non dissimili, in fondo, dall'austerity che si cerca di imporre oggi? Fu la recessione, più che l'inflazione, a trascinare i tedeschi quasi alla guerra civile e a spianare la strada a Hitler. Un'analisi più raffinata, comunque, non toglie il problema dal tavolo. E il problema si chiama proprio Angela Merkel. Qualche mese fa ad evocarlo fu Helmut Kohl, che della Mädchen (la «ragazzina») era stato scopritore e attento tutore. Angela - disse in sostanza il cancelliere dell'unificazione - non capisce che cos'è l'Europa e perché la Germania non possa avere altro destino che l'integrazione con i suoi vicini. Guarda solo alla contingenza delle convenienze elettorali. Non è una statista. Anche Kohl aveva avuto, al tempo dell'unificazione, la tentazione del Sonderweg, la «strada speciale tedesca», fondata sulla potenza economica, sulla demografia e sulla centralità geografica del Paese, ma proprio l'averla rifiutata resta il suo grande merito storico, al di là di tutti gli errori, le debolezze e le prepotenze della sua politica europea. LAVIADI WOLFGANG È un suo Sonderweg che cerca, oggi, Frau Merkel? Spesso pare proprio di sì, e la sensazione è rafforzata dall'evidente divaricazione che va manifestandosi tra lei e il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, il quale appartiene a una generazione politica per la quale l'integrazione con i vicini è invece una scelta dettata da convinzioni profonde. La tentazione del «noi siamo diversi» porta con sé rischi pesanti. Lo stesso Schmidt e un altro europeista convinto, l'ex ministro degli Esteri Joschka Fischer, hanno richiamato, settimane fa, il rischio che la Germania, la quale due volte nel secolo scorso ha sovvertito l'ordine europeo con la guerra, torni ad essere «il nemico» per i suoi vicini, susciti non invidia ma odio, si faccia capro espiatorio di colpe che non sono certo soltanto sue. Chiunque oggi è in grado di percepire l'ostilità che circonda oggi il Paese di Mezzo, magari anche solo per una partita di calcio. Quello che può portare Angela Merkel al disastro è il non capire che la solidarietà europea, che ha permesso alla Germania di risorgere dopo la guerra e poi di riunirsi, non è un sentimento per anime belle, da reprimere con il duro realismo delle leggi di bilancio, ma la condizione perché anche la Repubblica federale conti nel mondo e non sia travolta dalla crisi. Forse anche prima e peggio dei Paesi che non hanno saputo tenere in ordine i conti. Il premier Mario Monti e la cancelliera Angela Merkel l'altro giorno a Roma FOTO ANSA NINNIANDRIOLO ROMA Merkel & Schäuble, le due anime del rigore PerchéAngela insistecon la lineadura?Prigioniera dellapoliticadicasasua? Certo.Epoic'è il suo ministroalleFinanze, unconvintoeuropeista... L'ANALISI PAOLOSOLDINI paolocarlosoldini@libero.it Monti striglia l'Europa «La priorità è lo spread» Ultimatum del premier: «Sì alla Tobin tax se viene varato lo scudo» L'incontro con Juncker A Bruxelles: «Nelle trattative sarò ostinato» SEGUEDALLAPRIMA Il pensiero corre al professor Giavazzi che salutò come una buona notizia l'evento più catastrofico di tutta la storia (il fallimento di Lehman Brothers). Ieri è stato il turno de Il Fatto Quotidiano che in un articolo di Vittorio Malagutti si scaglia contro la sottoscrizione da parte dello Stato di Tremonti bond emessi dal Monte dei Paschi per circa 1.5 miliardi. Contando quelli già sottoscritti, lo Stato fornirà fondi alla banca senese per 3.4 miliardi, una cifra ben superiore alla sua attuale capitalizzazione. L'argomento è più o meno questo: invece di fare un'operazione di mercato come un aumento di capitale, la banca si rivolge a Roma e ottiene dalla «politica» un salvagente. La ragione ultima sarebbe che la politica senese (targata Pd) non vuole mollare la presa sulla banca, cosa che avverrebbe con un aumento di capitale mentre non avverrà con i Tremonti bond. La tecnica è più o meno questa, si offre una rappresentazione non falsa ma parziale della realtà e su questa ci si costruisce sopra una storia che solletica le corde del lettore: sparare sulle banche e sulla politica in un colpo solo viene facile facile. Una rappresentazione parziale vediamo perché. 1. Ci si rende conto cosa significa fare adesso un aumento di capitale? Missione impossibile reperire i fondi presso i risparmiatori o gli investitori istituzionali, l'unica strada sarebbe andare da una grande banca internazionale e svendere la terza banca del Paese. 2. Cosa vuol dire poi un'operazione di mercato? I Tremonti bond non sono un regalo, hanno una cedola elevatissima, rischiano di pesare per diverse centinaia di milioni sul conto economico della banca, sono un vero cappio al collo. 3. I salvataggi delle banche effettuati in Italia sono ben poca cosa e sono stati fatti meglio rispetto a quello che si è visto negli altri Paesi. Appena 6 miliardi di Tremonti bond contro le decine di miliardi spesi dai governi tedeschi, inglesi, spagnoli. I Tremonti bond sono poi stati un affare per lo Stato italiano che, a differenza degli altri Stati, non ha perso un euro, anzi ci ha guadagnato (uno spread del 5%). 4. È indubbio che la Fondazione che controlla il Monte non voleva un aumento di capitale, ma ci si scorda di rammentare che la politica senese sembra aver rotto con il passato con la nomina di un management che conosce il mestiere e di un Cda dove non siedono politici. Dopo i disastri anche recenti, sono state scelte complicate che hanno portato addirittura alle dimissioni del sindaco. Lasciamo stare le facili interpretazioni. La situazione della banca è difficile e a Siena non si lotta per conservare il potere quanto per la sopravvivenza di un patrimonio per l'intero Paese. Sarebbe bene tenerlo a mente e dare un'apertura di credito al nuovo piano industriale che è ben lontano dalle avventure degli ultimi anni. Il Montepaschi, i Tremonti bond e la facile storia de «Il Fatto» ILCORSIVO EMILIOBARUCCI giovedì 28 giugno 2012 5
Montepremi 2.819.982,50 Nessun6 All'unico5 940.746,17 Vinconoconpunti4 2.417,12 Vinconoconpunti3 222,08 Vinconoconpunti2 8,01 ROBERTOMONTEFORTE ROMA InumeridelSiVinceTutto 5 11 12 35 47 85 «È indispensabile che le istituzioni tutte profondano ogni sforzo, anche sul piano dei rapporti internazionali, per giungere a una compiuta ricostruzione di quanto avvenne quella drammatica notte nei cieli di Ustica». Perché non ci si può arrendere di fronte al muro di gomma, neanche dopo oltre tre decenni. Così, nella ricorrenza del trentaduesimo anniversario del disastro di Ustica, la lettera che Giorgio Napolitano ha inviato a Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage, suona come un nuovo appello, perché «è motivo di profonda amarezza - scrive il capo dello Stato dover constatare come lunghi anni di indagini non abbiano ancora consentito di individuare i responsabili di una vicenda così tragica e inquietante». Una tragedia rimasta ferma a quella notte, era il 27 giugno 1980, senza che sia stato ancora possibile accertare la verità sull'incidente che costò la vita a 81 persone. Con appelli che ritornano dalla cerimonia di commemorazione svoltasi ieri a Bologna, da dove decollò l'aereo, fino al Parlamento - in attesa dell'esito della nuova rogatoria internazionale che la Procura di Roma, dopo la caduta del regime di Muhammar Gheddafi, ha inoltrato al governo transitorio di Tripoli per avere informazioni sul disastro del Dc9 Itavia precipitato in Sicilia. «TROVATEJALLOUD» Le nuove richieste al governo libico fanno seguito alle iniziative analoghe avviate da tempo nei confronti di Francia, Stati Uniti, Belgio e Germania, nell'ambito dell'inchiesta che vede la magistratura romana procedere per strage nei confronti di ignoti. Dopo l'assoluzione di alcuni generali dell'Aeronautica accusati di alto tradimento, la Procura ha avviato un nuovo procedimento nel 2008 sulla base di dichiarazioni fatte dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il quale disse di sapere che «c'era un aereo francese che si mise sotto il Dc9 Itavia e lanciò un missile per sbaglio» e che «i francesi sapevano che sarebbe passato l'aereo di Gheddafi». «Si potrebbe interrogare Jalloud per capire se è vero quello che il suo capo, Gheddafi, ha sempre sostenuto: ovvero che era lui la vittima designata di quanto successe quella notte», sottolinea Daria Bonfietti, che ha presentato un'istanza in Procura chiedendo di trovare l'esponente del vecchio regime libico Abdel Salam Jalloud, mentre l'avvocato Alessandro Gamberini - sempre per l'associazione dei familiari delle vittime - ricorda un particolare «significativo»: «La Jamaria libica (il governo instaurato da Gheddafi, ndr) comprò una pagina del “Giornale di Sicilia” come necrologio alle vittime, due giorni dopo la strage». Uno degli interlocutori, per i parenti delle vittime, è quindi diventato adesso il governo Monti, al quale si chiede di essere più «forte e determinato», nel chiedere risposte dai «Paesi amici». Ma certo, più che speranza, c'è tanta rabbia. Come quella sollevata dal ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato contro i risarcimenti decisi dal tribunale civile di Palermo: «È la prova che le nostre istituzioni faticano ad accettare che il Dc9 sia stato abbattuto», dicono dall'Associazione dei familiari. Con la beffa di un appello fissato per il 2015. Così, mentre i presidenti di Camera e Senato lanciano i loro messaggi sottolineando la necessità di fare finalmente chiarezza, in aula, a Montecitorio, la vicepresidente dei deputati Pd, Rosa Calipari, s'indigna. «Celebrare nomi, date e anniversari senza compiere tutto per appurare la verità è un atto ipocrita e assolutamente improduttivo», dice. E per questo sollecita a compiere tutti i passi utili a ricercare la collaborazione degli altri Paesi, a partire da quelli che per “dispiegamento” naturale di forze sono stati vicini al luogo dell'incidente (come le strutture militari statunitensi, gli aeroporti francesi, le unità in navigazioni inglesi). «È necessario riaprire concretamente la collaborazione con la Nato - sottolinea Rosa Villeco Calipari - e attivare anche una nuova cooperazione nei rapporti con la Libia». Promette di continuare a lavorare per tenere viva la memoria e la ricerca dei colpevoli, intanto, il sindaco di Bologna Virginio Merola, che ci tiene però a sgombrare il campo dalle «polemiche sterili» prodotte da tesi differenti da quella del conflitto e che «rischiano solo di farci perdere tempo nella dura e tortuosa strada che deve portare alla verità». Una premessa con la quale si associa nel chiedere al governo nazionale di fare il possibile affinché arrivi una chiara risposta alle rogatorie. A Bologna, ieri, ha voluto esserci anche il neosindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che si è detto scandalizzato dalla «posizione di Paesi che si dicono europei», perché «che ci sta a fare l'Unione europea se gli stati di questa straordinaria intuizione profetica diventano fra di loro, nei loro rapporti, ostacoli all'accertamento dei diritti di verità e giustizia?». Tanti appelli, ai quali si aggiunge quello del governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, per quella che è «una battaglia di civiltà», per «sgomberare definitivamente il campo da omissioni, depistaggi, connivenze». Editoria, sì del Senato alla nuova legge SUPERENALOTTO Ustica, 32 anni senza verità Napolitano: fare ogni sforzo ILCASO Non saranno conteggiate le copie distribuite, ma quelle vendute: quindi non basterà più stampare per usufuire del finanziamento pubblico. E poi molto conteranno i livelli di occupazione professionale. Cambiano così i criteri di selezione e di accesso ai fondi per i giornali cooperativi, politici, locali e no profit, che sono stati ridefiniti dal decreto legge sull'editoria, approvato ieri in prima lettura dall'aula del Senato. I voti a favore sono stati 232, 18 i contrari, 30 gli astenuti. A dire sì sono stati i senatori di Pd, Pdl, Lega nord, Udc, Svp e Autonomie, Api e Fli. No solo dall'Idv con il voto in «dissenso» a favore del senatore Pardi. Il testo che si propone di regolare la fase transitoria fino al 2014, in attesa di una riforma più complessiva del settore che dovrebbe arrivare dalla legge delega in discussione a Montecitorio, dovrà essere convertito dalla Camera entro il 20 luglio. Durante l'esame a Palazzo Madama sono state apportate numerose modifiche al testo governativo, frutto in particolare della battaglia del senatore del Pd Vincenzo Vita. «Oggi è un giorno importante per l'editoria italiana. È stato approvato il provvedimento del governo, da noi da tempo sollecitato e sostenuto con convinzione dal sottosegretario Peluffo, che cambia finalmente i criteri di erogazione delle provvidenze per i giornali cooperativi, politici, locali, non profit» ha dichiarato Vita insieme alla relatrice, la senatrice Pd, Marilena Adamo. «Si sono individuati due riferimenti selettivi chiari: i contratti a tempo indeterminato e le copie effettivamente vendute. Infatti, il 50 % del finanziamento si fonda sui lavoratori assunti e l'altro 50 sulla qualità informativa delle testate. È poi passato un altro criterio fondamentale: il passaggio alla diffusione online non fa perdere i diritti all'erogazione, divenendo, in tal modo, una vera opportunità. Al riguardo dell'online, è stato approvata, su nostra proposta, la delegificazione per i periodici web di piccole dimensioni. Così come è passato l'emendamento che permette alle cooperative di giornalisti di acquisire la testata, senza perdere le opportunità pregresse. È stato accettato, poi, dal governo un odg impegnativo sull'emittenza radiofonica e televisiva locale». «Insomma, un passo avanti, cui ora - concludono i parlamentari del Pd - dovrà seguire la vera riforma del sistema ora alla Camera dei deputati con la delega chiesta dal governo». Non mancano però di sottolineare un punto critico, richiamato anche dai senatori degli altri gruppi che hanno votato a favore del provvedimento e da Mediacoop, l'associazione degli editori cooperativi: l'inadeguatezza del Fondo per l'editoria. Dai circa 50 milioni a bilancio si è passati a 120 milioni, ma per soddisfare le esigenze del settore, anche se «bonificato», occorrerebbe arrivare a 160 milioni di euro. Altrimenti la riforma rischia di essere zoppa. Lo sottolinea la Fnsi: ora che sono stati fissati criteri rigorosi, non ci sono più scuse per negare il finanziamento. Contraddittoria è anche la decisione di non conteggiare tra le copie vendute (per le quali è previsto un «rimborso» dello 0,25%) gli abbonamenti on line. MERCOLEDÌ27 GIUGNO Il corpo in mare di una delle 81 vittime del DC9 della compagnia aerea italiana Itavia, precipitato vicino all'isola di Ustica, il 27 giugno 1980 FOTO ANSA Nel giorno della commemorazione della strage il Capo dello Stato scrive ai familiari delle vittime «Occorre il massimo impegno delle istituzioni, anche a livello internazionale, per trovare la verità» VIRGINIALORI ROMA «Online idocumenti pubblici,orasiapra l'archiviodeiServizi» Èun vero eproprio portaleweb, quellochecontiene l'archivio dei materialidella stragedi Ustica, e cheèstato presentato ieri,prima dellacommemorazionedi Bologna, dallapresidentedell'Associazione deiparenti dellevittimedella strage diUstica. L'archiviocontiene le relazionidellecommissioni parlamentari,gli attigiudiziari, le perizie, le fotografie, le trasmissioni televisiveegli articolidei giornali, e tantialtridocumenti raccolti nel corsodegli anni: tuttodigitalizzato econsultabileonline. Lapresentazionedel sito (http://www.stragediustica.info)è stata l'occasione, per l'Associazione,per ribadire la richiestadi «una correttae trasparente tenutadegliarchivi delle istituzionidello Stato». In particolare,gli archividei Servizi, ha ripetutoDariaBonfietti, «non possonosempre esolo rimanereun grandemistero. Perquesto oggi sentodi doveralzare forte la richiestache siamessa a disposizione,almenodella giustizia, tutta ladocumentazionesul caso Ustica». . . . In attesa di risposta la rogatoria inoltrata a Tripoli dopo la caduta di Gheddafi . . . Dai parenti nuova istanza alla Procura di Roma: «Cercate gli esponenti del vecchio governo libico» giovedì 28 giugno 2012 9
Una cura pesante. È questa la strada intrapresa dal Monte dei Paschi di Siena per uscire dalla crisi e ripianare le perdite. Ieri il presidente Alessandro Profumo e l'amministratore delegato Fabrizio Viola hanno presentato il piano industriale 2012-2015. I punti principali prevedono un forte “dimagrimento” con la chiusura di 400 filiali ed una riduzione del numero dei dipendenti di 4.600 unità attraverso «una riorganizzazione del nostro assetto produttivo, facendo conto esclusivamente sulle uscite di persone che andranno in pensione, avendone maturato i diritti», ha spiegato Profumo. A questo ha continuato - sono da aggiungere «le uscite normali che abbiamo in un periodo di tre anni, perché abbiamo colleghi che si trasferiscono, che lasciano la banca per andare in altre aziende e così via». In più, «abbiamo un outsourcing dell'attività di back office, ma tutelando le posizioni di lavoro e abbiamo delle dismissioni». «Quindi -ha concluso Profumo- non parliamo di esuberi. È un piano che ha una fortissima sostenibilità sociale». Pensionamenti ed esternalizzazioni, dunque ma i sindacati sono poco convinti, giudicano il piano «del tutto irricevibile, perché non ha nessuna possibilità di rilanciare la banca e scarica tutto sui lavoratori». Il piano prevede inoltre l'ingresso di nuovi soci tramite un aumento di capitale senza il diritto di opzione e corposi aiuti di Stato, i così detti “Tremonti bond”, per complessivi 3,4 miliardi di euro (compresa la sostituzione di 1,9 miliardi emessi nel 2009 ndr), da restituire entro il 2015. OBIETTIVI Entrando più nel dettaglio, il piano prevede per il 2015 ricavi totali in calo dell'1%, un costo del credito di 77 punti base, riduzione del 4,3% rispetto al 2011 degli oneri operativi e un utile netto di circa 630 milioni. Per soddisfare le richieste provenienti dall'Eba (Autorità bancaria europea ndr) riguardo all'aumento della propria dotazione patrimoniale, la banca senese chiederà 1,5 miliardi di euro allo Stato, oltre agli 1,9 miliardi già “in cassa”. Il governo, su richiesta del ministro dell'Economia Corrado Passera, aveva dato l'ok per una sottoscrizione fino a due miliardi di euro. Ieri Alessandro Profumo ha specificato di «non conoscere ancora le condizioni che l'esecutivo ci farà», ma si è comunque impegnato a rientrare dal prestito entro il 2015. Per raggiungere questo scopo, il presidente di Mps ha precisato che ci sarà «bisogno di adottare una politica prudente nei dividendi e per questo, entro l'orizzonte di piano, ma non a breve, sarà lanciato un aumento di capitale da un miliardo, senza diritti di opzione per i soci». Il motivo è da ricercare nel fatto che un azionista molto rilevante come la Fondazione Mps non avrebbe la capacità di seguire l'aumento capitale. Non si sa ancora chi potranno essere i nuovi soci, ma la Fondazione verosimilmente scenderà fino a circa il 26% del capitale (adesso è al 36,5% ndr). Inoltre Mps, dopo la cessione di Biverbanca fruttata 203 milioni di euro, proseguirà la politica di razionalizzazioni e dismissioni. SINDACATI La parte più spinosa del piano è però quella che riguarda la chiusura di filiali e la riduzione dell'organico di 4.600 unità. Mps prevede in questo modo di diminuire il costo del lavoro da 2,195 a 1,896 miliardi di euro: la cifra si otterrebbe tramite il taglio di 2.360 unità permessa dal progetto di esternalizzazione, di 1.200 unità (di cui 700 già ottenute con la cessione di Biverbanca) dalla cessione di asset e per il resto «dalla differenza algebrica tra un numero ristretto di assunzioni e le uscite sia naturali che da pensionamenti obbligatori», come ha spiegato l'amministratore delegato Fabrizio Viola. Prevista anche la riduzione dell'organico di 100 dirigenti (20% del totale) e un taglio del 5% della retribuzione per 12 mesi. IL CASO ECONOMIA Cura da cavallo per Monte Paschi E utile nel 2015 Il presidente di Mps Alessandro Profumo e l'Ad Fabrizio Viola FOTO ANSA Nel piano una riduzione dell'organico di 4.600 unità e la chiusura di 400 filiali Vendita di asset GIUSEPPECARUSO MILANO Energia troppo cara, l'Authority apre un'indagine L'Italiaè al sesto postonellaclassifica europeadeiprezzi dell'elettricitàpiù elevati, comerilevatodalla relazione annualedell'Authoritydell'Energia. Proprionella relazionesi legge che «nonostante ilparziale recupero rispettoal passato, i prezzi italianiper laclasse di consumo 2.500-5.000 kilowattoraall'anno sonoancora relativamentepiù elevati (20,49 centesimidi europer kilowattora) rispettoalla mediaeuropea di 18,16 centesimi,con un differenzialedel 12,8%». Dopoquesta premessa, la denuncia: la liberalizzazionedelmercato elettrico nonfunzionacome dovrebbee l'attesacompetizionesul fronte dei prezzinon dà i frutti sperati. Le offerte alle famigliesono infatti spesso persinomenoconvenienti rispetto alle tariffedeciseogni tremesi per il mercatotutelato, a tutto svantaggio deiconsumatori.Ladenunciaarriva dalpresidente dell'Autorità, Guido Bortoni, chehadeciso di avviare un'indagine inmateria, annettendo all'inchiestaanche il settore gas. L'obiettivoè anchequello di «comprendere lebarriere che rallentano la maturazionedelmercato retail». Unmodoper facilitare ulteriormente i consumatoricomunqueci sarebbe. «Partedelgettito Irespotrebbeessere destinatoa compensareuna riduzione dell'Ivasullecomponenti tariffarie parafiscalinelle bollette»,haproposto Bortoni,non dimenticandoneanche di dareun suggerimento sulle rinnovabili.Dopo ilboom del fotovoltaico(+463% nel 2011), èora di spostare le risorsesullealtre fonti, ha detto ilpresidente dell'Autorità, a partiredalle rinnovabili termichee dall'efficienzaenergetica. La debolezza delle banche italiane inizia ad attirare l'interesse dei grandi gruppi creditizi europei e di fondi speculativi per nulla rassicuranti e trasparenti. Deutsche Bank, una delle grandi banche tedesche, ha comunicato di avere una partecipazione potenziale del 6,07% in Unicredit attraverso la disponibilità di opzioni su una quota analoga del capitale. È quanto emerge dagli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti che danno conto dell'ingresso del fondo Pamplona nel capitale della banca italiana con una quota del 5,011%. L'altro ieri Deutsche Bank, si legge sul sito della Consob, «ha comunicato di detenere una partecipazione potenziale» in Unicredit «pari al 6,070% derivante dall'esercizio di facoltà contrattuali». Relativamente a una quota pari al 5,011%, equivalente a quella acquistata dal gruppo Pamplona, «la partecipazione potenziale deriva da opzioni di acquisto, regolabili in tranche per consegna fisica o differenziale in denaro a scelta della controparte, in un periodo compreso tra un anno e dieci mesi e due anni dal 26 giugno 2012». Teoricamente, dunque, tra aprile e giugno del 2014 Pamplona potrebbe decidere di vendere la sua quota, oggetto di opzioni incrociate con Deutsche Bank, al colosso bancario tedesco. Ma l'attivismo di Deutsche Bank su Unicredit non si ferma qui. Il gruppo tedesco dispone di una ulteriore partecipazione potenziale del'1,059% legata ad «opzioni di acquisto stipulate con diverse controparti regolabili per consegna fisica (in questo caso non c'è facoltà di cash settlement) ed esercitabili in un periodo compreso tra il 5 luglio 2012 e il 19 dicembre 2014». Nella nota con cui Deutsche Bank comunicava di aver fornito «supporto finanziario» a Pamplona per l'acquisto del 3,02% del capitale di Unicredit che ha permesso al fondo londinese di salire al 5,01% della banca guidata da Federico Ghizzoni, l'istituto tedesco assicurava che «in nessun caso nell' esecuzione dell'operazione Deutsche Bank acquisterà e manterrà azioni UniCredit». Resta da capire se l'interesse del fondo Pamplona, sostenuto dai finanziamenti di Deutsche Bank, è solo momentaneo o se determinerà una presenza stabile nel capitale di Unicredit, dove sono già presenti fondi degli Emirati arabi e della Libia. Unicredit nel mirino Deutsche Bank rastrella il 6% . . . Alessandro Profumo: «È un piano credibile, scritto con il vento in prua e socialmente sostenibile» giovedì 28 giugno 2012 11
TV 06.45 Unomattina. Rubrica 07.10 Euromattina. Sport 10.10 Unomattina Vitabella. Rubrica 11.00 Unomattina Storie Vere. Rubrica 12.00 La prova del cuoco. Show. 13.30 TG 1. Informazione 14.00 TG1 - Economia. Informazione 14.10 Verdetto Finale. Show. 15.15 Veleni a Guguleto. Film Dramma romantico. (2006) Regia di Peter Samann. Con Christine Neubauer, Francis FultonSmith, Timothy Peach. 16.50 TG Parlamento. Informazione 17.00 TG 1. Informazione 17.15 Heartland. Serie TV 18.00 Il Commissario Rex. Serie TV 18.50 Reazione a catena. Show. 20.00 TG 1. Informazione 20.25 Calcio Campionati Europei di Calcio 2012: Germania - Italia. Sport 23.00 Tg1 60 Secondi. Informazione 23.05 Notti Europee. Rubrica 00.35 TG 1 - NOTTE. Informazione 01.05 Che tempo fa. Informazione 01.10 Cinematografo Speciale. Attualita' 02.10 Rai Educational In Italia. Educazione 07.30 Cartoon Flakes. 10.20 La complicata vita di Christine. Serie TV 10.40 Tg2 Insieme Estate. 11.00 “Giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato”. 12.00 La nostra amica Robbie. 13.00 Tg 2. Informazione 13.30 TG 2 E...state con Costume. Rubrica 13.50 Medicina 33. Rubrica 14.00 Rai Sport - Dribbling Europei. Sport 14.45 Senza Traccia. Serie TV 15.35 Due uomini e mezzo. Serie TV 16.00 Dalla Camera dei Deputati trasmettiamo le interrogazioni a risposta immediata dei Senatori ai rappresentanti del Governo. Informazione 17.15 Crazy Parede. 17.50 Rai TG Sport. 18.15 TG 2. Informazione 18.45 Cold Case. Serie TV 19.35 Ghost Whisperer. 20.25 Estrazioni del Lotto. 20.30 Tg2. Informazione 21.05 Private Practice. Serie TV Con Kate Walsh, Taye Diggs, Audra McDonald. 22.25 Private Practice. Serie TV Con Kate Walsh, Taye Diggs, Audra McDonald. 22.40 Brothers & Sisters. Serie TV Con Sally Field, Dave Annable 23.25 Tg2. Informazione 23.40 Rai 150 anni. Attualita' 00.35 Rai Parlamento Telegiornale. Informazione 08.00 Agorà. Talk Show. 10.10 La Storia siamo noi. Documentario 11.00 Apprescindere. Talk Show. 11.15 Agente Pepper. Serie TV 12.00 TG3. Informazione 12.01 Rai Sport Notizie. 12.45 Sabrina vita da strega. Serie TV 13.10 La strada per la felicita'. Soap Opera 14.00 Tg Regione. 14.20 TG3. Informazione 15.00 La casa nella prateria. Serie TV 15.50 Good Morning Vietnam. Film Commedia. (1987) Regia di Barry Levinson. Con Robin Williams 17.20 GEOMagazine 2012. Documentario 19.00 TG3. Informazione 19.30 Tg Regione. 20.00 RaiSport Stadio Europa. Rubrica 20.25 Blob. Rubrica 20.35 Un posto al sole. Serie TV 21.05 Sulle tracce del crimine. Serie TV Con Xavier Deluc, Virginie Caliarì, Kamel Belghazì, Chrystelle Labaudi. 22.10 Sulle tracce del crimine. Serie TV Con Xavier Deluc, Virginie Caliarì. 23.00 Tg Regione. Informazione 23.05 Tg3 Linea notte. Informazione 23.15 Meteo 3. Informazione 23.40 Nanuk Short. Rubrica 06.50 Magnum P.I. Serie TV 07.45 Più forte ragazzi. Serie TV 08.40 Sentinel. Serie TV 09.50 Monk. Serie TV 10.50 Ricette di famiglia. Rubrica 11.30 Tg4 - Telegiornale. Informazione 12.00 Cuore contro cuore. Serie TV 12.55 Distretto di Polizia I. Serie TV 14.05 Forum. Rubrica 15.10 Wol un poliziotto a Berlino. Serie TV 16.05 My Life - Segreti e passioni. Soap Opera 16.30 La mortadella. Film Commedia. (1971) Regia di Mario Monicelli. Con Sophia Loren 18.55 Tg4 - Telegiornale. 19.35 Ricette di sera. Rubrica 19.45 Tempesta d'amore. Soap Opera 20.25 La signora in giallo. Serie TV 21.10 Fantozzi 2000 - La clonazione. Film Commedia. (1999) Regia di Domenico Severini. Con Paolo Villaggio, Milena Vukotic, Anna Mazzamauro. 23.20 Criminal intent. Serie TV 00.05 Sognando Italia. Rubrica 01.00 Cinema d'estate. Show. 01.02 American grati. Film Commedia. (1973) Regia di George Lucas. Con Richard Dreyfuss. 08.00 Tg5 - Mattina. Informazione 08.36 L'amore a tredici anni. Film Commedia. (2002) Regia di Mark Medo. Con Sheryl Lee, Joe Pichler, Jesse Plemons. 11.00 Forum. Rubrica 13.00 Tg5. Informazione 13.41 Beautiful. Soap Opera 14.10 Centovetrine. Soap Opera 14.45 Pomeriggio cinque cronaca. Talk Show. 16.51 Rosamunde Pilcher: Lascia che sia amore. Film Storia d'amore. (2009) Regia di Stefan Bartmann. Con Raphaël Vogt, Janina Flieger, Peter Sattmann. 18.45 Il Braccio e la Mente. Gioco A Quiz 20.00 Tg5. Informazione 20.31 Veline. Show. 21.20 Che pasticcio, Bridget Jones!. Film Commedia. (2004) Regia di Beeban Kidron. Con Renée Zellweger, Colin Firth, Hugh Grant. 22.04 Tgcom. Informazione 22.05 Meteo 5. Informazione 23.30 Friends with money. Film Commedia. (2006) Regia di Nicole Holofcener. Con Jennifer Aniston, Frances McDormand, Joan Cusack. 07.20 Hannah Montana. Serie TV 08.10 Cartoni animati 10.30 Dawson's Creek. Serie TV 12.25 Studio aperto. Informazione 13.02 Studio sport. Informazione 13.40 Futurama. Cartoni Animati 14.10 I Simpson. Cartoni Animati 14.35 Dragon ball. Cartoni Animati 15.00 Gossip girl. Serie TV 15.55 Le cose che amo di te. Serie TV 16.45 Mammoni - Short. Reality Show. 17.10 Friends. Serie TV 17.35 Mercante in fiera. Gioco A Quiz 18.30 Studio aperto. Informazione 19.00 Studio sport. Informazione 19.25 C.S.I. New York. Serie TV 21.10 Confessine reporter. Informazione Con Stella Pende. 00.00 Hostel. Film Horror. (2005) Regia di Eli Roth. Con Jay Hernandez, Derek Richardson, Eythor Gudjonsson. 00.57 Tgcom. Informazione 01.00 Meteo. Informazione 01.55 Saving Grace. Serie TV 02.40 Studio aperto - La giornata. Informazione 06.55 Movie Flash. Rubrica 07.00 Omnibus. Informazione 07.30 Tg La7. Informazione 09.45 Coee Break. Talk Show. 11.10 Ti ci porto io (R). Rubrica 12.30 I menù di Benedetta (R). Rubrica 13.30 Tg La7. Informazione 14.05 Movie Flash. Rubrica 14.40 Baby Boom. Film Commedia. (1987) Regia di Charles Shyer. Con Diane Keaton. 16.10 L'Ispettore Barnaby. Serie TV 18.00 I menù di Benedetta (R). Rubrica 18.55 Cuochi e fiamme. Show. 20.00 Tg La7. Informazione 20.30 Otto e mezzo. Rubrica 21.10 La casa della gioia. Film Commedia. (2000) Regia Terence Davies. Con Gillian Anderson, Eric Stoltz. 00.05 Tg La7. Informazione 00.10 Tg La7 Sport. Informazione 00.15 Halifax - Unità Speciale. Serie TV Con Rebecca Gibney, Danny Adcock, Dawn Bamforth, Nicholas Bell, Chris Broadstock, Jason Buckley. 02.05 Movie Flash. Rubrica 21.00 Sky Cine News - Viva l'Italia. Rubrica 21.10 Thor. Film Azione. (2011) Regia di Kenneth Branagh. Con Chris Hemsworth, Natalie Portman, Anthony Hopkins, Tom Hiddleston, Jaimie Alexander, Josh Dallas, Ray Stevenson, Tadanobu Asano, Idris Elba, Rene Russo, Justin Chatwin. SKY CINEMA 1HD 21.00 Alaska. Film Avventura. (1996) Regia di F. Heston. Con T. Birch V. Kartheiser. 22.55 Sognando Beckham. Film Commedia. (2002) Regia di G. Chadha. Con P. Nagra K. Knightley. 00.50 Ant Bully - Una vita da formica. Film Animazione. (2006) Regia di J. Davis. 21.00 Diritto d'amare. Film Drammatico. (1988) Regia di L. Nimoy. Con D. Keaton L. Neeson. 22.55 Se sei così ti dico sì. Film Commedia. (2011) Regia di E. Cappuccio. Con E. Solfrizzi B. Rodriguez. 00.45 La versione di Barney. Film Commedia. (2010) Regia di R. Lewis. Con P. Giamatti D. Homan. 19.15 Leone il cane fifone. Cartoni Animati 19.40 Redakai: Alla conquista di Kairu. Cartoni Animati 20.05 Ben 10 Ultimate Alien. Cartoni Animati 20.30 Lo straordinario mondo di Gumball. Cartoni Animati 20.55 Adventure Time. Cartoni Animati 21.20 Brutti e cattivi. Cartoni Animati 18.00 Miti da sfatare. Documentario 19.00 Come è fatto. Documentario 19.30 Come è fatto. Documentario 20.00 Top Gear. Documentario 21.00 Top Gear USA. Documentario 22.00 Deadliest Catch. Documentario 23.00 La febbre dell'oro: Mare di Bering. Documentario 18.55 Deejay TG. Informazione 19.00 Una splendida annata. Show. 20.00 Lorem Ipsum. Attualita' 20.20 Una splendida annata. Show. 21.00 Fuori frigo. Attualita' 21.30 Lincoln Heights. Serie TV 23.30 Jack Osbourne No Limits. Reportage DEEJAY TV 19.20 La vita segreta di una Teenager Americana. Serie TV Con Shailene Woodley, Kenny Baumann, Mark Derwin. 20.20 Il Testimone. Reportage 20.40 Il Testimone. Reportage 21.10 I Soliti Idioti. Show. 22.50 Mike Judge's Beavis and ButtHead: Il Ritorno. Serie TV MTV RAI 1 20.25: Germania - Italia Sport. La tensione sala a Marsiglia. La capitale polacca ospita la seconda semifinale. 21.05: Private Practice Serie Tv con K. Walsh. Charlotte, rimasta vittima di un'aggressione, arriva ferita in ospedale. 21.05: Sulle tracce del crimine Serie Tv con X. Deluc. Continuano le indagini della sezione speciale della Polizia Nazionale Francese. 21.10: Fantozzi 2000 - La clonazione. Film con Paolo Villaggio. Nella Mega ditta si propone la clonazione del ragionier Fantozzi. 21.20: Che pasticcio, Bridget Jones! Film con R. Zellweger. La coppia Bridget e Darcy viene messa a dura prova. 21.10: Professione reporter Informazione con S. Pende. La giornalista mostra tutto ciò che accade dietro e davanti alle telecamere. 21.10: La casa della gioa. Film con Eric Stoltz. Lily Barth, nella New York di inizio secolo, coltiva un sogno. RAI 2 RAI 3 RETE 4 CANALE 5 ITALIA 1 LA 7 DISCOVERY CHANNEL CARTOON NETWORK SKY CINEMA PASSION SKY CINEMA FAMILY ECOSÌ,ANCHEBALLARÒÈANDATOIN VACANZA. UNA VERA E PROPRIA DEFEZIONE, PROPRIO MENTRE TUTTI I PIÙ GRAVI PROBLEMI DEL PAESE SONO ARRIVATIALL'ACME.E proprio mentre perfino il calcio è in bilico tra la gioia e l'abbandono di ogni speranza. Ma, per scaramanzia, di questo meglio non parlarne neanche. Parliamo invece di Giovanni Floris, “Giova” per il comico Maurizio Crozza, che gli ha rimproverato l'abbandono sul campo. E Floris, per vendicarsi delle giuste critiche, per l'ultima puntata ha chiamato in causa Benigni, in qualche modo oscurando il primato di Crozza. Cosicché Benigni ha citato da par suo metafore dantesche sulla situazione politica, così complessa da non poterla contenere nei gironi infernali, né in purgatorio e paradiso. Tanto che, per Bersani, il grandissimo toscano ha introdotto la dimensione dell'Eden. Mentre per il povero Angelino Alfano non ha potuto trovare una collocazione ed è stato costretto a chiedere una domanda di riserva. Inutile dire che la signora Merkel è finita all'inferno, un posto, peraltro, che Dante ha voluto popolato di grandi politici. Mentre tra i politici attuali continuano a imperversare i mediocrissimi resti del berlusconismo, molecole impazzite di un fenomeno già in sé pazzesco. E questo imperversare privo di vergogna è l'unico motivo che questa volta non ci farà rimpiangere l'assenza di Ballarò. Infatti, si parla tanto di antipolitica e poi ogni sera tornano in tv, come rigurgiti, gli avanzi del pasto pesante delle «cene eleganti», uomini e purtroppo donne che ancora ci vengono a «scassare i cabasisi» (come direbbe Montalbano) con la “minchiata” della rivoluzione liberale di Berlusconi! Ma dai. Chi ci ha creduto vent'anni fa merita qualche compassione, ma chi ci crede ancora oggi, non merita neanche il rispetto che si deve ai matti. Perché i matti non sono mica fessi. Sulpiùbello (o brutto) seneva pure Ballarò FRONTEDELVIDEO MARIANOVELLAOPPO U: giovedì 28 giugno 2012 23
EUTANASIA O ACCANIMENTO TERAPEUTICO? PER IL MADRE, MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA A DONNAREGINA, NAPOLI, SIAMO AL DILEMMA BIOETICO, ormai. Bambole, non c'è una lira: si chiude. Anzi no: arriveranno finanziamenti straordinari e si ripartirà, più belli e più superbi che pria. Intanto, del museo in senso tecnico, ma anche etico ed estetico, l'antico palazzo Donnaregina di via Settembrini sormontato dalla scultura del Cavallo di Mimmo Paladino che vigila sui tetti del centro storico non ha più niente. Sale desolatamente vuote, secchi d'acqua rovesciati per terra e sedie girate verso il nulla: roba altamente simbolica, se vogliamo, giacché sforzando la fantasia anche la desertificazione museale è una forma d'arte. PERCORSICANCELLATI Tuttavia, c'è stato un tempo in cui le opere c'erano: Koons, Kounellis, Kapoor, Horn, Paolini, Serra, Lewitt, Bianchi, Clemente, lo stesso Paladino. A parte il Cavallo, che sarà complicato rimuovere ma prima o poi toccherà pure a lui, tutto emigrato verso altri lidi. Restano cinque opere, di proprietà della Fondazione Donnaregina, ma per due di esse, di Gianni Pisani e Carl Andre, è già in atto un braccio di ferro tra la direzione del Museo e l'artista in un caso e la vedova del gallerista Konrad Fischer nell'altro: entrambi reclamano la restituzione, visto che i donatori nel frattempo sono passati a miglior vita. E quindi, ai due/tre visitatori al giorno, per lo più turisti orientali capitati per caso o su indicazione di guide datate, il panorama che si presenta è quello di interi percorsi cancellati e stanze murate. Proprio così: murate. Una decisione assunta recentemente dal presidente della Fondazione, l'amministrativista Pierpaolo Forte, combattuto tra l'imperativo di continuare a fare le nozze con i fichi secchi per non tradire la fiducia della Regione che l'ha nominato, e il desiderio di sbarrare per sempre il pesante portone d'ingresso. Da un anno, il Madre è senza direttore artistico: in attesa di un bando internazionale sempre annunciato ma mai pubblicato, la Regione ha compulsato grossi nomi dell'arte internazionale, ricevendo secchi dinieghi. L'ultimo direttore (ma anche l'unico, fin dall'apertura, nel giugno del 2005) è stato Eduardo Cicelyn, già giornalista de il Mattino, prima demansionato e poi, un mese e mezzo fa, licenziato in tronco per essersi rifiutato di firmare il bilancio di previsione 2012: «Sono stato giudicato colpevole di aver spiegato che la Fondazione ha già impegnato e speso nei primi 4 mesi dell'anno risorse superiori a quelle affidateci dalla Regione per l'esercizio in corso. I finanziamenti europei più volte annunciati dall'assessore Miraglia sono sempre svaniti prima di arrivare a destinazione, col risultato che nessuno in Fondazione ha più il coraggio di affrontare il bilancio consuntivo 2011, i cui numeri immaginari mostrano un deficit preoccupante, mentre quelli reali hanno innescato la miccia di un disavanzo da paura». I numeri dello sbilancio si rintracciano nella relazione depositata lo scorso 4 maggio dal direttore amministrativo Gianni Limone: a fronte di crediti (la massima parte dei quali inesigibili) per 7 milioni e 871mila euro, il Madre ha debiti per 9 milioni e 449mila euro. Conclusione di Limone: il museo versa «in uno stato di grave sofferenza patrimoniale, economica e finanziaria». Insomma, se anche intervenisse subito, la Regione al massimo riuscirebbe ad evitare il deposito dei libri in Tribunale. Per il rilancio, occorrerebbero altre risorse. Che non ci sono. UNAVORAGINE ECONOMICA Da Palazzo Santa Lucia filtra qualche cifra: 2,3 milioni subito e 5,6 milioni dilazionati in due anni. «Sarebbero una goccia nell'oceano e rappresenterebbero comunque la metà di quanto la precedente giunta ci aveva lasciato in dotazione e che l'amministrazione Caldoro cancellò quasi subito - spiega l'ex direttore. - Ma la questione finanziaria è niente rispetto alla perdita di patrimonio e di credibilità del Museo: bisognerà ricostruire l'intera collezione storica e riprogrammare tutto. È una parola». Già, anche perché tutta la strategia della giunta regionale è crollata miseramente. In due anni, oltre a non metterci un centesimo, la Miraglia ha cambiato due volte il Cda (nel primo riuscì a coinvolgere anche il giurista Natalino Irti, che però gettò subito la spugna) e modificato lo Statuto. Aprendo ai privati. Ma al portone di Palazzo Donnaregina non ha mai bussato nessuno. E, tra eutanasia e accanimento terapeutico, Cicelyn propone una terza possibile interpretazione: «Hanno fatto il delitto perfetto». Difficile dargli torto. ILLUTTO : AddioNoraEphron, labrillantesignoradegli«Affaridicuore» P. 20 LETTURE : Basaglia, labiografiadel«medicodeimatti» firmatadaPivetta P. 21 LASTORIA : I90annidiPaoloMagrini, ilpostinodiBottegheOscure P. 22 U: IlmuseoMadrediNapoli sormontato dalcelebre«Cavallo» realizzato daMimmo Paladino SOSPATRIMONIO Orfani diMADRE Cosìmuore ilmuseo d'artemodernadiNapoli Stanzemurate, salevuote,operetrasferitealtrove.Anche ildirettoreartisticoèdimissionario.LaRegioneCampania promettefinanziamentimail rischiodichiusuraèaltissimo MASSIMILIANOAMATO NAPOLI ... Restanosolocinqueopere maperduediesseè inatto unadisputa legale tra iproprietarie laFondazione giovedì 28 giugno 2012 19
L'inattesosuccessodel movimentostudentesco «YoSoy132»fapaura al favoritodelleelezioni delprimoluglio.L'altra variabile?Sonoinarcos ILDOSSIER FABRIZIOLORUSSO CITTÀDELMESSICOUna svolta inattesa staspeziando con peperon-cino jalapeño le elezionimessicane del primo lu-glio. Ottanta milioni dicittadini, su un totale di 113 milioni di abitanti, sono chiamati a rinnovare il parlamento e il presidente della Repubblica. Ieri si è chiusa la campagna elettorale, ma il risultato finale, dato per scontato fino a un mese fa, è oggi più incerto. Il voto degli indecisi è stimato intorno al 20% e le grosse differenze nei diversi sondaggi pubblicati quotidianamente rendono il quadro confuso. È stata l'irruzione sulla scena politica di un nuovo movimento studentesco, il YoSoy132 («IoSono132» in italiano), a ridimensionare l'aspettativa di una vittoria facile del favorito Partido Revolucionario Institucional (Pri) e del suo candidato, Enrique Peña. YoSoy132 nasce l'11 maggio dopo una conferenza di Peña in un'università privata di Mexico City: l'uomo politico viene fortemente contestato dagli studenti e neintemeno che costretto a nascondendosi in un bagno. Il presidente del suo partito accusa i giovani di non essere alunni dell'ateneo e d'essere stati «cooptati da altri partiti». Si scatena l'ira della comunità universitaria che pubblica un video su YouTube in cui 131 studenti mostrano il loro tesserino. Da tutto il Paese arrivano altri video di solidarietà e così giovani, lavoratori e simpatizzanti dichiarano: «Anch'io sono 132». Da Facebook e Twitter si passa alle piazze, con attività a ripetizione per protestare contro il duopolio televisivo di TvAzteca e TeleVisa, l'imposizione di un presidente da parte dei media collusi col potere e la democratizzazione dell'informazione. Un reportage del quotidiano inglese The Guardian ha rivelato i patti («dirty tricks») tra TeleVisa e Peña per spingere la sua candidatura e osteggiare i rivali. YoSoy132 si coordina in rete e in assemblee, è apartitico, anche se una parte del movimento s'unisce alle periodiche manifestazioni anti-Peña, anch'esse convocate dai social network contro il ritorno del PRI. Il 20 maggio nelle strade della capitale erano in 50 mila, poi 100 mila il 10 giugno e il 24 sfileranno di nuovo. Il Pri, ex partito dominante al potere per 71 anni, fu sconfitto nel 2000 dal conservatore Partido Acción Nacional (Pan) che governa tuttora. Nella coalizione «Compromesso per il Messico» che sostiene Peña c'è anche il Partido Verde, una formazione in mano a una sola famiglia che, unica al mondo tra i verdi, ha proposto l'introduzione della pena di morte e sopravvive grazie a pratiche trasformiste e populiste. Sebbene sia ancora in testa nei sondaggi, Peña ha visto avvicinarsi i suoi avversari, la conservatrice Josefina Vázquez del Pan e il leader delle sinistre Andrés Manuel López Obrador che è secondo con un distacco tra i 4 e i 12 punti percentuali a seconda del sondaggio. In un lontano quarto posto resta Gabriel Quadri del Partido Nueva Alianza. Malgrado il suo discorso liberal-progressista e le sue proposte innovative, è considerato un candidato poco credibile. Infatti, il suo partito è un'emanazione diretta del sindacato nazionale dei docenti, un residuo corporativo del vecchio regime, totalmente controllato dalla sua presidentessa vitalizia Elba Gordillo, vicina al Pri. STRATEGIEACONFRONTO I primi due dibattiti ufficiali tra i contendenti non sembrano aver modificato molto le intenzioni di voto, ma il tetto del consenso verso Peña è cominciato a scricchiolare con l'esplosione di YoSoy132 nelle piazze e dopo il dibattito presidenziale, primo e unico nella storia messicana, organizzato autonomamente dagli studenti il 19 giugno. Solo il candidato del Pri ha declinato l'invito in quanto sarebbe mancato «uno spazio neutrale per un dibattito in condizioni di equità» in un'iniziativa ritenuta «contro la sua persona e il suo progetto». Il confronto ha avuto un successo enorme e gli altri aspiranti alla presidenza si sono confrontati sui temi del narcotraffico, della lotta ai monopoli e sulla strategia energetica. Vázquez promette continuità nella guerra ai narcos e l'uso dell'esercito, malgrado i 60 mila morti causati da questa strategia negli ultimi sei anni. Apre all'ingresso dei privati nella compagni petrolifera nazionale Pemex e alla lotta ai monopoli nelle telecomunicazioni. Si oppone all'interruzione volontaria della gravidanza, diritto che il suo partito ha penalizzato in molte regioni in cui governa. Dal canto suo Obrador è stato ambiguo dichiarando che «sarà il popolo a decidere sulla materia con un referendum». È l'unico a proporre la demilitarizzazione del Paese e una riforma fiscale progressiva che, insieme ai tagli ai costi della politica e la lotta alla corruzione, liberi risorse per educazione, pensioni di vecchiaia e occupazione, soprattutto nei territori dominati dai narcos. È rientrata in Italia la salma del carabiniere ucciso in Afghanistan, Manuele Braj. La bara, avvolta nel tricolore, è stata fatta scendere dall'aereo a spalla dai commilitoni. A Ciampino, il dolore composto della moglie, Federica, con in braccio il figlioletto Manuel. Attacco alla tv di Bashar. La guerra civile in Siria non conosce limiti né regole. Una Tv legata regime di Bashar al-Assad è stata attaccata e saccheggiata da un commando armato c. A dare notizia di quello che definito un «attacco terroristico» è stata l'agenzia di Stato, Sana. Un commando armato ha fatto irruzione nella sede dell'emittente satellitare Al-Ikhbariya, a Jan Shih, 25 chilometri a sud di Damasco: 7 persone sono state uccise, tre giornalisti e quattro guardie. Nell'assalto, avvenuto alle 4,30 ora locale (le 2,30 ora italiana) sono state anche ferite 9 persone. Altre sette sono state rapite. L'attacco è arrivato poche ore dopo che il presidente Assad aveva detto che il Paese «è in stato di guerra su tutti i fronti» e all'indomani di una battaglia trSan Giorgio, Crognaleto, 64043, Abruzzo, Italiaesercito e ribelli alle porte di Damasco, la prima così vicina alla capitale. La tv di Stato siriana è da tempo inclusa nella lista nera dei soggetti vicini al regime sottoposti a sanzioni internazionali, a cui recentemente l'Ue ha aggiunto anche una non meglio specificata emittente privata filo-governativa. Il ministro dell'Informazione siriano, Omran al Zoubi, ha parlato di «brutale massacro contro i media e la libertà di espressione in cui giornalisti sono stati giustiziati a sangue freddo e interi uffici sono stati distrutti». Zoubi ha attribuito a Unione europea, Paesi arabi e organizzazioni internazionali la responsabilità dell'attacco: «Riteniamo l'Unione Europea e le organizzazioni arabe e internazionali responsabili per questo massacro», afferma. «Coloro che hanno compiuto questo crimine hanno attuato la decisione del Consiglio della Lega Araba di mettere a tacere la voce della Siria», aggiunge al Zoubi. «La Siria - scrive l'agenzia di stato a Sana - deve affrontare una sinistra campagna lanciata da alcuni media arabi, in particolare del Qatar e dell'Arabia Saudita, e media occidentali che costruiscono e diffondono notizie false e tendenziose». Zoubi ha affermato che «le trasmissioni non si fermeranno» e «questo massacro non resterà impunito». MINACCEE ULTIMATUM Il commando armato ha fatto irruzione nella sede dell'emittente satellitare ha piazzato cariche esplosive che ha fatto saltare dopo essersi ritirato per mettere fuori uso attrezzature tecniche. La tv ha potuto comunque proseguire regolarmente nelle sue trasmissioni. Molti uffici sono stati devastati e nelle immagini trasmesse successivamente si vedono pareti distrutte e buchi nei pavimenti provocati dalle esplosioni. Un fotografo dell'Associated Press ha descritto la situazione appena arrivato sul luogo dell'assalto e detto che almeno cinque dei box usati come uffici e studi di registrazione sono completamente stati distrutti nell'esplosione, sul pavimento c'è il sangue delle vittime e dei feriti, buchi di proiettili nelle pareti e parti di attrezzature ancora in fiamme. Nel frattempo, resta altissima la tensione tra Turchia e Siria. I quotidiani turchi affermano che le forze del Paese al confine con la Siria sono state poste dal premier Recep Tayyip Erdogan in «allerta rossa». «Il governo ha posto le truppe al confine in allerta rossa», titola Hurriyet, l'esercito è «in allerta massima sulla frontiera siriana» conferma Zaman. Posta sintetizza in un titolo il messaggio lanciato ieri da Ankara a Damasco: «Non avvicinarti o sparo». Milliyetrileva che Damasco è ora «un nemico ufficioso» e che «Erdogan ha autorizzato a sparare senza avvertimento in risposta a qualsiasi violazione della frontiera». Diversi quotidiani segnalano che rinforzi sono stati inviati da lunedì sera da Diyarbakir, la capitale del Kurdistan turco, verso il confine con la Siria, in particolare diversi blindati e armi pesanti. MALI In Italia la salma del carabiniere ucciso in Afghanistan MONDO Messico, la carica degli studenti sulle urne Una manifestazione elettorale per Josefina Vazquez Mota del Pan FOTO FABRIZIO LORUSSO Siria, assalto di sangue alla tv di regime L'emittente attaccata e saccheggiata dai ribelli: sette morti Assad: «Ormai siamo in guerra su tutti i fronti» Alta tensione in Turchia: l'esercito al confine messo in stato di «allerta rosso» UMBERTODE GIOVANNANGELI udegiovannangeli@unita.it Violenti scontri aGaotragli islamici e i tuareg:20morti Almeno20 personesono rimaste uccisenegli scontri scoppiati ieri tra islamicie tuareg aGao,nel nord-est delMali. Lo hannoriferitoalcuni testimoni.Nel quartiere di Djoulabougou,un giornalistaha dichiaratodi avervisto «11 morti»dei combattenti tuareg delMovimento nazionaleper la liberazione dell'Azawad;altri testimoniparlano di«almeno10corpi» lungo la strada checollega il centroall'aeroporto. I combattenti islamici delMovimento per l'unicitàe il jihad nell'Africa occidentehannoannunciato di «controllarecompletamente» la città diGao, nelnord-est del Mali. «Abbiamoconquistato ilpalazzodel governatoree la residenza del segretariogeneraledel Movimento dei tuareg, fuggito con isuoi soldati», hadichiarato in un comunicato il portavocedegli islamici. . . . Il verdetto delle urne è incerto: Enrique Peña del Pri ormai è incalzato da Josefina Vázquez giovedì 28 giugno 2012 13
STATO PATRIMONIALE ATTIVITA' 31/12/2011 31/12/2010 Immobilizzazioni immateriali nette: - Costi per attività editoriali, di informazione e di comunicazione - - - Costi di impianto e ampliamento - Totale Immobilizzazioni immateriali - Immobilizzazioni materiali nette: - terreni e fabbricati - - - impianti e attrezzature tecniche 2.112,00 4.300,35 - macchine per ufficio 21.160,67 9.920,28 - mobili e arredi 5.627,15 11.025,38 - automezzi - - - altri beni 3.526,00 3.391,50 Totale Immobilizzazioni materiali 32.425,82 28.637,51 Immobilizzazioni finanziarie: - partecipazioni in imprese controllate 914.659,00 401.419,00 - fondo svalutazione partecipazioni (864.198,00) - crediti finanziari: * correnti - - * esigibili entro l'esercizio successivo - - - altri titoli - - Totale Immobilizzazioni finanziarie 50.461,00 401.419,00 Rimanenze - Crediti: - crediti per servizi resi a beni ceduti: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti verso locatari: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti per contributi elettorali: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti per contributi del 4 per mille: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti verso imprese partecipate: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo 4.067.081,48 4.016.396,48 - crediti diversi: * correnti 361.498,06 405.161,33 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - Totale Crediti 4.428.579,54 4.421.557,81 Attività finanziarie diverse dalle immobilizzazioni - partecipazioni - - - altri titoli 371.743,29 384.836,80 Totale Attività Finanziarie diverse dalle immobilizzazioni 371.743,29 384.836,80 Disponibilità Liquida: - depositi bancari e postali 19.802.236,53 25.920.804,41 - denaro e valori in cassa 358,65 394,36 Totale Disponibilità Liquide 19.802.595,18 25.921.198,77 Ratei Attivi e Risconti Attivi 22.329,34 8.600,80 TOTALE ATTIVITA' 24.708.134,17 31.166.250,69 PASSIVITA' 31/12/2011 31/12/2010 Patrimonio netto: - avanzo patrimoniale esercizi precedenti 25.818.331,01 24.841.654,84 - disavanzo patrimoniale esercizi precedenti - - - avanzo dell'esercizio - 976.676,17 - disavanzo dell'esercizio 10.187.136,72 Totale Patrimonio Netto 15.631.194,29 25.818.331,01 Fondi per rischi ed oneri: - fondi previdenza integrativa e simili - - - altri fondi: * Fondo ex art. 3 della Legge 157/99 2.882.345,91 2.880.487,71 * Fondo per rischi e oneri 1.321.480,00 879.990,95 * Fondo rischi società partecipate 4.067.081,48 Totale Fondi per rischi e oneri 8.270.907,39 3.760.478,66 Trattamento di fine rapporto lavoro subordinato 82.058,30 83.064,93 Debiti: - debiti verso banche: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti verso altri finanziatori: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti verso fornitori: * correnti 277.618,37 706.230,51 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti rappresentati da titoli di credito: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti verso imprese partecipate: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti tributari: * correnti 22.900,01 447.978,13 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti verso Istituti di Previdenza e sicurezza sociale * correnti 14.316,00 11.516,67 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - altri debiti: * correnti 197.413,99 131.522,78 * esigibili oltre l'esercizio successivo 211.363,86 207.128,00 Totale Debiti 723.612,23 1.504.376,09 Ratei Passivi e Risconti Passivi 361,96 - TOTALE PASSIVITA' 24.708.134,17 31.166.250,69 CONTI D'ORDINE: 31/12/2011 31/12/2010 - beni mobili e immobili fiduciariamente presso terzi 89.923,00 - - contributi da ricevere in attesa espletamento controlli autorità pubblica - - - fideiussioni a/da terzi 414.256,00 - avalli a/da terzi - - - fideiussioni a/da imprese partecipate - - - avalli a/da imprese partecipate - - - garanzie (pegni, ipoteche) a/da terzi - - TOTALE CONTI D'ORDINE 504.179,00 CONTO ECONOMICO A) Proventi della gestione caratteristica 31/12/2011 31/12/2010 1. Quote Associative annuali - 2. Contributi dello Stato: a. per rimborso spese elettorali - Contributi rimborso spese elettorali 37.163,88 6.082.190,53 - Contributi da partiti e movimenti politici 5.787.095,69 Totale contributi rimborso spese elettorali 37.163,88 11.869.286,22 b. contributo annuale derivante dalla destinazione del 4 per mille dell'IRPEF - - 3. Contributi provenienti dall'estero: a. da partiti o movimenti politici esteri o internazionali - - b. da altri soggetti esteri - - 4. Altre contribuzioni: a. contribuzioni da persone fisiche - b. contribuzioni da persone giuridiche - - 5. Proventi da attività editoriali, manifestazioni, altre attività 2.042.133,96 3.012.804,00 Totale Proventi della gestione caratteristica (A) 2.079.297,84 14.882.090,22 B) Oneri della gestione caratteristica 31/12/2011 31/12/2010 1. Per acquisti di beni 72.755,47 75.846,37 2. Per servizi 4.361.049,19 9.637.291,51 3. Per godimento beni di terzi 853.976,17 1.077.756,76 4. Per il personale: a. stipendi 553.440,50 1.135.969,42 b. oneri sociali 135.603,37 243.975,69 c. trattamento di fine rapporto 36.775,46 59.986,39 d. trattamento di quiescenza e simili - 333,48 e. altri costi 14.864,14 313.935,67 5. Ammortamenti e svalutazioni 26.845,75 44.513,51 6. Accantonamenti per rischi 4.508.570,53 7. Altri accantonamenti - 8. Oneri diversi di gestione 325.710,24 517.601,33 9. Contributi ad associazioni 796.695,30 773.602,90 10. Accantonamento ex art.3, comma 2, Legge 157/99 1.858,20 593.464,31 Totale Oneri della gestione caratteristica (B) 11.688.144,32 14.474.277,34 Risultato economico della gestione caratteristica (A-B) (9.608.846,48) 407.812,88 C) Proventi e oneri finanziari 31/12/2011 31/12/2010 1. Proventi da partecipazioni - - 2. Altri proventi finanziari 300.356,07 111.611,54 3. Interessi e altri oneri finanziari (9.734,00) (5.288,30) Totale proventi e oneri finanziari (C) 290.622,07 106.323,24 D) Rettifiche di valore di attività finanziarie 31/12/2011 31/12/2010 1. Rivalutazioni: a. di partecipazioni 5.210,00 b. di immobilizzazioni finanziarie - - c. di titoli non iscritti nelle immobilizzazioni - - 5.210,00 1. Svalutazioni: a. di partecipazioni (864.198,00) (324.929,00) b. di immobilizzazioni finanziarie - c. di titoli non iscritti nelle immobilizzazioni - - (864.198,00) (324.929,00) Totale rettifiche di valore di attività finanziarie (D) (858.988,00) (324.929,00) E) Proventi e oneri straordinari 31/12/2011 31/12/2010 1. Proventi: - plusvalenza da alienazioni - - - varie 1.661,48 816.085,12 1.661,48 816.085,12 2. Oneri: - minusvalenze da alienazioni - - - varie (11.585,79) (28.616,07) (11.585,79) (28.616,07) Totale Proventi e Oneri Straordinari (E) (9.924,31) 787.469,05 AVANZO/DISAVANZO DELL'ESERCIZIO (A-B+C+D+E) (10.187.136,72) 976.676,17 DEMOCRAZIA È LIBERTÀ – LA MARGHERITA RENDICONTO DELL'ESERCIZIO - 1° gennaio 2011 – 31 dicembre 2011 NOTA INTEGRATIVA Il rendiconto in esame è stato predisposto ai sensi della Legge 2 gennaio 1997, n. 2. Esso corrisponde alle risultanze delle scritture contabili è stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria dell'Associazione e il risultato dell'esercizio. Per la redazione della presente nota integrativa si è fatto riferimento alla citata legge e alle disposizioni del Codice Civile in materia, ove applicabili. CRITERI DI VALUTAZIONE I principali criteri di valutazione, applicati in prevalenza con continuità rispetto all'esercizio precedente, sono i seguenti: a) Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali vengono iscritte al loro costo di acquisto ed il valore è già totalmente rettificato dai relativi fondi di ammortamento accantonati nei precedenti esercizi. b) Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali sono state valutate al costo di acquisizione e rettificate, alla chiusura dell'esercizio, dai relativi fondi di ammortamento che ne rilevano il deperimento fisico ed economico, in relazione alla loro residua possibilità di utilizzazione. c) Immobilizzazioni Finanziarie Le partecipazioni in imprese controllate sono valutate al valore della frazione del patrimonio netto, corrispondente alla quota di partecipazione posseduta. I crediti finanziari sono iscritti al valore di presumibile realizzo. d) Crediti I Crediti, distinti fra quelli esigibili entro l'esercizio successivo ed oltre l'esercizio successivo, sono esposti in base al presumibile valore di realizzo. e) Attività finanziarie diverse dalle immobilizzazioni I titoli che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti nell'attivo circolante al costo di acquisto, in quanto per la valutazione dei titoli del circolante è stato applicato quanto disposto dal Decreto del Ministero Economia e Finanze del 27 luglio 2011, che ha prorogato anche per il 2011, l'applicazione dell'articolo 15 del Decreto Legge n. 185/2008, convertito con modificazioni con legge n. 2/2009. A commento della voce è stato comunque indicato il valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato al 31/12/2011. f) Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono indicate al valore numerario. g) Ratei e Risconti Sono iscritti sulla base della competenza economica e temporale. h) Fondi per rischi ed oneri I fondi rilevano l'accantonamento effettuato ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 157 del 1999 e l'accantonamento per rischi ed oneri di altra natura anche quelli riferibili alle società partecipate. i) Trattamento di fine rapporto lavoro subordinato Il fondo T.F.R. rileva le quote accantonate per ciascun dipendente in conformità alle leggi ed ai contratti di lavoro vigenti in base alla anzianità raggiunta alla fine dell'esercizio. j) Debiti Sono suddivisi, per le varie categorie, in debiti esigibili entro l'esercizio successivo ovvero oltre l'esercizio successivo, sono esposti al loro valore nominale, corrispondente a quello di presumibile estinzione. k) Criteri di conversione dei valori non espressi all'origine in moneta avente corso legale nello Stato I valori di bilancio sono espressi in Euro. Quando vi è stata la necessità di procedere alla conversione di valori numerari originariamente espressi in valuta estera, si è adottato il valore di cambio in vigore al momento in cui si è verificata la transazione commerciale. l) Ricavi e Costi I ricavi ed i costi sono rilevati secondo la competenza economica che consiste nel rilevare e contabilizzare nell'esercizio le operazioni in funzione del loro riflesso economico, indipendentemente dal momento in cui queste si concretizzano nei movimenti finanziari di incasso o pagamento. Soltanto i contributi per rimborsi di spese elettorali vengono contabilizzati secondo il principio di cassa ovvero nell'anno in cui vengono effettivamente corrisposti dallo Stato. MOVIMENTI NELLE IMMOBILIZZAZIONI Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali sono pari a zero e sono dettagliate nel prospetto seguente che evidenzia i movimenti delle stesse per classi omogenee: Movimenti Costi di impianto e ampliamento: Lavori di Ristrutturazione su beni di terzi Costo Storico 3.750.000,00 Ammortamenti Precedenti 3.750.000,00 Valore al 31/12/2010 0,00 Acquisizioni dell'esercizio Giroconti dell'esercizio Alienazioni dell'esercizio Rivalutazioni dell'esercizio Ammortamenti dell'esercizio Svalutazioni dell'esercizio Valore al 31/12/2011 0,00 I costi di impianto ed ampliamento risultano interamente ammortizzati e si riferiscono ai lavori di ristrutturazione eseguiti negli anni 2003 e 2004 sull'immobile adibito a sede nazionale in Roma, Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16, di proprietà della Fondazione Collegio Nazareno, attualmente quasi interamente concesso in sub-locazione al Partito Democratico. Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali sono pari ad Euro 32.425,82 e sono dettagliate nel prospetto seguente che evidenzia i movimenti delle stesse per classi omogenee: Movimenti Impianti e attrezzature Macchine Mobili Altri Beni TOTALI tecniche per Ufficio e arredi Costo Storico 45.605,35 60.945,70 165.733,64 19.209,33 291.494,02 Ammortamenti Precedenti (41.305,00) (51.025,42) (154.708,26) (15.817,83) (262.856,51) Valore al 31/12/2010 4.300,35 9.920,28 11.025,38 3.391,50 28.637,51 Acquisizioni dell'esercizio 2.640,00 20.942,06 - 7.052,00 30.634,06 Giroconti dei fondi dei beni interamente ammortizzati - 33.379,20 126.727,92 11.586,00 171.693,12 Giroconti dei beni interamente ammortizzati - (33.379,20) (126.727,92) (11.586,00) (171.693,12) Rivalutazioni dell'esercizio - - - - Ammortamenti dell'esercizio (4.828,35) (9.701,67) (5.398,23) (6.917,50) (26.845,75) Aliquote 20% 20% 15% 50% Svalutazioni dell'esercizio - - - - Valore al 31/12/2011 2.112,00 21.160,67 5.627,15 3.526,00 32.425,82 Nel corso dell'esercizio e di quelli precedenti le immobilizzazioni materiali interamente ammortizzate sono state eliminate contabilmente mediante scrittura di compensazione della voce relativa al cespite con il corrispondente fondo di ammortamento. L'applicazione di tale criterio non consente di mantenere evidenza nel rendiconto e nel libro dei cespiti ammortizzabili del costo storico dei beni interamente ammortizzati di proprietà dell'Associazione. L'ammontare complessivo di tali eliminazioni contabili di cespiti, interamente ammortizzati, operate nell'esercizio in corso ed in quelli precedenti è pari ad Euro 1.016.667,89. Non è stato possibile ripristinare il costo storico ed il relativo fondo di ammortamento in quanto, dall'esercizio 2010, gli stessi formano oggetto del contratto di sub-locazione dell'immobile con il Partito Democratico e ad oggi risulta difficile ricostruire la consistenza fisica poiché al momento della stipula non è stato redatto un inventario iniziale e, successivamente, sono state effettuate nuove acquisizioni che non risultano distinte dai beni locati. Immobilizzazioni finanziarie Partecipazioni in imprese La voce, pari ad Euro 50.461,00, è dettagliata nel prospetto seguente: Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 al 31/12/2011 Partecipazione Edizioni DLM S.r.l. 45.251,00 5.210,00 - 50.461,00 Partecipazione Edizioni DLM Europa S.r.l. 356.168,00 508.030,00 - 864.198,00 Fondo svalutazione partecipazione Edizioni DLM Europa S.r.l. (864.198,00) - (864.198,00) TOTALE 401.419,00 (350.958,00) - 50.461,00 e più precisamente: Edizioni DLM S.r.l. con socio unico con sede in Roma, Via di Sant'Andrea delle Fratte n. 16, Capitale Sociale di Euro 10.000,00. Al 31/12/2011 il Patrimonio Netto è di Euro 50.461,00 e l'utile dell'esercizio è di Euro 5.210,00. Tale Società è interamente posseduta ed il valore attribuito, rivalutato nell'esercizio per Euro 5.210,00, è pari ad Euro 50.461,00 corrispondente all'intero importo del patrimonio netto contabile. Edizioni DLM Europa S.r.l. con sede in Roma, Via di Ripetta n. 142, Capitale Sociale di Euro 102.447,00. Al 31/12/2011 il Patrimonio Netto è negativo per Euro 1.145.898,00 e la perdita dell'esercizio è di Euro 2.084.705,00. Tale Società è partecipata, alla data del 31/12/2011, nella misura del 87,775% mediante intestazione fiduciaria, trasferita nel mese di aprile 2012 dal Senatore Luigi Lusi al Senatore Vincenzo Bianco, in rappresentanza dell'Associazione, in conformità alla Legge 5 agosto 1981, n. 416. La movimentazione avvenuta nel corso del 2011, per Euro 508.030,00, è relativa a versamenti effettuati in esecuzione di un aumento di capitale sociale a pagamento deliberato in data 12 settembre 2011 e precisamente per Euro 5.030,00 a titolo di sottoscrizione nuove quote e per Euro 503.000,00 a titolo di versamento sovrapprezzo quote. A seguito della perdita d'esercizio 2011 che ha azzerato il capitale sociale, tale partecipazione iscritta per Euro 864.198,00 è stata interamente svalutata mediante costituzione di apposito fondo di svalutazione di pari importo. Il 24 aprile 2012 l'assemblea dei soci ha deliberato l'azzeramento del capitale sociale e la sua ricostituzione ad Euro 100.000,00 con sovrapprezzo di Euro 1.145.898,00, pari alla residua perdita da ripianare, offrendolo in opzione agli attuali soci. Conseguentemente in data 26 aprile 2012 l'Associazione ha comunicato la sottoscrizione della propria quota di aumento di capitale con sovrapprezzo, per quanto di propria competenza (per complessivi Euro 1.093.598,44) ed eventualmente per le quote rimaste inoptate, mediante parziale utilizzo del finanziamento soci in precedenza versato pari ad Euro 4.067.081,48 (oltre agli interessi maturati dall'inizio dell'esercizio fino alla data della sottoscrizione). Contestualmente il residuo credito è stato destinato, sempre per la quota di propria competenza, ad un fondo di riserva per futuri aumenti di capitale e/o a copertura perdite future eventualmente deliberati dall'assemblea. CONSISTENZA DELLE ALTRE VOCI DELL'ATTIVO E DEL PASSIVO ATTIVITA' Crediti Tale voce, pari a complessivi Euro 4.428.579,54 risulta così composta: Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 netti netti al 31/12/2011 a) Crediti esigibili oltre l'esercizio successivo v/società controllate 4.016.396,48 50.685,00 - 4.067.081,48 b) Crediti correnti 405.161,33 - 43.663,27 361.498,06 TOTALE 4.421.557,81 50.685,00 43.663,27 4.428.579,54 I crediti esigibili oltre l'esercizio successivo si riferiscono interamente al credito vantato verso la controllata Edizioni DLM Europa S.r.l. per finanziamenti fruttiferi erogati a suo favore nei precedenti esercizi per far fronte agli investimenti ed alle spese di gestione del giornale “Europa”. L'incremento dell'esercizio è relativo agli interessi attivi maturati nell'anno 2011. Tale credito nel corso dell'esercizio 2012 è stato interamente destinato all'aumento del capitale e alla costituzione di una riserva, come in precedenza indicato a commento della voce “Partecipazioni”. I crediti correnti, pari ad Euro 361.498,06, sono così costituiti: crediti verso il PD per affitti e riaddebito spese 255.018,43 credito verso PDE/IED per rimborso spese 590,18 crediti vs. INPS per Fondo Tesoreria 46.668,70 crediti verso Erario per imposte Ires/Irap 53.945,35 altri crediti 5.275,40 Il credito verso Erario per imposte Ires/Irap pari ad Euro 53.945,35 è composto dal debito per imposte dell'esercizio pari ad Euro 209.930,65 al netto degli acconti legalmente compensabili pari ad Euro 263.876,00. Di seguito il dettaglio: Descrizione IRES IRAP Totale Imposta dell'esercizio 194.365,54 15.565,11 209.930,65 -Acconti versati nell'esercizio (220.000,00) (43.876,00) (263.876,00) TOTALE (25.634,46) (28.310,89) (53.945,35) Ai fini della determinazione dell'IRES e dell'IRAP l'accantonamento è stato effettuato sulla base del reddito fiscale imponibile per l'aliquota corrispondente (27,5% per IRES e 4,36% per IRAP). Attività Finanziarie diverse dalle Immobilizzazioni Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 netti netti al 31/12/2011 Altri Titoli (Investimento nella Gestione Patrimoniale RAS) 384.836,80 - 13.093,51 371.743,29 TOTALE 384.836,80 - 13.093,51 371.743,29 Circa la valutazione dei titoli del circolante essi sono iscritti al valore di acquisto. È stato infatti applicato quanto disposto dal Decreto del Ministero Economia e Finanze del 27 luglio 2011, che ha prorogato anche per il 2011, l'applicazione dell'articolo 15 del Decreto Legge n. 185/2008, convertito con modificazioni con legge n. 2/2009. A titolo informativo si segnala che il valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato al 31/12/2011 evidenzierebbe la seguente situazione: 31/12/2011 31/12/2011 Differenze Valore di mercato Valore di bilancio GP RAS OBB BEI FRN 09/09.01.15 79.119,20 80.591,73 -1.472,53 GP RAS OBB BEI FRN 09/27.01.17 48.560,50 50.247,66 -1.687,16 GP RAS OBB BTP 01 MZ 12 3% 20.273,50 20.165,69 107,81 GP RAS OBB CCT 01 LG 13 TV% 19.659,60 19.689,88 -30,28 GP RAS OBB CCT 01 MZ 14 TV% 28.176,30 29.131,41 -955,11 GP RAS OBB CCTEU 15 DC 15 TV% 42.364,50 48.227,97 -5.863,47 GP RAS OBB CTZ 31 AG 12 48.972,95 47.959,57 1.013,38 GP RAS OBB CTZ 31 AP 12 29.760,00 28.656,04 1.103,96 GP RAS OBB CTZ 30 AP 13 47.178,50 47.073,34 105,16 TOTALE 364.065,05 371.743,29 -7.678,24 Disponibilità liquide Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 netti netti al 31/12/2011 Depositi bancari e postali 25.920.804,41 - 6.118.567,88 19.802.236,53 Denaro e Valori in Cassa 394,36 - 35,71 358,65 TOTALE 25.921.198,77 - 6.118.603,59 19.802.595,18 I depositi bancari e postali rappresentano i saldi di tutti i conti correnti bancari attivi riconciliati con gli estratti conto al 31/12/2011. Ratei attivi e Risconti attivi Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 netti netti al 31/12/2011 Ratei attivi - 4.245,27 - 4.245,27 Risconti attivi 8.600,80 9.483,27 - 18.084,07 TOTALE 8.600,80 13.728,54 - 22.329,34 La voce Ratei Attivi, relativa a componenti positivi di reddito che si manifesteranno nel prossimo esercizio ma di competenza dell'esercizio presente, si riferisce interamente agli interessi attivi maturati sugli investimenti dei titoli Gestione Patrimoniale RAS. La voce dei Risconti Attivi è composta da costi a rilevazione anticipata relativi all'anno 2012 pagati nel 2011 e precisamente: - costi assicurazione R.C. diversi\dipendenti per Euro 1.001,22; - costi abbonamenti professionali per Euro 8.672,49; - spese pubblicità e propaganda per Euro 5.297,82; - spese telefoniche per Euro 3.112,54. Tali costi, per effetto del principio di competenza, verranno correttamente imputati all'esercizio successivo. PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO Patrimonio Netto Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 al 31/12/2011 Avanzo Patrimoniale es. precedenti 24.841.654,84 976.676,17 - 25.818.331,01 Avanzo dell'esercizio precedente 976.676,17 - 976.676,17 Disavanzo dell'esercizio - (10.187.136,72) - (10.187.136,72) TOTALE 25.818.331,01 (9.210.460,55) 976.676,17 15.631.194,29 Altri Fondi Descrizione Consistenza Accantonamenti Utilizzi Consistenza al 31/12/2010 al 31/12/2011 Fondo ex art. 3 Legge 157/99 2.880.487,71 1.858,20 - 2.882.345,91 Fondo per rischi ed oneri 879.990,95 591.489,05 (150.000,00) 1.321.480,00 Fondo rischi e oneri società partecipate 4.067.081,48 4.067.081,48 TOTALE 3.760.478,66 4.660.428,73 (150.000,00) 8.270.907,39 La prima voce “Fondo ex art. 3 Legge 157/99” accoglie gli accantonamenti effettuati per le iniziative volte ad accrescere la partecipazione delle donne alla politica così come disposto dalla Legge 3 giugno 1999, n. 157, la quale stabilisce di destinare a tale scopo una quota non inferiore al 5% dei contributi elettorali ricevuti. In particolare è stato incrementato di Euro 1.858,20 pari all'accantonamento calcolato nella misura del 5% dei contributi elettorali contabilizzati nel 2011 di Euro 37.163,88. Nel corso dell'esercizio non è stato effettuato alcun utilizzo. La seconda voce “Fondi rischi e oneri” è così costituita: “Fondo rischi e oneri vari”: costituito nell'esercizio 2004 per Euro 408.510,95 quale prudente apprezzamento per rischi di incasso dei crediti, alla data del 31/12/2011 è stato riclassificato ed incrementato fino ad Euro 1.000.000,00 mediante ulteriore accantonamento di Euro 591.489,05 quale Fondo rischi e spese generico in relazione a passività potenziali per spese legali e di diversa natura, anche tributaria. “Fondo rischi per personale dipendente”: destinato a copertura di eventuali oneri per la risoluzione concordata del rapporto di lavoro dei dipendenti ancora in carico all'Associazione. Tale fondo costituito nell'anno 2007, alla data del 31/12/2011, è pari ad Euro 221.480,00; non ha subito movimentazioni nel presente esercizio ed è stato mantenuto in via prudenziale. “Fondo rischi articolazioni territoriali”: tale fondo - istituito nell'anno 2007 era destinato alla copertura di eventuali oneri inerenti le strutture territoriali del Partito - alla data del 31/12/2011 è pari ad Euro 100.000,00. Non ha subito movimentazioni nel presente esercizio ed è stato mantenuto in via prudenziale per quanto ad oggi non risultino potenziali passività. Si riportano di seguito, per facilità di lettura, le movimentazioni avvenute nell'anno del fondo rischi ed oneri. Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 al 31/12/2011 Fondo per rischi ed oneri vari 408.510,95 591.489,05 - 1.000.000,00 Fondo rischi giornale “EUROPA” 150.000,00 - 150.000,00 Fondo rischi per personale 221.480,00 - - 221.480,00 Fondo rischi articolazioni territoriali 100.000,00 - - 100.000,00 TOTALE 879.990,95 591.489,05 150.000,00 1.321.480,00 La terza voce “Fondo rischi e oneri società partecipate”: pari ad Euro 4.067.081,48 è stato costituito nell'esercizio mediante riclassifica del fondo di Euro 150.000,00 già accantonato per il giornale Europa in precedenti esercizi e per effetto di un ulteriore stanziamento di Euro 3.917.081,48 in modo tale che il valore del Fondo corrisponda al valore del credito vantato nei confronti della controllata Edizioni DLM Europa Srl. Ciò in quanto, come già descritto in precedenza a commento delle voci Partecipazioni e Crediti Vs società controllate, il credito è stato parzialmente destinato all'aumento del capitale sociale con sovrapprezzo da destinare a copertura delle perdite dell'esercizio 2011 e per la parte residua a costituzione di una riserva per ulteriori aumenti capitale e per copertura perdite future di cui, in via prudenziale, se ne prevede l'utilizzo in considerazione delle perdite in formazione nell'esercizio 2012 anche a causa dell'incertezza riguardo alla determinazione futura dei contributi pubblici all'editoria, presupposto ad oggi essenziale per la continuità aziendale. Infatti, anche la necessaria ridefinizione delle linee strategiche aziendali per il risanamento ed il rilancio del quotidiano, in corso di elaborazione, richiederà ulteriori impegni sia economici che finanziari e, comunque, non potrà con immediatezza riequilibrare la situazione deficitaria attuale. Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato Il fondo copre interamente il trattamento di fine rapporto maturato, in base alla normativa vigente, a favore del personale in forza al 31/12/2011, pari a sei unità di cui due in aspettativa. La composizione delle variazioni intervenute nell'esercizio sono di seguito indicate: Fondo esistente al 31/12/2010 83.064,93 Accantonamento al fondo effettuato nell'esercizio 2011 15.939,76 A detrarre: Imposta sostitutiva sul T.F.R. – 321,77 Utilizzo del fondo – 16.624,62 Fondo al 31/12/2011 82.058,30 L'utilizzo del Fondo si riferisce interamente ad un anticipo erogato nell'esercizio ad un dipendente. Debiti Tale voce, pari a complessivi Euro 723.612,23, si suddivide in debiti correnti, per Euro 512.248,37 e debiti esigibili oltre l'esercizio successivo, per Euro 211.363,86, come di seguito dettagliati. Debiti correnti Descrizione Consistenza Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/2010 netti netti al 31/12/2011 Debiti verso Fornitori 706.230,51 - 428.612,14 277.618,37 Debiti Tributari 447.978,13 - 425.078,12 22.900,01 Debiti verso Istituti di Previdenza 11.516,67 2.799,33 - 14.316,00 Altri Debiti correnti 131.522,78 65.891,21 - 197.413,99 Totale Debiti Correnti 1.297.248,09 68.690,54 853.690,26 512.248,37 Si segnala che i debiti tributari e quelli verso gli istituti di previdenza sono stati interamente saldati nel mese di gennaio 2012. La voce Altri Debiti correnti di Euro 197.413,99 è così costituita: debiti verso il personale dipendente/collaboratori per stipendi, ferie e permessi maturati non goduti e per ratei di 14a maturati 42.210,96 debiti verso i Revisori dei Conti 18.717,45 debiti vs. PD per rimborso personale distaccato 124.808,35 debiti vs. IDE per contributi erogati 11.677,23 Debiti esigibili oltre l'esercizio successivo Descrizione Consistenza Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2010 netti netti al 31/12/2011 Deb.vs. PD per cauzione 207.128,00 4.235,86 - 211.363,86 Tot.Deb.esig.oltre es.succ. 207.128,00 4.235,86 - 211.363,86 Tale debito si riferisce al deposito cauzionale ricevuto dal Partito Democratico per il contratto di sublocazione con scadenza 31/01/2019 stipulato per l'immobile di Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16. L'incremento dell'esercizio si riferisce agli interessi passivi maturati, sia per l'anno 2010 che per l'anno 2011, sul deposito cauzionale. Il calcolo degli interessi è di tipo composto ed è stato effettuato utilizzando il tasso legale dell'anno di riferimento. Inoltre, a garanzia degli adempimenti contrattuali, è stata rilasciata, a favore dell'Associazione, in data 14 luglio 2010 dalla Banca Popolare di Milano S.C. a r.l. – Sede Centrale di Milano, Piazza F. Meda n. 4 – una fidejussione escutibile “a prima richiesta” per complessivi Euro 414.256,00, corrispondente a quattro mensilità del suddetto contratto di sub-locazione, con scadenza 31 gennaio 2019. Ratei e Risconti Passivi La voce Ratei passivi pari ad Euro 361,96, relativa a componenti negativi di reddito che si manifesteranno nel prossimo esercizio, ma di competenza dell'esercizio presente, si riferisce interamente ai ratei per scarti di emissione relativi agli investimenti dei titoli Gestione Patrimoniale RAS. CONTI D'ORDINE Beni mobili e immobili fiduciariamente presso terzi Nel mese di aprile 2012, con atto autenticato dal Notaio Antonino Privitera, è stato effettuato il trasferimento, ai sensi della L. 5 agosto 1981 n. 416, delle quote sociali della Edizioni DLM Europa S.r.l., di nominali Euro 89.923,00 corrispondente a circa l'87,78% del capitale sociale, dal Sen. Luigi Lusi al Sen. Vincenzo Bianco. Fideiussioni a/da terzi Come indicato alla voce “debiti esigibili oltre l'esercizio successivo”, l'importo di Euro 414.256,00, si riferisce alla fidejussione escutibile “a prima richiesta” ricevuta dalla Banca Popolare di Milano a favore dell'Associazione a garanzia del contratto di sub-locazione in essere con il Partito Democratico. IMPEGNI NON RISULTANTI DALLO STATO PATRIMONIALE Dalle scritture contabili e dalla documentazione societaria non risultano impegni assunti dall'Associazione di alcun genere al di fuori delle passività iscritte nel rendiconto. CONTO ECONOMICO A) Proventi della gestione caratteristica I Contributi per rimborso spese elettorali, risultano pari a Euro 37.163,88 e si riferiscono interamente all'incasso dell'ultima rata di rimborso elettorale relativa alle elezioni del Molise del 2006 comprensiva di interessi. I Proventi da altre attività risultano pari ad Euro 2.042.133,96 e si riferiscono al riaddebito dell'affitto della sede di Via S. Andrea delle Fratte al PD, per Euro 1.292.339,46, e al riaddebito sempre al PD delle spese comuni per la gestione degli immobili, per Euro 749.794,50, e più precisamente: – assistenza tecnica su sistema informatico Euro 21.955,58 – telefoniche Euro 97.495,53 – energia Euro 136.730,96 – pulizie Euro 80.564,45 – manutenzioni e riparazioni Euro 65.485,57 – vigilanza Euro 189.677,74 – reception Euro 101.535,22 – personale distaccato Euro 43.391,45 – imposta di registro Euro 12.958,00 TOTALE Euro 749.794,50 B) Oneri della Gestione caratteristica Gli oneri della gestione caratteristica risultano complessivamente pari ad Euro 11.688.144,32 come di seguito analiticamente specificati. 1. I Costi per acquisti di beni ammontano complessivamente ad Euro 72.755,47 e si riferiscono: – per Euro 29.116,74 ad acquisti di libri, giornali e riviste destinati alla sede e agli organi sociali; – per Euro 15.197,10 ad acquisti di beni e apparecchiature elettroniche; – per Euro 11.301,06 ad acquisti di cancelleria, libri e materiale vario; – per euro 17.140,57 per rimborso spese per acquisto buoni carburante. 2. I Costi per Servizi ammontano complessivamente ad Euro 4.361.049,19 e si riferiscono alle voci di seguito commentate. – Le spese di Pubblicità e Propaganda ammontano ad Euro 148.072,70 e si riferiscono alle attività di comunicazione e relazioni esterne relative agli organi dell'Associazione. – Le spese di sondaggio di Euro 31.800,00 si riferiscono interamente a un'indagine relativa allo scenario politico nazionale effettuato dalla IPSOS. – Le spese di Agenzia di stampa per Euro 74.856,00 sono relative ai costi sostenuti per il servizio di rassegna stampa per gli organi dell'Associazione. – Stampa manifesti e altri materiali di propaganda per Euro 201.749,60 per la fornitura di servizi e materiali di stampa. – Spese per il Giornale sono pari ad Euro 378.780,00 e si riferiscono interamente per le copie in abbonamento del quotidiano Europa. – Rimborsi spese elettorali di Euro 125.137,85 si riferiscono a spese rimborsate a collaboratori e agli organi dell'Associazione, per Euro 102.004,00, per spese telefoniche, per Euro 13.172,82, e per spese di rappresentanza, per Euro 9.961,03. – Le spese elettorali per comunicazione propaganda per Euro 101.904,52 si riferiscono a servizi di varia natura connessi alle attività svolte dall'Associazione. – Le spese Legali e notarili per Euro 156.322,35 si riferiscono alle spese legali sostenute nell'esercizio per incarichi professionali conferiti dall'ex Tesoriere, – Le consulenze contabili e amministrative per Euro 87.757,48 risultano interamente sostenute per la consulenza amministrativa, contabile, fiscale e quelle relative alla contabilità del personale dipendente. – Le consulenze tecniche per Euro 67.897,60 si riferiscono a prestazioni di servizi di natura varia (data entry, sicurezza ecc.). – Revisori dei conti per Euro 18.717,45 si riferisce all'accantonamento per i compensi previsti per i revisori dei conti dell'Associazione. – Le seguenti voci di costo relative all'immobile, di seguito specificate, sono state in larga parte ribaltate al PD, come in precedenza indicato nella voce dei proventi “Altri ricavi”: – assistenza tecnica su sistema informatico Euro 117.075,00 – telefonia fissa Euro 101.455,75 – telefonia mobile e traffico dati Euro 494.662,85 – energia Euro 153.037,78 – pulizie Euro 97.634,76 – manutenzioni e riparazioni Euro 84.175,68 – vigilanza Euro 218.689,28 – reception Euro 116.747,40 TOTALE Euro 1.383.478,50 Nei costi per telefonia mobile incide fortemente (circa il 60%) il traffico dati per connessioni internazionali. Per effetto dei riaddebiti effettuati risultano definitivamente rimasti a carico dell'Associazione i seguenti costi: – assistenza tecnica su sistema informatico Euro 95.119,42 – telefoniche (telefonia fissa, mobile e traffico dati) Euro 498.623,07 – energia Euro 16.306,82 – pulizie Euro 17.070,31 – manutenzioni e riparazioni Euro 18.690,11 – vigilanza Euro 29.011,54 – reception Euro 15.212,18 TOTALE Euro 690.033,45 – Le voci Collaboratori a progetto per Euro 180.555,50 e Collaboratori Occasionali per euro 45.000,00 si riferiscono interamente ai compensi per attività a progetto di “ideazione, pianificazione, organizzazione, supervisione e consulenza, compresa la consulenza per la gestione del rischio del personale dipendente, nonché la verifica e cura dell'attuazione, delle complessive attività logistiche ed organizzative” e ad un compenso “occasionale” di Euro 45.000,00 per la realizzazione di un “organico archivio della documentazione”. – I contributi INPS e Inail Gestione separata pari rispettivamente ad Euro 10.607,64 e 81,99 si riferiscono ai compensi della voce precedente. – Le spese per spedizioni pari ad Euro 29.846,74 si riferiscono al servizio Pony express per euro 28.432,62 per carnet di buoni per consegne rapide utilizzate dalla struttura, a spese postali di Euro 805,22 e ad altre spedizioni per Euro 608,90. – I Rimborsi spese al personale per Euro 9.025,62 sono relativi ai rimborsi a piè di lista del personale dipendente. – I Rimborsi spese al personale generale per Euro 6.506,98 sono relativi a rimborsi non idoneamente documentati a soggetti che non hanno alcun rapporto di collaborazione con l'Associazione. – Spese di rappresentanza per Euro 36.767,56 per acquisti documentati di beni destinati a regalie e rappresentanza. I costi non documentati o a fronte dei quali vi erano unicamente giustificativi di spesa anonimi (scontrini, ricevute) sono stati riclassificati in una voce distinta. – Spese viaggi e trasferte per Euro 44.660,94. I costi riconducibili a spese personali dell'ex Tesoriere originariamente classificati all'interno di tale voce sono stati classificati in una voce distinta. È doveroso segnalare che nei costi per servizi sono incluse spese e oneri non documentati o documentati ma relativi a spese personali dell'ex Tesoriere, per complessivi Euro 1.200.656,31 e più specificatamente: – spese non documentate pari ad Euro 869.793,00 che si riferiscono a diverse centinaia di assegni di piccolo taglio (inferiori a 12.000 Euro) emessi dall'ex Tesoriere sul conto corrente acceso presso BNL. In contabilità sono stati registrati sulla base delle risultanze degli estratti conto bancari, senza alcun documento di supporto (copia assegni, ricevute). Non è pertanto possibile attribuire tali uscite ad alcuna voce di costo. – Spese di rappresentanza non idoneamente documentate per Euro 95.643,51 per costi sostenuti a fronte di documenti giustificativi non direttamente riferibili all'Associazione (ricevute fiscali non intestate e scontrini) né attribuibili ad un percettore con rapporti di lavoro dipendente o di collaborazione. – Spese personali dell'Ex Tesoriere per Euro 235.219,80 si riferiscono alle spese per viaggi e trasferte documentate dalle fatture dell'agenzia di viaggio fornitrice del servizio da cui risulta che tali servizi sono interamente riferibili a viaggi personali dell'Ex Tesoriere e/o di persone a lui riconducibili. Le altre voci comprese nei Costi per Servizi non commentate si riferiscono a: – Programmi e software Euro 2.109,60 – Abbonamenti in materia giuridica Euro 10.920,89 – Assicurazioni Euro 1.001,28 – Spese e oneri bancari Euro 932,17 – Arrotondamenti Euro 0,46 – Spese automezzi Euro 1.693,86 – Varie Ufficio Euro 4.207,60 TOTALE Euro 20.865,86 3. I Costi per godimento beni di terzi ammontano complessivamente ad Euro 853.976,17 e si riferiscono alle voci sotto elencate. – Affitti passivi elettorali per Euro 7.220,00 si riferiscono ai canoni di locazione di un locale sito nel comune di Fiano adibito a deposito/archivio. – Affitti passivi per Euro 652.933,44 si riferiscono all'intero canone annuo di locazione di Via delle Fratte, 18. – Noleggio Automezzi pari complessivamente ad Euro 192.065,89 si riferiscono a noleggi ordinari per Euro 24.756,65 mentre per Euro 167.309,24 sono interamente riconducibili ai servizi di autonoleggio con conducente resi in prevalenza a favore dell'Ex Tesoriere. – Noleggio macchine uff.elettroniche per Euro 1.756,84. 4. I Costi per il personale ammontano complessivamente ad Euro 740.683,47 e si riferiscono al personale dipendente in organico e ai costi per il riaddebito del personale distaccato dal PD. 5. Gli Ammortamenti e svalutazioni ammontano complessivamente ad Euro 26.845,75; per il commento a tale voce si rinvia a quanto precedentemente esposto nella voce Immobilizzazioni dello Stato Patrimoniale. 6. Gli Accantonamenti per rischi per complessivi Euro 4.508.570,53 si riferiscono a: – Fondo rischi società partecipate Euro 3.917.081,48 – Fondo rischi e oneri vari Euro 591.489,05 Anche per tali accantonamenti si rinvia al commento delle corrispondenti voci dello Stato Patrimoniale. 7. Gli Altri Accantonamenti, non risultano effettuati altri accantonamenti. 8. Gli Oneri diversi di gestione per complessivi Euro 325.710,24 si riferiscono a: - stanziamenti per imposte dell'esercizio (IRAP per Euro 15.565,11 e IRES per Euro 194.365,54); - imposte di bollo e registro per Euro 26.008,25 afferenti il contratto di sublocazione con il PD, riaddebitati al 50%. - sanzioni amministrative per Euro 25.160,36; - ritenute fiscali a titolo definitivo su interessi attivi per Euro 64.610,98. 9. I Contributi ad Associazioni ammontano complessivamente ad Euro 796.695,30 e si riferiscono: - per Euro 46.695,30 ai contributi annuali versati al PDE e all'IDE; - per Euro 750.000,00 ad erogazioni liberali nei confronti delle seguenti associazioni: Centro Futuro Sostenibile per Euro 605.000,00 Comitato Cento Città per Euro 48.000,00 Area Vasta per Euro 25.000,00 360 Salerno per Euro 42.000,00 Orizzonti per Euro 30.000,00 10. L'Accantonamento ex art. 3, comma 2, Legge 157/99 pari ad Euro 1.858,20 è stato già descritto nella corrispondente voce del passivo relativa all'omonimo Fondo. C) Proventi e Oneri finanziari I Proventi Finanziari pari ad Euro 300.356,07 sono relativi ai proventi lordi maturati alla data di chiusura dell'esercizio relativi a: – Conti correnti bancari Euro 239.408,06 – Finanziamenti a ED. DLM Europa Euro 51.076,44 – Titoli Euro 8.783,91 – Utili Gestione Patrimoniale Euro 1.087,66 Gli Oneri Finanziari pari ad Euro 9.734,00 sono relativi agli oneri maturati alla data di chiusura dell'esercizio relativi a: – Interessi passivi depositi cauzionali Euro 3.123,61 – Perdite su titoli Euro 2.671,41 – Commissioni Gestione patrimoniale Euro 3.842,89 – Interessi passivi Euro 96,09 D) Rettifiche di valore di attività finanziarie Si riferiscono per Euro 5.210,00 alla rivalutazione della partecipazione Edizioni DLM S.r.l. e per Euro 864.198,00 alla svalutazione della partecipazione Edizioni DLM Europa S.r.l. E) Proventi e Oneri straordinari Si registrano proventi straordinari per Euro 1.661,48 relativi principalmente all'estinzione di un debito non dovuto rilevato in precedenti esercizi. Per quanto riguarda gli oneri straordinari, pari ad Euro 11.585,79, le sopravvenienze passive più significative si riferiscono per Euro 6.000,00 a costi per stampati non rilevati nell'anno 2010, per Euro 1.538,62 a costi per noleggio non rilevati nell'anno 2010 e per Euro 1.112,25 agli interessi passivi maturati nell'anno 2010 sul deposito cauzionale. ALTRE INFORMAZIONI Nello Stato Patrimoniale non sono iscritti crediti e debiti di durata residua superiore a cinque anni, ad eccezione del debito per il deposito cauzionale ricevuto dal Partito Democratico per il contratto di sub-locazione con scadenza 31/01/2019. Non sono iscritti debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali. Non si è imputato alcun onere finanziario ai valori iscritti nell'attivo dello Stato Patrimoniale. Alla data del 31 dicembre 2011 l'organico del personale dipendente è costituito da sei dipendenti amministrativi di cui due in aspettativa non retribuita. Roma lì, 21 maggio 2012 Sen. Francesco Rutelli, Sen. Vincenzo Bianco, On.Le Gianpiero Bocci RENDICONTO DELL'ESERCIZIO 1° gennaio 2011 – 31 dicembre 2011 RELAZIONE SULLA GESTIONE Nel mese di gennaio 2012 l'Autorità Giudiziaria ha avviato un'indagine, non ancora conclusa, in relazione a ipotesi di reati compiuti dal Tesoriere Sen. Luigi Lusi. A seguito di tali vicende, come più dettagliatamente esposto nel paragrafo relativo ai fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio, il 31 gennaio 2012 il Sen. Luigi Lusi, lasciata la carica di Tesoriere, ha nominato procuratori speciali a firma congiunta il Presidente Sen. Francesco Rutelli, il Presidente dell'Assemblea Federale Sen. Vincenzo Bianco ed il Presidente del Comitato di Tesoreria On.le Gianpiero Bocci, per alcune attività di ordinaria amministrazione dell'Associazione. Pertanto la redazione del presente documento è stata effettuata, nel rispetto dei termini statutari, quale attività meramente rappresentativa dei risultati economici, patrimoniali e finanziari della gestione dell'esercizio 2011, interamente operata dall'ex Tesoriere Sen. Luigi Lusi in base ai poteri a lui attribuiti dallo Statuto, non avendo i sopracitati procuratori alcuna responsabilità in relazione ai fatti che hanno determinato tali risultati. Per lo svolgimento di tali attività, nel mese di febbraio 2012, è stato conferito un incarico a professionisti esterni i quali hanno predisposto il rendiconto dell'esercizio 2011 sulla base delle registrazioni contabili in precedenza effettuate operando, sulla base della documentazione e delle informazioni ricevute, le opportune rettifiche per adeguamento ai principi contabili e per tener conto dei fatti intervenuti dopo la chiusura dell'esercizio con particolare riferimento alla vicenda Lusi. Il rendiconto in esame è stato redatto, in continuità con i precedenti esercizi, secondo il principio della competenza, che consiste nel rilevare e contabilizzare nell'esercizio le operazioni in funzione del loro riflesso economico, indipendentemente dal momento in cui queste si sono concretizzate nei movimenti finanziari di incasso o pagamento, ad eccezione dei contributi per rimborsi di spese elettorali che sono stati contabilizzati secondo il principio di cassa, ovvero nell'anno in cui sono stati effettivamente corrisposti dallo Stato. Il rendiconto dell'esercizio 2011 presenta, a seguito del sostanziale azzeramento dei contributi per rimborso spese elettorali, un disavanzo di Euro 10.187.136,72 dopo aver effettuato ammortamenti, per Euro 26.845,75, e svalutazioni e accantonamenti per un importo di Euro 5.372.768,53, di cui Euro 864.198,00 relativi alla svalutazione della partecipazione Edizioni DLM Europa S.r.l., Euro 3.917.081,48 relativi all'accantonamento ad un fondo rischi ed oneri per perdite future della partecipata Edizioni DLM Europa S.r.l. ed Euro 591.489,05 relativi all'adeguamento in via prudenziale del fondo rischi e spese generico. In primo luogo si ritiene necessario illustrare in sintesi la situazione dal punto di vista economico finanziario, rinviando per i commenti in dettaglio alla nota integrativa. I proventi della gestione caratteristica sono pari ad Euro 2.079.297,84 costituiti dalle seguenti voci: • contributi per rimborso delle spese elettorali relative alle elezioni regionali del Molise nell'anno 2006 37.163,88 • proventi da altre attività (Affitti per sub-locazione e riaddebito spese relative all'immobile) 2.042.133,96 A fronte dei proventi di cui sopra, si sono registrati oneri della gestione caratteristica per complessivi Euro 11.688.144,32 così ripartiti: – spese per acquisti di beni (giornali e riviste, cancelleria, materiale di consumo, carburante autovetture, ecc.) 72.755,47 – costi per servizi per Euro 4.361.049,19 risultano così composti: • Spese per attività di comunicazione, informazione e propaganda politica 683.520,67 • Abbonamenti al quotidiano “Europa” 378.780,00 • Spese collaboratori, consulenze contabili e amministrative, revisori, legali, notarili e consulenze per riorganizzazione delle strutture 566.940,01 • Spese per programmi software, assistenza tecnica e manutenzione sistema informatico 119.184,60 • Spese per servizi afferenti alla Sede Nazionale (vigilanza, manutenzioni e riparazioni, reception, pulizie) 518.248,40 • Utenze 749.156,38 • Spese di viaggi, trasferte, rimborsi spese, automezzi 60.193,54 • Altre spese per servizi (postali, spedizioni, bollati, fotocopie, rappresentanza, spese amministrative, ecc.) 84.369,28 • Spese per servizi non inerenti e/o non documentati 1.200.656,31 Totale costi per servizi 4.361.049,19 – spese per godimento beni di terzi pari ad Euro 853.976,17 così composti: • per locazioni immobili 660.153,44 • per noleggi automezzi 193.822,73 Totale spese godimento beni di terzi 853.976,17 – spese per il personale dipendente 740.683,47 – ammortamenti e svalutazioni 26.845,75 – accantonamenti per rischi ed oneri 4.508.570,53 – oneri diversi di gestione pari ad Euro 325.710,24 così composti: • Imposte di bollo e di registro 26.008,25 • Ritenuta su interessi attivi bancari 64.610,98 • IRAP dell'esercizio 15.565,11 • IRES dell'esercizio 194.365,54 • Altri oneri di gestione 25.160,36 Totale oneri diversi di gestione 325.710,24 – contributi ad associazioni pari ad Euro 796.695,30 così suddivisi: • Associazione Centro Futuro Sostenibile 605.000,00 • Associazione Comitato Centro Città 48.000,00 • Associazione Area Vasta 25.000,00 • Associazione 360 Salerno 42.000,00 • Associazione Orizzonti 30.000,00 • Associazione PDE 35.177,10 • Istituto Democratici Europei 11.518,20 Totale contributi ad associazioni 796.695,30 – accantonamento ai sensi dell'art. 3 della legge 157/99 1.858,20 Il risultato economico della gestione caratteristica risulta negativo ed è pari ad Euro 9.608.846,48, al quale vanno ad aggiungersi i proventi finanziari netti per Euro 290.622,07, la rettifica negativa del valore delle attività finanziarie iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie per Euro 858.988,00, data dalla differenza tra la rivalutazione della partecipazione Edizioni DLM S.r.l. per Euro 5.210,00 e la svalutazione della partecipazione Edizioni DLM Europa S.r.l. per Euro 864.198,00, ed il risultato negativo dei proventi ed oneri straordinari per Euro 9.924,31 sì da determinare il disavanzo complessivo di gestione di Euro 10.187.136,72. La Situazione Patrimoniale riflette l'andamento della gestione rilevando attività per complessivi Euro 24.708.134,17 così costituite: • immobilizzazioni materiali nette (macchine per ufficio, mobili, ecc.) 32.425,82 • immobilizzazioni finanziarie nette 50.461,00 • crediti (come da dettaglio in nota integrativa) 4.428.579,54 • immobilizzazioni finanziarie non costituenti immobilizzazioni 371.743,29 • disponibilità liquide 19.802.595,18 • ratei e risconti attivi 22.329,34 Si precisa che le immobilizzazioni immateriali pari ad Euro 3.750.000,00, totalmente ammortizzate, si riferiscono al costo dei lavori di ristrutturazione eseguiti negli anni 2003 – 2004 sull'immobile di Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16, di proprietà della Fondazione Collegio Nazareno ed attualmente quasi interamente concesso in sub-locazione al Partito Democratico. Si precisa che le immobilizzazioni materiali nette pari ad Euro 32.425,82 presentano nell'esercizio ed in quelli precedenti delle dismissioni contabili di cespiti, interamente ammortizzati, pari a complessivi Euro 1.016.667,89. Non è stato possibile ripristinare il costo storico ed il relativo fondo di ammortamento in quanto, dall'esercizio 2010, tali cespiti formano oggetto del contratto di sub-locazione dell'immobile stipulato con il Partito Democratico e ad oggi risulta difficile ricostruire la consistenza fisica non essendo stato stilato un inventario iniziale e poiché sono state effettuate nuove acquisizioni che non risultano distinte dai beni locati. Si precisa che le immobilizzazioni finanziarie non costituenti immobilizzazioni si riferiscono agli investimenti effettuati attraverso un mandato di gestione conferito alla RAS. Per quanto riguarda l'andamento della gestione nel corso del 2011, si sono registrati risultati piuttosto stabili. In nota integrativa viene evidenziata la consistenza al 31/12/2011 rappresentata totalmente da investimenti in un portafoglio obbligazionario. Le passività, compresi i fondi, sono pari complessivamente ad Euro 9.076.939,88 e sono costituite: • dal fondo istituito ai sensi dell'art. 3 della Legge 157/99 quale accantonamento per la partecipazione attiva delle donne alla politica 2.882.345,91 • dai fondi per rischi ed oneri (dettaglio in nota integrativa) 1.321.480,00 • dal fondo rischi società partecipata Edizioni DLM Europa S.r.l. 4.067.081,48 • dal fondo di trattamento di fine rapporto lavoro subordinato 82.058,30 • da debiti verso i fornitori 277.618,37 • da debiti tributari 22.900,01 • da debiti verso gli Istituti Previdenziali e di sicurezza sociale 14.316,00 • da altri debiti (come da dettaglio in nota integrativa) 408.777,85 • ratei e risconti passivi 361,96 Per quanto riguarda la gestione del personale dipendente e assimilato, la situazione al 31 dicembre 2011 risulta la seguente: – dipendenti a tempo indeterminato 4 – dipendenti in aspettativa non retribuita 2 – dipendenti distaccati 3 – collaboratori a progetto 1 I dipendenti a tempo indeterminato operano nell'ambito delle funzioni amministrative e di segreteria. Una di queste è parzialmente distaccata al PD. I dipendenti in aspettativa non retribuita ricoprono attualmente cariche elettive presso la Camera dei Deputati e presumibilmente rientreranno in servizio al termine della legislatura. I dipendenti del Partito Democratico che risultano attualmente distaccati presso La Margherita svolgono la propria attività lavorativa a favore dell'Associazione in forza di un accordo per comune interesse ed il loro distacco avrà termine il 31 luglio 2012. Nel corso dell'esercizio, inoltre, ci si è avvalsi di altri due dipendenti distaccati dal Partito Democratico, la cui attività è cessata alla fine del mese di novembre 2011. Uno di loro si è occupato delle attività connesse ai rapporti politici a livello europeo, l'altro ha svolto la propria attività curando i rapporti con la stampa. Il collaboratore a progetto svolge la sua attività di consulenza come prevista dal contratto che avrà termine nel mese di dicembre 2012. In ottemperanza a quanto specificamente indicato dalla Legge 2 gennaio 1997, n. 2, con riferimento alla relazione, si forniscono le seguenti informazioni: ATTIVITA' CULTURALI, DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE L'attività svolta dall'Associazione si è sviluppata secondo due direttive: quella relativa all'attività politica e quella gestionale. La prima si è sostanzialmente concretizzata nell'appoggio e sostegno dell'attività istituzionale dei dirigenti politici riferibili alla Margherita, contribuendo economicamente alle specifiche iniziative ed al sostegno delle campagne elettorali per le elezioni amministrative delle province e dei comuni. La seconda è consistita nella gestione della sede (con i relativi interventi manutentivi ai fini del mantenimento a livelli ottimali della struttura e degli impianti), nel coordinamento delle attività svolte dal personale, nella gestione dei contratti di appalto per la fornitura di servizi con il relativo controllo delle attività previste e nella gestione dei rapporti contrattuali con il Partito Democratico per tutti gli aspetti relativi agli impianti e alle strutture in uso al Partito Democratico, ma contrattualmente a carico della Margherita. Inoltre, è stato predisposto uno studio di fattibilità, con l'individuazione dei relativi costi ed una analisi costi/benefici, per la riduzione e la realizzazione degli spazi dell'archivio cartaceo ubicato al piano interrato della sede. RIPARTIZIONE TRA I LIVELLI POLITICO – ORGANIZZATIVO DEL PARTITO Premesso che nello statuto della Margherita è espressamente prevista una totale indipendenza giuridica, economica e patrimoniale fra la struttura centrale e quelle periferiche, l'Associazione, pur essendosi a lungo impegnata per una completa definizione degli aspetti giuridici in essere presso le strutture regionali e provinciali, non è riuscita a tutt'oggi ad avere un quadro completo dei bilanci di definitiva chiusura e dell'estinzione dei conti correnti e del codice fiscale di tutte le strutture territoriali. Allo stato 41 sedi periferiche tra regioni, province e città metropolitane hanno portato a termine le operazioni di liquidazione. Si deve constatare che non è possibile avere un'informativa più completa in quanto è ormai estremamente difficile rintracciare le persone che ricoprivano le funzioni politico/amministrative in carica all'epoca della cessazione dell'attività politica dell'Associazione. A completamento dell'informativa a riguardo si precisa che nell'anno 2011 non è stato erogato alcun importo alle strutture territoriali della Margherita. CONTRIBUTI DELLO STATO Come riferito in precedenza, nel corso dell'anno è stato incassato, a titolo di contributi per rimborso delle spese elettorali, l'importo netto di Euro 37.163,88 determinato interamente da contributi erogati per le elezioni per il Consiglio Regionale Molise dell'anno 2006. Sul contributo elettorale contabilizzato è stato calcolato l'accantonamento del 5% pari ad Euro 1.858,20, quale incremento del fondo ex art. 3 della Legge 3 giugno 1999, n. 157 relativo alle iniziative volte ad accrescere la partecipazione delle donne alla politica. RAPPORTI CON LE IMPRESE PARTECIPATE L'Associazione Politica “Democrazia è Libertà - La Margherita” partecipa alle seguenti società: • Edizioni DLM S.r.l. con capitale sociale di Euro 10.000,00, interamente detenuto dall'Associazione, è proprietaria delle testate giornalistica del quotidiano “EUROPA”, organo del partito, sia in formato cartaceo che telematico, pertanto, l'integrale partecipazione al capitale sociale di tale società consente di detenere la piena proprietà delle predette testate. Come illustrato in nota integrativa, alla data del 31/12/2011 il valore attribuito alla partecipazione, rivalutato nell'esercizio per Euro 5.210,00, è pari ad Euro 50.461,00 corrispondente al patrimonio netto contabile. • Edizioni DLM Europa S.r.l. con capitale sociale di Euro 102.447,00, in virtù di contratto di concessione in uso delle testate da Edizioni DLM S.r.l., è la società editrice del quotidiano “EUROPA”. Tale Società è partecipata, alla data del 31/12/2011, nella misura del 87,775% per Euro 89.922,85 mediante intestazione fiduciaria, trasferita in data 3 aprile 2012 dal Senatore Luigi Lusi al Senatore Vincenzo Bianco, in conformità della Legge 5 agosto 1981, n. 416. Al 31/12/2011, a seguito della perdita d'esercizio subita, la Edizioni DLM Europa S.r.l. ha un patrimonio netto negativo pari ad Euro 1.145.898,00, pertanto, tale partecipazione, iscritta per Euro 864.198,00, è stata interamente svalutata. La movimentazione avvenuta nel corso del 2011, per Euro 508.030,00, è relativa a versamenti effettuati in esecuzione di un aumento di capitale sociale a pagamento deliberato in data 12 settembre 2011 e precisamente per Euro 5.030,00 a titolo di sottoscrizione nuove quote e per Euro 503.000,00 a titolo di versamento sovrapprezzo quote. A seguito della perdita d'esercizio 2011 che ha azzerato il capitale sociale, tale partecipazione iscritta per Euro 864.198,00 è stata interamente svalutata mediante costituzione di apposito fondo di svalutazione di pari importo. Il 24 aprile 2012 l'assemblea dei soci ha deliberato l'azzeramento del capitale sociale e la sua ricostituzione ad Euro 100.000,00 con sovrapprezzo di Euro 1.145.898,00 pari alla residua perdita da ripianare, offrendolo in opzione agli attuali soci. Conseguentemente in data 26 aprile 2012 l'Associazione ha comunicato la sottoscrizione della propria quota di aumento di capitale con sovrapprezzo, per quanto di propria competenza (per complessivi Euro 1.093.598,44) ed eventualmente per le quote rimaste inoptate, mediante parziale utilizzo del finanziamento soci in precedenza versato pari ad Euro 4.067.081,48 (oltre agli interessi maturati dall'inizio dell'esercizio fino alla data della sottoscrizione). Contestualmente il residuo credito è stato destinato, sempre per la quota di propria competenza, ad un fondo di riserva per futuri aumenti di capitale e/o a copertura perdite future eventualmente deliberati dall'assemblea e per tale motivo in via prudenziale è stato stanziato un Fondo rischi e oneri società partecipate di valore corrispondente all'intero credito per finanziamenti (Euro 4.067.081,48) come analiticamente esposto nella nota integrativa. In considerazione di quanto sopra ed in considerazione dell'evoluzione futura di Edizioni DLM Europa S.r.l., tutti i valori iscritti nell'attivo patrimoniale, ad essa riferibili, risultano integralmente coperti da appositi fondi del passivo. LIBERE CONTRIBUZIONI SOGGETTE A DICHIARAZIONE CONGIUNTA Con riferimento a quanto stabilito dal terzo comma dell'art. 4 della Legge 18 novembre 1981, n. 659, e successive modificazioni ed integrazioni, nell'anno 2011 non sono pervenute alla nostra Associazione libere contribuzioni per le quali è previsto l'obbligo di presentare la “Dichiarazione congiunta”. FATTI DI RILIEVO DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO La procura di Roma ha aperto un'indagine su numerose operazioni contabili de La Margherita – Democrazia è libertà e il Tesoriere dell'Associazione Senatore Luigi Lusi nel mese di gennaio 2012 è stato iscritto nel registro degli indagati. Il reato inizialmente ipotizzato era quello di appropriazione indebita, per essersi il Senatore Lusi impossessato di circa 13 milioni di Euro appartenenti al patrimonio della Margherita. Il Gip ha disposto il sequestro di beni patrimoniali, di ingente valore, riferibili al Sen. Luigi Lusi o a soggetti a lui riconducibili. Il Senatore Lusi ha presentato le proprie dimissioni che sono state accettate e formalizzate da La Margherita conferendo una procura generale ai Senatori Rutelli e Bianco e all'On.le Bocci, al fine di consentire l'effettuazione delle necessarie operazioni di gestione dell'Associazione. Successivamente, a seguito delle indagini svolte dalla Procura di Roma, il 3 maggio 2012 il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha emesso ordinanza di custodia cautelare disponendo gli arresti domiciliari per la moglie del Sen. Luigi Lusi e per i due commercialisti, Montecchia e Sebastio, i quali avevano la responsabilità della corretta tenuta delle scritture contabili dell'Associazione e avrebbero fornito al Sen. Luigi Lusi un'attività di supporto che si concretizzava in primo luogo nella sistematica falsificazione dei libri contabili; per lo stesso Sen. Luigi Lusi è stata disposta la custodia in carcere. Nella citata ordinanza all'imputazione di appropriazione indebita, si aggiungeva la contestazione del più grave reato di associazione a delinquere. Per il Sen. Luigi Lusi è stata richiesta al Senato l'autorizzazione all'arresto. Secondo la ricostruzione del Giudice per le indagini preliminari di Roma, il Senatore Lusi avrebbe effettuato ripetutamente atti di disposizione sul patrimonio della Margherita tramite i quali ingenti risorse dell'Associazione sono state utilizzate per profitto personale. A tal fine sono state anche costituite alcune società e conti dedicati dove sono state fatte confluire ingenti somme di denaro. Allo stato attuale delle indagini risultano accertate operazioni illecite per un valore complessivo di circa 22 milioni di Euro. A seguito della procura ricevuta, i Senatori Rutelli e Bianco e l'On. Bocci, hanno operato in maniera congiunta decidendo all'unanimità tutte le questioni che si sono presentate durante i mesi di vacatio del rappresentante lega
DALLA NOSTRA C'È LA STORIA, DALLA LORO IL PRESENTE,LELOROQUINDICIVITTORIECONSECUTIVE,LA LOROTESTA ELA LOROTECNICA. Ma Italia-Germania non è una partita, né una semifinale come le altre. Italia-Germania è la Semifinale, e in genere le semifinali e le finali contro i tedeschi le vinciamo noi. Varsavia come Dortmund, Madrid o Città del Messico? Altra pietra miliare del nostro calcio o, come vuole il pronostico, nostro inchino all'attuale, superiore potere della Mannschaft? La battaglia dialettica tra Loew e Prandelli è tenue e misurata come poche volte, da una parte il rispetto, dall'altra l'ammirazione. Per il ct tedesco «la necessità assoluta sarà disinnescare Pirlo, l'Italia gira intorno a lui. Paura? Nessuna, non ci spaventano i precedenti, non contano nulla». Prandelli ha «parecchi dubbi di formazione, come sempre», persino di modulo. Il 4-3-1-2 delle ultime uscite non può prescindere da Abate, non ancora recuperato al cento per cento e insostituibile, vista l'assenza per squalifica di Maggio. Chiellini è abile e arruolato e potrebbe giocare a sinistra in luogo di Balzaretti. Un dubbio a centrocampo tra Thiago Motta e Montolivo nel ruolo di falso trequartista, un dubbio, grande, in attacco: Cassano non ha convinto contro l'Inghilterra e ha mostrato una condizione fisica molto approssimativa. Ecco allora l'opzione Diamanti in un ruolo ibrido di trequartista-punta, posizione che il fantasista del Bologna gradisce, e tanto. Per il ct «Diamanti si è ben adattato al nostro lavoro, ha mostrato voglia e attaccamento dall'inizio del ritiro, sto ancora valutando», verità e pretattica si rincorrono nella mente di un Prandelli felice di affrontare la Germania: «È una grande gioia giocare contro una squadra così forte. Sono più giovani di noi? Cambia poco, faremo la nostra partita, non ci snatureremo, sarebbe come buttare via il lavoro di due anni. Avere dubbi di formazione significa che tutti stanno bene, che tutti hanno voglia e che io sono in difficoltà nel fare le mie scelte. È un ottimo segnale, sono certo che faremo una grande gara». MOLTITIRI, POCHERETI Tutto ruota intorno a Pirlo e De Rossi, agli inserimenti di Marchisio, alla tenuta della difesa, appena due gol subiti in tutto l'Europeo, contro i quattro tedeschi, due dei quali dalla Grecia in uno strano e complicato quarto di finale vinto meno nettamente di quanto il 4-2 finale possa far pensare. Gli azzurri segnano poco, 4 reti contro 9, uno solo su azione costruita, nonostante i 22 tiri in porta complessivi, come nessuno in questo Europeo. Né Balotelli, né Cassano assicurano il fatturato di uno qualunque dei cinque attaccanti a disposizione di Loew. CHI INVECESEGNA Il ct tedesco dovrebbe risolvere i suoi ballottaggi in favore di Klose, Podolski e Reus, in panca Schurrle e il capocannoniere dell'Europeo Mario Gomez. In difesa non sembrano inattaccabili Boateng, Hummels e Badstuber, molto statici e facilmente battibili nello stretto e con scambi precisi e ravvicinati. Canovaccio scritto, Germania dal possesso palla veloce e concreto, molto diverso da quello spagnolo ben affrontato dagli azzurri a Danzica il 10 giugno - sembra passato un secolo -. Agli azzurri restano intensità, difesa e le incursioni. Su Facebook Buffon chiede all'Italia di «osare, li possiamo battere con l'intensità e con la nostra qualità». Li possiamo battere sulla lunga distanza, resistendo come a Dortmund nel 2006, quando Pirlo e Buffon erano in campo e Loew era solo il carismatico assistente di Klinsmann. Nel febbraio 2011 in amichevole finì 1-1. Fu il primo segnale ad alto livello della gestione Prandelli. Una vittoria e tre pareggi a Euro 2012 sono bastati al ct azzurro per agganciare la semifinale, il traguardo minimo è già raggiunto, ora c'è la Storia, a una partita, a una notte di distanza. FELICEDIOTALLEVI ROMA Partitanoiosaesenzaemozioni I tiridagliundicimetri decidonolagara.DiMoutinhoeBrunoAlvesglierrori SPORT SERVE UNCOLPOD'ALA. SE LAPARTITASCORRERÀSEGUENDO TATTICHEORDINARIE,SE LAPALLA MUOVERÀSECONDO RADENZE E ATTRITI CONSUETI,LA GERMANIAVINCE. È più forte, più tecnica e più veloce. Più sana, avendo giovato di maggiore riposo, dopo un match tutto sommato gestito bene, mentre a noi è servito tutto per battere l'Inghilterra. Questa oggettiva situazione d'inferiorità ci potrebbe togliere dall'imbarazzo di dover pensare - anzitutto - a difenderci. Ma c'è un guaio: non è la solita Germania di monotoni e indefessi atleti che si sfiancano per possedere la partita. Löw pratica un calcio moderno, favorito da un gruppo che gioca insieme da ormai molti anni, dalle selezioni giovanili, fino alla Nazionale maggiore. Quando si distende, la Germania è la migliore squadra del mondo: sa entrare nella difesa altrui con facilità e armonia. Ma sa affrontare e aprire anche difese chiuse, grazie a due attaccanti come Ozil e Klose, capaci di vedere e pensare calcio anche negli ultimi, pochi metri di campo e bravi a svariare su tutto il fronte, togliendo riferimenti ai difensori avversari. La Germania è micidiale quando la palla viaggia a terra, e con Gomez e Mueller sa segnare anche a palla alta. In breve: una squadra completa, la migliore in circolazione. Nelle ultime due manifestazioni - Europei 2008, Mondiali 2010 - solo la Spagna è stata capace di contenerla e batterla, di misura, l'ultima volta con fatica e con un gol su azione da calcio d'angolo. Quelle due partite sono la nostra bussola: gli spagnoli, con il loro manierismo, con il possesso continuo, riuscirono ad “accorciare” il campo dei tedeschi, che quasi mai trovarono le forze di stendersi nei loro limpidi attacchi. Per questo ispessire il centrocampo con Diamanti al posto di Cassano, affiancato a palleggiatori come Pirlo e Montolivo, potrebbe essere la buona idea che abita i pensieri di Prandelli. Noi ne azzardiamo un'altra, fantasiosa, spiazzante: un 4-3-3 con Giovinco e Giaccherini ai lati di Balotelli, per avere due dribblatori capaci di attaccare l'area dai lati, forti nell'uno-contro-uno sui terzini tedeschi, nella zona di campo che la Germania difende peggio, perché Boateng è il loro punto debole e a Lahm piace attaccare. Siamo l'Italia, inventiamoci la finale. ILCOMMENTO MARCOBUCCIANTINI Lasemifinalepiùsentita. Il ct recuperaDeRossieChiellini Dubbisulla formazione: forse DiamantialpostodiCassano, eThiagoMottaperMontolivo È FINITA CON LA VITTORIA DELLA SPAGNA AI RIGORI. LA PRIMA FINALISTA DELL'EUROPEO È LA SQUADRA DI VICENTE DEL BOSQUE COME QUATTRO ANNI FA. Ha vinto con Fabregas che prende il palo e la palla che rotola dentro. È finita con cristiano ronaldo con le mani giunte in attesa di un tiro che non è mai arrivato. La partita non è stata né tirata né bella, né giocata bene. È stata solamente noiosa. La Spagna non ha fatto giocare ma non ha giocato. Il Portogallo si è affidato alle possibilità offerte da un campione come Cristiano Ronaldo ma quando ha avuto la palla della vittoria all'ultimo minuto del secondo tempo regolamentare, su un contropiede lanciato da Raul Meireles, l'ha mandata in tribuna. Tra l'altro l'unica vera occasione della gara. Dell'intera gara. La misura della noia l'ha data un calcio d'angolo che la Spagna ha battuto al 93enimo. Tre tocchi per tornare dalle parti di Iker Casillas e aspettare che l'arbitro turco Cuney Cakir, lo stesso di Italia Irlanda, mandasse tutti ai supplementari. E dire che l'attesa per questo incontro era stata molto alta. Basti pensare alla quasi rissa in allenamento scatenata dall'ex interista Quaresma (nervoso per non aver mai messo piede nel campionato) o alle dichiarazioni (non proprio amorevoli) di Cristiano Ronaldo verso la Spagna (che pure è la sua seconda patria). Un paio di novità hanno caratterizzato la sfida. Entrambi in attacco: Paulo Bento ha schierato - tra le sue inamovibili ali - Hugo Almeyda, centravanti del Besiktas. Vicente Del Bosque aveva risposto con il ventiseienne Alvaro Negredo, in forza al Siviglia e preferito a Fabregas, che poi ha preso il suo posto, e al povero Torres che sarà pure uno che non ha più la brillantezza di un tempo ma è l'unico che dà profondità a una squadra alla quale piace galleggiare molto a centrocampo. Negredo in questi Europei non aveva fatto neanche un minuto ma nelle ultime dodici apparizioni in nazionale aveva fatto sei gol. Tanto che la stampa spagnola lo aveva ribattezzato il portafortuna della squadra. Ma, amuleti a parte, la Spagna avrebbe dovuto far vedere qualcosa di più. L'unica vera occasione per gli uomini di Del Bosque è venuta dopo 103 minuti di gioco quando Iniesta, sempre lui, dopo un taglio perfetto si è visto respingere il tiro da Rui Patricio (fino a qual momento solo uno dei tanti spettatori). Ed è stato un episodio dovuto più al fatto che i portoghesi hanno abbassato la difesa per stanchezza nonché il ritmo di gara. Poi sono arrivati i rigori. Mouthino e Bruno Alves hanno condannato la proprio squadra. E domenica la finale. Ma per quello che si è visto ieri sera sia la Germania sia l'Italia sembrano avere una marcia in più. Unodeibimbidi Wieliczkache hannosfilato con untricolore di50 metriper salutare l'Italia in partenzaverso Varsavia FOTO ARVEDA/PEGASO NEWSPORT Colpod'ala: Giovinco dovesei? Unanotte italiana C'è la Germania, Prandelli: «Attaccheremo» COSIMOCITO VARSAVIA ÈlaSpagna laprimafinalista IlPortogalloperdeai rigori U: giovedì 28 giugno 2012 27
Un segnale che va in direzione dell'«asse» tra progressisti e moderati di cui parlano Bersani e Casini, ma è anche l'ennesima dimostrazione che il Pdl vuole tenersi le mani libere: Pd e Terzo polo hanno presentato un'unica mozione di sostegno al governo Monti in vista del Consiglio europeo di oggi e domani, mentre il partito di Berlusconi ha presentato un documento autonomo, così come hanno fatto Idv e Lega. Alla fine di una lunga giornata sono state approvate tutte le mozioni tranne quella del Carroccio, che aveva il parere contrario del governo (bocciata anche la proposta leghista di un referendum consultivo sul Fiscal compact). Ma il niet del Pdl a un documento unitario siglato da tutte le forze che sostengono Monti (tra l'altro auspicato dal presidente del Consiglio ieri volato a Bruxelles) non lascia presagire nulla di buono. Anche perché la decisione di distinguersi sull'Europa alla Camera, il partito di Berlusconi la prende in una giornata contrassegnata dal riemergere dell'asse Pdl-Lega che con il voto sul Senato federale, a Palazzo Madama, di fatto rischia di far saltare il tavolo delle riforme istituzionali. FIBRILLAZIONIADESTRA «Un atto di generosità dal Pdl sarebbe stato opportuno ma andiamo avanti», dice Bersani senza voler drammatizzare la mancata convergenza sul fronte dei preparativi per il vertice di Bruxelles. Al segretario del Pd però non sfuggono le «fibrillazioni» e i «segnali poco piacevoli» che arrivano «dal lato destro del Parlamento». E anche il leader dell'Udc Casini nutre sospetti sulle reali motivazioni che hanno spinto il Pdl a rifiutare la mozione unitaria: «In questa bufera, dopo aver sentito le parole responsabili dell'ex ministro degli Dsteri Frattini (per conto del Pdl), Pd, Udc e Fli chiedono una mozione unitaria a sostegno dell'esecutivo sulla politica europea. Cosa lo impedisce? Chi non vorrà rispondere a questa domanda si assumerà una grande responsabilità verso il Paese». E serve a poco che, mentre Bersani e Casini danno il via libera alla mozione comune, Frattini dica che «le mozioni sono tutte votabili e le voteremo». Pd e Udc non condividono l'analisi dell'ex ministro degli Esteri, cioè che «alla fine, la sostanza sarà quella di un largo consenso ad una linea di incoraggiamento al presidente del Consiglio». Né, in questa giornata segnata da prove di convergenza finite male e sospetti reciproci, piace al Pdl il rendersi visibile dell'asse Pd-Terzo polo. «Prendiamo atto che si costituisce una sorta di maggioranza nella maggioranza con la convergenza pretestuosa delle mozioni del Pd, dell'Udc, del Fli sull'Europa. Francamente non è un favore fatto al governo Monti» attacca il capogruppo del Pdl alla Camera Cicchitto. La replica arriva dal finiano Menia: «Prendiamo atto che si costituisce una sorta di minoranza nella maggioranza, con l'autoesclusione pretestuosa del Pdl dall'ipotesi di una mozione unitaria sull'Europa». In questo botta e risposta interno alla maggioranza, si inserisce Di Pietro, dicendo che Monti si deve dimettere comunque vada l'appuntamento di Bruxelles «per il fatto stesso che va in Europa con una truffa, visto che il suo intento è far credere di aver fatto la riforma del lavoro quando invece la legge è pessima e tutti dicono che va cambiata» (il leader dell'Idv dice anche che «pure la maggioranza sostiene che la riforma fa schifo, o sono scemi o sono complici»). Quanto al merito, il documento Pd-Terzo polo a prima firma Franceschini, Della Vedova, Galletti sulla crisi europea impegna il governo a sostenere l'iniziativa per la crescita, la tassa sulle transazioni finanziarie, a sostenere le proposte del rapporto Van Rompuy e la proposta di creare un meccanismo di solidarietà che faccia da scudo alle oscillazioni degli spread. eni e il comune di Milano arte aperta Conoscere il patrimonio artistico delle nostre città e potervi accedere liberamente è un'occasione per riscoprire la nostra storia. Grazie all'iniziativa “Estate al museo” eni, il comune di Milano e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali aprono eccezionalmente al pubblico tutti i musei civici con ingresso gratuito: Castello Sforzesco, Museo del Novecento, Museo del Risorgimento, Museo di Storia Naturale, Museo Archeologico, Acquario Civico, Palazzo Reale, Palazzo Morando, Galleria d'Arte Moderna. Perché la cultura è un valore da condividere. Per il programma completo dell'iniziativa vai su eni.com eni.com dal 19 giugno al 26 agosto eni offre l'ingresso gratuito a tutti i musei civici di Milano L'ITALIAELACRISI L'attesa per il vertice di Bruxelles assomiglia sempre più alla calma piatta nell'occhio del ciclone. Mentre il gran consulto tra le cancellerie europee si intensifica, la politica italiana segue con occhi attenti l'avvicinarsi dell'appuntamento di domani. Nonostante le rassicurazioni di Berlusconi a Monti, in Parlamento resta la sensazione trasversale che le elezioni a ottobre siano in campo come qualcosa di più di un'eventualità. Il tam tam che vuole il governo in imminente pericolo di vita (politica) se il premier tornerà «a mani vuote» non si attenua. Ieri quattro deputati del Pdl - Santelli, Bernardo, Picchi e Laffranco - si sono appellati al premier «affinché uno dei risultati concreti del summit sia rendere operativo nell'immediato il potere di vigilanza della Bce sui crediti elargiti al sistema bancario per assicurarsi che le banche immettano liquidità sul mercato garantendo imprese e cittadini». Un obiettivo che è già nei desiderata montiani e sul tavolo: la lettera è solo un modo per tenere alta la tensione. Del resto, nel Pdl nessuno dubita che la (tiepida e a corrente alternata) vocazione europeista del Cavaliere sia dovuta unicamente alla paura di essere indicato come unico responsabile della fine anticipata della legislatura (come ha ammesso lui stesso nella direzione del partito) e di pagarne un prezzo politico troppo alto. Cosa che, invece, non spaventa affatto gli ex An - La Russa, Gasparri, Matteoli - alfieri dell'euroscetticismo, e gli “interventisti” alla Brunetta o Santanché. «La differenza di opinioni tra noi è tattica, non strategica - ragiona un big azzurro - Il punto è capire se il Pd accettasse di intestarsi la corresponsabilità della crisi.... In fondo andare al voto in autunno conviene a tutti, anche a Casini e Bersani che, tra l'altro, eviterebbe le primarie». Di qui i primi abboccamenti che gli ambasciatori politici del Cavalieri stanno avviando con Largo del Nazareno: la proposta (molto astratta) di un “mutuo soccorso” per agire in fretta. Ma dopo lo scherzetto del Senato federale che archivia il patto sulle riforme e risuscita l'asse con la Lega, il Pdl ha poco da offrire al di là di qyualche “ritocchino” al Porcellum. L'occasione per l'”incidente” parlamentare invece ci sarebbe già: il 4 luglio l'aula della Camera voterà la mozione di sfiducia presentata da Lega e IdV contro il ministro Fornero. Proprio ieri la capigruppo ha calendarizzato il testo. Un momento propizio prima della ratifica del fatidico fiscal compact. Da via dell'Umiltà giurano che, al di là degli allarmati proclami, anche Casini punterebbe a mettere a frutto il patto elettorale con il Pd nel più breve tempo possibile. Un clima di «indeterminatezza totale» che avrebbe contagiato lo stesso Monti, se è vero che mediterebbe di avvisare la Cancelliera: «Senza gli eurobond mi dimetto perché non sarò in grado di portare l'Italia fuori dal baratro». Sottinteso: di quel che segue ti assumerai la responsabilità, cara Angela. Alla fine si torna sempre allo stesso punto: tutti parlano di crisi di governo, ma nessuno vuole intestarsela. Tantomeno di fronte a Napolitano. Il “come” dunque è materia di dibattito al pari del sesso degli angeli. E l'estate, pur tra le polemiche su ferie o no, si avvicina. Il piano di Berlusconi Convincere Bersani a «cointestarsi» la crisi Il partito di Alfano non aderisce al testo unitario sul mandato al governo Monti per il vertice di Bruxelles Bersani: «Sarebbe stato opportuno un atto di generosità. Da destra segnali inquietanti» S.C. ROMA Europa, mozione Pd-Udc Il Pdl se ne lava le mani FEDERICAFANTOZZI ffantozzi@unita.it Pressing sul premier: «Non torni a mani vuote» C'è chi pensa a un incidente il 4 luglio, sulla mozione antiFornero 6 giovedì 28 giugno 2012
nuvolaital iana. i t c l o u d p e o p l e . i t Seguici su: 28 giovedì 28 giugno 2012
16 giovedì 28 giugno 2012
La tiratura del 27 giugno 2012 è stata di 94.765 copie Mimmo Lucà Ilcommento Luigi Mariucci Luigi Cancrini psichiatra e psicoterapeuta IL DOCUMENTO FINALE DEL COMITATO DIRITTI DEL PDHA GIUSTAMENTE SUSCITATO UN'ATTENZIONE PIÙ VASTA DELLA CERCHIA DI PARTITO, COSTITUENDO UNA PIATTAFORMAdi dibattito non esauribile nell'ordinario consumo della cronaca politica. Le reazioni suscitate finora possono distinguersi in due fasce: quelli che, anche da sponde diverse, lo hanno valutato come un contributo innovativo e originale da prendere comunque in considerazione (vedi Chiara Saraceno); e quelli che hanno tentato di ricondurlo sui binari di quella incomunicabilità polemica che ha bloccato in Italia il dibattito sui modi di garantire meglio i diritti delle persone nelle differenti articolazioni della società (vedi Paola Binetti). Lo sviluppo della ricerca che il documento promuove è ovviamente legato alla capacità degli interlocutori di tenere la quota della proposta, che si qualifica, va detto, come una duplice sfida. Verso l'interno del Pd, perché ne mette alla prova la capacità di delineare e sostenere unitariamente una visione commisurata alle istanze di una società molteplice ed esigente. E verso l'universo culturale e politico, con l'ambizione di offrire a tutte le sue componenti un criterio d'orientamento al quale rapportare in modo convergente le opzioni pratiche fino a quelle proprie della legislazione. Non un catalogo di nuovi diritti ma un modo nuovo di considerare i diritti come interfaccia di corrispettivi doveri, in un circuito di solidarietà in cui ciascuno è garantito nella sua intangibile integrità personale ma non è mai considerato nella solitudine casuale di un individualismo senza orizzonte. È allora nella solidarietà realizzata in ogni ambito che si manifesta la tensione al massimo di uguaglianza nel massimo di tutela della differenze, fino a prefigurare “distinte piattaforme di diritti” da tutelare in modo efficace ancorché non uniforme. È questa, se si vuole, la chiave offerta alla politica per attivare, al di là di steccati che dopotutto non sono tutti “storici”, la ricerca per superare senza ipocriti aggiramenti la selva dei “non possumus” che ha alimentato, nel recente passato, le rendite degli “atei devoti” più che far crescere la coscienza dei valori nell'anima del popolo. È importante che di una valenza del documento in questa direzione abbiano preso cognizione due osservatori abitualmente critici verso le elaborazioni del Pd, come Francesco d'Agostino su Avvenire e Pierluigi Battista sul Corriere. Perché non immaginare che un riscontro dialogico significativo possa manifestarsi anche tra coloro che sono impegnati nell'impresa di offrire ai cattolici delusi dal connubio con Berlusconi nuovi, sperabilmente inediti, percorsi di contatto con la politica? È interesse di tutti che in ogni ambito della presenza culturale e sociale dei cattolici si palesi un'attitudine di ricerca che si metta in grado di concorrere alle determinazioni necessarie per coprire quell'”ultimo miglio” che corre tra i principi e le norme, che è necessariamente assegnato all'autonomia dei cittadini laici cristiani. Il documento non è il prodotto di limature linguistiche artificiali o di mediazioni stilistiche puramente formali. Ma l'approdo di una ricerca impegnativa e di un confronto vero, tra visioni e punti di vista molto diversi, senza ambiguità e senza reticenze. Un risultato che fonda una nuova identità culturale del Pd, su argomenti di rilevante importanza, etica e politica, e non tanto un punto di equilibrio tra le identità storiche rappresentate al tempo della nascita del nuovo partito. Il pluralismo culturale, e financo religioso, dei “democratici”, sui temi eticamente sensibili, fonda, con questo documento, una base comune di valori e di principi. D'altra parte, il documento non è solo il frutto di un dibattito. Ci sono a monte le battaglie condotte e le proposte elaborate dal Pd sui diritti delle persone, che riguardano le unioni civili, la violenza sulle donne, l'omofobia e la transfobia, le terapie e le cure non rispettose della volontà del malato, i problemi della fecondazione medicalmente assistita, e così via. Non è indispensabile affrettarsi sui nodi pratici sottostanti al discorso sui diritti. Meglio misurarsi prima con i concetti di fondo che sono evocati. Cominciando dalla considerazione del tema della paura. «Combattere la paura e il suo uso strumentale», si legge. «Paura che la propria vita venga considerata di minor valore di quella degli altri, paura che la propria esistenza possa venire percepita come un fastidio o un pericolo per gli altri». Impegnarsi dunque per «individuare e rimuovere le situazioni in cui è negata o degradata la comune umanità delle persone». Nella lotta contro il nazifascismo gli Alleati usarono lo slogan: «Libertà di parola, libertà di religione, libertà dal bisogno, libertà dalla paura». Il campo della quarta libertà è ancora da esplorare. Ilpunto Nel documento Pd un nuovo modo di considerare i diritti SEGUEDALLAPRIMA Si è trattato quindi di un voto motivato dalla insistente richiesta del governo di avere la legge approvata prima della riunione della Ue di oggi. Non è perciò un voto di approvazione della legge, ma piuttosto di conferma della fiducia al governo, ovvero della decisione tutta politica di non aprire una crisi di governo nella drammatica situazione che il Paese, e con lui tutta l'Europa, stanno attraversando. Si può osservare che è la prima volta nella storia della Repubblica che una importante legge sul lavoro viene approvata dal Parlamento in questo singolare modo. Formalmente è una legge bipartisan, approvata dalla «strana maggioranza» che sorregge il governo Monti. Nella sostanza c'è poco o nulla di bipartisan: com'è giusto e naturale i due partiti, del centrodestra e del centrosinistra, sul lavoro mantengono posizioni alternative. Critico, se non drastico, è poi il giudizio delle parti sociali. Tutti i maggiori sindacati dissentono, anche perché ancora feriti dalla draconiana riforma delle pensioni fatta con il «salva-Italia», che si è lasciata dietro la mina vagante dei cosiddetti esodati. La Confindustria poi è stata tranciante. La presidente uscente, Emma Marcegaglia, in una intervista al Financial Times ha detto «is a very bad text». Il nuovo presidente, Squinzi, prima è stato diplomatico, limitandosi all'aggettivo «deludente», poi più ruspante: «è una boiata», ha dichiarato, salvo aggiungere «però bisogna approvarla». Per tutta risposta il ministro Fornero ha replicato: «col tempo la legge verrà rivalutata». È proprio cosi? Vero è che molte cose si rivalutano col tempo, ma non sempre. Ad esempio non si sono rivalutati, ma semmai svalutati, quell'insieme di interventi legislativi emanati dal governo Berlusconi-bis nel 2003 a cui impropriamente è stato attribuito il nome di «legge Biagi»: a distanza di anni risulta acclarato che quelle leggi, pure mosse dalla (dichiarata) intenzione di attivare il mercato del lavoro hanno finito con l'incentivare le forme più odiose di precarietà, come qualche critico fin dall'inizio aveva osservato. In conclusione della vicenda si può proporre il seguente bilancio. Il governo già in partenza ha fatto due scelte di metodo sbagliate. In primo luogo ha caricato di enfasi il tema dei licenziamenti, a partire dalla affermazione «l'art.18 non è un tabù», nella convinzione, tutta interna ad un diffuso ceto di economisti liberisti, che questo fosse lo «scalpo» da portare in Europa e da esibire ai mercati finanziari. In secondo luogo ha deciso di non perseguire un accordo di fondo con le parti sociali, adottando un decisionismo che, alla resa dei conti, è risultato quanto meno zoppo. Ci sono voluti infatti ben sei mesi per approvare la legge e alla fine essa entra in vigore nel quadro di un vasto dissenso sociale e politico, e solo in virtù della situazione eccezionale di crisi in cui si trova il paese. Senza questa situazione di emergenza la legge in parola non avrebbe mai visto la luce. Nel merito, sulle parti più importanti ma rimaste in ombra dato che i riflettori si sono accesi solo sulla questione dei licenziamenti, quelle relative alla disciplina delle assunzioni e degli ammortizzatori sociali, si può osservare che in entrambi i casi si mescolano impostazioni di principio corrette e traduzioni operative non condivisibili. Così sul piano della disciplina delle assunzioni. Qui è giusto il messaggio di fondo, cioè l'idea del ritorno al contratto di lavoro a tempo indeterminato come figura «dominante». È bene chiarire che contratto di lavoro a tempo indeterminato non significa «posto fisso». Significa che il contratto di lavoro torna a essere, in via generale, strumento di sicurezza, di integrazione sociale, di conquista dei diritti pieni di cittadinanza. Positiva è anche la decisione di puntare decisamente alla rivalutazione del contratto di apprendistato, come via principale del raccordo tra giovani e lavoro, nelle diverse tipologie. Criticabile è invece la decisione di liberalizzare il contratto a termine, eliminando la causale per le prime assunzioni fino a 12 mesi, pure disincentivandolo con aggravio dei costi contributivi. Corretta è la nuova e più stringente regolazione delle collaborazioni, con particolare riferimento alla introduzione del vincolo del «compenso minimo», che allude con evidenza alla introduzione, ormai necessaria, di un salario minimo legale. Criticabile, invece, è il permessivismo alla fine adottato verso le false partite Iva, a partire dal risibile requisito dei 18.000 euro anni, mentre le vere partite Iva vengono scoraggiate con un aggravio dei contributi. Sul tema degli ammortizzatori sociali va apprezzato il fatto che, dopo venti anni di annunci in ordine alla riforma organica dei medesimi, mai adempiuti, si introduca un impianto regolativo che tenta di mettere ordine nella attuale giungla degli ammortizzatori ordinari e in deroga. Su questo punto un discorso di verità prima o poi dovrà essere fatto, sul perché in Italia esistano rilevanti meccanismi di sostegno al reddito per chi è già entrato nel mercato del lavoro e praticamente nessun reale sostegno per chi nel mercato del lavoro deve ancora entrare (soprattutto giovani e donne). Il limite qui è costituito dal fatto che la nuova Aspi, per quanto estenda il suo campo di applicazione rispetto alla vecchia indennità di disoccupazione, è tutt'altro che universale. Mentre le nuove regole introdotte in materia di Cassa integrazione e superamento della indennità di mobilità andranno sottoposte alla rigorosa prova dei fatti. Il nuovo sistema infatti entrerà a regime nel 2016: bisognerà vedere, a quel punto, se saremo usciti dalla attuale fase recessiva oppure no. Sono due scenari radicalmente diversi. Infine sulla controversia questione dei licenziamenti si può dire che è stato evitato il peggio, anche grazie alla iniziativa svolta da questo giornale e alla posizione assunta dal Pd. Si è respinto il tentativo di introdurre una generalizzata monetizzazione dei licenziamenti azzerando lo Statuto dei lavoratori e regredendo alla legge del 1966. Il principio della reintegrazione è stato mantenuto intanto per i licenziamenti discriminatori, ma anche, sia pure in forma residuale, per i licenziamenti disciplinari e economici. Soprattutto si è garantita la funzione cruciale dell'intervento giudiziario, il cui svuotamento era l'obiettivo vero dei liberisti a senso unico. Questo significa infatti la monetizzazione predeterminata del licenziamento illegittimo: è inutile andare dal giudice se alla fine c'è da ottenere solo un risarcimento. Tanto vale conciliare, con la schiena piegata. Invece la schiena dei lavoratori potrà rimanere dritta, quando hanno ragione, perché resta un margine ampio di valutazione del giudice. Proprio alla giurisdizione viene ora assegnato un compito rilevante. Dimostrare efficienza, anche in termini di riduzione dei tempi processuali applicando correttamente le nuove norme procedurali, e saggezza interpretativa. La partita dunque resta aperta. In conclusione si può osservare che la legge è oggetto di dure stroncature, tuttavia di segno opposto. Per alcuni è una legge liberticida e reazionaria che fa tabula rasa di un intero patrimonio storico di garanzia dei diritti dei lavoratori (basti leggere Alleva su Il Manifesto di ieri). Per altri si tratta invece di un intervento che riduce gli spazi della libertà d'impresa (si guardino le dichiarazioni degli ex ministri Sacconi e Brunetta). Non è che le critiche di segno antitetico si elidano tra loro, secondo la logica degli opposti estremismi, per cui se ne deve dedurre che la legge, collocandosi in medio, è virtuosa. C'è invece ampio spazio per una critica razionale. Per modifiche e integrazioni che si potranno introdurre anche a breve termine, nel decreto sviluppo. In ogni caso si potrà e si dovrà fare di più e di meglio, quando al governo ci sarà, appunto, una sinistra di governo. Questo giornale è stato chiuso in tipografia alle ore 21.30 Apprendo che i 4 poliziotti condannati con sentenza definitiva per la morte di Federico Aldovrandi, avvenuta nel 2005, sono ancora in servizio, non avendo il ministero dell'Interno ritenuto opportuna la loro sospensione in attesa della Cassazione. Quel giudizio è arrivato ma nonostante ciò loro sono ancora lì. Mi chiedo cosa debba pensare il cittadino di fronte a tutto questo. LUCIA CARAMANNA La sospensione dovrebbe avere valore cautelativo. A mio avviso, sarebbe stato giusto disporla già nel momento del rinvio a giudizio o, almeno, della condanna in primo grado. L'idea per cui chi lavora in polizia è intoccabile (quasi) quanto i politici non è un'idea di cui andare fieri in un Paese democratico ma è quella in vigore se è vero che di questo privilegio hanno già usufruito (e stanno usufruendo) i poliziotti coinvolti nelle vicende del G8 a Genova. Agghiaccianti, da questo punto di vista, i titoli che scorrono in coda alla proiezione del film che ne documenta i misfatti e agghiacciante, soprattutto, l'effetto che quei titoli fanno sullo spettatore: coinvolgendolo nell'idea, assurda, di vivere in uno stato in cui i reati eventualmente commessi da un uomo in divisa sono meno punibili e diversi, dunque, da quelli commessi da chi la divisa non ce l'ha. Il senso grandioso d'impunità che deriva da questo tipo di scelte del ministero dell'Interno ha effetti gravi, del resto, proprio sull'equilibrio psichico di chi ne trae apparente vantaggio. Come Paolo Forlani, uno dei quattro poliziotti condannati per l'uccisione di Aldovrandi, che (ci viene segnalato in un'altra lettera) «urla la sua rabbia su internet, definendo la madre del povero ragazzo: faccia da culo». Dialoghi L'impunibilità degli uomini in divisa, anche per loro è un danno COMUNITÀ Una legge con troppi limiti . . . C'è poco di bipartisan: sul lavoro, centrodestra e centrosinistra mantengono posizioni alternative 18 giovedì 28 giugno 2012
Dopo le partite di calcio vengonole ferie. Agognate, evocate, ac-carezzate, solo sognate, rinviate, prese in extremis, sontuose o low cost, agostane o mordi e fuggi tutto l'anno. Sono filosofia di vita, italico totem e fonte infinita di polemiche. Acuite dal caldo e, quest'anno, dalla crisi economica che suggerisce al 79% dei connazionali di tuffarsi nel vicino mare del Belpaese. E che, soprattutto, scava un fossato tra chi ci andrà e chi - il mare magnum di pensionati, disoccupati, esodati, precari, cocopro, nuovi poveri - non ha i soldi per pagarsele. Tra i primi, invece, rientrano senza dubbio i parlamentari. E in tempi di anti-politica e anti-casta molto hanno già colpito l'immaginario le laute settimane esotiche di Formigoni e Lusi. Insomma, un nervo scoperto. In cui si era appena impigliato il sottosegretario Polillo subissato di critiche e sarcasmi sul web per aver buttato lì «senza badare a quello che dico» un «gli operai fanno tre mesi di vacanze, rinuncino a una settimana per aumentare il Pil». Adesso è toccato al capogruppo del Pdl Cicchitto. Nel corso di una serrata trattativa tra governo e Parlamento sul tema dello stop ai lavori dell'aula di Montecitorio ha ammonito il ministro Giarda. «Non azzardatevi a trascinare il calendario fino al 12-13 agosto o non ci sarà nessuno. Dovrete trovarvi un'altra maggioranza». L'interlocutore, che voleva applicare il “protocollo Monti” - solo due settimane agostane di pausa - pare sia rimasto «senza parole». A differenza del resto del mondo. Per Idv è un invito a nozze. «Offensivo verso i cittadini che non hanno soldi per pagare le tasse». Casini cinguetta. «Per me si può rimanere anche a Ferragosto». Bersani frena: «Abbiamo passato il segno, polemica indecorosa. Lavoreremo finché c'è da lavorare ma abbiamo una famiglia». Finocchiaro derubrica a «battuta» ma «niente ipocrisia, le vacanze sono un diritto». Fini fa sapere che i lavori possono andare avanti tutto agosto e che «da adesso» ci saranno votazioni «anche il lunedì e il venerdì». Certificando, tuttavia, che finora non è che proprio a Montecitorio l'attività fervesse. Su Twitter l'argomento è un trend. «Vai in ferie e restaci a vita», «Un'altra maggioranza? Allora te le paghiamo noi», «Tranquillo, dopo il 2013 farai tutte le ferie che vuoi», «Ma perché Alfano non lo prende a pedate?», «Il problema non è che vai in vacanza ad agosto ma che torni a far politica a settembre», «E se Polillo e Cicchitto partissero insieme?». L'interessato non si scompone più di tanto. Vuole andare oltre quella che definisce «una battuta» e spiega quello che ritiene il merito politico del problema: «13 decreti. Un numero inusitato mai visto nella vita parlamentare. Lavoreremo a luglio, agosto, settembre solo sui decreti. Più che con i governi Prodi e Berlusconi». Aggiunge: «C'è un problema di autonomia del Parlamento dall'esecutivo. Anche Fini l'ha riconosciuto». Un po' quello che il centrosinistra sollevava sovente quando c'era il centrodestra al governo, e che Fini riconosceva già allora, ma tant'è. Alla fine, forse sono veri i rumors che vedono il Pdl impegnato a studiare “come” innescare la crisi di governo. Altro che sfiducia alla Fornero, altro che ratifica del fiscal compact: il governo Monti chiuderà per ferie. Altrui. Bersani da tempo propone un patto di governo ai moderati e ora Casini risponde in modo affermativo. Proviamo a chiedere a Nichi Vendola se siamo sulla strada giusta e il leader di Sel risponde d'impeto: «Non è la mia strada, non è la strada su cui Sel si potrà incamminare». Nelsensochechiudeteleporteauneventualeaccordo con l'Udc? «No, noi non abbiamo mai posto obiezioni alla prospettiva di un allargamento della coalizione di centrosinistra o di un punto di compromesso con i cosiddetti moderati. Ma la prima cosa che è indispensabile fare è ricostruire il centrosinistra, scrivere la sua carta dei valori, rendere percepibile qual è il minimo comun denominatore che lo tiene insieme. Altrimenti l'idea è che la sinistra si arrende al centro». Perché dice “ricostruire” il centrosinistra? «Perché è vero che a livello di enti locali governa tanta parte del Paese, però da troppo tempo non ha una sua proiezione nazionale, un suo luogo, una sua agenda. Molte volte ho fatto presente che c'è la necessità di riaprire quel cantiere, ho proposto di affrontare nel modo giusto il tema dell'allargamento». Equale sarebbe? «Dobbiamo caricarci sulle spalle la rappresentanza di un mondo più variegato, ma partendo dalla centralità delle giovani generazioni e del lavoro dipendente, dobbiamo allargare innanzitutto ai movimenti sociali, a coloro che sono i veri protagonisti della più radicale critica del berlusconismo come il movimento delle donne. In questo quadro si può dialogare con le culture politiche democratiche che sono nel campo del moderatismo». Anche Bersani però ha proposto un confrontoprogrammaticoapertoall'associazionismo per definire una “carta d'intenti” e una coalizione che vi si riconosca, chepoiattraversoleprimariescelgailsuo candidato premier: dov'è la differenza conquelloche dice lei? «Nei fatti. Io sono sbalordito, non capisco più». Cos'èchenon capisce? «Le primarie cosa sono? Tra chi sono? Tra Bersani e Renzi? Perché se sono il congresso del Partito democratico io sono semplicemente curioso di attenderne l'esito. Se l'opzione è tra un Pd socialdemocratico e un Pd liberista sono interessato a un'alleanza con la prima ipotesi e mi sento alternativo alla seconda. Nulla di più». Insommaserveundiscorsoprogrammaticoprima di tutto? «Serve un discorso di chiarezza. Il campo dei progressisti è nebuloso, mentre quello dei moderati è ben visibile. Il centrosinistra esiste se nella sua agenda di governo si prospetta un avanzamento su piano sociale e dei diritti civili. Mi pare invece che non sia neanche cominciata su questo l'interlocuzione. Con Buttiglione che, per esempio, preannuncia il fronte dei nemici delle unioni civili quale sarà il compromesso possibile?». L'interlocuzionesiaprirà,seèverocheda LettaaFranceschini,sonodiversinelPartito democratico ad auspicare una coalizione che vada da Casini a Vendola, per citare le loroparole,chestadimostrando culturadigoverno:non lebasta? «No perché io avrei salutato con soddisfazione l'apertura di un'interlocuzione nel merito della crisi italiana, del bisogno di mettere in campo un modello di sviluppo alternativo. Io non mi accontento del riconoscimento della mia buona educazione. Né ho un problema mio o di collocazione di un ceto politico. Ho il problema di un progetto di alternativa. Vorrei che il discorso riprendesse dalle fondamenta, da un'analisi della crisi dell'Europa e dell'Italia, dalla denuncia delle politiche liberiste che hanno strozzato il welfare e portato l'Unione nei marosi della recessione. Su questo si può tessere una tela larga. Però finora mi sembra prevalente la dimensione dell'alleanzismo di palazzo». ChepensadelfattocheilPddicaaDiPietroocambi registroonientealleanza? «Nelle intemperanze di Di Pietro c'è il segno dell'incerta esistenza del centrosinistra, c'è un deficit di dialogo, di tessitura comune. Ci sono cose che non condivido di Di Pietro, dovremo discutere. Ma se c'è una coalizione, ci sono anche regole di convivenza, se invece tutto è aleatorio, ognuno prova a occupare gli spazi che pensa più utili». Nel Pd è posizione comune che la foto di Vastosia superata: secondo lei? «Con la foto di Vasto abbiamo consegnato alla politica un ragionamento. Il punto era che quella foto, quell'alleanza era insufficiente, non rappresentativa di tutte le culture che è necessario convocare per mettere in piedi un sommovimento democratico che possa aiutare l'Italia a uscire dal berlusconismo e dalla crisi». Qualcuno già si turba all'idea di ipotetici ministri vendoliani: lei che dice? «Che quelli reali stanno turbando la vita di milioni di persone. Passera è il ministro delle incompiute e la Fornero sta battendo tutti i record di gaffe fatte in pubblico. E soprattutto alle gaffe seguono anche scelte politiche che considero disastrose». Questo governo ci ha impedito di finire comela Grecia,dice chi losostiene. «Ma di cosa parliamo? Dove sta oggi in Italia la costruzione di una politica che agganci il corpo del Paese mentre precipita dentro il burrone? Non voglio fare battute scostumate ma questo è un governo tutto chiacchiere e distintivo. Pur con lodevolissime eccezioni, alcuni ministri gran lavoratori, che ci stanno mettendo un grande impegno, come Barca, ma questo è un governo che si sta avvitando su se stesso. Come dimostra questa fiducia, in un Paese in cui aumentano tutti gli indicatori negativi, la disoccupazione, la deindustrializzazione, per sfregiare l'articolo 18». L'INTERVISTA BATTIBECCO TRAL'ATTORE E UNA DIRIGENTE MEDIASET Pier Ferdinando Casini e Pierluigi Bersani FOTO ANSA NichiVendola «Ilcampodeiprogressisti èancoranebuloso Ripartiamodalladenuncia dellepolitiche liberisteche hannostrozzato ilwelfare eportato l'Europa inrecessione» HughGrantcontro ilCavaliere «Tutticoloro cheamano l'Italia, e nessunoama l'Italiapiù di me, sono preoccupatinel vedere l'influenza diSilvio Berlusconinon solosulla democraziama anche sulla cultura».Parola di HughGrantal Forumpan-europeosul pluralismo deimediaedei newmedia, organizzatodal Parlamento europeo. Per il protagonistadi «Quattro matrimonieun funerale», l'ex premiercostituisce addirittura «un pericolo»per la democrazia in Europa.SecondoGrant, infatti, l'Italiaè«un ibrido bizzarrodi Statochecontrolla i mediaedi mediachecontrollano lo Stato, entrambinelle manidello stesso uomo». L'attore,pur riconoscendoche inogniPaese democratico,com'è naturaleche sia, gli elettori «sono liberidi eleggere chivogliono», nonha nascostoche i successi elettoralidi Berlusconi«destano sorpresanegli altriPaesi».Parole chehanno suscitatouna dura reazionedapartedi GinaNieri, membrodelConsiglio di amministrazionedi Mediaset e presenteanche lei al forum pan-europeosulpluralismo nei media. «La legge in Italia è rispettata dallamia impresa - ha affermato conforzaNieri - c'è un'autorità indipendenteche lo assicura... per esempio in ItaliaMediaset non può avereun giornale:abbiamoleggi piùsevereche inGranBretagna». Maproprio daigiornali parte l'attaccosuccessivo diHugh Grant. «Èvero -domanda aNieri - che SilvioBerlusconiera in grado,da premier,di attaccare i suoi avversariusando i suoigiornali?». «SilvoBerlusconi - replicaNieri nonèproprietario de“Il Giornale”, ilproprietarioè suo fratello». Una precisazioneche provocatuttavia le risatedell'aula. Il capogruppodelPdl aGiarda:secivolete inaula adagostotrovatevi un'altramaggioranza Ironiasulweb:«Andate invacanzaerestateci» IL CASO FED.FAN. Twitter@Federicafan L'ultima mina sulla strada di Monti, le ferie di Cicchitto «Col centro è possibile l'alleanza, non la resa» SIMONECOLLINI ROMA . . . «Cosa sono le primarie? Sono il congresso del Pd tra Bersani e Renzi? In tal caso ne attenderò l'esito» . . . «C'è chi è turbato dall'idea di ministri vendoliani ma quelli attuali turbano la vita degli italiani» giovedì 28 giugno 2012 7
«Ci sono dei tempi tecnici, ma il problema verrà comunque risolto», assicura la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, per dissipare l'allarme sulla possibilità che possa saltare il progetto di destinare ai terremotati dell'Emilia la rata di luglio dei finanziamenti ai partiti. La capigruppo di Palazzo Madama ha affrontato la questione ieri, assicurando che la cosa si farà e in merito al fatto che possano esserci dei ritardi, Finocchiaro ha chiarito che l'errore è dovuto all'omissione nella legge dell'immediata entrata in vigore. Il tempo per assicurare la devoluzione dei fondi, comunque, sembra piuttosto stretto. E forse già nel prossimo Cdm potrebbe venire presentato un decreto ad hoc. La norma che cambia destinazione ai finanziamenti, infatti, dovrebbe essere stralciata dal ddl ora all'esame della Commissione Affari Costituzionale di Palazzo Madama: si tratta del provvedimento che istituisce, tra l'altro, un meccanismo più severo di controllo sui conti dei partiti. Proprio oggi scade il termine per presentare gli emendamenti al testo, che è già stato licenziato dalla Camera il mese scorso, e il presidente della Commissione Carlo Vizzini spera di esaminare il ddl «in tempi rapidissimi». Ma, nel dubbio, alcune forze politiche, tra cui il Pd, hanno chiesto che la norma “pro-terremotati”, diventasse comunque oggetto di un decreto a parte per renderla subito operativa. «Il rischio però - si continua a ripetere nel centrosinistra al Senato - è che una volta stralciata questa norma assai popolare, il resto del provvedimento che prevede controlli più rigidi per i partiti venga definitivamente abbandonato». «Il governo farà il decreto lunedì», assicura il senatore Pd Stefano Ceccanti, riferendosi ai 91 milioni di euro della seconda rata del rimborso elettorale, promessi dai partiti ai terremotati. «Ho parlato con il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Antonio Malaschini - ha spiegato Ceccanti - e mi ha detto che il pagamento bancario della seconda rata maturerà più avanti, nel mese di luglio, quindi c'è più tempo per varare il decreto». Questo, mentre i Radicali contestano: già lunedì potrebbe essere tardi per il decreto, perché entro quella data i tesorieri di partito potrebbero aver già incassato tutti i fondi previsti per il 2012. Ma dopo gli impegni presi, ci sarebbe davvero qualcuno capace di farlo? Soldi dei partiti ai terremotati Corsa al decreto per mantenere la promessa G.V. ROMA ILCOMMENTO CRISTOFOROBONI Pochi minuti prima delle otto di sera finisce per sempre il sogno, o la favola, delle riforme istituzionali. Vengono buttati via anni e mesi di tentativi e mediazioni. Un voto solo, infinite e pesanti conseguenze: si disintegra la maggioranza anomala Alfano-Bersani-Casini che era riuscita a proporre un pacchetto condiviso di riforme; si ricompatta l'asse Pdl-Lega e si frantuma la maggioranza del governo Monti. Viene seppellito, a questo punto, non solo il pacchetto delle riforme ma anche la riduzione del numero dei parlamentari, possibile medicina contro l'antipolitica, e la possibilità di andare a votare, in autunno ma anche nel 2013, con una nuova legge elettorale. Poco prima delle otto di sera avviene quello che fino all'ultimo Pd, Idv e Terzo polo avevano cercato di scongiurare contando sull'appoggio della parte migliore del Pdl. Appoggio che però non è arrivato. L'aula del Senato approva l'emendamento della Lega (CalderoliDivina), sulla nuova versione del Senato federale. I sì sono 153, 136 i no e 5 gli astenuti. Il Pdl tiene. Votano contro tutti gli altri gruppi che da giorni denunciano «lo scambio politico» tra Pdl e Lega: il Senato federale, bandiera del Carroccio, in cambio dell'appoggio leghista al semi presidenzialismo presentato da Alfano ai primi di giugno. Gli emendamenti del Pdl sull'elezione diretta del capo dello Stato sono stati presentati in aula all'articolo 9. Il testo approvato ieri sera riscrive l'articolo 57 della Costituzione stabilendo che «l'elezione del Senato federale della Repubblica è disciplinata con legge dello Stato che garantisce la rappresentanza territoriale da parte dei senatori». Il numero dei senatori effettivì è fissato a 250 (senza nessun eletto all'estero). Il numero dei componenti sale però a 271 considerando i 21 rappresentanti delle Regioni che avranno diritto di voto sulle materie di legislazione concorrente, ad esempio al sanità. Immediate, subito il voto, le dimissioni del presidente della Commissione Affari Costituzionali Carlo Vizzini da relatore della legge. «Ho sempre detto di aver lavorato in questi mesi per un testo che doveva avere la maggioranza dei 2/3 del Parlamento. Non mi assumo la responsabilità di mandare avanti un patchwork destinato a marciare con maggioranza semplice, condannato quindi a passare dai referendum (si tratta di riforme della Costituzione, regolate dall'articolo 138 ndr) e i cui effetti saranno tangibili solo nel 2018». Amaro, Vizzini. Avvilito. «Il pacchetto delle riforme è morto stasera. Non riusciremo a mettere in sicurezza neppure la riduzione del numero dei parlamentari perchè l'articolo 2 votato stasera con l'arricchimento del Senato federale, è destinato a tornare in Commissione. Ci ritroveremo a votare con un Porcellum appena aggiustato. Ma, soprattutto, come lo spieghiamo alle persone là fuori che per uno scambio Pdl-Lega, semipresidenzialismo e senato federale, buttiamo a mare una riforma che doveva dare la svolta al Paese?». Durissimo Pier Luigi Bersani. «Pdl e Lega non possono certo pensare di cambiare la Costituzione ripristinando la vecchia maggioranza» dice il segretario del Pd che mette a nudo l'operazione di scambio e le responsabilità politica di una scelta scellerata. «Il colpo di mano a cui si è assistito al Senato - continua può dunque significare soltanto l'intenzione di destabilizzare la situazione e far saltare il banco delle riforme. Sia chiaro che, se sarà così, ciascuno dovrà prendersi le sue responsabilità davanti al Paese». Esplicito anche il senatore finiano Giuseppe Valditara: «Il Pdl oggi ha seppellito la riforma costituzionale e la riduzione del numero dei Parlamentari per votare un emendamento sul Senato Federale inapplicabile e pasticciato». Il testo Vizzini, e licenziato dalla Commissione due settimane fa con l'unico voto contrario della Lega, prevedeva in undici articoli la riduzione dei parlamentari, la sfiducia costruttiva e il superamento del bicameralismo perfetto. Non tantissimo ma molto dopo anni di immobilismo. Soprattutto un pacchetto che poteva diventare legge entro questo legislatura. In questo quadro di sconfitte, promesse negate e occasioni perdute suona stonato a sera l'osanna di Calderoli. «Evviva, dopo più di vent'anni di battaglie otteniamo lo strumento con cui il paese può diventare finalmente federalista, rispetto ad un centralismo che ha rovinato il paese e la sua economia». Adesso torna tutto in Commissione. Si dovrà cercare un relatore, ruolo a cui punta il Pdl. «La prerogativa della scelta è ancora mia» rivendica il presidente della Commissione Vizzini nel frattempo tornato nella casa socialista in quota centrosinistra. Si annunciano altri “morti” nel campo di battaglia delle riforme. Anche una crisi di governo anticipata? VATICANO ILPDL ELEGA HANNOAFFONDATOLERIFORME COSTITUZIONALI. Non aveva altro scopo l'emendamento sul Senato federale, approvato ieri a palazzo Madama, così come il risveglio semi-presidenzialista di Berlusconi. Le forze che vogliono impedire all'Italia di uscire dalla prigione della Seconda Repubblica hanno prevalso ancora una volta. È una pessima notizia per il governo Monti e per la legislatura. Ma soprattutto per gli italiani che vogliono ribellarsi alla retrocessione del Paese. I killer del cambiamento diranno che il Senato federale è una via d'uscita al bicameralismo paritario. I killer del cambiamento diranno pure che non c'è nulla di male a chiedere l'elezione diretta del Capo dello Stato. Ma la verità è che volevano semplicemente, banalmente sabotare le riforme possibili. Quelle che anche loro avevano concordato prima al tavolo del confronto tra i partiti, poi nella commissione parlamentare. Le sole riforme possibili: correttivi parziali al bicameralismo, riduzione del numero dei parlamentari, soprattutto meccanismi di stabilizzazione dei governi (sfiducia costruttiva). Ma è proprio questo che Pdl e Lega, prevedendo di essere minoranza alle prossime elezioni, hanno voluto impedire. Hanno voluto minare il terreno della prossima legislatura: per loro il prossimo governo non deve avere la forza di governare con regole di tipo europeo. Ora anche la riforma elettorale diventa improbabile. Esultano i difensori del Porcellum: non solo i tanti estimatori dichiarati nel centrodestra, ma anche quelli a sinistra che fingevano di voler cambiare e invece erano sempre pronti a scendere in campo per impedire che fosse estirpato il vero cancro del Porcellum, cioè il maggioritario di coalizione (principio sconosciuto a qualunque Paese dotato di Costituzione democratica). Come si può cambiare la legge elettorale senza assicurare adeguati meccanismi costituzionali per stabilizzare i governi? Si dirà che, mentre i correttivi alla Costituzione diventano ora impossibili (Pdl e Lega, anche se dovessero andare avanti in Senato, non hanno la maggioranza alla Camera e comunque non hanno i due terzi per evitare il referendum popolare), la riforma elettorale resta teoricamente possibile. Persino in caso di voto anticipato in autunno. Ma quali correttivi sono immaginabili in questo contesto? Correttivi minimi, incapaci di sradicare le anomalie del Porcellum. Forse, in questo clima, con Pdl e Lega di nuovo uniti nell'azione di sabotaggio alla ricostruzione del Paese, alla fine non si farà nulla di nulla. Né si consentirà ai cittadini di eleggere direttamente il proprio parlamentare, né si ridurrà il numero dei parlamentari, a dispetto delle tante promesse. La vera antipolitica sono loro. Il Pdl e la Lega. Abbiamo avuto per un decennio l'antipolitica al potere. E adesso vogliono trasformare il loro fallimento nel fallimento della politica, di tutti i partiti. Sono gli alleati di Grillo. E sfasciano loro per primi. I cittadini sono abituati a riforme promesse e non mantenute. Ma questa non è una ferita che si rimarginerà facilmente. L'aula di Palazzo Madama FOTO LAPRESSE LERIFORME Ior,consultazioni sul dopo Gotti Tedeschi Dopol'uscita delprofessorGotti Tedeschi, la SantaSede cercaper lo Iorun nuovopresidente la cui «professionalitàed esperienza» siano«universalmente riconosciuti». Losi apprende daun comunicato dellaSalaStampavaticana che informadelle dueriunioni sul tema tenutesi ieri «invistadella sceltadel nuovopresidente delConsigliodi Sovrintendenza».Laprimaè stata quelladellostesso«board»dello Ior chepoiha riferito alConsiglio cardinaliziodi Vigilanzapresieduto dalsegretario diStato, cardinale Bertone, sulla situazioneattualee sulla ricerca incorso. Il Papaè costantemente informato. L'indecente vittoria dei sostenitori del Porcellum . . . L'agguato di ieri rende quasi impossibile una modifica sostanziale della legge elettorale Asse Pdl-Lega Pietra tombale sulle riforme CLAUDIAFUSANI ROMA La destra vota l'emendamento del Carroccio sul Senato federale. Così salta tutta l'intesa e anche la riduzione del numero dei parlamentari Dimissioni immediate del relatore Carlo Vizzini 8 giovedì 28 giugno 2012
Prescritto e assolto a Roma sui diritti tv Sentenza in autunno per il filone milanese La mappa dei guai giudiziari dell'ex premier sembra semplificarsi col passare del tempo. Quello che è caduto ieri è un pezzo piccolo ma significativo nella babele di imputazioni a carico di Silvio Berlusconi. Per certi versi atteso, sia nella parte dei reati che è stata ancora una volta prescritta sia per quella per cui è stato dichiarato il non luogo a procedere. Cioè che non c'è stata alcuna irregolarità. La notizia arriva nel primo pomeriggio dal tribunale di Roma dove nell'aula del gup Pierluigi Balestrieri si sta celebrando dall'inizio di aprile l'udienza preliminare del pezzo romano del più grande processo Mediatrade incardinato a Milano. Si tratta di un complesso giro di false fatturazioni, frodi ed evasione fiscale che Mediaset, controllata Fininvest, avrebbe messo su negli anni novanta nella compravendita dalle major americane dei diritti di film e fiction per i palinsesti del Biscione. A Milano questo processo si chiama Mediatrade e la posizione di Silvio e Piersilvio è già stata archiviata (pende il ricorso della procura). Un pezzo di quel procedimento è arrivato a Roma due anni fa per competenza territoriale perchè i fatti contestati, relativi al periodo 2003-2004, coinvolgevano Rti che aveva sede legale nella capitale. Piazzale Clodio ha indagato sulle dichiarazioni dei redditi del gruppo Fininvest del 2004 e del 2005 nella parte riferita ai dirritti tv. Per il giudice romano non ci sono dubbi: non ci fu alcuna irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi di Rti, controllata al 100% da Mediaset. Non sono stati gonfiati i prezzi per creare fondi neri da nascondere e ingrossare all'estero. Nessun triangolazione sospetta e fraudolenta con il presunto socio occulto Frank Agrama. Piazza pulita, insomma, di quello che è l'architrave del processo madre nella storia della compravendita dei diritti tv: quel “Mediaset” arrivato una settimana fa, dopo sei anni di stop e leggi ad personam, alle requisitoria del pm che ha chiesto 3 anni e 8 mesi per Silvio Berlusconi e qualcosa meno per Confalonieri. Ieri il gup Balestrieri ha assolto tutti i 12 imputati - Silvio, PierSilvio e altri 10 manager - perchè «il fatto non sussiste» in relazione agli illeciti fiscali ipotizzati dalla procura nel 2004. Per i fatti del 2003, il giudice ha disposto il «non doversi procedere» per prescrizione dei reati (evasione fiscale e violazione delle norme tributarie). Soddisfatti i difensori del Biscione: «Dove era possibile, il gup ha assolto e prosciolto, dove invece è intervenuta la prescrizione, ha dovuto prendere atto del tempo trascorso». L'udienza preliminare era iniziata il 2 aprile, in pratica quando oltre la metà del processo era già prescritta sulla carta. La Procura, il pm Barbara Sargenti e l'aggiunto Pierfilippo Laviani, aveva sollecitato il rinvio a giudizio di tutti ipotizzando una frode fiscale da circa 20 milioni realizzata tramite l'emissione di false fatturazioni per 220 milioni. I reati erano stati commessi tra il 2003 e il 2004 e si sarebbero prescritti, nel primo caso, entro l'aprile di quest'anno, e nel secondo ad aprile 2013. L'ipotesi del pm Barbara Sargenti era che gli imputati, in concorso tra loro, al fine di evadere le imposte sui redditi, avessero posto in essere un sistema di frode per alcuni milioni di euro che consisteva nella sovrafatturazione dei diritti di trasmissione di film e fiction acquistati da major statunitensi come la Paramount. I diritti venivano acquistati da Mediatrade, Rti e Fininvest a prezzi gonfiati, tramite società di comodo riconducibili a Frank Agrama e ad altri intermediari. Parte delle somme sborsate, attraverso la triangolazione con aziende con sede in Estremo Oriente, veniva poi fatta rientrare in Italia. La procura di Roma non si era certo limitata a fare da passacarte per un processo ereditato dai colleghi di Milano. E aveva anche svolto un ulteriore attività istruttoria trovando nuovi presunti testimoni della frode. Ipotesi sempre smentita dalle difese per cui le società del gruppo Fininvest hanno sempre osservato i criteri di trasparenza e della normativa vigente in materia. Bisogna aspettare l'autunno per capire cosa rimane del gigantesco processo sui diritti tv. Diritti tv, Berlusconi non sarà processato CLAUDIAFUSANI cfusani@unita.it Piersilvio Berlusconi con il padre Silvio Antonio Simone, l'ex assessore Dc finito in carcere nell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri, avrebbe «sponsorizzato» nell'ambito dei suoi rapporti con Roberto Formigoni la legge regionale del 2007 sui finanziamenti alle fondazioni non-profit. È quanto trapela da un interrogatorio. Simone avrebbe riferito ai pm del pool del procuratore aggiunto Francesco Greco di essere una sorta di «programmatore» che faceva gli interessi di una decina di ospedali cattolici lombardi e che i fondi regionali per la Maugeri in dieci anni aumentarono di circa 200 milioni. L'ex assessore, arrestato il 13 aprile assieme, tra gli altri, al lobbista Pierangelo Daccò (che era già in carcere per il crac San Raffaele), è stato interrogato dai magistrati il 20 giugno. Da quanto si è appreso, Simone avrebbe spiegato ai pm nei giorni scorsi (il verbale è secretato) che lui, in sostanza, era una sorta di «punto di riferimento» nella sanità lombarda, soprattutto per quello che riguardava una decina di ospedali cattolici, tra cui il Fatebenefratelli, la Maugeri e il San Giuseppe. Proprio in virtù di questa sua «posizione» l'ex politico, amico di Formigoni, stando alla sua versione, avrebbe «sponsorizzato» la cosiddetta «legge Daccò», la legge regionale numero 34 del 2007 attraverso la quale sono state finanziate negli anni diverse cliniche private per progetti di miglioramenti organizzativi strutturali e tecnologici presentati dalle stesse strutture. In 10 anni, dal 2001 in poi, grazie all'attività di Simone, la Maugeri stando alla versione dell'ex politico avrebbe avuto un incremento degli stanziamenti regionali a suo favore di un totale di 200 milioni circa, in particolare in riferimento alle cosiddette «funzioni non tariffabili». Intanto ieri si è celebrata una udienza del processo abbreviato sul dissesto finanziario del San Raffaele che vede davanti al giudice Pierangelo Daccò, il lobbista amico di Simone e Formigoni, coinvolto anche nell'indagine sui presunti fondi stornati alla fondazione Maugeri. La sentenza dovrebbe arrivare il prossimo giovedì. Il pm Luigi Orsi sostiene che Daccò abbia sottratto all'ospedale diversi milioni di euro e per questo ha chiesto per il lobbista una condanna a cinque anni di carcere. L'avvocato Giampiero Biancolella ha chiesto invece il proscioglimento, sostenendo la mancanza «degli elementi costitutivi del reato di bancarotta». IL CASO . . . L'accusa era di false fatturazioni per creare fondi neri. Per il gup di Roma il fatto non sussiste San Raffaele «Condannate Daccò a 5 anni e mezzo» MARCOTEDESCHI MILANO L'Espresso: tangenti, rieccoMarioChiesa L'espresso inedicoladomani affronta lo scandalodella tangentinella sanità in Lombardia:«Decinediappalti milionari. E, asorpresa,nei verbalidegli inquirenti ricompare il nome diMario Chiesa, l'uomodacui venti anni fa cominciò Tangentopoli, ancora oggi attivonel capoluogolombardo amediare incontri trachi vuoleaffari echiè prontoa chiedere tangenti». Secondol'Espresso ViscardoPaganelli, l'imprenditoreal centrodell'inchiesta, ha descrittogli incontrimilanesi per cercare di inserirsi nelbusinessdelle forniture ospedaliere.E hadettoche, dopo avere pagatonel2011 unamazzetta di 10 mila eurodestinata a MaxBastoni, consigliere leghistaa PalazzoMarino, lostesso Bastoni lo incontrònella sededella Regioneperringraziarlo. Neicolloqui lombardicon i dirigenti sanitari vicinialla Lega,a Paganelli nel2011 venne organizzatounappuntamento anche conMarioChiesa, chesi presentòcome bracciodestrodi unprimario di cardiologiadell'ospedaleSacco.Nel 1992,dopo il suo arresto cheavviòMani Pulite,Chiesaconfessòdi avere intascato laprimamazzetta nel 1974quando era capodell'ufficio tecnico proprio dell'ospedaleSacco:stando all'inchiesta, tornasul luogo delprimodelitto... ITALIA 10 giovedì 28 giugno 2012
12 giovedì 28 giugno 2012
IL COMMENTO MASSIMO LUCIANI SEGUEDALLAPRIMA Una successiva nota del ministero ha precisato che «il diritto al lavoro non è mai stato messo in discussione come non potrebbe essere mai visto quanto affermato dalla nostra Costituzione»; che il ministro ha fatto riferimento «alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro, come sempre sottolineato in ogni circostanza»; che il governo italiano sta cercando «di proteggere le persone, e non il loro posto di lavoro». Tutto risolto, dunque? Non del tutto. È uno sport nazionale quello della polemica su singole frasi, magari estrapolate dal loro contesto, ma è uno sport poco divertente, sicché non è affatto il caso, qui, di parteciparvi. Quel che conta, dunque, è proprio il contesto, sono proprio le precisazioni. E convincono fino a un certo punto. Il ministro distingue fra la tutela delle persone e la tutela del posto di lavoro. Ed è proprio qui che sta il problema, perché il quadro che di questo rapporto dà la Costituzione è assai complesso. È una cosa davvero stupefacente, a pensarci bene, che la Costituzione, nel suo primo articolo, abbia fondato la Repubblica democratica proprio sul lavoro. Come è possibile che una Repubblica che si autoqualifica democratica, e che quindi vuole esaltare la libertà di tutti e di ciascuno, immettendola nello stesso territorio, prima inaccessibile, del governo dello Stato, affermi di fondarsi sulla dimensione del bisogno e della necessità, che è quella del lavoro? Di poggiare su quel lavoro al quale l'essere umano è stato biblicamente condannato, con la cacciata dall'Eden? La risposta è che i Costituenti, una volta di più, avevano guardato sia a fondo che lontano nella nostra società e avevano colto alcuni dati che oggi sfuggono a molti. Il lavoro era inteso come la condizione antropologica per eccellenza, come un tratto specificamente umano, e in questo erano in sintonia sia la tradizione cattolica (basterà ricordare l'Enciclica Laborem exercens) che la cultura del movimento operaio. Porre il lavoro alla base della Costituzione significava valorizzarne la dimensione egalitaria: nella prospettiva del lavoro siamo tutti eguali. Ma non basta. La Costituzione ha inteso sganciare il concetto del lavoro dalla sua matrice negativa, ha voluto sottolineare le sue capacità creative, lo ha collocato tra gli strumenti essenziali sia della realizzazione della personalità umana (voluta dall'art. 3, secondo comma) che del progresso della società (voluto dall'art. 4). Il lavoro, insomma, non più come condanna, ma come fattore di liberazione e di promozione individuale e collettiva. Ora, il punto è proprio questo. È vero che la Corte costituzionale ha sempre detto che l'attuazione del diritto al lavoro spetta largamente alla discrezionalità del legislatore e che quel diritto non comporta una tutela diretta e incondizionata del posto di lavoro (di ottenerlo e di conservarlo). Tuttavia, sganciare la tutela della persona del lavoratore da quella del suo «posto» non è così semplice. La persona che grazie al lavoro si realizza è la stessa persona che attraverso il lavoro determina la trasformazione del mondo che gli è consentito realizzare. E la determina perché si trova in “quel” posto, da solo o con altri lavoratori che operano nel medesimo «posto». Il «posto» del nostro lavoro è anche un pezzo della nostra identità e quando ancora non lo abbiamo è una parte di noi che manca e quando lo perdiamo è una parte di noi che va smarrita. L'immagine dei lavoratori lieti di stare sul mercato in libera competizione fra di loro è fallace: non tutti hanno voglia di competere senza respiro e la competizione fra le persone non è un valore fondato eticamente e men che meno è un valore costituzionale. Il fatto che spetti al potere politico realizzare le condizioni del diritto al lavoro, dunque, non fa sì che questo non sia un diritto e la discrezionalità con la quale la politica può agire si deve sempre misurare con l'esigenza di attuare sino in fondo il disegno costituzionale. Licenziamenti Vienemodificato l'articolo 18delloStatutodei lavoratori.Addioal reintegro automatico in caso di licenziamento permotivi economici. Inalcunicasi è previstaun'indennitàdi risarcimento.Per i licenziamenti disciplinari, il giudice, per ilquale è previstaminorediscrezionalità, potràordinare il reintegrodel lavoratoresolosulla base dei contratti collettivi e nonanchesulla basedella leggeodelle tipizzazioni digiustificato motivoe di giusta causa.Resta sempre nullo invece il licenziamentodiscriminatorio Contratti a termine Dureràun anno ilprimocontrattoa terminee potràesserestipulato senza causale. Si allungano lepauseobbligatorie traun contrattoe l'altro: salgono dagliattuali 10giorniperun contrattodimenodi seimesi a 20 giornie a30per unodi durata superiore. I contratti collettivi potrannoprevederederoghe per casi specifici (startup, lancio diun nuovoprodotto, rilevante cambiamentotecnologico, proroga diuna commessa) nel limitedel6% dei lavoratorioccupati. CO.CO.PRO Arriva il salario minimoper i contratti aprogetto calcolatosulla base dellamedia delle retribuzioni stabilitedai contratti collettivi. Si rafforza l'attualeuna tantum per i parasubordinati comemisura sperimentaleper3 anni: chiha lavorato6mesi inun anno potrà averecirca6mila euro.Aumenta l'aliquotacontributiva diun punto l'annofinoa raggiungerenel 2018 il 33%previstoper il lavoro dipendente. Apprendistato Le norme si fannopiùstringenti. Per i nuovi apprendisti i contrattidevono durarealmeno6mesi. Per le impresechehannoalmeno 10 dipendenti, l'assunzione dinuovi apprendisti saràsubordinataalla prosecuzionedel rapporto di lavoro, al termine delperiododi apprendistato,di almeno il50% degli apprendistidipendenti dallo LASCHEDA Se anche la Lega richiama la Costituzione contro le parole della Fornero, vuol dire che le affermazioni della ministra sono clamorose: «Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio». È quanto dice la titolare del Welfare al Wall Street Journal - che pubblica sul proprio sito la trascrizione integrale del colloquio - smentendo almeno un paio di articoli della Carta, tra quelli definiti «principi fondamentali»: il primo, che parla di «Repubblica democratica, fondata sul lavoro» e il quarto, che afferma: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto». Parole, quelle della Fornero, che arrivano nel giorno in cui la Camera approva con quattro fiducie il ddl di riforma che cambierà radicalmente il mercato del Lavoro. Un pacchetto completo licenziato in tempi record per dare al premier Monti - come aveva chiesto la possibilità di andare a Bruxelles, magari con l'annunciata lettera al presidente del Consiglio Ue e al presidente della Commissione Europea «per informarli dei progressi fatti dall'Italia sul terreno delle riforme che venivano richieste all'Italia». Dalla capitale belga, il presidente del Consiglio ammette di non aver letto l'intervista del Wsj ma conferma a scatola chiusa la professore nella sua squadra. Scoppiata la bufera, l'ennesima sull'ennesima incomprensione della stampa alle dichiarazioni dei ministeri del Welfare e dell'Economia, arriva la correzione dell'ufficio della Fornero: la ministra non ha mai voluto mettere in discussione il diritto al lavoro, garantito dalla Costituzione, ma ha voluto sottolineare che l'obiettivo della riforma è la «tutela del lavoratore nel mercato e non quella del singolo posto di lavoro». La giornata però è troppo nervosa per far scivolare via come un gaffe l'intervista al Wsj, dove tra le altre cose si legge che «l'attitudine delle persone deve cambiare» e che il governo sta «cercando di proteggere le persone, non i loro posti». Così mentre dentro Montecitorio la Fornero ascolta le dichiarazioni voto dei partiti alla riforma, fuori montano le proteste. L'unica che corre in soccorso delle parole poi corrette dalla ministra è Mariastella Gelmini, che dice: «Il mondo del lavoro non può più coltivare la sicurezza e l'idea del posto fisso. Ingannerebbe il presente e il futuro delle giovani generazioni», che dovrebbero fare i conti, dice l'ex ministra, con «una competizione globale». Per il resto, è un diluvio di polemiche. Tra i primi a scatenarsi contro le «aberranti» parole della ministra ci sono Paolo Ferrero e Antonio Di Pietro. Il segretario di Rifondazione Comunista invita la Fornero a rileggersi «gli articoli 1 e 4, tra i Principi fondamentali della nostra Carta costituzionale». Duro Di Pietro che parla di un governo che «continua a comportarsi come se l'art. 1 della nostra Costituzione dicesse che l'Italia, anziché una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, sia una Repubblica oligarchica, fondata sulle banche e sulle caste». Per il Partito Democratico interviene invece Giorgio Merlo: «Fornero cerca l'incidente o semplicemente si diverte a fare battute infelici e gravissime?». Il riferimento è alle volte in cui, nel suo pur breve mandato le parole della ministra hanno suscitato polemiche. Contro di lei, mercoledì verrà votata la mozione di sfiducia di Lega e Idv. Pensare che tutto è nato dall'«illusione del posto fisso», soprattutto se, come «siamo abituati», lo pretendiamo «nella stessa città di fianco a mamma e papà». E poi le pensioni e la destrutturazione dell'articolo 18, che rientra nella riforma appena votata. Quindi l'articolo 1 della Costituzione. Affermazioni stavolta clamorose anche per la Lega, che pure nella sua storia diverse volte è andata contro la Carta, ma che ieri col senatore Gianvittore Vaccari, si domandava: «Il ministro Fornero ha giurato sulla Costituzione o su Topolino?». «Conservatorismo di sinistra», dice la Gelmini. Il presente è un'altra cosa, ricordava non molto tempo fa Sergio Marchionne al convegno degli ex allievi Bocconi: «Se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo». L'ITALIAELACRISI Fornero inciampa sulla Costituzione È di nuovo bufera La ministra Elsa Fornero FOTO ANSA GIUSEPPEVESPO MILANO Eccocosacambiaconlanuova legge . . . Il lavoro è alla base della Costituzione per valorizzare la dimensione egualitaria Il perché di una «Repubblica fondata sul lavoro» . . . Il «posto» è un pezzo della nostra identità. Se lo perdiamo smarriamo una parte di noi stessi La ministra al Wsj: «Il lavoro non è un diritto» Poi corregge il tiro con una nota del suo ufficio Il Pd: cerca l'incidente o fa battute? Critica anche la Lega: «Ha giurato su Topolino?» 2 giovedì 28 giugno 2012
A 53 anni la Sla lo stava uccidendo. È una morte lenta quelle a cui ti condanna la Sclerosi laterale amiotrofica conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig. Si perde progressivamente la normale capacità di deglutizione, l'articolazione della parola, il controllo dei muscoli scheletrici, compresi quelli respiratori. Ci si spegne piano piano, un giorno dopo l'altro. Ma nonostante questo la Sla non altera le funzioni cognitive e sensoriali. E Vittorio Bisso, ex assessore dei Comunisti italiani al comune di Dolo (Venezia), uno che amava lo sport ed era stato anche un buon calciatore, coscientemente ha deciso di giocare di anticipo. Di battere la malattia sul tempo andando a morire in una clinica svizzera in cui viene praticata legalmente l'eutanasia. La sua morte ha fatto scalpore. L'annuncio è stato dato martedì sera dal sindaco Maddalena Gottardo, in apertura del consiglio comunale di Dolo. A febbraio Bisso già aveva annunciato di non voler continuare a vivere attaccato a un respiratore artificiale e aveva nominato la moglie Marisa Piovesan come «amministratrice di sostegno», con un atto presentato ufficialmente al tribunale, specificando che intendeva rifiutare ogni tipo di accanimento biologico una volta che la malattia si fosse aggravata (in pratica come la famiglia di Eluana Englaro). A Bisso era stato prescritto dal centro medico presso in quale era in cura un farmaco per posticipare il decadimento respiratorio. Ma la cura serviva solamente a rallentare un processo inesorabile. «Della mia vita voglio decidere io» ripeteva. Da lì la scelta di andare in Svizzera nella clinica che pratica il cosiddetto «suicidio assistito». Come aveva fatto nel novembre scorso Lucio Magri uno dei fondatori de il Manifesto. Tutte le sofferenze, le idee, i pensieri di Bisso sono pubblicati su Facebook. Per lui non era possibile vivere senza coscienza, e reclamava il diritto di poter scegliere. Fino all'ultimo aveva lottato, dedicandosi allo sport, alla motocicletta, alle sue passioni. La malattia lo ha vinto, ma Bisso ha deciso da solo, «politicamente», il momento della sua morte. «Per lo Stato - osservava - noi non esistiamo». L'associazione Luca Coscioni polemizza in una nota: «Oggi è Vittorio Bisso malato di Sla che da Dolo, in provincia di Venezia, reclama in modo pubblico per sé, ma anche per tutti i cittadini, il diritto di poter decidere sul proprio fine vita attraverso il testamento biologico». Ex politico sceglie il suicidio assistito Era malato di Sla Vittorio Bisso era stato assessore di Dolo, aveva 53 anni. Ha deciso di morire in una clinica svizzera . . . «Della mia vita voglio decidere io» ricordava Aveva rifiutato le cure per frenare il morbo Tre albanesi sono stati arrestati dalla polizia perché accusati di avere ucciso, nella notte tra il 5 e il 6 aprile scorso, Sergio Scossa, 52 anni, e la madre Maria Raffaelli, 74, nella loro villetta alla periferia di Perugia. Secondo gli investigatori il duplice delitto avvenne durante un tentativo di rapina legato probabilmente all'attività di ex orafo dell'uomo. A carico dei tre albanesi sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip di Perugia su richiesta della Procura della Repubblica. Associazione per delinquere finalizzata a compiere furti e rapine e duplice omicidio i reati dei quali sono accusati. Artan Gioka, 24 anni, e Ndrec Laska, 28, - ha reso noto la Questura di Perugia, guidata da Nicolò D'Angelo - sono stati arrestati in Albania dove ora sono in carcere in attesa di essere estradati in Italia. Alfons Gjergji, 27 anni, è stato invece rintracciato e bloccato a Roma. La notte tra il 5 e il 6 aprile scorso in un'abitazione isolata nella frazione di Cenerente, Scoscia e la sua anziana madre vennero immobilizzati e costretti a subire violenze fisiche tanto cruente - in base alla ricostruzione della polizia - da provocarne la morte. Secondo gli inquirenti i tre si ritrovarono a Perugia per la presumibile segnalazione da parte di un complice della presenza di oro e preziosi a casa dell'ex orafo, che continuava ad effettuare dei lavori. Per questo si sarebbero introdotti in casa quella notte, studiata in un sopralluogo il giorno prima, e per questo avrebbero «legato e torturato» colpendolo a martellate Sergio che, tuttavia, non avrebbe rivelato l'esistenza del nascondiglio al piano terra dove si trovavano preziosi per circa 150mila euro. Il 52enne avrebbe resistito fino a morire, mentre il decesso della madre sarebbe stato dovuto a un attacco cardiaco (la donna era cardiopatica) di fronte a tanta violenza. Agli investigatori apparve da subito evidente come l'indagine si presentasse particolarmente complessa, sia per l'assenza di fonti dichiarative dirette, sia per le cautele adottate dai malviventi, ritenute persone esperte nella realizzazione di furti e rapine in abitazione. Verosimilmente riconducibili, anche per le «efferate» modalità di realizzazione, ad una banda organizzata dedita a commettere tali delitti. L'indagine è stata quindi condotta dalla squadra mobile di Perugia - diretta dal dottor Marco Chiacchiera - con il «determinante contributo», sottolinea ancora la Questura, di investigatori del Servizio centrale operativo di Roma, del locale Compartimento della Polizia Postale, del Gabinetto perugino di Polizia Scientifica e di quello della Direzione centrale Anticrimine di Roma. Hanno consentito di intraprendere, una volta scartate le ipotesi alternative, una pista concreta che tuttavia si contraddistingueva da subito - sottolineano gli investigatori - per l'elevata reticenza da parte dei sospetti nonché per le estreme cautele adottate nelle comunicazioni da parte dei personaggi intercettati. Le articolate attività tecniche hanno consentito alla polizia di risalire, progressivamente, sulla scorta di elementi definiti convergenti, ai soggetti ritenuti autori della rapina. Gli investigatori della Squadra Mobile e dello Sco hanno così localizzato e tratto in arresto in Albania, con la collaborazione delle autorità di quel Paese e nell'ambito dei trattati di cooperazione internazionale, Gioka e Laska. Entrambi - è emerso dall'indagine - erano ripartiti, in tutta fretta per l'Albania il 7 aprile, giorno successivo a quello del duplice omicidio. Rintracciato a Roma, come detto, Gjergji. 28 giugno 2011 28 giugno 2012 Maria Bufalini, i figli, i nipoti e la cara nuora Emilia con Giulia, Alessandro e Paolo ricordano DELIO BUFALINI sempre amato e sempre rimpianto Aldo Quaglierini si stringe ai familiari per la morte di SPARTACO RAPARELLI Il bilancio dei feriti dell'incidente in cui sono rimasti coinvolti un camion e un treno di pendolari sulla linea Brescia-Iseo-Edolo è di venti persone. I due più gravi sono il conducente del mezzo pesante e la macchinista, che sono stati portati all'Ospedale Civile. Delitto di Perugia, arrestati tre albanesi Non si tratta ancora di una cura, ma è certo un passo avanti significativo quello compiuto dall'equipe medica italiana che ha trapiantato cellule staminali cerebrali in un uomo affetto da Sla, un tipo di operazione mai effettuato prima d'ora. L'intervento è avvenuto lunedì scorso, nella struttura ospedaliera che ospita la Banca delle Staminali Cerebrali di Terni, ma la notizia si è avuta solo ieri. A coordinare il lavoro del team, Angelo Vescovi, direttore dell'Irrcs Casa Sollievo della Sofferenza di S. Pio (San Giovanni Rotondo, Foggia) e professore di biologia cellulare allUniversità Bicocca di Milano. Della parte neurologica invece si è occupata la Dr.ssa Letizia Mazzini, responsabile del Centro Sla dell'Ospedale Maggiore della Carità di Novara. Le cellule sono state prelevate dal tessuto cerebrale di un feto morto per cause naturali e quindi libero da qualsivoglia vincolo bioetico. Una volta sottratte sono state iniettate nel lato sinistro del midollo spinale lombare del paziente. Un 31enne, primo dei diciotto soggetti che si sottoporranno al medesimo trattamento. Attraverso tre iniezioni, ciascuna di 15 millesimi di millimetro, i medici hanno trapiantato qualcosa come due milioni e mezzo di cellule. Una tecnica questa interamente italiana e sviluppata da Vescovi a partire dal 1996. Secondo i dottori il paziente che ha subìto il trapianto si è risvegliato in buone condizioni, riesce a respirare autonomamente e non presenta complicazioni, un buon punto di partenza per gli interventi successivi che seguiranno con cadenza mensile. La Sclerosi laterale amiotrofica (Sla appunto) è una terribile malattia del sistema nervoso che colpisce i motoneuroni, cioè quei particolari neuroni del sistema nervoso centrale che trasportano il segnale di controllo dei muscoli. È conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig dal nome del giocatore di baseball statunitense che ne fu la prima vittima scientificamente accertata. In Italia è tristemente nota soprattutto per aver colpito numerosi calciatori tra cui Stefano Borgonovo che nel 1998 ha fondato poi l'omonima associazione onlus proprio per la ricerca contro la Sla. Nelle persone colpite da questa malattia i motoneuroni muoiono gradualmente e i muscoli si paralizzano fino a causare la morte del paziente, le origini della malattia però sono tuttora sconosciute ed è quindi fondamentale il processo di ricerca messo appunto dal team di Vescovi. La speranza dell'equipe è che il trapianto effettuato in prossimità delle cellule nervose riesca in qualche modo a rallentare il processo di paralisi e quindi l'avanzamento della malattia. Tutto questo però non significa che si sia trovato un rimedio alla Sla e i medici infatti hanno sottolineato come la sperimentazione sia ancora in realtà uno «studio di fase uno», ovvero quella fase della sperimentazione tesa a verificare in primo luogo la sicurezza delle procedure di trapianto e poi che le cellule iniettate siano innocue e non producano effetti indesiderati. Quindi non è possibile parlare di una cura poiché gli effetti saranno verificabili solo in una fase successiva. Per questo scopo, ognuno dei diciotto pazienti che si sottoporrano all'intervento sarà seguito nei mesi (o anni ) successivi al trapianto, in modo da poter monitorare un eventuale ritardo nell'avanzamento della malattia. Un valore aggiunto in questa sperimentazione è dato dal fatto che si tratta di uno studio completamente non profit. Un merito per l'Associazione Neuroth on Onlus che l'ha ideata e sviluppata, con ll'appoggio del suo presidente Mons Vincenzo Paglia vescovo di Terni. Al progetto però non è mancato il contributo dello stesso Stefano Borgonovo e tra gli altri della Fondazione Milan A.c. PINOSTOPPON VENEZIA NICOLALUCI ROMA ITALIA Camion contro un treno, venti feriti . . . Per il momento è solo uno studio di fase I, ma potrebbe preannunciare una svolta rivoluzionaria Trapianto di staminali su un paziente affetto da sclerosi amiotrofica L'operazione, prima al mondo, è avvenuta a Terni Le cellule prelevate da un feto morto MATTEOMARCELLI ROMA giovedì 28 giugno 2012 15
IL PALAZZONE ROSSO CHE DAL DOPOGUERRA È STATO PER DECENNI LA SEDE NAZIONALE DEL PCI ERA ORGANIZZATOCOMEUNFALANSTERIO,COMEUNGRANDEAUTOSUFFICIENTE CASTELLO. C'era l'ambulatorio e la cooperativa delle pulizie, la vigilianza, il garage, gli autisti e gli uomini della scorta, l'apparato tecnico, con l'elettricista Vagliera e il falegname Comparetto, l'ufficio copie, con i macchinari allora ingombranti per la riproduzione dei documenti. E c'era l'ufficio postale, a capo del quale è stato per lunghi anni, dai primi Sessanta fino alla segreteria di Enrico Berlinguer, Paolo Magrini, che oggi festeggia 90 candeline. Magrini era l'uomo giusto al posto giusto perché è un grande appassionato di cartoline illustrate, molto curioso del mondo e della politica mondiale che, a quel tempo, per un iscritto al partito comunista, si divideva fra l'amore per la patria del comunismo e le delusioni provocate dai carri armati, in Ungheria, a Praga. Magrini era al posto giusto perché, oltre a fare con impegno il suo lavoro, poteva coltivare le passioni politiche e umane, facendo domande ai funzionari e ai dirigenti che passavano a prendere il pacco dei giornali e la posta e raccogliendo le sue amate cartoline. QUELLEPER ILSECONDO PIANO Molte le riceveva direttamente, molte gliele regalavano i compagni della vigilanza, tante altre, quelle indirizzate al secondo piano, dove erano gli uffici di Togliatti, poi di Berlinguer e della segreteria politica, le ha recuperate con l'aiuto delle segretarie e di Andrea Bucaioni, che «aveva l'incarico di svuotare i cestini». Incarico delicatissimo, nota Antonio Rubbi, che «certi servizi di intelligence chissà cosa avrebbero pagato!». E invece quelle complicità candidamente confessate sono servite ad arricchire la collezione di cartoline del postino di Botteghe Oscure, con le firme di Nilde Iotti, di Amendola, di Luigio Longo, Giancarlo Pajetta e tanti altri. Quella collezione Magrini ora l'ha usata come filo conduttore per comporre un libro di immagini e ricordi dei suoi anni al «Bottegone». Ne è venuta fuori una storia piena di personaggi e di aneddoti in cui si intrecciano le storie del cosiddetto apparato con quelle dei dirigenti. Un punto di osservazione, quello di Magrini, non privo di interesse politico perché l'ufficio postale, nei momenti di svolta o di tensione, era un termometro sensibile. Dopo c'è stato il popolo dei fax, ora ci sono le e mail e i social group, allora arrivavano lettere e telegrammi a Botteghe Oscure. Armando Cossutta soppesava il valore del suo dissenso dallo «strappo» ogni mattina, Enrico Berlinguer - racconta Magrini - ricevette una montagna di messaggi dopo l'intervista in cui aveva dichiarato la sua scelta a favore dell'ombrello Nato, «messaggi polemici ma anche a favore», sostiene Magrini che non è stato un filo-sovietico trinariciuto. Giorgio Amendola, quando fece l'intervista in cui affermava la necessità di unificazione di Pci e Psi, alle sette del mattino era all'ufficio postale, la cui porta affacciava su via dei Polacchi, al lato del Bottegone. I giornali non erano ancora arrivati e lui aspettava con trepidazione per leggere le reazioni all'intervista. Magrini rimase molto colpito da quel gran capo che era stato dirigente e organizzatore del Pci nella clandestinità, che sfogliava, emozionato come uno scolaro all'esame, i giornali. Impertinente, Magrini gli fa: «Hai scritto qualcosa di più importante di Marx quando ha detto proletari di tutto il mondo unitevi?». E Amendola: «Grazie del paragone». Ma fra il postino di Botteghe Oscure e Amendola c'era un rapporto particolare, Magrini gli offriva - all'insaputa della moglie Germaine - una fetta di pane e mortadella, e Giorgione la divorava nascosto da un anta di armadio. Magrini, prima di arrivare a Botteghe Oscure, era stato un bracciante dell'Agro romano dall'età di 13 anni, e un organizzatore di lotte contadine a Pisoniano, suo paese natale, e nella zona dei Monti Prenestini. Per questo fu molto colpito, nel primo giorno di lavoro, quando vide arrivare la macchina con Palmiro Togliatti e Nilde Iotti: «Non ho visto Enzo Braglia, l'autista, precipitarsi a aprire lo sportello e riverire. Ho notato invece, con piacere, la coppia aprire le portiere dell'auto e richiuderle … Questo mi riportò indietro negli anni quando ero un ragazzo bracciante, e vedevo giungere il padrone della tenuta con l'autista che si affrettava ad aprire lo sportello, che si toglieva il cappello e faceva la riverenza, piegandosi fino a quasi toccare terra. E l'agrario si allontanava senza nemmeno voltarsi a ringraziare. Toccai il cielo con un dito, pensai quanto ero stato fortunato». Il libro racconta con affetto molti dei personaggi che popolavano il Bottegone nei ruoli più diversi, Francesco Giordano, che aveva la responsabilità del garage, o «le compagne della coop pulizie», fra loro Anna Bartolini, che aveva il compito importante di pulire il secondo piano. Erano le prime ad arrivare al mattino ma, prima di iniziare il lavoro «tutte le donne gradivano gustarsi una tazzina di caffè che, non di rado, veniva preparato anche per i compagni della vigilanza». Oppure Laura Pietrangeli, che aveva la responsabilità dell'ambulatorio. Quando Togliatti fu colpito da ictus a Jalta, il medico personale Mario Spallone, mandò delle macchine in giro a comprare medicinali nelle farmacie notturne, che non sapeva se avrebbe trovato in Urss. «Furono riempite un paio di borse che però a Jalta non servirono. Quando giunse il conto, sentii Laura Pietrangeli imprecare per l'ammontare della spesa». O la dattilografa Nadia Barbini, che lavorava con Celso Ghini all'ufficio elettorale, «ricostruiva la mappa elettorale nei minimi particolari». CULTURE Nellastoricasederomana dovec'eratuttoanche l'ufficiopostale. I ricordi diMagrini,ogginovantenne Lemissivedi Iotti,Amendola, Longo,Pajetta... Il compagno compie novanta anni.Paolo Magrini Bracciante, dirigente del movimento contadino, funzionario del Partito Comunista Italiano. Paolo,postino del Bottegone Unlibrocon lecartoline cheraccontanoilPci Alcune delle cartoline che arrivavano alle «Poste» di Botteghe Oscure JOLANDABUFALINI jbufalini@unita.it U: 22 giovedì 28 giugno 2012
Abbiamo la necessità e l'urgenza di portare definitivamente sotto controllo i conti pubblici e, allo stesso tempo, di vincere la spirale recessiva che ha impastoiato l'economia e a cui certo non sono estranee le misure di rigore adottate per giungere l'anno prossimo ad azzerare il deficit di bilancio. E abbiamo anche il dovere di impedire che a valle delle decisioni assunte resti un Paese impoverito, sfibrato, incollerito e ferito da disuguaglianze ancora più marcate delle attuali, già dolorose. Non ci sarebbe futuro rassicurante per un' Italia così messa, nemmeno quando potesse vantare brillanti performance di finanza pubblica. Se è giusto individuare nella «tempesta perfetta» originata dal crack di Wall Street del 2007 la miccia dell'esplosione che ci ha investito e se è ancora più giusto insistere sul tavolo di Bruxelles affinché sia l'Unione europea a farsi protagonista nella guerra dichiarata dai mercati ai suoi membri, ciononostante non deve sfuggirci che parte dell'opera può e va fatta dentro casa, soprattutto se ci sta a cuore l'obiettivo prima accennato: evitare un irrimediabile collasso del sistema di garanzia e tutela dei diritti universali che ha accompagnato il miracolo economico. Questa pesante situazione è per gran parte figlia di una ragione a noi esterna. Ma la forza dell'onda è stata più travolgente avendo trovato qui argini più fragili che altrove perché il processo di ammodernamento della società, dell'economia e delle istituzioni ristagnava. Indicare una gerarchia delle responsabilità non ci porterebbe da nessuna parte. Nessuno però può salvarsi l'anima additando la politica ed i partiti come gli unici rei: se la società politica, a partire dagli anni ottanta, non ha mostrato la stessa visione ed il medesimo coraggio della generazione che l'ha preceduta nemmeno l'insieme delle forze e dei soggetti sociali, delle professioni, dell'editoria, dell'università hanno raccolto, oltre l'abbondante convegnistica, il testimone per una maturazione civica della nazione. E così negli anni la spesa pubblica si è mossa come una lepre e la crescita come una tartaruga, gli standard della vita pubblica sono peggiorati (dai tassi di evasione fiscale ai tempi della giustizia) mentre si dilatava la legislazione e proliferavano enti e autorità a cui era demandata l'amministrazione della cosa pubblica. Nonostante il sacrificio di tanti servitori delle Stato le mafie agiscono ancora come cancrena della società e l'illegalità condiziona la vita di intere comunità. Perdiamo giovani intelligenze in fuga verso Paesi che non chiedono che valorizzarle, scoraggiamo investimenti esteri a casa nostra, maltrattiamo l'immensa ricchezza che la natura ed i nostri padri ci hanno lasciato in eredità. Potrà far male sentirselo dire ma le cose stanno così. Tutto questo credo che trovi come causa - e produca come effetto - un progressivo affievolimento del sentire nazionale tant'è che oggi, giustamente, si indica come valore da mettere in sicurezza la coesione sociale che altro non è se non il sentirsi tutti parte di una storia ed un destino comuni, di un affratellamento che motiva e giustifica anche rinunce e sacrifici. Ogni situazione, per quanto complessa, ha sempre un nodo principale: si scioglie quello, l'intera matassa comincia a dipanarsi. Questo nodo - a mio parere - si chiama debito pubblico. È il debito pubblico il magazzino imbottito da anni di cattivo funzionamento della pubblica amministrazione e da comportamenti sociali - per fortuna non generalizzati - indecenti quando non illegali. È il debito pubblico il tappeto sotto cui abbiamo nascosto la polvere di scelte rifiutate, di cambiamenti evitati, di pigrizie pavide ed anche di furfanterie sopportate. Oggi, è il debito pubblico, per la sua dimensione macroscopica, a renderci l'anello debole dei Grandi dell'eurozona. È il debito pubblico a drenare risorse altrimenti destinabili a investimenti, a riduzione della pressione fiscale, a promuovere innovazione, a sostenere le famiglie. È il debito pubblico, infine, a richiamare la speculazione che agisce nei mercati finanziari e a fare da schermo alla scarsa disponibilità dei soci nell'avventura europea di collaborare ad abbassare i rischi e a restituire serenità al Paese. Il magazzino va svuotato ed il tappeto scosso. Come? Con comportamenti virtuosi prima di tutto: nella vita collettiva come in quella individuale, nell'esercizio delle proprie responsabilità, piccole o grandi che siano. Ma non c'è molto tempo a disposizione. Servono a breve atti significativi perché l'ammontare del debito cominci a ridursi così da liberare risorse oggi sequestrate dal pagamento degli interessi e segnalare agli investitori che non esiste nemmeno la remota possibilità che noi non si sia in grado più di pagare chi ci presta i soldi. Il governo ha deciso recentemente di mettere sul mercato, attraverso l'istituzione di alcuni Fondi, parte del suo patrimonio immobiliare e mobiliare. In più i tagli allo studio nella spesa pubblica dovrebbero ridurre costantemente negli anni l'esborso dalle casse dello Stato così da accrescere l'avanzo primario e quindi la decrescita del debito stesso. Tutto giusto. Ma serve immediatamente una decisione che tagli le unghie al debito. E questa non può che prendere la forma di un contributo straordinario a carico di coloro che hanno patrimoni e redditi di una certa entità. Stabilisca il governo, d'intesa con la sua maggioranza, percentuali, tempi, livelli di reddito. Ma si faccia presto. Due anni fa il capo dello Stato, nel messaggio del 31 dicembre disse che non potevamo lasciare il debito pubblico sulle spalle delle generazioni future «senza macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale». Credevo allora e credo oggi che avesse pienamente ragione. Per quanto riguarda la ripresa dei pronostici sulla durata del governo, sono certo che l'indispensabilità di Monti nei rapporti con l'Europa sia oggi nella testa di tutti quelli che ragionano, al di là delle schermaglie pubbliche. Il governo durerà fino alla scadenza dell' anno prossimo. L'auspicio è quello di un suo successo nella dura riunione del Consiglio d'Europa di questi giorni. LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA LINEATORINO-LIONEHASUSCITATOUNACCEso dibattito sui media, tra i cittadini e nelle forze politiche, specialmente a sinistra. In uno scenario che vede una parte della sinistra italiana appiattita sul sostegno acritico dell'antagonismo, abbiamo creduto necessario contribuire a ridurre il vuoto di informazione che circonda la Tav, raccontare fatti altrove distorti e descrivere il progetto, troppo spesso pregiudizialmente contrastato. Così è nato «Tavsì. Dati, numeri e motivi per realizzare un'opera fondamentale per l'Italia e l'Europa» di Stefano Esposito e Paolo Foietta (Artema Edizioni, pag. 160, prefazione di Pier Luigi Bersani), che abbiamo scelto di rendere accessibile a tutti, infatti è scaricabile gratuitamente (in formato pdf ed e-book) dal portale www.TAVSI.it Già, perché, per quanto possa sembrare paradossale, non esistono libri a sostegno dell'utilità della Torino-Lione, eccezion fatta per i report tecnici dell'Osservatorio. Per contro la propaganda del movimento No Tav in questi anni è stata abilissima a diffondere nell'opinione pubblica una serie di luoghi comuni diventati una sorta di “pensiero unico”: la Tav non serve perché i flussi di traffico sono in calo e la vecchia linea è più che sufficiente; è costosissima e le risorse potrebbero essere meglio impiegate in sanità, trasporti locali, servizi sociali, ecc.; è funzionale agli interessi delle grandi lobby e delle mafie; provocherà una devastazione ambientale e lo smarino contenente amianto ed altri materiali nocivi farà aumentare la mortalità nelle zone dei cantieri. Era necessario rispondere con numeri e documenti alle principali obiezioni contro un'infrastruttura essenziale per l'Italia e l'Europa. Un'essenzialità affermata nel Libro Bianco di Jacques Delors (1993), dove si individuavano le reti trans-europee, e ribadita da Siim Kallas nel 2011 nel programma Core Network Europe dove compare tra i dieci corridoi prioritari europei. Non solo. Come ha sottolineato Pier Luigi Bersani nella prefazione, la Tav è «paradigmatica» e rappresenta «un'autentica sfida democratica» poiché una parte di coloro che contestano non si oppongono semplicemente a un treno, ma non riconoscono «il processo democratico attraverso cui si è giunti alla decisione». Non solo una linea ferroviaria controversa, ma un paradigma che rilancia la differenza tra progressisti e conservatori; tra chi pensa che il nostro Paese debba integrarsi con coraggio in un grande progetto europeo, investire sul futuro e produrre ricchezza in modo ambientalmente sostenibile; e chi, cavalcando la paura, teorizza il declino economico e sociale e l'isolamento, propone la decrescita e risponde alle sfide della globalizzazione con il localismo. Dire Tav Sì significa affermare i principi del riformismo, rifuggendo dalle sirene delle trasformazioni radicali e delle palingenesi sempre troppo vaghe e indefinite, ma foriere di intolleranze e violenze, come anche la Valle di Susa con il cantiere di Chiomonte assediato dagli anarco-insurrezionalisti stanno lì a dimostrare. Il libro Perché è importante dire sì alla Tav Paolo Leon ESISTEUNAQUESTIONETEDESCA.ORMAIÈCHIAROCHENON SONO LE CONDIZIONI FINANZIARIE ED ECONOMICHE CHE CAUSANO L'ATTEGGIAMENTO DELLA SIGNORA MERKEL: se la Germania assentisse agli Eurobond o a qualsiasi altra politica per europeizzare i debiti pubblici nazionali, ne soffrirebbe in parte il suo rating, ma il rating degli altri Paesi debitori migliorerebbe, consentendo perciò a tutta l'Europa, e anche alla Germania, di liberarsi dalla dipendenza dalla speculazione internazionale. Una volta interrotto il circolo vizioso debito - austerità - crescita zero - nuovo debito, il costo dei debiti pubblici che restano in mano agli Stati membri si ridurrebbe, il debito non costituirebbe un ostacolo alla crescita, le condizioni delle banche migliorerebbero, occupazione e reddito finalmente crescerebbero per tutti, compresa la Germania. Se la resistenza tedesca non è motivata da ragioni economiche, allora può derivare dalla debolezza della cultura economica e istituzionale della classe dirigente tedesca e questa debolezza può essere causata dalla divisione sociale in quel Paese. Non parlo perché ho in mano dati, informazioni o analisi, ma solo sulla base della logica. Chi afferma che aiutare i Paesi debitori è un errore (si chiama «azzardo morale») perché li stimolerebbe a comportamenti irresponsabili («tanto verremo salvati dalla Germania») pensa che l'altro Paese sia assimilabile ad un singolo individuo: niente come questo modo di pensare illustra la distorsione culturale tedesca. Verrebbe quasi da dire che siamo di fronte ad una versione volgare di «ein volk, ein reich» applicato ai greci, agli spagnoli e agli italiani. Quando si confonde il livello collettivo con quello individuale, apparentemente ci si colloca nella cultura liberale individualistica, ma nella realtà ci si avvicina pericolosamente alla trasformazione della società in un unico individuo: una deformazione autoritaria. Tuttavia, è impossibile pensare che il pensiero liberale tedesco non sia vaccinato rispetto alla malattia nazionalistica. Così, deve essersi prodotta una trasformazione della società tedesca, e il pensiero liberale deve scaturire da una classe la cui forza riposa sull'individualismo spinto, sulla difesa della sacralità della proprietà privata, sul rifiuto della solidarietà - che, appunto, causerebbe l'«azzardo morale». Scavando ancora più a fondo, dobbiamo ricordare che l'economia nazista era, nonostante tutto, un'economia capitalistica, anche se con forte impresa pubblica, e nel dopoguerra le grandi aziende tedesche non hanno mai incontrato reali difficoltà a riprendere il proprio ruolo nei mercati. All'epoca, però, tutta l'economia mondiale era predicata su obiettivi sociali, sia pure con differenze: di qua dall'Atlantico, il modello sociale europeo, di là la piena occupazione; in ambedue i casi, si è creata una gigantesca classe media, quasi una società senza classi. L'intero edificio viene gradualmente distrutto dopo Thatcher e Reagan, le classi medie si assottigliano, mentre peggiora drasticamente la distribuzione del reddito e della ricchezza. In Germania, la riunificazione e la fine del comunismo devono aver accentuato anche il rifiuto della solidarietà, a favore del successo personale, del merito, del premio ai fortunati. È forse questa la ragione della graduale perdita di senso dell'Unione Europea, della fine del sogno federalista, dell'emergere delle posizioni nazionali entro le istituzioni europee. Così, e per arrivare al dunque, è probabile che Monti non ce la faccia al prossimo vertice, perché non sembra esistere una soluzione istituzionale del problema europeo dei debiti pubblici, a meno che non cambi drasticamente l'ispirazione individualistica delle politiche economiche e sociali, che a sua volta dipende dalla nascita di una «coscienza» da classe media, un'onda lunga. Chi aspetta Monti al varco del prossimo fallimento europeo, non capisce che la questione non è politica, e chiunque lo dovesse sostituire si troverebbe nella stessa posizione. Certo, una ripresa dei partiti socialdemocratici può dare qualche opportunità per il cambiamento, sempre che i partiti francese e tedesco diventino europeisti davvero, e non come rimedio alla paura della grande Germania, come fu per Mitterrand e per la moneta unica. Maramotti . . . È chiaro: esiste una questione tedesca . . . In Germania pensano che aiutare sia un errore L'intervento Una patrimoniale per il debito Franco Marini SEGUEDALLAPRIMA . . . Bisognava rispondere con numeri e documenti alle obiezioni contro un'infrastruttura essenziale Stefano Esposito Deputato Pd L'analisi Quell'«azzardo morale» che frena Angela Merkel COMUNITÀ giovedì 28 giugno 2012 17
NELL'IMMAGINARIO COMUNE, L'IDEA DI CITTÀ FANTASMA È FERMAMENTE LEGATO ALL'ERA DELLA CONQUISTADELWEST,QUANDONEIGRANDISPAZIDEGLISTATI UNITI GRUPPI DI PERSONE PROVENIENTI DA QUALSIASI PARTEDELCONTINENTE si arroccavano nei pressi di miniere o terre ricche di risorse naturali, al fine di assorbire tutto il possibile da un territorio per due o tre lustri, e poi deviare su orizzonti alternativi e altre zone immacolate il proprio sguardo e la forza dei propri muscoli. In Montana, per esempio, di città così ce ne sono moltissime: Coolidge, Garnet, Bannack, Granite, Elkhorn, tetre scenografie a cielo aperto che sembrano voler sfidare l'eternità armandosi solo di chiodi e assi di legno, antichità comprese in termini di valore d'uso solo da turisti in vena di foto melanconiche o da registi interessati a far rifiorire il genere western. Tuttavia questo è il passato. Già visto. Già metabolizzato. Ma la modernità? Cosa se ne fa la modernità delle sue città, dei suoi obesi, spesso pachidermici centri abitati, una volta che le condizioni che le avevano rese floride e predisposte all'espansione sono sostituite dalla penuria? Dalla decadenza? Dal degrado? In Apocalypse Town - Cronache dalla finedella civiltà urbana (pagine 244, euro 13,00, Laterza), se lo chiede Alessandro Coppola, ricercatore al Politecnico di Milano, che risponde agli interrogativi ricorrendo a una vivacissima dialettica, sempre vibrante per l'intero volume, tra descrizione minuziosa degli scenari urbani in decadenza negli Stati Uniti d'America, e analisi delle motivazioni profonde alla base delle scioccanti metamorfosi raccontate, quasi a voler aggiungere un'ulteriore appendice a Le città nella storia di Lewis Mumford, probabilmente l'opera teorica fondamentale sul fenomeno della città, dai primi assembramenti preistorici fino al concetto di megalopoli. Così, nello studio di Coppola, rampe di cemento, tangenziali, anelli autostradali, quartieri suburbani, ruderi, ciminiere, fornaci, fotografate in tutto il loro latente squallore cementifero o riabbracciate dall'incalzante rivincita della vegetazione selvatica, divengono a loro volta innesti di umana ferocia nella natura minacciosa, dove il pericolo e l'imboscata sono all'ordine del giorno. Come nella giungla. Pagina dopo pagina, affascinano e spingono alla riflessione le metamorfosi di Youngstown, un tempo capitale dell'acciaio in Ohio, lo spopolamento della Rust Belt, il business della demolizione a Buffalo, la schizofrenia di Baltimora ben fotografata dalla splendida serie televisiva The Wire, che fa della vecchia città portuale un'area ridotta a Festival City in grado di chiamare a sé milioni di visitatori ogni anno e al tempo stesso uno dei luoghi più violenti della costa atlantica, tra omicidi e imperversante traffico di droga. Mettono in crisi le nostre percezioni del futuro, invece le analisi sul crescente isolamento dei ghetti dove è addirittura difficile procurarsi del cibo, il discorso sul lento riaffermarsi dell'agricoltura urbana come fonte di sostentamento per larghe fasce di popolazione, la speranza dell'economia a chilometro zero e le sue difficoltà d'applicazione oggettive, che tuttavia la crisi urbana generalizzata sembra poter aiutare nel lento tentativo di attecchire sull'immaginario umano. Come se, sul corpo ormai senza vita del fantasma, sull'insensibilità al dolore dello spettro, si potesse sperimentare il cambiamento senza alcuna remora, facendo delle cicatrici indelebili lasciate dalle utopie passate le stimmate su cui ripartire nel futuro. La città dopotutto, spiega Mumford nel suo luccicante saggio, nasce come sede di un Dio. Chissà che estirparla al dio denaro, e restituirla giocoforza all'umanesimo, non possa essere il principio su cui impostare i giorni che verranno. GiacomoCosta,«Plant N.5»(2011) GABRIELLAGALLOZZI ggallozzi@unita.it Ladenunciadella troupediunafiction.AMontecitoriosit-in dei lavoratoricontro ilprogettodismantellamentodegli studi CULTURE TheUmbrella Academy Piove «acido» sul fumetto EMERGENZA CINECITTÀ? SIAMO AL GUANO DI PICCIONE.ENONEUNA«MATAFORA»DELLACRISI INCUIVERSANOGLISTORICISTUDIDIVIATUSCOLANA.Ma la denuncia dei lavoratori impegnati nelle riprese della fiction tv dedicata a Domenico Modugno. Nel teatro 7, dove sono in corso le riprese, la troupe della Cosmo Production parla di «condizioni igienico sanitarie inammissibili». «Siamo costretti a lavorare in un luogo sporco in stato di abbandono. Tutto il teatro è completamente ricoperto di guano di piccione». Tanto che alcuni lavoratori prosegue la lettera di denuncia - sono dovuti andare al pronto soccorso a causa di una serie di eruzioni cutanee causate dai parassiti dei piccioni. La richiesta, dunque è l'intervento «della Asl competente e dei sindacati» per intervenire «a tutela di tutti i lavoratori di Cinecittà costretti a subire il degrado di una struttura che viene comunque pagata dalle produzioni che affittano i teatri». CLIMAINCANDESCENTE La denuncia della troupe si aggiunge, insomma, al clima incandescente legato alla drammatica vertenza dei lavoratori di Cinecittà contro il piano di smantellamento degli studios che l'azienda, capitanata da Abete, ha messo in atto a partire dal progetto di «cementificazione» (costruzione di albergo, garage e centro benessere nell'area dei teatri), esternalizzazione del personale nel parco a tema sulla Pontina e «affitto» del comparto digitale. Da ieri i dipendenti di Cinecittà sono in presidio sotto Montecitorio per chiedere l'intervento della politica. Visto che stiamo parlando di uno dei marchi storici del nostro patrimonio culturale. I terreni di via Tuscolana sono di proprietà pubblica (Ministero del Tesoro) in affitto agli Studios, società privata. Solo l'intervento delle istituzioni, dunque, può mettere uno stop a tutto questo, spiegano i sindacati. Regione e comune, però, già «alleati» di Abete nella «battaglia» del Romafilmfest (Bnl, leggi Abete è il main sponsor della kermesse capitolina) non si sono ancora pronunciati. E anzi evitano in ogni modo di prendere posizione. Si attende quindi l'intervento del ministro dei beni culturali. Anche lui non molto presente sulla questione. Ma costretto ad intervenire, a questo punto, in seguito ad un'indagine conoscitiva richiesta dal senatore Pd Vincenzo Vita. Sarà lui, oggi, ad «interrogare» il ministro Ornaghi nel corso di una «question time», ossia un'audizione in Commissione cultura al Senato. Si aspettano sviluppi, dunque. Mentre come ultima ratio non è esclusa neanche l'occupazione degli studi della fu «fabbrica dei sogni», oggi invasa dai piccioni. PARTE STASERA DA VILLA ADA A ROMA IL TOUR DEL BANCO,LASTORICABAND DIPROG-ROCK,che festeggia il quarantennale del primo disco, il celebre e rarissimo Salvadanaio, uscito per l'appunto nel 1972. Per l'occasione il cantante Francesco Di Giacomo, voce di usignuolo, e il polistrumentista/ compositore Vittorio Nocenzi hanno realizzato con la Sony Music un cofanetto intitolato semplicemente «40 anni». Confezione lussuosa, con la storia di uno dei gruppi italiani più amati anche all'estero e due cd: il primo è la track-list rimasterizzata del Salvadanaio, il secondo comprende tre brani inediti e altri tre pezzi dal vivo. Ed è proprio che in versione live, la band romana riesce ancora a dare il meglio di sé. Di Giacomo promette: «Prima ci vedremo la partita assieme e poi terremo il concerto. E se l'Italia dovesse vincere la partita contro lo spread e la Germania, ci sarà una sorpresa». Non resta che fare il tifo: forza Banco. DAN.AM. Quel che resta dellecittà Il librodiCoppolaesplora la decadenza dei centri urbani Lemetamorfosidimetropoli chehannoperso la loroprima dimensioneenestanno assumendoun'altra, fantasmadellaprecedente GIANCARLOLIVIANO D'ARCANGELO liviano.giancarlo@gmail.com CI SONOFUMETTIBELLI, ANCHEBELLISSIMIMA CHE NON RISERVANOSORPRESE. SCORRONO VIA LISCI,SECONDOLOGICA ENUMERODI PAGINA, INUNCONTINUUM NARRATIVO che porta dritto dritto fino alla parola fine. E poi ci sono fumetti «sorprendenti», che spiazzano, si avvitano su se stessi e quando arrivate alla fine non siete certi di dove siete arrivati. Il grande Moebius sosteneva che: «Non c'è nessuna ragione perché una storia sia come una casa con una porta per entrare, finestre che guardano gli alberi e un caminetto per il fumo. Si può immaginare una storia a forma di elefante, o di campo di grano o di fiammella di fiammifero». Che forma ha, allora, The Umbrella Academy, di cui arriva in traduzione italiana la seconda miniserie dal titolo Dallas (Magic Press, pp. 180, euro 16)? A dir poco, bizzarra. In azione rivediamo il team di supereroi - molto molto particolari di cui avevamo visto la nascita (forse dopo una misteriosa inseminazione aliena) nella prima miniserie dal titolo La suite dell'Apocalisse (sempre edita da Magic Press). L'intreccio davvero intricato ruota attorno all'assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, avvenuto a Dallas nel novembre del 1963. Tra incursioni spazio-temporali, flashback e ritorni al futuro, tra l'uccisione di Lincoln e la guerra del Vietnam si consuma la sconclusionata e lisergica trama tessuta da Gerard Way, non a caso leader del gruppo musicale My Chemical Romance, oltre che originale fumettista. Way non poteva trovare miglior compagno di «viaggio» del disegnatore brasiliano Gabriel Bá che riveste il tutto con il suo segno moderno e caricaturale (particolarmente azzeccati i due psicopatici killer Hazel e Cha Cha). A enfatizzare l'«acida» bizzarria di The Umbrella Academy, contribuisce la rutilante e psichedelica colorazione di Dave Stewart. ILCALZINODI BART RENATO PALLAVICINI Cinecittà: il teatro 7 nel guano eOrnaghi rispondealSenato I40annidelBanco EstaseradaRoma parte il tour italiano U: 26 giovedì 28 giugno 2012
ITALIA RAZZISMO Lunedì scorso, presso la ScuolaSuperiore di Polizia a Roma, èstato presentato Lampedusa non è un'isola. Profughi e migranti alle porte dell'Italia (scaricabile dal sito abuondiritto.it), pre-Rapporto 2012 sullo stato dei diritti curato da A Buon Diritto Onlus. All'incontro hanno partecipato il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, il capo della Polizia Antonio Manganelli, il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, il sottosegretario all'Interno Saverio Ruperto; e un centinaio di futuri commissari. Presentare in quella sede un rapporto su tematiche così delicate, evidenziando le tante criticità e le molte carenze dell'azione delle istituzioni, comprese quelle lì rappresentate al più alto grado, è già di per sé inconsueto. Ancor più, se si tiene conto del merito di alcuni interventi. Il professor Flick ha messo al centro del dibattito il concetto di dignità e di come questo debba essere il riferimento per gli operatori chiamati a lavorare sul campo; e ha insistito sul progressivo esaurirsi della tradizionale distinzione tra migranti economici e profughi, sostenendo che nell'attuale situazione di crisi globale, le due categorie si rivelano inadeguate. Il prefetto Manganelli ha sottolineato l'importanza formativa dell'incontro per gli allievi della Scuola e ha voluto ricordare la situazione di invisibilità dei minori stranieri (oltre 2mila di loro, documenta il rapporto di A Buon Diritto, sono stati trattenuti illegalmente anche per settimane nei centri di identificazione); ha affrontato, inoltre, il tema del riconoscimento della cittadinanza per quei bambini nati nel nostro Paese da genitori non italiani. Particolarmente interessante è stato l'intervento del capo della Protezione Civile. Il prefetto Gabrielli ha evidenziato le difficoltà incontrate dal suo dipartimento nella gestione degli arrivi dal nord Africa nel 2011. La decisione da parte del governo di decretare lo stato di emergenza - anche se, e i numeri lo confermano, di emergenza non si trattava - ha costretto la Protezione Civile a occuparsi di una situazione non di sua stretta competenza. E proprio sulla questione dell'accoglienza dei migranti, Gabrielli ha dovuto ammettere i gravi limiti emersi. I fondi stanziati potevano essere richiesti da chiunque avesse disponibilità di posti letto. Questo ha fatto sì che, oltre a soggetti con precedenti esperienze, si proponessero alberghi o singoli cittadini: questa scelta, di per sé non criticabile, avrebbe dovuto essere sostenuta e completata da tutti quei servizi che generalmente accompagnano il percorso di “integrazione” (scuola di italiano, assistenza legale e sanitaria, orientamento ai servizi sul territorio… ). Nella maggior parte dei casi questo non è stato fatto, e si sono create delle strutture dormitorio in cui domina la più totale inattività e, di conseguenza, un desolante abbandono. E, dal momento che al peggio non c'è mai fine, anche queste gracilissime strutture potrebbero non ricevere più alcun finanziamento. Consegnando oltre 20mila persone a una condizione, se possibile, ancora più precaria. Diritti umani, l'Italia arranca Ong e associazioni “controllano” lo stato delle cose dopo le 92 raccomandazioni ricevute dal nostro Paese Manca la legge contro il reato di torura e i migranti sono poco tutelati Poliziaarrestaunoperatore.Cnca: sconcertati Unuomo di 55anni,Claudio Tosiè stato arrestato ieria Romaperaver «colpito degliagenti dipolizia duranteun controllo»nell'AuditoriumAntonianum, doveera inprogramma unconvegno degliStati generali del socialee della famiglia.Per la questura l'uomo aveva unelastico euna fionda in legnonello zaino.Didiverso avviso ilCnca, che «esprime ilproprio sconcertoe una duracondanna per l'arresto»di «un operatore impegnatoda anni in favore deiminori».Duegiorni prima Tosiera statofermato «per il solo fatto di distribuireun dossier sullepolitiche socialidel ComunediRoma». Ieri si è ripresentato,è stato fatto entrare, e il suozainetto èstato controllato. Cinque minutidopo è stato arrestato.La fionda in realtàè un pezzetto di legnousato nel laboratoriodi falegnameriache Tosi tieneregolarmente. LUIGIMANCONI VALENTINABRINIS VALENTINACALDERONE info@italiarazzismo.it Una radiografia dettagliata dello stato dei diritti umani in Italia. Uno stato ancora deficitario. Una verifica puntuale del rispetto da parte del nostro Paese delle 92 raccomandazioni ricevute dall'Italia due anni fa dal Consiglio dell'Onu per i diritti umani. Un lavoro di straordinaria importanza, quello fatto da 86 Ong e Associazioni della società civile italiana, sintetizzato in un rapporto presentato ieri a Roma nella sede della Fnsi. «Sono trascorsi due anni da quando il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite, attraverso la Revisione Periodica Universale, espresse 92 raccomandazioni all'Italia sullo stato dei diritti umani nel nostro Paese - spiega Carola Carazzone, portavoce del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani-. Con questo rapporto le Ong e associazioni del Comitato italiano intendono tenere alta l'attenzione e il dibattito su questi temi. Ad oggi il governo italiano non ha ancora tradotto il testo e siamo in attesa di un mid term report, così come auspitcato dal Consiglio. Chiediamo quindi al Governo di preparare, seguendo l'esempio di altri paesi dell'Unione Europea, un Rapporto di follow up a medio termine, di inviarlo all'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e di prodigarsi per dare attuazione alle raccomandazioni». «Priorità - aggiunge Carazzone - venga data alla costituzione di un'Istituzione nazionale indipendente per i diritti umani in Italia, essendo il nostro l'unico paese dell'Ue privo di un meccanismo garante e indipendente, la previsione del reato di tortura nel nostro codice penale, la protezione dei diritti fondamentali dei migranti, dei richiedenti asilo, dei rifugiati, delle donne vittime di violenza e dei detenuti e il diritto all'informazione libera e indipendente». SITUAZIONECRITICA Alcuni focus particolarmente significativi. Reato di tortura: il 20 maggio 2011 l'Italia è stata riconfermata Stato membro del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite per il triennio 2011-2014. In fase di candidatura per il secondo mandato, il Governo italiano ha indicato gli impegni volontari in materia di diritti umani che intende perseguire: pesa, tra questi, l'assenza di una precisa intenzione a introdurre il reato di tortura nell'ordinamento penale interno. Su questa grave inadempienza, suffragata dal respingimento della raccomandazione numero 8 da parte del Governo italiano nel 2010, grava anche il mancato richiamo alla ratifica del Protocollo opzionale del Consiglio d'Europa contro la tortura (Opcat). In materia di riconoscimento dello status di rifugiato non esiste tuttora una legislazione organica; le Commissioni Territoriali per il riconoscimento della Protezione Internazionale emettono troppo spesso dinieghi alle domande di riconoscimento, costringendo i richiedenti a fare ricorso giurisdizionale per vedersi riconosciuto il loro status. Nel rapporto, si rileva un'inadeguatezza pesante nel sistema generale di accoglienza, al di sotto degli standard minimi europei. Tratta: la manovra di bilancio per il 2011 ha segnato un drastico taglio ai fondi statali per le politiche sociali, abbassando gli stanziamenti di bilancio da 1472 milioni di euro del 2010 a 349,4 milioni di euro (2520 nel 2008, e 271,6 previsti per il 2013). Fra le diverse conseguenze, il 1 agosto 2010, per ridurre i costi del servizio, sono stati chiusi i 14 uffici territoriali del numero verde salva-prostitute per sostituirli con un'unica postazione centrale. In virtù del pacchetto sicurezza Legge 15.07.2009 n˚ 94 che introduce il reato di clandestinità come reato penale, la politica migratoria italiana si è orientata fortemente verso la repressione del fenomeno dell'immigrazione clandestina, e questa fattispecie si è sovrapposta alla necessità di individuare e sostenere le vittime della tratta. Diritti delle persone minori di età che vivono nel nostro Paese. Per quanto riguarda l'accesso all'istruzione - rileva il rapporto - e la scolarizzazione dei bambini Rom e Sinti restano ancora irrisolti i problemi legati alla frequenza e all'abbandono scolastico. Sarebbero almeno 20 mila i Rom sotto i dodici anni, in grandissima parte rumeni e dell'ex Jugoslavia, che evadono l'obbligo scolastico in Italia e si stima che «i restanti coetanei Rom e Sinti siano in un generalizzato ritardo didattico di non meno di tre anni». Inoltre, le condizioni abitative, il minor tasso di scolarità, le difficoltà di accesso ai servizi sanitari sono tra i fattori di rischio per la salute delle persone di origine Rom, in particolar modo per i minori. In tema di autonomia dell'informazione, le raccomandazioni all'Italia del Consiglio Onu per i diritti umani continuano a cadere nel vuoto, rimarca Roberto Natale, presidente della Fnsi. «Nell'ultimo anno - spiega Natale - il Governo è cambiato, ma non è cambiato il sostanziale disinteresse a risolvere la concentrazione delle risorse, la soffocante sudditanza del servizio pubblico, il conflitto di interessi». I soccorsi sono arrivati tardi. Le mamme degli amichetti di Franco Lori, il bambino di 11 anni morto sul Monte della Calvana durante una gita organizzata dall'oratorio, non hanno dubbi: l'elicottero del 118 avrebbe dovuto alzarsi in volo molto prima. Ma anche la Diocesi di Prato punta il dito contro la lentezza della macchina dell'emergenza, che ha impiegato un'ora e mezzo per raggiungere la comitiva. Il 118 ribatte, ricostruendo puntualmente la cronologia delle chiamate: la prima è arrivata alle 13.08. I soccorsi via terra, un'ambulanza e una jeep, sono partiti subito dopo. «Le prime richieste parlavano di colpo di calore, e come localizzazione parlavano di facilmente raggiungibile. Quando i mezzi sono arrivati, i medici si sono resi conto che il gruppo era quasi in cima alla Calvana, dove si arriva solo a piedi. Cosa che hanno fatto» sostiene il responsabile del 118 pratese. «Il medico dell'elisoccorso è arrivato alle 14,33, i colleghi erano già al lavoro, il bambino è stato intubato e alle 15,26 è arrivato a Careggi». La Diocesi di Prato, però, precisa che fin dalle prime chiamate era stato chiesto l'intervento di un elicottero. La Procura, intanto, ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, anche se non ci sono indagati. Solo l'autopsia potrà chiarire se il bambino soffrisse di una patologia congenita che gli è stata fatale durante l'escursione. Gli organizzatori, comunque, si difendono: «Eravamo attrezzati con acqua e cappelli. I bambini non erano disidratati come è stato detto». Anche i genitori degli altri ragazzi fanno quadrato intorno al sacerdote. Alessandra Foddi, una delle accompagnatrici della comitiva, racconta i terribili momenti in cui Franco ha avuto il malore. «Ha farfugliato cose senza senso, come “questo gioco non mi piace”. Ci siamo fermati e dopo un po', all'improvviso, si è accasciato». È stata lei a dare l'allarme al 118. Seguendo i consigli dei sanitari, che ipotizzavano un'insolazione, ha bagnato la maglietta e la testa del ragazzino. Dopo una quarantina di minuti è svenuto ed ha perso conoscenza: ha vomitato e aveva la lingua retratta. Insieme a lei, la figlia Chiara. «Durante tutto il tragitto Franco diceva di essere stanco. Io lo incoraggiavo e ci scherzavo. Poi all'improvviso l'ho visto accasciarsi». ITALIA AllaScuola diPolizia Lampedusa protagonista Le operazioni di identificazione dopo lo sbarco di 66 immigrati clandestini di nazionalità afghana al porto di S. Maria di Leuca, nel Salento. FOTO ANSA UMBERTODE GIOVANNANGELI udegiovannangeli@unita.it STATIGENERALIDEL SOCIALEEDELLA FAMIGLIA Prato, i genitori accusano: soccorsi in ritardo Un'immagine di Franco Lori, il bimbo morto martedì sul Monte Calvana FOTO ANSA MARIAVITTORIA GIANNOTTI PRATO 14 giovedì 28 giugno 2012
Inizia il vertice che non può fallire, pena la fine dell'euro. Oggi e domani a Bruxelles si giocheranno i destini dell'Unione, e tutti si aspettano un braccio di ferro durissimo tra i falchi della Mitteleuropa e le colombe dei Paesi periferici. L'Italia avrà un ruolo cruciale, se non altro per quella funzione di «sfondamento» che l'esecutivo Monti si è dato nei confronti del «muro di Berlino» fondato ancora su austerità e rigore, con piccoli spiragli aperti sulla crescita e sui quei 130 miliardi già individuati e acquisiti al vertice di Roma. La Germania dice sì anche alla Tobin tax, ma in fatto di fisco e finanza tra il dire e il fare c'è sempre un oceano da attraversare (in questo caso la Manica, vista l'ostilità della Gran Bretagna). Nulla di più: nessuna concessione all'utilizzo immediato dei fondi europei per fermare la spirale rigore-recessione-speculazione. Ancora «nein» sulla condivisione del debito (eurobond o eurobill), sull'utilizzo del fondo salva-Stati per l'acquisto dei titoli sovrani che mostrano uno spread ingiustificato sui mercati. Il «catenaccio» di Berlino può contare anche sull'appoggio di Olanda, Austria e Finlandia. Roma, dal canto suo, incassa alla vigilia il sostegno di Parigi. L'Italia ha il «pieno appoggio politico» della Francia e Hollande «aiuterà» Monti sulle soluzioni per uscire dalla crisi, inclusa l'ipotesi di utilizzare il fondo salva-Stati, fanno sapere dall'Eliseo. Anche Madrid si allinea, con il premier Rajoy che chiede decisioni rapide, soprattutto sul fronte degli aiuti alle banche. Così la partita Italia-Germania inizierà qualche ora prima del fischio d'inizio allo stadio nazionale di Varsavia, e non sarà affatto facile. Il vertice dei capi di Stato e di governo è stato definito «di grandissima importanza per il futuro dell'Ue» da Angela Merkel. Nessuno può permettersi mosse sbagliate. «La situazione è seria, abbiamo l'obbligo di costruire l'Europa forte e stabile di domani, abbiamo bisogno di più Europa, un'Europa in cui i membri si aiutino tra loro», ha aggiunto la cancelliera incontrando François Hollande all'Eliseo. Il quale in serata ha ricevuto anche una telefonata dal presidente Usa Barack Obama. Ma i toni usati in serata da Merkel sulle riva della Senna cambiano molto rispetto a quelli utilizzati poche ore prima davanti al Bundestag. Introdurre ora gli eurobond sarebbe «economicamente sbagliato», ha scandito la cancelliera davanti ai parlamentari. «Non esiste una soluzione rapida, facile. Non c'è una formula magica - ha aggiunto - si tratta di trovare soluzioni durature e non fuochi di paglia». Le ragioni della Germania, elencate con puntiglio dalla cancelliera, sono note: decidere ora per forme di condivisione della responsabilità sul debito sarebbe costituzionalmente impossibile in Germania, insistendo che «supervisione e responsabilità devono andare mano nella mano». Secondo Merkel, le opzioni andranno considerate soltanto se e quando «sarà assicurata una supervisione sufficiente». In altre parole, serve in primo luogo l'unione politica e fiscale, che tradotto in termini temporali significa almeno un anno di lavoro e una raffica di resistenze nazionali da superare. SOLOPAROLE Non basta certo questo a calmare i mercati già da ora, che è l'obiettivo numero uno di Italia, Francia e Spagna. Anche il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso e il presidente del Consiglio Herman Van Rompuy hanno ingaggiato un pressing affinché si giunga a risultati concreti, che diano il segnali di compattezza e condivisione agli occhi di investitori poco fiduciosi sui destini della moneta unica. Non a caso il bilaterale serale tra il presidente francese e la cancelliera tedesca è terminato con un comunicato congiunto proprio sulla tenuta dell'unione monetaria. Francia e Germania vogliono «approfondire l'unione economica e monetaria» europea, «domani quella politica, per arrivare a una integrazione solidale», si legge nel comunicato. Una traduzione di quello statement «l'euro è irrinunciabile» inviato dal quadrilaterale di Roma della settimana scorsa. Ma oggi i mercati si aspettano fatti: le parole non bastano più. Ieri le piazze europee hanno chiuso in positivo, trascinate soprattutto dai dati positivi dell'economia americana. Ma il nervosismo resta altissimo tra gli investitori europei. Sui Btp decennali i rendimenti hanno chiuso in lieve risalita, al 6,20 per cento, cancellando i precedenti tentativi di calmieramento. Si è però limato il loro differenziale rispetto ai Bund della Germania, il famigerato spread, a 464 punti base, o 4,64 punti percentuali complice un certo aumento dei tassi sui Bund. Scarse reazioni hanno seguito un'asta di Bot a sei mesi effettuata dall'Italia, che ha raccolto 9 miliardi di euro pagando a caro prezzo il clima di tensione: i rendimenti sono balzati al 2,957 per cento, riportandosi sui massimo dal dicembre scorso. Per Monti risolvere il problema dei differenziali a questo punto è vitale, così come lo è per la Spagna, che ha lanciato il suo grido d'allarme per la difficoltà a finanziarsi sul mercato. Per questo Monti è pronto a tutto pur di aprire una breccia sullo scudo anti-spread. Potrebbe tornargli utile anche un progresso del piano Barroso, Draghi Van Rompuy e Juncker, che pur prevedendo tempi lunghi potrebbe comunque rassicurare sulla tenuta dell'Unione. Ma su ambedue i progetti è calato il gelo di Berlino. Merkel ha fatto notare che i titoli tedeschi danno più certezze, per questo hanno rendimenti più bassi. Come dire: fate come noi, e vedrete che la speculazione si ferma. «È davvero l'ultima chance. Ma la risposta è politica» «Di nuovo siamo al vertice dell'”ultima chance” per l'Europa. Il fatto è che sono ormai due anni che ripetiamo la stessa cosa. Nel frattempo, la situazione è peggiorata, ed ora l'ultima chance bussa alle porte». A sostenerlo è una dei più autorevoli economisti europei: Jean-Paul Fitoussi, professore emerito all'Institut d'Ètudes Politiques di Parigi e alla Luiss di Roma. Di una cosa, Fitoussi si dice certo: «La speculazione ha mano libera nei confronti dei Paesi dell'eurozona perché la Bce non può intervenire acquistando in asta titoli e perché non abbiamo gli eurobond, necessari per creare un unico debito pubblico europeo. La Bce dovrebbe poi trasformarsi in prestatore di ultima istanza per i governi, prendendo esempio dalla Fed americana o dalla Bank of Japan. La speculazione non attacca un Paese che può acquistare i titoli di Stato». Con altrettanta decisione, Fitoussi afferma che «bisogna dire di no all'austerity mascherata da crescita e spingere decisamente l'acceleratore sugli investimenti, soprattutto nel capitale umano, per ridare speranza ai cittadini europei». Professor Fitoussi, la vigilia del ConsiglioeuropeodiBruxellessièconsumata trachiusure etimidi spiraglidiapertura. «Tutti i negoziatori mostrano i muscoli per raggiungere il compromesso migliore dal loro punto di vista. Di per sé, questo non è un male. Lo diventa se il risultato finale è un compromesso al ribasso che rinvii le decisioni cruciali. Vede, l'Europa non ha mai difettato nell'individuare obiettivi, anche giusti, ambiziosi. Ciò in cui continua a difettare, colpevolmente, è nel non essersi dotata degli strumenti indispensabili per realizzarli. E questo non dipende da un deficit tecnico, ma di volontà politica». Alla luce di queste considerazioni, cosa si attende dal vertice di domani? (oggi perchi legge, ndr). «Non mi aspetto grandi cose, ma mi accontenterei di qualcosa... Perché la situazione è talmente grave che sarebbe già un successo fare un passo in avanti. Ma la Germania apparentemente sembra aver rifiutato tutto». Apparentemente? «Dobbiamo aggrapparci a tutto... Lavorando per allargare gli spiragli fatti intravvedere dalla Merkel». Acosa si riferisce inparticolare? «Alla non chiusura tedesca rispetto alla possibilità di dotare il Meccanismo europeo di solidarietà - il Fondo di salvataggio - di risorse e prerogative di elargire prestiti per comprare titoli pubblici. Se da Bruxelles si uscisse con questo impegno, sarebbe un primo concreto passo nella giusta direzione». Da più parti si pone l'accento sul fattore-tempo. C'è chi parla, gaurdando al summitdiBruxelles,comediun'«ultima chance». «Sono ormai due anni che si parla di ultima chance, senza fare nulla per coglierla, questa chance... Abbiamo assistito, negli anni della crisi, a sette vertici europei chiamati a gestire l'emergenza. Sette. E cosa sono riusciti a partorire? Austerità generalizzata e tagli. Nel frattempo la situazione è peggiorata lentamente ed ora rischia di arrivare al punto di rottura. Prima la crisi greca, ora, ancor più grave, le Banche spagnole che bruciano. Tutti s'interrogano su come evitare il contagio». Per evitarlo, il contagio quale misura, a suo avviso, dovrebbe essere presa in tempi rapidi? «L'arma più efficace, in qualche modo risolutiva, sarebbe che la Bce possa, direttamente o indirettamente, comprare titoli di Stato, sul marcato secondario o ancor meglio sul mercato primario. Questa seconda opzione sarebbe la più incisiva, ma ciò comporterebbe una modifica di trattati e questo crea ulteriori problemi». Resta lavia indiretta... «La Bce,a d esempio, potrebbe fare prestiti al Fondo di salvataggio perché compri titoli di Stato. Un metodo indiretto, ma comunque un metodo efficace». A proposito di chiusure. Alla vigilia del Consiglioeuropeo, lacancellieraMerkel ha riaffermato che, per lei, «gli euroL'INTERVISTA ILCASO L'EUROPAELACRISI Vertice Ue, la cancelliera sceglie la linea dura Berlino insiste: «Non esistono soluzioni né rapide, né facili» Incontro all'Eliseo: «Rafforzare l'unione monetaria, poi quella politica» Obama telefona a Hollande BIANCADIGIOVANNI ROMA Jean-PaulFitoussi L'economista francese: «Dobbiamoaggrapparci alleaperturetedesche:ci vuole l'impegnoadotare l'Esmdi risorseper compraretitolipubblici» Eurolandiadicesìagliaiuti finanziariperCipro IPaesi diEurolandia si preparano a fornireaiuto a Cipro insieme al Fondo monetario internazionale, cheè stato anch'essosollecitato a intervenire da partediNicosia. Loha annunciato ieri l'eurogruppo inun comunicato al terminedi una teleconferenza.Nel documento l'eurogruppo afferma di «apprezzare» la richiestadi assistenza finanziariae sottolineache il programmadiaiuti verrànegoziato dallacommissioneUe in collaborazionecon la Bce, con il governodi Nicosiae ilFmi. I fondi verrannodaforniti dal Fondo temporaneosalva stati (Efsf)o da quellopermanente (Esm)e dalFondo monetario internazionale. L'accessoai fondisarà regolatodal rispetto di alcunecondizioni dapartedi Cipro chedovràprendere misure per assicurare lastabilità delproprio sistemafinanziario: dalle ricapitalizzazionedelle banche alla loro ristritturazioneeriduzione dimensionale. richieste misuredi consolidamentodeiconti pubblicie riformestrutturali in grado di sostenere la competitività dell'economiacipriotae ridurregli squilibrimacroeconomici. Lacrisi finanziariadi Ciproè legata soprattuttoalle traballanti condizioni delpropriosistema bancario troppo espostoverso la Grecia. Nel comunicatonon sonomenzionate cifre,magli analisti stimano un fabbisognocompreso tra5-10 miliardi. . . . «L'errore dell'Europa? Non ha voluto darsi gli strumenti per realizzare i suoi obiettivi» . . . Il pressing congiunto di Barroso e Van Rompuy per arrivare a risultati concreti UMBERTODE GIOVANNANGELI udegiovannangeli@unita.it . . . Toni più accomodanti nel faccia-a-faccia con il presidente francese: «Avanti sulla crescita» 4 giovedì 28 giugno 2012
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