F iscalizzare il bilancio della Raiper dare certezze alla maggiorazienda culturale del Paese e ai suoi 13mila dipendenti. Creare un comitato “Rai bene comune” aperto a tutti per tutelare l'azienda, chiuderla ai partiti e aprirla ai corpi intermedi, garantendo competenza e trasparenza. La Cisl chiama a raccolta buona parte della politica, dei dirigenti e dei lavoratori dell'azienda del cavallo di Viale Mazzini. Un confronto serrato e costruttivo, racchiuso nel titolo del convegno: “Rai, un bene comune da rivalutare”. Dopo la relazione del segretario confederale Cisl, Annamaria Furlan, sono seguiti gli interventi. Fra i tanti, quello dell'ex ministro e attuale presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri che ha annunciato come «martedì andremo a votare il nuovo Cda Rai in Commissione di vigilanza, nonostante le perplessità che abbiamo già espresso». Quanto al raggiungimento di un accordo con la Lega, Gasparri ha precisato che «da qui a martedì c'è tempo per ragionare. Non ci sono accordi da trovare, la competenza è del Parlamento e si vedrà». Molto applaudito l'intervento del professor Mario Morcellini. Per l'esperto di comunicazione «il servizio pubblico ormai è solo sui libri, non esiste nella realtà italiana. La Rai negli ultimi anni ha continuato - ha esternalizzato le produzioni con familismo amorale, un dispotismo in cui l'80 per cento viene prodotto fuori da una decina di famiglie, sempre le stesse». A smentire l'idea di una Rai carrozzone pubblico, Morcellini ha però portato dei dati a dimostrazione di come «il rapporto tra dipendenti e produzione pone la Rai in buona posizione, con un rapporto migliore rispetto alle aziende pubbliche televisive di altri Paesi europei». Applauditi anche gli interventi di Gentiloni, che mercoledì aveva presentato un'interrogazione parlamentare a Monti per sapere se «l'attivo di 4 milioni dichiarato dalla Rai per il 2011 sia frutto di un artificio contabile», e quello di Giovanni Minoli, che ha denunciato come «il 60-70 per cento della produzione Rai sia ormai commerciale». A conclusione dell'incontro, il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha sottolineato come «se non ci fosse il servizio e la funzione pubblica che la Rai esercita e l'amore che abbiamo per quest'azienda e i suoi 13mila dipendenti, diremmo che l'azienda è in una situazione senza ritorno. Invece, proprio per questo, vogliamo impegnarci fortemente per rilanciarla ed evitare che finisca come l'Alitalia: non possiamo privatizzarla». Bonanni ha definito «fallimentare la gestione Rai dei partiti: dai partiti si è passati ai fiduciari e ora ai presentatori di talk show, che prendono una barca di soldi e che gli stessi partiti non riescono più a controllare, portando ad una deformazione estremistica della rappresentazione del Paese». E fra questi Bonanni si è scaglia in particolare contro Fabio Fazio, definito «il più fazioso di tutti». «La maschera dei partiti» dunque «non funziona più», «meglio aprire, come nei Paesi avanzati e nelle società complesse, ai corpi intermedi come la Cisl che garantiscono trasparenza ed efficacia ed una rappresentanza sociale», citando il motto dei pellegrini americani “No taxation without representation”. Questi dovrebbero poi controllare un unico amministratore delegato con pieni poteri in modo da «operare un controllo certosino che garantisca gli stakeholder e i lavoratori». In questo quadro «la fiscalizzazione, un'entrata fiscale sicura che renda autonoma l'azienda e tolga il problema dell'evasione del canone, è la soluzione migliore». In più Bonanni propone «una riconversione del personale, restringendo fuori e rafforzando dentro, con il personale riconvertito fortemente e questa operazione può essere fatta con il rinnovo del contratto del personale». Infine la proposta a Minoli «di creare un comitato aperto a tutte le realtà organizzative della società civile per promuovere la coesione sociale che la Rai deve rappresentare». AlconvegnodellaCisl lapropostadel segretario: «Un'entrata fiscale autonomaper farvivere l'azienda.Latvdeipartiti? Èstataunfallimento» Un Paese impoverito, che non riesce a contrastare seriamente corruzione ed evasione fiscale e che vede peggiorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. È un quadro decisamente negativo quello tracciato dal presidente di sezione della Corte dei Conti, Luigi Mazzillo, nella relazione sul rendiconto generale dello stato 2011 della magistratura contabile. E questo nonostante l'abbattimento dei livelli di spesa pubblica e del disavanzo hanno portato a «risultati impressionanti». Ma che «non basteranno», se non si metterà mano ai mali storici del Paese. Il governo è intervenuto nella riduzione della spesa «con successo, ma anche al costo di effetti distorsivi e del rischio di avvio di un circolo vizioso per quanto riguarda la crescita». CORRUZIONE Nel nostro Paese, ha spiegato il procuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, restano «tre grandi fenomeni che hanno riflessi negativi sul bilancio pubblico: la corruzione, l'evasione fiscale e il trasferimento di funzioni pubbliche a soggetti privati». Per quanto riguarda la corruzione, la conseguenza è «una lievitazione dei costi che colpisce le grandi opere ed è calcolata intorno al 40%. Ma c'è anche un danno indiretto e forse più grave all'economia perché la corruzione allontana le imprese dagli investimenti. È stato infatti calcolato che ogni punto di discesa nella classifica di percezione della corruzione (sembra che l'Italia attualmente sia al 69esimo posto su 182) causa la perdita del 16% degli investimenti dall'estero». Per quanto riguarda l'evasione fiscale, la Corte fa notare che nonostante le promesse e le operazioni ad alto impatto mediatico, sul piano del «contrasto vero e proprio e della riscossione coattiva, lo zoccolo duro è stato appena scalfito. Va dato comunque atto che lo sforzo dispiegato è stato straordinario e che sono stati conseguiti risultati altrettanto straordinari». CONSULENZE Un altro problema di grande importanza è rappresentato dal fenomeno delle consulenze e collaborazioni esterne nella Pubblica Amministrazione, definito come «sempre rilevante e inquietante nonostante gli interventi normativi tesi a ridurlo. Il fenomeno spesso nasconde fattispecie di elusione delle norme di riduzioni del personale, con la vanificazione delle conseguenti economie, o ipotesi più gravi e inaccettabili quali la concessione di favori o addirittura illecite dazioni». Nel pubblico impiego del resto nell'ultimo periodo alla riduzione della spesa per il pubblico impiego si è reagito «distribuendo a pioggia le risorse che dovevano essere invece destinate a premiare il merito di chi lavora bene. Si è ridotta la spesa primaria ma cominciando dal comparto degli investimenti, che è il meno presidiato, e all'interno del comparto non preservando gli interventi con il più alto potenziale di crescita». Questa situazione, tutt'altro che positiva, ha avuto inevitabilmente delle ricadute sulle fasce più deboli della società: «È vero che il disavanzo pubblico è stato effettivamente ridotto e il debito pubblico è tendenzialmente in discesa, ma ciò è avvenuto a prezzo di pesanti sacrifici, soprattutto a danno delle classi medio-basse, e di un appesantimento proporzionale della pressione fiscale. In definitiva, ci troviamo di fronte a una sensibile compressione del reddito delle famiglie e della capacità di manovra delle imprese, che non può non influire negativamente sullo sviluppo. Peraltro la situazione delle imprese non è alleviata dal ritardo con il quale la pubblica amministrazione provvedere al pagamento di quanto ad esse dovuto». A essere danneggiati sono anche i servizi offerti dallo Stato, primo fra tutti, secondo la Corte dei Conti, il Servizio Sanitario Nazionale: «Vari segnali fanno ritenere che le condizioni di salute del nostro sistema sanitario non sono per nulla buone. La persistente lunghezza delle liste d'attesa, le difficoltà delle strutture di pronto soccorso e i comportamenti illeciti produttivi di danno, sono i segni chiari ed inequivocabili di una carente e difettosa struttura organizzativa». Mancano, per migliorare la situazione, quegli interventi strutturali «che pure erano previsti e che sarebbero significativi perché servirebbero a compensare in parte i sacrifici dei contribuenti non solo per il profilo della riduzione della spesa ma anche per quello, altrettanto importante, dell'elevamento generale delle condizioni di vita e del miglioramento della stessa vita pubblica». Per le donne la primavera araba è stata un'illusione? A guardare quanto sta avvenendo in Tunisia, Libia, Egitto, sembrerebbe di sì. Ne parla su left in edicola domani con l'Unità. Rita El Khayat, medico e scrittrice originaria del Marocco, che denuncia la pesante islamizzazione delle nuove “democrazie”: «I Paesi arabi», scrive, «sono invasi dai barbuti vestiti all'afghana. In Tunisia, in Egitto, in Libia, nello Yemen, molestano le ragazze refrattarie al velo, disturbano le lezioni all'università. Tollerati dai regimi, si fanno odiare da quelli che aspirano a un altro islam, a un'altra società, a un'altra vita politica». Se il governo in Tunisia ha già dato prova di sé (e per le donne è stato un salto nel passato), quello egiziano è chiamato a farlo in questi giorni, dopo che il neo eletto presidente egiziano, Mohammed Mursi, annuncerà la formazione dell'esecutivo. «Vorrò una donna accanto a me per guidare il Paese», ha promesso. Tra i nomi che circolano c'è quello di Buthaina Kamel, giornalista tv e prima donna a candidarsi alla presidenza. «Ma non so se accetterei», dice a left. «Nonostante Mursi sia il male minore, temo i pericoli che la visione islamista porta con sé. Questo Paese ha bisogno di una rivoluzione culturale riguardo alla condizione femminile». Una rivoluzione culturale, ma di segno opposto, è quella che vorrebbe fare il premier turco Recip Ergodan, che ha proposto una modifica restrittiva della legge sull'interruzione di gravidanza. Imponenti le manifestazioni contrarie delle donne. Nel numero di left di domani un'intervista ad Antonio Di Pietro dal titolo Cosa voglio dire a Bersani, un'inchiesta sulle carte delle inchieste che vengono fatte circolare, un reportage sulla svendita del patrimonio archeologico greco per far fronte alla crisi. Le donne e la primavera araba: domani left con l'Unità La Corte dei Conti: troppa corruzione Il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino FOTO LAPRESSE Nella relazione annuale sul rendiconto generale, la Corte punta il dito anche contro l'evasione fiscale e le consulenze esterne della Pubblica amministrazione. A risentirne sono i servizi sempre più scadenti POLITICA ILCASO MASSIMOFRANCHI ROMA . . . «Nel nostro Paese c'è una lievitazione straordinaria delle spese per le grandi opere, di circa il 40% .. . Il fenomeno corruttivo purtroppo provoca ingiusti costi per l'economia nazionale» Bonanni: «La Rai non può finire come Alitalia» GIUSEPPECARUSO MILANO 10 venerdì 29 giugno 2012
MASSIMOFRANCHI ROMA «Eliminare due auto blu è un risparmio, tagliare due ambulanze è un costo per la comunità e riduce la sicurezza di tutti». Rossana Dettori cita la campagna lanciata ieri dalla sua Fp-Cgil (“Tagliamo dove serve, spendiamo dove occorre”) per rispondere «al terrorismo mediatico e del governo» e proporre «un reale confronto sulla revisione della spesa pubblica». Dettori,intantoperòilgovernostaaccelerandosulla spendingreview... «Mi pare che nessuno sappia realmente di che cosa stiamo parlando. Leggiamo di blocco delle tredicesime, di 2 euro in meno per i “buoni pasto”, ma a parte gli allarmismi e alcune proposte di razionalizzazioni all'interno dei singoli ministeri siamo davanti a quella che definisco una campagna terroristica in cui si crea vero e proprio terrore sulla pelle dei lavoratori pubblici su cosa potrà capitare loro. Ormai ci siamo abituati: quando i grandi giornali ti martellano per settimane sui tagli, poi questi puntualmente si materializzano. È successo così con i fannulloni con Brunetta che sfruttò la campagna mediatica e così accadrà per la spending review e i tagli agli statali». Voi sindacati quindi non avete informazionipiùprecisesucosastapreparandoil governo? «Non sappiamo niente. Come tutti leggiamo i giornali, ma anche su questi si trovano versioni discordanti. Faccio un esempio, tutti parlano di centri di acquisto per i beni acquistati dallo Stato, di prezzi fissati, ma non si capisce di cosa stiamo parlando». Unacosasembracerta:ilministroPatroni Griffi ha parlato di mobilità secondo le vecchie norme Brunetta. Quindi l'accordo firmato con voi sindacati a maggio è definitivamentearchiviato... «Nell'intesa del 3 maggio, sottoscritta il 10, si parlava di mobilità concordate con le amministrazioni. Quell'accordo è morto perché il ministro non l'ha mai portato in Consiglio dei ministri: una cosa inaccettabile. Riesumare Brunetta è un errore pazzesco, anche perché lui ha già fatto un taglio del 10 per cento delle piante organiche che molte amministrazioni hanno già adottato. Parlare di un ulteriore taglio del 20 per cento per i dirigenti e del 10% per il personale significa che intere strutture (ospedali, servizi sociali, asili) non saranno più in grado di funzionare. E in più in questo modo torniamo ai tagli lineari di Tremonti, che questo governo si era impegnato a non adottare, e non alla revisione della spesa». Per voi però lo stesso Patroni Griffi rimane interlocutore preferibile ai vari Grilli, Bondi e resto del governo che delvostro consensonon sembrano interessati... «L'incontro di lunedì lo abbiamo chiesto noi perché vogliamo capire bene le proposte del governo. Con Patroni Griffi l'approccio era stato positivo, è certamente il più dialogante con noi nel governo. Ma di certo sull'accordo firmato con noi è stato impallinato dal resto del governo fin dal giorno seguente quando la Fornero chiese l'equiparazione tra lavoratori pubblici e privati. Lunedì vogliamo risposte e di certo chiederemo di smentire le parole del viceministro Grilli che vuole ridurre «il perimetro pubblico» e favorire i privati. Chiederemo di tagliare il miliardo e mezzo di consulenze e di aprire un confronto con noi su come tagliare le spese». Esenon viascolteranno? «Unitariamente, e questo è un valore riconquistato importantissimo nel settore pubblico, abbiamo tenuto assemblee di due ore partecipatissime nei luoghi di lavoro in cui abbiamo percepito la preoccupazione dei lavoratori. Allo stesso modo, unitariamente, sceglieremo come continuare la mobilitazione». Allarme di Squinzi: L'«abisso», la «guerra», la «pessima eredità» che il 2012 lascerà all'anno seguente. Se non fosse per il riferimento temporale, sembrerebbe uno scenario da primo Novecento. Con addirittura un «conflitto tuttora in corso», «combattuto, una volta di più, dentro l'Europa e dentro l'Italia. Come nei secoli passati, in cui le divisioni e gli interessi di parte prevalevano su tutto e tutti». Il Centro studi di Confindustria, diretto da Luca Paolazzi, non era mai stato così chiaro nel tratteggiare la disfatta dell'economia. Nel 2013 avremo perso 1,5 milioni di posti di lavoro rispetto al 2008 (con un calo dell'occupazione a meno 1,4 per cento nel 2012 e allo 0,5 l'anno seguente), ovvero all'anno in cui la bolla dei dimenticati mutui subprime (esplosa nell'estate del 2007) si è abbattuta sull'economia reale, per poi trasformarsi nella febbre speculativa che sta mettendo in ginocchio l'euro. L'analisi di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, è impietosa: i conti pubblici migliorano «vistosamente», ma «si allontana il pareggio di bilancio». Le proiezioni dicono che il deficit pubblico nel 2013 segnerà meno l'1,6 per cento del prodotto interno lordo e non lo 0,1, come prospettato a dicembre. Nel 2012 si assesterà invece a meno 2,6 per cento, in peggioramento di 1,1 punti. Il Pil, a sua volta, è atteso in flessione del 2,4 per cento nel 2012 e dello 0,3 per cento nel 2013. Mentre per quest'anno si prospetta un calo della domanda di beni pari al 4,3 per cento (meno 1 nel 2011), con i consumi delle famiglie che si riducono del 2,8 per cento, come «conseguenza della fiducia al minimo storico, dell'ulteriore riduzione del reddito reale disponibile, della restrizione dei prestiti e dell'aumento del risparmio precauzionale». E a banche salve, gli investimenti crolleranno dell'otto per cento per via del difficile accesso al credito. Staremo pure «parlando di dati in linea con le previsioni che potevano esserci per quest'anno», come dice il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, ma la cosa non rincuora. Niente panico però, «mantenere la calma» dice Squinzi: «In questo momento il Paese deve essere unito, solidale e determinato». «Le imprese italiane non mollano», aggiunge l'industriale chimico, ma «da soli non ce la possiamo fare, perché oggi la sfida non è più tra Paesi ma tra grandi aree economiche». Per questo Squinzi confida in Mario Monti, impegnato fino a oggi a Bruxelles, «che grazie alla sua competenza, autorevolezza e indipendenza di giudizio sia in grado di parlare alla pari, e di farsi ascoltare dai partner europei» su riforme e crescita. Soprattutto sarà in grado di tenere testa e farsi ascoltare «dai tedeschi, che sembrano i più recalcitranti». Un derby decisivo, quello tra Italia e Germania in campo europeo. In casa però la situazione è drammatica: «Non siamo in guerra. Ma i danni economici fin qui provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto». E ad essere colpite «sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia: l'industria manifatturiera e le giovani generazioni. Quelle da cui dipende il futuro del Paese». E poi c'è la recessione già in corso, dalla quale «non usciremo tanto rapidamente». In questo scenario si aggiunge una riforma del Lavoro, quella licenziata mercoledì con quattro fiducie alla Camera, che Confindustria ritiene insufficiente. «Noi non siamo assolutamente contenti del risultato della riforma del lavoro», dice Squinzi: «Ora si metta mano ad un aggiustamento nel senso più costruttivo soprattutto per le nostre imprese». Ieri l'industriale doveva trovarsi faccia a faccia con la ministra Fornero e i segretari dei sindacati confederali a Milano, per un appuntamento dal titolo “La crisi in Italia”. L'incontro è saltato, la Fornero ha disdetto l'appuntamento e anche la Camusso non ha potuto partecipare. Il sindacato di Corso Italia ha già espresso le sue riserve sulla riforma con manifestazioni di piazza e altre iniziative, mentre per la Cisl interviene il segretario Giorgio Santini, che sottolineea i «limiti» delle politiche del governo, «basate sul solo, pur necessario, risanamento dei conti pubblici, se non accompagnate da politiche di sostegno alla domanda», come gli «investimenti» e «la redistribuzione del carico fiscale a favore di famiglie, lavoratori e pensionati». Che la necessaria politica del risanamento abbia impoverito l'Italia lo dice pure Giovanni Nottola, procuratore generale della Corte dei Conti, che parla di un intervento «avvenuto a prezzo di pesanti sacrifici, soprattutto a danno delle classi medio-basse, e di un appesantimento della pressione fiscale». Come in guerra. L'ITALIAELACRISI L'INTERVISTA GIUSEPPECARUSO MILANO Il Commissario alla spending review, Enrico Bondi FOTO ANSA . . . Calo della domanda di beni pari al 4,3 % I consumi delle famiglie si riducono del 2,8% «Una campagna terroristica Ma nessuno sa niente» . . . «Non siamo in guerra Ma i danni provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto» Tagli a Province e statali: pronta nuova manovra Il Centro studi vede nero Pil 2012 a - 2,4%, entro il 2013 un milione e mezzo di posti di lavoro in meno GIUSEPPEVESPO MILANO . . . «Chiederemo a Monti di tagliare il miliardo e mezzo di consulenze» La decisione nel Cdm di martedì: toccherà anche farmaci, tribunali e scorte Dal primo luglio più cari gas e luce Taglia che ti passa. Nell'Italia boccheggiante della crisi, il solo modo con cui il governo può tenere in ordine i conti pubblici sembra quello del taglio selvaggio, disciplina meglio nota con il nome anglosassone e rassicurante (o forse semplicemente poco comprensibile) di spending review. SETTORI Sotto la scure finirà un po' di tutto, dalle Province ai tribunali, passando per le questure. Ne sapremo di più forse già domenica sera, giorno della finale dei campionati europei di calcio, ma soprattutto della riunione che a Palzzzo Chigi deciderà della futura spesa pubblica del paese. La data è incerta perché dipenderà dal vertice europeo. Se le cose andranno bene, allora la riunione potrebbe slittare a martedì. Se invece Angela Merkel sarà teutonicamente implacabile, ecco che Palazzo Chigi aprirà le porte la domenica sera. Lo stesso discorso vale per la cifra finale che dovrà essere risparmiata in modo da mettere in sicurezza i conti pubblici. Al summit parteciperanno Mario Monti ed il suo alter ego economico Vittorio Grilli, il ministro del Tesoro Piero Giarda, quello della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e naturalmente mister spending review, al secolo Enrico Bondi. L'obiettivo dichiarato è quello di blindare i conti pubblici italiani, costi quel che costi, è proprio il caso di dire. La riunione dovrebbe portare ad avere tagli per 10-13 miliardi di euro all'anno, mentre per il secondo bimestre di questa stagione dovremmo arrivare a circa 6-7 miliardi. Uno dei territori di caccia preferiti per il risparmio virtuoso sarà quello del Consip, la società che di fatto è la centrale acquisti per la pubblica amministrazione. Enrico Bondi si è messo in testa di ridurre le spese per una cifra compresa tra i i cinque miliardi e i sette miliardi nel 2012, trenta nel triennio. A dargli manforte troverà il ministro della Sanità Renato Balduzzi, fermo sostenitore di una revisione della filiera dei costi dei farmaci per le Aziende sanitarie locali e per gli ospedali che dovrebbe portare ad un risparmio di almeno 300 milioni di euro nel 2012. Ma una delle partite più importanti si giocherà sulle Province, vale a dire su una delle gambe su cui si regge la classe politica italiana. Il numero dei tagli dipenderà molto dall'esito del vertice di Bruxelles: potrebbero essere “solo” venti le Province in meno, ma potrebbero addirittura arrivare a quaranta. INTERNI Uno dei ministeri più colpiti dai tagli sarà il Viminale, dove Anna Maria Cancellieri darà il via ad una spending review in grado di far risparmiare almeno 200 milioni di euro. Al momento i punti fermi sarebbero rappresentati dal blocco delle assunzioni di 1.500 tecnici della polizia, dalla creazione di una centrale unica degli acquisti, dalla riduzione del parco auto della polizia e dalla rinegoziazione dei canoni di affitto degli uffici in uso al ministero. Ma il progetto più importante riguarda la creazione di trenta super prefetture, dipendenti non più dal governo, ma direttamente dallo Stato e che sostituiranno le troppe prefetture presenti in questo momento sul territorio. Un altro settore ad essere colpito sarà quello dei tribunali, attraverso una revisione delle circoscrizioni ed una riduzione degli uffici del giudice di pace. Ma soprattutto verranno soppressi almeno 33 piccoli tribunali, il cui apporto è giudicato non particolarmente influente per via dello scarso carico di lavoro. Tagli ci saranno anche tra gli uomini addetti alle scorte. Ad oggi sono circa 500 le persone sotto protezione, per le quali lo Stato mette a disposizione crica 2.000 uomini tra forze dell'ordine e militari. Ci sarà una revisione in questo senso, anche se al momento non è possibile conoscere i dettagli dell'operazione. Il riordino della spesa riguarderà poi in generale tutti gli statali, con possibili pensionamenti forzati per gli over 60, la conferma del blocco del turn-over e la riduzione di consulenze e piante organiche degli uffici. Intanto arrivano gli aumenti di luce e gas. Bollette più care dal primo luglio. I prezzi dell'energia elettrica per le famiglie e i piccoli consumatori serviti in tutela, resteranno sostanzialmente invariati (+0,2%) mentre per il gas è previsto un aumento del 2,6%. RossanaDettori Il segretariodellaFp-Cgil: «Bastacon il terrorismo mediaticoedelgoverno Serveunconfrontosulla revisionedellaspesasennò si tornaai tagli lineari» 6 venerdì 29 giugno 2012
MOVIMENTI NELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI Le immobilizzazioni immateriali sono pari ad Euro 201.687,30 e sono dettagliate nel prospetto seguente che evidenzia i movimenti delle stesse per classi omogenee: Costi di impianto e ampliamento: Costi editoriali, Lavori di Spese Sistema di informazione Ristrutturazione Spese di Licenze informatico e comunicazione: Movimenti su beni di terzi costituzione e marchi interno Sito Web TOTALE Costo Storico 109.155,00 676,00 154.231,32 37.683,00 385.141,60 686.886,92 Ammortamenti Precedenti 18.196,14 (405,60) (94.380,38) (7.536,60) (330.394,03) (450.912,75) Valore al 31/12/2010 90.958,86 270,40 59.850,94 30.146,40 54.747,57 235.974,17 Acquisizioni dell'esercizio - - 16.773,21 7.200,00 88.800,00 112.773,21 Giroconti dell'esercizio - - Alienazioni dell'esercizio - - - Rivalutazioni dell'esercizio - - - - Ammortamenti dell'esercizio (18.196,14) (135,20) (51.124,32) (8.976,60) (68.627,82) (147.060,08) Svalutazioni dell'esercizio - - - - Valore al 31/12/2011 72.762,72 135,20 25.499,83 28.369,80 74.919,75 201.687,30 I “costi di impianto e di ampliamento” ed i “costi editoriali, di informazione e comunicazione” sono stati iscritti nelle immobilizzazioni immateriali in quanto estendono la loro utilità per un periodo di tempo di durata pluriennale. Tali immobilizzazioni sono state ammortizzate utilizzando i seguenti criteri: ??le spese relative ai lavori di ristrutturazione su beni di terzi sono state ammortizzate in sei anni sulla base della durata del contratto di locazione e si riferiscono agli uffi ci di Via del Tritone; ??le spese di costituzione e le spese del sistema informatico interno sono ammortizzate ai sensi dell'art. 2426 c.c. per un periodo di cinque anni; ??le spese per marchi e licenze vengono ammortizzati in un periodo non superiore a tre anni, compreso quello nel quale sono stati sostenuti, in base alla loro presumibile utilizzazione economica; ??le spese per il sito web vengono ammortizzati in un periodo non superiore a tre anni, compreso quello nel quale sono stati sostenuti, in base alla loro presumibile utilizzazione economica. IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Le immobilizzazioni materiali sono pari ad Euro 219.925,58 e sono dettagliate nel prospetto seguente che evidenzia i movimenti delle stesse per classi omogenee: Impianti Movimenti e attrezzature Macchine Mobili tecniche per Uffi cio e arredi Automezzi TOTALI Costo Storico 236.515,08 207.140,63 207.891,45 - 651.547,16 Ammortamenti Precedenti (145.038,87) (151.231,03) (125.511,53) - (421.781,43) Valore al 31/12/2010 91.476,21 55.909,60 82.379,92 0,00 229.765,73 Acquisizioni dell'esercizio 31.394,33 25.048,90 10.171,20 45.000,00 111.614,43 Giroconti dell'esercizio - - - Alienazioni dell'esercizio - (1.613,85) - - (1.613,85) Rivalutazioni dell'esercizio - - - - Ammortamenti dell'esercizio (47.741,75) (40.026,81) (20.822,17) (11.250,00) (119.840,73) Svalutazioni dell'esercizio - - - - Valore al 31/12/2011 75.128,79 39.317,84 71.728,95 33.750,00 219.925,58 Gli ammortamenti sono calcolati con riferimento al costo, eventualmente rivalutato, ad aliquote costanti, basate sulla durata della vita utile e della utilizzazione dei beni. Le aliquote applicate per la determinazione delle quote di ammortamento sono le seguenti: ??impianti e attrezzature tecniche (Impianti Telefonici) aliquota del 15% ??impianti e attrezzature tecniche (Impianto allarme) aliquota del 30% ??impianti e attrezzature tecniche (Impianti Diversi) aliquota del 20% ??macchine elettroniche di uffi cio aliquota del 20% ??Mobili e arredi aliquota del 12% ??Automezzi aliquota del 25% ??Beni inferiori 516 euro di tutte le categorie aliquota del 100% CONSISTENZA DELLE ALTRE VOCI DELL'ATTIVO E DEL PASSIVO ATTIVITÀ IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE Descrizione Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2011 Partecipazioni in imprese: - Eventi Italia Srl 263.328,00 3.273,00 - 266.601,00 - Eventi Italia Feste Srl 26.318,00 2.002,00 - 28.320,00 Crediti fi nanziari esigibili oltre l'esercizio successivo 207.128,00 138.750,00 - 345.878,00 TOTALE 496.774,00 144.025,00 - 640.799,00 Partecipazioni in Imprese La voce, pari ad Euro 294.921,00, è costituita dalla partecipazione in due società, e più precisamente: ??Eventi Italia S.r.l. con socio unico con sede in Roma, Via di Sant'Andrea delle Fratte n. 16, Capitale Sociale di Euro 196.000. Patrimonio Netto al 31/12/2011 di €. 266.601, utile dell'esercizio 2011 Euro 3.273. Tale Società è partecipata, alla data del 31/12/2011, nella misura del 100%. La partecipazione è valutata in base al Patrimonio Netto. ??Eventi Italia Feste S.r.l. con socio unico con sede in Roma, Via di Sant'Andrea delle Fratte n.16, Capitale Sociale di Euro 26.000. Patrimonio Netto al 31/12/2011 di Euro 28.320, utile dell'esercizio 2011 Euro 2.002. Tale Società è partecipata, alla data del 31/12/2011, nella misura del 100%. La partecipazione è valutata in base al Patrimonio Netto. Crediti Finanziari esigibili oltre l'esercizio successivo La voce è costituta dalle seguenti cauzioni: - a favore di Democrazia è Libertà La Margherita per il contratto di locazione dei locali in Roma Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16 pari ad Euro 207.128,00 con scadenza 31/01/2019; - a favore di ICAL S.p.A. per il contratto di locazione dei locali in Roma Via Tomacelli n. 146 pari ad Euro 138.750,00 con scadenza 31/12/2017. CREDITI: Tale voce, pari a complessivi Euro 6.310.653,52, si suddivide in crediti correnti per Euro 3.948.276,40 e crediti esigibili oltre l'esercizio successivo per Euro 2.362.377,12 come di seguito dettagliati. Crediti Correnti Descrizione Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2011 Crediti per contributi elettorali 60.137.102,48 - 60.137.102,48 Crediti verso Società Partecipate 143.000,00 - 70.000,00 73.000,00 Crediti Diversi correnti 3.611.373,92 263.902,48 - 3.875.276,40 TOTALE 63.891.476,40 263.902,48 60.207.102,48 3.948.276,40 - Come illustrato in precedenza, i crediti per contributi elettorali sono stati azzerati, con contropartita a patrimonio netto, a seguito del cambio di criterio di contabilizzazione dei rimborsi elettorali. - I crediti verso Società Partecipate sono costituiti dalla quota residua di un fi nanziamento infruttifero erogato a favore di Eventi Italia Feste Srl nell'anno 2009 per Euro 73.000,00 per far fronte agli investimenti ed alle spese di gestione iniziali. - I crediti diversi correnti di complessivi Euro 3.875.276,40 sono così costituiti: ? Credito vs. strutture Regionali PD per anticipazioni 2.195.969,68 ? Fornitori c/anticipi 181.460,33 ? Crediti vs. INPS fondo tesoreria 1.305.007,42 ? Crediti vs. DL Margherita per recupero costi dipendenti distaccati 124.808,35 ? Altri depositi cauzionali 26.101,81 ? Altri crediti 41.928,81 Crediti Esigibili Oltre l'esercizio successivo Descrizione Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2011 Crediti per contributi elettorali 95.612.784,76 95.612.784,76 Crediti Diversi 3.962.271,28 1.599.894,16 2.362.377,12 TOTALE 99.575.056,04 97.282.678,92 2.362.377,12 - Come illustrato in precedenza, i crediti per contributi elettorali sono stati azzerati a seguito del cambio di criterio di contabilizzazione dei rimborsi elettorali. - I crediti diversi sono così costituiti esclusivamente dal credito verso le strutture Regionali PD per anticipazioni per complessivi Euro 2.362.377,12. ATTIVITÀ FINANZIARIE DIVERSE DALLE IMMOBILIZZAZIONI Tale voce non espone alcun valore e nell'anno non ha registrato movimentazioni. DISPONIBILITÀ LIQUIDE Descrizione Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2011 Depositi bancari e postali 19.059.830,67 5.052.796,08 - 24.112.626,75 Denaro e Valori in Cassa 5.021,66 2.165,66 - 7.187,32 TOTALE 19.064.852,33 5.054.961,74 - 24.119.814,07 RATEI ATTIVI E RISCONTI ATTIVI Descrizione Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2011 Risconti Attivi 341.237,67 974.900,96 - 1.316.138,63 TOTALE 341.237,67 974.900,76 - 1.316.138,63 La voce dei Risconti attivi è composta da costi a rilevazione anticipata relativi all'anno 2012 pagati nel 2011. Tali costi, per eff etto del principio di competenza, devono correttamente essere imputati all'esercizio successivo. PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO PATRIMONIO NETTO Descrizione Consistenza Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi al 31/12/2011 Avanzo Patrimoniale 168.825.331,77 148.522.917,51 20.302.414,26 Avanzo dell'esercizio - 3.237.165,77 3.237.165,77 Disavanzo dell'esercizio (42.896.476,88) 42.896.476,88 TOTALE 125.928.854,89 46.133.642,65 148.522.917,51 23.539.580,03 La riduzione registrata per la voce rispetto ai saldi del periodo precedente segue alla diversa tecnica di contabilizzazione dei contributi erogati dallo Stato a titolo di rimborsi elettorali; per maggiori dettagli si rimanda a quanto indicato nell'introduzione della nota integrativa e nelle singole sezioni interessate che includono i commenti sui criteri di valutazione adottati. ALTRI FONDI Descrizione Consistenza Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi al 31/12/2011 Fondo ex art. 3 Legge 157/99 5.082.827,18 2.898.707,10 6.587.753,14 1.393.781,14 Fondo per rischi ed oneri 80.000,00 - 80.000,00 TOTALE 5.162.827,18 2.898.707,10 6.667.753,14 1.393.781,14 La prima voce accoglie il fondo, con i relativi utilizzi, relativo all'accantonamento eff ettuato per le iniziative volte ad accrescere la partecipazione delle donne alla politica così come disposto dalla Legge 3 giugno 1999, n. 157, la quale stabilisce di destinare una quota non inferiore al 5% dei contributi elettorali ricevuti. In particolare, il fondo, oltre alla rettifi ca eff ettuata per cambio di contabilizzazione dei rimborsi elettorali pari a complessivi Euro 5.082.827,18 come illustrato in precedenza, è stato utilizzato nel periodo per € 1.504.925,96 ed è stato incrementato di € 2.898.707,10 pari all'accantonamento calcolato nella misura del 5% dei contributi elettorali del 2011 di €. 57.974.141,99, come già illustrato nella Relazione sulla gestione del Tesoriere. La seconda voce era costituita, alla data del 31/12/2010, dal fondo rischi relativo all'importo da corrispondere ai Democratici di Sinistra per il rimborso delle spese di utilizzo dell'immobile in Via Palermo n. 12 in cui il Partito ha stabilito alcuni uffi ci. Tale fondo, nell'anno 2011 è stato azzerato alla conclusione della trattativa con i DS essendo stati defi niti i reciproci obblighi contrattuali. TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO Il fondo copre interamente il trattamento di fi ne rapporto maturato, in base alla normativa vigente, a favore del personale in forza al 31/12/2011, pari a 190 unità. Il fondo esistente al 31/12/2011 è risultato pari a € 1.431.375,58. La composizione delle variazioni intervenute nell'esercizio sono di seguito indicate: - Fondo al 31/12/2010 972.284,35 - Accantonamento al fondo eff ettuato nell'esercizio 2011 497.144,70 - Accantonamento al fondo sui ratei di 14a, ferie e permessi non goduti 23.001,61 - Utilizzi del fondo - 57.147,59 - Imposta sostitutiva TFR - 3.906,49 - Fondo al 31/12/2011 1.431.375,58 DEBITI Tale voce, costituita esclusivamente dai debiti correnti, è pari a complessivi Euro 6.444.281,35 come di seguito dettagliati. Debiti correnti Descrizione Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2011 Debiti verso Fornitori 3.381.802,76 1.378.052,55 2.003.750,21 Debiti verso imprese partecipate 428.400,00 31.400,00 459.800,00 Debiti Tributari 499.005,52 35.471,17 463.534,35 Debiti vs. Istituti di Previdenza 760.330,88 103.633,59 863.964,47 Altri Debiti correnti 14.043.820,62 11.390.588,30 2.653.232,32 Totale Debiti Correnti 19.113.359,78 135.033,59 12.804.112,02 6.444.281,35 La voce degli altri debiti correnti pari a complessivi Euro 1.943.852,38 è così costituita: ??debiti verso La Margherita c/spese 255.018,43 ??debiti vs. personale dipendente ratei 14a e ferie/permessi non goduti maturati 1.151.256,21 ??altri debiti vs. strutture territoriali 204.874,87 ??debiti per rimborsi da erogare 377.045,84 ??debito verso la Lista Pannella 630.000,00 ??altri debiti 35.036,97 Totale debiti correnti 2.653.232,32 Debiti esigibili oltre l'esercizio successivo Descrizione Consistenza al 31/12/2010 Aumenti Decrementi Consistenza al 31/12/2011 Altri Debiti 32.657.810,14 - 32.657.810,14 Totale Deb.esig.oltre es.succ. 32.657.810,14 - 32.657.810,14 Come illustrato in precedenza, i debiti verso Strutture Regionali PD per retrocessione contributi elettorali elezioni regionali (al netto del 5%) sono stati azzerati, con contropartita a patrimonio netto, a seguito del cambio di criterio di contabilizzazione dei rimborsi elettorali. RATEI E RISCONTI PASSIVI Tale voce non espone alcun valore e nell'anno non ha registrato movimentazioni. CONTI D'ORDINE Si rilevano fi dejussioni per complessivi Euro 570.256,00 rilasciate nell'anno 2010 a garanzia: a) del contratto di locazione dei locali di Via Sant' Andrea delle Fratte n. 16 per Euro 414.256,00 con scadenza 31/01/2019; b) del contratto di locazione dei locali di Via del Tritone n. 169 per Euro 156.000,00 con scadenza 31/12/2015. Si rileva, inoltre, un pegno sul conto corrente bancario accesso presso la Banca Popolare di Milano per Euro 1.000.000,00 a garanzia di un fi nanziamento erogato dalla medesima banca a favore della Società Nuove Iniziative Editoriali Spa. IMPEGNI NON RISULTANTI DALLO STATO PATRIMONIALE Alla data del 31/12/2011 non vi sono impegni che non risultano esposti nello Stato Patrimoniale. PROVENTI E ONERI STRAORDINARI Si registrano proventi straordinari per Euro 237.758,09 ed oneri straordinari per Euro 615.884,30. Le sopravvenienze attive più rilevanti e pari, complessivamente, a € 224.506,30 sono relative al ribaltamento di costi in capo alle Unioni regionali di cosi di trasporto relativi all'anno 2010 e anticipati dalla sede nazionale. Le sopravvenienze passive si riferiscono a costi dell'esercizio 2010 contabilizzati nell'esercizio 2011, successivamente alla chiusura del rendiconto al 31/12/2010. ALTRE INFORMAZIONI - Non esistono immobilizzazioni possedute fi duciariamente da terzi. - Nello Stato Patrimoniale non sono iscritti crediti e debiti di durata residua superiore a cinque anni. - Non sono iscritti debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali. - Non si è imputato alcun onere fi nanziario ai valori iscritti nell'attivo dello Stato Patrimoniale. - Alla data del 31 dicembre 2011 l'organico del personale dipendente è così costituito: • n. 17 giornalisti con le seguenti qualifi che, un direttore, 8 capo redattori, 1 Vice Capo redattore, 2 Vice Capo servizio e 6 redattori ordinari, di cui 13 assunti con contratto a tempo indeterminato e 4 a tempo determinato; • n. 173 dipendenti suddivisi nelle seguenti categorie: n 165 impiegati amministrativi a tempo pieno di cui n. 156 assunti con contratto a tempo indeterminato e 9 a tempo determinato; n. 3 impiegati amministrativi part time assunti con contratto a tempo indeterminato; 5 autisti a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato; • n. 7 collaboratori di cui un collaboratore iscritto alla gestione separata dei giornalisti; • n. 1 borsa studio. Firmato Il Tesoriere (On.le Antonio Misiani) RELAZIONE DI REVISIONE ai sensi dell'art. 8, comma 12, legge 2 gennaio 1997, n. 2 al bilancio chiuso al 31 dicembre 2011 Questo Organo nel corso del 2011 ha svolto la funzione di vigilanza e non ha rilevato né irregolarità né criticità. Rientrando tra i soggetti di cui all'art. 8, comma 1, della Legge 2 gennaio 1997, n. 2, il Partito ha redatto il rendiconto di esercizio comunicandolo, attraverso il Tesoriere, a questo Organo unitamente ai prospetti e agli allegati di dettaglio, oltre alla relazione sulla gestione: il tutto secondo gli schemi imposti dalle disposizioni di legge vigenti in materia, e precisamente: • rendiconto dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2011; • nota integrativa; • relazione del Tesoriere sulla gestione; • bilanci delle società partecipate. Tutti i documenti rifl ettono li schemi di cui all'allegato A, all'allegato B e all'allegato C dell'art. 8, rispettivamente commi 1, 2, 3, Legge 2 gennaio 1997, n. 2; i libri contabili risultano regolarmente tenuti; i bilanci delle società partecipate sono stati approvati dalle rispettive Assemblee. I documenti messi a disposizione hanno generato un fl usso di informazioni sui fatti gestionali tali da non creare dubbi sulla loro corretta rappresentazione. Come emerge dalla relazione sul bilancio del Partito Democratico, presentata dalla PricewaterhouseCoopers, il bilancio è conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, adottando i criteri di valutazione indicati nella nota integrativa. Per quanto riguarda l'iscrizione e il mantenimento nell'attivo di attività immateriali, questo Organo ha preso atto della stimata futura utilità che il Partito si attende. Tra i proventi sono iscritti contributi dello Stato per il rimborso di spese elettorali ammontanti ad € 57.974.141,99. Con riferimento a quanto stabilito dal terzo comma dell'art. 4 della Legge 18 novembre 1981, n. 659, e successive modifi cazioni ed integrazioni, si precisa che il Partito Democratico, pur avendo ricevuto contribuzioni per un importo complessivo di Euro 5.580.310,44, non ha registrato contribuzioni per le quali è previsto l'obbligo di presentare la “Dichiarazione congiunta”, in quanto i contributi esposti nel conto economico del rendiconto sono determinati da una serie di contribuzioni di soggetti diversi inferiori al limite di legge pari ad Euro 50.000,00. Quanto al risultato, il documento espone un avanzo pari ad € 3.237.165,77 che attinge ai seguenti aggregati dello stato patrimoniale e del conto economico. STATO PATRIMONIALE ATTIVITÀ 32.809.018,10 Patrimonio netto al netto del risultato d'esercizio 23.539.580,03 DEBITI E FONDI 9.269.438,07 AVANZO DI ESERCIZIO 3.237.165,77 CONTO ECONOMICO PROVENTI GESTIONE CARATTERISTICA 63.554.452,43 ONERI GESTIONE CARATTERISTICA 60.021.544,18 RISULTATO ECONOMICO DELLA GESTIONE CARATTERISTICA 3.532.908,25 PROVENTI E ONERI FINANZIARI (netti) 77.108,73 RETTIFICHE DI VALORE 5.275,00 PROVENTI E ONERI STRAORDINARI (378.126,21) AVANZO DI ESERCIZIO 3.237.165,77 Non esistono riserve rispetto alla impostazione data al bilancio né alla rappresentazione dei fatti di gestione. Il rendiconto del Partito Democratico è dunque redatto secondo le vigenti disposizioni. Roma, 21 giugno 2012 Firmato Prof. Livia Salvini - Prof. Massimo Basilavecchia Dott.ssa Maria Luisa Cantaroni Prof. Gianfranco Rusconi - Prof. Avv. Marco Ventoruzzo EVENTI ITALIA S.R.L. CON SOCIO UNICO Sede Sociale: Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16 - Roma Capitale Sociale: €. 196.000,00 interamente sottoscritto e versato Iscritta al Registro delle Imprese del Tribunale di Roma al n. 10015971004 Cod. Fisc. e Partita IVA: 10015971004 – Numero REA: 1203711 BILANCIO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 - STATO PATRIMONIALE (Importi espressi in unità di Euro) Attivo 31-12-2011 31-12-2010 A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti Parte richiamata Parte da richiamare - Totale crediti verso soci per versamenti ancora dovuti (A) - B) Immobilizzazioni I - Immobilizzazioni immateriali Valore lordo 283.206 274.456 Ammortamenti (215.800) (160.033) Svalutazioni - Totale immobilizzazioni immateriali 67.406 114.423 II - Immobilizzazioni materiali Valore lordo 147.968 137.551 Ammortamenti (54.409) (35.036) Svalutazioni - Totale immobilizzazioni materiali 93.559 102.515 III - Immobilizzazioni fi nanziarie Crediti a) di partecipazioni - b) di immobilizzazioni fi nanziarie che non costituiscono partecipazioni - c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - Totale svalutazioni - Totale delle rettifi che di valore di attività fi nanziarie (18 - 19) - E) Proventi e oneri straordinari: 20) proventi plusvalenze da alienazioni i cui ricavi non sono iscrivibili al n 5 - Diff erenza da arrotondamento all'unità di Euro - altri - 208 Totale proventi - 208 21) oneri minusvalenze da alienazioni i cui eff etti contabili non sono iscrivibili al n 14 - imposte relative ad esercizi precedenti - Diff erenza da arrotondamento all'unità di Euro - altri 5.600 440 Totale oneri 5.600 440 Totale delle partite straordinarie (20 - 21) (5.600) (232) Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D + - E) 33.327 (20.954) 22) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, diff erite e anticipate Imposte correnti (30.054) (11.115) Imposte diff erite - Imposte anticipate - proventi (oneri) da adesione al regime di consolidato fi scale/trasparenza fi scale - Totale delle imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, diff erite e anticipate (30.054) (11.115) 23) Utile (perdita) dell'esercizio 3.273 (32.069) Roma, 28 marzo 2012 Firmato Il Presidente del Consiglio di Amministrazione (Lino Paganelli) EVENTI ITALIA S.R.L. CON SOCIO UNICO Nota Integrati va al bilancio dell'esercizio chiuso al 31/12/2011 redatto in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c. Premessa Il seguente bilancio è conforme al dettato degli articoli 2423 e seguenti del Codice civile, come risulta dalla presente nota integrativa, redatta ai sensi dell'articolo 2427 del Codice civile, che costituisce, ai sensi e per gli eff etti dell'articolo 2423, parte integrante del bilancio d'esercizio. Il bilancio del presente esercizio è stato redatto in forma abbreviata in conformità alle disposizioni di cui all'art. 2435 - bis del Codice Civile, in quanto ricorrono i presupposti previsti dal comma 1 del predetto articolo. Inoltre, la presente nota integrativa riporta le informazioni richieste dai numeri 3) e 4) dell'art. 2428 c.c. e, pertanto, non si è provveduto a redigere la relazione sulla gestione ai sensi dell'art. 2435 - bis, comma 7 del Codice Civile. I criteri di valutazione adottati sono quelli previsti dagli artt. 2423 bis e 2426 codice civile e non sono variati rispetto all'anno precedente, non essendosi verifi cati casi eccezionali che abbiano reso necessario il ricorso a deroghe di cui agli artt. 2423 bis, secondo comma e 2423, quarto comma del Codice Civile. Ove applicabili sono stati, altresì, osservati i principi e le raccomandazioni pubblicati dagli organi professionali competenti in materia contabile, al fi ne di dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, fi nanziaria ed economica. Le voci dell'Attivo e del Passivo appartenenti a più voci dello Stato patrimoniale sono specifi catamente richiamate. La Società si é costituita in data 20 maggio 2008 con lo scopo di organizzare eventi e manifestazioni per conto terzi, successivamente, in data 26 novembre 2008 la Società ha modifi cato il proprio oggetto sociale svolgendo quale attività quella di editore per la diff usione di testate giornalistiche, radiofoniche, televisive e comunque di qualsiasi mezzo abilitato a diff ondere notizie e/o comunicazioni anche di natura pubblicitaria concentrandosi sull'attività di diff usione via satellite e via web del canale televisivo “YOUDEM.TV”. Pertanto, l'esercizio 2011 si riferisce al quarto anno di attività della Società ed al secondo relativo all'attività televisiva. L'esercizio 2011 si è caratterizzato, principalmente, dalla fi ne della riorganizzazione societaria iniziata nel 2010 ed in particolare dal completamento dell'organico del personale dipendente, dall'adeguamento dei contratti e dal cambio di alcuni fornitori. Criteri di redazione Conformemente al disposto dell'articolo 2423 bis del Codice Civile, nella redazione del bilancio si è provveduto a: - valutare le singole voci secondo prudenza ed in previsione di una normale continuità aziendale, nonché tenendo conto della funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo considerato; - includere i soli utili eff ettivamente realizzati nel corso dell'esercizio; - determinare i proventi ed i costi nel rispetto della competenza temporale, ed indipendentemente dalla loro manifestazione fi nanziaria; - comprendere tutti i rischi e le perdite di competenza, anche se divenuti noti dopo la conclusione dell'esercizio; - considerare distintamente, ai fi ni della relativa valutazione, gli elementi eterogenei inclusi nelle varie voci del bilancio; - mantenere immutati i criteri di valutazione adottati rispetto al precedente esercizio. Criteri di valutazione I criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio, esposti di seguito, sono conformi a quanto disposto dall'art. 2426 del Codice Civile. Accanto all'importo di ogni voce dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico è stato riportato l'ammontare corrispondente dell'esercizio precedente; la mancata indicazione nel bilancio e nella nota integrativa dei valori e/o delle notizie richieste dall'art. 2427 cod. civ. o da altre disposizioni di legge corrisponde alla inesistenza in bilancio delle voci relative. Premesso quanto sopra, si riassumono, di seguito, i più signifi cativi criteri di valutazione cui si è fatto ricorso per la redazione del bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2011: Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali sono iscritte al costo di acquisto o di produzione interna, inclusi tutti gli oneri accessori di diretta imputazione, e sono sistematicamente ammortizzate in quote costanti in relazione alla residua possibilità di utilizzazione del bene, con indicazione in forma esplicita degli ammortamenti e delle svalutazioni eff ettuate. Le spese di impianto e di ampliamento che si presume abbiano un eff etto anche per gli esercizi futuri vengono ammortizzate in un periodo di cinque anni compreso quello nel quale sono state sostenute. Le altre immobilizzazioni immateriali presenti in bilancio sono costituite dalla capitalizzazione di costi per: • spese per la realizzazione della Piattaforma YOUDEM.TV (Euro 87.550); tali costi sono ammortizzati ripartendo il costo in cinque esercizi; • spese per la realizzazione degli Studi Televisivi su immobili di terzi (Euro 189.800); tali costi sono ammortizzati ripartendo il costo in cinque esercizi; • spese per l'acquisto del programma di contabilità (Euro 600); tale costo è ammortizzato ripartendolo in cinque esercizi. Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, inclusi tutti i costi e gli oneri accessori di diretta imputazione, con indicazione in forma esplicita degli ammortamenti e delle svalutazioni eff ettuate. Il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo è sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio sulla base di aliquote economico-tecniche determinate in relazione alla residua possibilità di utilizzazione. Sono state applicate le seguenti aliquote che rispecchiano il risultato dei piani di ammortamento tecnici, confermate dalle realtà aziendali e ridotte del 50% in caso di acquisizioni nell'esercizio, in quanto ritenute rappresentative dell'eff ettivo deperimento: • impianti e macchinari specifi ci aliquota del 10% • macchine elettroniche di uffi cio aliquota del 15% • mobili e arredi uffi cio aliquota del 12% • Beni ammortizzabili < 516,46 aliquota del 100% Crediti I crediti dell'attivo circolante sono iscritti al valore di presunto realizzo. Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono esposte al loro valore nominale. Ratei e risconti I ratei e i risconti sono stati iscritti sulla base del principio della competenza economica. Patrimonio netto Il Capitale Sociale è iscritto al valore nominale delle quote sottoscritte e versate dai soci, alla data di chiusura dell'esercizio. Le altre poste del patrimonio netto sono indicate al valore nominale. TFR Il trattamento di fi ne rapporto di lavoro subordinato è iscritto nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente e corrisponde all'eff ettivo impegno della Società nei confronti dei singoli dipendenti alla data di chiusura del bilancio, dedotte le anticipazioni corrisposte. Debiti I debiti sono indicati tra le passività in base al loro valore nominale. Impegni, garanzie e rischi Sono esposti al loro valore contrattuale in calce allo Stato Patrimoniale, secondo quanto stabilito dal terzo comma dell'articolo 2424 del Codice Civile. Costi e ricavi Sono esposti secondo il principio della prudenza e della competenza economica. Imposte Le imposte correnti sono calcolate secondo i principi e le regole previste dalla normativa fi scale vigente. In base al principio della prudenza e della ragionevole certezza di recupero, da verifi carsi in relazione alla capienza dei redditi imponibili attesi, non sono iscritte in bilancio attività per imposte anticipate, né tanto meno potenziali proventi relativi ai benefi ci fi scali potenziali derivanti dalle perdite fi scali riportabili a nuovo. Non si segnalano passività da iscrivere in bilancio per imposte diff erite. INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE ATTIVO Immobilizzazioni immateriali e materiali Immobilizzazioni Immateriali Le immobilizzazioni immateriali di €. 67.406 (+ 47.017) sono costituite come di seguito indicato, avendo subito le seguenti movimentazioni: Costi di impianto e di ampliamento Altre immobilizzazioni immateriali Costi per Realizzazione Realizzazione Costituzione Piattaforma Studi Programma Movimenti Società Youdem.tv Televisivi di contabilità TOTALI Costo Storico 5.256 87.550 181.050 -600 274.456 Fondo Ammortamento 3.153 52.530 104.230 -120 160.033 Valore al 31/12/2010 2.103 35.020 76.820 480 114.423 Acquisizioni dell'eserc. 8.750 8.750 Giroconti e arrot. dell'eserc. (1) (1) Alienazioni dell'eserc. Rivalutazioni dell'eserc. esigibili entro l'esercizio successivo - esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale crediti - Altre immobilizzazioni fi nanziarie - Totale immobilizzazioni fi nanziarie Totale immobilizzazioni (B) 160.965 216.938 C) Attivo circolante I - Rimanenze Totale rimanenze - II - Crediti esigibili entro l'esercizio successivo 362.889 252.715 esigibili oltre l'esercizio successivo 71.640 71.640 Totale crediti 434.529 324.355 III - Attività fi nanziarie che non costituiscono immobilizzazioni - Totale attività fi nanziarie che non costituiscono immobilizzazioni - IV - Disponibilità liquide Totale disponibilità liquide 67.954 58.337 Totale attivo circolante (C) 502.483 382.692 D) Ratei e risconti Totale ratei e risconti (D) 112.827 20.667 Totale attivo 776.275 620.297 Passivo 31-12-2011 31-12-2010 A) Patrimonio netto I - Capitale. 196.000 196.000 II - Riserva da soprapprezzo delle azioni - III - Riserve di rivalutazione. - IV - Riserva legale. 60 60 V - Riserve statutarie - VI - Riserva per azioni proprie in portafoglio - VII - Altre riserve, distintamente indicate - Versamento Soci in c/capitale 67.269 100.000 Totale altre riserve - VIII - Utili (perdite) portati a nuovo - (662) IX - Utile (perdita) dell'esercizio 3.273 (32.069) Totale patrimonio netto 266.602 263.329 B) Fondi per rischi e oneri Totale fondi per rischi ed oneri - C) Trattamento di fi ne rapporto di lavoro subordinato 34.703 15.779 D) Debiti esigibili entro l'esercizio successivo 474.970 341.189 esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale debiti 474.970 341.189 E) Ratei e risconti Totale ratei e risconti - Totale passivo 776.275 620.297 Conti d'ordine 31-12-2011 31-12-2010 Rischi assunti dall'impresa Fideiussioni a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale fi deiussioni - Avalli a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale avalli - Altre garanzie personali a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale altre garanzie personali - Garanzie reali a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale garanzie reali - Altri rischi crediti ceduti pro solvendo - altri - Totale altri rischi - Totale rischi assunti dall'impresa - Impegni assunti dall'impresa Totale impegni assunti dall'impresa - Beni di terzi presso l'impresa merci in conto lavorazione - beni presso l'impresa a titolo di deposito o comodato - beni presso l'impresa in pegno o cauzione - altro - Totale beni di terzi presso l'impresa - Altri conti d'ordine Totale altri conti d'ordine - Totale conti d'ordine - Conto economico 31-12-2011 31-12-2010 A) Valore della produzione: 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni 1.875.000 1.862.000 2) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e fi niti - 3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione - 4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni - 5) altri ricavi e proventi contributi in conto esercizio - altri - Totale altri ricavi e proventi - Totale valore della produzione 1.875.000 1.862.000 B) Costi della produzione: 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 4.248 3.487 7) per servizi 926.497 794.562 8) per godimento di beni di terzi 451.891 711.856 9) per il personale: a) salari e stipendi 287.375 214.297 b) oneri sociali 70.622 56.552 c) trattamento di fi ne rapporto 18.991 13.069 d) trattamento di quiescenza e simili - e) altri costi - 2.800 Totale costi per il personale 376.988 286.718 10) ammortamenti e svalutazioni: a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 55.766 54.891 b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali 19.373 15.094 c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni - d) svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide - Totale ammortamenti e svalutazioni 75.139 69.985 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci - 12) accantonamenti per rischi - 13) altri accantonamenti - 14) oneri diversi di gestione 1.369 16.162 Totale costi della produzione 1.836.132 1.882.770 Diff erenza tra valore e costi della produzione (A - B) 38.868 (20.770) C) Proventi e oneri fi nanziari: 15) proventi da partecipazioni da imprese controllate - da imprese collegate - altri - Totale proventi da partecipazioni - 16) altri proventi fi nanziari: a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni da imprese controllate - da imprese collegate - da imprese controllanti altri - Totale proventi fi nanziari da crediti iscritti nelle immobilizzazioni - b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni - c) da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - d) proventi diversi dai precedenti da imprese controllate - da imprese collegate - da imprese controllanti - altri 59 55 Totale proventi diversi dai precedenti 59 55 Totale altri proventi fi nanziari 59 55 17) interessi e altri oneri fi nanziari a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - altri - 7 Totale interessi e altri oneri fi nanziari - 7 17-bis) utili e perdite su cambi - Totale proventi e oneri fi nanziari (15 + 16 - 17 + - 17-bis) 59 48 D) Rettifi che di valore di attività fi nanziarie: 18) rivalutazioni: a) di partecipazioni - b) di immobilizzazioni fi nanziarie che non costituiscono partecipazioni c) di titoli iscritti all'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - Totale rivalutazioni - 19) svalutazioni: RENDICONTO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 16 venerdì 29 giugno 2012
Dev'essere in giorni come questi che sacerdoti di frontiera come don Tonino Palmese, da pochi giorni nominato vicario del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, da anni referente di Libera per la Campania, afferrano con compiutezza il senso della loro «doppia militanza»: nell'esercito di Dio e in quello dell'antimafia civile. «Perché - spiega lui - siamo di fronte a un passaggio epocale, detto senza alcuna retorica. Il riconoscimento del martirio di don Pino Puglisi è una notizia straordinaria, che pone Benedetto XVI nel novero dei grandi Pontefici di Santa Romana Chiesa». In effetti, l'omicidio del sacerdote di Brancacciovienecatalogatocome«attocompiuto inodioalla fede». «Ed è proprio questo il passaggio fondamentale. Si sancisce in maniera inequivocabile che non esisteva alcuna distinzione tra l'essere e l'agire di don Pino Puglisi. Significa che la Chiesa si è lasciata definitivamente alle spalle i tempi in cui pronunciava con imbarazzo la parola mafia». Efaunasceltadicampoirreversibile:è così? «Esatto. Con le motivazioni della causa di beatificazione di don Puglisi essa stabilisce che il comportamento mafioso è un atteggiamento contrario alla dignità della vita e a Dio stesso. Gli assassini hanno compiuto un delitto contro la verità e la giustizia. E questo, me lo lasci dire, evita per sempre ogni forma di schizofrenia: il vivere la militanza antimafia e il credere diventano la stessa cosa». Tra i moventi dell'omicidio fu preso in considerazioneanchequellodelsegnalelanciatodaCosaNostraaquellapartedellegerarchieecclesiastichecontrarieaogniformaditrattativaconimafiosi. Nel ‘93 non erano pochi i sacerdoti attestati sulla linea della «dissociazione»,prodromicaaduneventuale«patto». «Sì, e così. Però io preferisco la linea del martirio di don Puglisi. Si tratta del primo religioso martire per ragioni di mafia nella storia della Chiesa. Si eleva agli onori degli altari un modello di comportamento cristiano: e questo fa giustizia di tutte le zone d'ombra e di ambiguità, ponendo la Chiesa romana in primissima linea nella lotta alle mafie. Chi toglie i bambini dalla strada, chi ha il coraggio di sbarrare la porta della propria parrocchia ai malacarne, chi si rifiuta di scendere a qualsiasi forma di compromesso con la cultura della violenza e della sopraffazione entra nel novero dei grandi esempi di fede cristiana. È la sintesi perfetta tra l'essere credente e l'agire». Ci sarà qualche mafioso devoto in meno… «Può darsi: questa causa di beatificazione mette automaticamente fuori dalla comunità dei credenti boss e picciotti. Ognuno ha i propri percorsi individuali di fede: ora però c'è un ulteriore atto ufficiale che stabilisce l'inconciliabilità tra l'agire mafioso e l'appartenenza al popolo di Dio. Ma non voglio entrare in questo campo. Non oggi almeno, di fronte ad una notizia così bella. Aggiungo solo un auspicio: che la causa di beatificazione di don Puglisi sia solo la prima di una serie». Si riferisce a don Peppe Diana, ucciso daiCasalesiunannodopodonPuglisi? «Mi riferisco a don Peppe Diana, ma anche alla figura di un grande laico credente: il giudice Rosario Livatino. Uno degli ultimi documenti della Conferenza episcopale su Chiesa e Mezzogiorno ha indicato tre modelli dell'essere cristiano: don Pino Puglisi, don Peppe Diana e il magistrato ammazzato ad Agrigento nel 1990. Un anno fa il vescovo di Agrigento ha firmato il decreto per l'avvio del processo di beatificazione. Spero che la diocesi di Aversa avvii presto un analogo percorso anche per don Diana, sul cui martirio in nome della fede cristiana non c'è da nutrire il minimo dubbio». È arrivata finalmente l'attesa sentenza, questa volta ecclesiastica: padre Pino Puglisi sarà beatificato. Benedetto XVI ha firmato ieri il decreto per concedere gli onori dell'altare al prete siciliano che fece della mafia la sua croce. Mettendo fine a un iter lunghissimo, arenatosi per un cavillo. Il Papa ha così risolto un impasse che da anni regalava imbarazzo al Vaticano. Dieci anni dopo l'assasinio mafioso di “3P” (padre Pino Puglisi), infatti - era il 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno - il Cardinale Salvatore De Giorgi aveva insediato il Tribunale ecclesiastico diocesano per il riconoscimento del martirio. L'indagine era poi stata conclusa nel maggio 2001 e da allora fino a ieri era rimasto tutto fermo. Undici anni scanditi da continui appelli: di associazioni cattoliche, di preti, di laici e simpatizzanti perché fosse finalmente, proclamato martire e santo della Chiesa cattolica. Un appello negli anni sostenuto anche da molti intellettuali, tra cui Dacia Maraini, Vincenzo Consolo, Andrea Camilleri, Francesco Guccini. Mentre Lorenzo Matassa il pm che sostenne l'accusa contro gli assassini di «3P» faceva notare che «il processo agli assassini (i famigerati Graviano e i sodali di Spatuzza) non vide la costituzione della Chiesa. Non si costituirono neppure il Comune, la Provincia, la Regione e la famiglia (parlo di quella anagrafica di Pino Puglisi): nessuno. Il processo si svolse in un imbarazzante silenzio della società civile. In quei giorni si disse che “la Chiesa non fa processi”». Il processo di beatificazione restava invece aggrappato ad un «cavillo» e ad un assurdo: «Per il Vaticano un martirio può essere considerato tale solo se esiste il principio «odium fidei», deve essere cioè un assassinio contro la religione, ma i mafiosi sono cattolici», spiegava il teologo Augusto Cavadi, autore del libro «Il Dio dei mafiosi». Ma l'ha messo ieri nero su bianco Benedetto XVI, con lui il Vaticano: la mafia agì contro la Chiesa. Rappresentata in Sicilia da un prete che dava fastidio, perché, come ricorda Pino Martinez, in quegli anni al suo fianco, non restò sotto l'ombra del campanile. Si aprì a un quartiere, Brancaccio, dove era anche nato, affogato nel degrado e nella povertà. Fece cioè della Chiesa il contraltare della mafia nella Palermo più profonda e sprofondata. Fuori da quell'ombra lui sapeva che «vi sono nell'ambiente molte famiglie povere, tanti fanciulli e bambini quasi abbandonati a se stessi, che, evadendo l'obbligo scolastico sono preda della strada, ove imparano devianza e violenza: scippi, furti più o meno piccoli e, forse, miniprostituzione». Per questo volle fare una «pazzia»: comprare uno stabile e creare il Centro Padre Nostro. Lo fece. Tutto il quartiere lo aiutò concretamente. Così un parroco divenne l'unico appoggio per il Comitato Intercondominiale che all'epoca chiedeva non di cambiare il mondo: di avere la fognatura. «Il minimo indispensabile al vivere civile», diceva lui. Lì in un quartiere in cui «non vediamo mai i vigili», scriveva il Comitato. Si mise al loro fianco. Strapparono una promessa per i lavori alla fognatura in prossimità delle elezioni. Poi i lavori si interruppero più volte, dovette intervenire la Procura per ordinare che fossero finiti. Invisi all'amministrazione, finirono per subire atti intimidatori: bruciarono l'ingresso di casa. Pian piano, il fastidio mafioso crebbe, e fece sentire il suo potere. Al centro di don Puglisi i partecipanti si ridussero all'osso. Fino a quel 15 settembre del '93. Finché la mano che aveva teso ai ragazzi del quartiere raccolse colpi di pistola alla nuca. «Me l'aspettavo», disse morendo da martire. L'INTERVISTA Era l'orgoglio della regia marina italiana, e fu la prima a pagare lo scotto della rabbia tedesca appena un giorno dopo l'armistizio: fu affondata il 9 settembre 1943. Nel Golfo dell'Asinara è stata finalmente identificata una parte del relitto della Corazzata Roma, adagiata a circa 1000 metri di profondità ed a circa 16 miglia dalla costa sarda. Dopo 69 anni dall'affondamento è stato possibile assegnare la corretta posizione a quello che la Marina Militare ritiene uno dei più importanti Sacrari del mare: la Corazzata fu affondata il nove settembre del '43, bombardata da un aereo tedesco della Luftwaffe, la formidabile aviazione da guerra del regime nazifascista. Nell'operazione morirono 1.352 marinai, insieme al comandante delle forze navali da battaglia della regia Marina, l'ammiraglio di squadra Carlo Bergamini. Solo 622 furono i sopravvissuti. La nave era un gigante da 44mila tonnellate, lunga 240 metri e larga 32, in grado di viaggiare ad una velocità di 30 nodi e capace di abbordare duemila uomini di equipaggio. Fu messa in mare nel 1942 come fiore all'occhiello: era considerata la migliore unità in servizio alla Regia Marina. Le prime ed esclusive immagini del relitto sono state riprese dall'ingegner Guido Gay titolare della società Gaymarine che da molti anni conduce sperimentazioni di innovative apparecchiature di esplorazione subacquea da lui ideate e costruite. Grazie all'ausilio di un sofisticato robot subacqueo «Pluto Palla», e ad altri esclusivi strumenti imbarcati a bordo del catamarano Daedalus di proprietà dello stesso ingegnere, il sito dove giace il relitto della corazzata Roma è stato individuato e visitato. Il personale della Marina Militare, imbarcato per l'occasione sul Daedalus, ha verificato la inequivocabile coerenza delle immagini, riprese per la prima volta il 17 giugno e ripetute ieri, di pezzi di artiglieria contraerea imbarcata sulla corazzata Roma. La Gaymarine è una società specializzata nella progettazione e produzione di veicoli e apparecchiature subacquee ad alta tecnologia ed in particolare dei veicoli denominati Pluto, che sono stati costruiti in centinaia di unità e sono in uso in Italia anche sui cacciamine della Marina Militare e in numerosi paesi esteri. I dettagli della scoperta verranno presentati in una conferenza stampa che si terrà alla Maddalena all'inizio della prossima settimana. ITALIA «Per la Chiesa scelta di campo irreversibile» Don Puglisi Il prete coraggio sarà beato Don Peppino Puglisi fu ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, giorno del suo 56º compleanno Il Papa ha firmato ieri il decreto Il sacerdote ucciso nel '93 dalla mafia al quartiere Brancaccio MANUELAMODICA PALERMO donToninoPalmise Sacerdotedi frontiera, inCampania «Ilcomportamento mafiosoèatteggiamento contrarioalladignità dellavitaeaDiostesso» MASSIMILIANO AMATO NAPOLI . . . «Sono lontani i tempi in cui si pronunciava con imbarazzo la parola mafia» . . . «Altre cause devono essere avviate: per don Peppe Diana e per Rosario Livatino» . . . Nel corso degli anni il suo processo di beatificazione aveva subito diversi stop Dopo 70 anni ritrovata la Corazzata Roma FELICEDIOTALLEVI CAGLIARI Foto storica della corazzata Roma FOTO ANSA venerdì 29 giugno 2012 11
Dalla Cina con furore Faremo ricorso: una legge del genere nessun Paese al mondo Se vista da Torino Pomigliano è un villaggio, vista dalla Cina l'Italia è un puntino. Lontano. Un «Paese che ha regole particolari che sono folcloristicamente locali», per dirla con Sergio Marchionne, alla prima dichiarazione pubblica sulla sentenza di un Tribunale della Repubblica, italiana, che ha condannato la Fiat a reintegrare i 145 lavoratori iscritti alla Fiom-Cgil nello stabilimento partenopeo. In Cina non esistono leggi come quelle alle quali si sono appellati i lavoratori e i sindacati italiani, ma per quanto ne sa l'amministratore delegato di Fiat-Chrysler, si tratta di norme che non si trovano da nessuna altra parte del mondo. «L'Italia», dice all'estero Marchionne, «ha un livello di complessità nella gestione delle questioni industriali che non esiste in altre giurisdizioni. Le implicazioni di questa decisione sulla situazione del business italiano sono abbastanza drastiche, perché tutto diventa tipicamente italiano e quindi molto difficile da gestire. Allo stesso tempo, nei miei viaggi in Cina, negli Usa o altrove non vedo nessuno veramente interessato a questa decisione, non c'è nessuno che fa la fila per venire a investire in Italia. Non credo che cambierà nulla, si renderà solo tutto più complesso». Ad ogni modo, Fiat «ricorrerà in appello contro questa sentenza». Tuttavia la filosofia del manager dei due mondi suggerisce di non «concentrarsi su queste questioni locali». «Ognuno di noi deve fare una scelta precisa, e decidere quale mondo vuole. Non si può appartenere a un mondo in cui esiste un'Europa unificata e pretendere contemporaneamente di sottostare alle regole del singolo Paese». Parole dure, respinte con altrettanta durezza dal mondo politico e sindacale italiano. «Qualcuno spieghi a Marchionne che in Italia c'è una Costituzione e che la sentenza del tribunale di Roma rispetta una normativa europea contro le discriminazioni dei lavoratori», ribatte Maurizio Landini, segretario della Fiom. Al quale si unisce per il Pd Andrea Orlando, presidente del Forum giustizia dei Democratici, secondo cui parlare di una sentenza come di folclore «è un insulto al Paese che mi auguro si voglia al più presto correggere. Nemmeno un importante imprenditore può permetterselo. Ricorrere contro la decisione del giudice è un diritto previsto dal nostro ordinamento delegittimare chi li formula è un errore». E ancora, le parole del manager sono «un insulto a chi lavora» per Maurizio Zipponi dell'Idv e «un insulto a decenni di lotte dei lavoratori» per Oliviero Diliberto, segretario del Pdc. Mentre per Paolo Ferrero, Rifondazione comunista, Marchionne è in linea con Monti e Ferrero. In serata però in soccorso dell'ad del Lingotto arriva una notizia subito ribattuta dalle agenzie: da Torino la casa automobilistica segnala che nello stabilimento Sevel di Atessa, in Val di Sangro, proprio la Fiom ha proclamato uno sciopero del turno in coincidenza con la partita della nazionale. «L'iniziativa viene ufficialmente presentata come un'azione di protesta contro la politica del governo e la riforma del mercato del lavoro - si legge nella nota del Lingotto - Ma la scelta dell'orario e la programmazione solo sul secondo turno non lasciano dubbi». «Si ripropone - continua l'azienda - un film già visto in passato, quando guardare la partita di calcio era più importante che andare a lavorare». Pronta la replica di Landini, contrariato da quanto avvenuto in Abruzzo: «La scelta della Fiom di Chieti è sbagliata e non la condivido. La Fiom aveva invitato tutte le strutture a manifestare in concomitanza con la fiducia alla Camera sul Ddl lavoro. È sbagliato aver fatto coincidere lo sciopero con la partita dell'Italia». ILCASO Sentenza Pomigliano Marchionne: «Folklore...» Nuovoaccordotra InpsePatronati G.VES. MILANO L'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne FOTO ANSA . . . L'azienda attacca: alla Sevel uno sciopero di quattro ore per vedere la semifinale... Inpse Patronatihanno sottoscritto, martedì26 giugno, un importante accordochedisciplina i rapporti tra Istitutoed Enti dipatronato. L'accordo sostituisce il vecchioProtocollo, firmato nelmarzodel2006. Adoggigli Istituti dipatronato riconosciutidal ministero del lavoro sono29;essi operanosotto vigilanzae controllodelministero delLavoro. Sonooltre 100 leprestazioni sociali e previdenzialiper le quali i cittadini possonorivolgersigratuitamenteai Patronati, cheassicurano una consulenzapersonalizzata, competenzae professionalitànel seguire lediversepratiche finoall'esito positivodellestesse. Idati delMinisterodel lavoromettono in luceche,ognianno, iPatronati assistonooltre6 milionidi cittadini inoltrandoaltrettante domandedi prestazione,con forti incrementinegli ultimi tempi acausadella grave crisi economicache attanaglia ilPaese. Inpse Patronati, sottolineando la differenzadi ruoli e funzioni svolti, riaffermanocon l'Accordo diavere un obiettivocomune: rendere piùagevole per igiovani, i lavoratorie le lavoratrici, i pensionatie lepensionate, imigranti, l'accessoai diritti sociali e previdenziali. ECONOMIA 8 venerdì 29 giugno 2012
Il premier lancia sul piatto nuovi tagli alla spesa Hollande, Schulz e Rajoy: noi stiamo con Mario Icittadini dell'Europa intera guardanooggi a Bruxelles, a questo vertice, congrande apprensione, preoccupati che il progetto europeo sia sull'orlo del baratro. Oggi dobbiamo dimostrare che crediamo al progetto dell'Europa. Oggi abbiamo la responsabilità storica di dimostrarci all'altezza delle esigenze del momento attuale. In questo modo porremo basi decisive per il futuro. A Bruxelles e nelle altri capitali circolavano da settimane schizzi ancora incompleti della futura architettura dell'Unione europea. I contorni devono essere ancora delineati con chiarezza, le idee devono ancora assumere forma concreta, ma il dibattito sull'Unione del futuro è in pieno corso. L'elaborazione di visioni per il nostro futuro comune è indubbiamente un progetto nobile, e a lungo termine abbiamo bisogno dell'unione bancaria, dell'unione fiscale e dell'unione politica. È vero, a volte per superare una situazione difficile può essere utile avere davanti a sé un obiettivo positivo. Sotto il profilo psicologico posso senz'altro comprenderlo. Ma i progetti per il futuro, per dopodomani, per quanto possano essere necessari, non debbono impedirci di vedere le pressanti sfide di oggi. La capacità di trovare una risposta convincente alla crisi del debito e di puntare sullo sviluppo è divenuta la questione cruciale per le sorti dell'Europa. (...) Nei prossimi 6-12 mesi dobbiamo attivare insieme tutte le misure realizzabili a breve termine per stimolare la crescita, creare occupazione, superare la stretta creditizia e rendere la fiscalità più giusta. (...) Oggi discutiamo di unione bancaria: il Parlamento europeo ha formulato proposte legislative concrete al riguardo già due anni fa. Il fatto che le nostre proposte siano state ignorate ci è dunque costato due anni preziosi, due anni che ci avrebbero portato molto più vicini alla soluzione della crisi! L'unione bancaria può e deve essere realizzata a breve termine sulla base dei trattati vigenti. (...) MISUREPER LA CRESCITA Oggi discutete anche di una serie di misure per la crescita che il Parlamento aveva già elencato nella relazione della commissione «Cris» adottata un anno fa: inserimento della strategia Europa 2020 nel semestre europeo; tabella di marcia per l'introduzione degli eurobond; tabella di marcia per l'istituzione di un fondo di rimborso del debito; aumento del capitale proprio della Bei dell'ordine di 10 miliardi di euro per accrescere la sua capacità di erogare prestiti; riassegnazione delle risorse Ue non utilizzate a misure a favore della crescita; project bond; lotta all'evasione fiscale e chiusura dei paradisi fiscali. Dovremmo anche prevedere una licenza bancaria per il Meccanismo europeo di stabilità (Esm). È un passo fondamentale per allentare la pressione sullo spread di alcuni Paesi. Né va dimenticato il grande potenziale di crescita offerto dall'economia sostenibile e dall'innovazione ecocompatibile, su cui il Parlamento ha ripetutamente richiamato l'attenzione: in questo settore potrebbero essere creati 500mila nuovi posti di lavoro. Ancora: dimostrare - meglio tardi che mai - che siamo seri sulla tassa sulle transazioni finanziarie, che era stata sollecitata da una schiacciante maggioranza di eurodeputati già nel marzo 2011. L'imposta sulle transazioni finanziarie presenta un doppio vantaggio: limita alcune forme di speculazione particolarmente rischiose ed è fonte di gettito fiscale. Fare in modo che i responsabili della crisi partecipino a sostenerne i costi è una questione di giustizia sociale.(...) Sì alla crescita, ma è braccio di ferro tra Italia e Germania sullo scudo Mediazione della Finlandia, no di Roma Altro che compiti a casa! Monti non si è presentato a Bruxelles portando in valigia soltanto la neonata riforma del lavoro, oltre che, naturalmente, ciò che il governo ha incassato in questi mesi con i vari salva, sviluppa e libera Italia. Ma ha voluto elevare la forza contrattuale necessaria a scalfire le rigidità riconfermate di Angela Merkel illustrando via telefono o di persona a Hollande, Barroso, Van Rompuy, Rajoy, Di Rupo e alla stessa Merkel il nuovo asso nella manica che dovrà smontare le riserve della cancelleria tedesca e della Bundesbank sullo scudo anti spread o sul redemption fund, che in certi ambienti di Berlino vengono considerati - alla stregua di espedienti per chi vuol fare il furbo e raggirare Fiscal compact. Certo, da queste parti è tutto un lodare Monti, «Mario di qua, Mario di là». La stessa Merkel, davanti al Parlamento, ha dato atto al premier italiano di un lavoro impressionante. Al dunque, però - come ieri, nell'appuntamento più atteso per l'Italia e per l'Europa -Angela non dà segnali rassicuranti. E così, come ha fatto ieri, Monti è tornato a ripeterle che «qui ad affondare sarà prima di tutto il governo italiano» e che «il rischio di lasciare Roma sola di fronte agli speculatori lo pagherà l'Europa, alla fine. E non solo l'Italia». SCOSSASALUTARE Eccola quindi, la nuova mossa da gettare sul tavolo di una trattativa che, probabilmente, ieri notte aveva già raggiunto l'approdo minimo che ancora in serata non si intravvedeva (tranne che sulla crescita, sulla quale era stata già raggiunta l'intesa nelle scorse settimane). L'annuncio fatto a tutti i leader europei, Merkel compresa, della manovra da 25/30 miliardi di risparmi in tre anni che verrà avviata con la spending rewiev nel prossimo consiglio dei ministri che si svolgerà lunedì o martedì al massimo. Sempre che un nulla di fatto a Bruxelles non costringa Monti ad anticiparlo a domenica per prevenire - con «una scossa salutare» - il verdetto negativo dei mercati dopo un eventuale fallimento del Consiglio europeo che potrebbe colpire frontalmente l'Italia. Cinque-sei miliardi di tagli alla spesa pubblica nel 2012, 10 nel 2013 e altri successivi. Una «manovra» vera e propria che anticipa, per molti versi, la stessa legge di stabilità e che dovrebbe evitare l'aumento dell'Iva previsto per ottobre da un lato e finanziare altre misure per la crescita dall'altro. Scelte illustrate a Berlusconi prima e a Bersani dopo e rilanciate in Europa per levare comodi argomenti a chi «forse non vuole perdere i vantaggi determinati dagli spread favorevoli e si trincera dietro i compiti fatti male dagli altri». I giornali tedeschi, ieri, mettevano al centro della scena l'immagine di un Monti determinato contro la Merkel. Del premier italiano paladino del buon senso che - tenendo conto delle posizioni della Germania -puntava a smussare gli angoli tenendo fermo, però, il principio del «premio che bisogna dare ai Paesi che hanno dato prova di volersi risanare per diventare viruosi». «Voglio dimostrare in Europa che ho i conti in ordine - ha spiegato nei giorni scorsi Monti a un interlocutore - e far capire che gli aiuti li voglio per la crescita e non per far vivacchiare il Paese». Ieri con il premier italiano si sono schierati in molti, da Hollande, a Rajoy, a Schulz. «Il tempo di dichiarazioni solenni è terminato - ha spiegato il presidente Spd del Parlamento di Strasburgo - l'Europarlamento è pronto a legiferare. La crisi del debito richiede soluzioni sulle linee presentate dal premier Monti». Un «vertice difficilissimo», tuttavia, per l'Europa e per il premier italiano che ha bocciato una mediazione finlandese perché «troppo blanda». L'impressione, tuttavia, era che la notte sarebbe stata decisiva e che «nel bene o nel male» tutto si sarebbe dovuto concludere entro stamattina. Senza «trattative a oltranza» fino a domenica. L'oggetto del contendere fra Angela e Mario? Il meccanismo anti-spread che Monti vuole strappare con l'appoggio di Francia e Spagna. La Germania si oppone, ma il dossier resta sul tavolo. La trattativa si concentra su due aspetti: le condizioni da imporre al Paese beneficiario e la potenza di fuoco del meccanismo. Merkel ha fatto capire che le risorse del fondo salva-Stati sono a disposizione di tutti i Paesi membri, purché vengano rispettate le condizioni previste dallo statuto. Un Paese che chiede aiuto al Fondo deve siglare un memorandum di intesa con la Commissione Ue che, sentite Bce e Fmi, domanda in cambio alcuni impegni. Di fatto, per il Paese beneficiario, significherebbe il commissariamento, quello che l'Italia non vuole. Monti, al contrario, chiede che le nazioni virtuose possano ricevere il sostegno del meccanismo anti-spread automaticamente, tutte le volte cioè che i tassi di interesse superano un certo «tetto». La Merkel, però, resiste. Il braccio di ferro continua, anche se una qualche forma di scudo anti-spread la cancelliera sarebbe disponibile a farla passare. MARTINSCHULZ PresidenteEuroparlamento La prima giornata del vertice europeo a 27 si apre con previsioni fosche per l'Italia. La Germania ribadisce la sua linea di rigore, e concede aperture sullo scudo antispread o su condivisioni del debito solo a valle di un percorso di unificazione politica. Tempi lunghi, mentre la speculazione è ora. Per tutta la giornata si rincorrono voci altalenanti. Quella di Angela Merkel potrebbe essere solo tattica, ipotizza qualcuno. Ma dallo staff di Berlino arrivano solo amare conferme: no su tutta la linea. Il vertice parte in salita: il muro contro muro tra Italia e Germania rischia di avere conseguenze pesantissime soprattutto per il premier italiano, che si era esposto con un chiaro aut-aut tra scudo anti-spread e Tobin tax. Serve un'ipotesi per non uscire a pezzi. Anzi, per dirla con Martin Schulz, per non ricordare questo 28 giugno «come la data in cui ci fu l'attentato all'arciduca Ferdinando e in cui fu firmato il trattato di Versailles». Insomma, si rischia una terza guerra nel cuore dell'Europa. SERVEUN'IDEA Per questo gli sherpa delle delegazioni lavorano fino a notte inoltrata, e si riunisce l'Eurogruppo, con il viceministro Vittorio Grilli, con diverse ipotesi tecniche allo studio. Serve un'idea che abbia la forza del compromesso. Verso sera sono i finlandesi a mettere sul tavolo la proposta di coveredbond: titoli di debito garantiti dagli asset (mobili e immobili) di ciascun Paese, con l'intervento ultimo dei fondi Efsf e Esm (salva-Stati). «Gli Stati vulnerabili - ha detto il premier Kyrkki Katainen - potrebbero emettere covered bond, garantiti da asset pubblici o entrate» con i due fondi «pronti a intervenire per facilitare le emissioni». In questo modo i titoli sovrani guadagnerebbero in stabilità e affidabilità, con l'effetto di abbassare i tassi e quindi gli spread. Ma questa non è la mediazione attesa. L'Italia fa sapere subito di non condividerla e insiste sulla proposta di scudo anti-spread attraverso il fondo salva-Stati con i finanziamenti della Bce. Resta il fatto che sull'ipotesi Monti le distanze con la Germania sono abissali. Così si continua a lavorare, puntando a chiudere già entro oggi si era pensato a un prolungamento fino a domenica). Si pensa già a un secondo tempo, con un vertice straordinario il 7 luglio. «Se accettiamo questo meccanismo, Europa sull'orlo del baratro. Bisogna reagire Diseguitoalcuni stralci daldiscorsoche il presidentedelParlamento europeohatenuto inaperturaalverticeUe L'EUROPAELACRISI La mossa di Monti Una manovra da oltre 6 miliardi NINNIANDRIOLO INVIATO A BRUXELLES . . . Negoziati fin nella notte sulle misure per fermare la speculazione: «Noi abbiamo i conti a posto» ILDISCORSO Vertice, si tratta . . . Mistero su un'intervista di Schäuble al Wsj: sì agli eurobond Ma poi arriva la smentita BIANCADIGIOVANNI INVIATA ABRUXELLES 2 venerdì 29 giugno 2012
Ora la sfida tra Monti e Merkel L'INTERVENTO GIOVANNIPELLEGRINO ILCOMMENTO GUGLIELMOEPIFANI Napolitano critica Pdl e Lega per il colpo di mano in Senato Berlusconi risponde: la Costituzione va riscritta Maroni: Quirinale stravagante U: L'ad Fiat irride dalla Cina il sistema giudiziario italiano APAG.8 Ventitré magistrati della Procura di Palermo hanno sottoscritto un documento di pieno e incondizionato sostegno ai colleghi che hanno firmato il provvedimento di chiusura delle indagini sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. SEGUEAPAG. 14 Intercettazioni, il punto critico I dati dell'ufficio studi di Confindustria offrono una fotografia davvero preoccupante: un Pil in calo di oltre il 2% per quest'anno, e in calo ancora per il 2013, un pareggio di bilancio che si allontana, una flessione degli investimenti, dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie, un aumento costante della disoccupazione. SEGUE APAG.7 L'ANALISI MICHELEPROSPERO LospreaddiSupermario L'Italiava in finale:2-1 Riforme, la destra attacca il Colle La riforma sanitaria è costituzionale: lo ha deciso ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti con una sentenza che entra con forza nella campagna elettorale, tanto che Romney ha subito detto che, se verrà eletto, il suo primo atto sarà proprio l'abolizione della nuova norma. Con la nuova legge tutti i cittadini dovranno avere una assicurazione sanitaria entro il 2014. Per Obama si tratta di «una vittoria di tutto il popolo americano». MASTROLUCA APAG. 13 LEGALITÀ Marchionne: «La sentenza Pomigliano? Solo folklore» PAOLO SOLDINI Ladanza inedita diCharlot Affrontepag. 19 Eurobond: Schauble prima apre poi arretra Braccio di ferro con la Germania sulle misure anti-spread proposte dall'Italia Il premier intanto ha già pronta la manovra della spending review con 5 miliardi di tagli ANDRIOLOEDI GIOVANNI INVIATI ABRUXELLESAPAG.2-3 Il momento della verità Anche con gli avversari più irriducibili è talvolta necessario stringere intese tattiche per gestire una manutenzione ordinaria delle regole del gioco comuni. Fa parte della politica il momento del compromesso che, anche nelle fasi storiche più convulse, si applica almeno su talune questioni istituzionali. SEGUE APAG.4 No al premio di coalizione Staino PattiSmith ilcanto di una sciamana Possiamo anche discutere della struttura della Ue per i prossimi dieci giorni ma la crisi dei debiti sovrani di Italia e altri Paesi ha bisogno di risposte. Adesso MartinSchulz Presidentedel Parlamentoeuropeo Parla Rubalcaba: «Senza giustizia non c'è salvezza» DEGIOVANNANGELI A PAG.3 Drammatica relazione del Centro studi: Pil fermo, siamo nell'abisso VESPOAPAG. 6 ILRAPPORTO Confindustria: crisi peggiore della guerra Don Puglisi ucciso dai boss diventa «beato» Cinema: glioperai diJeffNichols Crespipag.20 Duro scontro tra Napolitano e il ritrovate asse Pdl-Lega. Il Presidente della Repubblica aveva invitato i partiti, visto il clima e il periodo di fine legilsatura, a convergere su riforme che non richiedano profonde revisione costituzionali. Immediata la replica di Berlusconi che a margine del vertice Ppe a Bruxelles rilancia l'ipotesi del presidenzialismo e aggiunge: «Con questa Costituzione non si governa». CIARNELLI APAG. 5 BUCCIANTINIE CITO APAG.27 Sanità, la Corte approva la «rivoluzione» di Obama MODICA APAG. 11 Boscheropag.21 C'È UN GIOCHINO CHE PIACE TANTO ALOGICIEMATEMATICI.SITRATTADIUNIREOGNUNO DITRE PUNTICOLLOCATI IN ALTO AD OGNUNO DI ALTRI TRE PUNTI COLLOCATI INBASSO con delle linee che possono anche essere molto tortuose, ma non debbono intersecarsi mai. Capita sempre che l'ultima linea non possa evitare di incrociarne un'altra. E il gioco fallisce. È quello che rischia di succedere in queste ore a Bruxelles: dalle segrete stanze del Consiglio europeo escono tante idee, tortuose a volte come le linee del giochino, che alla fine si scontrano sempre con qualcosa. O qualcuno. Chi ha esperienza dei vertici Ue, di situazioni bloccate ha viste tante. In passato se ne usciva con compromessi magari formali e volutamente ambigui, tali insomma da lasciar margini perché si continuasse a tracciare linee, pur se palesemente inutili. Stavolta è diverso. Non solo per la drammaticità del momento, per l'emergenza dettata da quel che potrebbe accadere alla riapertura delle Borse, o il rischio che un incidente qualsiasi - il fallimento d'una grande banca o la crisi di governo in uno dei Paesi a rischio - inneschi reazioni automatiche che nessuno ha voluto. SEGUEA PAG.3 Gioco pericoloso di veti incrociati 1,20 Anno 89 n. 178Venerdì 29 Giugno 2012
MARINAMASTROLUCA mmastroluca@unita.it UMBERTODE GIOVANNANGELI udegiovannangeli@unita.it Giudici divisi Cinque a favore su nove, un conservatore vota con i liberal Salvo l'obbligo dei cittadini di assicurarsi, pilastro della legge Romney: «La cancelleremo» Il presidente Usa: «Indietro non si torna» «La domanda da porsi non è “se” ma “quando” sarà guerra». La guerra tra la Turchia e la Siria. Le parole di una accreditata fonte diplomatica occidentale ad Ankara danno conto di una situazione sempre più esplosiva. A una settimana di distanza dall'abbattimento dell'F-4 Phantom di Ankara da parte della contraerea di Damasco, la Turchia ha schierato batterie antimissile, carri armati e truppe lungo la frontiera con la Siria per creare un «corridoio di sicurezza». A descrivere questa situazione sono i quotidiani turchi Hurriyet e Taraf, nonostante l'altro ieri il premier Recep Tayyip Erdogan abbia ribadito che il suo governo non intende attaccare militarmente la Siria. Secondo le notizie di stampa, una trentina di mezzi militari e un camion che trainava batterie antimissile e artiglieria antiaerea, hanno lasciato la base costiera di Iskenderun, nella provincia di Hatay, diretti verso i comuni di frontiera di Altinozu, Reyhanli e Yayladag, dove si trovano i più grandi campi di rifugiati siriani. MANOVREMILITARI La tv di Stato Trt ha mostrato anche immagini di decine di veicoli blindati all'interno di un convoglio in cui sono visibili anche sistemi di difesa aerea a bassa quota. Secondo l'emittente televisiva Ntv, altri movimenti di truppe e blindati stanno avvenendo nella provincia di confine di Sanliurfa, più a est. Manovre militari erano state effettuate già lunedì nella provincia di Mardin, sempre al confine, ma situata molto più a est e teatro di combattimenti tra l'esercito turco e i guerriglieri del Pkk. Nella provincia di Hatay ci sono 33.500 siriani. L'accampamento di Apaydin accoglie i disertori dell'esercito siriano e i loro familiari. Intanto, ha reso noto l'esercito turco, le squadre di ricerca turche impegnate nel ritrovamento dei due piloti dispersi da venerdì scorso hanno recuperato pezzi del jet ed equipaggiamenti degli stessi piloti Secondo il sito di intelligence israeliano Debka, ripreso ieri dalla stampa turca, Erdogan ha insistito con il presidente Usa Barack Obama per una offensiva militare «come in Libia» contro la Siria dopo l'abbattimento del F4 turco venerdì scorso ma il capo della Casa Bianca ha risposto negativamente. Debka, citando fonti militari e di intelligence, riferisce Haberturk, afferma che martedi Erdogan ha parlato più volte al telefono con Obama per convincerlo a prendere la leadership di una coalizione fra Paesi occidentali e arabi contro la Siria, sottolineando che l'abbattimento del caccia da parte della difesa antiaerea di Damasco era il pretesto «perfetto». Ma il presidente Usa non si è lasciato smuovere e ha risposto a Erdogan, secondo le fonti di Debka, che non era ancora giunto il momento. Sempre stando al sito di intelligence israeliano Obama avrebbe invece sottolineato l'importanza di portare avanti per ora piuttosto operazioni «coperte» di forze speciali Usa, britanniche, francesi e turche che secondo Debka sarebbero già in azione all'interno della Siria. L'ULTIMOPIANO Da una guerra in fieri ad una (interna) che non conosce soste. Una bomba è esplosa ieri nei pressi del Palazzo di Giustizia, nel centro di Damasco. Lo ha riferito la televisione di Stato, precisando che si tratta di un attentato «terroristico», compiuto «nel parcheggio del Palazzo di giustizia». In questo scenario di guerra, l'inviato speciale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha proposto l'istituzione di un governo di transizione che includa sostenitori del presidente Bashar al-Assad e membri dell'opposizione per trovare una soluzione politica al conflitto. Le maggiori potenze (Russia, Cina, Stati Uniti, Regno Unito e Francia) supportano questa idea, che sarà discussa nella riunione del Gruppo di azione sulla Siria convocata per domani a Ginevra. Ma il Consiglio nazionale siriano (Cns), ha dichiarato di non voler partecipare a qualunque governo fino a che al-Assad non avrà lasciato il potere. «È una vittoria per tutto il popolo americano, la vita sarà più sicura». Parla senza troppa enfasi, senza calcare la mano sulla portata storica della decisione della Corte Suprema. Dei tre discorsi che aveva preparato nell'incertezza, Obama legge quello che la stampa, gli analisti, i commentatori consideravano meno probabile. Con un voto diviso, cinque a quattro, e la Corte spaccata, i nove giudici hanno respinto le obiezioni di incostituzionalità presentate da 26 Stati Usa contro la riforma sanitaria varata nel 2010. Per il presidente, che ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia raggiungendo un obiettivo sempre sfuggito in passato ai leader Usa, da Roosevelt a Clinton, è una vittoria importante a poco più di quattro mesi dalle elezioni presidenziali, la conferma della legittimità del percorso intrapreso a dispetto della larga impopolarità della legge. La decisione a sorpresa - tanto inattesa che Fox e Cnn inciampano malamente e danno inizialmente per bocciata la riforma - porta il nome del giudice John Roberts jr, presidente della Corte di nomina repubblicana. È stato il suo voto a fare la differenza su un punto cruciale dell'Obamacare, l'obbligo per tutti i cittadini di sottoscrivere un'assicurazione sanitaria, pena pesanti sanzioni economiche. Quella che per Tea Party e conservatori era ed è una coercizione insopportabile da parte dello Stato - e dunque incostituzionale - è stata equiparata all'obbligo di pagare una tassa: i cittadini non hanno il diritto di opporvisi. Non era questo l'argomento preferito dall'amministrazione Obama né dai giudici liberal, che però lo hanno accolto volentieri salvando così la struttura fondamentale della riforma sanitaria. Netta l'opposizione della minoranza, che ha espresso un parere negativo sull'intera legge, dando materia al fronte repubblicano per condire la prossima campagna presidenziale. L'impalcatura della riforma resta dunque in piedi, con qualche ritocco nella parte che riguarda l'estensione di Medicaid, l'assistenza per i più poveri. Il governo non potrà tagliare i fondi agli Stati che non intendono procedere in questa direzione. Ma viene salvato il principio base, quello che attraverso l'obbligo assicurativo crea le condizioni per calmierare i costi e imporre alle compagnie il divieto di scegliersi i clienti, lasciandoli soli quando si ammalano sul serio. «Le compagnie di assicurazione non potranno più approfittare della situazione», ha detto ieri Obama. BROCCOLIED ELEZIONI Per la campagna elettorale del presidente è una sferzata di energia, più che necessaria mentre si accorcia la distanza con lo sfidante repubblicano. Mitt Romney, che pure da governatore aveva varato una riforma sovrapponibile all'Obamacare e per questo era stato impallinato dagli avversari del suo partito in corsa per la nomination, ha promesso una volta di più di cancellare la legge non appena arrivato alla Casa Bianca. «Se vogliamo sostituire la Obamacare - ha detto - dobbiamo sostituire Obama». Facile immaginare che sarà questo uno dei temi forti della sua campagna elettorale: paradossalmente la decisione della Corte, olltre a rinsaldare l'orgoglio democratico, potrebbe avere l'effetto di un «serrate le file» tra i repubblicani, determinati a disfare una norma che considerano dispendiosa e ideologicamente sospetta per quel principio di solidarietà che la ispira. Da che parte finirà per piegarsi la bilancia nessuno si azzarda a dirlo, anche se il New York Times paragona la decisione di ieri della Corte Suprema alla sentenza sull'esito elettorale del 2000, Bush-Gore. Cominciata con l'ironia del giudice Antonin Scalia (se lo Stato può imporre l'obbligo di assicurarsi non potrebbe anche costringere i cittadini a mangiare broccoli?), la sfida davanti alla Corte Suprema in piena campagna elettorale potrebbe rivelarsi un calcolo sbagliato da parte repubblicana. Per Obama, per ora, è un momento di gloria, un verdetto avverso avrebbe fatto del suo primo mandato un guscio vuoto. Ora invece può guardare avanti. «La riforma sanitaria deve essere ora attuata pienamente e migliorata se possibile - ha detto ieri il presidente -. Ma non si torna più indietro». È morta la compagna ELVA CASELLI i compagni della Tiburtina la ricordano a tutti con affetto e stringono forte Michele e Paola e tutti i familiari. I funerali si svolgeranno sabato 30 alle ore 10 c/o la parrocchia di S. Giuseppe Artigiano in via Pietro Ottoboni - Roma I servizi israeliani: Ankara pronta a un attacco, il no di Washington Esplosioni a Damasco Siria, missili turchi sui confini ILCASO . . . Ventisei Stati avevano fatto ricorso contro la riforma La Casa Bianca: «Vittoria di tutti gli americani» Una colonna di fumo sale dal Palazzo di Giustizia di Damasco FOTO ANSA MONDO . . . La bomba vicino al Palazzo di Giustizia Kofi Annan propone un governo di transizione Sì della Corte suprema alla sanità di Obama MaximultaaBarclays Èbuferasullebanche dellaGranBretagna Bufera inGranBretagnasulle banche,dopo che aivari scandalidei mesie anni passati sugli eccessidi retribuzioniebonus ora si aggiunge anche lamaximulta comminata a Barclaysper lemalversazioni effettuatecon manipolazionedei tassi interbancari di riferimento, il Liborsulla sterlina. Si trattadei tassi aiquali lebanche si prestano fondi a vicendae chesolitamentevengono monitoratidalleautoritàdi vigilanza anchecomemetrodi misuraper valutare lostatodi tensione del mercatoe indirettamente la percezionedi solidità sugli istituti. La buferahapoi investito anche l'autoritàcompetente, la Financial ServicesAuthoritycheormaiLondra intendesmantellare nell'ambito di unariforma del sistema divigilanza. InBorsa lavicenda ascatenato cadutea precipizio. Inoltre i tassi interbancari fanno ancheda riferimentoaquelli praticati sui prestiti alle imprese esui mutuialle famiglie.Tantoè bastato per scatenareuna crociatadi vari tabloid britannicicontro lebanche. Il daily maldipinge«trader avididi bonus chesi promettevanoa vicenda bottigliedi champagne per truccare i dati chepesanosu milionidi titolari dimutui e imprese». Il ministro delle FinanzeGeorge Osborneha duramenteattaccato questi comportamentipaventando la possibilitàdiaggravare lepene legateaqueste malversazioni, facendonereati criminali. «L'interogruppodirigente deve rispondereadomandemolto serie», hadichiaratoa caldo ilpremier David Cameron.Duro ancheEdMiliband, segretario laburista: «Di sicuro questoepisodio non potrà risolversi conun buffetto». Sostenitori della riforma sanitaria manifestano davanti alla Corte suprema FOTO ANSA venerdì 29 giugno 2012 13
INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO Ricavi delle vendite e delle prestazioni Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 1.875.000 1.862.000 13.000 I ricavi delle prestazioni sono costituiti esclusivamente dalla gestione della televisione YouDem.tv. Costi per le materie prime, sussidiarie e di consumo Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 4.248 3.487 761 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Spese per l'acquisto di giornali e riviste 225 73 152 Spese per l'acquisto di materiale di cancelleria 1.402 2.893 (1.491) Spese per l'acquisto di altri materiali di consumo 2.621 521 2.100 TOTALE 4.248 3.487 761 Spese per servizi Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 926.497 794.562 131.935 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. 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Oneri diversi di gestione Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 1.369 16.162 (14.793) Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Imposte e tasse 161 480 (319) Diritti Camerali 693 442 251 Perdite su crediti - 15.000 (15.000) Oneri Vari 515 240 275 TOTALE 1.369 16.162 (14.793) Proventi e oneri fi nanziari Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 59 48 11 La voce raggruppa i componenti positivi e negativi della gestione fi nanziaria ed evidenzia una posizione netta di Euro 59 così strutturata: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Interessi attivi su depositi bancari e postali 59 55 4 Interessi passivi bancari - 7 7 TOTALE 59 48 11 Proventi e oneri straordinari Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni (5.600) (232) (5.368) La voce raggruppa i proventi e gli oneri di natura straordinaria ed evidenzia una posizione netta negativa di Euro 232 determinata da proventi straordinari per Euro 208 ed oneri straordinari per Euro 440 così strutturata: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Sopravvenienze attive - 208 (208) Sopravvenienze passive 5.600 440 (5.160) TOTALE (5.600) (232) (5.368) Imposte sul reddito dell'esercizio Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 30.054 11.115 18.939 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione IRAP dell'esercizio 17.495 11.115 6.380 IRES dell'esercizio 12.559 - 12.559 TOTALE 30.054 11.115 18.939 Ai fi ni IRES si segnala, inoltre, l'esistenza delle così dette “imposte anticipate” per eff etto della perdita fi scale dell'esercizio. Tali imposte possono essere quantifi cate in Euro 1 e sono così composte: Periodo di imposta Esistenze iniziali Incremento Utilizzo Esistenze fi nali Imposte Anticipate Perdita dell'esercizio precedente 26 (21) 5 1 Totali 26 (21) 5 1 Si è preferito, per motivi di prudenza, non iscrivere in bilancio le dette “imposte anticipate” ma farne cenno esclusivamente nella presente “nota integrativa”. Informazioni complementari Ai fi ni di fornire un migliore quadro conoscitivo dell'andamento e del risultato della gestione, le tabelle sottostanti espongono una riclassifi cazione del Conto Economico a valore aggiunto, una riclassifi cazione dello Stato Patrimoniale per aree funzionali e su base fi nanziaria e i più signifi cativi indici di bilancio. Conto Economico Riclassifi cato 31/12/2011 31/12/2010 Ricavi delle vendite 1.875.000 1.862.000 Produzione interna Valore della produzione operativa 1.875.000 1.862.000 Costi esterni operativi 1.382.636 1.509.905 Valore aggiunto 492.364 352.095 Costi del personale 376.988 286.718 Margine Operativo Lordo 115.376 65.377 Ammortamenti e accantonamenti 75.139 69.985 Risultato Operativo 40.237 (4.608) Risultato dell'area accessoria (1.369) (16.162) Risultato dell'area fi nanziaria (al netto degli oneri fi nanziari) 59 55 Ebit normalizzato 38.927 (20.715) Risultato dell'area straordinaria (5.600) (232) Ebit integrale 33.327 (20.947) Oneri fi nanziari 0 7 Risultato lordo 33.327 (20.954) Imposte sul reddito 30.054 11.115 Risultato netto 3.273 (32.069) Indicatori di fi nanziamento delle immobilizzazioni 31/12/2011 31/12/2010 Margine primario di struttura 33.997 (25.249) Quoziente primario di struttura 1,15 0,91 Margine secondario di struttura 33.997 (25.249) Quoziente secondario di struttura 1,15 0,91 Indici sulla struttura dei fi nanziamenti 31/12/2011 31/12/2010 Quoziente di indebitamento complessivo 2 1 Quoziente di indebitamento fi nanziario 0,00 0,00 Stato Patrimoniale per aree funzionali 31/12/2011 31/12/2010 ATTIVO Capitale Investito Operativo 776.275 620.297 Impieghi extra operativi - Capitale Investito 776.275 620.297 PASSIVO Mezzi propri 266.602 263.329 Passività di fi nanziamento - Passività Operative 509.673 356.968 Capitale di Finanziamento 776.275 620.297 Indici di redditività 31/12/2011 31/12/2010 ROE netto 1,23% (12,18%) ROE lordo 12,50% (7,96%) ROI 15,09% (1,75%) ROS 2,15% (0,25%) Stato Patrimoniale fi nanziario 31/12/2011 31/12/2010 ATTIVO FISSO 232.605 288.578 Immobilizzazioni immateriali 67.406 114.423 Immobilizzazioni materiali 93.559 102.515 Immobilizzazioni fi nanziarie 71.640 71.640 ATTIVO CIRCOLANTE 543.670 331.719 Magazzino 112.827 20.667 Liquidità diff erite 362.889 252.715 Liquidità immediate 67.954 58.337 CAPITALE INVESTITO 776.275 620.297 MEZZI PROPRI 266.602 263.329 Capitale Sociale 196.000 196.000 Riserve 70.602 67.329 PASSIVITÀ CONSOLIDATE - PASSIVITÀ CORRENTI 509.673 356.968 CAPITALE DI FINANZIAMENTO 776.275 620.297 Indicatori di solvibilità 31/12/2011 31/12/2010 Margine di disponibilità (CCN) 33.997 (25.249) Quoziente di disponibilità 1,07 0,93 Margine di tesoreria (78.830) (45.916) Quoziente di tesoreria 0,85 0,87 RENDICONTO FINANZIARIO A- DISPONIBILITÀ MONETARIE NETTE / (INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO) INIZIALI 58.337 B- FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITÀ DI ESERCIZIO Utile (perdita) del periodo 3.273 Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 55.766 Ammortamento delle immobilizzazioni materiali 19.373 (Plusvalenze) o minusvalenze da realizzo di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 (Rivalutazioni) di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 Svalutazioni / (Ripristini di valore) di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 (Rivalutazioni) o svalutazioni di partecipazioni, immobilizzazioni fi nanziarie e titoli 0 Svalutazione dei crediti 0 Accantonamenti / (utilizzi) dei Fondi per rischi ed oneri 0 Variazione netta del trattamento di fi ne rapporto di lavoro subordinato 18.924 Variazione del capitale di esercizio Rimanenze di magazzino: (incrementi) / decrementi 0 Crediti commerciali: (incrementi) / decrementi (176.000) Altre attività: (incrementi) / decrementi (26.334) Debiti commerciali: incrementi / (decrementi) 105.740 Altre passività: incrementi / (decrementi) 28.041 Totale 28.783 C- FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO IN IMMOBILIZZAZIONI (Investimenti) in immobilizzazioni: immateriali (8.749) materiali (10.417) fi nanziarie 0 Totale (19.166) Prezzo di realizzo delle immobilizzazioni 0 Totale (19.166) D- FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO Variazioni attività a medio lungo termine di natura fi nanziaria: (accensioni) / rimborsi 0 Variazioni attività a breve di natura fi nanziaria: (accensioni) / rimborsi 0 Variazioni passività a medio lungo termine di natura fi nanziaria: accensioni / (rimborsi) Variazioni passività a breve di natura fi nanziaria: accensioni / (rimborsi) 0 Incrementi / (rimborsi) di capitale proprio 0 Totale 0 E- (DISTRIBUZIONE DI UTILI) 0 F- FLUSSO MONETARIO DEL PERIODO (B+C+D+E) 9.617 G- DISPONIBILITÀ MONETARIE NETTE / (INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO) FINALI (A + F) 67.954 ALTRE INFORMAZIONI Operazioni di locazione fi nanziaria La società non ha operazioni di locazione fi nanziaria in essere ai sensi dell'art. 2427, punto 22 del Codice Civile. Operazioni con dirigenti, amministratori, sindaci e soci La Società non ha posto in essere operazioni con dirigenti, amministratori, sindaci e soci della società o di imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime. Operazioni realizzate con parti correlate ? La Società Eventi Italia Srl è partecipata al 100% dal Partito Democratico, con sede in Roma Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16, e nel bilancio vengono evidenziati, con riferimento al predetto socio unico, le seguenti movimentazioni:il credito di €. 335.000 per fatture da emettere quale corrispettivo per le prestazioni erogate al PD relative ad eventi non originariamente preventivati e contrattualizzati; ? con il socio unico PD è stato sottoscritto un contratto, con il quale il questi ha affi dato, a condizioni di mercato, ad Eventi Italia Srl l'incarico di promuovere e sviluppare un'attività di comunicazione politica via satellite e via web utilizzando “Youdem.tv” fi no al 31/12/2012. Di seguito sono esposti i dati contabili alla data del 31/12/2011 derivanti dai rapporti intercorsi: Tipologie Rapporti commerciali e diversi Ricavi - servizi 1.875.000 Rapporti fi nanziari Crediti 335.000 Accordi non risultanti dallo Stato Patrimoniale La Società non ha stipulato accordi che non risultano dallo stato patrimoniale ai sensi dell'art. 2427, punto 22-ter del Codice Civile. Compensi agli amministratori Non sono stati corrisposti né sono stati deliberati compensi agli Amministratori. I compensi spettanti ai membri del Collegio Sindacale sono stati pari a complessivi Euro 16.518. Partecipazioni in imprese comportanti responsabilità illimitata La Società non ha assunto partecipazioni comportanti la responsabilità illimitata ai sensi di quanto disposto dall'art. 2361, comma 2 del Codice Civile. Informazioni ai sensi dell'art. 2428 codice civile Ai fi ni di quanto richiesto dall'art. 2428 cod. civ. vengono fornite le seguenti informazioni: - la Società non ha svolto nell'esercizio alcuna attività di ricerca e sviluppo; - la Società non possiede proprie quote né ha acquistato o venduto nel corso dell'esercizio azioni o quote di Società controllanti né direttamente né indirettamente. Fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio Dopo la chiusura dell'esercizio non sono da segnalare fatti di particolare rilievo. Destinazione del risultato dell'esercizio Vi proponiamo di approvare il Bilancio dell'esercizio chiuso al 31/12/2011 e di destinare l'utile di esercizio di Euro 3.273,64 nella misura del 5% pari ad Euro 163,68 alla riserva legale e la diff erenza pari ad euro 3.109,96 alla riserva straordinaria. Nel confermare che il bilancio sottoposto alla Vostra approvazione rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione fi nanziaria e patrimoniale della società ed il risultato economico dell' esercizio, si invita ad approvare lo stesso. Roma, 28 marzo 2012 Firmato Il Presidente del Consiglio di Amministrazione (Lino Paganelli) RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE al bilancio di esercizio chiuso il 31/12/2011 Alla assemblea dei soci di Eventi Italia S.r.l. Premessa. Il collegio sindacale, nell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2011, ha svolto sia le funzioni previste dagli artt. 2403 e ss. c.c. sia quelle previste dall'art. 2409 bis c.c. La presente relazione unitaria contiene nella sezione A la “relazione di revisione ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39” e nella sezione B la “relazione ai sensi dell'art. 2429, comma 2, c.c.”. RENDICONTO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 Amm.ti dell'esercizio 1.051 17.510 37.085 120 55.766 Svalutazioni dell'eserc. Valore al 31/12/2011 1.051 17.510 48.485 360 67.406 Immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali di €. 93.559 (- 8.956) e sono costituite come di seguito indicato avendo subito le seguenti movimentazioni: Impianti e Mobili e Macchine Altri beni macchinari Arredi elettroniche ammortizzabili Movimenti specifi ci Uffi cio di uffi cio < 516,45 TOTALI Costo Storico 106.425 926 30.028 172 137.551 Fondo Ammortamento 24.671 166 10.027 172 35.036 Valore al 31/12/2009 81.754 760 20.001 - 102.515 Acquisizioni dell'eserc. 3.010 2.550 3.637 1.220 10.417 Giroconti e arrot. dell'eserc. (1) 1 Alienazioni dell'eserc. Rivalutazioni dell'eserc. Amm.ti dell'esercizio 11.610 250 6.293 1.220 19.373 Svalutazioni dell'eserc. Valore al 31/12/10 73.154 3.059 17.346 - 93.559 Attivo circolante - Crediti La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 434.529 324.355 110.174 La voce dei crediti è costituita da: Crediti Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. oltre di cui esig. oltre di cui esig. oltre Descrizione 12 mesi succ. 12 mesi succ. 12 mesi succ. Crediti verso clienti 12.000 24.000 (12.000) Crediti verso clienti per fatture da emettere 335.000 147.000 188.000 Totale crediti verso clienti 347.000 171.000 176.000 Crediti per note di credito da ricevere - 66.325 (66.325) Crediti verso Erario per IRES - 3.675 (3.675) Crediti verso Erario per IVA 13.504 11.115 2.389 Cauzioni 71.640 71.640 71.640 71.640 - Altri crediti 2.385 600 1.785 TOTALE 434.529 71.640 324.355 71.640 110.174 I crediti esigibili oltre l'esercizio successivo si riferiscono alle cauzioni erogate alla Società M-Three per i noleggi del canale satellitare e della fi bra ottica per un periodo triennale. Crediti di durata residua superiore a cinque anni La società non ha crediti di durata residua superiore a cinque anni. Attivo circolante - Disponibilità liquide La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 67.954 58.337 9.617 La voce è costituita da: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Depositi in conti correnti bancari o postali 66.600 56.734 9.866 Cassa 1.354 1.603 (249) TOTALE 67.954 58.337 9.617 Ratei e risconti attivi Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 112.827 20.667 92.160 La voce è costituita esclusivamente da risconti attivi relativi a costi da stornare dall'esercizio 2011 secondo la competenza temporale così composti: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Canone satellite 18.000 18.000 Canone Fibra Ottica 1.900 1.900 Canone Licenze Software 812 - 812 Canone gestione operativa e Piattaforma 20.538 - 20.538 Canone servizi televisivi 70.950 - 70.950 Assicurazioni 627 627 Canone contabilità - 140 (140) TOTALE 112.827 20.667 92.160 PASSIVO PATRIMONIO NETTO Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 266.602 263.329 3.273 Nel prospetto riportato di seguito viene evidenziata la movimentazione subita durante l'esercizio dalle singole poste che compongono il Patrimonio Netto: Descrizione 31/12/2010 Incrementi Decrementi 31/12/2011 Capitale 196.000 196.000 Riserva legale 60 60 Versamento Soci in c/capitale 100.000 32.731 67.269 Utile (perdita) portati a nuovo (662) 662 Utile (perdita) dell'esercizio (32.069) 35.342 3.273 263.329 36.004 32.731 266.602 Nella tabella che segue si dettagliano i movimenti nel patrimonio netto: Capitale Riserva Altre Utili (perdite) Risultato sociale legale riserve a nuovo d'esercizio Totale Saldo al 31/12/2009 196.000 (1.799) 1.196 195.397 Destinazione del risultato dell'esercizio - attribuzione dividendi - Riserve 60 100.000 (60) 100.000 - altre destinazioni 1.136 (1.136) Altre variazioni 1 1 Risultato dell'esercizio corrente (32.069) (32.069) Saldo al 31/12/2010 196.000 60 100.000 (662) (32.069) 263.329 Destinazione del risultato dell'esercizio - attribuzione dividendi - Riserve (32.731) 662 32.069 - altre destinazioni Altre variazioni Risultato dell'esercizio corrente 3.273 3.273 Saldo al 31/12/2011 196.000 60 67.269 - 3.273 266.602 Le poste del patrimonio netto sono così distinte secondo l'origine, la possibilità di utilizzazione, la distribuibilità e l'avvenuta utilizzazione nei tre esercizi precedenti (articolo 2427, primo comma, n. 7-bis, C.c.) Utilizzazioni eff . Utilizzazioni eff . Possibilità Quota Nei 3 es. prec. Nei 3 es. prec. Natura / Descrizione Importo utilizzo (*) disponibile Per copert. Perdite Per altre ragioni Capitale 196.000 B Riserva legale 60 B Altre riserve 67.269 A, B, C 67.269 32.731 Utile dell'esercizio corrente 3.273 A, B, C 3.109 1.136 Totale 266.602 70.378 33.867 (*) A: per aumento di capitale; B: per copertura perdite; C:per distribuzione ai soci Per completezza di informazione si illustra quanto segue. Il Capitale Sociale sottoscritto e versato alla data del 31/12/2011 è pari ad Euro 196.000 ed è costituito da 196.000 quote del valore nominale di un Euro cadauna. TFR La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 34.703 15.779 18.924 Il fondo copre interamente il trattamento di fi ne rapporto maturato a favore del personale in forza al 31 dicembre 2011 in base alla normativa vigente. La composizione e le variazioni intervenute nell'esercizio sono di seguito indicate: Saldo al 1°gennaio 2011 15.779 + Accantonamenti all'esercizio (+) 18.991 - Imposta sostitutiva su T.F.R. (-) - 67 Saldo al 31 dicembre 2011 34.703 Alla data del 31 dicembre 2011 il personale dipendente risulta composto da: n. 11 unità: n. 1 Direttore, n. 1 Redattore TV con contratto a termine, n. 2 Redattori Prima Nomina e n. 7 Praticanti giornalisti. Debiti Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 474.970 341.189 133.781 La voce dei debiti è costituita da: DEBITI Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. oltre di cui esig. oltre di cui esig. oltre Descrizione 12 mesi succ. 12 mesi succ. 12 mesi succ. Debiti verso Fornitori 319.280 246.799 72.481 Debiti verso Fornitori per fatture da ricevere 83.050 49.791 33.259 Debiti vs. Erario ritenute lavoro dipendente 11.754 5.969 5.785 Debiti vs. Erario ritenute lavoro autonomo 510 814 (304) Debiti vs. Erario per IRAP 6.380 4.017 2.363 Debiti vs. Erario per IRES 12.543 - 12.543 Deb.vs.Istituti di previdenza e sicurezza 17.199 16.743 456 Deb. Vs. Personale dipendenteper ratei maturati 24.254 17.056 7.198 TOTALE 474.970 341.189 133.781 Debiti di durata residua superiore a cinque anni La società non ha debiti di durata residua superiore a cinque anni. CONTI D'ORDINE Per l'esercizio 2011, come per il precedente, non si rilevano conti d'ordine. A) relazione di revisione ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 1. Abbiamo svolto la revisione legale del bilancio d'esercizio della Eventi Italia s.r.l. chiuso al 31/12/2011. La responsabilità della redazione del bilancio in conformità alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione compete all'organo amministrativo della società. È nostra la responsabilità del giudizio professionale espresso sul bilancio e basato sulla revisione legale. 2. Il nostro esame è stato condotto sulla base degli statuiti principi di revisione. In conformità ai predetti principi, la revisione è stata svolta al fi ne di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il bilancio d'esercizio sia viziato da errori signifi cativi e se risulti, nel suo complesso attendibile. Il procedimento di revisione è stato svolto in modo coerente con la dimensione della società e con il suo assetto organizzativo. Esso comprende l'esame, sulla base di verifi che a campione, degli elementi probativi a supporto dei saldi e delle informazioni contenuti nel bilancio, nonché la valutazione dell'adeguatezza e della correttezza dei criteri contabili utilizzati e della ragionevolezza delle stime eff ettuate dagli amministratori. Riteniamo che il lavoro svolto fornisca una ragionevole base per l'espressione del nostro giudizio professionale. Per il giudizio relativo al bilancio dell'esercizio precedente, i cui dati sono presentati ai fi ni comparativi, secondo quanto richiesto dalla legge, facciamo riferimento alla relazione da noi emessa in data 1° aprile 2011. 3. A nostro giudizio, il sopramenzionato bilancio è conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione; esso pertanto è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e fi nanziaria e il risultato economico della Eventi Italia s.r.l. per l'esercizio chiuso al 31 /12/2011. 4. Gli amministratori si sono avvalsi della facoltà prevista dall'art. 2435-bis c.c. di redigere il Bilancio in forma abbreviata. La nota integrativa contiene il rendiconto fi nanziario, dati e indicatori fi nanziari. B) Relazione ai sensi dell'art. 2429, comma2, c.c. Nel corso dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2011 la nostra attività è stata ispirata alle disposizioni di legge e alle Norme di Comportamento del Collegio Sindacale emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Attività di vigilanza ai sensi dell'art. 2403 e ss. c.c. ? abbiamo vigilato sull'osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione; ? abbiamo partecipato alle Assemblee dei Soci alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, in relazione alle quali, sulla base delle informazioni disponibili, non abbiamo rilevato violazioni di legge e dello Statuto, né operazioni manifestamente imprudenti, azzardate in potenziale confl itto d'interesse o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale; ? abbiamo acquisito dal Presidente del consiglio di amministrazione durante le riunioni svolte informazioni sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche eff ettuate dalla società approvate dall'Unico Socio e, in base alle informazioni acquisite, non abbiamo osservazioni particolari da riferire; ? abbiamo acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di nostra competenza, sull'adeguatezza e sul funzionamento dell'assetto organizzativo della società, anche tramite la raccolta di informazioni dai responsabili delle funzioni e a tale riguardo non abbiamo osservazioni particolari da riferire; ? abbiamo acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di nostra competenza, sull'adeguatezza e sul funzionamento del sistema amministrativo-contabile, nonché sulla affi dabilità di quest'ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, mediante l'ottenimento di informazioni dal professionista incaricato di tenere ed aggiornare la contabilità della società e dall'esame dei documenti aziendali, e a tale riguardo non abbiamo osservazioni particolari da riferire; ? non sono pervenute denunce dai soci ai sensi dell'articolo 2408 Codice Civile; ? nel corso dell'esercizio non sono stati rilasciati dal Collegio Sindacale pareri previsti dalla legge; ? nel corso della attività di vigilanza come sopra descritta, non sono emersi altri fatti signifi cativi tali da richiederne la menzione nella presente relazione. Bilancio d'esercizio a) Per quanto a nostra conoscenza gli amministratori, nella redazione del bilancio, non hanno derogato alle norme di legge ai sensi dall'art. 2423, quarto comma, del Codice Civile. ? I risultati della revisione legale del bilancio da noi svolta sono contenuti nella sezione Adella presente relazione. Considerando le risultanze della attività da noi svolta il Collegio Sindacale propone all'assemblea di approvare il bilancio di esercizio al 31/12/2011 così come redatto dagli amministratori. Firmato IL COLLEGIO SINDACALE Del Bue Guido, Presidente Sesana Marisa Giulia Maria, Sindaco eff ettivo Federica Antonelli, Sindaco eff ettivo EVENTI ITALIA FESTE S.R.L. CON SOCIO UNICO Sede Sociale: Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16 - Roma Capitale Sociale: €. 26.000,00 interamente sottoscritto e versato Iscrizione al Registro delle Imprese del Tribunale di Roma, Codice Fiscale e Partita IVA n. 10239731002 Numero REA: 1219864 BILANCIO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 - STATO PATRIMONIALE (Importi espressi in unità di Euro) Attivo 31-12-2011 31-12-2010 A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti Parte richiamata Parte da richiamare - Totale crediti verso soci per versamenti ancora dovuti (A) - B) Immobilizzazioni I - Immobilizzazioni immateriali Valore lordo 3.217 2.471 Ammortamenti (1.558) (988) Svalutazioni - Totale immobilizzazioni immateriali 1.659 1.483 II - Immobilizzazioni materiali Valore lordo - Ammortamenti - Svalutazioni - Totale immobilizzazioni materiali - III - Immobilizzazioni fi nanziarie Crediti esigibili entro l'esercizio successivo - esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale crediti - Altre immobilizzazioni fi nanziarie - Totale immobilizzazioni fi nanziarie Totale immobilizzazioni (B) 1.659 1.483 C) Attivo circolante I - Rimanenze Totale rimanenze - II - Crediti esigibili entro l'esercizio successivo 553.314 860.911 esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale crediti 553.314 860.911 III - Attività fi nanziarie che non costituiscono immobilizzazioni - Totale attività fi nanziarie che non costituiscono immobilizzazioni - IV - Disponibilità liquide Totale disponibilità liquide 12.525 162.830 Totale attivo circolante (C) 563.839 1.023.741 D) Ratei e risconti Totale ratei e risconti (D) - Totale attivo 567.498 1.025.224 Passivo 31-12-2011 31-12-2010 A) Patrimonio netto I - Capitale. 26.000 26.000 II - Riserva da soprapprezzo delle azioni - III - Riserve di rivalutazione - IV - Riserva legale 89 89 V - Riserve statutarie - VI - Riserva per azioni proprie in portafoglio - VII - Altre riserve, distintamente indicate - Riserva straordinaria 229 1.376 Totale altre riserve 229 1.376 VIII - Utili (perdite) portati a nuovo - IX - Utile (perdita) dell'esercizio 2.002 (1.147) Totale patrimonio netto 28.320 26.318 B) Fondi per rischi e oneri Totale fondi per rischi ed oneri C) Trattamento di fi ne rapporto di lavoro subordinato - D) Debiti esigibili entro l'esercizio successivo 539.178 998.906 esigibili oltre l'esercizio successivo - Totale debiti 539.178 998.906 E) Ratei e risconti Totale ratei e risconti - Totale passivo 567.498 1.025.224 Conti d'ordine 31-12-2011 31-12-2010 Rischi assunti dall'impresa Fideiussioni a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale fi deiussioni - Avalli a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale avalli - Altre garanzie personali a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale altre garanzie personali - Garanzie reali a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - a imprese controllate da controllanti - a altre imprese - Totale garanzie reali - Altri rischi venerdì 29 giugno 2012 17
Montepremi 1.923.321,74 5+stella Nessun6-Jackpot 9.613.592,53 4+stella 31.634,00 Nessun5+1 - 3+stella 1.711,00 Vinconoconpunti5 288.498,26 2+stella 100,00 Vinconoconpunti4 316,34 1+stella 10,00 Vinconoconpunti3 17,11 0+stella 5,00 Nazionale 22 63 68 17 26 Bari 6 68 18 21 69 Cagliari 60 65 24 4 73 Firenze 6 3 57 19 43 Genova 89 80 72 86 24 Milano 36 73 53 50 34 Napoli 78 31 12 65 55 Palermo 2 36 12 79 4 Roma 70 55 66 22 58 Torino 37 8 41 83 64 Venezia 87 53 60 55 10 InumeridelSuperenalotto Jolly SuperStar 6 20 25 42 57 80 49 63 PINOSTOPPON ROMA 10eLotto 2 3 6 8 18 24 31 36 37 5355 60 65 68 70 73 78 80 87 89 BUFFON 7,5 Santo subito. Sicuro nelle uscite. Nel primo tempo compie due grandi interventi che salvano il risultato. Uno sulla fucilata di Khedira. Nel secondo tempo vola su una punizione di Reus. BARLZARETTI 6,5 Prandelli lo mette a destra e ha ragione. Si propone molto, viene servito poco. In difesa chiude con i tempi giusti. In questo Europeo è cresciuto. Suo il fallo di mani sul rigore. CHIELLINI6,5Tende sempre ad accentrarsi e le azioni pericolose vengono proprio dalla sua fascia. Ma in difesa è un leone. Come sempre. BARZAGLI 7 Corpo a corpo con Gomez. Nel primo tempo li vince tutti anche perché la super punta del Bayern viene servita sempre spalle alla porta. Da quando è tornato non ce n'é per nessuno. BONUCCI 6,5 Chiamato a impostare più volte dalla difesa mostra tutti i suoi limiti con la palla ai piedi Si vede che non è il suo mestiere. Il suo mestiere è difendere. E quello lo fa bene. Specie quando toglie una palla avvelenata dai piedi di Klose. DE ROSSI 7,5 Come si fa a privarsi di un campione del genere. Chiude, taglia, corre, imposta, gioca. Completo come non mai. Uno dei migliore della nostra nazionale. MARCHISIO6 Per trenta minuti fuori dal gioco. Poi cresce con tutta la squadra. Mancano i suoi inserimenti ma sulla fascia destra ha un cliente difficile come Lahm. Perfetto nei tempi di chiusura. Si mangia il gol della sicurezza. Ma tutto sommato ci piace anche così. PIRLO8Trentatre anni anni di pura classe. Hanno provato a ingabbiarlo in ogni modo ma con quel suo incedere lento e perpetuto spunta quando meno te l'aspetti e detta i tempi a tutta la squadra. MONTOLIVO6,535 metri di assist per Balotelli valgono un'intera partita. Prima di quella prodezza è stato uno dei più attivi. Ha pressato praticamente a tutto campo rincorrendo ovunque le maglie bianche della Germania. Sbaglia un gol fatto. AL ‘63 THIAGO MOTTA 6,5 Sostanza e gioco. Quello che ci voleva. CASSANO7 La palla a Balotelli per l'uno a zero lascia tutti di stucco. Si libera di Hummels al rallentatore ma che classe. AL‘57DIAMANTI Più confusione che razionalità. Ma Alino è così: genio e sregolatezza. BALOTELLI8,5È stata la partita che tutti aspettavamo. Tiene impegnata la difesa tedesca praticamente da solo. Mette dentro la prima palla esultando e ringraziando Cassano. La seconda, su un taglio sublime di Montolivo, la piazza sotto l'incrocio a una velocità supersonica. A Varsavia si è trasformato in un giocatore vero. AL ‘69 DI NATALE 6 Entra perché Supemario ha i crampi. E il cambio ci sta. Crea movimento avrebbe l'occasione per fare il tre a zero ma la spara fuori. LOTTO SPORT Siamo in finale, e chi l'avrebbe immaginato dopo lo 0-3 in amichevole contro la Russia, chi avrebbe immaginato che questa Italia fosse una squadra, qualcosa di solido, di forte, di eccezionale. Germania schiantata, distrutta prima nelle sue certezze, poi col gioco, quel magnifico, eterno gioco all'italiana che ci ha regalato una storia, una fama e notti come queste, notti di grandezza, di bellezza abbagliante. Varsavia come Dortmund, come Madrid e Città del Messico, siamo più forti della Germania sempre, quando conta. È la notte di Balotelli, doppietta di superbia, la notte di Prandelli, che di cinque partite ne ha sbagliata mezza. Germania da zero assoluto. La storia era dalla nostra, sarà dalla nostra anche il futuro immediato, la finale di domenica, di nuovo la Spagna. Un controllo sereno del gioco, un'Italia spigliata, concreta, all'italiana, e pazienza se arriveranno critiche, se i tedeschi recrimineranno su un mani di Pirlo in apertura, se avranno rimpianti sui tiri dalla stratosfera di Kroos e Khedira, unici momenti di Germania in un primo tempo che con due gol e altri due tiri verso Neuer gli azzurri hanno dominato. Un'Italia perfetta per 45 minuti intensi, bellissimi, che sono già nella storia. Montolivo e Cassano fanno immaginare presto, con due tiri dalla distanza, quello che accadrà. Il divario tra le squadre non è netto, la Germania gioca di più, l'Italia segna due volte. Al 20' la prima apparizione di Balotelli. Numero di un immenso Cassano a sinistra, tre uomini saltati e cross sulla testa di Mario, che stacca, infila Neuer e sorride - hai visto mai? -. Sedici minuti di sterile e inutile Germania, poi Montolivo inventa un lancio di quaranta metri dalla nostra metà campo, Balotelli stoppa, s'invola, entra in area e spacca la porta col terrificante destro del 2-0. Non solo sorride, Mario, ma si toglie la maglia e mostra il fisico, lo mostra al mondo. È l'uomo della serata, il capocannoniere dell'Europeo, il fuoriclasse che da anni ci mancava. Come una squadra operaia in vantaggio a sorpresa, ma meritatamente, andiamo al riposo assaggiando il sapore fantastico della finale. Löw stravolge la squadra a inizio ripresa, dentro Klose e Reus, fuori Gomez e Podolski, impresentabili. La Germania resta in scacco, solo una punizione di Reus respinta da Buffon e dalla traversa. Poi è solo Italia, Marchisio scarica fuori di un centimetro appena dentro l'area di rigore. I bianchi attaccano, gli azzurri ripartono, fanno male, entrano Diamanti e Thiago Motta per un centrocampo più denso, poi anche Di Natale per un Balotelli stravolto dai crampi ma senza alcuna voglia di lasciare il campo - ed è un segnale straordinario -. Contropiedi e pericoli, ancora Marchisio in diagonale non trova la porta, né Di Natale, di un nulla. Balzaretti si sacrifica a destra in un ruolo non suo e lo fa alla grande, va anche in gol, ma in fuorigioco ed è tra i migliori di una squadra che ha smesso di avere punti deboli strada facendo, che ha scoperto il coraggio, oltre che la difesa ferrea e le certezze antiche, Buffon, Pirlo, De Rossi, Montolivo immensi, Bonucci e Barzagli senza incertezze, un Chiellini preciso a sinistra, Cassano imprendibile. Al 92' Özil accorcia su rigore dopo un fallo di mano di Balzaretti, tre minuti di brividi, con Neuer nella nostra area, ma finisce come meritiamo, perché siamo stati più forti. Prandelli è stravolto: «Una partita straordinaria. Abbiamo dato un esempio di concretezza e di attaccamento alla maglia». Domenica a Kiev la Spagna, ancora da sfavoriti, ma fino a che punto? Intanto gli italiani si rovesciano tutti in piazza a festeggiare, Italia-Germania è finita come al solito. Cassanoritrova il tocco DeRossi, chegiocatore! Buffonunmuro invalicabileBarzaglicorpoacorpovincente PerPirloun'altrapartitada incorniciare.DiNatalespreca QUESTAPARTITA ÈANCORA NOSTRA.ITALIAGERMANIADUEA ZERO: ADESSOC'È ANCHEQUESTA, ACCANTOALLE ALTRE. OGNI GENERAZIONEHALA SUAVITTORIA CONTRO I TEDESCHI,OGNICOETANODI BERLINOHAUNA SCONFITTADARICORDARE.Credevano - i tedeschi - di averla finalmente trovata, questa partita: si sbagliavano. Avevano valutato la loro enorme forza, il loro calcio semplice, efficace, anche magnifico e statisticamente imbattibile: 15 vittorie consecutive. Noi, in tutto il 2012 appena una, contro l'Irlanda. Anche quando eravamo stati pieni di cose buone, come contro gli inglesi, appena quattro giorni fa, era comunque finita 0-0. La Germania credeva di vincere perché considerava solo se stessa. Sono errori che si fanno dopo - appunto - troppe vittorie traboccanti di complimenti. Ma c'era l'Italia, con la sua enorme storia. Con la sensibilità che la fa ingigantire nei momenti decisivi. Con classe e il mestiere di Pirlo e De Rossi, coppia di centrocampisti che nessun altra squadra al mondo può presentare. Con la “visione” di Cesare Prandelli: ha saputo leggere nel campo e nei fatti umani che lo pervadono, ha scelto Cassano e Balotelli, il lusso, la fantasia dispersiva, l'estro fine e se stesso. Macché: l'Italia costruisce la sua vittoria su un'azione “fondamentalista” di questi due maledetti attaccanti. Il controllo, il dribbling, il cross di Cassano, la fisicità, il tempismo, la naturalezza calcistica di Balotelli. Che poi raddoppia, aggiungendo a quel repertorio anche il gol da cannoniere prepotente e immarcabile che tutti vorremmo fosse sempre. Davanti ai tedeschi l'Italia alza la testa: pesca nella memoria, e trova tutto quello che serve. La partita contro gli inglesi ci ha infuso la fierezza necessaria per sentirsi adeguati. Così portiamo la Germania sul nostro spartito, palleggiando con i centrocampisti e gli attaccanti, costringendoli a muoversi ovunque, togliendo loro il fiato per i limpidi contropiedi che ieri non sono mai partiti. Minuto dopo minuto abbiamo consumato la loro fiducia: tutto ripetevano, ma senza genio né velocità. Così, sono tornati la Germania pencolante e greve che si muove di forza, cercando di possedere un campo che è di Pirlo, e De Rossi. Violentando una partita che è nostra. Solo l'ingresso di Reus a inizio ripresa ci ha mosso e confuso la linea dei difensori, e sono stati quindici minuti durissimi, ma anche quando è mancato l'ordine abbiamo saputo comunque difendere con tackle precisi, con coraggio e personalità. Passata la baldoria, siamo tornati padroni, finendo per dominare, ed è sembrato anche troppo, ma era bello. Il rigore finale non fa analisi, ma solo tabellino. Adesso la Spagna, la finale, tutta un'altra storia, ma ci siamo dentro e la racconteremo. GIOVEDÌ 28 GIUGNO Li stende Supermario Due gol di Balotelli. Dominati anche i tedeschi UnapartitaperfettaFinisce 2a1Prandelli indovinatutte lemosse.Per i tedeschiun golsurigore.Ora laSpagna infinaledomenica COSIMOCITO ROMA MarioBalotelli eAntonio Cassano. Idue hanno incantatoper 50 minuti. L'Italiaè in finalecon la Spagna FOTO ANSA La «visione» di Cesare incanta l'Italia ILCOMMENTO MARCOBUCCIANTINI U: venerdì 29 giugno 2012 27
SEGUEDALLA PRIMA Questo quadro, per quanto noto a chi conosce la realtà vera del Paese, rende però indifferibile una verifica onesta dei provvedimenti presi fino ad oggi dal governo e della loro efficacia, non tanto ai fini di una ritrovata credibilità internazionale, che fortunatamente è stata ristabilita, quanto dell'effettivo contrasto alla crisi. Da questo punto di vista il vertice dei capi di governo ha una responsabilità storica. Una parte dell'edificio europeo sta bruciando e il contagio sta crescendo, creando una trappola che mette in ginocchio cittadini e imprese, minando le fondamenta stesse della moneta unica e dei trattati. Ogni Paese arriva a Bruxelles con le proprie ragioni e i propri interessi ma la moneta unica esige un compromesso comune, in assenza del quale la crisi da monetaria diventerà immediatamente una crisi politica. Per l'Italia il passaggio assume le caratteristiche di un guado decisivo, e non perché tocca agli altri affrontare o risolvere problemi che sono nostri, ma perché non è giusto né accettabile che l'incertezza europea renda ancora più pesante la strada del nostro risanamento. Un compromesso basato su una delle tante soluzioni presentate ci può aiutare nelle scelte che dovremo fare comunque; un risultato negativo renderebbe tutto più difficile ma altrettanto necessario. Quello che difficilmente può essere accettato dai nostri interessi è il protrarsi di una situazione di stallo e di incertezza, nella quale non si delinei nessuna via di uscita dalla crisi. Altri possono aspettare, come in fondo propongono le ultime considerazioni del cancelliere tedesco: noi abbiamo il bisogno di non perdere altro tempo e trovare da subito un bandolo per dipanare una matassa tanto complessa quanto pericolosa. Da questo punto di vista, i dati di Confindustria hanno il merito di non abbellire né di sfumare la durezza del momento, riportando al centro dell'attenzione l'economia reale, con i problemi in carne e ossa di giovani, lavoratori e imprese. E anche di distribuire critiche e osservazioni, per la prima volta dopo tanti anni, sufficientemente oneste ed equilibrate. Per questo da lunedì, chiuso il vertice con i risultati che vedremo, ci sarà in ogni caso la necessità di provare a cambiare registro. Se il Paese non può restare in una lunga agonia e in una troppo lunga transizione verso non si sa dove, e se i provvedimenti presi fino ad oggi su tasse sulla casa, riforma previdenziale (pesantissima e iniqua), stimoli all'economia (modesti fino all'eccesso), e riforma del mercato del lavoro (assolutamente discutibile) non danno risultati effettivi, allora bisognerà pensare di cambiare l'asse e le priorità degli interventi. Laddove non arrivano i suggerimenti della Banca centrale, altre strade fino ad oggi non prese in considerazione possono essere percorse. Da un lato bisogna provare a ridurre e ristrutturare lo stock del debito, dall'altro stimolare investimenti e domanda, anche trovando i modi per fare affluire la liquidità necessaria a imprese e famiglie. Qualcuno, negli ultimi giorni, l'ha chiamata la soluzione B; altri da tempo hanno avanzato proposte per un'operazione dai caratteri straordinari. Lo stesso governo ultimamente ha predisposto contenitori e società con finalità che si possono avvicinare, anche se non ancora nelle quantità, allo stesso obiettivo. Si tratta ora di scegliere, studiando bene le soluzioni anche dal punto di vista dell'equità sociale, e di affrontare il nodo dal suo fondamento. Insieme, utilizzando una parte di tali risorse, bisogna sostenere l'economia reale, dopo che per responsabilità del centrodestra restiamo l'unico Paese in Europa che non ha fatto, durante l'arco della crisi, alcuna manovra di stimolo anticlica. Non si tratta di scelte facili, ma abbiamo una ragionevole possibilità di uscire dalla spirale recessione-debito in altro modo? E ancora: possiamo continuare a galleggiare, bruciando risorse e lavoro giorno dopo giorno? Stare fermi, mettere tamponi dalla discutibile utilità, sommare tanti piccoli interventi iniqui e anche occasionali, è forse una via migliore? L'unico vero problema può essere rappresentato dalla fragilità dell'equilibrio politico, e dagli incerti atteggiamenti di una parte dello schieramento che sostiene il governo. Ma anche su questo aspetto vale in fondo la stessa considerazione: meglio misurarsi con un progetto alto e con una scommessa di fondo che tirare a campare, finendo con il logorare tutti, la parte buona e quella che ha le responsabilità più grandi, chi ha a cuore il destino comune e chi lavora per propri e circoscritti interessi. A ttendendo la promulgazionedel Presidente della Repubbli-ca e la pubblicazione in Gazzeta ufficiale, la riforma del lavoro nasce comunque monca. A giudicare dai giudizi del giornale di Confindustria, si tratta di una riforma di stampo socialista. Nell'accuratissima scheda pubblicata ieri dal Sole24ore si misura la “Tutela per il lavoratore” con giudizi che in valore assoluto fanno aumentare di 12 “quadratini verdi”, mentre l'”Efficienza per l'impresa” cala di ben 10 “quadratini rossi”. Così si spiega la definizione («Una boiata») affibiata alla riforma stessa dal presidente Giorgio Squinzi. Ieri il neo-presidente di Confindustria ha ribadito: «Al di là di qualche forzatura mediatica è chiaro che noi non siamo assolutamente contenti del risltuato della riforma del lavoro. Mi auguro che superata l'approvazione ora si metta mano ad un aggiustamento nel senso più costruttivo soprattutto per le nostre imprese». Ora dunque, al netto del «monitoraggio» già promesso da Elsa Fornero, si attendono i cambiamenti promessi solennemente da Mario Monti: «Ci siamo impegnati a risolvere tempestivamente il tema degli esodati e alcuni aspetti della flessibilità in entrata e degli ammortizzatori sociali, e lo ribadiamo», ha detto il premier alla vigilia della fiducia. Se il Pdl è vicino alle posizioni di Confindustria, il Pd chiede modifiche per i giovani e i precari. Il relatore Pdl della riforma Giuliano Cazzola ha chiesto di rafforzare le norme sulla detassazione dei premi di produttività, tornando alla situazione precedente, sulla somministrazione a tempo indeterminato, propone di far cadere il vincolo dei 36 mesi e il cosiddetto "causalone", sui contratti a termine la proposta è di accorciare il periodo intercorrente tra un contratto e l'altro (innalzato dal Ddl a 60 e 90 giorni) nel lavoro stagionale e turistico. Da parte del Pd invece c'è la richiesta di il Pd ribadisce la richiesta di spostare di un anno l'ingresso del nuovo sistema dell'Aspi, a causa del protrarsi della crisi economica, e ribadisce l'esigenza d'interventi a favore die giovani: migliorare la mini Aspi, rendere più facile l'accesso al bonus precari nel caso di un lavoratore a progetto licenziato, affrontare il tema dei contributi figurativi nel lavoro stagionale e, per quanto riguarda le partite Iva “autentiche” non procedere all'innalzamento dei contributi previdenziali al 33%. Sia Pd che Pdl hanno individuato nel decreto Sviluppo lo strumento più celere ed adatto per definire queste modifiche. Il governo non ha ancora dato il via libera, ma la starebbe valutando. Il mediatore con la maggioranza è il ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda che mercoledì è stato visto parlottare a lungo in Transatlantico con il capogruppo Pd Dario Franceschini. Ma ad oggi nessun accordo è stato trovato su tempi e modi dei cambiamenti richiesti alla riforma. C'è poi il capitolo “esodati”. E anche qui il solo Pd ha chiesto a gran voce di “scambiare” il via libera alla fiducia sulla riforma alla soluzione almeno per i 55mila nuovi esodati citati dalla Fornero nelle sue informative nell'Aula di Senato e Camera. Anche in questo caso però siamo in alto mare. Non sono ancora state né stimate le risorse necessarie né, a maggior ragione, individuate dove reperirle. La richiesta di Pd e sindacati è quella di prenderle dai risparmi che la riforma delle pensioni produrrà (la stessa che ha prodotto il fenomeno esodati, da subito denunciato dai sindacati e sottaciuto dalla ministra). Ma i 140 miliardi di risparmi sono già stati messi a bilancio dello Stato per ridurre il debito pubblico. Ed è difficile immaginare che Mario Monti li sposti. ILCOMMENTO GUGLIELMOEPIFANI «Siamo negli abissi» L'economia reale ci impone di cambiare rotta Lariformadel lavoro approvataperdarepiù forzaaMonti inEuropa.Ma gliaggiustamenti reclamati sonotuttidadefinireCome lecoperture ILDOSSIER M.FR. ROMA Un operaio impegnato in una catena di montaggio all'interno di una fabbrica FOTO ANSA . . . Comunque finirà il consiglio europeo l'Italia dovrà assumere decisioni straordinarie Ammortizzatori ed esodati Le mancate risposte di Fornero . . . Industriali: la nuova legge non serve . . . Troppe tutele per i lavoratori . . . Non utilizzabili i 140 miliardi di risparmi della riforma delle pensioni venerdì 29 giugno 2012 7
crediti ceduti pro solvendo - altri - Totale altri rischi - Totale rischi assunti dall'impresa - Impegni assunti dall'impresa Totale impegni assunti dall'impresa - Beni di terzi presso l'impresa merci in conto lavorazione - beni presso l'impresa a titolo di deposito o comodato - beni presso l'impresa in pegno o cauzione - altro - Totale beni di terzi presso l'impresa - Altri conti d'ordine Totale altri conti d'ordine - Totale conti d'ordine - Conto economico 31-12-2011 31-12-2010 A) Valore della produzione: 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni 1.360.164 1.470.980 2) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e fi niti - 3) variazioni dei lavori in corso su ordinazione - 4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni - 5) altri ricavi e proventi contributi in conto esercizio - altri - Totale altri ricavi e proventi - Totale valore della produzione 1.360.164 1.470.980 B) Costi della produzione: 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 3.104 1.245 7) per servizi 1.143.956 1.340.714 8) per godimento di beni di terzi 197.154 125.042 9) per il personale: a) salari e stipendi - b) oneri sociali - c) trattamento di fi ne rapporto - d) trattamento di quiescenza e simili - e) altri costi - Totale costi per il personale - 10) ammortamenti e svalutazioni: a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 569 494 b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali - c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni - d) svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide - Totale ammortamenti e svalutazioni 569 494 11) variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci - 12) accantonamenti per rischi - 13) altri accantonamenti - 14) oneri diversi di gestione 8.533 978 Totale costi della produzione 1.353.316 1.468.473 Diff erenza tra valore e costi della produzione (A - B) 6.848 2.507 C) Proventi e oneri fi nanziari: 15) proventi da partecipazioni da imprese controllate - da imprese collegate - altri - Totale proventi da partecipazioni - 16) altri proventi fi nanziari: a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni da imprese controllate - da imprese collegate - da imprese controllanti altri - Totale proventi fi nanziari da crediti iscritti nelle immobilizzazioni - b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni - c) da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - d) proventi diversi dai precedenti da imprese controllate - da imprese collegate - da imprese controllanti - altri 78 94 Totale proventi diversi dai precedenti 78 94 Totale altri proventi fi nanziari 78 94 17) interessi e altri oneri fi nanziari a imprese controllate - a imprese collegate - a imprese controllanti - altri 46 Totale interessi e altri oneri fi nanziari 46 17-bis) utili e perdite su cambi - Totale proventi e oneri fi nanziari (15 + 16 - 17 + - 17-bis) 32 94 D) Rettifi che di valore di attività fi nanziarie: 18) rivalutazioni: a) di partecipazioni - b) di immobilizzazioni fi nanziarie che non costituiscono partecipazioni c) di titoli iscritti all'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - Totale rivalutazioni - 19) svalutazioni: a) di partecipazioni - b) di immobilizzazioni fi nanziarie che non costituiscono partecipazioni - c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni - Totale svalutazioni - Totale delle rettifi che di valore di attività fi nanziarie (18 - 19) - E) Proventi e oneri straordinari: 20) proventi plusvalenze da alienazioni i cui ricavi non sono iscrivibili al n 5 - Diff erenza da arrotondamento all'unità di Euro - altri - 812 Totale proventi - 812 21) oneri minusvalenze da alienazioni i cui eff etti contabili non sono iscrivibili al n 14 - imposte relative ad esercizi precedenti - Diff erenza da arrotondamento all'unità di Euro - altri 749 2.500 Totale oneri 749 2.500 Totale delle partite straordinarie (20 - 21) (749) (1.688) Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D + - E) 6.131 913 22) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, diff erite e anticipate Imposte correnti 4.129 2.060 Imposte diff erite - Imposte anticipate - proventi (oneri) da adesione al regime di consolidato fi scale/trasparenza fi scale - Totale delle imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, diff erite e anticipate 4.129 2.060 23) Utile (perdita) dell'esercizio 2.002 (1.147) Roma, 28 marzo 2012 Firmato Il Presidente del Consiglio di Amministrazione (Antonella Trivisonno) EVENTI ITALIA FESTE S.R.L. CON SOCIO UNICO Nota Integrativa al bilancio dell'esercizio chiuso al 31/12/2011 redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c. Premessa Il seguente bilancio è conforme al dettato degli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile, come risulta dalla presente nota integrativa, redatta ai sensi dell'articolo 2427 del Codice Civile, che costituisce, ai sensi e per gli eff etti dell'articolo 2423, parte integrante del bilancio d'esercizio. Il bilancio del presente esercizio è stato redatto in forma abbreviata in conformità alle disposizioni di cui all'art. 2435 - bis del Codice Civile, in quanto ricorrono i presupposti previsti dal comma 1 del predetto articolo. Inoltre, la presente nota integrativa riporta le informazioni richieste dai numeri 3) e 4) dell'art. 2428 c.c. e, pertanto, non si è provveduto a redigere la relazione sulla gestione ai sensi dell'art. 2435 - bis, comma 7 del Codice Civile. I criteri di valutazione adottati sono quelli previsti dagli artt. 2423 bis e 2426 Codice Civile e non sono variati rispetto all'anno precedente, non essendosi verifi cati casi eccezionali che abbiano reso necessario il ricorso a deroghe di cui agli artt. 2423 bis, secondo comma e 2423, quarto comma del Codice Civile. Ove applicabili sono stati, altresì, osservati i principi e le raccomandazioni pubblicati dagli organi professionali competenti in materia contabile, al fi ne di dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, fi nanziaria ed economica. Le voci dell'Attivo e del Passivo appartenenti a più voci dello Stato patrimoniale sono specifi catamente richiamate. La Società si é costituita in data 26 novembre 2008 e, pertanto, la gestione 2011 si riferisce al terzo anno di attività della Società. L'esercizio 2011 è caratterizzato dall'organizzazione della Festa Democratica del Partito Democratico sul circuito nazionale, il cui evento principale si è svolto a Pesaro. Criteri di redazione Conformemente al disposto dell'articolo 2423 bis del Codice Civile, nella redazione del bilancio si è provveduto a: - valutare le singole voci secondo prudenza ed in previsione di una normale continuità aziendale, nonché tenendo conto della funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo considerato; - includere i soli utili eff ettivamente realizzati nel corso dell'esercizio; - determinare i proventi ed i costi nel rispetto della competenza temporale, indipendentemente dalla loro manifestazione fi nanziaria; - comprendere tutti i rischi e le perdite di competenza, anche se divenuti noti dopo la conclusione dell'esercizio; - considerare distintamente, ai fi ni della relativa valutazione, gli elementi eterogenei inclusi nelle varie voci del bilancio; - mantenere immutati i criteri di valutazione adottati rispetto al precedente esercizio. Criteri di valutazione I criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio, esposti di seguito, sono conformi a quanto disposto dall'art. 2426 del Codice Civile. Accanto all'importo di ogni voce dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico è stato riportato l'ammontare corrispondente dell'esercizio precedente; la mancata indicazione nel bilancio e nella nota integrativa dei valori e/o delle notizie richieste dall'art. 2427 Cod. Civ. o da altre disposizioni di legge corrisponde alla inesistenza in bilancio delle voci relative. Premesso quanto sopra, si riassumono, di seguito, i più signifi cativi criteri di valutazione cui si è fatto ricorso per la redazione del bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2011: Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali sono iscritte al costo di acquisto o di produzione interna, inclusi tutti gli oneri accessori di diretta imputazione, e sono sistematicamente ammortizzate in quote costanti in relazione alla residua possibilità di utilizzazione del bene, con indicazione in forma esplicita degli ammortamenti e delle svalutazioni eff ettuate. Le spese di impianto e di ampliamento che si presume abbiano un eff etto anche per gli esercizi futuri vengono ammortizzate in un periodo di cinque anni compreso quello nel quale sono state sostenute. Crediti I crediti dell'attivo circolante sono iscritti al valore di presunto realizzo. Disponibilità liquide Le disponibilità liquide sono esposte al loro valore nominale. Patrimonio netto Il Capitale Sociale è iscritto al valore nominale delle quote sottoscritte e versate dai soci, alla data di chiusura dell'esercizio. Le altre poste del patrimonio netto sono indicate al valore nominale. Debiti I debiti sono indicati tra le passività in base al loro valore nominale. Impegni, garanzie e rischi Sono esposti al loro valore contrattuale in calce allo Stato Patrimoniale, secondo quanto stabilito dal terzo comma dell'articolo 2424 del Codice Civile. Costi e ricavi Sono esposti secondo il principio della prudenza e della competenza economica. Imposte Le imposte correnti sono calcolate secondo i principi e le regole previste dalla normativa fi scale vigente. In base al principio della prudenza e della ragionevole certezza di recupero, da verifi carsi in relazione alla capienza dei redditi imponibili attesi, non sono iscritte in bilancio attività per imposte anticipate, né tanto meno potenziali proventi relativi ai benefi ci fi scali potenziali derivanti dalle perdite fi scali riportabili a nuovo. Non si segnalano passività da iscrivere in bilancio per imposte diff erite. INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE ATTIVO Immobilizzazioni immateriali e materiali Immobilizzazioni Immateriali Le immobilizzazioni immateriali di €. 1.659 (+ 173) sono costituite come di seguito indicato, avendo subito le seguenti movimentazioni: Movimenti Costi per Costituzione Software: Società Programma di contabilità TOTALI Costo Storico 2.471 0 2.471 Fondo Ammortamento 988 0 988 Valore al 31/12/2010 1.483 0 1.483 Acquisizioni dell'esercizio 0 745 745 Giroconti dell'esercizio 0 0 0 Alienazioni dell'esercizio 0 0 0 Rivalutazioni dell'esercizio 0 0 0 Ammortamenti dell'esercizio 494 75 569 Svalutazioni dell'esercizio 0 0 0 Valore al 31/12/2011 989 670 1.659 Attivo circolante - Crediti La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 553.314 860.911 (307.597) La voce dei crediti è costituita da: Crediti Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. oltre di cui esig. oltre di cui esig. oltre Descrizione 12 mesi succ. 12 mesi succ. 12 mesi succ. Crediti verso clienti 400.463 584.776 (184.313) Crediti verso clienti per fatture da emettere 107.925 231.148 (123.223) Totale crediti verso clienti 508.388 815.924 (307.536) Crediti verso Erario per IRES - 2.953 (2.953) Crediti verso Erario per IVA 42.280 38.639 3.641 Altri crediti verso l'erario 187 187 - Altri crediti 2.459 3.208 (749) TOTALE 553.314 860.911 (307.597) Crediti di durata residua superiore a cinque anni La società non ha crediti di durata residua superiore a cinque anni. Attivo circolante - Disponibilità liquide La composizione ed i movimenti delle singole voci sono così rappresentati: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 12.525 162.830 (150.305) La voce è costituita da: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Depositi in conti correnti bancari o postali 12.475 162.683 (150.208) Cassa 50 147 (97) TOTALE 12.525 162.830 (150.305) PASSIVO PATRIMONIO NETTO Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 28.320 26.318 2.002 Nel prospetto riportato di seguito viene evidenziata la movimentazione subita durante l'esercizio dalle singole poste che compongono il patrimonio netto: Descrizione 31/12/2010 Incrementi Decrementi 31/12/2011 Capitale 26.000 26.000 Riserva legale 89 89 Riserva straordinaria 1.376 1.147 229 Utile (perdita) dell'esercizio (1.147) 3.149 2.002 26.318 3.149 1.147 28.320 Nella tabella che segue si dettagliano i movimenti nel patrimonio netto: Capitale Riserva Altre Utili (perdite) Risultato sociale legale riserve a nuovo d'esercizio Totale Saldo al 31/12/2009 26.000 (310) 1.775 27.465 Destinazione del risultato dell'esercizio - attribuzione dividendi - Riserve 89 1.376 (1.465) - altre destinazioni Altre variazioni 310 (310) Risultato dell'esercizio corrente (1.147) (1.147) Saldo al 31/12/2010 26.000 89 1.376 - (1.147) 26.318 Destinazione del risultato dell'esercizio - attribuzione dividendi - Riserve 1.147 (1.147) - altre destinazioni Altre variazioni Risultato dell'esercizio corrente 2.002 2.002 Saldo al 31/12/2011 26.000 89 299 - 2.002 28.320 Le poste del patrimonio netto sono così distinte secondo l'origine, la possibilità di utilizzazione, la distribuibilità e l'avvenuta utilizzazione nei tre esercizi precedenti (articolo 2427, primo comma, n. 7-bis, C.c.) Utilizzazioni eff . Utilizzazioni eff . Possibilità Quota Nei 3 es. prec. Nei 3 es. prec. Natura / Descrizione Importo utilizzo (*) disponibile Per copert. Perdite Per altre ragioni Capitale 26.000 B Riserva legale 89 B Altre riserve 229 A, B, C 229 1.147 Utili (perdite) portati a nuovo 310 Utile dell'esercizio corrente 2.002 1.902 Totale 26.966 2.131 1.457 (*) A: per aumento di capitale; B: per copertura perdite; C:per distribuzione ai soci Per completezza di informazione si illustra quanto segue. Il Capitale Sociale sottoscritto e versato alla data del 31/12/2011 è pari ad Euro 26.000 ed è costituito da 26.000 quote del valore nominale di un Euro cadauna. Debiti La composizione delle singole voci è così rappresentata: Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 539.178 998.906 (459.728) La voce dei debiti è costituita da: DEBITI Es. Corrente Es. Precedente Variazione di cui esig. oltre di cui esig. oltre di cui esig. oltre Descrizione 12 mesi succ. 12 mesi succ. 12 mesi succ. Debiti verso Fornitori 314.726 597.828 (283.102) Debiti verso Fornitori per fatture da ricevere 149.719 255.716 (105.997) Debiti vs. Erario ritenute lavoro autonomo - 1.885 (1.885) Debiti vs. Erario per IRAP 157 475 (318) Debiti vs. Erario per IRES 1.475 - 1.475 Deb.vs.Istituti di previdenza e sicurezza 1 2 (1) Deb.vs.PD per fi nanziamento infruttifero 73.000 143.000 (70.000) Altri debiti 100 - 100 TOTALE 539.178 998.906 (459.728) Debiti di durata residua superiore a cinque anni La società non ha debiti di durata residua superiore a cinque anni. CONTI D'ORDINE Per l'esercizio 2011, come per il precedente, non si rilevano conti d'ordine. INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO Ricavi delle vendite e delle prestazioni Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 1.360.164 1.470.980 (110.816) I ricavi delle prestazioni sono costituiti esclusivamente dall'organizzazione della Festa Democratica del Partito Democratico a livello nazionale il cui evento principale si è svolto a Pesaro. Costi per le materie prime, sussidiarie e di consumo Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 3.104 1.245 1.859 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Spese per l'acquisto di giornali e riviste 364 1.070 (706) Spese per l'acquisto di materiale di cancelleria 2.740 175 2.565 TOTALE 3.104 1.245 1.859 Spese per servizi Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 1.143.956 1.340.714 (196.758) Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Spese pubblicitarie 66.916 95.287 (28.371) Spese per la realizzazione degli eventi 988.365 1.134.199 (145.834) Compensi a terzi per organizzazione eventi 73.820 81.393 (7.573) Consulenze 7.076 6.425 651 Spese per viaggi e trasferte 5.060 21.721 (16.661) Altre spese amministrative e generali 2.719 1.689 1.030 TOTALE 1.143.956 1.340.714 (196.758) Costi per godimento beni di terzi Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 197.154 125.042 72.112 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Noleggi per organizzazione eventi 195.454 123.139 72.315 Altri noleggi 1.700 1.903 (203) TOTALE 197.154 125.042 72.112 Ammortamenti e svalutazioni Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 569 494 75 Tale voce è rappresentata dall'ammortamento delle spese di costituzione della Società e dall'ammortamento del software del programma di contabilità. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni fanno riferimento ai criteri civilistici per i quali si fa rinvio a quanto esposto nei criteri generali di valutazione. Oneri diversi di gestione Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 8.533 978 7.555 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Imposte e tasse 314 314 Diritti Camerali 347 326 21 Perdita su crediti 7.872 - 7.872 Oneri Vari - 338 (338) TOTALE 8.533 978 7.555 La perdita su crediti è dovuta alla procedura di Concordato Preventivo del Cliente Consorzio Etruria. Proventi e oneri fi nanziari Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 32 94 (62) Tale voce è così composta: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Interessi attivi su c/c bancario 78 94 (16) Interessi passivi su c/c bancario (46) - (46) TOTALE 32 94 (62) Proventi e oneri straordinari Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni (749) (1.688) 939 Tale voce è così composta: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione Sopravvenienze attive - 812 (812) Sopravvenienze passive (749) (2.500) 1.751 TOTALE (749) (1.688) 939 Imposte sul reddito dell'esercizio Saldo al 31/12/2011 Saldo al 31/12/2010 Variazioni 4.129 2.060 2.069 Tale voce è così costituita: Descrizione Es. Corrente Es. Precedente Variazione IRAP dell'esercizio 632 475 157 IRES dell'esercizio 3.497 1.585 1.912 TOTALE 4.129 2.060 2.069 Informazioni complementari Ai fini di fornire un migliore quadro conoscitivo dell'andamento e del risultato della gestione, le tabelle sottostanti espongono una riclassificazione del Conto Economico a valore aggiunto, una riclassificazione dello Stato Patrimoniale per aree funzionali e su base finanziaria e i più significativi indici di bilancio. Conto Economico Riclassifi cato 31/12/2011 31/12/2010 Ricavi delle vendite 1.360.164 1.470.980 Produzione interna - Valore della produzione operativa 1.360.164 1.470.980 Costi esterni operativi 1.344.214 1.467.001 Valore aggiunto 15.950 3.979 Costi del personale - Margine Operativo Lordo 15.950 3.979 Ammortamenti e accantonamenti 569 494 Risultato Operativo 15.381 3.485 Risultato dell'area accessoria (8.533) (978) Risultato dell'area fi nanziaria (al netto degli oneri fi nanziari) 78 94 Ebit normalizzato 6.926 2.601 Risultato dell'area straordinaria (749) (1.688) Ebit integrale 6.177 913 Oneri fi nanziari 46 Risultato lordo 6.131 913 Imposte sul reddito 4.129 2.060 Risultato netto 2.002 (1.147) Indicatori di fi nanziamento delle immobilizzazioni 31/12/2011 31/12/2010 Margine primario di struttura 26.661 24.835 Quoziente primario di struttura 17,07 17,75 Margine secondario di struttura 26.661 24.835 Quoziente secondario di struttura 17,07 17,75 Indici sulla struttura dei fi nanziamenti 31/12/2011 31/12/2010 Quoziente di indebitamento complessivo 19 38 Quoziente di indebitamento fi nanziario 2,58 5,43 Stato Patrimoniale per aree funzionali 31/12/2011 31/12/2010 ATTIVO Capitale Investito Operativo 567.498 1.025.224 Impieghi extra operativi - Capitale Investito 567.498 1.025.224 PASSIVO Mezzi propri 28.320 26.318 Passività di Finanziamento 73.000 143.000 Passività Operative 466.178 885.906 Capitale di Finanziamento 567.498 1.025.224 Indici di redditività 31/12/2011 31/12/2010 ROE netto 2,40% (4,36%) ROE lordo 15,32% 3,47% ROI 13,39% 2,06% ROS 0,99% 0,24% Stato Patrimoniale fi nanziario 31/12/2011 31/12/2010 ATTIVO FISSO 1.659 1.483 Immobilizzazioni immateriali 1.659 1.483 Immobilizzazioni materiali - Immobilizzazioni fi nanziarie - ATTIVO CIRCOLANTE 565.839 1.023.741 Magazzino - Liquidità diff erite 553.314 860.911 Liquidità immediate 12.525 162.830 CAPITALE INVESTITO 567.498 1.025.224 MEZZI PROPRI 26.966 26.318 Capitale Sociale 26.000 26.000 Riserve 2.320 318 PASSIVITÀ CONSOLIDATE - PASSIVITÀ CORRENTI 539.178 998.906 CAPITALE DI FINANZIAMENTO 567.498 1.025.224 Indicatori di solvibilità 31/12/2011 31/12/2010 Margine di disponibilità (CCN) 26.661 24.835 Quoziente di disponibilità 1,05 1,02 Margine di tesoreria 26.661 24.835 Quoziente di tesoreria 1,05 1,02 RENDICONTO FINANZIARIO A- DISPONIBILITÀ MONETARIE NETTE / (INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO) INIZIALI 162.830 B- FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITÀ DI ESERCIZIO Utile (perdita) del periodo 2.002 Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 569 Ammortamento delle immobilizzazioni materiali 0 (Plusvalenze) o minusvalenze da realizzo di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 (Rivalutazioni) di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 Svalutazioni / (Ripristini di valore) di immobilizzazioni materiali e immateriali 0 (Rivalutazioni) o svalutazioni di partecipazioni, immobilizzazioni fi nanziarie e titoli 0 Svalutazione dei crediti 0 Accantonamenti / (utilizzi) dei Fondi per rischi ed oneri 0 Variazione netta del trattamento di fi ne rapporto di lavoro subordinato 0 Variazione del capitale di esercizio Rimanenze di magazzino: (incrementi) / decrementi 0 Crediti commerciali: (incrementi) / decrementi 307.536 Altre attività: (incrementi) / decrementi 61 Debiti commerciali: incrementi / (decrementi) (389.099) Altre passività: incrementi / (decrementi) (629) Totale (79.560) C- FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO IN IMMOBILIZZAZIONI (Investimenti) in immobilizzazioni: immateriali (745) materiali 0 fi nanziarie 0 Totale (745) Prezzo di realizzo delle immobilizzazioni 0 Totale (745) D- FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO Variazioni attività a medio lungo termine di natura fi nanziaria: (accensioni) / rimborsi 0 Variazioni attività a breve di natura fi nanziaria: (accensioni) / rimborsi 0 Variazioni passività a medio lungo termine di natura fi nanziaria: accensioni / (rimborsi) 0 Variazioni passività a breve di natura fi nanziaria: accensioni / (rimborsi) (70.000) Incrementi / (rimborsi) di capitale proprio 0 Totale (70.000) E- (DISTRIBUZIONE DI UTILI) 0 F- FLUSSO MONETARIO DEL PERIODO (B+C+D+E) (150.305) G- DISPONIBILITÀ MONETARIE NETTE / (INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO) FINALI (A + F) 12.525 ALTRE INFORMAZIONI Operazioni di locazione fi nanziaria La Società non ha operazioni di locazione fi nanziaria in essere ai sensi dell'art. 2427, punto 22 del Codice Civile. Operazioni con dirigenti, amministratori, sindaci e soci La Società non ha posto in essere operazioni con dirigenti, amministratori, sindaci e soci della società o di imprese controllate, collegate, o di controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime. Operazioni realizzate con parti correlate La Società Eventi Italia Feste Srl è partecipata al 100% dal Partito Democratico, con sede in Roma Via Sant'Andrea delle Fratte n. 16, e nel bilancio vengono evidenziati, con riferimento al predetto socio unico, le seguenti movimentazioni: ??il debito di €. 73.000 quale fi nanziamento soci infruttifero di interessi, postergato ai sensi dell'art. 2467 Cod. Civ., erogato nell'anno 2008 per far fronte alle spese di gestione nella fase di avvio della Società; ??il credito di €. 45.000 per fatture da emettere quale saldo relativo al corrispettivo ancora da riscuotere per l'accordo commerciale con cui il Partito Democratico ha affi dato, a condizioni di mercato, ad Eventi Italia Feste Srl l'incarico di organizzare la Festa Democratica del Partito per l'anno 2011 sul circuito nazionale ed il cui evento principale si è svolto a Pesaro. Di seguito sono esposti i dati contabili al 31/12/2011 riferibili ai rapporti intercorsi: Tipologie Rapporti commerciali e diversi Ricavi - servizi 545.000 Rapporti fi nanziari Debiti 73.000 Crediti 45.000 Accordi non risultanti dallo Stato Patrimoniale La Società non ha accordi non risultanti dallo Stato Patrimoniale ai sensi dell'art. 2427, punto 22-ter del Codice Civile. Compensi agli amministratori Non sono stati corrisposti né deliberati compensi agli Amministratori e non è previsto alcun compenso nelle norme di rango statutario. Partecipazioni in imprese comportanti responsabilità illimitata La Società non ha assunto partecipazioni comportanti la responsabilità illimitata ai sensi di quanto disposto dall'art. 2361, comma 2 del Codice Civile. Informazioni ai sensi dell'art. 2428 codice civile Ai fi ni di quanto richiesto dall'art. 2428 Cod. Civ. vengono fornite le seguenti informazioni: - la Società non ha svolto nell'esercizio alcuna attività di ricerca e sviluppo; - la Società non possiede proprie quote né ha acquistato o venduto nel corso dell'esercizio azioni o quote di Società controllanti, né direttamente né indirettamente. Fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio Dopo la chiusura dell'esercizio non sono da segnalare fatti di particolare rilievo. Destinazione del risultato dell'esercizio Vi proponiamo di approvare il bilancio dell'esercizio chiuso al 31/12/2011 e di destinare l'utile di Euro 2.001,83 nella misura del 5% pari ad Euro 100,09 alla riserva legale e la diff erenza pari ad euro 1.901,74 alla riserva straordinaria. Nel confermare che il bilancio sottoposto alla Vostra approvazione rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione fi nanziaria e patrimoniale della Società ed il risultato economico dell' esercizio, si invita ad approvare lo stesso. Roma, 28 marzo 2012 Firmato Il Presidente del Consiglio di Amministrazione (Antonella Trivisonno) RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE PARTITO DEMOCRATICO RENDICONTO DI ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2011 RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE Alla Direzione Nazionale del Partito Democratico 1 Abbiamo svolto la revisione contabile volontaria del rendiconto di esercizio del Partito Democratico chiuso al 31 dicembre 2011, redatto ai sensi della Legge 2 gennaio 1997 n° 2 articolo 8, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa, di seguito complessivamente "il rendiconto di esercizio", corredato dalla relazione del Tesoriere sulla gestione, esaminata limitatamente ai commenti alle voci del conto economico. La responsabilità della redazione del rendiconto di esercizio in conformità ai criteri di redazione e di valutazione indicati nella nota integrativa, compete al Tesoriere del Partito Democratico. È nostra la responsabilità del giudizio professionale espresso sul rendiconto di esercizio e basato sulla revisione contabile. La presente relazione non è emessa ai sensi della Legge 2 gennaio 1997 n° 2, stante il fatto che la relazione dei revisori dei conti, prevista da tale legge, è predisposta da altro soggetto diverso dalla scrivente società di revisione. 2 Il nostro esame è stato condotto secondo i principi di revisione emanati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e raccomandati dalla Consob. In conformità ai predetti principi, la revisione è stata pianifi cata e svolta al fi ne di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il rendiconto di esercizio sia viziato da errori signifi cativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile. Il procedimento di revisione comprende l'esame, sulla base di verifi che a campione, degli elementi probativi a supporto dei saldi e delle informazioni contenuti nel rendiconto di esercizio, nonché la valutazione dell'adeguatezza e della correttezza dei criteri contabili utilizzati e della ragionevolezza delle stime eff ettuate dal Tesoriere. Riteniamo che il lavoro svolto fornisca una ragionevole base per l'espressione del nostro giudizio professionale. Per il giudizio relativo al rendiconto dell'esercizio precedente, i cui dati sono presentati ai fi ni comparativi secondo quanto richiesto dalla legge, si fa riferimento alla relazione da noi emessa in data 3 giugno 2011. 3 A nostro giudizio, il rendiconto di esercizio del Partito Democratico al 31 dicembre 2011 è stato redatto, in tutti gli aspetti signifi cativi, in conformità ai criteri di redazione e di valutazione indicati nella nota integrativa. Roma, 21 giugno 2012 PricewaterhouseCoopers SpA Aurelio Fedele (Revisore legale) . RENDICONTO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 18 venerdì 29 giugno 2012
MIA HANSEN-LOVE È UNA GIOVANE REGISTA FRANCESE (CLASSE 1981 E MOGLIE DI ASSAYAS) NOTA PER LA GRAZIA E LA SENSIBILITÀ CONCUI È CAPACE DI PARLARE DI SENTIMENTI. L'amore, soprattutto, che è filo conduttore di tutti i suoi film: tre appena, ma tutti e tre premiati ai festival e lodati dalla critica che ha persino scomodato il mondo poetico di un irrangiungibile come Eric Rohmer. Se nel precedente Il padre dei miei figli, dedicato al «leggendario» produttore francese Humbert Balsan era il lutto ad essere centrale, stavolta, come rivela esplicitamente il titolo, Unamoredigioventù, il territorio di analisi è quello così ricco di letteratura come «il primo amore». Ma in questo caso un'educazione sentimentale dolorosa, alla quale deve far fronte Camille (l'intensa Lola Créton), giovane adolescente parigina alle prese col sentimento più totalizzante dell'esistenza. Il suo amore per Sullivan (Sebastian Urzendowsky), infatti, di quattro anni più grande di lei, è incondizionato ed ossessivo, come accade a quell'età. Riempie il suo cuore, le sue giornate e la sua vita che, sembra crollare, appunto, quando il suo giovane innamorato decide di allargare i suoi orizzonti partendo in America Latina. Il dolore per quella separazione, dunque, getta Camille nella totale apatia, nell'assenza di senso e di desiderio di vivere. Ma il tempo in questi casi è sempre amico. Tanto che Camille, piano piano, ritrova la voglia di riprendere in mano la sua esistenza. Comincia gli studi di architettura, la sua passione, fino a trovare nel suo professore un nuovo amore. Eppure è proprio quando la sua nuova vita sembra finalmente avviata che torna a farsi vivo il suo Sullivan, pronto, però, a sfuggire nuovamente. Il racconto, dal fascino minimalista, viaggia sul doppio scenario della splendida campagna dell'Ardèche e i paesaggi metropolitani di Parigi. Abbandonandosi a lunghi passaggi temporali, inseguendo le stagioni anche emotive della protagonista. In una narrazione scarna di parole e ricca di dettagli visivi, carichi di sensibilità tutta femminile. Fino alla consapevolezza finale di Camille che «la vita non può essere compresa che tornando indietro, ma deve essere vissuta andando avanti». ALBERTOCRESPI DARIOZONTA Ambientatonelleborgateromane,masenzastereotipi lacommediadelquarantenneSaverioDiBiagio GABRIELLAGALLOZZI ggallozzi@unita.it WEEKEND CINEMA VERSOMETÀFILM,CURTISLAFORCHEGUIDANELLEPIANUREDELL'OHIODINOTTE,CONLAMOGLIESAMANTHA E LA FIGLIA HANNAH – SORDOMUTA DALLA NASCITA – ADDORMENTATESULSEDILEPOSTERIORE.All'orizzonte si profila una tempesta. Curtis ferma la macchina e rimane ad osservare i lampi che squarciano il cielo. Davanti a lui c'è solo il grande nowhere, gli spazi piatti e indifferenti del Midwest. L'unico oggetto che i fulmini illuminano a giorno è un cartello con la scritta «for sale». Tutto è in vendita in America, anche gli incubi di Curtis. Il problema è trovare qualcuno che se li compri. In realtà Curtis LaForche, operaio 35enne, ha un altro problema per lui ancora più serio: quei lampi li vede solo lui. Stanno diventando la sua ossessione. L'uomo vive una vita apparentemente normale. Certo, la crisi colpisce duro e anche nell'Ohio gli operai non se la passano benissimo: infatti Samantha fa la sarta per arrotondare. Inoltre Hannah è una bimba adorabile ma ovviamente problematica: gestire una figlia che non parla, imparare il linguaggio dei gesti non è la cosa più semplice di questo mondo. Ma non ha torto il collega di lavoro - quello che assieme alla moglie frequenta studentesse pazze in chat, per dare un po' di pepe a un matrimonio spento - quando dice a Curtis: «Per te va tutto bene. Ti osservo e penso: quello è un uomo che sta bene. È il complimento più bello che possa farti». In realtà Curtis non sta bene per niente. Ha incubi ricorrenti sempre più potenti, in cui immancabilmente «qualcuno» o «qualcosa» fa del male a lui e alla sua famiglia. LANEVROSI E ILRIFUGIO E il qualcosa prende sempre più spesso la forma degli uragani che effettivamente squassano spesso e volentieri le pianure centrali degli Usa, ma che Curtis comincia a sopravvalutare fino al punto di costruirsi un rifugio - da qui la parola «shelter» del titolo - che diventerà argomento di discussione con Samantha e con tutti gli amici… La nevrosi di un operaio. Tema interessante, e tutto sommato raro. Nel cinema italiano vantiamo un precedente illustre sul tema, Il grido di Michelangelo Antonioni. Anche lì, le pianure sterminate la Bassa padana, nel caso - la facevano da padrone. Ci deve essere qualche nesso fra la crisi economica che sempre attanaglia il proletariato e il senso di agorafobia comunicato dall'orizzonte piatto. Ovviamente, nel Midwest tutto si moltiplica: chiunque abbia percorso in auto il cuore pianeggiante degli Usa conosce la lieve inquietudine legata alla sensazione di guidare su un tapis-roulant. Il paesaggio è il vero protagonista di Take Shelter, film accolto da grande successo al Sundance Festival del 2011 e passato, nella primavera di quell'anno, alla Semaine de la Critique del festival di Cannes. È l'opera seconda di Jeff Nichols, regista attualmente 34enne che aveva esordito con Shotgun Stories nel 2007 e che quest'anno ha fatto il salto nel concorso maggiore di Cannes con il notevole Mud. Anche quest'ultimo è un viaggio nel grande cuore degli Usa, girato sul Mississippi. Nichols è un regista da tenere d'occhio. Riesce a trasformare i paesaggi in stati d'animo, natura e interiorità sono per lui sinonimi. Sarà la presenza (nel ruolo di Samantha) di Jessica Chastain, ma non si riesce a vedere TakeShelter senza pensare a The Tree of Life, il capolavoro di Terrence Malick che in quella stessa edizione di Cannes (2011) vinse la Palma d'oro. Naturalmente Nichols non ha (ancora) la stessa complessità e la medesima tessitura formale dei film di Malick, ma certo può essere considerato un suo emulo. Il tempo dirà. Il personaggio di Curtis, sulle cui psicosi è costruito tutto il film, è affidato a un attore di 38 anni, Michael Shannon, con una faccia forte e inquietante e un talento capace di nascondersi fra le pieghe della storia. È in pista dal '92, l'abbiamo visto in decine di film (tra cui 8 Mile e Onora il padre e la madre) quasi sempre in ruoli di contorno. Se sfonda, diventa il nuovo Christopher Walken. «QUALCHENUVOLA»ÈL'OPERAPRIMADISAVERIODI BIAGIO,CLASSE1970,ROMANODIMORENA,CHEHAAL SUOATTIVOUNALUNGAEPROFICUAGAVETTACOME AIUTO REGISTA (TRA GLI ALTRI PER VICARI E SCIARRA), È AUTORE DI ALCUNI CORTOMETRAGGI E VIDEO MUSICALI, e ha militato nel mondo del teatro. Il suo percorso, dunque, è quello di chi si è formato dentro e fuori la macchina cinematografica facendo esperienze tra le più varie al fine di ottenere, ormai quarantenne, la giusta dose di controllo e ispirazione, e di pazzia, per scrivere e dirigere un film. Non si insiste mai troppo sul discorso formativo che porta questi e quelli alla regia di un film, come ci arrivano e perché, se necessario o «dovuto» oppure se semplicemente casuale. Per quanto sia sempre più difficile esordire in Italia, è anche vero che sono molti i dilettanti allo sbaraglio. Ora, se Qualche nuvola è un film ponderato è anche perché il suo regista e autore è tuttt'altro che improvvisato. Certo ci ha messo del tempo, non è un enfant terribile, eppure chi lo è di questi tempi? E siamo sicuri che il ritardo nella carriera di un regista sia da addebitare alle sue pretese e attese? L'attesa, chissà, forse è stata buona consigliera e gli ha permesso di limare questo e quel passaggio, questo e quel personaggio. Qualchenuvola s'ambienta nella periferia romana, molto lontano tanto dalle immagini da cartolina alla Woody Allen quanto dallo stereotipo della borgata caciarona e violenta. Quello che racconta Di Biagio è già un mondo più vero e sentito, un microcosmo reale che non edulcora né trascende. In questa Roma di periferia vive una piccola comunità che lì è cresciuta e vissuta, da sempre. Il protagonista, Diego, è un bravo ragazzo e lavora come capo manovale in un cantiere edile. È giovane, ma sta per sposarsi con la ragazza della porta accanto con cui è cresciuta, casa e chiesa. I suoi amici, anche loro sono gli stessi di sempre, scuola e doposcuola, e come al tempo del Medioevo la scelta nel quartiere è tra farsi prete o vivere di espedienti. E non a caso i suoi migliori amici sono un giovane prete amante del calcetto (interpretato da un sempre più camaleontico Michele Riondino) e un piccolo traffichino. Una vita tranquilla, più o meno, di periferia, ma il sogno di nozze subirà un duro momento di prova. Recitato e diretto molto bene, un film fresco e intenso, espressione di una forma sentimentale di commedia italiana. I turbamenti diunoperaio In Ohio tra tempeste e pianura l'operasecondadiJeffNichols TAKE SHELTER RegiadiJeff Nichols ConMichaelShannon, JessicaChastain, SheaWhigham,KatyMixon Usa,2011 - Distribuzione: Movies Inspired MichaelShannon inunascenadi «Take Shelter», direttodaJeffNichols «Qualchenuvola»,unfelice esordiotardivodiperiferia QUALCHENUVOLA RegiadiSaverioDi Biagio ConMicheleAlhaique,GretaScarano, AylinPrandi, GiorgioColangeli Italia2011, Fandango MicheleAlhaiquee GretaScarano in«Qualche nuvola», film d'esordio diSaverio DiBiagio Quelprimo amore cheaiuta acrescere UNAMOREDI GIOVENTÙ MiaHansen-Love conLola Crétone Sebastian Urzendowsky Francia/Germania 2011 DistribuzioneTeodora U: 20 venerdì 29 giugno 2012
Dialoghi Luigi Cancrini Psichiatra e psicoterapeuta SEGUEDALLAPRIMA I firmatari difendono senza riserve la correttezza dell'operato del pool, che ha condotto le indagini, opportunamente riconducendone i dissensi alla fisiologia di una dialettica propria di ogni organo collegiale; e respingono critiche esterne, perché fondate «su una errata se non inesistente conoscenza degli atti», se non addirittura ispirate «da palesi intenti strumentali». Agevole è però osservare che almeno alcune critiche o perplessità non hanno posto in dubbio la correttezza degli atti di indagine, riconoscendo che gli stessi non esorbitavano dai poteri attribuiti dalla legge alla magistratura inquirente; e ciò anche per le intercettazioni telefoniche tra Nicola Mancino e gli uffici del Quirinale, una volta che le stesse risultavano motivatamente richieste dai pm e motivatamente autorizzate dal Gip, nel pieno rispetto delle regole processuali. Ciò che si è posto in discussione non era quindi la legittimità di specifici atti indagativi, ma soltanto la loro opportunità, una volta che sono apparsi alla pubblica opinione (more solito schieratasi nella logica delle tifoserie contrapposte) come una ulteriore pagina del conflitto tra politica e giustizia, che da oltre un ventennio caratterizza la vicenda nazionale. Almeno in parte quindi critiche e perplessità sono state nutrite da una preoccupazione sull'ordinato svolgersi della vita democratica del Paese, preoccupazione che ha basi oggettive e che non può essere disinvoltamente esorcizzata. Vero è infatti che ogni democrazia richiede non solo distinzione, ma anche un equilibrio tra i poteri, che ne valga a superare la «naturale invidia», già segnalata con preoccupazione da Tocqueville e Franklin agli albori della moderna democrazia. È noto peraltro che il punto di equilibrio tra i poteri non può essere fissato una volta per tutte, ma va faticosamente ricercato per realizzare tra i poteri quelle leale cooperazione, di cui la Corte costituzionale ha tante volte sottolineato la necessità; una leale cooperazione, cui è funzionale da parte di ciascun potere un criterio di self restraint e cioè di autolimite, che lo induca ad astenersi da atti, pure in astratto consentiti, la cui adozione non può dirsi quindi illegittima e/o scorretta, restandone però predicabile la inopportunità. Una valutazione di questo genere resta quindi ben possibile sugli atti dell'indagine palermitana e in particolare su intercettazioni telefoniche, che sono apparse inopportune anche perché non corroborano in modo apprezzabile l'accertamento di una effettività della cosiddetta trattativa o anche soltanto della falsità di quanto anteriormente dichiarato ai pm dagli intercettati. La richiesta e l'autorizzazione delle intercettazioni erano state infatti motivate dalla possibilità che il personale politico sospettato di aver partecipato alla trattativa potesse telefonicamente concordare versioni di comodo da offrire ai magistrati inquirenti. Per chi conosce le cose del mondo appariva improbabile che un simile concordamento avvenisse tra chi già da tempo non era più investito di funzioni pubbliche di rilievo e venisse comunque… affidato al telefono. I risultati delle intercettazioni confermano la improbabilità della ipotesi, in vista della quale erano state disposte, perché Mancino parlando con D'Ambrosio fin troppo ovviamente non ammette la effettività della trattativa, né riconosce di aver reso falsa testimonianza, al contrario manifesta disagio e preoccupazione per un sospetto di cui ingiustamente si sente investito, chiede in qualche modo protezione, ma altro non ottiene, se non la richiesta al pg della Cassazione di un coordinamento tra indagini di procure diverse per evitare che ciascuna andasse per conto proprio. Nella stessa logica - e cioè quella di un esame sereno delle risultanze istruttorie rese pubbliche - è ben legittimo dubitare che la lettera del Dap smentisca Conso, che aveva riferito ai pm di avere assunto in solitudine la decisione di attenuare l'applicazione del carcere duro. È ben difficile che la decisione di un ministro non trovi qualche addentellato in atti anteriori della struttura; il che non esclude il carattere solitario della decisione finale assunta da chi ha ritenuto di ascriversene per intero la responsabilità. Si trattava peraltro dell'adozione di un criterio appunto di self restraint nell'applicazione di una norma, che si pone ai limiti estremi di compatibilità con il dettato costituzionale, secondo cui la pena non può «consistere in trattamenti contrari al senso di umanità», perché deve «tendere alla rieducazione del condannato». Sul punto nelle sue conversazioni telefoniche con D'Ambrosio, Mancino ha rammentato il dibattito pubblico, che nei primi anni 90 si era acceso sulla legittimità costituzionale dell'art. 41 bis. Sul piano di un bilancio costi-benefici (e cioè mettendo a raffronto modestia dei risultati indagativi e intensità della fibrillazione istituzionale, che hanno determinato) resta quindi legittimo il dubbio sulla opportunità di quelle intercettazioni da parte di chi nutra preoccupazione sul funzionamento complessivo delle nostre istituzioni democratiche. È questo un tema di discussione, cui non dovrebbero sottrarsi magistrati, che abbiano a cuore non soltanto l'applicazione della legge, ma la funzionalità complessiva dell'ordinamento e cioè di una realtà non riducibile ad un insieme di regole, una volta che a determinarne la effettività è anche il modo concreto, con cui le regole vengono applicate. La tiratura del 28 giugno 2012 è stata di 95.132 copie Maramotti CONL'APPUNTAMENTODISABATOAMILANOVO-GLIAMOINCREMENTARE LARIFLESSIONE E IL DIBATTITO, DI FATTO MAI SOPITI, sulle grandi tematiche territoriali. Partiamo dal nord come la prima delle tappe che si succederanno nel Paese per iniziativa del partito e partiamo dai territori perché riteniamo che da lì vengano indicazioni e segnali che hanno valenza nazionale, anche rispetto alla convulsa stagione politica che stiamo vivendo. Abbiamo l'obiettivo di far ripartire la «macchina Italia» affrontando alcuni nodi economici, sociali e istituzionali e rigettando la pratica dei colpi ad effetto che ha caratterizzato l'iniziativa politica del centro destra che ha volutamente confuso il cambiamento, che non era capace di realizzare, con la propaganda e il populismo. Gli stessi modelli regionali costruiti dall'asse Pdl-Lega oggi, anche a causa del mancato cambiamento, sono profondamente in crisi e questo scenario si aggrava se aggiungiamo le vicende giudiziarie che toccano il mondo della sanità nella stessa Regione Lombardia. In Lombardia è entrato in crisi il modello che il centro destra ha propinato agli italiani: i risultati elettorali delle elezioni amministrative dell'anno scorso con la vittoria del centro sinistra al comune di Milano, e l'affermazione di quest'anno nei comuni di Monza o di Como sono la fotografia di questa crisi. Il Pd vuole costruire la sua proposta per questi territori provando a interpretare politicamente e con un respiro nazionale le domande di cambiamento che dal nord, e non solo, vengono al Paese. Alla «intolleranza leghista» il Pd risponde con il riconoscimento delle «Nuove cittadinanze» come presa d'atto del cambiamento socio-antropologico che è da tempo in atto in Italia. Crediamo infatti che quel nord intollerante e fanatico che in vent'anni è stato rappresentato dalla Lega non è maggioranza e in questo siamo confortati dal forte sentimento di solidarietà con cui le popolazioni del nord hanno sempre risposto di fronte ad eventi catastrofici o appelli di aiuto provenienti dalle regioni del mondo. Alla «chiusura autarchica» proposta alle imprese dall'accoppiata Pdl-Lega noi rispondiamo con l'impellente necessità di realizzare un piano nazionale di sostegno alle imprese per creare lavoro e fare uscire decine e decine di famiglie dallo spettro della povertà. Il tessuto produttivo del Nord che a ragione è stato definito la locomotiva d'Italia, oggi necessita di interventi che incoraggino gli investimenti per continuare a innovare e tornare a essere competitivi. Al «federalismo separatista» contrapponiamo un federalismo che serva a sburocratizzare e snellire la macchina istituzionale per dare risposte in tempi brevi alle domande dei cittadini e svecchiare una macchina statale ancora fortemente segnata da una cultura post-risorgimentale. Al tentativo di misconoscere la penetrazione degli interessi mafiosi nel tessuto produttivo e sociale dei territoti del Nord, il Pd risponde con un chiaro e forte impegno dei suoi amministratori nelle istituzioni per rafforzare gli strumenti di vigilanza per la legalità e di lotta alle mafie e per ridare sicurezza ai cittadini, stabilità e certezza agli imprenditori, forza e sostegno alle forze dell'ordine. E nessuna deroga può essere immaginata su questo terreno. Questo è il senso dell'iniziativa di Milano che vede protagonisti i gruppi dirigenti del Pd, i nostri amministratori, i nostri segretari di circolo e i nostri iscritti. Tutti insieme impegnati a dare testa e gambe nuove e giovani al Paese perché sappiamo che solo partendo dai territori, partendo «dal basso» l'Italia può salvarsi. «Lusi, oggi l'interrogatorio in carcere. L'avvocato: accordi saltati, ora dirà tutto». Se ne deduce che c'erano accordi per travisare i fatti e proseguire in quell'itinerario di menzogne che ha caratterizzato la politica degli ultimi venti anni. La verità non verrà fuori per un moto di coscienza ma per voglia di vendetta; la verità è diventata un'arma? ROSARIOAMICOROXAS La parte più sconcertante dell'affaire Lusi, in effetti, è proprio quella che riguarda il modo in cui, con le dichiarazioni successive all'arresto, l'imputato ha ritenuto di poter/dover coinvolgere il vertice del suo (ex) partito. Ho avuto già modo di notare, da queste colonne, che implicitamente egli ha ammesso in questo modo la possibilità che aveva, restando fuori dal carcere, di inquinare le prove (testimoniali). Quello che effettivamente fa più paura, in questo contesto, tuttavia, è la mancanza assoluta, sul volto e nelle parole di questo personaggio del nostro tempo, di ogni, seppur recitato, pentimento, vergogna, disagio di fronte agli intervistatori e all'opinione pubblica. «Mi sono passati davanti decine di milioni di euro e ne ho trattenuti per me solo 20, cosa c'è di male?» è una dichiarazione inquietante per me che vengo da un altro tempo o è qualcosa che dà fastidio anche all'italiano medio di oggi? L'arroganza e il sentimento di impunità che ne traspaiono sono molto simili in effetti a quelli evidenziati dal Berlusca che si propone per fare il ministro delle finanze (d'Italia e non di Arcore) o di Bossi che avverte il futuro segretario della lega («dovrà fare i conti con me») e che riempiono gli schermi televisivi proponendo modelli di comportamento reale (realistico, cinico, adattivo, furbo, intelligente) a tutti quelli che guardano, compresi i ragazzi. Costretti a bersele tutte o a disinteressarsi della politica tout court. Che è anche peggio. Questo giornale è stato chiuso in tipografia alle ore 21.30 Gente che non sa cosa vuole dire pentimento L'intervento Intercettazioni legittime ma non opportune Giovanni Pellegrino . . . La telefonata di Mancino: la legittimità dell'intervento dei pm è fuori discussione, ma resta un'obiezione di sostanza L'iniziativa Il Pd ricomincia dal Nord e sfida la Lega . . . Prima tappa del viaggio Obiettivo: far ripartire la «macchina Italia» Davide Zoggia Responsabile enti Locali Pd COMUNITÀ 14 venerdì 29 giugno 2012
L'INTERVISTA «Per avere aggiustamenti e crescita allo stesso tempo occorre tempo, e in Spagna abbiamo bisogno di tempo». A sostenerlo è il segretario del partito socialista spagnolo (Psoe), Alfredo Perez Rubalcaba. A Bruxelles per partecipare al meeting dei leader socialisti e progressisti europei, Rubalcaba riafferma la posizione del Psoe e del Pse sul tema cruciale al centro del Consiglio europeo: «È decisivo - dice a l'Unità - che da Bruxelles si esca con misure per la crescita e l'occupazione, soprattutto giovanile». Decisivo è il fattore-tempo. Un tasto su cui il segretario dei socialisti spagnoli batte con insistenza. «Quello che come Pse chiediamo a Bruxelles - spiega - è di flessibilizzare il calendario». A giudizio di Rubalcaba si tratta di un intervento di fondamentale importanza, perché «per avere aggiustamenti e crescita allo stesso tempo occorre tempo, e la Spagna ha bisogno di tempo». Di una cosa il leader del Psoe si dice convinto, sin dal momento della sua investitura a successore di Josè Luis Zapatero alla guida dei socialisti spagnoli: i tagli non sono la soluzione per uscire dalla crisi. «Non è possibile affrontare un intenso programma di stabilità - è il suo pensiero - agendo solo sulla riduzione del deficit pubblico e del debito privato, ad un ritmo come quello attuale, se al tempo stesso vogliamo mantenere le attività in funzione e spingere alla crescita economica. Senza sostanziali progressi economici non avremo nessuna possibilità di uscire da questo enorme buco nero in cui è immersa l'economia spagnola e quella europea in generale. Non c'è possibilità senza strategie di modifica nella politica monetaria comune e senza un programma europeo di stimolo nell'investimento pubblico». AlConsiglioeuropeolaSpagnaèunodei Paesi «osservati speciali». In particolare lesuebanche.QualèinpropositolaposizionedelPsoe? «Una posizione netta, inequivocabile: l'aiuto per le banche spagnole lo devono pagare le banche, non i contribuenti. Non far gravare sui cittadini il peso degli aiuti economici e finanziari agli istituti di credito nazionali per è un fatto doveroso perchè è un fatto di giustizia sociale. È vero che in questo momento si parla di crescita, ma dobbiamo anche pensare alla giustizia. Intanto, occorre che le banche concorrano a costruire nuovi posti di lavoro investendo i propri guadagni». Una questione cruciale riguarda il ruolo dellaBce.Suquestopuntosembramanifestarsiunaconvergenzadivisionieinteressi fra Spagna e Italia. «Il punto è davvero dirimente. Spagna e Italia ritengono che la Bce debba acquistare bond per mantenere lo spread a livelli sostenibili. E questo significa che la Bce deve intervenire sul mercato secondario. Occorre rafforzare le istituzioni politiche ed economiche dell'Ue, su questo si gioca il futuro stesso dell'Europa». Ilpresidentefrancese,FrançoisHollande, insistemoltosullanecessitàdidefinireun Pattoperlacrescitaperl'Europa,indicandonellacrescita,chenonconfliggeconil rigore dei bilanci, come priorità. Dal suo puntodivista,qualèl'assuntocentraledi questocambiamento dipriorità? «È la consapevolezza che senza crescita non ci sarà lavoro e che l'Europa deve mettere in campo, oggi, gli strumenti necessari a perseguire questo obiettivo». Dopo il vertice quadrilaterale della scorsasettimanaaRoma,c'èchihaparlatodi unassetraFrancia, ItaliaeSpagnainfunzione«anti-Merkel». «La cosa importante di quel vertice è stata la decisione condivisa di un piano di stimolo per la crescita per 130 miliardi di euro. Quel vertice ha dato ragione a chi, come noi del Psoe, avevamo sottolineato la necessità di sostenere politiche di crescita, chiedendo a Rajoy (il premier conservatore spagnolo, ndr) di “allontanarsi” dalla Merkel e di avvicinarsi alle posizioni di Hollande e Monti». L'Europa dei progressisti. Quale dovrebbeesserne il segno? «Quello di una Europa solidale, che sappia coniugare rigore, equità e giustizia sociale. Una Europa che investe sull'istruzione perché sapere e cultura servono per uscire dalla crisi e progettare il futuro». UMBERTODE GIOVANNANGELI udegiovannangeli@unita.it AlfredoRubalcaba Il gioco pericoloso dei veti incrociati «Non si esce da questo buco nero senza giustizia sociale» il giorno dopo i mercati si scateneranno contro la Germania, che verrebbe considerata poco credibile». Così avrebbe detto Angela Merkel al suo staff, confermando il suo No a soluzioni immediate, prive di quella costruzione politica necessaria per la condivisione delle politiche fiscali. Conclusioni che sembrano mettere il premier italiano all'angolo, nonostante la preziosa tela di alleanze che Monti era riuscito a costruire nei giorni precedenti l'appuntamento di Bruxelles, e nella stessa mattinata di ieri, con una serie di incontri bilaterali. Al suo arrivo François Hollande ha espresso il suo appoggio alla linea italiana in modo netto. Al vertice europeo «vengo anche affinché ci siano delle soluzioni molto rapide per sostenere i paesi in difficoltà sui mercati e che hanno fatto sforzi notevoli» su risanamento e riforme, ha dichiarato il presidente arrivando nella capitale belga. Chiarissimo il riferimento all'Italia, che con manovre da circa 100 miliardi di euro negli ultimi due anni ha rimesso in linea gli andamenti del bilancio. Altrettanto esplicito è stato Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo. Sulla crisi dei debiti sovrani «servono decisioni oggi». E quindi «si può utilizzare l'Esm con la licenza bancaria o altri strumenti, come ad esempio quelli proposti da Mario Monti», dichiara l'esponente dell'Spd. «Non possiamo permettere che la Bce presti denaro alle banche con un tasso dell'1% aggiunge - e i tassi dei titoli pubblici siano al 6-7%». Sul costo oneroso del denaro punta il dito anche Rajoy, stretto nella crisi bancaria che mette in ginocchio anche i conti pubblici. Insomma, il problema esiste e il rischio contagio è concreto. O l'Europa volta pagina o implode. Così nella bozza che circola alla vigilia della conclusione comincia a delinearsi la nuova architettura dell'Unione, a cui stanno lavorando Mario Draghi, Jean Claude Juncker, Manuel Barroso Herman Van Rompuy. «Gli sviluppi recenti hanno dimostrato il bisogno di portare l'Unione monetaria (Emu) ad uno stadio superiore». I leader europei sono pronti na sancire oggi una road map per arrivare a fine anno ad una decisione su una «effettiva Unione monetaria ed economica», si legge nel testo. I leader chiederanno di presentare una proposta più dettagliata al vertice di ottobre, per giungere ad una decisione al vertice di dicembre. Nel documento si afferma in particolare che «entro la fine del 2012 la Ue dovrà dotarsi di un meccanismo di messa in sicurezza del sistema bancario, creando uno schema comune per le garanzie sui depositi, e un fondo comune con poteri di risoluzione per la gestione delle crisi». E ancora: «In una prospettiva a brevissimo termine, il Consiglio deve rapidamente esaminare la proposta della Commissione per la risoluzione delle crisi bancarie, per raggiungere un accordo entro fine anno». SEGUEDALLA PRIMA Tante guerre, nella storia, sono scoppiate solo perché le cose erano andate troppo avanti per poterle fermare in tempo. Ma anche e soprattutto perché la crisi ha accelerato il processo europeo portandolo alla soglia di scelte vere, alternative fra loro, squisitamente politiche. Cerchiamo di capire quali sono (e dove sono) questi punti di svolta: i discrimini che, al di là delle chiacchiere, segneranno, domani o forse nella notte su sabato o addirittura domenica, un progresso o un fallimento del Consiglio. Il punto più importante si chiama condivisione del debito, cioè redistribuzione fra tutti delle quote eccedenti il 60% del Pil dei debiti dei paesi a rischio. Attenzione: non si tratta solo degli eurobond, dei quali Angela Merkel rifiuta persino di discutere «finché vivrà». Molte delle idee che sono state messe sul tavolo alla vigilia prevedono, direttamente o indirettamente, una certa mutualizzazione del debito. Non soltanto il Redemption Fund evocato espressamente nella bozza presentata dai «quattro presidenti» (Van Rompuy, Barroso, Juncker e Draghi), ma anche le proposte di Hollande e di Monti, la licenza bancaria ai fondi salva-stati perché possano attingere alla Bce e intervenire sul mercato primario dei titoli di stato o il meccanismo «salva-spread», prevedono, a guardar bene, un maggiore impegno finanziario della Germania, che andrebbe ben oltre i già cospicui contributi all'Efsf e, da luglio, all'Esm. Un «sacrificio» che la cancelliera non vuole addossarsi e che peraltro il Bundestag, davanti al quale stasera si presenterà per ottenere il voto sul Fiskalpakt, potrebbe anche rifiutare. Come se ne esce? È possibile, forse probabile, che la rigidità di Frau Merkel non sia condivisa del tutto dal suo ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, dal quale cominciano ad arrivare interessanti segnali di disponibilità, almeno a discutere. Ma non si può pensare che un chiarimento fra i due arrivi in tempo per la conclusione del Consiglio. La risposta è che, per il momento, non se ne esce. L'unico spiraglio offerto finora dalla cancelliera è l'assenso ai piani di ripresa di Monti e Hollande. Si tratta di 130 o 120 miliardi che arriverebbero dalle garanzie della Bei e ravanando tra le pieghe dei fondi strutturali e del bilancio comune. Il sì di Angela Merkel è alquanto contraddittorio, perché anche il rifinanziamento della Bei graverebbe principalmente sulle casse pubbliche tedesche. Non si può perciò escludere che alla fine Berlino ponga anche qui delle condizioni. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di rimandare le misure di condivisione a un vertice futuro, dal quale la Germania riceverebbe sufficienti «garanzie» dagli Stati che, accettando gli aiuti o attingendo ai soldi per gli investimenti, accetterebbero pure di esporre i propri conti al controllo esterno. Non dovrebbe far paura, questa prospettiva, nella misura in cui venisse sottoposta non agli spietati arbitrii di una trojka ma a un forte passaggio verso una maggiore integrazione, nelle forme che nel documento sono denominate «Unione bancaria» e «Unione fiscale». È del tutto evidente, però, che i tempi necessari per mettere a punto le «garanzie» e arrivare addirittura alla nomina di un ministro delle Finanze europeo non sono conciliabili con quelli dell'emergenza. Inoltre, resterebbe aperto l'enorme problema del controllo democratico da parte dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, il cui presidente, con uno strappo grave, non è stato neppure invitato al Consiglio. L'altro discrimine sul quale si giudicherà l'esito del vertice è l'approvazione o meno dell' imposta sulle transazioni finanziarie, che dovrebbe superare gli ostacoli britannico, olandese e svedese escludendo questi paesi con il meccanismo della cooperazione rafforzata. Ha suscitato un certo spiacevole stupore il fatto che Monti abbia condizionato l'assenso alla cooperazione rafforzata per l'imposta in questione all'adozione di un'analoga procedura sul meccanismo salva-spread. Nella situazione tanto grave in cui versa l'Europa forse non è il caso di tornare ai tempi dei veti reciproci e dei «do ut des». ILCOMMENTO PAOLOSOLDINI Il leaderdeisocialisti spagnoli:«Il summitdeve vararemisureper la crescitae l'occupazione. Il fattoretempoècruciale» sull'anti-spread La cancelliera Angela Merkel e il premier Mario Monti prima del Consiglio europeo di Bruxelles FOTO ANSA . . . «Le banche devono concorrere a costruire nuovi posti di lavoro investendo i propri utili» . . . La bozza del consiglio: subito i project bond entro l'anno la road map per l'unione monetaria venerdì 29 giugno 2012 3
CHARLIE CHAPLIN E BUSTER KEATON IN BORGHESE PROVANOALCUNESCENEDI«LIMELIGHT»(«LUCIDELLARIBALTA»),QUELLEINCUIINTERPRETANODUEVECCHIMIMI,COMESEFOSSEROINUNFILMMUTO.Quattro scatti inediti emergono dagli scatoloni di documenti che l'Archivio Chaplin della Cineteca di Bologna cataloga, digitalizza e organizza. E, insieme a questi scatti preziosi, in cui i due non sono vestiti in abiti di scena, si ritrova anche un soggetto del tutto inedito di un film a cui Chaplin stava lavorando, ma che non venne mai realizzato. I cui temi, tuttavia, confluirono almeno in parte in Limelight: l'arte, la solitudine, la vecchiaia. Succede così che proprio a 60 anni dall'uscita di Lucidellaribalta, mentre a Bologna è in corso la XXVI edizione del festival Il cinema ritrovato, c'è davvero di che festeggiare. Sono ormai diversi anni che alla Cineteca di Bologna è stato affidato il compito di digitalizzare e catalogare lo sterminato archivio Chaplin, oltre che il restauro delle sue opere. E così, negli ultimi mesi, lavorando tra i tanti documenti relativi a Limelight, chiusi in numerose scatole, sono saltati fuori quasi contemporaneamente sia il manoscritto inedito, sia le fotografie. «La catalogazione e la digitalizzazione proseguono di pari passo - spiega Cecilia Cenciarelli, responsabile dell'Archivio Chaplin della Cineteca - e, in questo caso, come sempre accade quando pensiamo di avere sotto mano un inedito, ci rivolgiamo a numerosi esperti che da prima di noi studiano l'artista, in primis a David Robinson (prestigiosa firma del Times e biografo ufficiale di Charles Chaplin, ndr) che ha confermato la scoperta». Il manoscritto non ha alcuna copia dattiloscritta: «Spesso Chaplin scriveva a mano e poi dettava ad una sua segretaria». In questo caso, addirittura, «scrisse a matita, quindi ci siamo affidati ad un'esperta per la trascrizione, che non era semplice». Manca anche una datazione a queste 150 pagine: «Ma con Robinson l'abbiamo ricostruita intorno agli anni 30». Al centro del soggetto c'è la danza: «È evidente che Chaplin si sia ispirato a Vaclav Nijinsky, grande danzatore dei Ballettes russes, al tempo del loro primo incontro ancor più famoso di lui». Si conobbero nel 1916. «La fascinazione tra i due fu immediata; Nijinsky era stato tre giorni con Chaplin sul set di Easystreet: osservava e non diceva nulla, non sorrideva; un atteggiamento che mise il regista molto in ansia - racconta Cenciarelli -. Ma alla fine dei tre giorni il ballerino gli disse: “Lei è un genio, un ballerino nato!”». Tema forte è quello della vecchiaia, temuta da Chaplin che probabilmente viveva con ansia il decadimento della capacità artistica ma allo stesso tempo credeva - o sperava? che invecchiare significasse, anche per un artista, essere utile, insegnare, magari. «Una paura che evidentemente lo attanagliava anche quando vecchio non era, visto che al tempo della stesura del soggetto era appena 40enne», precisa Cenciarelli. Scrive Chaplin, tra i suoi intenti drammaturgici: «Mostrare il genio di un ballerino attraverso la danza. Mostrare il suo senso di giustizia, la sua lealtà nei confronti di un anziano membro della troupe che ha iniziato a bere perché è troppo vecchio per ballare». L'arte e l'alcol, altro spauracchio di Chaplin, visto che il padre ne morì. Esiste più di una stesura di questo progetto, perché «lui era solito inserire modifiche, cambiare i nomi, le figure». Ad un certo punto compare anche quella di un «anziano costumista che beve». E poi quella di una giovane ballerina, di cui avrebbe potuto essere interprete Paulette Goddard, a quel tempo sua compagna. È con la figura della giovane ballerina che Chaplin può dare espressione all'altro aspetto della vecchiaia, quello della saggezza, e quindi al sentimento di preoccupazione dell'anziano verso la precarietà della carriera di una giovane. Difficile stabilire perché quel soggetto non sfociò in un film: «Forse Chaplin non era soddisfatto, a volte lasciava perdere un progetto perché non era riuscito a trovare una coerenza in esso. Il ritrovamento però è interessante per conoscere i suoi motivi di ispirazione, per scandagliare il suo esercizio di scrittura», spiega ancora Cenciarelli. Limelightha poi visto la luce 60 anni fa ed è diventato un capolavoro. Non si parlava più di danza: Chaplin scelse di raccontare la carriera di un comico... «Però del film ha interamente firmato le coreografie», riferisce la responsabile dell'Archivio. Che aggiunge: Forse «non avrebbe potuto essere una figura di secondo piano...». La ricerca e il ritrovamento verranno raccontati oggi (alle 18) da Cenciarelli e Robinson al cinema Lumière di Bologna. CINEMA : LetempestenaturalieumanesecondoJeffNichols MUSICA : I suoni sciamanicidi«Banga»,conunagrandePattiSmith LIBRI : Guardare indietrocon stile: il romanzodiBarnes ARTE : LacasadibronzodiDejanoffalMambo P.20-24 U: LASCOPERTA Ladanza inedita diCharlot RitrovatodallaCinetecadiBologna unsoggettosulcelebreballerinoNijinski Insiemea4foto(eccone due)maiviste, il testo scrittoamatitaè incentrato sulcelebredanzatore Il filmnonfurealizzatoma ispirò«Lucidella ribalta» CHIARAAFFRONTE BOLOGNA venerdì 29 giugno 2012 19
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Dopo le annunciate dimissionidel sindaco di Milano GiulianoPisapia (e poi ritirate) sono arrivate quelle di Luigi Roth da commissario del Padiglione Italia di Expo. Il rischio, oggettivo e inconfutabile, è quello di veder crollare, con un effetto domino, pezzo dopo pezzo, tutti i punti fermi della complessa organizzazione dell'Expo 2015, dove politica, management e partecipazione civica dovrebbero lavorare insieme per il cosiddetto «bene comune». Anche perché in ballo non c'è solo una eventuale figuraccia per una festa mal riuscita, ma la credibilità internazionale dell'Italia, la patria del buon cibo che tutti oggi decantano come leva economica importante per far ripartire il Paese. Una contraddizione, appunto. Volendo risalire alle cause che hanno portato a questa fase di stallo, un primo appunto che mi sento di fare è sul fatto che, fin da subito, sia i potenziali vantaggi economici e d'immagine che le problematiche legate all'organizzazione, si sono incentrati troppo su un'unica regione, la Lombardia, quando invece - data la portata dell'evento e le ricadute sull'economia nazionale generate da esso - l'accento dovrebbe cadere su tutta l'Italia. Letizia Moratti, all'epoca sindaco di Milano, avocò a sé tutti o quasi i meriti del successo della scelta votata nella sede del BIE (Bureaxinternationaldes Expositions), quando in più occasioni il tandem Prodi-D'Alema dell'allora governo di centrosinistra appoggiò in maniera convinta il progetto. Ecco, quello forse era il momento giusto per pensare a un sistema organizzativo allargato a più organi competenti. Invece, con la nomina ad amministratore delegato di EXPO 2015 di Lucio Stanca da parte del governo Berlusconi e le sue successive dimissioni dopo le inevitabili critiche mosse dal presidente Bracco riguardanti la gestione manageriale in ordine alle spese, ai programmi e ai ritardi nell'organizzazione del progetto, si tornò punto e a capo. Doveva essere la “consacrazione” del modello economico lombardo. E invece, ora che anche la Regione sta passando un momento non facile dopo la sbornia leghista, i problemi della provincia con Penati e lo scandalo sanità, ci si accorge di quante crepe ci siano in quella che sembrava la Regione più efficiente d'Italia. Condivido in pieno le tentate dimissioni di Pisapia quando, di fronte alla richiesta di una maggiore partecipazione del governo - ritenuto finora poco presente e trooppo lento a livello decisionale - al progetto EXPO MILANO 2015, si è sentito rispondere picche. Come d'altronde l'esecutivo ha risposto anche alle richieste di extrabudget avanzate dal neodimissionario Commissario del Padiglione Italia Luigi Roth, giudicando così, ancora una volta, più che ottimale il lavoro che l'ad di EXPO S.p.A, Giuseppe Sala sta svolgendo su tutto il sito. UNOCCHIO ALL'EUROPA Senza voler ignorare il momento difficile del nostro Paese, credo che le risorse per un evento con aspettative di ritorno dal turismo di 4,8 miliardi di euro si debbano dare, avvalendosi magari anche dell'aiuto dell'Europa, da sempre seriamente interessata ai problemi agricoli e alimentari. Paolo De Castro, che fa un'ottima regia a Bruxelles sulle questioni agricole, si è sempre dichiarato disponibile a rilanciare l'idea di una Esposizione Universale in salsa europea, visto che per i prossimi 10 anni non ci saranno candidature europee. Un richiamo questo che arriva anche dalle sollecitazioni delle associazioni agricole la scorsa settimana all'assemblea del Pd. In un'ottica di ulteriore valorizzazione dell'immagine del nostro Paese nel panorama internazionale, funzionale soprattutto all'apporto di un valore aggiunto, il “problema (ahimé) EXPO” non può e non deve essere ignorato, dal governo. www.maurorosati.it FOODPOLITICS Lacrimogeni, idranti, contusi. Ieri notte nuova manifestazione dei No Tav in Val di Susa. I manifestanti hanno cercato di rompere la recinzione del cantiere in tre punti, durante una marcia a Chiomonte, per protestare contro i cantieri. Un anno fa gli scontri più duri. Doveva essere la “consacrazione” del modello economico della regione più efficiente. E invece... ACURADI MAURO ROSATI maurorosati.it Due decessi, probabilmente connessi all'eccessivo calore, questa mattina sulle spiagge di Tirrenia, in provincia di Pisa. Un uomo di 70 anni, Rino Moroni, di Livorno, è deceduto intorno a mezzogiorno al bagno Maddalena per arresto cardiocircolatorio. Aveva fatto una passeggiata sulla battigia, poi si è sentito male, finendo in acqua. Stessa sorte per Serenella Venturi, 70 anni, residente a Perugia. La donna si è sentita male, dopo essere uscita dall'acqua, sulla spiaggia del bagno Mary. È arrivato il 118 e i sanitari hanno provato a rianimarla, ma ormai era tardi. Il caldo asfissiante, continuo, terribile di questi giorni dunque è diventato anche ferale. È successo a Pisa che - denuncia il Codacons - è «uno degli oltre 8.000 comuni italiani nei quali non è attivo il sistema (Heat Health Watch Warning System) ossia il sistema di previsione allarme meteo, in funzione in appena 27 città, e nei quali non è prevista la cosiddetta “Anagrafe della suscettibilità” per censire le persone più sensibili all'aumento delle temperature». Questo sistema - ammette il codacons - non avrebbe salvato le vittime di ieri, ma bisognerà prima o poi rimodellare certe politiche sulle nuove temperature: è giusto ricordare che in Italia - e non solo - da 250 mesi consecutivi si registrano temperature medie in aumento rispetto allo stesso periodo del secolo precedente, anche se il pericolo maggiore sembra l'estremizzazioni, con picchi neve sconosciuti in Inverno, e afa così ossessiva in questo scorcio d'Estate. Dopo poche ore di refrigerio al Nord (non se n'è avuto beneficio nel resto della Penisola) la bolla calda di Caronte ci trasporterà direttamente all'inferno. Fra domani e lunedì sarà il picco del caldo, con temperature veramente bollenti su tutta Italia, da Bolzano a Reggio Calabria. Colpa di Caronte, appunto, l'anticiclone africano subtropicale che ha già raggiunto la Penisola e che nel fine settimana supererà il record delle città in allarme rosso detenuto da pochi giorni dal suo predecessore Scipione. La scorsa settimana erano state nove, ma sabato saliranno a dieci le città in cui, secondo il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, potranno verificarsi «condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio»: fra Bologna, Bolzano, Brescia, Frosinone, Perugia, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo le temperature massime oscilleranno fra i 38 e i 40 gradi. «Due sono le particolarità di queste ondate di calore, - spiega Francesco Nucera, metereologo di Meteo3B -, una è relativa all'estensione dell'anticiclone che dal nord africa ricopre mezza Europa. L'altro elemento è la frequenza con cui l'anticiclone africano si ripropone sul mediterraneo. È la seconda nel giro di una settimana». L'ondata di calore si smorzerà tra lunedi e martedì con un passaggio di temporali su Alpi, Prealpi, Piemonte, Lombardia e Venezie. Ma il Sud e il litorale tirrenico resteranno roccaforie del caldo che qui proseguirà con picchi di 38/40 gradi. La Coldiretti ha fatto sapere che in queste settimane di afa il consumo di frutta fra gli italiani è aumentato del 25%, sostituendo in parte sia il pranzo che la cena. Per Milano, per l'Italia e per l'Europa: salvate il soldato Expo C'è anche un filone che riguarda importanti ambienti televisivi nell'ultima indagine del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, che intercettando i membri di un'organizzazione dedita al traffico di droga si sono trovati davanti a nomi eccellenti, anche se del tutto estranei ai reati perseguiti. Ma tanto è bastato per sollevare un polverone. Gli arresti, scattati stamani, sono stati 22, e sono stati eseguiti su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano, Fabrizio D'Arcangelo, su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Milano, Antonio Sangermano. In particolare, in una serie di intercettazioni, alcuni dei personaggi di spicco dell'indagine, tra cui quello ritenuto al vertice dell'organizzazione, Marco Damiolini, di 35 anni, parlano tra loro di una serie di cessioni di cocaina a presentatori e gente di spettacolo legata a Mediaset, un filone che era già stato trattato in un altro procedimento, il 2 novembre 2011, che aveva portato all'arresto, tra gli altri, di tre dipendenti della società di Cologno Monzese (Milano). Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina ed hashish, alla fabbricazione e commercializzazione di armi comuni da sparo e da guerra, nonchè di ricettazione e porto illegale di armi. ITALIA Due morti a Pisa Caronte ci porta nell'afa infernale Le vittime sul lungomare di Tirrenia Il caldo aumenta: da domani 40 gradi in molte città VINCENZORICCIARELLI ROMA No Tav, incidenti al cantiere nel giorno dell'anniversario . . . La temperatura media è superiore a quella dello stesso periodo nel secolo scorso Armi e droga, 22 arresti Spaccio anche in Mediaset MARCOTEDESCHI MILANO 12 venerdì 29 giugno 2012
— STATO PATRIMONIALE — ATTIVITÀ 31/12/2011 31/12/2010 Immobilizzazioni immateriali nette: - Costi per attività editoriali, di informazione e di comunicazione 74.919,75 54.747,57 - Costi di impianto e ampliamento 126.767,55 181.226,60 Totale Immobilizzazioni immateriali 201.687,30 235.974,17 Immobilizzazioni materiali nette: - terreni e fabbricati - - impianti e attrezzature tecniche 75.128,79 91.476,21 - macchine per uffi cio 39.317,84 55.909,60 - mobili e arredi 71.728,95 82.379,82 - automezzi 33.750,00 - altri beni - Totale Immobilizzazioni materiali 219.925,58 229.765,73 Immobilizzazioni fi nanziarie: - partecipazioni in imprese 294.921,00 289.646,00 - crediti fi nanziari: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo 345.878,00 207.128,00 - altri titoli - - Totale Immobilizzazioni Finanziarie 640.799,00 496.774,00 Totale Immobilizzazioni 1.062.411,88 962.513,90 Rimanenze - - Crediti: - crediti per servizi resi a beni ceduti: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti verso locatari: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti per contributi elettorali: * correnti - 60.137.102,48 * esigibili oltre l'esercizio successivo - 95.612.784,76 - crediti per contributi del 4 per mille: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti verso imprese partecipate: * correnti 73.000,00 143.000,00 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - crediti diversi: * correnti 3.875.276,40 3.611.373,92 * esigibili oltre l'esercizio successivo 2.362.377,12 3.962.271,28 Totale Crediti 6.310.653,52 163.466.532,44 Attività fi nanziarie diverse dalle immobilizzazioni - partecipazioni - - altri titoli - Totale Attività Finanziarie. diverse dalle immobilizzazioni - Disponibilità Liquida: - depositi bancari e postali 24.112.626,75 19.059.830,67 - denaro e valori in cassa 7.187,32 5.021,66 Totale Disponibilità Liquida 24.119.814,07 19.064.852,33 Ratei Attivi e Risconti Attivi 1.316.138,63 341.237,67 TOTALE ATTIVITÀ 32.809.018,10 183.835.136,34 PASSIVITÀ 31/12/2011 31/12/2010 Patrimonio netto: - avanzo patrimoniale 20.302.414,26 168.825.331,77 - disavanzo patrimoniale - - - avanzo dell'esercizio 3.237.165,77 - disavanzo dell'esercizio - (42.896.476,88) Totale Patrimonio Netto 23.539.580,03 125.928.854,89 Fondi per rischi ed oneri: - fondi previdenza integrativa e simili - - altri fondi: Fondo ex art. 3 della Legge 157/99 1.393.781,14 5.082.827,18 Fondo per rischi e oneri - 80.000,00 Totale Fondi per rischi e oneri 1.393.781,14 5.162.827,18 Trattamento di fi ne rapporto lavoro subordinato 1.431.375,58 972.284,35 Debiti: - debiti verso banche: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti verso altri fi nanziatori: * correnti - - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - - debiti verso fornitori: * correnti 2.003.750,21 3.381.802,76 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - debiti rappresentati da titoli di credito: * correnti - * esigibili oltre l'esercizio successivo - - debiti verso imprese partecipate: * correnti 459.800,00 428.400,00 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - debiti tributari: * correnti 463.534,35 499.005,52 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - debiti verso Istituti di Previdenza e sicurezza sociale * correnti 863.964,47 760.330,88 * esigibili oltre l'esercizio successivo - - altri debiti: * correnti 2.653.232,32 14.043.820,62 * esigibili oltre l'esercizio successivo - 32.657.810,14 Totale Debiti 6.444.281,35 51.771.169,92 Ratei Passivi e Risconti Passivi 0,00 0,00 TOTALE PASSIVITÀ 32.809.018,10 183.835.136,34 CONTI D'ORDINE: 31/12/2011 31/12/2010 - beni mobili e immobili fi duciariamente presso terzi - - contributi da ricevere in attesa espletamento controlli autorità pubblica - - fi deiussioni a/da terzi 570.256,00 570.256,00 - avalli a/da terzi - - fi deiussioni a/da imprese partecipate - - avalli a/da imprese partecipate - - garanzie (pegni, ipoteche) a/da terzi 1.000.000,00 1.000.000,00 TOTALE CONTI D'ORDINE 1.570.256,00 1.570.256,00 — CONTO ECONOMICO — A) Proventi della gestione caratteristica 31/12/2011 31/12/2010 1. Quote Associative annuali - - 2. Contributi dello Stato: a. per rimborso spese elettorali 57.974.141,99 51.780.261,40 b. contributo annuale derivante dalla destinazione del 4 per mille dell'IRPEF - - 3. Contributi provenienti dall'estero: a. da partiti o movimenti politici esteri o internazionali - - b. da altri soggetti esteri - - 57.974.141,99 51.780.261,40 4. Altre contribuzioni: a. contribuzioni da persone fi siche 5.535.310,44 6.162.572,54 b. contribuzioni da persone giuridiche 45.000,00 200,00 5.580.310,44 6.162.772,54 5. Proventi da attività editoriali, manifestazioni, altre attività 0,00 0,00 Totale Proventi della gestione caratteristica (A) 63.554.452,43 57.943.033,94 B) Oneri della gestione caratteristica 31/12/2011 31/12/2010 1. Per acquisti di beni 72.537,78 114.044,68 2. Per servizi 25.426.450,21 27.222.412,43 3. Per godimento beni di terzi 3.119.706,36 3.471.779,62 4. Per il personale: a. stipendi 9.494.175,75 8.877.475,01 b. oneri sociali 2.261.946,94 2.074.772,43 c. trattamento di fi ne rapporto 661.292,61 598.859,59 d. trattamento di quiescenza e simili - - e. altri costi 402.820,83 567.372,84 5. Ammortamenti e svalutazioni 266.900,81 403.628,37 6. Accantonamenti per rischi - 80.000,00 7. Altri accantonamenti - - 8. Oneri diversi di gestione 582.213,55 555.030,34 9. Contributi ad associazioni 14.834.792,24 51.276.343,16 10. Accantonamento art. 3 L. 157/1999 2.898.707,10 2.589.013,08 Totale Oneri della gestione caratteristica (B) 60.021.544,18 97.830.731,55 Risultato economico della gestione caratteristica (A - B) 3.532.908,25 (39.887.697,61) C) Proventi e oneri fi nanziari 31/12/2011 31/12/2010 1. Proventi da partecipazioni - - 2. Altri proventi fi nanziari 163.616,18 77.547,46 3. Interessi e altri oneri fi nanziari (86.507,45) (62.199,30) Totale proventi e oneri fi nanziari (C) 77.108,73 15.348,16 D) Rettifi che di valore di attività fi nanziarie 31/12/2011 31/12/2010 1. Rivalutazioni: a. di partecipazioni 5.275,00 - b. di immobilizzazioni fi nanziarie - - c. di titoli non iscritti nelle immobilizzazioni - - 5.275,00 - 1. Svalutazioni: a. di partecipazioni - (33.216,00) b. di immobilizzazioni fi nanziarie - - c. di titoli non iscritti nelle immobilizzazioni - - - (33.216,00) Totale rettifi che di valore di attività fi nanziarie (D) 5.275,00 (33.216,00) E) Proventi e oneri straordinari 31/12/2011 31/12/2010 1. Proventi: - plusvalenza da alienazioni - - - varie 237.758,09 4.774.400,27 237.758,09 4.774.400,27 2. Oneri: - minusvalenze da alienazioni (1.613,85) (3.500,00) - varie (614.270,45) (7.761.811,70) (615.884,30) (7.765.311,70) Totale Proventi e Oneri Straordinari (E) (378.126,21) (2.990.911,43) AVANZO/DISAVANZO DELL'ESERCIZIO (A-B+C+D+E) 3.237.165,77 (42.896.476,88) Firmato Il Tesoriere (On.le Antonio Misiani) RELAZIONE DEL TESORIERE SULLA GESTIONE Il rendiconto dell'esercizio 2011 presenta un avanzo di Euro 3.237.165,77 dopo aver eff ettuato ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per un importo di Euro 3.165.607,91. Per la comparabilità dei dati del Conto Economico dell'esercizio con quelli dell'esercizio precedente, riportati nello schema di Conto Economico, si rinvia a quanto indicato nella Nota Integrativa in relazione alla contabilizzazione dei rimborsi elettorali. Passando ad illustrare la situazione dal punto di vista economico fi nanziario. I proventi della gestione caratteristica sono stati pari ad Euro 63.554.452,43 costituiti dalle seguenti voci: ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo della Camera dei Deputati dell'anno 2008 15.530.221,25 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Senato della Repubblica dell'anno 2008 16.968.878,39 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Sicilia dell'anno 2008 973.317,31 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia dell'anno 2008 291.840,01 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Provinciale di Bolzano del 26/10/2008 21.992,25 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Provinciale di Trento del 9/11/2008 90.312,81 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale dell'Abruzzo del 14-15/12/2008 222.919,00 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Parlamento Europeo del 06-07/06/2009 13.551.712,06 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Basilicata del 28-29/03/2010 147.648,90 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Sardegna del 15-16/02/2009 341.956,53 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria del 28-29/03/2010 318.949,43 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Campania del 28-29/03/2010 988.343,94 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Emilia Romagna del 28-29/03/2010 1.258.895,48 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale del Lazio del 28-29/03/2010 1.145.945,69 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Liguria del 28-29/03/2010 363.730,58 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Lombardia del 28-29/03/2010 1.671.745,94 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale delle Marche del 28-29/03/2010 365.791,38 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale del Piemonte del 28-29/03/2010 808.336,47 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Puglia del 28-29/03/2010 715.321,54 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale della Toscana del 28-29/03/2010 1.189.459,73 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale dell'Umbria del 28-29/03/2010 238.369,98 ??contributi per rimborso delle spese elettorali per la quota dell'anno 2011 relativi al rinnovo del Consiglio Regionale del Veneto del 28-29/03/2010 768.453,32 ??contributi provenienti da Parlamentari 5.121.920,00 ??contributi provenienti da altre persone fi siche 413.390,44 ??contributi provenienti da persone giuridiche 45.000,00 A fronte dei proventi di cui sopra, sono stati registrati oneri della gestione caratteristica per complessivi Euro 60.021.544,18, così ripartiti: - costi per acquisti di beni (cancelleria, materiale di consumo) 72.537,78 - costi per servizi così composti: ? Spese elettorali, di propaganda e comunicazione politica 16.312.664,57 ? Spese Collaboratori e Consulenze 1.939.455,09 ? Spese per servizi aff erenti la Sede Nazionale (Vigilanza, manutenzioni e riparazioni, assicurazioni, pulizia locali e servizi logistici) 1.751.602,65 ? Spese per le utenze 631.471,89 ? Spese di viaggi, trasferte, alberghi e ristoranti, rappresentanza, rimborsi spese, automezzi 2.700.249,77 ? Spese amministrative (Postali, servizi generali, ecc.) 2.091.006,24 Totale costi per servizi 25.426.450,21 - costi per godimento beni di terzi (affi tto, noleggi, leasing, ecc.): ? per manifestazioni, eventi e servizi elettorali in genere 751.660,00 ? per godimento beni di terzi aff erenti le sedi operative 2.368.046,36 Totale spese godimento beni di terzi 3.119.706,36 - costi per il personale dipendente 12.820.236,13 - ammortamenti e svalutazioni 266.900,81 - oneri diversi di gestione 582.213,55 - contributi ad Associazioni per Euro 14.781.405,65 così distribuiti: ? Importi erogati ad associazioni e circoli esteri PD 123.715,66 ? Strutture Provinciali PD 1.153.017,64 ? Strutture Regionali PD 12.387.839,76 ? Associazione Giovani Democratici 240.000,00 ? Lista Pannella 630.000,00 ? Comitati Elettorali, Circoli PD e altri contributi minori 300.219,18 ? Totale Contributi ad Associazioni 14.834.792,24 Per quanto riguarda i contributi alle strutture territoriali del PD si rimanda al successivo paragrafo della presente relazione. - accantonamento ai sensi dell'art. 3 della legge 157/99 2.898.707,10 Il risultato economico della gestione caratteristica risulta positivo ed è pari a 3.532.908,25 Euro, al quale vanno ad aggiungersi i proventi fi nanziari netti per Euro 77.108,73, le rettifi che positive per la rivalutazione di partecipazioni e immobilizzazioni fi nanziarie per Euro 5.275,00 e gli oneri straordinari netti per Euro 378.126,21 sì da determinare l'avanzo di gestione di Euro 3.237.165,77. La Situazione Patrimoniale rifl ette l'andamento della gestione rilevando attività per complessivi Euro 32.809.018,10 così costituite: ??immobilizzazioni immateriali nette (costituite da costi di impianto e ampliamento relativi ai lavori di ristrutturazione su immobili di terzi nonché dai costi per attività di informazione e comunicazione) 201.687,30 ??immobilizzazioni materiali nette (macchine per uffi cio, mobili, ecc.) 219.925,58 ??attività fi nanziarie nette 640.799,00 ??crediti 6.310.653,52 ??disponibilità liquide 24.119.814,07 ??ratei e risconti attivi 1.316.138,63 Le passività, compresi i fondi, sono pari complessivamente ad Euro 9.269.438,07 e sono costituite: ??dal fondo ai sensi dell'art. 3 della Legge 157/99 quale accantonamento per la partecipazione attiva delle donne alla politica 1.393.781,14 ??dal fondo di trattamento di fi ne rapporto lavoro subordinato 1.431.375,58 ??da debiti verso i fornitori 2.003.750,21 ??da debiti verso imprese partecipate 459.800,00 ??da debiti tributari 463.534,35 ??da debiti verso gli Istituti Previdenziali e di sicurezza sociale 863.964,47 ??da altri debiti (come da dettaglio in nota integrativa) 2.653.232,32 In ottemperanza a quanto specifi camente indicato dalla Legge 2 gennaio 1997, n. 2, con riferimento alla relazione, si forniscono le seguenti informazioni: ATTIVITÀ CULTURALI, DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE L'attività dell'anno 2011 è stata dominata dalla campagna elettorale per il rinnovo di 1.177 amministrazioni comunali (di cui 135 relative a comuni superiori a 15 mila abitanti, tra i quali 30 capoluoghi di provincia) e 11 amministrazioni provinciali, nonché dalla campagna per i quattro referendum abrogativi del 12 e 13 giugno. Le elezioni amministrative, svoltesi il 15 e 16 maggio, hanno segnato un grande successo dei candidati del centrosinistra, che hanno conquistato la guida di 7 amministrazioni provinciali su 11 e di 82 comuni superiori a 15 mila abitanti su 135 (tra i quali Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Cagliari). L'affl uenza al voto referendario, pari al 57% degli aventi diritto, per la prima volta dal 1995 è stata superiore al quorum minimo di validità. I quattro referendum - riguardanti la tariff azione e le modalità di gestione del servizio idrico, la produzione di energia nucleare e le norme sul legittimo impedimento – hanno registrato la vittoria dei sì a larghissima maggioranza. Il 16 e 17 ottobre 2011 si sono svolte le elezioni regionali del Molise, successivamente annullate da una sentenza del TAR. Tra gli eventi più signifi cativi organizzati dal Partito nel 2011 si segnalano: ??4-5 febbraio: alla Fiera di Roma Assemblea nazionale; ??8 marzo: a Roma (Piazza di Pietra) consegna delle fi rme raccolte contro il governo Berlusconi; ??10-11 marzo: a Milano Assemblea nazionale degli amministratori locali; ??21 marzo: a Roma iniziativa “Europa-Italia, un progetto alternativo per la crescita”; ??25-26 marzo a Roma Conferenza nazionale sull'Immigrazione; ??5 aprile: a Roma (Piazza Pantheon) manifestazione contro il disegno di legge sul processo breve; ??8 aprile: a Bologna, Torino, Milano, Napoli “Notte bianca della scuola”; ??14 aprile: a Roma giornata di studio “L'università per la nuova Italia”; ??27 aprile: a Roma (Residence Ripetta) presentazione dei candidati alle elezioni amministrative; ??27 aprile: a Roma (Piazza del Parlamento) sit-in “Chi nasce in Italia è italiano”; ??5 maggio: a Roma (Teatro dei Comici) iniziativa “L'emigrazione nell'Italia Unita”; ??9 maggio: a Roma iniziativa “Notte bianca della precarietà”; ??9-10 giugno: a Roma conferenza “Italia 110 – La nuova Italia nasce all'università” ??17-18 giugno: alla Fiera di Genova Assemblea nazionale sul lavoro; ??19 giugno: a Bagnacavallo (RA) riunione nazionale degli organizzatori, dei tesorieri, dei responsabili comunicazione e dei responsabili feste; ??21 giugno: a Roma (Piazza Testaccio) “Notte bianca dei diritti sociali”; ??29 giugno – 1 luglio: seminario nazionale sul federalismo fi scale a Firenze (Palazzo dei Congressi); ??19 settembre: a Roma, seminario “I partiti e lo spirito della Costituzione” ??29 settembre – 16 ottobre: campagna di mobilitazione “Berlusconi dimettiti” ??11 ottobre: a Roma, seminario “Afghanistan dieci anni dopo”. Il 5 novembre si è svolta a Roma, in Piazza San Giovanni, la manifestazione nazionale del PD dal titolo “Ricostruzione, in nome del popolo italiano”. La manifestazione, che ha registrato una grande partecipazione di militanti ed elettori PD provenienti da tutta Italia, ha visto l'intervento di François Hollande (con un videomessaggio) e di Sigmar Gabriel (leader della SPD) ed è stata conclusa dal Segretario nazionale Pier Luigi Bersani. Nella parte fi nale dell'anno il PD ha organizzato un'ulteriore serie di eventi, tra i quali: ??9 novembre: a Roma, Conferenza nazionale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; ??14 novembre - 19 dicembre: a Roma, secondo ciclo di incontri “Le passioni della politica”, organizzato dal Centro studi PD ??20 novembre: a Torino, 1° conferenza nazionale PD per le politiche educative 0-6 anni; ??24 novembre: a Roma, seminario su “Il sistema dei contratti pubblici: tra principi e applicazioni”, organizzato dal Forum Riforma PA, Forum Giustizia, Dipartimento organizzazione ??26 novembre: a Monza, “Grand'Italia”, conferenza nazionale PD per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa; ??29 novembre: a Roma, incontro “Il lavoro nelle rifl essioni della Chiesa di Benedetto XVI”; ??1 dicembre: a Roma iniziativa “Ricostruire lo stato sociale”, organizzata dal Forum immigrazione; ??3-4 dicembre: a Roma, “Stati generali della cultura”; ??16 dicembre: a Roma, iniziativa “Il futuro dell'Europa”, con Pier Luigi Bersani, François Hollande, Lapo Pistelli e David Sassoli. Nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre si sono svolte 22 Feste nazionali tematiche del PD: ??Festa di apertura della stagione delle feste PD a Bagnacavallo (RA) dal 16 al 19 giugno; ??Festa democratica nazionale sulla Green Economy a Carpi (MO) dal 24 giugno al 18 luglio; ??Festa democratica nazionale sull'Immigrazione a Cesena dal 1° al 17 luglio; ??Festa democratica nazionale sulla Cultura a L'Aquila dal 5 al 10 luglio; ??Festa democratica nazionale sulle Donne a Sarzana (SP) dal 7 al 17 luglio; ??Festa democratica nazionale sui Parchi a Vasto (CH) dal 21 al 24 luglio; ??Festa democratica nazionale sul Turismo ad Abano Terme (PD) dal 22 luglio al 1° agosto; ??Festa nazionale degli Ecologisti Democratici a S. Gimignano (SI) dal 29 luglio al 7 agosto; ??Festa democratica nazionale dei Siti Unesco a Montalcino (SI) dal 14 al 29 agosto; ??Festa democratica nazionale sull'Informazione a Firenze dal 24 agosto all'11 settembre; ??Festa democratica nazionale sullo Sport a Terni dal 25 agosto all'11 settembre; ??Festa democratica nazionale sulla Scuola a Modena dal 25 agosto al 19 settembre; ??Festa democratica nazionale sui Trasporti a Genova dal 26 agosto all'11 settembre; ??Festa democratica nazionale sull'Europa a Genova dal 26 agosto all'11 settembre; ??Festa democratica nazionale sull'Agricoltura a Pesaro dal 27 agosto all'11 settembre; ??Festa democratica nazionale sul Mezzogiorno a Policoro (MT) dall'1 al 4 settembre; ??Festa democratica nazionale sui Diritti a Bologna dal 4 al 19 settembre; ??Festa democratica nazionale sull'Innovazione della PA a Venezia dal 14 al 17 settembre; ??Festa democratica nazionale sugli Enti locali a Perugia dal 16 al 25 settembre; ??Festa democratica nazionale sull'Economia e il Lavoro a Bari dal 20 al 25 settembre. ??Festa democratica nazionale sull'Università e la Ricerca a Cagliari dal 21 al 25 settembre; ??Festa democratica nazionale sul Terzo Settore a Caltagirone (CT) dal 29 settembre al 9 ottobre; I Giovani Democratici hanno organizzato nel corso del 2011 tre feste nazionali: ??dal 22 al 25 luglio a Modena; ??dal 30 agosto al 4 settembre a Torino; ??dal 12 al 18 settembre a Roma Pietralata. La Festa nazionale PD del 2011 si è svolta a Pesaro dal 27 agosto all'11 settembre. La Festa è stata un grande successo organizzativo e politico, reso possibile dall'impegno di oltre 2.000 volontari. L'8 settembre si è tenuta la manifestazione conclusiva con la partecipazione del Segretario nazionale Pier Luigi Bersani. Tra le iniziative di formazione politica promosse nel 2011 si segnalano: ??1-2 aprile: seminario formativo a Roma (Sheraton Golf Hotel); ??dall'8 aprile ha preso il via “Offi cina politica 2011-2012”, il Master di formazione politica del PD che ha coinvolto 40 ragazzi e ragazze fi no al 12 maggio 2012. ??2-4 settembre: a Firenze “Frattocchie 2.0”, seminario di approfondimento su politica e nuovi media; ??22-25 settembre: a Cortona, IV edizione della Scuola di formazione PD dedicata a “Democrazia e crescita”; ??29-30 ottobre: manifestazione di avvio del grande progetto di formazione politica “Finalmente Sud” a Napoli (Mostra d'Oltremare), che coinvolgerà per un anno duemila giovani del Mezzogiorno. Nel corso del 2011 è proseguito “In buone mani”, il progetto di formazione politica del PD per valorizzare e diff ondere le buone pratiche di governo locale nelle amministrazioni del centrosinistra, aperto al contributo diretto degli utenti, dei cittadini e delle cittadine. Nel luglio 2011 ha preso avvio la pubblicazione online (sul sito www.tamtamdemocratico.it) del periodico di approfondimento politico e culturale “Tamtàm Democratico”. Nel corso dell'anno sono stati pubblicati 5 numeri. Tra le iniziative e gli eventi più signifi cativi organizzati per accrescere la partecipazione politica delle donne vanno annoverate: ??18-19 febbraio: Conferenza nazionale delle donne PD a Roma; ??25 giugno: Conferenza nazionale delle donne PD a Roma; ??7-17 luglio: Festa nazionale tematica sulle Donne a Sarzana (SP). ??21-22 ottobre: a Orvieto, 1° forum nazionale delle amministratrici. SPESE SOSTENUTE PER LE CAMPAGNE ELETTORALI Le spese sostenute complessivamente per le elezioni relative al rinnovo dei Consigli Regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto, come indicate nell'art. 11 della Legge n. 515 del 1993 e successive modifi cazioni, sono le seguenti: ELEZIONI REGIONALI DEL MOLISE DEL 16-17 OTTOBRE 2011 USCITE: Sostenute direttamente dalla Sede Nazionale (A) - Spese per la produzione, l'acquisto o l'affi tto di materiali e di mezzi di propaganda 27.711,80 - Spese per la distribuzione e diff usione dei materiali e dei mezzi di propaganda, compresa l'acquisizione di spazi sugli organi di informazione, sulle radio e televisioni private, nei cinema e nei teatri 20.978,68 - Spese per l'organizzazione di manifestazioni di propaganda, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche di carattere sociale, culturale e sportivo - Spese per la stampa, la distribuzione e la raccolta dei moduli, all'autenticazione delle fi rme e all'espletamento di ogni altra operazione richiesta dalla legge per la presentazione delle liste elettorali Spese per il personale utilizzato e per ogni prestazione o servizio inerente alla campagna elettorale. 15.250,00 TOTALE SPESE SOSTENUTE DIRETTAMENTE (A) 63.940,48 USCITE: Sostenute NON direttamente, ma dalle Strutture Regionali e Provinciali (B) - Spese per la produzione, l'acquisto o l'affi tto di materiali e di mezzi di propaganda - Spese per la distribuzione e diff usione dei materiali e dei mezzi di propaganda, compresa l'acquisizione di spazi sugli organi di informazione, sulle radio e televisioni private, nei cinema e nei teatri - Spese per l'organizzazione di manifestazioni di propaganda, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche di carattere sociale, culturale e sportivo - Spese per la stampa, la distribuzione e la raccolta dei moduli, all'autenticazione delle fi rme e all'espletamento di ogni altra operazione richiesta dalla legge per la presentazione delle liste elettorali - Spese per il personale utilizzato e per ogni prestazione o servizio inerente alla campagna elettorale. TOTALE SPESE SOSTENUTE NON DIRETTAMENTE (B) TOTALE SPESE AMMISSIBILI (A + B) 63.940,48 - Spese relative ai locali per le sedi elettorali, quelle di viaggio e soggiorno, telefoniche e postali, nonché gli oneri passivi, calcolate in misura forfettaria, in misura fi ssa del 30% dell'ammontare complessivo delle spese ammissibili e documentate (C) - Spese sostenute e documentate: Sede Nazionale Euro 28.619,70 + Sedi Regionali e Provinciali Euro 551.364,20 per complessivi Euro 579.983,90*30%=173.995,17 TOTALE USCITE (A + B + C) 63.940,48 RIPARTIZIONE DELLE RISORSE TRA I LIVELLI POLITICO – ORGANIZZATIVO DEL PARTITO. Nell'anno 2011 sono stati ripartiti alle strutture territoriali del Partito Euro 13.540.857,40, di cui Euro 11.327.163,77 sono stati retrocessi per rimborsi elettorali. Inoltre, sono state concesse anticipazioni per Euro 421.684,09. Importi retrocessi alle strutture Regionali per rimborsi elettorali per il rinnovo dei Consigli Regionali 11.327.163,77 Altri contributi e/o servizi erogati nell'anno 2011 alle strutture regionali e provinciali 2.213.693,63 TOTALE RIMBORSI E CONTRIBUTI 13.540.857,40 Concessione anticipazioni anno 2011 alle Unioni Regionali da recuperare nei prossimi esercizi 421.684,09 TOTALE GENERALE 13.962.541,49 Si precisa che le erogazioni eff ettuate alle strutture periferiche per complessivi Euro 2.213.693,63 - di cui Euro 1.060.675,99 a livello regionale ed Euro 1.153.017,64 a livello provinciale/comunale - si riferiscono per Euro 454.259,73 al Fondo perequativo introdotto dal 2010 dagli accordi stipulati con le Unioni regionali PD e fi nalizzato a garantire risorse aggiuntive per il fi nanziamento dell'attività politica delle unioni regionali il cui ammontare dei rimborsi per elettore è inferiore al 90% della media nazionale, e per Euro 1.759.433,90 quale sostegno economico. Più precisamente, gli importi per i contributi alle strutture Regionali sono così ripartiti: RIMBORSI ELETTORALI Rimborsi A detrarre Altri Contributi Anticipazioni REGIONE Elettorali quota 5% a Importo e Servizi Concesse Anno 2011 carico nazionale Erogato dell'anno 2011 nell'anno 2011 (A) (B) (C=A-B) - Abruzzo 222.919,00 11.145,95 211.773,05 89.864,54 - Basilicata 147.648,90 7.382,45 140.266,45 50.411,00 15.000,00 - Calabria 318.949,43 15.947,47 303.001,96 326.020,54 - Campania 988.343,94 49..417,20 938.926,74 251.372,85 - Emilia Romagna 1.258.895,48 62.944,77 1.195.950,71 134.932,07 - Friuli Venezia Giulia 291.840,01 14.592,00 277.248,01 55.345,34 30.000,00 - Lazio 1.145.945,69 57.297,28 1.088.648,41 61.065,00 - Liguria 363.730,58 18.186,53 345.544,05 33.959,00 31.200,00 - Lombardia 1.671.745,94 83.587,30 1.588.158,64 217.914,95 - Marche 365.791,38 18.289,57 347.501,81 191.213,30 10.000,00 - Molise - - - 11.882,00 15.484,09 - Piemonte 808.336,47 40.416,82 767.919,65 73.978,80 - Puglia 715.321,54 35.766,07 679.555,47 135.348,76 50.000,00 - Sardegna 341.956,53 17.097,83 324.858,70 51.786,59 - Sicilia 973.317,31 48.665,87 870.526,25 61.127,60 - Toscana 1.189.459,73 59.472,99 1.129.986,74 97.393,31 270.000,00 - Trentino e 90.312,81 4.515,64 85.797,17 3.953,60 Alto Adige 21.992,25 1.099,61 20.892,64 18.918,32 - Umbria 238.369,98 11.918,50 226.451,48 24.815,20 - Valle d'Aosta - - - - - Veneto 768.453,22 38.422,67 730.030,65 272.390,86 TOTALI 11.923.330,29 596.166,52 11.327.163,77 2.163.693,63 421.684,09 RIMBORSI DELLO STATO A seguito della modifi ca del criterio di contabilizzazione, i contributi per rimborso delle spese elettorali sono RENDICONTO DELL'ESERCIZIO CHIUSO AL 31/12/2011 iscritti per gli importi complessivo stabiliti dai Decreti dei Presidenti dei due rami del Parlamento per l'anno 2011 e sono pari complessivamente ad Euro 57.974.141,99. Il predetto importo è così determinato: TIPOLOGIA Contributi Elettorali ANNO 2011 Camera dei Deputati 2008 15.530.221,25 Senato della Repubblica 2008 16.968.878,39 Assemblea Regionale Sicilia 2008 973.317,31 Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia 2008 291.840,01 Parlamento Europeo 2009 13.551.712,06 Consiglio Regionale Abruzzo 2009 222.919,00 Consiglio Regionale Sardegna 2009 341.956,53 Consiglio Provinciale Trento 2009 90.312,81 Consiglio Provinciale Bolzano 2009 21.992,25 Consiglio Regionale Basilicata 2010 147.648,90 Consiglio Regionale Calabria 2010 318.949,43 Consiglio Regionale Campania 2010 988.343,94 Consiglio Regionale Emilia Romagna 2010 1.258.895,48 Consiglio Regionale Lazio 2010 1.145.945,69 Consiglio Regionale Liguria 2010 363.730,58 Consiglio Regionale Lombardia 2010 1.671.745,94 Consiglio Regionale Marche 2010 365.791,38 Consiglio Regionale Piemonte2010 808.336,47 Consiglio Regionale Puglia 2010 715.321,54 Consiglio Regionale Toscana 2010 1.189.459,73 Consiglio Regionale Umbria 2010 238.369,98 Consiglio Regionale Veneto 2010 768.453,32 Totale 57.974.141,99 RAPPORTI CON LE IMPRESE PARTECIPATE Il Partito Democratico controlla al 100% due società: ??Eventi Italia Srl con capitale sociale di Euro 196.000,00 costituito da n. 196.000 quote ciascuna del valore nominale di un euro; ??Eventi Italia Feste Srl con capitale sociale di Euro 26.000,00 costituito da n. 26.000 quote ciascuna del valore nominale di un euro. La Società Eventi Italia Srl provvede alla diff usione via satellite e via web del canale televisivo “Youdem.tv”. Nel bilancio vengono evidenziati, con riferimento alla predetta Società, i seguenti rapporti: ??il debito di Euro 405.350,00, comprensivo di IVA, relativo a fatture da ricevere per il saldo dei compensi per i servizi televisivi ricevuti da Youdem.tv sulla base del contratto in essere e quale corrispettivo dei maggiori oneri derivanti dalle attività mediatiche relative ad eventi non originariamente preventivati. Con la società Eventi Italia Srl è stato sottoscritto, nell'anno 2008, un accordo commerciale con cui il PD ha affi dato, a valori correnti, l'incarico di promuovere e sviluppare un'attività di comunicazione politica via satellite e via web utilizzando “Youdem.tv” fi no al 31/12/2012, con possibilità di rinnovo biennale. La Società Eventi Italia Feste Srl, partecipata anch'essa al 100% dal Partito Democratico, si é costituita in data 26 novembre 2008 con lo scopo di organizzare eventi e manifestazioni per conto terzi e per conto del socio unico. Tale attività si è estrinsecata nella organizzazione nei mesi di agosto e settembre 2011 della “Festa Democratica” del Partito. Nel bilancio viene evidenziata, con riferimento alla predetta società, il seguente rapporto: ??il credito di Euro 73.000,00 quale fi nanziamento infruttifero, erogato per far fronte sia agli investimenti che alle spese di gestione nella fase di avvio della Società; ??il debito di Euro 54.450,00, comprensivo di IVA, per fatture da ricevere per il saldo dei compensi relativi all'accordo commerciale con cui il PD ha affi dato, a condizioni di mercato, ad Eventi Italia Feste Srl l'incarico di organizzare la Festa Democratica del Partito per l'anno 2011 sul circuito nazionale ed il cui evento principale si è svolto a Pesaro. LIBERE CONTRIBUZIONI SOGGETTE A DICHIARAZIONE CONGIUNTA a) Contributi in denaro da parte di altri soggetti Con riferimento a quanto stabilito dal terzo comma dell'art. 4 della Legge 18 novembre 1981, n. 659, e successive modifi cazioni ed integrazioni, non si registrano contribuzioni per le quali è previsto l'obbligo di presentare la “Dichiarazione congiunta”, in quanto i contributi esposti nel conto economico del rendiconto sono determinati da una serie di contribuzioni di soggetti diversi inferiori al limite di legge pari ad Euro 50.000,00. b) Contributi pervenuti alle Strutture Periferiche In base ai dati forniti dalle Strutture Periferiche, le quali godono di assoluta autonomia patrimoniale e gestionale, vengono in aggiunta segnalate quelle contribuzioni che sono a loro direttamente pervenute e che quindi non sono transitate nei conti del Partito Democratico e per le quali la dichiarazione congiunta da inviare alla Camera dei Deputati è direttamente trasmessa a cura delle Strutture Periferiche: Benefi ciario Soggetto Erogante Importo Partito Democratico Trentino Lista Civica per il Governo del Trentino – La Margherita 67.800,00 Partito Democratico Trentino DS Trentino 33.732,05 PD Padova Pillon Cesare 54.000,00 PD Siena Rabizzi Ernesto 50.000,00 PD Siena Mussari Giuseppe 99.000,00 FATTI DI RILIEVO AVVENUTI DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO Dopo la chiusura dell'esercizio si segnala l'Assemblea nazionale svoltasi a Roma il 20-21 gennaio 2012, nonché le elezioni amministrative che hanno interessato 28 comuni capoluogo di provincia, quattro dei quali capoluoghi di regione (Catanzaro, Genova, L'Aquila e Palermo). Inoltre, nell'anno 2012 è stato sottoscritto il contratto di locazione dei locali in Roma, Via Tomacelli n. 146 e sono stati dismessi i locali in Via Palermo n. 12. Nel corso dell'esercizio 2012, il Partito Democratico interverrà in un'operazione straordinaria, in corso di defi nizione, fi nalizzata al raff orzamento patrimoniale e fi nanziario della società Nuova Iniziativa Editoriale S.p.A., società editrice de L'Unità. Un importante fatto di rilievo che caratterizzerà la gestione dell'esercizio 2012 è quello legato alla riforma del fi nanziamento dei partiti, oggetto di un disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati e attualmente in discussione al Senato della Repubblica. La riforma, che riprende in gran parte le proposte del PD, prevede in primo luogo il dimezzamento dei fondi destinati ai rimborsi elettorali, che passano dal 2012 da 182 milioni di euro a 91 milioni di euro. Il suddetto rimborso sarà rideterminato in base ai criteri attualmente vigenti nel sistema tedesco, commisurando l'ammontare delle risorse complessivamente destinate a ciascun partito sia ai voti validi ottenuti, che alla capacità di autofi nanziamento. Il disegno di legge dispone inoltre il raff orzamento dei controlli, sia interni che esterni, dei bilanci dei partiti, al fi ne di garantire maggiore trasparenza. In particolare, si prevede l'obbligo della certifi cazione del rendiconto di esercizio e il successivo controllo dello stesso affi dato ad un'apposita commissione indipendente. La riforma, infi ne, modifi ca il regime delle detrazioni fi scali sulle erogazioni liberali ai partiti e alle onlus e introduce tetti di spesa per le elezioni europee e comunali. EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE La gestione dell'esercizio 2012 è caratterizzata, in modo signifi cativo, dalla campagna elettorale per le elezioni amministrative del 6-7 maggio 2012 con i conseguenti rifl essi economici in termini di spesa e di impegno della struttura. Firmato Il Tesoriere (On.le Antonio Misiani) NOTA INTEGRATIVA Il rendiconto in esame è stato redatto in base ai criteri di redazione indicati dalla Legge 2 gennaio 1997, n. 2 ed applicando i criteri di valutazione descritti nella Nota Integrativa, secondo il principio della competenza, che consiste nel rilevare e contabilizzare nell'esercizio le operazioni in funzione del loro rifl esso economico, indipendentemente dal momento in cui queste si sono concretizzate nei movimenti fi nanziari di incasso o pagamento. Per la redazione del rendiconto ci si è attenuti al modello indicato nella succitata legge, così come la presente nota integrativa risponde al precitato dettato normativo. Il rendiconto corrisponde alle risultanze delle scritture contabili ed è stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e fi nanziaria del Partito e il risultato dell'esercizio. Si segnala che a seguito delle modifi che legislative intervenute ed in particolare l'articolo 5, comma 4 del decreto legge 78/2010 ha ridotto del 10% i rimborsi elettorali ai partiti a decorrere dal primo rinnovo (la riduzione decorre dal 2013 per le politiche, dal 2014 per le europee e dal 2015 per le regionali), e l'articolo 6 del decreto legge 98/2011 ha ridotto di un ulteriore 10% i rimborsi elettorali (comma 1) e ha disposto l'interruzione del versamento delle quote annuali dei rimborsi in caso di scioglimento anticipato del Senato o della Camera (comma 2) e prendendo atto che le ultime leggi fi nanziarie hanno rideterminato il rimborso elettorale spettante, per permettere di iscrivere in bilancio crediti per contributi elettorali che abbiano la caratteristica della certezza, liquidità ed esigibilità è stato modifi cato il criterio di contabilizzazione dei rimborsi elettorali, rispetto a quanto eff ettuato nell'esercizio precedente, contabilizzando i rimborsi elettorali nell'esercizio in cui avviene l'incasso degli stessi. In particolare, mentre negli esercizi precedenti i rimborsi elettorali erano stati contabilizzati per l'intera legislatura nell'esercizio in cui erano stati assegnati, nell'esercizio 2011 sono stati contabilizzate le quote dei contributi incassati nell'esercizio, iscrivendole nei proventi del Conto Economico. Dopo aver opportunamente condiviso con il Collegio Sindacale la questione e si è giunti alla conclusione di rilevare il cambiamento di contabilizzazione dei contributi con contropartita a patrimonio netto in quanto è stato ritenuto che tale contabilizzazione meglio rappresentasse al lettore del rendiconto il cambiamento. Gli eff etti sono riportati a commento delle singole voci del rendiconto interessate. I principali criteri di valutazione, applicati con continuità rispetto all'esercizio precedente, sono i seguenti: a) Immobilizzazioni immateriali. Le immobilizzazioni immateriali vengono iscritte al loro costo di acquisto ed il valore è già rettifi cato dai relativi fondi di ammortamento alla chiusura dell'esercizio. Gli ammortamenti vengono calcolati con riferimento al costo ad aliquote costanti in funzione della presumibile durata di utilizzazione. b) Immobilizzazioni materiali. Le immobilizzazioni materiali sono state valutate al costo di acquisizione e rettifi cate, alla chiusura dell'esercizio, dai relativi fondi di ammortamento che ne rilevano il deperimento fi sico ed economico, in relazione alla loro residua possibilità di utilizzazione. c) Immobilizzazioni Finanziarie. Le partecipazioni in imprese controllate sono valutate al valore della frazione del patrimonio netto. d) Crediti. I Crediti, distinti fra quelli esigibili entro l'esercizio successivo ed oltre l'esercizio successivo, sono esposti in base al presumibile valore di realizzo. e) Attività fi nanziarie diverse dalle immobilizzazioni. I titoli sono valutati al loro valore di presumibile realizzo. f) Disponibilità liquide. Le disponibilità liquide sono indicate al valore numerario. g) Ratei e Risconti Sono iscritti sulla base della competenza economica e temporale. h) Fondi per rischi ed oneri. I fondi rilevano l'accantonamento eff ettuato ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 157 del 1999 e l'accantonamento per rischi ed oneri di altra natura. i) Trattamento di fi ne rapporto lavoro subordinato. Il fondo T.F.R. rileva le quote accantonate per ciascun dipendente in conformità alle leggi ed ai contratti di lavoro vigenti in base alla anzianità raggiunta alla fi ne dell'esercizio. j) Debiti. Anch'essi suddivisi, per le varie categorie, in debiti esigibili entro l'esercizio successivo ovvero oltre l'esercizio successivo, sono esposti al loro valore nominale, corrispondente a quello di presumibile estinzione. k) Criteri di conversione dei valori non espressi all'origine in moneta avente corso legale nello Stato. I valori di bilancio sono espressi in Euro. Quando vi è stata la necessità di procedere alla conversione di valori numerari originariamente espressi in valuta estera, si è adottato il valore di cambio in vigore al momento in cui si è verifi cata la transazione commerciale. l) Ricavi e Costi. I ricavi ed i costi sono rilevati secondo la competenza economica. venerdì 29 giugno 2012 15
SCANDALOSOTIMI.SDRAIATOSENZAVELISUUNASORTA DI «DORMEUSE», COMPIACIUTO E INVITANTE NELLA SUAPOSADA«MAJADESNUDA».Filippo Timi, 38 anni, dai muri della città e dalle fiancate dei tram sorride e brinda alla sua «SummerTimi» che dal 10 al 31 luglio lo vedrà in scena al Teatro Franco Parenti di Milano con tre spettacoli. Una provocazione? Se era questa l'intento, l'interprete eccellente di film di rilievo (da SaturnoContro a LaDoppiaOra, da ComeDioComanda a Vincere) ha centrato il bersaglio. L'immagine adamitica stampata sui manifesti che annunciano la sua presenza in questa torrida estate milanese era stata immediatamente censurata dall'assessore della giunta Pisapia, né il peloso corpo nudo dell'attore si è, certo, guadagnato le simpatie dei «metrosexual» di San Babila e di Porta Romana. «“È troppo peloso”, così avevano bocciato il mio manifesto proibendone la circolazione - ci racconta, divertito, Filippo Timi -. Se fossi stato candido e depilato avrei passato subito all'esame dei censori. Un amico mi ha chiamato per rimproverarmi: “Fai schifo, sei ridotto ai minimi”. Ma io sono per i peli degli uomini e ho mostrato i miei mentre offro il mio corpo brufoloso immaginando che a qualcuno sarebbe venuto un colpo. Comunque, il Teatro Parenti ha fatto i suoi passi e tutto è rientrato: il manifesto circolerà». Oltrechepelosoinquell'immagineapparenotevolmentedimagrito. «Sto seguendo una dieta ferrea che, finalmente, finirà tra pochi giorni: ho perso 18 chili. Me l'ha imposta Valeria Bruni Tedeschi, regista e attrice del film che sto girando in Italia e in Francia. Non vedo l'ora di tuffarmi su cotolette e gelati. Ma, oltre alla dieta, mi è stato imposto anche il più rigoroso silenzio. Perciò, per ora, non dico niente sul film». Sul sito on-line di Filippo Timi, tuttavia, si apprende che il film, annunciato con il titolo Un ChateauenItalie, riguarda il castello di Castagneto Po, acquistato nel 1952 dalla famiglia Bruni e venduto nel 2009 a un principe saudita. Burloneeironicosulpalcoscenico,sulloschermosi trasforma spesso in demone, talvolta vile, talvolta ringhioso,quasi semprespietato... «Sono i registi che mi affidano personaggi tragici. Evidentemente, sanno scrutare i tratti più marcati della mia anima, che è più tragica che comica. Il mio teatro è anche una risposta a determinati film. Ad esempio, Favola (in cui Timi s'imbelletta e si arrampica sui tacchi a spillo di una casalinga disperata americana degli anni '50 ndr) è venuta fuori subito dopo Vincere. Mi ero chiesto quale poteva essere il passo ulteriore dopo un ruolo così intenso e distruttivo come quello del protagonista del film di Bellocchio. Così, è arrivata Mrs.Fairytale, una provinciale americana di oltre 60 anni fa, schiava inconsapevole delle sue abitudini borghesi. Grazie a una cifra espressiva completamente diversa, ho generato un personaggio che è quanto di più lontano da Mussolini». Primadi «Favola» porterà al Franco Parenti il nuovoallestimentodelsuo«Amleto»,comicoecolorato, e la novità «Giuliett'e Romeo/m'engolfi l' core, amore».Ce ne parla? «Amleto è il personaggio che ogni attore vuole interpretare, è come La Principessa Sissi per le donne. Sarò in una gabbia di 12 metri per rappresentare l'impossibilità di scappare da se stessi, dalla propria follia. La gabbia che c'impedisce di essere felici ce la portiamo dentro, ci sostiene e ci imprigiona. Giuliett'e Romeo li trasferisco al Luna Park: tra palloncini colorati a forma di cuore, avvolta dalla musica di Nino Rota, si svolge la storia d'amore tra la Balia (la donna cannone) e Mercuzio (l'uomo forzuto). Io mi sono riservato il ruolo di Cupido, il domatore dei due cuori. L'ho scritta in umbro: Shakespeare in dialetto è meraviglioso. Amo scrivere in dialetto, sulle orme di Pasolini, Testori, Eduardo. Certo, loro erano dei geni, mentre io sono a scadenza, come i piselli». SièparagonatoaunclowneaLadyGaga:inchesenso? «Ridere è importante, indica la presa di coscienza e di conoscenza di ciò che siamo. Lo diceva Aristotele: “L'uomo è un animale che ride”. Io mi vedo come un clown tragico che fa ridere e offre sorrisi, non importa se isterici o folli. Quanto a Lady Gaga, mi ha colpito quando ha detto che il successo non la cattura perché è sempre pronta a investire soldi, immaginazione, energia sul prossimo video che farà. Un po' sono così anch'io». EdopoShakespeareinperuginochecos'altrohain mente? «Don Giovanni e Fred Buscaglione. Il primo lo farò in autunno, ho già riscritto il testo 8 volte. Dimenticatevi di Molière e di Mozart, il mio Don Giovanni sarà un vanitoso bulimico sessuale che non prova mai soddisfazione: per lui, ogni donna posseduta non è una gioia in più, ma un pensiero in meno nella sua ossessione di dover conquistare tutte le donne del mondo. A Buscaglione, invece, dedicherò uno spettacolo-concerto: canterò Guardacheluna, Teresanonsparar,PorfirioVillarosa, eccetera. L'ironia geniale di Buscaglione è meravigliosa, mi dà gioia. Ricordo che da bambino, a 9 anni, mia mamma alle feste mi travestiva da Fred il gangster e mi disegnava i suoi baffi. E a scuola, fischiavo Che Bambola alle maestre”. L'aspettaun saccodi lavoro.E dopo? «Dopo? Ci troviamo in discoteca». Unascenadi«Giuliett'eRomeo» FOTO DI IVANO TRABALZA PAOLO CALCAGNO MILANO CULTURE L'intervistaAttorenel filmdi ValeriaBruniTedeschi, farà ShakespeareaMilanoesarà DonGiovannieBuscaglione «SonocomeLadyGaga» Timisimette anudo Daimurialpalcoscenico lemille faccediFilippo HAPRESOILVIAIERIAGAVOILAIXEDIZIONEDELFESTIVALLETTERARIODELLASARDEGNAcon lo spettacolo Il trombettiere di David Riondino, versatile protagonista del panorama culturale italiano accompagnato sul palco dal musicista jazz Riccardo Pittau. Organizzato dall'Associazione culturale L'Isola delle Storie, il festival ospiterà fino a domenica tanti scrittori, artisti, intellettuali. Fra i protagonisti della kermesse il tedesco Peter Probst, scrittore e sceneggiatore, a Gavoi per la prima edizione di un progetto realizzato in collaborazione con il Goethe-Institut, introdotto da Michael Braun, corrispondente dall'Italia per la Tageszeitunge firma autorevole di Internazionale; la redattrice e scrittrice siciliana Evelina Santangelo; Sandra Petrignani, scrittrice; Chiara Valerio, scrittrice e editor di Nottetempo. Gli appuntamenti del mezzogiorno sono moderati dal giornalista Giovanni Maria Bellu, ex condirettore de l'Unità. «LOSCRITTOREC'È EAMIOPAREREAVRÀUN AVVENIRE»: COSÌ,NEL 1980, VITTORIOSERENI leggeva nel futuro del trentottenne pisano che si era affacciato al Saggiatore con un suo secondo titolo, Il gioco del rovescio e altri racconti. E così Antonio Tabucchi - è di lui che parliamo - sarebbe entrato in quel particolare Pantheon costituito dalla Biblioteca delle Silerchie, in quel periodo all'opera nella versione rinnovata. La collana, che vide la luce nel 1958 per volontà di Alberto Mondadori un florilegio di grande o grandissima classe, in ubbidienza alla polemica che correva tra il figlio e il padre, il grande Arnoldo e che ha seguito a singhiozzo le alterne fortune del Saggiatore, è di nuovo in libreria da ieri. Quattro i primi titoli, un Tommaso Pincio, una Joyce Carol Oates, un Alessandro Bertante e una Annemarie Schwarzenbach. Via delle Silerchie era il sentiero che, inoltrandosi alle falde delle Apuane, in una fragranza di verde e di resina portava alla villa versiliana di Alberto Mondadori. Mentre il Saggiatore è un marchio che nacque modificando l'iniziale Il Sagittario (segno zodiacale dell'editore) - già in copyright presso altri - in un vocabolo vicino all'intenzione editoriale (e comunque la freccia resta nel simbolo). La Biblioteca delle Silerchie, poi, nacque come un ossimoro: libri brevi e di alto peso specifico, una «universale di lusso» come si amava definirla. Non per forza romanzi, ma a tasso narrativo comunque molto più alto che il resto della produzione del marchio. E ora bentornata Biblioteca: in tempi in cui l'editoria si fa a numeri, e spesso a decimali (quanto riesci a scendere ancora col prezzo per battere la concorrenza?) che si riaffacci un progetto culturale «vero» non può che far piacere. Silerchie unacollana cheè unossimoro LAFABBRICA DEI LIBRI MARIASERENA PALIERI Festival:aGavoi l'«isoladellestorie» sipopoladiscrittori U: 26 venerdì 29 giugno 2012
Dedicateaisupereroi 02Ramones Spider-man 03Suicide Ghostrider 04TheTraits NobodylovestheHulk 05Entombed WolverineBlues 06LavernBaker Batmantotherescue 07Manowar Thor 08JimmyBuffett CaptainAmericawelove you 09Helmet Gigantor 10Wings MagnetoandTitaniumMan secondo «craveonline» RICCARDOVALDESI riccardo.valdesi@gmail.com L'ultimodiscodiDanieleSepeèunsuperprogettocon decinediospiti.Perognibranoun'illustrazionespettacolare Queen WEEKEND DISCHI PATTIPOSSIEDEUNPOTERESCIAMANICO. ILSUOCANTO MAESTOSO, SCANDITO DALLA TECNICA DEL «READINGPOETRY»,AMMALIA,STREGA, IMMOBILIZZAINSILENZIO, RICONOSCIBILE TRA TUTTI. OGGI, A QUARANTAANNIDAGLIESORDI,LASUAAUTOREVOLEZZAÈIMMUTATA, E RENDE POSSIBILE UN PICCOLO PARADOSSO: interpete del cuore del sentimento americano e simbolo iconoclasta al tempo stesso. Con questa forza e con questa freschezza Patti Smith arriva a sessantacinque anni e al suo undicesimo album Banga dimostrandosi sempre più ispirata. E lo fa coircondandosi della famiglia e degli amici: i due figli Jackson e Jesse Paris (nati dal matriminio con l'amato Fred Sonic Smith, l'uomo per il quale Patti scrisse Becausethenight), Tom Verlaine, leader della band newyorkese di culto Television e il chitarrista e collega di vecchia data Lanny Kaye. La freschezza e l'innocenza sono valori che lei stessa ricerca, fin dal momento in cui si reca agli Electric Lady Studios di New York per la registrazione: Abbiamo scelto lo stesso studio in cui registrammo il primo disco (Horses, del 1975, ndr), con lo stesso personale, con lo stesso idealismo e, casualmente, lo abbiamo finito il giorno dell'aniversario di Horses, buon segno». La morte, la natura, i problemi sociali ed economici che affliggono il mondo, ecco i pensieri della poetessa rock (vincitrice due anni fa con il suo libro Just kids del prestigioso Book Award), sciorinati poeticamente con la consuetà semplicità (nonostante citazioni e ispirazioni letterarie a partire dal titolo Banga, lo stesso nome che Mikhail Bulgakov dette al cane di Ponzio Pilato ne Il maestro emargherita), così diretti da risultare ancor più incontrovertibili. È un disco-conversazione, dove Patti passa dall'argomentare le sue impressioni sull'arrivo di Vespucci nel Nuovo Mondo (Amerigo, dove si staglia la chitarra di Verlaine) a rievocare in una splendida quieta versione After the gold rush dell'amico Neil Young, da cantare un accorato tributo alla gente del Giappone colpita dal terremoto (Fuji-san), a salutare in una dolcissima ballad la povera Amy Winehouse (This is the Girl) in una canzone che lei stessa racconto di non essersi aspettata. PIERODELLA FRANCESCA Rabbiosa quando è necessario (nella forma maestosa e biblica in cui la conosciamo bene) ma soprattutto, stavolta, soave, melodica, consolatoria (come fu consolatorio il cane Banga per il padrone Ponzio Pilato?), a dimostrazione di come negli anni Patti Smith abbia imparato sempre più a gestire le sfumature. Su tutto, anche stavolta, la Smith è se stessa, senza legacci di sorta, artista pura al cento per cento. Lo dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, il lunghissimo e splendido raga Constantine's Dream, tra cantato e recitato, dove la nostra si lascia ispirare da un dipinto di Piero della Francesca, ospita la nostrana band Casa del Vento e si chiede quale sia il ruolo dell'artista oggi. La risposta è proprio in questo disco. Le date del tour 14 luglio Barolo, 15 luglio Bologna, 18 luglio Molfetta, 19 Neapolis Festival, 20 Roma, 22 Brescia, 23 Bollate, 24 Perugia UNDISCOMAANCHEUNLIBROPERRACCONTAREATTRAVERSOLEILLUSTRAZIONIDIDODICIMAESTRIDEL COLORE (uno per ogni canzone, da Biani a Marcella Brancaforte con copertina di Altan) il viaggio di Daniele Sepe nei sud del mondo. Packaging spettacolare, nutritissima schiera di ospiti e musicisti per la ventiduesima opera dell'artista partenopeo che nel tempo, tra una provocazione e uno sberleffo, ha trovato la voce più adatta al suo sassofono. Un timbro in crescita che molto deve a Gato Barbieri ma che ora ha il respiro pirotecnico dello stesso Sepe. La formula sonora del Canzoniere Illustrato è meticcia e contaminata, come nelle tradizioni del musicista affabulatore. Dal Medioriente alla Grecia, dall'Africa all'Est d'Europa, dal Messico al Brasile, passando, naturalmente, per Napoli. Quando Sepe riesce a non farsi travolgere dalle (solite) tammuriate o dai cascami del raggamuffin e trova il passo più lirico è ancora in grado di regalare autentici gioielli. Come nel caso di Ya Mina ElHabayeb, canto libanese dei fratelli Rahbani, o nella versione jazzata di Bammenella 'e copp' 'e quartieri, un classico di Raffaele Viviani reinterpretato con grande pathos da Floriana Cangiano, intensa voce plurilingue. Bella anche Era de maggio, poesia di Salvatore Di Giacomo, per sola fisarmonica suonata da Pietro Citera. Un disco di omaggi e cover, di tradizionali riarrangiati, di citazioni. A questo giro, insomma, Sepe si limita a dirigere l'orchestra più che a scendere in campo con le proprie composizioni. Affianca, semmai, come in Fuori Contesto, dove lascia il microfono al rapper/writer ShaOne in un brano illustrato con iperbolica fantasia ma che sembra uscito dal repertorio minore di Caparezza. Canzoniere illustrato è un buon progetto, ben suonato e in grado di attraversare il passato con le voci e le sensibilità attuali: da Ginevra Di Marco a Josè Seves. Il limite, piuttosto, è il paragone con dischi-capolavoro come Vite Perdite e Spiritus Mundi e una sensazione ricorrente di déjà-vu. A chiusura dell'opera troverete anche una breve autobiografia familiar-politica di Sepe con esilarante siparietto tra il padre lettore de l'Unità e un giornalaio che aveva cercato di rifilargli il Secolo d'Italia. Indovinate chi ebbe la peggio.... Flash Gordon Patti, la forza della sciamana Poesiaecantoammaliante inuncddiaffettieamicizia PATTI SMITH Banga Columbia SILVIABOSCHERO boschero@hotmail.it Larivincitadeimeticci ediogniSuddelmondo DANIELESEPE Canzoniere illustrato Autoprodotto- Edel SUPER-CANZONI GLIALTRIDISCHI 1980 PattiSmith UltimocantantedeiQuintorigoe voce ruvidae blues di straordinaria esperienza, il romanoLuca Sapio esordiscecon un discosoul sorprendente.Da veroamantedel soundStax e delle voci piùdimenticate, realizzaundisco d'altri tempi, registrato negliStates, cheè un omaggio allavera grandestagionesoulmaancheun mezzoper rinnovarla. SI.BO. LUCA SAPIO Whoknows AliBumaye IneditodelbassistaJaco Pastorius. Testimonianzadelconcerto diFort Lauderdale,città dellaFlorida incui Pastoriusè cresciuto.Tornato in città, approfittandodi una pausanella tournéedeiWeather Report,Pastorius decisedi tornare sulpalco delPlayers Club in compagnia didue vecchi amici: il batterista RichFranks, componentedellasuaprima band, “TheLasOlas Brass”,e alpiano AlexDarqui, collaboratore chiave degli inizidi carriera.Era il 29gennaio 1978e c'eraun registratore puntato sulpalco.P.O. JACO PASTORIUS Back in Town HolidayPark Records Ilmusicista marocchino Sahmauoi,già componentedell'OrchestraNational di Berbes,di stanza aParigi, firmaun disco tuttosuo dopo aver fatto ilgregario con gigantidelcalibrodi JoeZawinul. Musicaberberamescolata arocke blues,con chitarre e tastiereche dialoganocongli strumenti della tradizionegnawa,come lo ngoni. SI.BO. AZIZ SAHMAOUI& UNIVERSITY OFGNAWA Socadisc Discovery Records U: venerdì 29 giugno 2012 21
TV 06.45 Unomattina Estate. Attualita' 07.10 Euromattina. Sport 10.10 Unomattina Vitabella. Rubrica 11.00 Unomattina Storie Vere. Rubrica 12.00 La prova del cuoco. Show. 13.30 TG 1. Informazione 14.00 Tg1 Economia. Informazione 14.10 Verdetto Finale. Show. 15.15 L'alba di un giorno nuovo. Film Dramma romantico. (2006) Regia di Peter Samann. 16.50 TG Parlamento. Informazione 16.51 Previsioni sulla viabilità. Informazione 17.00 Tg 1. Informazione 17.15 Heartland. Serie TV 18.00 Il Commissario Rex. Serie TV 18.50 Reazione a catena. Show. 20.00 TG 1. Informazione 20.30 Aari tuoi Gold. Show. 21.20 Porta a Porta. Talk Show. Conduce Bruno Vespa. 22.34 Tg1 60 Secondi. Informazione 23.55 Notti Europee. Rubrica 01.00 TG 1 - NOTTE. Informazione 01.30 Che tempo fa. Informazione 01.35 L'Appuntamento. Rubrica 02.05 Sottovoce. Talk Show. 02.35 Rai Educational Questa è la mia vita Blow Up - Mario De Biasi. 07.30 Cartoon Flakes. 10.20 La complicata vita di Christin 10.40 Tg2 Insieme Estate. Rubrica 11.25 Il nostro amico Charly. Serie TV 12.10 La nostra amica Robbie. Serie TV 13.00 Tg 2. Informazione 13.30 TG 2 E...state con costume. Rubrica 13.50 TG 2 Eat Parade. Rubrica 14.00 Rai Sport - Dribbling Europei 2012. Rubrica 14.45 Senza Traccia. Serie TV 15.30 Guardia Costiera. Serie TV 16.15 The Good Wife. Serie TV 17.00 One Tree Hill. Serie TV 17.50 Rai TG Sport. 18.15 Tg 2. Informazione 18.45 Cold Case. Serie TV 19.35 Ghost Whisperer. Serie TV 20.30 TG 2 - 20.30. Informazione 21.05 N.C.I.S. Serie TV Con Mark Harmon, Micheal Weatherly, Pauley Perrette. 22.40 Brothers & Sisters. Serie TV 23.25 TG2. Informazione 23.40 Emozioni. Rubrica 00.50 Rai Parlamento Telegiornale. Informazione 01.00 Hawaii Five-0. Serie TV Con Alex O'Loughlin, Scott Caan, Daniel Dae Kim. 01.50 Meteo 2. Informazione 08.00 Agorà. Talk Show. 10.00 La Storia siamo noi. Documentario 11.10 Agorà – Brontolo. Rubrica 12.00 TG3. Informazione 12.01 Rai Sport Notizie. Informazione 12.25 Tg3 - Fuori TG. Rubrica 12.45 Sabrina vita da strega. Serie TV 13.10 La strada per la felicita'. Soap Opera 14.00 Tg Regione. 14.20 TG3. Informazione 15.00 La casa nella prateria. Serie TV 15.50 Sindrome cinese. Film Drammatico. (1979) Regia di James Bridges. Con Jane Fonda 17.25 Geo Magazine 2012. Documentario 19.00 TG3. Informazione 19.30 Tg Regione. 20.00 Stadio Europa. Rubrica 20.25 Blob. Rubrica 20.35 Un posto al sole. Serie TV 21.05 GLi Archivi della storia. Documentario 23.20 Tg Regione. Informazione 23.25 Tg3 Linea notte. Informazione 23.30 Meteo 3. Informazione 00.00 Sei miliardi di altri. Rubrica 00.55 Rai Educational Zettel - La filosofia del movimento Anima. Documentario 01.05 Appuntamento al cinema. Rubrica 06.50 Magnum P.I. Serie TV 07.45 Più forte ragazzi. 08.40 Sentinel. Serie TV 09.50 Monk. Serie TV 10.50 Ricette di famiglia. Rubrica 11.30 Tg4 - Telegiornale. Informazione 12.00 Cuore contro cuore. Serie TV 12.55 Distretto di Polizia I. Serie TV Con Isabella Ferrari, Ricky Memphis. 14.05 Forum. Rubrica 15.35 Dietro le quinte di “The Chase”. Show 15.39 Le miniere di Re Salomone. Film Avventura. (2004) Regia di Steve Boyum. Con Patrick Swayze, Alison Doody, Roy Marsden, John Standing. 18.55 Tg4 - Telegiornale. Informazione 19.35 Ricette di sera. Rubrica 19.45 Tempesta d'amore. Soap Opera 20.25 La signora in giallo. Serie TV 21.10 Le indagini di Padre Castell. Serie TV Con Francis Fulton-Smith, Christine Döring, Hans Peter Hallwachs. 23.45 Cinema d'estate. Show. 23.47 La moglie in bianco... l'amante al pepe. Film Commedia. (1980) Regia di Michele Massimo Tarantini. Con Lino Banfi, Pamela Prati, Marina Porcel. 00.33 Tgcom. Informazione 08.00 Tg5 - Mattina. Informazione 08.35 Finalmente soli. Serie TV 09.05 Le orribili vacanze della banda Jonsson. Film Avventura. (2004) Regia di Christjan Wegner. Con Conrad Cronheim, Buster Söderström. 11.00 Forum. Rubrica 13.00 Tg5. Informazione 13.41 Beautiful. Soap Opera 14.10 Centovetrine. Soap Opera 14.45 Pomeriggio cinque cronaca. Talk Show. Conduce Alesssandra Viero. 16.51 Gli angeli di Lisa. Film Commedia. (2008) Regia di Sophie Allet Coche. Con Ralf Bartuschek, Mira Bartuschek. 18.45 Il Braccio e la Mente. Gioco A Quiz 20.00 Tg5. Informazione 20.30 Veline. Show. 21.20 L'amore è eterno finché dura. Film Commedia. (2004) Regia di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Laura Morante, Stefania Rocca, Antonio Catania. 22.14 Tgcom. Informazione 22.15 Meteo 5. Informazione 23.35 Supercinema. Rubrica 23.55 Tg5 - Notte. Informazione 00.24 Meteo 5. Informazione 07.20 Hannah Montana. 08.10 Cartoni animati 10.30 Dawson's Creek. Serie TV 12.25 Studio aperto. Informazione 13.02 Studio sport. 13.30 Grand Prix. Informazione 13.55 Campionato Mondiale Motociclismo - Prove G.P. Olanda MotoGP. Sport 15.10 Campionato Mondiale Motociclismo - Prove G.P. Olanda Moto2. Sport 16.00 Le cose che amo di te. Serie TV 16.45 Mammoni - Short. Reality Show. 17.10 Friends. Serie TV 17.35 Mercante in fiera. Gioco A Quiz 18.30 Studio aperto. Informazione 19.00 Studio sport. Informazione 19.25 C.S.I. New York. Serie TV 21.10 V - Visitors. Serie TV Con Elizabeth Mitchell, Morris Chestnut, Joel Gretsch. 22.07 V - Visitors. Serie TV Con Elizabeth Mitchell, Morris Chestnut, Joel Gretsch. 23.00 V - Visitors. Serie TV Con Elizabeth Mitchell, Morris Chestnut, Joel Gretsch. 23.50 Underworld. Film Azione. (2003) Regia di Len Wiseman. Con Kate Beckinsale, Scott Speedman. 06.55 Movie Flash. Rubrica 07.00 Omnibus. Informazione 07.30 Tg La7. Informazione 09.45 Coee Break. Talk Show. Conduce Tiziana Panella, Enrico Vaime, Paolo Sottocorona. 11.10 Ti ci porto io (R). Rubrica 12.30 I menù di Benedetta (R). Rubrica 13.30 Tg La7. Informazione 14.05 Movie Flash. Rubrica 14.10 Il federale. Film Satira. (1961) Regia di Luciano Salce. Con Ugo Tognazzi, Georges Wilson, Gianrico Tedeschi. 16.10 L'Ispettore Barnaby. Serie TV 18.00 I menù di Benedetta (R). Rubrica 18.55 Cuochi e fiamme. Show. 20.00 Tg La7. Informazione 20.30 Otto e mezzo. Rubrica 21.10 Il treno. Film Guerra. (1964) Regia di John Frankenheimer. Con B. Lancaster, Jeanne Moreau, Michael Simon. 23.55 Sotto canestro. Rubrica 00.25 Tg La7. Informazione 00.30 Tg La7 Sport. Informazione 00.35 Movie Flash. Rubrica 00.40 Halifax - Unità Speciale. Serie TV Con Rebecca Gibney, Danny Adcock, Dawn Bamforth. 21.00 Sky Cine News. Rubrica 21.10 This Is Beat - Sfida di ballo. Film Musical. (2011) Regia di Robert Adetuyi. Con Tyrone Brown, Mishael Morgan, Ray Johnson 22.50 Come l'acqua per gli elefanti. Film Drammatico. (2011) Regia di Francis Lawrence. Con Robert Pattinson SKY CINEMA 1HD 21.00 Il tesoro dei templari III. Film Avventura. (2008) Regia di G. Campeotto. Con C. Heldbo Wienberg J. Grundtvig Wester. 22.35 Free Willy 3: il salvataggio. Film Avventura. (1997) Regia di S. Pillsbury. Con J. Richter 00.05 Rat Race. Film Commedia. (2001) Regia di J. Zucker. Con W. Goldberg J. Cleese. 21.00 La lista dei clienti. Film Drammatico. (2010) Regia di E. Laneuville. Con J. Hewitt C. Shepherd. 22.35 Matrimonio in famiglia. Film Commedia. (2010) Regia di R. Famuyiwa. Con F. Whitaker A. Ferrera. 00.25 Il postino. Film Drammatico. (1994) Regia di M. Troisi, M. Radford. Con M. Troisi 18.40 Leone il cane fifone. Cartoni Animati 19.15 Leone il cane fifone. Cartoni Animati 19.40 Star Wars: The Clone Wars. Serie TV 20.05 Level Up. Film. (2011) Regia di P. Lauer. Con G. Connell C. Del Rio. 20.55 Adventure Time. Cartoni Animati 21.20 Brutti e cattivi. Cartoni Animati 18.00 Miti da sfatare. Documentario 19.00 Come è fatto. Documentario 19.30 Come è fatto. Documentario 20.00 Top Gear USA. Documentario 21.00 Miti da sfatare. Documentario 22.00 Fuori tutto!. Documentario 22.30 Fuori tutto!. Documentario 18.55 Deejay TG. Informazione 19.00 Una splendida annata. Show. 20.00 Lorem Ipsum. Attualita' 20.20 Una splendida annata. Show. 21.00 Fuori frigo. Attualita' 21.30 Fino alla fine del mondo. Reportage 23.30 Jack Osbourne No Limits. Reportage DEEJAY TV 18.30 Ginnaste: Vite parallele. Docu Reality 19.20 Pranked. Serie TV Con Amir Blumenfeld, Streeter Seidell. 19.30 MTV Days - Serata 1. Show. Conduce Club Dogo. 23.30 Only Hits. Musica 23.40 Speciale MTV News: Story of The Day. Informazione 00.10 I Soliti Idioti. Serie TV MTV RAI 1 21.20: Porta a Porta Talk Show con B. Vespa. Arontiamo i principali temi d'attualità del nostro Paese. 21.05: N.C.I.S. Serie TV con M. Harmon. Per la serie “Raidue Rewind” rivediamo tre episodi della quinta stagione. 21.05: Gli Archivi della storia Documentario La storia dei tedeschi che osarono opporsi al Fuhrer. 21.10: Le indagini di Padre Castell Serie TV con F. Fulton-Smith. Triplice appuntamento con il gesuita-detective. 21.20: L'amore è eterno finché dura Film con C. Verdone. Quando lo moglie scopre che il marito ha partecipato a uno speed date lo sfratta. 21.10: V - Visitors Serie Tv con E. Mitchell. Sulla Terra gli alieni sono veramente venuti in pace? 21.10: Il treno Film con B. Lancaster. Un uciale tedesco carica un treno con opere d'arte trafugate. RAI 2 RAI 3 RETE 4 CANALE 5 ITALIA 1 LA 7 DISCOVERY CHANNEL CARTOON NETWORK SKY CINEMA PASSION SKY CINEMA FAMILY I PRECEDENTI DI ITALIA-GERMANIAHANNO MONOPOLIZZATO TV E GIORNALI (nessuno si è limitato al presente), ora sappiamo a memoria come sono andati tutti gli scontri calcistici passati. Grande e improvviso risveglio anche degli studi classici, cosicché ognuno ormai sa che tutto risale nientemeno che alla battaglia della Selva di Teutoburgo, in cui il capo germanico Arminio (che peraltro aveva studiato da romano) sconfisse il console Publio Quintilio Varo, che cadde coi suoi soldati. Era il 9 dopo Cristo e sono passati più di 2000 anni, ma non si può proprio passarci sopra perché si tratta di una vicenda continuamente rievocata e amplificata dal mito (un po' come la battaglia di Legnano per la Lega), che si vuole segni simbolicamente l'inizio della fine del predominio romano. Anche se, va ricordato, l'impero romano ci mise ancora più di quattro secoli a finire davvero. Dunque, la sconfitta non deve essere stata così letale; oppure i romani erano già morti, ma non se n'erano accorti. Così continuarono a combattere e imperare per secoli. Tanto che, quando i popoli germanici li sostituirono nel dominio, pretesero di essere romani anche loro e chiamarono Cesare il loro imperatore. Tutte cose che abbiamo ripassato in questi giorni di rievocazioni e soprattutto di replay televisivi delle mitiche vittorie inflitte calcisticamente ai signori tedeschi. Un gol qui e uno là, immagini di vecchi filmati in bianco e nero, che fanno venire le lacrime agli occhi perché le conosciamo come foto di famiglia: la prima comunione, il matrimonio dei nonni, lo zio disperso in guerra e il gol di Gigi Riva. Quando ancora non avevamo fotocamere in ogni telefonino e la Rai ci faceva un po' da zia e un po' da oratorio. Prima che arrivasse Berlusconi con le sue carrettate di escort, di cortigiani e di leghisti con le corna da germani in ritardo di duemila anni. L'impero dei pirla, prima di Pirlo. Che record: duemila anni all'indietro perpresentare Italia-Germania! FRONTEDELVIDEO MARIANOVELLAOPPO U: venerdì 29 giugno 2012 25
LEISTALÌ,COMPLETAMENTENUDA,SUUNPIEDISTALLODACIRCO.ÈSEDUTAEBLATERAQUALCOSASTRINGENDO IL MICROFONO FRA LE MANI, ILLUMINATA DA SETTE PICCOLI FARETTI. Rimane senza abiti per tutto il tempo delle spettacolo e la prima cosa che ti chiedi è se la scelta del regista e autore del testo, Cristian Ceresoli, è giustifica o è semplicemente una «furbata». Poi però quasi non ci fai più caso a quel corpo nudo. Perché l'attenzione si stringe ogni munito che passa sul testo - tanto sconclusionato quanto chiarissimo - interpretato da una «selvatica» Silvia Gallerano: Lamerda. È andato in scena al Teatro Valle occupato nel corso della rassegna «Sostanze volatili» e poco prima al Teatro Palladium di Roma nell'ambito del festival della scena indipendente «Teatri di vetro». La lettura dei primi 12 minuti del testo ha perfino avuto il premio del pubblico e della critica al concorso Giovani Realtà del Teatro di Udine. Tradotto in inglese, debutterà ad agosto all'Edinburgh Fringe Festival dopo una residenza a Brighton nel mese di giugno. Nel frattempo sta girando per e-mail una richiesta d'aiuto: sostenere lo spettacolo. Già perché La merda è la prima produzione indipendente di Cristian e Marta Ceresoli; come succede ormai sempre più spesso soprattutto alle giovani compagnie, i soldi non ci sono e se si vuole distribuire uno spettacolo ben fatto come questo bisogna cercare strade alternative. Dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia, il monologo frulla-tutto di Cristian Ceresoli in realtà merita di essere promosso perché è uno stimolo a liberare il nostro Paese dalla cacca in cui sta affogando... È un grido di dolore, un'invettiva, un flusso di coscienza che mescola traumi personali, personaggi storici, provini televisivi e tanta autocritica. Lei, Silvia, con le sue cosce grosse, vorrebbe dare una svolta alla sua vita e avere un posto in questa nostra società. Incoraggiando chi come lei vuole essere artefice del proprio destino, infonde coraggio a se stessa. Sembra un folletto, che ride e piange del suo corpo, di quello che le accade, del provino della sua vita in un garage. E intanto sparge tra il pubblico semi di follia e squallore. «La merda» è ciò di cui Cristian Ceresoli vorrebbe affrancarci e per convincerci a farlo ci racconta a suo modo la storia del nostro Paese e il modo in cui siamo abituati oggi a vedere il corpo femminile, a considerare la bellezza. Il primo capitolo è scritto, ma altri nove potrebbero seguire, fino a stilare un vero e proprio «decalogo del disgusto»: dieci flussi di coscienza, dieci tragedie. Per ora ci accontentiamo del primo, già abbastanza «rivoluzionario» da avere il coraggio di dire: basta, non affoghiamo in questa «merda», ma proviamo a trovare una via di uscita. Quell'inno d'Italia così stroppiato nel finale in fondo è proprio questa, una metafora della nostra condizione. ... Autoprodottoe incerca disostegno, lospettacolo saràadagostoall'Edinburgh FringeFestival WEEKEND TEATRO FRANCESCADESANCTIS fdesanctisunita.it SilviaGallerano in«Lamerda» diCristianCeresoli Unavoces'èdesta IlmonologoscrittodaCristianCeresoli fraprovini tv, traumie l'Unitànazionale SilviaGallerano completamentenuda inscena interpreta il testo frulla-tuttocheci racconta la tragediadeinostrigiorni LEPRIME Entratonella hallof fame come danzatore, MikhailBaryshnikovha saputo amministrare il suotalento in molti modi: al cinema,per esempio, eateatro. Dovefa ruolimoltovicini alla suapersonalità, come quinei pannidi un immigrato russo a Parigi. IN PARIS- APLAY conM. Baryshnikove A.Sinyakina FestivaldeiDue MondiaSpoleto TeatroSan Nicolò, 30giugno e 1 luglio Ilballetto romantico pereccellenza con unadelle étoiles più luminose del momento: laslanciata, elegantediva Zacharova.Accanto a lei Friedemann Vogele il corpodi ballo dell'Operadi Roma.Dirige l'orchestraDavid Garforth GISELLE conSvetlana Zacharova Stagioneestiva dell'OperadiRoma TermediCaracalla, sabatoe domenica Circensidagenerazioni, gli artistidelcirco tziganodi Alexandree DéliaRomanès sannoripetereun incanto antico.Fatto in famiglia,dai vecchiai bambini: tutti in pista.Ladonnaboa, trapezisti, contorsionisti,danzatrice di hulahop. LAREINEDES GITANS con il CirqueTsigane Romanes FestivalSulFilo delCirco, Grugliasco(TO) TeatroLe Serre, staseraedomani U: 22 venerdì 29 giugno 2012
È dell'Italia che si parla molto nel preconsiglio dei primi ministri e dei leader socialisti e progressisti europei che si riunisce in preparazione del summit Ue dei 27. «Possiamo anche discutere della struttura dell'Ue per i prossimi dieci giorni - così Martin Schulz, annunciava il suo intervento al Consiglio europeo sul suo profilo twitter - Ma la crisi dei debiti sovrani in Italia e in altri Paesi ha bisogno di risposte adesso». Crescita da una parte e misure per ridurre la pressione degli spread sugli Stati dall'altra: questa la ricetta del presidente tedesco del Parlamento di Strasburgo che chiama indirettamente in causa la cancelliera tedesca Angela Merkel. L'esponente Spd è intervenuto per primo, ieri, al summit dei capi di Stato e di governo ponendo con forza il tema dei prezzi altissimi che potrebbe pagare l'Europa se non si opera subito per «allentare la pressione dei tassi che pesa su alcuni Stati membri»: Italia, Spagna, Portogallo, ecc. Schulz, così, si fa interprete della preoccupazione evidente nel prevertice al quale hanno partecipato, tra gli altri, gli italiani Bersani, D'Alema, Bresso e Nencini, il belga Di Rupo, i greci Venizelos e Papandreou, gli spagnoli Almunia e Rubalcaba, il portoghese Seguro. «L'Europa si smarrisce se si sgretola il vincolo di solidarietà che deve tenere assieme i suoi popoli e i suoi stati», spiega chi ha contribuito alla preparazione del documento finale. Lo stesso documento che ripropone idee elaborate anche in Italia in un'ottica europea. «Non per interessi di bottega di questa o quella nazione, ma perché farsi carico di un Paese in difficoltà impedisce che vada in crisi l'intera Europa». E il testo approvato ieri a Bruxelles ripropone, con parole diverse, la golden rule che consente di scorporare dal computo del debito le spese per investimenti; misure per assicurare «la stabilità finanziaria» attraverso la riproposizione degli scudi anti-spread per i Paesi che hanno avviato un percorso «virtuoso». Misure immediate che -tuttavia -non archiviano la discussione sugli eurobond che «rimane sul tavolo», queste. Iniziative di cui si è parlato in Italia in queste settimane e che lo stesso Monti ha messo in campo tenendo conto dei veti di Angela Merkel. Mentre un esponente del Pd come Vincenzo Visco aveva elaborato già un anno e mezzo fa l'idea di un Redemption fund per la messa in comune del debito che supera il 60% del Pil con garanzie chiare sulle esposizioni dei singoli Paesi in modo che questi non gravino sugli altri. Una proposta fatta propria dal documento dei socialisti e dei progressisti europei. «Il Pd lavora in un ottica europea guardando all'Italia, ma non solo agli interessi del nostro Paese», spiegano da Largo del Nazareno. Il Pd e Monti si danno reciprocamente una mano nell'allargare il campo delle alleanze europee per intaccare le rigidezze della Merkel. «Devono essere prese decisioni chiare che spieghino bene al mondo quali sono le intenzioni dell'Europa - spiega Bersani. - Bisogna mettere un freno alla speculazione sugli spread, adottare misure per la riduzione degli interessi sul debito, trovare coordinamenti per la sicurezza dei conti bancari, dare margini per la ripresa di una politica di investimenti e per il lavoro». Questi obiettivi, aggiunge il segretario democratico, «hanno dentro molte proposte tecniche che incrociano ciò che stiamo dicendo in Italia sia come Pd che come governo Monti». Messaggio alla Germania, quindi. «Tutte queste proposte non comportano azzardi morali - assicura il leader Pd -o il fatto che un Paese faccia regali all'altro. Ma implicano meccanismi di cooperazione che fanno guadagnare l'intero sistema». Gli eurobond? «In questo momento non sono il punto essenziale - aggiunge Bersani - bisogna continuare a discuterne, ma i due obiettivi di limitare la forbice tra gli spread e di abbassare gli interessi sul debito si possono raggiungere a prescindere». La Spd tedesca, in realtà, non ha voluto spingersi in là sul tema degli eurobond. Nel documento finale del prevertice di ieri si propone, tra l'altro, una tassa europea sulle transazioni finanziarie che potrebbe dare un gettito di 100 miliardi di euro l'anno. Pse e progressisti chiedono anche i project bond e la separazione fra banche commerciali e banche di investimento. Il preambolo del documento, infine, invita la Ue a riallocare «tutti i fondi disponibili» per la formazione e l'occupazione giovanile. Mentre la priorità deve riguardare «la crescita» L'ANALISI MICHELEPROSPERO «Quelle sentite dal leader di Sel sono parole apprezzabili che consentono di proseguire con decisione un lavoro di costruzione di alternativa per il Paese». Così Pier Luigi Bersani commenta l'intervista di Nichi Vendola, pubblicata ieri su l'Unità, in cui spiegava di non aver «mai posto obiezioni alla prospettiva di un allargamento della coalizione di centrosinistra o di un punto di compromesso con i cosiddetti moderati», a patto di impegnarsi, per prima cosa, a «ricostruire il centrosinistra». «È giusto, come dice Vendola, partire dalla crisi che sta colpendo l'Europa e l'Italia e da un confronto largo, ampio su un progetto di ricostruzione democratica e civica. È esattamente questo che intendo - ha continuato il segretario del Pd - quando propongo una carta di intenti capace di coinvolgere i progressisti e i democratici italiani». E proprio questa, secondo Bersani, deve diventare l'occasione per coinvolgere tutte le energie positive del Paese, per «costruire un centrosinistra di governo, anche attraverso l'appuntamento di partecipazione delle primarie, aperto al dialogo e alla collaborazione con quelle forze moderate di ispirazione europeista e costituzionale». Intanto, se da una parte il leader di Sel ha parlato anche del «deficit di dialogo, di tessitura comune» tra il centrosinistra e Di Pietro - con il quale «ci sono cose che non condivido», ha detto - dall'altra prosegue chiaramente il confronto con il leader dell'Idv. Tanto che per oggi pomeriggio, alla Camera, è fissato già l'appuntamento per una conferenza stampa, presenti gli stessi Vendola e Di Pietro, non a caso intitolata «Costruire l'alternativa per cambiare l'Italia». Un incontro in cui, a quanto pare, si parlerà di come tenere in vita la foto di Vasto. Negli ultimi giorni il governatore della Puglia ha intensificato la comunicazione con l'Italia dei valori, anche per evitare che cresca la distanza tra il Pd e Di Pietro. Ma l'apertura ai moderati può entrare in contraddizione con l'alleanza aperta a Di Pietro. La partita resta aperta e, al momento, è condizionata anche dai comportamenti nei confronti del governo Monti. All'interno del Pd la questione si intreccia anche con il tema delle primarie. Il deputato Beppe Fioroni, ad esempio, osserva che oggi c'è di nuovo la possibilità concreta di costruire una coalizione centrata sull'alleanza tra riformisti e moderati, «con la prospettiva di trovare una convergenza programmatica anche con una sinistra responsabile e di governo come quella di Vendola». In un'intervista Fioroni esprime il suo consenso a un'alleanza con l'Udc, ma mette in guardia dal rischio che le primarie possano «rovinare tutto». Lo stesso Vendola, nel colloquio con l'Unità, aveva rimarcato i suoi dubbi su quelle consultazioni: «Se sono il congresso del Partito democratico - aveva detto - io sono semplicemente curioso di attenderne l'esito. Se l'opzione è tra un Pd socialdemocratico e un Pd liberista sono interessato a un'alleanza con la prima ipotesi e mi sento alternativo alla seconda». «Abbiamo tutti lavorato sodo - nota adesso Fioroni - per trovare una condivisione tra Pd, moderati e Vendola. Evitiamo che queste primarie, trasformandosi in una conta interna, diventino un boomerang per mandare all'aria tutto». «Casini - prosegue Fioroni - rischia di sentirsi estraneo a questo processo e Vendola e le liste civiche di sentirsi escluse per eccessivo protagonismo del Pd». Allo stesso tempo Fioroni ammonisce: dentro al Pd vanno «evitate le diaspore dei cattolici. Lo dico a Rosy Bindi, a Letta, Franceschini e tanti altri: basta dividerci tra di noi, altrimenti siamo destinati all'irrilevanza dei cattolici in politica». Bersani: «Bene Vendola, la sinistra apra ai moderati» Il vertice dei socialisti e dei democratici rilancia le proposte per la crescita e per la riduzione degli spread Bersani: «Vanno prese decisioni chiare e incisive» SEGUEDALLAPRIMA Con questa destra è però davvero arduo mantenere saldo un principio base della politica che, oltre al conflitto aperto, prevede anche il tempo della contrattazione per intervenire, con alcuni ritocchi concordati, su istituzioni che mostrano segnali di usura. Il fatto è che, dopo il baratto sconcio tra Senato federale e presidenzialismo, la via del dialogo in aula per rottamare una mostruosità giuridica come il Porcellum pare ostruita. A destra non ci sono degli interlocutori credibili, che pensano in termini di sistema. Innescare la bomba del presidenzialismo a pochi mesi dalla scadenza naturale della legislatura è la prova della mancanza completa di una cultura dello Stato nelle forze orfane del defunto «asse del Nord». Sostenere che il presidenzialismo si può innestare nella Costituzione vigente in appena sei mesi di lavoro forzato, e poi proporre uno scambio con la sinistra che prevede la gentile concessione del doppio turno elettorale, è un ennesimo indizio di sfrontata improvvisazione istituzionale. È del tutto evidente che il presidenzialismo, da imporre con la provocazione di un emendamento, rompe tutti gli ingranaggi del sistema costituzionale vigente. L'investitura plebiscitaria di un capo priva la Repubblica di un prezioso momento di equilibrio super partes. Offrire, come ricompensa ai soccombenti custodi della Costituzione, la promessa dell'adozione del doppio turno elettorale in cambio di un loro benevolo lasciapassare, è una scempiaggine. Non esiste alcun nesso stringente tra la formula di traduzione dei voti in seggi parlamentari e il . . . Il governatore della Puglia assicura: niente veti sull'Udc. Ma intensifica il dialogo con Di Pietro LACRISIELERIFORME NINNIANDRIOLO INVIATO A BRUXELLES I Progressisti Ue: decisivo il vincolo di solidarietà Legge elettorale? No premi di coalizione . . . Il leader Pd: «Tutte queste proposte non comportano azzardi morali, né che si facciano regali» . . . Proposta una tassa sulle transazioni finanziarie oltre ai project bond. Priorità, il lavoro Il leader del Pd: «Apprezzabile la disponibilità ad allargare l'alleanza. Nel costruire l'alternativa vanno coinvolte tutte le energie positive del Paese» Fioroni: «Le primarie? Evitiamo il boomerang» VIRGINIALORI ROMA 4 venerdì 29 giugno 2012
CHIARAVALERIO chiara.valerio@gmail.com «SE DA UN LATO A QUESTO PUNTO NON POSSO GARANTIRE SULLA VERITÀ DEI FATTI, DALL'ALTRA POSSO ATTENERMI ALLA VERITÀ DELLEIMPRESSIONICHEIFATTIHANNOPRODOTTO».Ilsensodiuna fine di Julian Barnes è un libro sulla mediocrità, che è aurea ma non pura, sul tempo che passa e la vita che si accumula e sul racconto della storia che è l'alternarsi continuo, e pieno di eco, della visione dei vincitori e delle illusioni dei vinti. «Stavamo già trasformando il nostro passato in una serie di aneddoti». La storia non è tuttavia la sorte delle umane genti e collettive, ma una storia privata, forse anche piccola, di quattro ragazzi, forse affettati che, per esempio, indossano l'orologio col quadrante rivolto all'interno del polso, perché il tempo è una faccenda interiore, e, all'alba degli anni sessanta, dopo aver vissuto e discusso il suicidio di un compagno di scuola, si iscrivono all'università o cominciano a lavorare. Il compagno di scuola si è ammazzato perché la sua ragazza di sedici anni aspettava un bambino. O così ha lasciato scritto. Chi racconta «a quasi un'intera vita di distanza» è Anthony Webster, che non ha vinto né perso, che si è sposato, ha avuto una figlia e un lavoro, e adesso, divorziato, è in pensione e trascorre le proprie giornate a riordinare la casa, in un volontariato nelle corsie d'ospedale – volontariato interessato perché prima o poi toccherà a lui – e per il quale, improvvisamente, da un passato che potrebbe essere ormai quasi un nulla, arrivano cinquecento sterline e un diario. Il passato che è quasi un nulla è la mamma di Veronica. E Veronica è la ragazza con cui Anthony è stato al college. E Veronica è pure la ragazza che dopo una separazione e un rapporto sessuale tardivo e forse insoddisfacente con Anthony, si mette con Adrian. «Mi dicevo peraltro che non avevo ragione di sentirmi colpevole: eravamo due quasi adulti responsabili che si erano imbarcati in una relazione destinata a rivelarsi fallimentare. Nessuno aspettava un bambino, nessuno si era ammazzato». Il diario infatti è di Adrian Finn, il più intelligente del gruppo dei quattro, il quale, dopo una laurea a pieni voti a Cambridge, si suicida in una vasca da bagno. Ma questo non c'è scritto nel diario, o Anthony non lo sa perché il diario è nelle mani ben serrate di Veronica che non intende condividerlo con nessuno. Soprattutto con Anthony. «Inoltre dovrebbe apparirci ovvio come il tempo per noi non agisca da fissativo, ma piuttosto da solvente». Adrian si è ucciso perché la vita è un dono non richiesto e perché un uomo consapevole deve poter rinunciare a quel dono, ammazzandosi. Questa è la motivazione che Adrian Finn ha lasciato scritto, nero su bianco, per il coroner, con preghiera di diffusione. «Le risposte mi parevano decisamente trascurabili. Come quasi tutto il resto. Pensavo alle cose che mi erano successe negli anni e a quanto poco avessi fatto succedere io». Tuttavia, se il senso di una fine è lasciare in ordine le cose, il senso della storia che Julian Barnes racconta, e forse della Storia tout court da Vico in poi, è quello di replicarsi inalterata, nonostante la visione dei vincitori e le illusioni dei vinti. Così Adrian Finn, il filosofo, colui che grazie all'intelligenza riusciva a convincersi di qualsiasi cosa – «perde di vista il buonsenso. Gli ha proprio dato di volta il cervello, per questo lo ha fatto» – colui che ha lasciato gli altri, consapevoli o meno, a bearsi della mediocrità, la cui definizione narrativa è non scegliere mai niente o darsi l'impressione di farlo, Adrian Finn si è sì suicidato per rinunciare a un dono, ma il dono non era la vita data a lui, ma la vita che sarebbe stata data a un altro. Una vita a venire. La differenza tra il compagno di scuola e Adrian Finn è solo la versione che vogliono lasciare della loro storia. O così scrive Julian Barnes. «Che tu possa essere normale, come augurò una volta il poeta alla piccola appena nata». In un romanzo che forse pecca un poco e con coscienza di costruzione – «Ecco un'altra delle nostre paure, che la vita potesse rivelarsi diversa dalla letteratura» – Barnes racconta l'attitudine umana alla sopravvivenza, alla grazia della vita che può essere dolorosa ma oltre la quale non c'è grazia né altro, il senso del presente, del passato e del futuro che mutano – time, tense, wheather – perennemente e furiosamente, e il mistero per il quale, nonostante la percezione del tempo sia per ciascuno diversa e sommamente incomunicabile, le persone riescano a rispettare gli appuntamenti e dunque anche a incontrarsi, toccarsi, lasciarsi, condividere una verità che è matematicamente funzione del tempo. «All'improvviso mi sembra che una delle differenze tra la gioventù e la vecchiaia potrebbe essere questa: da giovani, ci inventiamo un futuro diverso per noi stessi; da vecchi, un passato diverso per gli altri». WEEKENDLIBRI Julian Barnes Aquasi unavita didistanza GLIALTRILIBRI Stripbook www.marcopetrella.it IL SENSO DIUNA FINE JulianBarnes Traduzionedi SusannaBasso pagine 150 euro 17,50 Einaudi DalpremioPulitzerunromanzo sul tempochepassaesull'attitudine umanaallasopravvivenza Lastoriadiquattroragazzi raccontatadaAnthonyWebster Fotogramma da«TheClock» diChristian Marclay's (2010) «COMEUNARALDOCHEDOPOPENOSEVICISSITUDINI, CON LE VESTI SPORCHE E LACERE, TENTASSE DI TRASMETTERCI UN MESSAGGIO, BELLOEPATETICO,INMEZZOASPINTONI,URLAEVOLGARITÀ».Insuperabile nello sfruttare l'inclinazione sudamericana alla metafora per scrutare l'abisso e lasciarsene abbagliare e spaventare, Ernesto Sabato (morto di recente, poco prima di compiere cento anni) si riferisce a certe rovine incontrate lungo il Reno, ma è come se parlasse della sua opera, attraversata dall'ossessione disperata di svegliare l'uomo che va inconsapevolmente verso il patibolo. La sua autobiografia Prima della fine, meritoriamente ripubblicata in Italia dalla neonata Sur (traduzione di Raul Schenardi, pp. 188, euro 15), è un fragile meccanismo in bilico tra lacerazione e bellezza, tra smarrimento e utopia. È la voce angosciata di un assetato in cerca di valori assoluti, di un uomo tormentato dai rimorsi, che non ha saputo fare i conti con il proprio passato. E non c'è momento in apparenza felice che non venga increspato da un disagio, da un dolore, da un errore irreparabile. Vale anche per le pagine in cui rievoca il fermento di una comunità letteraria, quella argentina, tra le più originali e ispirate del Novecento: l'amicizia e il sostegno di José Bianco e l'ammirazione per Leopoldo Marechal non mitigano l'amarezza per le divergenze politiche con Borges, per le frizioni con Victoria Ocampo, per la diffidenza di tanti intellettuali che non tolleravano l'idea che uno scienziato (Sabato era laureato in fisica) potesse dedicarsi seriamente alla letteratura. Ma vale soprattutto per i rapporti familiari. Alle prime riunioni politiche, «una ragazzina mi fissava con i suoi grandi occhi, come se io – povero me – fossi una specie di divinità». Quella ragazza era Matilde, la prima moglie, che con lui ha condiviso da subito la clandestinità negli anni della dittatura del generale Uriburu, la miseria, i cambi di rotta e di carriera, i trasferimenti in luoghi improbabili, in condizioni di umiliante povertà. Sono i grandi occhi di Matilde, in lacrime, a comunicargli i rifiuti opposti dalle case editrici al suo primo romanzo, Il tunnel, oggi considerato un capolavoro. E sono sempre quegli occhi a vederlo fuggire verso altre donne, a riaccoglierlo e a sostenerlo, a sopportarne contraddizioni e avventatezze. Occhi silenziosi, che una lunga crudele malattia prima chiude, proiettando Matilde in uno stato di semi-incoscienza, e poi spegne per sempre, mentre lui è già pronto per riversare il suo malessere e il suo egocentrismo su un'altra donna. Non cerca una comprensione che sa benissimo di non meritare. Però vorrebbe andarsene con dignità, vorrebbe offrire la lucidità e l'indignazione che gli restano alle nuove generazioni. La sua proposta finale è un patto tra vinti, l'estremo tentativo di un anarcoide, ex marxista, di guardare oltre i fallimenti, facendo leva sulla nobiltà e l'idealismo di altri sconfitti, che non hanno mai smesso di sperare. Lavoce diSabato fradisagio eutopia VALERIOROSA vlr.rosa@gmail.com «TheParis Review»continua a spalancare lesue portealle tante possibilitàdi mondo che lepiù grandivocidel nostrosecolo hannocreato nelle loroopere. In questa raccolta interviste a MarianneMoore, EzraPound, JackKerouac, PhilipRoth, V.S. Naipaul,MurakamiHaruki, Orhan Pamuk,David Grossman,grandi autorichesi raccontano senza nascondersi, affidandosiancora unavolta alla magiache la parola crea. THE PARIS REVIEW Intervistevol. 4 Introduzionedi SalmanRushdie pagine489 euro22,00 Fandango Sele categoriepolitiche fondamentali fossero rappresentabili sotto forma di corpigeometrici, la cittadinanza sarebbeuno di queipoliedri rotanti asuperficie riflettente che creano insiemeeffetti luministici ezone d'ombra. Il filosofoBalibar scruta unaauna le tantissime faccedi quel solido. Il significato dell'essere cittadiniera infatti tutt'altroche univocoepacificato, giàagli albori dellapolitica inOccidente. E la modernità lo ha mostratoancor piùenigmatico econflittuale. CITTADINANZA ÉtienneBalibar Trad.diFabrizio Grillenzoni pagine 178 euro9,00 Bollati Boringhieri Romanzosul temadelperdono e delleseconde possibilitànellavita questo24esimo lavoro delbest selleristaamericano. Il figlio esige dalpadre Warren,giocatore di baseball, alcolistae problematico, oramalatodi cancrodi chiedere scusaa Jo, excampionedi baseball, natoe cresciuto aCalico Joe inArkansas. Joe fu ilgrande rivalediWarren al quale il vecchio sportivo,nell'estatedel 1973, rovinò la carrieracolpendoloalla testacon la palla. CALICOJOE JohnGrisham Traduzione diNicoletta Lamberti pagine 186 euro 18,00 Mondadori U: venerdì 29 giugno 2012 23
Allestitanellesplendide saledellaVilla, untempo abitatedal cardinale Ippolito II d'Este,è la prima mostradedicata al banchetto rinascimentalee all'arte«del bel servire».Le operevannodai dipinti raffiguranti scenedi convitoai rari trattati sull'artedell'imbandigione, dal vasellame finoai tessutie agliarazzi. Nonmancano poialcune ipotesi ricostruttivedegli apparati effimeriche caratterizzavano la scenografiadeibanchetti.F.M. MARCODICAPUA marco.dicapua@libero.it WEEKEND ARTE DA UN SECOLO A QUESTA PARTE L'OGGETTO INDUSTRIALE È AL CENTRO DELLA RICERCA ARTISTICA, LOSIÈDOVUTOALDADAISMO,MOVIMENTODIPUNTA DELLE AVANGUARDIE STORICHE, attraverso due rami, quello di Marcel Duchamp, in cui i nostri manufatti apparivano «tali e quali», appena aiutati nella messa in posa, e l'altro di Kurt Schwitters, che invece si compiaceva di esibire oggetti logorati dall'uso. L'intera seconda metà del secolo scorso è vissuta di ingegnose variazioni sul tema. Ma al bulgaro Plamen Dejanoff (1970) bisogna accreditare un terza via, quella del riciclaggio dell'oggetto di serie, o di una sua monumentalizzazione, come per entrare in un museo. Ci aveva già provato al giro di secolo presentandosi in una rassegna emiliano-romagnola, «Officina Europa», nella sede di Rimini, mettendo in bella mostra reperti di una Bmw, in seguito ha continuato sulla stessa strada. Prova evidente, di questo suo intento di recupero, il ricorso al bronzo, che invece è uscito dal repertorio degli scultori di oggi, proprio perché troppo pesante e privo di colore. Ma, imperterrito, il Nostro ha «voltato» in questo materiale disusato tutti i soliti utensili della vita quotidiana, proprio al fine di eternizzarli. E soprattutto, si è provvisto di una scorta illimitata di «tondini», o di sbarre, con cui si è dato a erigere, con pazienza, una smisurata Bronze House, da collocare al centro di una città della sua terra, Veliko Tarnovo, quasi per sottrarla al tempo. Non è certo un omaggio allo spirito «moderno» dei nostri tempi, al contrario, montando pazientemente quegli elementi, l'artista ne cura degli incastri ingegnosi, quasi fossero scheletri di vetrate neogotiche, o ricami irrigiditi nella dura fusione. Del resto, può dichiarare dei precedenti del tutto convenienti, a cominciare dalla Colonna infinita del rumeno Constantin Brancusi, che già per conto suo si ispirava a elementi ricavati dal folclore locale. E anche una certa modalità degli abitanti della sua terra secondo cui venivano assemblati dei tronchi d'albero gli ha fornito un valido esempio, perfino il grande Le Corbusier, di passaggio da quelle parti, aveva ben compreso quale partito si potesse trarre da simili intrecci decorativi. Siamo insomma davanti a un enorme testa-coda, vecchi umori terragni vengono riscattati in chiave futuribile, o viceversa, ipotesi di tecnologie avanzate ritrovano per miracolo un cuore antico. E intanto l'intreccio monumentale, questa volta, riesce a riempire adeguatamente l'enorme salone centrale del Museo di Bologna. MAGNIFICENZEA TAVOLA Acura diMarinaCogotti eJunediSchino Tivoli (Roma), Villa d'Este Finoal4/11 –catalogoDe Luca FAUSTOMELOTTIERALOZIO,DAPARTEDIMADRE,DIMAURIZIO POLLINI (PIANISTA), CHE A SUA VOLTA È ANCHE IL FIGLIO DI GINO POLLINI (ARCHITETTO RAZIONALISTA). VOIDIRETE:CHEC'ENTRA?EINVECEC'ENTRA,PERCHÉMAI SCULTORE, QUANTO MELOTTI, ha eseguito opere pensandole così chiaramente come una musica. Né scultore è mai riuscito, quanto lui, a evocare il cuore dell'architettura, cioè non quella di chi progetta grattacieli, ma quella dei costruttori di alambicchi, trespoli, piccoli giochi, grovigli, cespi di antenne, nidi. Italo Calvino – giacché Melotti scultore-musico-architetto ha dalla sua anche ottima letteratura – gli riconosceva «l'industriosa ostinazione dei palafitticoli». Ovviamente per arrivare a quel grado di essenzialità e di purezza tutta refoli e ninnoli arcaici, immaginari suoni di zufoli e un sacco di ottoni, ferri, gessi, tessuti, terrecotte e carte stropicciate occorreva anche essere il frutto terminale di una tradizione raffinatissima. 1901, è l'anno di nascita dell'artista, la città è Rovereto, tra tintinnii di calici e valzer asburgici, un po' prima della Grande mattanza che avrebbe messo fine a tutto. Da ragazzo, e poi per sempre, Fausto è amico di Carlo Belli: con lui spiritualità e razionalismo si ridicono buongiorno e il nostro astrattismo trova il suo teorico maggiore. Vabé l'Imperatore non c'è più, e nemmeno Belli e Melotti (che è morto nel 1986) se è per questo, ma Rovereto è ancora lì, e adesso il Mart dedica al suo illustre figlio questa mostra intitolata Fausto Melotti. Angelico Geometrico (23 giugno – 30 settembre). 100 pezzi selezionati da Denis Viva (tra i quali anche quelli di raccordo e contesto di Bonalumi, Calder, Castellani, Fontana, Giacometti, Manzoni) focalizzano soprattutto la produzione degli anni 60, in bilico più che mai tra figura e astrazione: una meraviglia poetica, come in Klee. Splendidi i pezzi come Città e Ellissi. Melotti appartiene alla classe intellettuale novecentesca dei moderni classicisti, creatori in papillon che connettono l'estro e l'invenzione alla severità, amano il cànone e la regola, adorano la matematica e la mistica, rifanno circolare aria greca attraverso porte aperte a Piero della Francesca e Bach. Trattasi, nelle arti visive, di razza quasi estinta, e se mi viene in mente adesso un nome è soltanto quello di Renzo Piano. RENATO BARILLI Allestimento di una sala del Mambo con «Bronze Hiouse» e altre opere di Plamen Dejanoff FOTO MATTEO MONTI PLAMEN DEJANOFF TheBronzeHouse Acuradi G.Maraniello Bologna,MaMBo Finoal9 settembre - Catalogoautoedito FaustoMelotti, figlio illustre delNovecento IlMartdedicaunariccapersonaleall'artistadiRovereto 100dellesuesculturesospesetraspiritualitàerazionalismo U: Dejanoff La casa bronzo Laterzavia: il riciclaggio dell'oggettodiserie «Noi futuristi, Ballae Depero,vogliamo realizzarequesta fusionetotaleper ricostruire l'universorallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente».Aqueste idee,espressenel Manifestodella ricostruzione futurista dell'Universo (1915)si riallacciano gli esponentidel NuovoFuturismo, fondato dal gallerista milaneseLuciano Inga-Pin tra la fine del 1983e il 1984. La ricca rassegnapone in dialogo i NuoviFuturisti con i loro maestri.F.M. LEALTRE MOSTRE «Unquadro, una scultura, sono il risultatodi unoscontro durissimo; vinto, sevienevinto, solodopo carichee agguati, assalti e ritirate.L'immagine cheneesce è sempre piena di lividi e ferite».Così Vespignani (Roma 1924-2001)parlava delproprio impegnoartistico.Attraverso una cinquantinadi dipintie altrettanti disegnie incisioni, oltrea fotoe documenti, la mostra ripercorre l'intera, vitale,carriera diuno deigrandimaestri delNovecento.F.M. RENZO VESPIGNANI Acura diNettaVespignanie ValerioRivosecchi Roma,Musei diVilla Torlonia, CasinodeiPrincipi. Finoal 18/11 NUOVOFUTURISMO RIDISEGNARE LA CITTÀ Acura diRenatoBarilli Milano,Spazio Oberdan Finoal9/9 –catalogoSilvia Editrice Mart: «I sette savi» di Fausto Melotti (1936) 24 venerdì 29 giugno 2012
Ifan della Lega, i suoi dirigenti ba-siscono ogni volta che, in tv, le in-tenzioni di voto saggiate dagli isti-tuti di rilevazione sbattono il par-tito al di sotto del cinque per cen-to. Fino a pochi mesi fa stavano comodamente sopra il 12, poi contavano: il dodici su scala nazionale vuol dire una cosa, ma siccome la massa dei nostri consensi è al sicuro nella cassaforte del Nord, ecco che quel dato vuol dire molte altre cose, prima tra le altre che rischiamo di essere la prima forza politica della “padania”. È con questa immagine tv sulle retine e con questa croce nel cuore che i leghisti, residui della invincibile armada, si apprestano a celebrare il quinto congresso ordinario della loro storia, mentre il fiume del loro antico elettorato trasferisce vecchie e nuove disperazioni nelle file del Movimento di Grillo. Si incroceranno al Forum di Assago, tra domani e domenica con un carnet di appunti stringato: dovranno dare a Maroni, volenti o nolenti, ciò che spetta a Maroni, e cioè il timone del partito, dopo aver seppellito Bossi - il padre al quale oggi molti preferirebbero un austero orfanaggio, politico ovviamente assieme a una miriade di vecchi gadget che avevano premiato l'immagine della Lega nella comunicazione di massa. Hanno seppellito, nelle cose, anche i concetti di indipendenza e di Padania, benché di tanto in tanto per far friggere gli animi dei nostalgici qualche dirigente li riesumi senza star lì a chiedersi se è roba sfondata dalla storia oppure no. Per il resto, in quel carnet ci sono troppi punti di domanda: quando si vota? Alleanze con chi? E che facciamo con le Regioni? Pareva che con Maroni la Lega avrebbe trovato ragioni e modi di essere lungo un solco di azioni e di pratiche politiche che la direzione di Bossi non aveva preso in considerazione. Via dall'alleanza con il Pdl, intanto, poi via da tutte le consorterie che tengono in piedi governi regionali intaccati dalle inchieste e dagli scandali. Al voto da soli suggerivano, perché abbiamo bisogno di una immagine riconoscibile legata ai sogni di «purezze» originarie. Invece: i voti della Lega nelle assemblee elettive si sono sposati sempre più frequentemente con quelli del Pdl pur di raccogliere, ad esempio, il loro contributo in vista dell'approvazione del Senato Federale, cosa che è puntualmente avvenuta. Di nuovo, quindi, la disponibilità a vendere la mamma se può servire alla causa, come sempre. Grande realismo e grande spregiudicatezza, proprio ciò di cui la base, anche lei, sognava di liberarsi dopo le sofferenze imposte dall'era Bossi. Regioni: bel rebus. L'altro giorno si sono lasciati scappare un pensiero: dicevano che a questo punto conveniva non dare per scontato il loro appoggio a Formigoni, forato dalle inchieste e dalle brutte figure. Pareva non ci stessero più a sorreggere quella fantastica foto del presidente della Regione Lombardia con le dita al naso mentre si tuffa dalla barca di un amico danaroso che sostiene di avergli pagato le vacanze mentre aveva un ruolo nelle commesse pubbliche della sanità lombarda. Invece: le parole più recenti marcano un ripensamento realista; di togliere la stampella all'attuale governo della Regione se ne riparla fra mesi. Quanti? E intanto? Intanto, si fanno i conti facili, e cioè che se mollano Formigoni possono dire addio ai governi del Veneto e del Piemonte. La «rivoluzione» di Maroni può attendere. Pensiamo al partito, che ha bisogno di cure immediate. Bisogna blindare Bossi, prima di tutto: non vuol capire che il suo tempo è finito e sembra deciso a imprimere la sua impronta anche nel tempo di Maroni. Così, il segretario ora in pectore che fra poche ore l'assemblea acclamerà ci tiene a precisare che il suo ruolo non avrà bisogno di alcun patrocinio e non dovrà rispondergli delle sue scelte. Quindi: Bossi presidente, e stia calmo che gli è andata bene, ora comanda Maroni sulle macerie che in casa il grande padre ha provocato. Sarà dura. Poi, il territorio e l'articolazione della Lega sui territori: pare che si passerà da un partito federato a uno confederato. Tradotto, significa più potere e autonomia ai livelli regionali, ma è un espediente per risarcire il Veneto per il mancato riconoscimento ufficiale della sua centralità, e della sua forza, nella nuova immagine della Lega. Se si voleva davvero voltare pagina, sostengono molti leghisti, bisognava mettere il partito nelle mani di un veneto, tipo Zaia, attuale governatore della Regione. Sostenere che Maroni - un lombardo che ha condiviso le responsabilità peggiori del vecchio gruppo dirigente sia il nuovo è un azzardo e ogni giorno che passa non gioca, lo si vede, a vantaggio di questa ambigua scommessa. ILCASO Almeno quattro mesi di vita del cellulare personale dell'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni. Sms, telefonate, orari, frequenza. Solo tabulati, non intercettazioni nè trascrizione dei testi. Ma quanto basta per tenere in pugno, sia nel privato che nel politico, l'ex ministro. Colui che, in quel momento ma anche oggi, rappresentava per Francesco Belsito, e per tutto il cerchio magico alzato intorno a Bossi, il pericolo numero 1. La scoperta è della Dia di Reggio Calabria, gli investigatori che per primi nel 2009 - solo in seguito sono arrivati Napoli e Milano - indagando sui riciclaggi delle cosche dell'ndrangheta incappano nel signor Fancesco Belsito, giovane pizzaiolo di belle speranze (dicono che abbia fatto impazzire Bossi grazie alla bontà delle sue focacce) che da autista nel 2010 divenne magicamente tesoriere del terzo partito più ricco del Parlamento. Belsito, iscritto nel registro degli indagati di tre procure, deve rispondere già di truffa ai danni dello stato, appropriazione indebita ma anche riciclaggio con l'aggravante della mafiosità (operazioni riconducibili alla cosca De Stefano). Adesso l'ex tesoriere è indagato anche per violazione della privacy e accesso abusivo a banche dati informatiche. Nel suo computer infatti gli investigatori della Dia hanno trovato, oltre ad una serie di intercettazioni che dimostrerebbero i legami d'affari tra le cosche e alcuni politici, anche la “famosa” cartellina Maroni. Belsito aveva il vizio delle cartelline Aveva redatto e messo in cassaforte uso assicurazione sulla vita la famosa «The family» con tutti i segreti della famiglia Bossi. E lo stesso Maroni a marzo, nel pieno dell'inchiesta, aveva denunciato di essere stato pedinato e «dossierato». Una denuncia dettagliata rimasta finora, però, senza riscontro giudiziario. Fino ad oggi, appunto. Con questa prima discovery di carte dell'inchiesta del procuratore Giuseppe Lombardo. Che ci fosse puzza di manovre intorno alla cassa della Lega era più d'una voce insistente fin dall'estate scorsa. «Il cerchio magico sta svaligiando la cassa» era la voce che girava in Parlamento. La guerra tra maroniani e bossiani quasi una rubrica fissa sui giornali. Voce che diventa notizia di prima pagina quando a gennaio viene fuori che il tesoriere Belsito ha acquistato pietre preziose, valuta e titolo tra la Tanzania e Cipro. Ma già verso la fine di ottobre 2011 Belsito, come risulterebbe dai file trovati nel pc, provvede a tutelarsi dagli attacchi di Maroni. E decide di spiare il ministro dell'Interno. Belsito coinvolge nell'attività di dossieraggio un investigatore privato e un agente di polizia. Entrambi risultano indagati. Nascono così le informazioni sulla proprietà di beni immobili e mobili. E la traccia di quattro mesi di vita del suo telefono. È chiaro che, in quel clima, poteva essere strategico per Belsito e magari lo stesso Bossi sapere quante volte ad esempio Maroni ha parlato con il segretario del pdl Alfano visto che il ticket Alfano-Maroni è stato a lungo visto come l'unica alternativa a Berlusconi. “Utile” tenere sotto controllo tramite l'uso del telefono la vita politica e privata di Maroni. Il quale, quando seppe che esisteva un dossier su di lui, mise subito le mani avanti: «Potrebbe essere messe in giro polpette avvelenate contro di me». Inquietante è, poi, sapere che un signore sospettato di essere in affari con la 'ndrangheta, abbia avuto gli strumenti per spiare il ministro dell'Interno. POLITICA Belsito spiava il telefono di Maroni L'Espresso pubblica oggi un documento lungo 19 pagine (in mano ai pm) in cui Luigi Lusi appuntava tutti i contributi ai politici della Margherita: dalle multe di Fioroni alle bollette di Rutelli. Bollette, conti di ristoranti, multe a non finire. Mentre Francesco Rutelli annuncia querela per calunnia contro il suo ex tesoriere - e i pm valutano «con grande cautela» le dichiarazioni di Lusi da cui non sono emersi rilievi penali - il settimanale è entrato in possesso del file riservato sui conti della Margherita, da fine maggio in mano ai magistrati. E le uscite segnate su un foglio Excel (per un totale di 7, 6 milioni di euro) «illustrano per la prima volta come i politici di un grande partito si dividono e utilizzano i fondi pubblici». Ci sono le multe da migliaia di euro dell'auto usata - secondo Lusi - da Giuseppe Fioroni; gli appannaggi in favore di Enzo Bianco e della società di proprietà della sua segretaria. Ma soprattutto, nell'intero documento c'è l'elenco di 412 importi diversi, divisi per numero di fattura (non sempre), anni (dal 2009 al 2012), causale e intestazione: 19 pagine in più “capitoli”, «intestati a quelli che secondo Lusi ne erano beneficiari: Rutelli, Enrico Letta, Gianpiero Bocci, Enzo Bianco, Dario Franceschini, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Franco Marini, Giovanni Barbagallo e Rosy Bindi». Altri capitoli riguardano le spese dei candidati della Margherita alle europee 2009 «tra i quali spiccano Vittorio Prodi, fratello di Romano, Silvia Costa e David Sassoli». I dati inediti riguardano il 2011. Per pagare quattro stretti collaboratori («Nobili, Pasqualini, Podda e Sensi», annota l'ex tesoriere «Rutelli avrebbe ricevuto dalla Margherita 54mila euro a gennaio e febbraio, e altri 179mila euro tra agosto e settembre». Non solo. Sempre nel capitolo dedicato all'ex vicepremier oggi leader dell'Api spuntano fuori - scrive l'Espresso - anche «i pagamenti per quattro bollette dell'Acea (non è indicata l'utenza), un “videoregistratore sicurezza” (4.200 euro) e per la “Control Security” (forse spese relative alla casa all'Eur da anni sotto tutela), oltre ai 675mila euro per il Cfs. Quell'anno decine di migliaia di euro vengono bruciate in “spese telefoniche”: Gianni Vernetti, deputato Api, secondo Lusi avrebbe ricevuto nel 2011 un rimborso da 32.553 euro». Lusi, tutti i veleni contro Rutelli e i Dl Marrazzo:nontorneròmaipiù inpolitica Roberto Maroni si prepara al quinto congresso federale della Lega FOTO ANSA Nel pc dell'ex tesoriere quattro mesi di contatti, telefonate e sms, dal cellulare dell'ex ministro L'exgovernatore delLazioPiero Marazzoè tornato per la primavolta a parlare in radioe in tv dopo lo scandaloche, treanni fa, lo haportato alledimissioni, un gestodacui non tornerebbe indietro.«Nontorneròalla politica,mai più.Sento ilbisogno di tornarea fare ilgiornalista», hadetto aimicrofoni di “Ungiorno da pecora” suRadioDue.Poi, Marrazzoè intervenutoanchesulle tensioni interneal suo expartito.«Io - hadetto -sono uno dei fondatoridelPd, ma in questomomento sonosincero: avrei fortidubbia parteciparealle primarie delPd».Chi sceglierebbetra gli attuali candidati?«Mipiacerebbe votare il terzo incomodo, cheora nonc'è». AlviaaMilano ilquinto congressofederaleche incoroneràMaroni.Ma la «rivoluzione»restasolo annunciata.Sualleanzee linea, tuttocomeprima ILCASO TONIJOP politica@unita.it CLAUDIAFUSANI cfusani@unita.it La Lega dopo 30 anni archivia Bossi leader Ma non cambia nulla venerdì 29 giugno 2012 9
Pier Luigi Bersani assieme al presidente francese Francois Hollande FOTO ANSA Apprezzamento e soddisfazione per la «sostanziale e larghissima convergenza» parlamentare che accompagna e sostiene Mario Monti che sta in queste ore rappresentando l'Italia nel vertice europeo più difficile della storia dell'Unione. «Preoccupazione» per l'evidente acuirsi di «motivi di conflittualità» e di polemica politica tra le forze sul cui sostegno poggia l'attuale governo. Il presidente della Repubblica - nel giorno in cui a Bruxelles l'Europa è al lavoro per trovare misure condivise per uscire dalla crisi economica, ma che è anche il giorno successivo al voto in Senato che potrebbe aver messo la parola fine alla possibilità di approvare riforme su cui un accordo politico sembrava trovato - ha voluto dire con nettezza il positivo e il negativo che caratterizza l'attuale situazione in cui ad ogni faticoso passo in avanti vengono contrapposti, per strategie di parte, nostalgici passi indietro. O anche irrispettose fughe in avanti, come quelle di Silvio Berlusconi che il richiamo del presidente l'ha liquidato con uno «stiamo tentando, la legge è al voto del Senato» che è apparso anche giustificativo di quanto avvenuto ma che non ha mancato di ripetere il solito ritornello del bisogna cambiare tutto «perché con questa Costituzione non si può governare il Paese». Se non si procede su questa strada diventerebbe inutile il suo passo indietro, fatto proprio «nell'interesse del Paese». Questa la situazione mentre il tempo stringe con la legislatura che giungerà al suo termine naturale nell'aprile 2013, e con il rischio evidente che neanche alla riforma elettorale, vituperata da tutti ma evidentemente non tanto da cambiarla, si possa arrivare nei tempi necessari. Ma che almeno si arrivi a questo obbiettivo. Napolitano ha espresso in modo esplicito il suo convincimento «che pur legittime proposte di più radicale revisione costituzionale richiedono una ponderazione e un confronto di certo non immaginabili in questo periodo e clima di fine legislatura». Quindi al presidente non resta che auspicare «vivamente che si giunga a una conclusione positiva sul già concordato progetto di più circoscritte modifiche costituzionali, e che ad esso si congiunga un accordo, da portare all'approvazione del Parlamento, su quella nuova legge elettorale la cui necessità è stata riconosciuta dal più ampio arco di forze parlamentari da me consultate all'inizio dell'anno». Questo è il punto. Attuare le modifiche possibili già concordate. Si recuperi l'impostazione originale e si ritrovi una convergenza minima sulle riforme e, quindi, si faccia la legge elettorale. Napolitano ha lanciato l'allarme per la situazione che si va creando in Parlamento. Ha voluto mettere in guardia le forze politiche sulle conseguenze delle «tensioni che si manifestano anche in rapporto alla prospettiva delle elezioni per il rinnovo della Camera e del Senato» che si intrecciano «con il venir meno dell'intesa realizzatasi poche settimane fa, nella competente commissione del Senato, su un significativo progetto di revisione dell'ordinamento della Repubblica (seconda parte della Costituzione)». Perché questo è quanto è stato sancito con «l'approvazione da parte dell'Assemblea, con un voto di ristrettissima maggioranza, di un emendamento sulla composizione del Senato, cui seguirà l'esame di altro emendamento o gruppo di emendamenti egualmente estraneo alla larga intesa raggiunta e presentata il 1 giugno dal presidente della I commissione, senatore Vizzini» che ha subito espressa la sua gratitudine a Napolitano per l'intervento «puntuale e opportuno» dopo che lui, l'altra sera, si era dimesso in Aula dal suo incarico di relatore, subito dopo il voto. «Non voglio litigare con nessuno» ma al Senato gli accordi presi sono stati «stravolti da Pdl e Lega». Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, sulle preoccupazioni espresse da Napolitano ma che non sono piaciute al Pdl che, nell'occasione, riscopre il ruolo delle Camere. «Esiste una piena autonomia di determinazione delle forze politiche in Parlamento rispetto alle riforme istituzionali e alla legge elettorale», dice Fabrizio Cicchitto. Per Maroni, alla testa della riedizione dell'asse Pdl e Lega in nome dello scambio di una parvenza di Senato federale con il semi presidenzialismo ottenuti anche con striminzite maggioranze e non con le larghe intese, le parole di Napolitano sono «stravaganti» e dettate forse dal non volere «l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Per me i tempi ci sono». Per il presidente della Camera, Fini, invece «le parole del Capo dello Stato mettono in guardia proprio dalla tentazione di approvare riforme importanti e radicali della Costituzione senza disporre di una solida e larga maggioranza». Tramontato ildoppio turno,si trattasuunmixdi listebloccateecollegi uninominali-proporzionali Ma i tempisonoormai strettissimi ILRETROSCENA CLAUDIAFUSANI ROMA regime presidenziale. L'elezione popolare del Capo dello Stato è la sostanza vera, il metodo elettorale per esprimere i deputati è invece solo il contorno effimero. Il mito della unzione carismatica di un grande decisore, affrancato dai partiti imbelli, è l'ultimo gioco di prestigio che resta al Cavaliere incantatore per tentare ancora una volta di manipolare gli elettori indossando gli abiti ingannevoli dell'uomo nuovo del destino. La carta della seduzione plebiscitaria viene gettata sul tavolo per conservare in extremis gli equilibri ormai infranti della Seconda Repubblica. Un capo assoluto, e al seguito della sua carrozza di commissario una coalizione eterogenea di liste civiche collegate, è il sogno reiterato di una destra che non vuole ridestarsi dagli incubi di un bipolarismo molto malato. Il Porcellum, per questa destra infarcita di dozzinale populismo, è una grande ideologia, non un semplice incidente di percorso. La porcata escogitata da Calderoli è un enorme e irrinunciabile condensato di valori. È quanto di più si avvicina a una contesa plebiscitaria tra capi solitari che, con il nome inserito sulla scheda, presumono di ricevere in dono una metafisica investitura popolare. Il premio di maggioranza conferito alla coalizione è poi un unicum, un espediente bizzarro di cui non esiste traccia alcuna nelle grandi democrazie dell'occidente. Sebbene sia una fonte accertata di malesseri, e causa di profonde disfunzioni istituzionali, la destra si guarda bene dal congedare il premio alla coalizione. Il suo progetto prevede infatti che i parlamentari nominati in blocco non servano a nulla: siano, per l'autorevolezza del tutto sfumata, soltanto il contorno passivo di un capo “presidenzializzato” per vie di fatto. La Seconda Repubblica è da tempo morta. Intorno al suo cadavere si aggirano però gli antichi fantasmi bipolari che bloccano il cammino di riforme che favoriscano una competizione ruotante su grandi partiti, ripensati nella loro autonomia culturale. Invece di celebrare i funerali del rovinoso bipolarismo meccanico, i partiti sono bloccati dalle nostalgie passatiste della destra. Abile nell'aprire vie di fuga verso la grande rottura presidenzialista, essa si mostra anche risoluta nell'impedire delle puntuali riforme, minimali e condivise. In troppi sembrano aver concordato una inaudita proroga all'esanime seconda Repubblica imperniata sugli anomali premi di coalizione, alla radice di un pernicioso presidenzialismo di fatto. Circoscritte, minimaliste, essen-ziali. Gli aggettivi si sprecano.La sostanza è ancora nebulosa. L'unica cosa certa è che, almeno per tentare il salvataggio della faccia davanti agli elettori, i tre principali partiti che sorreggono Monti - si fa per dire sono d'accordo nell'approvare «almeno» la riforma della legge elettorale. Ancora una volta, mica una rivoluzione. Più timidamente un Porcellum, l'attuale sistema di voto, ritoccato un po' in qua e in là in chiave Provincellum per evitare, scioglilingua a parte, un non più sopportabile Parlamento di nominati. L'appello del Capo dello Stato si fa sentire ma leader, segretari e sherpa si erano già messi in moto all'inizio della settimana quando era stato chiaro che il pacchetto Riforme istituzionali sarebbe morto nuovamente al Senato. Così mercoledì mentre a Palazzo Madama avveniva lo scambio, quasi fossero figurine, Senato-federale e semipresidenzialismo, a Montecitorio s'incontravano Bersani e Alfano per provare a trovare l'accordo su un nuovo sistema di voto. «La riforma del sistema elettorale rappresenta un'esigenza di tutti e da tutti fortemente voluta» ha detto il segretario del Pdl, «si muove libera nello scacchiere delle riforme dove non c'è spazio per logiche strumentali». La trattativa è avviata. Oggi si sono incontrati i vertici dell'Udc. Al tavolo, a dare le carte, Denis Verdini per il pdl, Maurizio Migliavacca (Pd), Lorenzo Cesa e Ferdinando Adornato per l'ex Terzo Polo. «Nessuna decisione certa» si spiega alla fine dell'incontro. Morte le riforme costituzionali, spiega uno dei tecnicì, l'idea del doppio turno è «definitivamente tramontata». Sul tavolo abbondano le correzioni al porcellum di Calderoli. Al momento raccoglie consensi l'idea di avere il 50% delle liste bloccate (sistema attuale) e un altro 50 con il Provincellum, collegi uninominali dove però vengono eletti solo chi ha i migliori quozienti (che non sempre corrispondono al primo o secondo posto) in una sorta di ripartizione proporzionale. Questa sarebbe l'opzione preferita dal Pdl. In alternativa, nell'ambito dello stesso sistema, si ipotizza il 25 per cento di liste bloccate e il 75 per cento dei collegi. Quali? Gli stessi del Mattarellum, una geografia già conosciuta, sulla carta facile da disegnare ma che richiederebbe comunque tempo. Almeno qualche mese. Sul tavolo anche la soglia per avere il premio di maggioranza che non è ancora chiaro se consegnare al partito o alla coalizione. È il nodo più difficile da risolvere. Da cui discendono infinite variabili a cominciare dalla sopravvivenza di un bipolarismo convinto o per finta. Si discute anche sul premio di consolidamento nel caso in cui la coalizione che vinca risulti sotto il 40%. Sembra invece un dato certo, quasi acquisito, lo sbarramento del 4% per entrare a far parte di una coalizione. Le preferenze, per quanto le chiedano tutti a parole, racconta un tecnico, «in realtà non le vuole nessuno». L'Udc insiste per averne tre come nelle elezioni europee. Insomma tante proposte, nessuna certezza. Tranne due: la volontà politica di fare qualcosa; la necessità di vedere come va a finire il vertice di Bruxelles. Se dovesse andare male, l'ipotesi di andare a votare a ottobre resta sul tavolo nonostante gli appelli di Napolitano e le evidenti controindicazioni che arrivano dai mercati e dal contesto europeo. Votare in ottobre significa doversi accontentare del Porcellum con poche correzioni perchè non ci sarebbe materialmente il tempo di correggere la geografia dei collegi. Diverso invece se i leader a Bruxelles dovessero trovare un accordo. In questo caso ci sarebbe più tempo per seppellire il Porcellum e cambiare strada. «Una nuova legge elettorale non solo è necessaria: è ancora possibile» dice il vicepresidente del Senato Vannino Chiti. La sua idea è «procedere con una legge che attribuisca il 50% dei seggi in collegi uninominali ad un turno, e l'altro 50% con il proporzionale, in piccole circoscrizioni e con uno sbarramento al 5%. Una tale legge consentirà ai cittadini di scegliere, vedendoli in faccia, i propri rappresentanti e di contribuire a decidere le maggioranze di governo». Gli sherpa dovrebbero vedersi lunedì. A vertice concluso e assimilato nelle sue conclusioni. L'obiettivo è arrivare «all'intesa politica certa» entro luglio. «Riforme radicali non ora» E la destra attacca il Colle Napolitano contro il colpo di mano Pdl-Lega in Senato: si torni al progetto concordato Berlusconi: «Con questa Costituzione non si governa». Cicchitto e Maroni contro il Quirinale MARCELLACIARNELLI ROMA . . . Serve «una ponderazione e un confronto non immaginabili a fine legislatura» . . . Il Pd: «Non litighiamo con nessuno, gli accordi sono stati stravolti da Pdl e Lega» Dopo Porcellum, negoziato sul sistema delle province . . . Soglia per il premio di maggioranza. Stessi collegi del Mattarellum, sbarramento al 4% venerdì 29 giugno 2012 5
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